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Una storia di Anastasiaslave

La mia vita da slave 1

Ecco un racconto dettagliato di come vivevo le mie giornate a casa del Padrone

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2 minuti

Pubblicato il 10 novembre 2020 in Erotici

Tags: #domsub247BDSMSADOMASOCHISM

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Capitolo 1: LA SVEGLIA

La giornata iniziava alle 5.30. Sentivo la sveglia e il Padrone che brontolando la spegneva, si alzava e veniva dalla mia cuccia fatta di cuscini, che stava ai piedi del suo letto, mi toglieva la coperta e mi tirava un colpo secco sul culo. Con la pelle che bruciava mi alzavo e a testa bassa mi dirigevo verso il bagno, entravo e mi mettevo in ginocchio dentro alla doccia. Il Padrone si avvicinava, tirava giù i pantaloni del pigiama e prima che avessi il tempo di ammirarlo, avevo già il suo cazzo dentro alla mia bocca. Iniziava ad urinarie dentro alla mia bocca e io felice di quel dono, lo bevevo tutto senza mai farmi scappare una sola goccia.

Capitolo 2: LA COLAZIONE

Appena il Padrone finiva di urinarie in me, mi alzavo e ringraziandolo del dono appena ricevuto mi dirivevo verso la cucina, dove dovevo preparare la colazione per il Padrone e quella per me.

Entravo in cucina e mi mettevo il mio grembiule, prendevo la caffettiera e iniziavo a fare il caffè, in seguito, prendevo la scatola di biscotti che preparavo io ogni 2 giorni in modo che fossero sempre freschi e gli preparavo il suo piattino. 6 biscotti, 1 tazzina di caffè con 1 zolletta di zucchero e mezzo bicchiere di latte freddo, questa era la sua colazione.

Successivamente prendevo 2 ciotole, un cartoccio di succo d'arancia e un pacco di cereali al miele, mettevo nella prima ciotola il succo d'arancia e nella seconda 2 manciate di cereali al miele, e li lasciavo sul tavolo.

Spostavo la sedia del Padrone in modo che poteva sedersi appena entrava e mi mettevo in ginocchio sotto il tavolo ad aspettarlo.

Solitamente dopo circa 5 minuti che ero in ginocchio arrivava con il suo accappatoio accompagnato da un profumo buonissimo, accendeva la radio, si sedeva e si metteva comodo per iniziare a fare colazione.

Il mio compito era quello di fargli un pompino mentre mangiava e se riuscivo a farlo venire prima che finisse la colazione, mi metteva a terra le mie 2 ciotole altrimenti non facevo colazione.


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