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Una storia di Albert5454

Dimmi padre.

già...

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7 minuti

Pubblicato il 03 novembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #Africa #bimbo #cielo #mare #viaggio

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Le storie: Dimmi Padre…


Ė risultata difficile anche questa, di giornata. La stanchezza sembra voler contare le ossa, per penetrarle una ad una.L’aria è pregna di umidità. Il caldo, la sposa massacrandomi ancor più. Prendo la via del rientro.La sera avanza veloce ed il buio, presto sarà padrone di ogni cosa,di ogni anfratto.La luna è piena. Prova, con amore, a rischiararmi la via, ad incitare la cadenza del mio passo. Sento davvero gli anni pesare. Sento, che il faticare, con lo scorrere del tempo, si annuncia sempre troppo presto. Percepisco, il suo incidere di giorno in giorno, sempre più.
L’ arrabattarmi per cercar cibo risulta difficile. L’ acqua buona, quella recuperata al pozzo poi, non è mai troppa.Penso a come i campi erano buoni, il raccolto sembrava promettere. Poi quelle piogge maledette, forti, troppo lunghe per la terra. Con insistenza, hanno saputo distruggere, buona parte del lavoro eseguito. L’ andare avanti, il guardare al domani non risulta semplice.
So, mi rendo conto, che non lo sarà. E poi questi figli. Due, i più grandi hanno la loro di vita. L’altro ormai, si è mosso ed ha raggiunto la capitale. Coltiva una visione, vuole pagarsi la scuola. Ricerca un modo suo, composto con un mosaico di mille lavoretti, per raggiungere questo. Chissà che ne sarà di lui. Chissà se resterà solo una traccia di idea, un sogno.
Ed io qui, a pensare a questo piccolo, ultimo figliolo. I suoi otto anni, sembrano non essserlo mai stati. Per fame si è trasformato subito in uomo. Mi ha gettato fra le braccia il suo aiuto.Mai stanco. A volte rientrava anche cantando, infarinato dalla polvere dei campi. Mai una lacrima, su quel viso, segnato già come un adulto. Un aiuto grande , il suo. Senza mai guardare oltre l` oggi, oltre il cibo racimolato per la sera.
I miei occhi sono spesso arrossati. A volte, mi ritrovo a sfregarli. Ne ho sollievo, anche usando queste mani , che il lavoro, ha trasformato, in carta vetrata. A volte da loro esce acqua. Acqua amara. Sintesi tangibile, della speranza persa, andata, oramai evaporata. Fuggita da me. Fuggita da questo villaggio. Penso a questo piccolo. Al tentativo di speranza che gli ho donato.Forse, riesco a rigenerarlo a fornirgli vita nuova.Mi sento sereno. La speranza che avrà , sarà un poco anche mia. Lo sento nell’animo. Nel cammino del ritorno, resta semplice pensiero, ma ha il potere di risollevare, questo morale, da troppo tempo assente, morto.
Sono poco distante dal villaggio, la foresta non è molto distante. Sento il rumore degli animali che la vivono. Sento, questo vento forte, che riesce a far cantare le fronde degli alberi. Dal fiume sono riuscito ad estrarre un paio di pesci, sarà garantita, buona, la mia e la sua ultima cena qui.
Inizio ad avvistare la capanna. Il tetto ha tenuto alle piogge anche questa volta. Dovrò rifarlo lo so. Spero che Iddio, mi garantisca la forza nei prossimi mesi. All` interno il fuoco lo ritrovo acceso. È la nostra luce, la nostra cucina, anche se aumenta il maledetto caldo presente.
Ritrovo Kino, il piccolo ha già steso tre legni, in alto, sopra la fiamma. Inizieremo presto a cucinare i pesci. Mi guarda con i suoi grandi occhi neri, ed a modo mio, quasi timidamente lo scruto. Domani è il suo gran giorno, ed io, non lo rivedrò mai più. Ho cacciato, per ottenere pelli. Ho raccolto per anni alcune zanne di animali morti. Ma son orgoglioso come padre. Avrà la sua nuova vita il piccolo.Malika arriverà domani. I soldi ottenuti con la vendita, sono qui nascosti, pronti per Lei. Prenderà Kino con se, salirà su quel mezzo meccanico, se ne andrà.
Dovrò stare duro io, per avviarlo, per dirgli, affinché salga sul camion, che non voglio più vederlo. Che deve andare via perché non lo voglio più qui. Non dovrà trasparire, ne questo cuore, ne questo animo spaccato. Piangerò dopo, in solitudine, mescolando il dolore della sua partenza alla speranza che abbia, che trovi, una vita nuova, migliore.
Abbiamo mangiato, il fuoco è oramai ridotto a rossa brace. La sua luce diminuita, sembra incitare al sonno. Dico a Kino di coricarsi, gli spiego che domani avrà inizio un lungo cammino per lui. Dopo alcuni rimbrotti, noto ancora i suoi grandi occhi neri spalancati. Il viso è vispo più che mai. Sembro leggere nei suoi pensieri, la curiosità, di chi no sa come sarà il domani. Mi avvicino, e gli stendo una mano sulla fronte.
“ Dormi Kino, cerca di riposare. Domani, dopodomani ed i giorni futuri saranno lunghi.”
Mi perdo ad osservare le sue magre gambe. Dono uno sguardo, a quei piedi così piccoli e mi chiedo se reggeranno.
Lui guarda il mio volto ed io cerco di nascondere ogni traccia di emozione. Con un filo di voce mi chiede: “ Padre, dimmi…. ma come è il mondo” sono spiazzato, difficile raccontarlo, spiegarlo, perché neppure io lo so.
E lui ancora: “ Padre, dimmi… come è più in la di dove vedo e conosco” Lo prendo per mano, ed inizio a raccontare. Non so come è il mondo altrove, invento, come fosse una fiaba. Mescolo voci sentite dai mercanti, con la fantasia mia.
“Ascolta figlio mio, tu conosci il monte quello alto, conosci il fiume, che ogni tanto allaga anche il villaggio. Conosci il suono degli animali, sai da che albero arrivano le foglie per costruire il tetto di casa. Oltre non so cosa può esserci”.
Mi guarda, aggrottando la fronte ed aggiunge:
“ Padre, dimmi… ma dove vedo finire la luce, al di la del buio cosa c`è.

