scrivi

Una storia di Zamanero

Campione del Mondo

continuano le tragicomiche novelle di Maurizio

100 visualizzazioni

15 minuti

Pubblicato il 15 marzo 2021 in Erotici

0

Care lettrici e cari lettori. (più le lettrici….scusate se son di parte)

Non so se vi ricordate di me?

So già la risposta......”Ehhhhmmm, no! Proprio no”.

Se vi dico che sono quello della scopata con svenimento?

Non vi dice niente, vero?

Allora non avete letto “Che Dio me la mandi bona”. Fatelo!!!!


CAMPIONE DEL MONDO!

CAMPIONE DEL MONDO!

CAMPIONE DEL MONDO!


Già....campione del mondo , ma de ché?

Un attimo, un attimo!!!

Se vi dico tutto adesso che gusto c'è.

Vi lascio un attimino in waiting for.....in attesa.... per quelli che non masticano le lingue.

Comunque le lingue io le parlo, non le mastico.

Brutto modo di dire, ma si usa molto.

Tralasciamo queste divagazioni pseudo-linguistiche e torniamo a noi.


È cominciato tutto quando sono stato in un privè della nostra zona.

Beppe, il mio amicone, mi disse di aver conosciuto una donna su internet che lo aveva invitato ad una serata proprio lì. Sarà una prostituta. Le becca proprio tutte lui.

Va beh, io a queste menate credo poco, ma lui ha insistito ed eccoci qua.

All'ingresso la cassiera ci chiede 150 euro.......”Cosa? Ma voi siete pazzi”, dico.

Il mio amico allora dice alla cassiera il nome di chi lo aveva invitato.

“Ahhhh ma potevate dirlo prima” sbotta “allora son 50”

Ma cazzo, neanche ci ha lasciato parlare come facevamo a dirglielo prima.

Già sarei andato via, ma il Beppe voleva entrare, piuttosto pagava lui.

Mi ruga tirare fuori un cinquantone, ma per lui lo faccio.

Beppe è mio amico. Beppe per me è come un fratello.

Anche più di un fratello.

Entriamo. Vado subito al bar.

Ho bisogno di qualcosa di forte, molto forte.

Chiedo un Vodka-Lemon con tanta, ma tanta, Vodka. 10 euro....ladri!

Ma tu dimmi perché mi son lasciato attirare in questo tugurio.

Beppe intanto è sparito.

Sarà andato a cercare l'amichetta e spero per lui ne valga la pena.

E che non gli prosciughi il portafoglio.

Se no, appena lo vedo, gli do una testata che lo tramortisco.


Mi siedo su uno dei divani che si allineano lungo il perimetro della sala.

La musica non è male. O almeno a me piace. Anni 70-80.

Mi sembra sia una canzone di KC and the Sunshine Band, se non erro “I'm your boogie man”

Mi stravacco. Almeno i divani son comodi. Morbidi e vellutati.

Ci sono due coppie in mezzo alla pista, che ballano fra loro.

I maschi in giacca e cravatta, impettiti e goffi, e le donne vestite come zoccole.

Tacchi stratosferici e gonne inguinali.

Fossero belle fighe potrebbe anche andare, ma son dei cessi che camminano.

E magari pensano pure di essere attraenti.

Forse sarebbe più attraente Beppe vestito come loro. Ahahahahah, scusa Beppe, ahahaha!


Una coppia di donne, leggermente spostate rispetto alla pista, parlano e guardano.

Una di queste mi punta. Lo sta già facendo da un po’.

Ride e dice qualcosa all’orecchio dell’altra.

Anche l’altra ride.

Quella più alta, forse anche per via delle scarpe zeppate da un metro e mezzo di color blu fluo di vernice, si avvicina.

Non è malaccio la manza. Non più giovane ma ben messa. Un usato sicuro, insomma.

Ha un top nero che fa intravedere il reggiseno con due belle poppe.

Gonna fasciante blu come le scarpe e calze grigie, sicuramente autoreggenti vedendo il tipo.

