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Una storia di Jelena

Questa storia è presente nel magazine Trecentosessantacinque

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2 minuti

Pubblicato il 01 ottobre 2018 in Storie d’amore

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Se esistesse il 31 di Settembre sarebbe il giorno ideale

per dimenticarti.

Non ho un'ottima memoria, tendo a dimenticare giorni e luoghi, volti e parole. Ma le sensazioni mi restano sotto pelle, si mescolano con le mie molecole e con i miei respiri.

Per questo ricordo bene il giorno in cui mi sono innamorata di te.

Il trenta settembre di qualche anno fa, ad una cena alla quale, forse, non volevamo partecipare entrambi. Non ti avevo mai notato prima, avevamo scambiato qualche parola, frasi di circostanza dette in un ufficio che stava stretto ad entrambi.

Quella sera ho sentito per la prima volta la tua risata.

Ampia, misurata, melodica.


D'improvviso avrei voluto essere una nota in più da sistemare su uno spartito, avrei voluto essere una piccola estensione di quel suono, aggiungere un battito che potesse renderla unica.

Ricordo la sottile collana dorata che indossavi, si intravedeva dal colletto della camicia blu lasciato aperto, appena pochi giorni dopo la punta delle mie dita ne disegnava i contorni sulla tua pelle morbida.

Chissà come eravamo finiti insieme, chissà chi dei due stava sbagliando di più, tu mi illudevi ed io te lo lasciavo fare.


Pochi giorni fa, per puro caso, sono passata di nuovo nella via in cui ci incontravamo.

Te ne stavi lì ad aspettare il mio arrivo, il motore della macchina lasciato acceso, i battiti del mio cuore quasi ne sovrastavano il rumore. Le gambe tremavano, te ne accorgevi, rispondevo che era colpa del freddo. Anche d'estate. Non facevi altre domande.

Nessuno si è accorto del nostro amore,

nessuno ci ha visti mano nella mano passeggiare insieme,

nessuno ci ha visto ridere sulla panchina di un parco quando le prime foglie autunnali fanno da tappeto a strade e cortili,

nessuno sa delle notti trascorse insieme e dell'alba arrivata sempre troppo in fretta.

Eravamo un segreto da custodire,

minuti d'amore da non sprecare.


L'esperienza e l'innocenza, però, non vanno mai di pari passo, l'una scava dentro l'altra, creando voragini sempre più profonde.

Ci illudiamo che serva a qualcosa, a mani nude continuiamo scavare, sperando di trovare finalmente qualcosa. Ma non c'è niente.

Non ci sono promesse mantenute nè emozioni da collezionare.

Resta solo acqua per disinfettare le ferite.

Resta il suono della tua risata portata via dal vento che aumenta, e mi spazza via dallo spartito, non sono più parte di quell'armonia sulla quale volteggiavano i miei sentimenti.


Settembre è un mese perfetto per innamorarsi,

per concedersi un amore che ripari dal freddo,

che ci avvolga come un caldo cappotto,

che ci sproni a nuove idee

che possa tramutare le presenze in certezze.


Settembre è un mese perfetto amare,

e se avesse un giorno in più sarebbe ideale anche per guarire.













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