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Una storia di Crisprando

Questa storia è presente nel magazine c'era una volta...

Chi la fa, l'aspetti

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2 minuti

Pubblicato il 06 febbraio 2019 in Fiabe

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C’è una volta un re, che si divertiva a travestirsi da cittadino e fare scherzi a tutti: al popolo, alle guardie, ai lupi e agli alberi.

Il popolo era stufo, ma non osava dire niente da quando aveva scoperto che il burlone non era uno di loro, ma era il loro sovrano.

Il re continuava a fare scherzi e nessuno lo fermava : secchi pieni d’acqua sopra le porte delle case, disegni di mostri che uscivano dal terreno quando i lupi passavano, per spaventarli, armature piene di miele da far mettere ai cavalieri con l’inganno.

Un giorno, quando scoprì che in una caverna abitava un mago, e che quest’ultimo non era potente, il re provò a fargli uno scherzo. Aspettò che il mago uscisse a prendere delle pozioni al mercato, visto che non sapeva come fabbricarne una, entrò nella caverna e cercò un posto adatto allo scherzo: lo trovò.

Mise 100 panini di tonno e broccoli sotto il letto del mago e un simpatico poster sulla parete, che lo raffigurava mentre faceva una pernacchia. Quando il mago entrò, non vide niente, a parte il poster, ma non ne capì il senso. Quella sera, però, quando il mago andò a letto, sentì una puzza talmente forte da non riuscire a dormire. Guardò ovunque e, alla fine, vide i panini maleodoranti sotto al letto. Si arrabbiò talmente tanto che il suo cervello elaborò un piano geniale…

Il mago aspettò che al castello tutti dormissero e lo trasformò da castello di pietra, a castello di formaggio puzzolente : le pareti erano di gorgonzola, i mobili di taleggio, i letti di groviera… Quando il re tornò al castello, ridacchiando ancora per i tuoi fantastici scherzi notturni, lo trovò “formaggizzato“ al 100%. Provò allora a mangiarne un pezzettino (sentendosi molto furbo), e appena si trovò pieno di macchie rosse, capì di essere allergico ai latticini. Involontariamente al mago lo scherzo era riuscito ancora meglio!

Il re andò dal mago e lo prego di ritrasformare il castello, In cambio promise di non fare più scherzi e disse di aver capito capito la lezione.

Da quel giorno il regno vive in santa pace e tutti, compresi gli alberi, vissero tranquilli.


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