Si siede accanto a me. Scosciandosi si intravedono le calze come le immaginavo.

“Solo?”, mi chiede.

MI giro indietro, guardo un po’ di qua e di là, poi le dico.

“Dici a me?”

“No, a quell’altro seduto accanto a te”

Ma non c’è nessuno accanto a me…..ahhh…capito…battutona

“No, sono con un amico ma non lo vedo da un bel po’. Tu sola?”

Lo so, non lo è. Ma faccio come quello che non ha visto che lo stavano guardando.

“No, sono con una amica e ci chiedevamo se sei bravo di lingua”

“ Ah, guardi bella signora…sono laureato alla Bocconi in lettere, sono un logorroico; a volte anche di notte mi sveglio parlando Inglese o Tedesco”

Cerco la simpatia impertinente che mi ha sempre aiutato con le donne.

“Non so in che senso ma penso di si”

“ Ma dai scemotto, leccare la patata….dai non fare quello che non capisce mentre hai capito perfettamente. Sei un discolaccio. Un discolaccio carino, però”

Ma come parla questa, è fuori come un balcone.

A dirla tutta non è che mi sentissi proprio in forma.

Non volevo neanche venire qua a sentire una troietta che mi parla di leccate di figa come una ragazzina.

Ero giusto uscito da quella storia di sesso e svenimenti che mi aveva fatto perdere la fiducia nel mondo femminile.

E poi….se io lecco non ci guadagno di nuovo niente…. e stavo per dire di no, quando questa si gira, si mette su di un fianco appoggiandosi a me e tira fuori una tetta dal reggiseno e me la mette davanti alla bocca.

Ha un capezzolo lungo due centimetri.

Alla vista del capezzolone, mi si scatenano gli ormoni, che prima dormivano tutti.

Si mettono il casco e via. Adesso si parte.

La lingua asciutta fino a quel momento in un attimo cola di saliva che le papille gustative si mettono il salvagente per non affogare.

Tetta e capezzolo…..capezzolo e tetta.

Come nei migliori fumetti pornosoft degli anni 70, saliva e lingua si muovevano con suoni onomatopeici…..slurp….slap…ciuc ciuc.

Chissà cosa era scattato in me per cambiare idea in modo così repentino.

Sarà perché le tette son sempre state apprezzate già da neonato? Mia madre diceva che volevo ciucciare anche quando di latte nelle sue tette finì.

Oppure perché la baldracca appiccicata a me “tiene nu belle par ‘e zizze”?

Vuoi per una cosa o per l'altra, ma in quelle poppe mi ci son buttato a pesce.

I capezzoli si sono ancora più inturgiditi.

Alla signora sembra piacere la mia lingua.

Sbircio verso l'amica che era rimasta dove si erano lasciate.

Guarda, e mi sembra interessata.

A guardarla bene non è niente male. Un po' zoccola anche lei, ma rispetto a quelle in pista....va beh non ci vuole molto, direte voi, dopo come ve le ho descritte.

Mi dico “ Questa occasione non me la devo lasciar perdere”.

Due donne insieme son sempre state un mio pensiero erotico, neanche molto nascosto.

Ma mi sorge anche una domanda …..sarò in grado di soddisfarle entrambe?

Allora, partiamo dal presupposto che “nun me ne pò fregà de meno” se non ce la faccio, e quindi non ho niente da perdere.

Poi una mi si è già buttata addosso e non si schioda, perché non provare anche l'altra?

Smetto un attimo di leccare, anche perché il capezzolo l'ho già martoriato parecchio e gli do un po' di tregua.

Le chiedo se l'amica voleva anche lei provare la mia lingua.

“ La chiamiamo e vediamo” dice.

Tra l'altro qua si parla solo della mia lingua ma di scopare niente.

Mentre lei fa un cenno all'amica, che si avvicina, io le chiedo che ci guadagno.

“Tu non ti preoccupare che per te c'è sicuramente qualcosa......altrimenti se non ti va...ciccia”

Ullallà, che peperino!! Ho solo chiesto.

