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Una storia di FrancescoFrancica

Questa storia è presente nel magazine Musica & Parole

Dammi un riparo

mentre tutto sanguina

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3 minuti

Pubblicato il 22 dicembre 2018 in Recensioni

Tags: #Musica #storia #rock

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Gli anni sessanta volgevano al termine, i sogni di pace e amore della rivoluzione culturale beat prima e hippie poi rovinavano nelle correnti di pensiero violente. Gli anni settanta erano alle porte, i disordini e le violenze erano già cominciati: le Pantere Nere abbandonavano i precetti pacifici di Martin Luther King, assassinato giusto l'anno precedente, e viaggiavano con e pistole in tasca, i licenziati dal Vietnam tornavano a casa tra i fischi dei pacifisti e gli sputi dei guerrafondai, non c'era presidente che non rischiava un proiettile ad ogni uscita pubblica, l'abuso di droghe dilagava e le prospettive si facevano sempre meno floreali e sempre più nere.

Gli Stones all'epoca sedevano già sui più alti scranni dell'olimpo musicale e nonostante avessero perso (il già da tempo bruciato) Brian Jones solo il 3 luglio, il 23 agosto del 1969 piazzano in vetta alle classifiche inglesi e americane il singolo Honky Tonk Women lasciandolo lì a gongolarsi per oltre un mese, praticamente tutto ciò che i glimmer twins toccavano diventava oro, sporco di droga e sregolatezze sì, ma sempre oro.

Precursori dei tempi e innovatori cavalcavano le onde musicali come pochi sapevano fare, radici blues e anima rock ma assolutamente calati nello spirito del tempo, anche loro iniziarono a guardarsi intorno capendo bene che le cose si stavano mettendo male così iniziarono il cantiere di quello che fu l'album del cambiamento.

Mick Taylor con il suo tocco felpato e inequivocabile a sostituire il genio e la poliedricità del defunto Jones ormai promosso a membro fondatore del club J27, la colorata e allegra baldoria degli anni sessanta ormai archiviata e il malcontento traboccante, la guerra in Vietnam che prendeva la peggiore delle pieghe con l'insofferenza popolare generalizzata, la strage di Bel Air ad opera di Manson e i suoi figli di Satana e reduci dal concerto maledetto di Altamont gli Stones capirono che la società era stata profondamente ferita e tutto ciò che potevano fare era lasciarla sanguinare.

Let it bleed si tinge quindi di sonorità cupe tra il tipico british sound e quello americano, Blues e Country (date le frequentazioni di Richards con Gram Parson) e si apre proprio con quella che il critico musicale Greil Marcus arrivò a definire "la più grande canzone rock mai registrata", "una canzone sulla fine del mondo", "un'anticipazione in musica dell'apocalisse": Gimme Shelter.

«Era un pezzo molto paranoico sul mondo che ti crolla addosso, e quindi sul trovare riparo dagli eventi... Quando è stato registrato, all'inizio del '69 o qualcosa del genere, era un'epoca di guerra e di tensione, e tutto questo confluì nella canzone.»

(Mick Jagger, 2012.)

Una delle più celebrate canzoni degli Stones, un apocalittico inno antimilitarista, i riferimenti del testo contemplano tutti gli ingredienti della guerra: la violenza, l'omicidio, lo stupro e si chiede a gran voce un'insperato riparo alla prossima fine del mondo.

Il pezzo si apre con il giro di chitarra tremolante di Richards sostenuto una grattata di tavola da bucato che permane a tenere il tempo fino al primo assolo chitarra e piano per lasciare spazio a delle maracas, un rock in mid tempo non troppo veloce ma che difficilmente ti lascia seduto.

La parte vocale di Jagger, che chiuderà il pezzo con una memorabile piegata di armonica, è accompagnata dalla seconda (ma seconda a chi?!?) voce femminile di Marry Clayton che per intensità e potenza non solo tiene testa al carisma del solista ma viene incoronata la migliore performance femminile in una canzone degli Stones. Al minuto 2.59 la Clayton spezza il cantato per troppa potenza e intensità e se si ascolta bene il pezzo si può sentire Mick lanciare un "WHOOO!" di ammirazione. Leggenda narra addirittura di un aborto della Clayton avvenuto al rientro dagli Olympic Studios di Londra, dove venne registrata la canzone, dovuto all'eccessiva enfasi messa nel canto.

«War, children, it's just a shot away It's just a shot away. Rape, murder! It's just a shot away»

«La guerra, bambini, è lontana solo uno sparo è lontana solo uno sparo. Stupro, assassinio! Sono lontani solo uno sparo»

Gimme Shelter - Let it Bleed

Era il 29 Novembre del 1969... cinque anni dopo sarei nato io, ma questa è tutt'altra storia.

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