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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

LUPEN THE CAT

... Il mio nero stupendo super gatto-ladro.

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13 minuti

Pubblicato il 30 dicembre 2020 in Humor

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LUPEN THE CAT

... Il mio nero stupendo super gatto-ladro.

Il mio Lupen di pezza.
Il mio Lupen di pezza.

Miaao-George! Buongiorno …”


Cosa succede? – mi chiedo spaventato venendo fuori da un brutto sogno, quando aperti gli occhi me lo ritrovo accomodato sul mio petto con gli occhi sgranati da far paura finanche a Edgar Allan Poe.

Allorché, pronto a darmi a gambe levate, con scatto improvviso, provo ad alzarmi, ma neppure riesco a sollevare le coperte cui Lupen si tiene aggrappato con le unghie per non volare via insieme ad esse. Un minuto dopo, guardando la sveglia, realizzo che non voleva essere proprio un buongiorno, bensì un rimprovero bello e buono, del tipo: “Ma sei scemo, sono già le otto e tu che fai, te ne stai lì a poltrire nel letto?”, cui fanno seguito improperi anche di cattivo gusto.

Certo! – mi dico, non poco meravigliato di tanta considerazione. Ha ragione lui, sono in fottuto ritardo sulla tabella di marcia delle molte cose che devo fare prima di recarmi in ufficio.

Al ché mi fissa negli occhi a muso duro, i suoi sono decisamente più espressivi dei miei appena sveglio, che osserva ogni mio movimento pronto a impedire ogni mia pur minima distrazione. Ad esempio, se io per caso in primis vado in bagno, cosa che fanno tutti quanti si alzano dal letto al mattino, mi passa tra le gambe facendomi inciampare, per poi insultarmi: “Ma guarda questo imbecille che non sa neppure dove mette i piedi!

Stando ai fatti, immagino voglia dirmi qualcosa di molto serio. Che so, di averne combinata una delle sue, come di aver rotto qualcosa – mi dico.

Sbagliato!, pensavo ti andassi magari di fare colazione insieme!?” - aggiunge come leggendomi nel pensiero

Oh, molte grazie per la sua benevola concessione Maestà! – dico io, non credendo neppure a una mezza parola della sua falsa-cortesia, detta poi con quello sguardo lì.

Perché cosa hai da ridire a proposito del mio sguardo? Probabilmente hai lo sguardo che ti meriti, se non sopporti più il mio sguardo, puoi sempre fare le valigie e trovarti un altro padrone! Capito mi hai?

Capito rispondo, vado a preparare la colazione per entrambi, va bene così?

Affatto bene, viene prima la mia, sil vous plaît” – parlandomi dapprima in sardo poi in francese.

Lupen
Lupen

Quanta inaspettata galanteria stamattina da parte sua Maestà, per caso non è che gradirebbe anche un rosso d’uovo? - chiedo, non si sa mai dovesse dirmi che faccio disciminazioni nella preparazione della mia quanto dalla sua colazione mattutina.

Miao!, magari gradirei un po’ di quello storione che tieni nel frigo, grazie tante.

Mah, veramente quello è il mio menù di stasera quando sarò di ritorno.

Perché, usciamo anche quest’oggi?

No, veramente io esco e tu rimani in casa a fare le fusa, mentre io mi reco al lavoro, perché sai qui dentro sono io solo che lavoro.

Davvero penso che non ci siano esseri più stupidi degli umani” - soggiunge in silenzio con quell’aria felineide, da pusillanime.

Sono decisamente un idiota.

Questo termine sarebbe fin troppo espressivo, che io non ho usato, sicché in verità me lo risparmiavo per un’altra occasione, fatto è che non sai dove andare. Ti rammento che oggi è domenica, quindi non hai alcuna urgenza di dover andare in ufficio, mio caro, se pensi di farla a me ti sbagli di grosso.

No, ti prego, fammi capire, tu mi hai quasi buttato giù dal letto sapendo tutto questo? Sei un despota! Un gattaccio della malora, un inetto, uno sgrassatore, un figlio di … , mi limito a dire, facendo il gesto di colpirlo con la ciabatta.

Miiiaaaooo George!, Mamma Gatta non si nomina neanche per scherzo, sarai punito per questo!

Magga Gatta, perché hai una madre tu?

