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Una storia di DomenicoDeFerraro

Questa storia è presente nel magazine FAVOLE E FILOSOFIA NAPOLITANA

FIABA DENTRO UNA CALZA BUCATA

FIABA EPIFANICA

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8 minuti

Pubblicato il 06 gennaio 2021 in Fiabe

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FIABA EPIFANICA


Giorni di epifania sul pianeta zeta tante scope volanti circolano alla velocita della luce vanno oltre questo muro d’indifferenza . Il pianeta zeta è un tranquillo pianeta abitato da vari mostri , alcuni assai feroci, altri pensano a dismisura oltre ogni titolo o forma perseguono un ideale che sembra avere una sua giustificazione nell’ideologia di massa. Un mostro cova dentro di se sempre una storia infame , una morte senza senso che trascende ogni concetto , ogni sillogismo , ogni idioma fatto a forma di nota che ribelle nella sua musicalità imprime una certa marcia all’esistenza delirante.


E mentre ogni cosa accade su quel lontano pianeta molto facile da raggiungere con la forza della mente sulla scia di una stella cometa i re magi attraversando il mondo dei sogni si spingono con i loro bianchi cammelli verso l’oscurità. Alla ricerca di una luce che rischiara il credo dell’umanità soffocata dal peccato. In dorso ai loro dromedari attraversano varie dimensioni poetiche per approdare infine sul pianeta zeta dove i mostri aspettano un regalo, aspettano che qualcosa cambi . Vi giungono stacchi sul pianeta ma felici da vedere risplende una nuova luce che congiunge l’umano con il divino , unisce ogni povero sentimento nato sulla scia di profetici versi . Un mondo solitario e quello del pianeta zeta , profondo quanto il tempo il tempo che scorre , nodoso quanto le dita della mano che stringono le redini del cammello che naviga sotto un cielo stellato e va oltre ogni credo , oltre quella speranza che diventa mostruosa a tratti come la faccia del totem apparso all’improvviso tra la sabbia del deserto. E la notte è lunga come il sogno del bambino che in me che continua a sognare , sperare di risvegliarsi nel chiarore del giorno dopo lontano dai mostri della coscienza che hanno vegliato il suo sonno epifanico . E la morte continua a giocare con la vita tra le strade in compagnia di uno strano morbo di nome covid . Difficile narrare la vicenda dei tre magi del loro lungo viaggio attraverso quel mondo incantato un mondo fatto di parole e d’immagini che si riassume nella versione esoterica di un disegno fatto sopra un foglio da un artista quasi ubriaco seduto fuori al bar del centro.


Ed il tempo passa , dentro le piccole intuizioni in questa buffa storia trovata zoppicante per strada , mentre i robot dai pugni d’acciaio invadono l’iperspazio ed uccidono i sogni di quei esseri pacifici che vorrebbero andare via da quel terribile, orrendo, pianeta. Fuggire da dove non c’è vita , dove la morte non ha onore , se non per l’assassinio e l’ipocrita . Ed un mostro con tre teste, entra in un bar e fa una carneficina, perché il suo figliuolo , un piccolo mostro assai simili a lui , vuole una testa mozzata nelle sua calza . Si non nascondo è tutto molto macabro. Trovare una testa di un povero essere dentro una calza all’Epifania. Ma i desideri non hanno definizioni precise e sono spesso come i sogni che corrono verso l’infinito , sulla scia di una cometa . Sulla scia di una scopa con su sopra una vecchia befana . E con quanto amore ed egoismo con quanta crudeltà il senso di questa realtà , emerge nella comune coscienza , divenendo addirittura una befana , una calza colma di dolciumi . Tanti dolci , tante domande, troppi per capire il senso dello scorrere della vita di cosa si possa aspirare per il bene di un essere nascosto in seno.



Un lungo viaggio compie ogni anno questa buffa vecchina a cavallo della sua scopa elettrica, corre attraverso lo spazio su terre sconosciute , sopra i monti innevati , trasportando sulle sue spalle un sacco colmo di regali. Lo compie affrontando , mille difficoltà per esaudire ogni desiderio dei suoi piccoli amici . E dato che di mostri ed essere innocui che abitano questo sconfinato universo che non ha fine, c’è ne sono molti. Ogni idea di come sia la befana si rigenera nella fantasia in una divinità unica dalle tante teste , dai pochi occhi , dalla mente corrotta che come i sogni si posa all’alba su i fili in attesa sorga il sole di sistemi solari unici e plurimi .


