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Una storia di AlessandraCellinese

Questa storia è presente nel magazine Raccontami di te

Giorni bui...

da un momento all'altro...la vita di noi esseri umani cambiò.

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6 minuti

Pubblicato il 04 giugno 2020 in Didattica

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Scrivo a te, a voi generazioni future che come me, andrete a scuola e oltre all'italiano e alla matematica studierete la storia, e oltre alla Prima e alla Seconda guerra mondiale, sui libri ci sarà anche un terza guerra, chiamata virus Covid-19.
Non fu una vera e propria guerra poiché non venne praticata con armi.
In un semplice giorno di febbraio, da un momento all'altro la vita di noi esseri umani cambiò:
si bloccò tra le braccia del nuovo virus che oltre ad altri paesi, abbracciò anche l'Italia, giorno dopo giorno sempre di più.
Il suo abbraccio però non fu un atto di amore e affetto come la carezza dei raggi solari e della brezza marina che ci donavano un senso di libertà che ci fu tolta, bensì fu un abbraccio che dato con una forza sovrannaturale ad una persona malata o anziana poteva essere letale…

Cos'era e com'era lo sapete di sicuro, ma io sono qui per darvi la possibilità di focalizzare il più chiaro possibile le paure che costantemente prendevano il sopravvento su noi esseri umani.
Probabilmente tra 10 o 20 anni il mio racconto sarà solo una goccia in un mare immenso di notizie, però sono qui, seduta davanti alla mia scrivania per essere la testimonianza fisica per chi in futuro si porrà domande o dubbi.

Anch'io sono stato tra i banchi di scuola come ci siete voi adesso e credetemi, non c'è cosa più bella di poter studiare, svolgere le lezioni, ridere con i compagni e aiutarsi a vicenda nei momenti di difficoltà… Ma tutto ciò all'interno di una classe, con quattro mura costruite con il rispetto e con l'aiuto reciproco, anziché dalla scrivania della propria camera dietro ad un telefono o un pc.

Nei mesi in cui il virus girava per le strade del mondo sono venute a mancare moltissime cose, ma come ogni situazione bella o brutta che sia va vissuta in pieno perché ogni esperienza ci dona e ci insegna qualcosa.
Ragazzi, questa situazione che spero voi non viviate mai direttamente ma solo attraverso le parole altrui, mi ha cambiata molto perché oltre ad insegnarmi il valore delle piccole cose mi ha preparato ad affrontare la vita offrendomi delle sfide da affrontare con coraggio.

Questo virus stravolse la vita abituale di ogni essere umano e ha vagato in ogni angolo del mondo partendo dalla Cina e toccando l'Italia, la Spagna, l’Inghilterra fino a diffondersi in tutto il mondo


File di persone distanziate davanti a supermercati e farmacie con addosso guanti e mascherine perché il virus si trasmetteva con le goccioline emesse respirando.
I contagiati e le persone morte aumentavano sempre di più e per tenerci aggiornati costantemente, i telegiornali a fine giornata ci mostravano la curva dell’andamento generale.
Le strade erano deserte e la gente sui social media lanciava gridi di speranza e solidarietà.
Molti furono i volontari che aiutarono le persone anziane e più bisognose, portando loro medicine e spesa a domicilio.

Negli occhi delle persone anziane e nei più credenti si scorgeva una solitudine infinita, dovuta anche al non poter frequentare i luoghi di culto come le chiese, al non poter pregare in compagnia.

Non so se e quando leggerete il mio racconto…
Ma se anche voi che state leggendo state attraversando il periodo adolescenziale come l’ho passato io nel 2020, spero sappiate dare un valore ad un abbraccio o ad una semplice chiacchierata con un'amico.
In questo periodo ho compreso il vero significato di un piccolo gesto, di una stretta di mano e della libertà di poter correre in riva al mare come un uccellino libero.
Purtroppo, però, oltre alla quotidianità il virus ci tolse gli affetti più cari come gli amici e le persone da noi amate.