Non voglio farle tutto lo spiegone della scopata precedente mai arrivata al dunque, ma stavo cercando di non uscire di qua con i coglioni pieni.

Commercialmente parlando ci sta no?

Buono...visto che anche l'amica sembra interessata all'articolo che presento, decidiamo di appartarci. “OOOHHHH, ragassi….mica siamo qua per lucidare le suppellettili del locale, vacca boia”

Mentre ci spostiamo le due baldracche sono davanti. La zoccola della leccata al “capessolone” ha i fianchi un po' larghi ed il culo basso, benché i tacchi aiutano a tenere tutto un po’ più su.

L'amica è meglio di quello che pensavo.

Ha un bel culo, fianchi stretti, cosce lunghe....mi son perso le tette, ma fra poco avrò modo di apprezzarle.

Mi portano in una stanzetta piuttosto buia, con una luce blu, tipo ultravioletti.

Tutte le cose bianche diventano viola. C'è un letto rotondo nel mezzo.

Intorno tanti spioncini.

I morti di figa si mettono lì e guardano cosa succede all'interno.

Taci tu, mi dico, che sei stato MDF per due anni. Adesso hai la fortuna, per così dire, di averne due sottomano e ti senti già Superman. Presuntuoso.

Ah, cosa dite...non capite che vuol dire? MDF sta per “morti di figa”...l'ho detto prima parlando degli spioncini.

Son stato MDF anche io, lo ammetto.


Le due si mettono sul letto e si tolgono le mutandine e le gonne.

Senza tanti preamboli si mettono a pecorina. Alla vista delle due fregne lì davanti, mi si rizza il fratellino e mi tiro giù i pantaloni e mutande.

Sento la prima zoccola che dice” Ragazzo, tranquillo, niente penetrazione. Solo lingua. Te l’ho detto. Poi ci sarà la nostra anche per te”

.

Mi butto sulla prima come facevo con il capezzolo mentre con l’altra uso le dita.

La mia lingua comincia a lavorare su quella “Ciornia” (si chiama così la figa a Torino) e le dita entrano in quella dell’amica.

Sono un grande, ho una coordinazione invidiabile.

Muovo la lingua su e giù, la faccio entrare nella figa ormai madida e alterno questa tecnica.

La troia sembra apprezzare. Si muove, allarga bene le gambe, mugugna. L’amica apprezza le mie dita che le frugano la patata, anche questa bella umida.

Mi ricordo che tanti anni prima una mia ex mi disse che avevo una lingua strana, come se avessi tante puntine piantate sopra. Sì ...ho capito che non avete capito…mi spiego meglio.

Mentre si limonava, lei aveva la sensazione che, in certi momenti, la lingua raspava come fosse carta vetro.

Sta di fatto che se muovo la lingua in un senso è liscia, nel senso opposto è un po rugosa.

E qui che viene fuori la tecnica….lingua piatta…prima in un senso poi nell’altro.

La figa della predestinata, la sente morbida inizialmente poi raspa un po’.

E ho capito che alle donne piace, urca se piace.

E anche la zoccola sottoposta a questa tecnica cede quasi subito…..orgasmo con gemiti come se fosse la prima volta che gode.


L’amica sembra allibita da tanto godimento ma non le lascio neanche il tempo di pensare che l’aggredisco, togliendo le dita e cominciando con la lingua.

Cambio tecnica. La figa di quest’altra lo merita.

Con le labbra prendo le carnose protuberanze della vulva e, come si fa quando si mette il rossetto ( si, ma non pensate male, sono uomo fino al midollo, etero e me ne vanto, chiuso l’argomento), le muovo una sopra l’altra.

Mentre con la mosca cerco di strusciare il resto della figa. Cosa avete capito….mica l’insetto, la mosca sotto il labbro inferiore, la barbetta da capretta.

La curo molto. Poi io metto il balsamo così rende i peli morbidi, morbidi.

Serve sapete. Da un effetto leggermente pungente che stimola.

