scrivi

Una storia di Balarm

Storie di putti e puttini

Le creazioni della famiglia Serpotta

451 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 08 aprile 2019 in Didattica

0

Il putto Alberto


Ciao a tutti, siamo le tre sorelle gemelle Alice, Aurora, Asia ci chiamano tutti le tre A.

Un giorno entrando nella Chiesa di San Domenico vedemmo un putto posizionato all’ingresso, eravamo curiose di sapere chi li avesse scolpiti e come li avesse scolpiti,quindi scoprimmo che i primi li scolpirono il padre Giacomo e il figlio Procopio.

Poi all’età di 23 anni ci sposammo, lo stesso giorno, il 22 maggio. Quando nacquero i nostri figli nostro padre cioè il nonno dei bambini morì, fù un immenso dispiacere.

Poi dopo aver superato quel periodo i nostri figli decisero di scolpire con il gesso dei putti per ricordare il loro nonno che era morto.

Da quel giorno realizzarono il sogno di diventare scultori di putti.

Marco e i Putti


Un giorno Marco uscì per andare a giocare, quando sotto un faggio trovò due bambinelli in fasce.

Quando Marco prese i bambinelli fasciati si accorse di uno strano particolare: i bambini avevano le ali piccole, eteree quasi trasparenti. Dopo un po’ che Marco stava con i putti (aveva scoperto il nome grazie a un libro di suo zio…) notò una strana cosa: ogni volta che metteva ai putti un vestito, questo svaniva nel nulla... l’unico indumento che non spariva era un pannolino… beh, sempre meglio che avere in casa due angioletti nudi!!!

Marco decise di chiamare i due putti Lorenzo e Manfredi, giocava sempre con loro e insieme si divertivano. Dopo due giorni iniziò a girare la notizia di un furto di putti creati dal Serpotta, e guardando qualche immagine Marco si accorse che i putti scomparsi erano identici a quelli che aveva trovato sotto il faggio. Possibile che la statua avesse all’interno due putti pietrificati? Ma i conti non tornavano, perché la statua era stata rubata quella mattina , quindi non era un suo problema… ma a quel punto Marco iniziò a chiedersi da dove venivano i due putti e come delle creature inventate potessero giocare davanti ai suoi occhi.

Dopo alcuni giorni, Marco fu svegliato dalla voce di sua madre: «MARCO ALZATI! E’ MEZZOGIORNO!!!» Quando Marco si alzò non vide accanto a sè i putti, e la camera era ordinata esattamente come quando aveva trovato i due putti sotto l’albero. L’avventura con i putti era solo un sogno, ma chissà se quel sogno un giorno sarebbe divenuto realtà!!!

I PUTTI SCAPPATI

ma diventati...

Un bel giorno all’ oratorio di San Lorenzo, il custode assunse un ragazzo di nome Carlo per fare la guardia a due putti perche alcune statue erano già state rubate e visto che quei due putti erano di un valore inestimabile era meglio tenerle sottocchio. I giorni passavano e andava tutto per il meglio però una sera, chiuso l’ Oratorio, quei due putti come per magia presero vita e scombussolati cominciarono a far confusione. Il mattino seguente trovò tutto in disordine e pensò che Carlo fosse stato lì per tentare di sottrarre il quadro della Natività, tentativo che non riuscì perchè sentì dei rumori; il custode gli volle dare un'altra possibilità, e così fece restare a Carlo la sera per vedere quello che succedeva. I putti che avevano sentito la conversazione, decisero di scappare per non essere scoperti. Carlo arrivò e non li trovò più, cosi chiamò il custode: ovviamente il custode non credette al giovane e chiamò Giacomo Serpotta per cacciare il ragazzo. Giacomo Serpotta però non potè venire e cosi il giovane senza un tetto dove stare di nascosto si rifugiò per la notte all’ oratorio. I putti lo videro,lo svegliarono e gli dissero ciò che era successo. Il ragazzo era meravigliato pero decise di fare una cosa per aiutare i putti ormai diventati suoi amici. Aveva in mente di realizzare due putti uguali agli originali così da sostituirli e lasciare liberi i putti. Il piano riesce alla perfezione però con qualche difficoltà. Dopo qualche mesetto i putti vivevano in una grotta in cima a una montagna, dove il ragazzo gli portava sempre da mangiare. Però una sera mentre i putti dormiva accadde una magia che li trasformò, i due putti diventarono bambini veri in carne ed ossa, bambini stupendi e belli come il sole. Il giorno seguente il ragazzo mentre andava a prendere la colazione per i due putti decise di fargli conoscere la sua sposa, però appena arrivati videro che i putti erano diventati bambini e decisero insieme di adottarli, chiamandoli Enrico e Mirco. Da quel giorno vissero tutti felici come una famiglia unita.

La storia dei nostri putti


Un giorno io e la mia amica Federica decidemmo di adottare un putto, Federica il suo lo chiamò ALBERTO, ed io invece il mio lo chiamai FRANCESCO. Lo decidemmo perché dovevamo fare una gita con la nostra scuola all’ ORATORIO di SAN LORENZO, quindi guardammo le foto e decidemmo che i nostri putti erano proprio questi qui sopra. Fummo felicissime non appena rivedemmo proprio quei due putti alla nostra gita, la maestra fu contenta che noi avessimo deciso di fare questa cosa per la nostra gita. Il giorno dopo c’era una beneficenza all’ Oratorio, io e la mia amica Fede decidemmo di andarci, e comprammo il materiale per costruire un putto, lo portammo a casa e provammo a ricostruirlo con le nostre mani e ci riuscimmo cosi lo abbiamo attaccato nella nostra camera, l’effetto che ottenemmo fu meraviglioso.

Silvia Lo Presti

Federica Buonamente


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×