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Una storia di NadiaF

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #tempodiinizi

Senza parole

#tempodiinizi

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5 minuti

Pubblicato il 13 gennaio 2019 in Storie d’amore

Tags: #tempodiinizi

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Non era lontano il tempo in cui l'incedere tranquillo della vita era stato smosso da una serie di accadimenti che erano stati per lei di grande turbamento.

Adorava quell'esserino, ma era così difficile accudirlo. Non avrebbe mai immaginato che potesse essere così difficile. E sì che l'aveva desiderato con tutte le sue forze.

Era arrivato proprio nel momento in cui lei lo aveva sognato, nel momento in cui si sentiva più serena, quando la sua vita aveva raggiunto finalmente quella tranquillità emotiva a cui lei tanto anelava.

Si sentiva felice e proprio quello era stato il momento in cui aveva capito che poteva permettersi di aggiungere una nuova vita alla sua.

Aveva passato due anni faticosissimi, dove aveva disperato di riuscire portare a termine il suo compito di madre.

Non appena pareva ci fosse un po' di calma, subito la strada s'impennava e ridiventava talmente ripida che più volte aveva pensato che non ce l'avrebbe fatta ad arrivare in cima.

Ci arrivava sempre, nonostante tutto, nonostante la solitudine, nonostante il mondo che si era scelta non fosse così luccicante come era sembrato.

Ricordava spesso la vita che aveva lasciato e le mancava molto.

Era una vita faticosa, ma allegra, costellata di persone vere, di duro lavoro, ma anche di belle soddisfazioni. Una vita semplice, come semplice e vera era lei, sempre allegra, sempre capace di donare un sorriso, anche a chi il suo sorriso non lo meritava.

Poi all'improvviso era arrivato l'amore vero.

Un'esperienza trascinante, un vortice che l'aveva risucchiata e strappata da tutto quello che fino a quel momento era stato importante per lei.

Ora le priorità erano diverse, finalmente intravedeva un futuro a cui prima faticava a pensare. La sua decisione di lasciare la sua vita per intraprenderne un'altra totalmente diversa non era stata propriamente una gioia per i suoi familiari, ma erano persone semplici, le volevano bene e per loro la cosa più importante era vedere il sorriso radioso che l'amore le dipingeva sul viso.

I suoi grandi occhi verdi brillavano e per la sua famiglia non c'era di meglio. L'avevano lasciata andare, forse con un po' di dispiacere, ma i figli, si sa, crescono e devono costruirsi la propria vita.

A poco a poco risaliva la china. Si era adattata a quell'oro che non luccicava, a quell'amore che non era grande come il suo grande cuore avrebbe voluto, alle intromissioni, alla lontananza dal solo mondo che la faceva sentire accettata così com'era al contrario di questo dove la sensazione di inadeguatezza era sempre dietro l'angolo.

Ed era arrivato il suo piccolo. L'unico che le aveva fatto apparire meno dura la permanenza nel mondo che si era scelta.

Ma era tanto faticoso.

Con il tempo, fortunatamente, le salite erano diventate sempre meno ripide e sempre più frequenti i sentieri piani, fino a che la tranquillità non aveva nuovamente ripreso il suo posto e ora lei si poteva sentire finalmente di nuovo felice e poteva riprendere a pensare al futuro.

Immaginava un fulgido futuro per il suo piccolo, come tutte le mamme fanno.

Lo immaginava grande e si immaginava sempre al suo fianco ad aiutarlo a superare tutti gli ostacoli che la vita gli avrebbe messo davanti. Voleva essere la sua forza sincera e discreta, per tutta la vita.

Si vergognava un po' perchè aveva immaginato il giorno della laurea di lui, a come sarebbe stato bello accompagnarlo e sostenerlo in tutte le sue paure e poi lo aveva anche immaginato il giorno del suo matrimonio e poi si era vista nonna felice che avrebbe accudito i nipotini con tutta la tenerezza di cui fosse stata capace.

Erano sogni che le scaldavano il cuore, anche se era obiettivamente assurdo avere pensieri del genere, ma a lei non importava. Erano solo suoi e quando chiudeva gli occhi le sue palpebre diventavano ogni vota lo schermo di un diverso film che si incantava a guardare.

Non era felice come avrebbe voluto, ma non si può avere tutto dalla vita ed al suo piccolo doveva la luce che le rischiarava la via.

Non si sarebbe mai aspettata questo, non avrebbe mai pensato che potesse succedere proprio a lei.

Dalla sera alla mattina tutto era cambiato. Con la stessa velocità con cui premendo un interruttore si accede la luce, così il buio l'aveva avvolta e le si era presentata davanti la strada più difficile che mai avesse pensato di dover intraprendere.

La sua mente vacillò, la disperazione si impadronì di lei, tutto il suo mondo venne scosso fino alle radici più profonde. Si aggrappava a qualsiasi cosa pur di riceverne un barlume di luce, ascoltava ogni parola, conscia della pena che tutti attorno a lei provavano.

L'incertezza era la sua unica compagna. Voleva scacciarla, con tutta se stessa, ma non c'era modo. Doveva percorrere la strada fino in fondo e da sola.

Lottava, cadeva, si rialzava. Tornava a lottare, cadeva nuovamente, sempre più a fatica si rialzava e nessuno la poteva aiutare. Solo il suo piccolo uomo era la fiamma che la scaldava, l'unico motivo per cui ogni volta si rialzava e ritornava sul suo difficile cammino.

Era stremata eppure resisteva. Non poteva nemmeno pensare di non farlo. Per lui. Lui che le diceva di non mollare. Lui che le appariva nei suoi sogni agitati e le tendeva la mano. Lui che non avrebbe potuto veder crescere.

Ma aveva una speranza e a quella si sarebbe aggrappata senza timore della paura e del dolore. Solo per lui.

Dentro di sè aveva l'inferno, fuori di sè aveva lui, il suo paradiso. Lo avrebbe raggiunto.

Quel giorno i risultati furono meno peggio di quanto ci si attendesse. In lei si accese una minuscola, infinitesimamente piccola luce.

Il cancro che la stava dilaniando si era fermato.

Le nuove cure degli ultimi mesi, fatte con poca convinzione, avevano dato risultati ottimi e non sperati. Era la prima, totalmente inaspettata buona notizia dopo due anni di torture.

Che la vita le avesse concesso un secondo inizio?

Non era finita, c'era ancora una speranza.

Forse avrebbe potuto veder crescere il suo ometto. Forse avrebbe visto il suo viso sgombro da lacrime, forse lo avrebbe potuto veder sorridere davvero e non solo per non farle paura.

Sarebbe ancora andata avanti, fin dove la vita l'avrebbe portata.

Sorrise, senza parole, felice di vedere il suo sorriso riflesso negli occhi di lui.

Un nuovo inizio l'aspettava e quel sorriso era il primo granello di una spiaggia lunga una vita.


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