Certo che sì, e ha anche un nome, Grizabella, e anche un padre, proprio come voi esseri umani a quattro zampe” – insinua, a dimostrazione di sentirsi superiore alla mia pedestre posizione sociale.

Cioè noi a quattro zampe, non vi avevo mai pensato, in fondo ha ragione lui, due arti inferiori e due superiosi, in tutto fanno quattro.

Noi in più abbiamo la coda che voi non avete, è così!” – asserisce, con tanto di dimostrazione visibile, quasi facendo volare in terra l’intero armamentario da barba che ho preparato sulla consolle del bagno.

Come hai detto che si chiama tua madre?

Grizabella, perché non ti piace?

Assolutamente sì, sto cercando di ricordare, sai credo d’averlo già sentito, ma non ricordo dove?

Alla radio” – aggiunge, ammiccando un orecchio all’ascolto.

Alla radio dici, perché è forse una speaker, una cantante o che cosa? – provo a chiedere-mi, che mi sia svegliato su di un altro pianeta governato da despoti gatti? Beh sapete, dopo ‘il pianeta delle scimmie’, non sarebbe poi così strano, del resto anche loro sono esseri a quattro zampe con in più la coda. Ma perché la coda? - mi chiedo, anche se rimando di rispondermi in un altro momento.

"Che cosa mai ne fareste voi umani di una coda se non che vi sarebbe solo d’intralcio."

Tu non sei un gatto, sei un canguro, ècco cosa sei!

Che la vostra sia solo invidia!

E tu un vanesio da strapazzo!

Pari!, vada per il vanesio, in quanto a strapazzo, posso sempre mostrarti diversi modi molto convenienti dell’uso della coda, e magari apprenderenderesti qualcosina in più in fatto di sensualità.”

Soprassediamo che è meglio.

Una coda lunga e felpata che ora utilizza come scaldapiedi, ora gli fa da sciarpa e ora da scaldacollo, quando ancora sembra direzionale nelle sue fughe improvvise. Dovreste vederlo Lupen allungarsi che sembra rifare il verso a un siluro, più veloce di Italo in corsa. O quando con la coda svolazzante in qua e in la s’atteggia a bellimbusto per una gattina che vede passare in lontananza attraverso la finestra, o anche che appaia sullo schermo della TV.

Perché voi non lo sapete, approfittando della mia assenza, Lupen guarda la TV, e miagola per l’aggiunta. Me lo ha detto la signora della porta accanto, una persona davvero gentile, ma chissà perché a Lupen non sta affatto simpatica.

Certo che no, è una zitella acida che se la tira, neanche ce l’avesse solo lei, quando in verità ce l’hanno anche le cozze!

Ma Lupen, che modi sono questi, un po’ di rispetto per una persona attempata non guastebbe da parte tua.

Perché non sai cosa fa lei quando non ci sei, sbatte lo spazzolone contro la porta, scuote lo straccio dalla finesta, cammina strusciando i piedi sul pavimento ecc. Poi, quando viene a bussare alla tua porta è gentile e cortese sperticandosi in sdolciloqui e ammiccamenti che nemmeno una sgualdrina di vent’anni meno dei suoi farebbe di peggio. Ma glielo mai detto che con te non c’è trippa per gatti? Di fatto non mi sembra che ci sia mai la trippa neppure per me, e dire che mi piace tanto.”

Lupen quante volte ti devo dire che la trippa ingrassa e tu sai che non puoi permettertelo, sei già una palla che rimbalza.

Miao, beh non è vero, tuttavia proprio non riesco a capire perché quando qualcuno nel contesto di una conversazione moderata non riesce a far valere le sue ragioni, deve offendere l’altro interlocutore. Vorrei vedere te se a suo tempo ti avessero castrato, cosa saresti ora, già così assomigli a Sancho Panza.”

Hai ragione da vendere, ma non intendevo offerderti in alcun modo, Lupern solo devi comprendere che se ti lascio a stecchetto è per il tuo bene, non è forse così che si dice vero? Ti prometto che per il tuo compleanno ti farò mangiare ciò che vuoi, anche la trippa. Anzi sai cosa ho pensato, molto presto daremo una festa a te intitolata, ti piacerebbe?

Locandina del famoso Chat Noir a Parigi
Locandina del famoso Chat Noir a Parigi

Di soli gatti voglio sperare! O magari pensi di invitare anche quei cialtroni dei tuoi amici sempre pronti a farmi incaz... ops! a farmi dispetti?

