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Una storia di MarcoPolli

Le Stagioni del Natale

...il cerchio della vita...

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5 minuti

Pubblicato il 04 dicembre 2020 in Altro

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Cos’è lo Spirito del Natale? In cosa consiste la Magia di questa festività?

Ce lo domandiamo ogni anno, quando il Natale si avvicina. Se chiediamo in giro in che cosa consistono questo Spirito e questa Magia, ci sentiremo rispondere che il Natale è una ricorrenza religiosa speciale e che a Natale siamo tutti più buoni e ci ritroviamo a festeggiare insieme pieni di felicità! Come se durante l’anno fossimo per natura malvagi e tristi all’idea di ritrovarci per fare festa.

Ma, a parte le frasi fatte e le definizioni di circostanza che costantemente accompagnano il susseguirsi delle ricorrenze e delle festività, qualcuno di noi ha mai provato a pensare a che cosa abbia rappresentato e rappresenti veramente il Natale nella quotidianità della vita di ciascuno di noi?

Per un bambino l’inizio di dicembre, con la comparsa delle prime luminarie per le strade e il ponte di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata quando si addobba l’Albero di Natale e si prepara il Presepe, sancisce ufficialmente l’ingresso in pieno clima natalizio con tutte le aspettative, i desideri ed i sogni che la giovane età porta con sé.

E arriva il 24 Dicembre. La vigilia cresce l’attesa della festa ritrovando i compagni di scuola e di giochi alla messa della sera, o a casa con mamma e papà a seguire la programmazione Natalizia in televisione.

La mattina di Natale, il tanto agognato 25 Dicembre, finalmente arriva, e subito sveglia presto per correre a vedere i doni sotto l’albero e godersi appieno il giorno della Festa tra l’apertura dei regali ed il pranzo in famiglia, con tanti parenti riuniti tutti insieme per l’occasione a ridere e scherzare fino a sera!

E l’atmosfera gioiosa che si respira prosegue fino all’Epifania quando si smontano l’Albero e il Presepe e le luci della Festa si spengono.

Poi, inevitabilmente, si cresce, ed il Natale diventa una delle feste in cui si resta a casa da scuola per un po’ di giorni per riposare e recuperare le energie leggendo i libri che il docente di italiano assegna per i compiti delle vacanze.

L’attesa della Festa è per staccare un po’ la spina dalla routine quotidiana e dalla lente d’ingrandimento del professorone sempre pronto a chiamarci alla lavagna per l’interrogazione di rito, sostituita dall’immancabile domanda che lo studente Mai vorrebbe sentirsi porre, soprattutto da amici e parenti, a maggior ragione quando riuniti per la Festa, e alla quale, soprattutto, non vorrebbe Mai doversi trovare a rispondere innumerevoli volte nel corso della propria carriera scolastica, la temibile: “ Come vai a scuola?”

Ed ecco che si diventa adulti. Il tempo della spensieratezza e del riposo dalle fatiche scolastiche ha lasciato il passo al desiderio di staccare un po’ la spina dalle responsabilità del lavoro.

Adesso l’organizzazione del Natale spetta a noi. Un po’ alla volta, col passare degli anni, alcuni hanno messo su famiglia. Altri non ci sono più. Ma è tempo di pensare a cosa si preparerà per pranzo e a quanti saranno gli invitati. Da chi si festeggerà quest’anno? Quanti saremo? Cosa prepareremo per pranzo? Cosa porterà ogni invitato? I bambini mangeranno a tavola con gli adulti o si preparerà una tavola tutta per loro? La giornata è, infine, riuscita bene. A sera ci si saluta contenti e, dopo esserci scambiati i progetti dei festeggiamenti del Capodanno che sopraggiungerà a breve, finalmente ci si accomiata nell’augurio di ritrovarci nella medesima atmosfera di festa l’anno seguente.

Ma il tempo inesorabilmente scorre. Magari avremo vissuto abbastanza a lungo da riuscire a diventare anziani.

Che sapore avrà il Natale per noi che saremo riusciti a raggiungere la tanto agognata pensione e già vivremo tutto l’anno come in una sorta di vacanza perenne? I meno fortunati di noi magari non ci saranno più già da tempo. Probabilmente saremo gli ultimi superstiti della generazione precedente delle nostre famiglie, le cosiddette memorie storiche di un passato da raccontare e tramandare ai nipoti.

Il Natale arriverà. Come sempre. Come tutti gli anni il 25 Dicembre. Ne avremo passate tante di feste di Natale nel corso della nostra vita, dall’infanzia fino ad invecchiare anno dopo anno. Che Natale sarà questo che ci apprestiamo a festeggiare? Avremo tutta la famiglia riunita a casa nostra o saremo ospiti di chi si sarà fatto carico di organizzare il Natale quest’anno?

Comunque vada la Festa riuscirà benissimo come sempre. Come tutti i Natali passati. Solo che saremo noi a vedere quest’ultimo Natale con occhi diversi dal solito. Altri bambini occuperanno i posti della nostra infanzia, tanti commensali si saranno susseguiti al tavolo degli adulti al quale da molti anni ormai sediamo anche noi il giorno di Natale. Volti sempre nuovi avranno preso il posto di chi c’era l’anno prima e non è riuscito a festeggiare il Natale di quest’anno. A fine giornata ci si saluterà, come sempre, felici del tempo passato insieme e programmando il Capodanno che verrà di lì a breve, augurandoci di organizzare per il prossimo anno delle feste altrettanto belle come queste.

E arriverà un altro Natale. La famiglia si riunirà nuovamente a festeggiare. Lo scambio degli auguri man mano che gli invitati arrivano. Il rito del pranzo con il tavolo dove siedono gli adulti ed un altro riservato ai bambini che giocano, per un giorno, a fare i grandi a tavola. Gli antipasti, i primi, i secondi, il dolce e poi il momento preferito da sempre da tutti i bambini... l’apertura dei regali! Dopo pranzo, mentre i bambini giocano spensierati, arriva, come sempre, l’ora di tirare sera mentre si smaltisce l’abbondante pranzo, alcuni facendo la pennichella, altri chiacchierando del più e del meno e programmando qualcosa per l’imminente Capodanno, in attesa di accomiatarsi, a sera, al momento di tornare ciascuno a casa propria, dopo aver ringraziato i padroni di casa per l’ospitalità.

Nel corso della giornata qualcuno avrà certamente notato un’assenza in più rispetto al Natale precedente, ed i presenti avranno sicuramente ricordato di quando, fino all’anno prima, eravamo in mezzo a loro, e da quest’anno anche noi non ci saremo più...


© - Marco Polli


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