Questa stramba vecchina nella notte dell’epifania seguendo le luci in lontananza che brillano nel buio , sghignazzando ,ascoltando il palpito dei cuori innocenti , battenti all’unisono nei lori piccoli letti di legno , viaggia da sola attraverso il mondo dei sogni , attraverso varie dimensioni e paesi minuscoli ,per giungere in un luogo incantato ove anche le persone son così piccole che per un uomo normale ci vuole la lente d’ingrandimento per vederle. Ed in quel straordinario mondo là in molti lavorano , vivono ,cantano una vita diversa da vivere con coraggio ed amore . Sul pianeta dei balocchi, tutti son ciabattini e fanno calzature alate con tacchi a punta d’oro massiccio. Calzature miracolose che ti possono far camminare per giorni interi senza mai farti stancare. E si perché oltre a pianeti abitati da mostri ed esseri inoffensivi , che meditano dalla mattina a sera in cerca della felicita , esiste anche un pianeta meraviglioso popolato da piccoli gnomi che non sono gnomi ma cognomi di varie etnie estinte nel tempo.


Con le loro scarpe puoi attraverso varie dimensioni , mondi fatati per monti e valli con ai piedi tale miracolo della natura puoi camminare anche sull’acqua . Si non sto dicendo una bugia , ne voglio prendervi in giro poiché un giro di valzer ed obbligo con le scarpette di cristallo con le scarpette incantate fatte dai magici ciabattini del pianeta dei Balocchi . E come vedere danzare per un attimo sulla punta delle scarpine quelle dolce donzelle un tempo la davanti a tutti sul palco del san Carlo con in prima fila il re e la regina con tutta la corte , mette nell’animo una gran gioia. E mentre tutti gli sciagurati e miserabili , fuori il portone principale , ascoltano quella dolce musica . Il palazzo del re e assediato da tutti i poveretti della città, tremanti per il freddo attendono, stretti gli uni agli altri di sentire quella melodia incantevole. Sognano di incontrare la befana che in quel tempo veniva solo per i ricchi . Sognano di lasciarsi andarsi nel dolce suono delle note di magici mandolini di andare per mondi meravigliosi in cui la libertà è un palo chiamato della cuccagna. Il paese dei ciabattini è il paese degli gnomi , molti sono bambini abbandonati mai cresciuti che hanno imparato un mestiere , guidati dal gran calzolaio ,fabbricano e creano scarpe prodigiose , ad ogni persona bisognosa, desiderosa di farsi strada nella vita . Gente qualunque che vive in diversi pianeti , assai difficili da vivere che spera di diventare qualcuno di creare qualcosa di buono per se e per gli altri. Di giungere un giorno ad una certezza ad un sincero amore , ad una migliore condizione sociale per vivere in pace nella propria terra. Scarpe e scarponi , scarpette e commedie che vengono regalate di notte a tutti coloro che sognano questi mondi lontani , abitanti di pianeti o poveri paesi privi di un giaciglio dove dormire , privo di una donna da stringere a se . Privi di quel pupazzo di stoffa che sa cantare una deliziosa canzoncina di natale. Doni che vengono lasciate vicino all’angusto letto, nel cuore della fredda notte , qualche volta appese di lato al camino .

Così al mattino l’ignaro che li trova, li calza in fretta

e camminando diventa un altro .

Belle queste scarpe hanno le ali

Mai visto un paio di scarpe che parlano

Mi vuoi prendere in giro , guarda che non è giornata.

Fatti una ragione l’amore vince sempre

Si ma l’esito della lotteria e quello che conta

Io sono stata a casa della befana

Sei un balordo

Non sono capace d’imbrogliare il prossimo

Se lo sapesse babbo natale

Per carità non dire nulla

Lo so sei un folletto

Non sono Vincenzo il contrabbandiere

Quello che la moglie lo ha lasciato per un orco del polo nord

Proprio io

Poveretto come mi fai pena

Non esageriamo io non voglio essere calunniato

Io sono con te

Come no calze e corna vanno sempre d’accordo

Calze che si riempiono di ogni cosa tu desideri , caramelle cioccolatini ,giocattoli , macchinine , speranze , titoli bancari , rubini ,diamanti , pacchi pieni di serenità .

Proprio quello che vorrei

Bada a non dire orco

Perbacco sei convinto che io sia un bugiardo

Non per carità è che la befana non me la conta giusta

Pure a me babbo natale

Ecco devi sempre contraddirmi

Non diciamo baggianate

Le scarpe magiche vengono fatte sul pianeta dei balocchi dei ciabattini son desideri , son storie raccontate di notte ai bambini che hanno paura del buio , sono il sorriso degli innocenti di questo mondo sono un bisogno di pace, un breve sogno trovato in fondo ad una povera calza.

Certo tutto vero, tranne il fatto che ai grandi magazzini si sono rubati tutti i giocattoli un poco prima di mezzanotte . Qualcuno ha dato la colpa alla befana chi a babbo natale ma io sono certo di conoscere i colpevoli sono di certo quelli della banda Bassotti .

Veramente mi venisse un colpo povero zio paperone gli avrà preso un accidente , quelli i grandi magazzini appartengono a lui.

E certo, vedi la befana non è una bolletta da pagare

Neppure babbo natale è un francobollo

Va bene chiudiamola qui . Buon anno

Buon anno amico , chiunque tu sia .

Grazie, Feliz Navidad






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