Era possibile solamente starsi accanto e confortarsi tramite una videochiamata, un messaggio o una lettera scritta a mano ed inviata a parenti o amici dall'altra parte del mondo come le scrivevo io, ad una mia amica di penna, lontana.

Come vi ho già raccontato prima, anch'io come voi sono stata un'alunna e durante il tempo libero oltre allo studio a cui tenevo molto, praticavo alcuni esercizi fisici a casa, poiché le palestre erano chiuse, per mantenere in forma il mio corpo e la mia mente.

Oltre a sfruttare il mio tempo libero studiando, scrivendo alla mia amica di penna e facendo gli esercizi fisici, leggevo anche molte notizie riguardanti il mondo intero che come noi italiani era in un momento di crisi sociale, economica e sanitaria.
Un articolo che mi colpì direttamente fu l'appello che il primo ministro della Germania fece a noi italiani, lanciandoci un messaggio di vicinanza, esprimendo la disponibilità ad accogliere pazienti italiani e a spedire attrezzature mediche agli ospedali italiani.

Però, tutto d'un tratto, arrivò il momento in cui tutti noi aggiungemmo un piccolo pezzo al nostro enorme puzzle. Era un piccolo spazio di libertà in cui dovevamo attenerci alle regole prestabilite, mantenendo sempre il distanziamento sociale e indossando una mascherina che ormai era diventata parte integrante del nostro essere e della nostra quotidianità.

In giro c'era molta più gente, negli occhi dei bimbi si leggeva la felicità poiché erano tornati tra le braccia dei nonni, nei volti dei più adulti un velo di paura e da alcuni adolescenti, purtroppo, questa fase fu vissuta come un via libera, perché creavano assembramenti e non indossavano neppure le mascherine.

Le macchine e i furgoni dei lavoratori ripresero subito a sfrecciare sulle strade, ed in particolare dei furgoni bianchi degli addetti alla sanificazione, che permisero ai negozi di poter riaprire le porte e donare ai cittadini un po' di normalità.
Inoltre, per le strade la gente sfilava con addosso mascherine colorate che donavano a quel periodo e a quelle strade che prima erano buie e vuote un pizzico di felicità e tranquillità.

Ho parlato al passato, ma purtroppo tutto ciò lo sto vivendo adesso. Mi piacerebbe sapere se tra 20 anni il virus farà sempre parte della nostra vita o se la mia testimonianza sarà stata d'aiuto a qualcuno, se sarà stata apprezzata e se sarà ancora presente da qualche parte nel web.
Non so dove e chi sarò, la vita è così imprevedibile! Spero che voi non conviviate con questa realtà distorta e spero che apprezziate tutto ciò che c'è di più bello e di più semplice al mondo!

Studiate, fate della vostra vita un sogno e di questo sogno una realtà, amate, amate senza limiti perché non c'è cosa più bella al mondo dell'amore tra i familiari, tra gli amici e tra innamorati.

Non c'è sensazione più gratificante di mettere anima e cuore in un’impresa che poi darà gioie e soddisfazioni enormi.
Godetevi la vita, urlate, correte liberi, viaggiate, colorate la vostra vita con i mille colori lucenti.
La vita è bella e va vissuta in pieno, perché prima o poi tutto ciò che c'è di più bello al mondo potrà finire.

Però ricordatevi che dopo ogni tempesta il sole tornerà sempre a splendere su un cielo blu, meraviglioso e raggiante.
Non importa quanto forte sarà stata la tempesta, la quantità di fulmini che sono caduti sulla terra o la quantità d’acqua che è piovuta; quando finisce, la luce torna sempre a illuminare l’oscurità.
Non arrendetevi mai, davanti a nulla, lottate e costruite la vostra persona e parallelamente il vostro futuro, siate gentili e sicuri di voi, solo così potrete sconfiggere ogni male.
Io ci sto provando, nonostante tutto.


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