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Una storia di vladimiroforlese

Questa storia è presente nel magazine Vivere per (r)esistere

Partenza

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1 minuti

Pubblicato il 29 gennaio 2019 in Poesia

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E se domani accadesse

il brogliaccio del ’943 torna

utile allo scopo. Quel giorno

chiuderò porte e finestre

lo zaino pronto nell’armadio

basterà tirarlo fuori;

le scarpe robuste per gli inverni

penzolano fuori, accanto alla borraccia.

Lo so, sarà lunga e, come fu allora,

sarà tragedia.

Forse a me non basteranno gli anni

per vivere una vita nuova

ma lasciarli fare m’infangherebbe

di complicità il sangue.


Un ultimo sguardo lo darò alla panca

sotto l’eucalipto, qualche parola alle rose

e via, prima che arrivino al cancello.

Lascerò un biglietto,

pochi versi intrisi di futuro

attaccato sullo specchio. Magari

qualcuno dei carnefici leggendo

guarderà riflessa negli occhi

la propria idiozia. Chissà

se ghignerà rabbioso

o si sparerà in bocca.

Provo pena per la profanazione

della sacralità umana.


Vado,

messianico il cuore batte furioso.

Sono già in lotta


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