Ridete, ridete pure, non capite niente.

Sicuramente i maschi rodono. Per le femmine...sempre a disposizione per la prova.

Andiamo oltre.


Le dita cercano la figa dell’altra, che nel mentre si era messa a gambe larghe, e le infilo…e frugo, cosa cerco non lo so, ma frugo.

Con la lingua continuo il lavoro cominciato con le labbra.

La ciornia (ahhhh, adesso non fate più la faccia strana, ehh?) pulsa, emana odore acre di libidine, è pronta per godere anche quest’altra troietta.

Detto, fatto, due bei colpi di lingua, tecnica piatta, ed è fatta.

La vogliosa di fianco si dimena con le mie dita dentro. Calma ragazza me le vuoi rompere!

Non si accorge neanche che le tolgo e le infilo la lingua.

La affusolo come fosse un piccolo pene e penetro nella cavità vaginale. E poi muovo la testa avanti e indietro.


Muovo testa e lingua più veloce e non faccio in tempo a cambiare tecnica, che la signora mi viene subito. L’amica, vista la situazione mi prende la testa e me la mette sulla sua fregna. Pulsa ancora da prima, non ha mica smesso di godere. E da buon samaritano, me la spupazzo ancora un po’.

Piatta, affusolata, labbra chiuse, aperte, mosca, lingua, uso tutte le tecniche e dopo un paio di minuti, mi schiaccia la faccia contro il suo monte di venere, tanto che faccio fatica a respirare.

Fatta anche questa.

Sembrano sfatte, ma come sono bravo…… o come sono bravo!!

Finalmente si coalizzano e mi spompinano. “Brave ragasse, siete mica qua solo per fare lavori domestici, vacca boia”.

Ci metto poco a venire, non avevo mai provato due bocche all’unisono che si occupassero del fratellino.

Spossato anche io, mi corico in mezzo alle due.

Una di loro dice “Bravo, ci sai proprio fare. Ci ho preso”

alza un po’ e dice “mi devi un euro”

Allora non ci siamo capiti!!! Son bravo e devo darti un euro.

Questo l’ho solo pensato.

In effetti le ho chiesto “Perché?”

E lei “ Ma non tu…lei” ed indica l’amica.

Ste stronze, avevano scommesso su di me.

Anche l’altra dice” Bravo, bravo veramente….potresti farlo di professione. Un euro ben speso, ahahahah”

“Si, come sport” dico.

“ Già perché no” dice la zoccola “ dammi il tuo numero di cellulare, ho un’idea”

Mah, chissà che ideona.

Se però “me gusta”, anche se non so cosa abbia in mente la porcellona, si può fare.

Mi ricompongo. Ci salutiamo e la biondina, quella meglio delle due per intenderci, mi sussurra

“Nella tasca dei pantaloni ho messo il mio numero….chiamami”

Con un cenno del capo annuisco e lei mi fa l’occhiolino.


Raccatto Beppe, che si era addormentato su un divano. Fesso.

Mi chiede “ Ohhh, ma dove cazzo eri finito?”

“Un giorno ti racconterò”. Anche glielo avessi detto, tanto non capiva niente.

Quando beve rincoglionisce. Chissà quanto si è speso in beveraggi, e chissà se ha fatto qualcosa con la tipa. Inutile chiederglielo.

Passano i giorni, poi mi arriva una telefonata.

Una voce di donna mi dice “Ciao, ti ricordi di me…il privè…la scommessa?”

“Si ricordo” e penso fra me e me “La troia del culo basso”

“ Ho organizzato un torneo”

“ Di cosa….succhia cazzi?”

“No…l’opposto…lecca fighe

Fra stupore e meraviglia mi chiede se voglio partecipare….e la risposta è ovvia “certo che si”


Mi ritrovo di nuovo al privè questa volta gratis,

C’è caos stasera rispetto a qualche settimana fa.

Il primo torneo di lecca fighe ha attirato un sacco di gente.

Io concorro. Ho tre sfidanti.