Pensavo di sì, però potresti invitare anche la tua cara mamma Grizabella.

Ma che carogna che sei, come puoi non ricordare che la mia mamma è salita in cielo ormai più di tre anni fa, prima che il suo mentore mi desse a te con tanto di raccomandazionei. E io che credevo d’aver trovato in te un compagno di vita straordinario … Ohi, hoi. Miao, miao e poi miao!”

Scusa Lupen, davvero non volevo … mi dispiace davvero.

Piuttosto giura che non dirai più di certe cose, avanti giuralo.”

Lo giuro sulle ossa di … no, anzi sulle lische di pesce che lascerò belle piene nel piatto, appositamente per te.

Ah sì, e a che ora si prevede questo lauto pranzo?

Non per il pranzo Lupen, semmai come al solito per l’ora di cena, quando sarò di ritorno.

“Ritorno da dove, quindi ti sei deciso ad uscire, e scusa per andare dove?”

Mah, non saprei, vediamo, penso di andare a fare una breve corsa al Parco, poi mi fermerò a bere una cosa con gli amici … e magari chiamo Ann se vuole raggiungermi per uno spuntino al solito localino accanto al River.

Beh, ti sconsiglio di fare entrambe le cose, non mi sembra la giornata più adatta, e poi non hai tenuto conto che sta per piovere.”

Piovere dici, ma dove? … E dire che mi sembrava tanto una bella giornata.

Sì certo, nel bagliore dorato dei tuoi sogni. Ben sai che noi gatti prevediamo il cattivo tempo e tante altre cose. Comunque, semmai non dovesse venire a piovere, cosa che non credo perché è piovuto fino a poco fa, al parco ci sono le pozzanghere e non sia mai che mi torni a casa con le scarpe inzaccherate. Seconda cosa nel parco, come lo chiami tu, quel giardinetto di periferia infestato dai topi grandi come scatole di scarpe dismesse, dove tutti portano i propri cani a fare le porcherie … puach che schifo! E mi torni a casa con quell’odore indosso che credimi non è affatto gradevole. Chissà perché la cacca dei cani è così impiastrosa e puzzolente, mi chiedo. Di certo non meno della vostra di esseri umani.”

Dimmi chi è adesso che offende? Sempre più disfattista, vero Lupen? Non ti basta disporre di una reggia modesta come questa, ma pur sempre una reggia dove la fai da padrone, che vorresti dominare su tutto il vicinato, che dico, su tutto il territorio circostante, ho ragione io nel dire che sei un despota dei più efferati. C’è qualcuno che salveresti dalla tua dispotica mannaia?

Ann, per esempio.”

È certo, solo perché lei ti fa le coccole, si complimenta con te per il tuo morbido pelo nero lucido e ben pettinato, i tuoi baffi solleticanti quando le dai i bacini sul collo, la tua lingua ruvida e rosa che lei non sa tanto biforcuta quanto quella di un serpente che spero presto ti avvolgerà nelle sue spire, e allora addio al povero Lupen, che il dio dei gatti non ti salverà, come accade prima o poi a tutti i desposti del mondo.

Lascia stare George che se dovessi dire io qualcosina nell’orecchio del tuo buon Dio ti fulminerebbe seduta stante.”

Davvero pensi quanto hai appena affermato, Lupen? Ho ragione di credere tu sia la reincarnazione di Sekmeth la divinità egizia crudele e violenta che si nutriva dei cadaveri dei suoi nemici.

Hai scelto davvero delle brutte parole per designare la mia lontana regina, non mi pare che voi cristiani avete fin qui saputo fare di meglio, col vostro mangiare ritualmente il corpo del vostro Signore, non è forse così george?

Sempre attento a scomporre le frasi in singole offensive parole vero Lupen? Sei anche peggio di quanto si pensi, sei un mostro d’inettitudine, incapace di distribuire sentimenti intorno a te, di rubare amore a chiunque senza dare niente in cambio che non le tue moine feline da cicisbeo coi beffi.

A proposito di rubare Lupen, puoi dirmi come sei venuto in possesso di quelle tante cose che la donna delle pulizie mi fa regolarmente trovare sulla scrivania, non vorrei che un giorno mi arrestassero con l’accusa di essere un cleptomane al posto tuo. Vediamo un po’ …

Ecco un portafogli che non riconosco come mio, posso sapere a chi mai l’hai preso Lupen? Oh aspetta, c’è un biglietto all’interno, Saverio Mercadante. Ma non è il musicista vero?