"Sospiro, getto oltre stanchezza, sonno, pensieri cupi e continuo.
“ Al di la del monte c` è una distesa di sabbia, è fine secca, asciutta. Vi sono uomini dai vestiti pesanti, che su animali la attraversano. Poi vi è un grande lago. Un lago enorme, ma non puoi berla quell` acqua. Pensa che è talmente grande che vi sono pesci giganti di lamiera, che nuotano sulla superficie. Se guarderai verso il cielo vedrai uccelli enormi. Appaiono quasi di cristallo, sanno volare veloci. Di notte si illuminano, e non hanno un canto, ma un rumore, costante.
“ Ma dimmi padre, oltre il vento, al di la del lago cosa c`è ”
“Esiste anche lontano, il rumore del tuono, il colore dell` arcobaleno ? Anche li il cielo è blu ? “
Sembro percepirla la sua curiosità, sono stanco, gli occhi vorrebbero chiudersi. Non so cosa dire, ma voglio, che in questa sua ultima notte qui, si addormenti abbracciando un limpido sogno.
“Oltre il grande lago salato, vi sono alberi diversi, non grandi come i nostri. Vi sono animali, che sanno diventare amici degli uomini”. “Poi sai vi è anche li il cielo pieno di stelle, la luna resta a volte pallida. Quando si arrossa, sembra esprime vergogna per questo mondo”.
“Vi sono fiori, diversi, a cui nessuno potrà cambiare il colore”.
Sospiro, riprendo fiato. Osservo il suo di respiro, ora sembra placato. In un` ultimo sforzo, aggiungo:
“Già, gli uomini… Sai, li sono uomini, chiari.Hanno volti spesso lunghi e tristi. Uomini grigi dentro. Il ridere, il ballare, il sognare, lo sentono, inutile, lontano.”
“ Li vedrai correre ma non per la caccia, Correranno, perché per loro, il vivere come le cicale risulta il modo migliore. Avranno scatole piccole con le ruote. Li osserverai li dentro, chiusi. Spesso sarà il loro modo di muoversi, di spostarsi.”. Poi, quasi a metterlo in guardia aggiungo:”Ma attento, molti sono buoni, altri cercano di usare gli altri”.
Mi guarda stupito il piccolo, e con un filo di voce aggiunge. “ Raccontami ancora padre”.
Infine, ascolta questo:
“Mi hanno detto che hanno colori diversi nel cielo ed attorno”.
Prima che dormi, ti aggiungo un pensiero, Un pensiero di umana bontà.
“Sai anche li hanno un Dio, sembra diverso dal nostro, ma ricorda che Dio è Dio. In ogni luogo, comunque ognuno lo veda”. “Ma tu non pensarci, ora chiudi gli occhi, era solo un sogno, una fiaba”.
Ha gli occhi chiusi ora il piccolo. Il respiro risulta indice del sonno iniziato. No, io non dormo. Aspetterò l` alba. Malika che arriverà, a cui darò questi soldi racimolati. Spero lo accompagni con riguardo. Non so cosa succederà, Non so come sarà il cammino. Spero solo che queste fragili gambe lo sorreggano. Spero che assieme a Malika, con lui, vi sia sempre l` alito della vita, quello della speranza. Sin già da ora, “ Buona fortuna Kino, addio figlio mio”. Albert.


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