Hanno fatto una selezione passando dalle due puttanelle.

Regolamento semplicissimo: vince chi fa venire più in fretta tre donne, una dietro l’altra.

In mezzo alla pista da ballo c’è un tavolone e le tre fighe sono lì a disposizione.

Un quarto d’ora fra un concorrente e l’altro, per permettere alle fighe di riprendersi.

La selezione delle donne è stata fatta in base a quanti orgasmi potevano reggere.

La gara è dura ma non ho rivali. Sbaraglio il campo. Mi danno coppa e 1000 euro.

Mai fatto tanti soldi con così poco sforzo.

Visto il successo, se ne fa un secondo , poi un terzo, le selezioni regionali, poi i Campionati Italiani.

Si, sono il Campione Italiano.

Ma in giro per il mondo la notizia di questi campionati è diventata quasi virale. E si sono moltiplicati i campionati in varie parti della terra.

Quindi hanno fatto le selezioni sia a livello Europeo che a livello extraeuropeo. Ha preso piede la nuova disciplina.


Maggio….Primo Campionato del Mondo di lecca fighe.

E dove si svolge? Nella mia Torino.

Gioco in casa.

Tutti gli amici sono qui per vedermi gareggiare.

Siamo 32. Tutti campioni nelle proprie nazioni.

Scontri diretti ad eliminazione.

Passo tutti gli scontri. Non male come sempre.

Arrivo alla finale. Ovvio, sono il migliore.

Ci sono. Siamo rimasti in due.

Facciamo due scontri con tre donne ma finiamo sempre in parità.

Però la finale non è finita….c’è da incontrare la Frigida.

Una donna che non ha mai avuto un orgasmo in trent’anni.

Estraggono a sorte per chi deve iniziare.

Inizia il mio contendente. Un Filippino con due labbra che sembrano un canotto.

Mezz’ora dopo getta la spugna. Rinuncia, la lingua gli fa male.

Parto io. Mi avvicino. Lei è a gambe larghe.

Come nei migliori film di Rocky, muovo il collo a destra e sinistra.

Come nei migliori film di Bruce Lee, mi faccio scrocchiare le nocchie, che non mi servono, ma fa gran scena.

Come nei migliori duelli dei migliori film Western, mi metto davanti a lei e la guardo negli occhi.

Comincia la sfida.

È un quarto d’ora che muovo la lingua in tutte le maniere, le mie maniere.

Non sembra provochi in lei nessuno stimolo.

Poi mi viene il colpo di genio.

Con la bocca arrivo al clitoride, con la lingua lo sollevo leggermente e con i denti superiori comincio a mordicchiarlo. È difficile, devo sincronizzare lingua e denti, ma sembra faccia effetto.

Sento un piccolo mugugno.

Poi ansima, poi mugugna ed io continuo

E mugugna e ansima, allora accelero.

Continuo sempre più forte.

La bocca mi fa male, la lingua anche, ma ce la posso fare.

Dopo 25 minuti, sento un gran urlo e le cosce della Frigida che cominciano a sbattere sulle mie orecchie.

E sbattono sempre più violentemente. Adesso mi fanno male anche le orecchie.

Fischiano e sono calde come il fuoco.

E questa non smette di aprire e chiudere le cosce con in mezzo la mia testa.

Sono allo stremo, ed in quel momento, sento le cosce che si chiudono e non mi mollano più.

Sento a malapena l’urlo della folla….Campione del mondo, Campione del mondo….poi sento un’ambulanza.

Oddio sto male. Mi stanno trasportando all’ospedale. Morirò.

Niente di tutto questo.

L’ambulanza è la fuori, io sono nel mio letto tutto sudato, il sole penetra fra le tende e tutto questo non è altro che un sogno.

Solo un sogno. Ma la lingua mi fa male e sento odore di figa.

Certo che alcuni sogni sembrano proprio reali e la mente suggestionata.

Ma la realtà è una sveglia che suona poco dopo.

Campione del mondo.

Campione del mondo per una notte.

.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×