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Una storia di StefanoCiancarella

L'incredibile insuccesso degli Skiantos

La meravigliosa parabola dei creatori del genere demenziale

391 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 23 febbraio 2019 in Giornalismo

Tags: #Skiantos #Demenziale #rock #freak

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Prima di iniziare a leggere l'articolo, consiglio l'ascolto di questa playlist, rigorosamente in ordine casuale:

"Sono sempre stato, e mi ritengo ancora un dilettante. Cioè una persona che si diletta, che cerca sempre di provare piacere e di regalare il piacere agli altri, che scopre ogni volta quello che fa come se fosse la prima volta. Non mi riconosco nei panni del professionista con la "P" maiuscola, che comunica le regole che ha imparato dalla gavetta in poi, esercitando il proprio mestiere."

(Roberto "Freak" Antoni)


Quando in Italia parliamo di "genere demenziale", diventa inevitabile citare quelli che, a casa nostra, ne sono considerati i padri indiscussi, ossia gli Skiantos.


Essendo troppo giovane per aver vissuto quell'epoca (parliamo del '78, e io sono venuto al mondo dieci anni dopo), ho avuto modo di recuperarli in gioventù, quando con i miei compagni di liceo facevamo a gara a chi trovava più roba comica (anche ai limiti del blasfemo), complice anche la diffusione su internet dei primi programmi per scaricare musica e video di qualsiasi genere.


Avendo poi sempre avuto, per forma mentis, il vizio di ascoltare la discografia di un artista dal primo disco (evitando come primo impatto il titolone a tutti i costi), il primo loro disco che ascoltai fu "Monotono" (che in realtà sarebbe il secondo, ma "Inascoltable"è a tutt'ora abbastanza irreperibile, purtroppo).


Fu un impatto tremendo.


Da lì in poi rimediai tutti i loro lavori (quantomeno quelli reperibili, visto che alcuni sono fuori catalogo da un bel po' di anni e non si trova un'etichetta disposta a ristamparli, purtroppo), e mi affezionai a quel gruppo di matti che univa dei testi caustici a un sound veramente roccioso (grande esempio "Eptadone"), amore che, a distanza di più di quindici anni, porto vivo nel cuore.


Ma perché gli Skiantos sono stati così importanti?

La risposta è molto semplice: perché hanno dato il via ad un movimento che, a tutt'oggi, ancora dura!

Gli Skiantos, a livello artistico, hanno avuto numerosi figli artistici, tra cui gli Elio e Le Storie Tese (altri padroni indiscussi del genere), i Gem Boy, i Prophilax.


Quando cominciarono, gli Skiantos furono una novità assoluta; la storia narra che, durante una delle loro esibizioni (precisamente al Bologna Rock, il 2 Aprile 1979), portarono sul palco una cucina, un frigo, un tavolo, cucinarono degli spaghetti e non suonarono alcunché, e al pubblico che protestava fu risposto semplicemente:


"Non capite un cazzo: questa è avanguardia, pubblico di merda"


Il rapporto con il pubblico è stato uno dei grandi punti di forza degli Skiantos: una delle principali attrazioni durante le loro performance, era il lancio degli ortaggi sul pubblico sulle note di "Largo all'avanguardia" (tra l'altro uno dei loro pezzi più riusciti).

Gli Skiantos insultavano il pubblico e il pubblico li insultava: probabilmente il rapporto più paritario e democratico che ci possa essere fra una band e il suo pubblico.


LA PROVOCAZIONE COME ARMA

Se c'è una cosa che proprio dobbiamo ammettere, è che gli Skiantos, a livello di provocazione, non hanno mai temuto rivali.

Già se analizziamo alcuni titoli (come ad esempio "Calpesta il paralitico", "Sono un ribelle mamma", "Merda d'artista", "Dio ci deve delle spiegazioni"), capiamo come gli Skiantos (i cui testi erano prodotti dalla sapiente penna di Freak), hanno sempre fatto della provocazione il loro cavallo di battaglia.


Ecco alcune frasi celebri:

“Che cosa ti vuoi aspettare da un paese che ha la forma di una scarpa?”

“Dio c'è ma ci odia!”

“Non ho parole, ma in certi casi è meglio non averne.”

“Grazie dei fiori, anch'io ti farò un mazzo così.”

“Si dice che una volta toccato il fondo, non puoi che risalire. A me capita di cominciare a scavare"


Per poter apprendere e gustarsi a pieno il senso della filosofia demenziale, vi invito a guardare questa piccola perla:



Detto questo, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima rubrica musicale!


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