Certo che no, al massimo sarà stato del nonno della smorfiosa zitella che viene a bussarti alla porta.

E questo? – chiedo mostrandogli un ciondolo che somiglia vagamente a un orecchino d’oro.

Lupen in un disegno della Belle Epoque
Lupen in un disegno della Belle Epoque

Sei fuori George, non è affatto un orecchino, è il molare appartenuto al ve-vecchio che la povera vedova del piano di sopra portava al collo. Se avessi sentito quante lacrime sprecate per un macabro oggetto senza importanza.

No, ti prego, lasciami dire, una pallina di vetro opalescente …!

Un topazio autentico, George, che ho trovato abbandonato sulla mensola del lavabo del bagno in casa del signor Melchiorre, si tratta di un occhio che …”

Lupen dimmi che non è vero, come si fa a rubare un occhio a qualcuno.

Semplice George, all’inizio l’ho scambiata per una semplice biglia di vetro, e tu sai quanto a noi gatti piacciono le palline; poi osservandolo bene ho constatato trattarsi di un occhio del valore di migliaia di sterline e mi sono detto: o costui fa contrabbando di pietre preziose, oppure è più ladro di me, e questo proprio non poptevo permetterlo, cioè che mi si usurpi di un titolo che di fatto spetta me, o come si dice, a un mio predecessore di tutta rispettabilità.”

Quindi hai messo da parte un tesoretto tutto tuo di cui disporre a tuo piacimento, e bravo Lupen, posso quindi pensare che ti sei impossessato chissà di quante altre cose che di fatto mi appartengono e che ho sempre creduto di aver dimenticato da qualche parte o quantomeno smarriti. Come i miei ‘gemelli d’oro’ da polsini che non ho mai più ritrovato.

Vediamo, all’epoca frequentavi una sanguisuga di nome Susanna che ha abitato il piano più alto per qualche tempo e che nottetempo andavi ‘a salutare’così almeno dicevi prima di uscire di casa. Poi però non rientravi mai prima dell’alba, dimenticandoti che qui c’ero anch’io, e non certo come coinquilino. Bene feci a far sparire i tuoi ciondoli tintinnanti, che avevi dimenticato in fondo al suo letto, insieme alla camicia strappata, prima che lei sparisse dalla circolazione una notte con tutta la refurtiva che aveva trafugata nella zona, prima che arrivasse la Polizia ad arrestarla.”

Beh, almeno avresti potuto restituirmi il maltolto, non credi?

Facendo così in modo che ti lasciassi ‘fregare’ (leggi derubare) da quaqlcun’altra, no mio caro io sono di quelli che preferiscono custodire i gioielli di casa in luogo sicuro.”

Ma dimmi Lupen, come fai a conoscere ogni cosa di tutte queste persone, eh?

Mio caro la gente mormora, tu non immagini quanto, ogni persona è propensa a raccontare i fatti degli altri, in quanto ai propri, se ne guardano bene dal metterli in piazza. Sai come funziona il passaparola, gli amici confidano agli amici che confidano agli amici, talvolta appositamente per denigrare gli altri, o sottostimare l’importanza di altri, così che ogn’uno scende un gradino dal proprio piano, altre volte decade proprio dal piedistallo, quando in fine si ritrovaon tutti sullo stesso pianerottolo … vuoi che vada avanti George?

No, per carità, mi basta aver appreso nell’ultima riunione di condominio del palazzo esserci qualcuno che ruba ma del quale non si conosce l’identità, strano a dirsi però che tutti gli occhi erano rivolti verso me. Penso di dover andare alla Police a denunciare il fatto.

Quale fatto, sil vous plaît?

Ma quello di avere un gatto ladro in casa, che ne dici?

Mi sembra un’ottima idea George, pensa a quando Ann si accorgerà della sparizione della Carta di Credito dalla sua borsetta.

Farabutto maldestro, ricattatore da strapazzo, ladro matricolato figlio di un cane … no questo no!

Di gatto please!

Pensa se tua madre Grizabella venisse a conoscenza di avere un figlio malfamato della peggiore specie, cosa mai potrebbe dire di te.

Sarebbe felicissima, altrimenti non mi avrebbe mai mandato a ‘squola’ dal maestro dei ladri, mio nonno Arsenio.”


Ops!



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