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Una storia di vladimiroforlese

Questa storia è presente nel magazine Vivere per (r)esistere

Le barche

734 visualizzazioni

1 minuti

Pubblicato il 27 gennaio 2019 in Poesia

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Al riparo dai marosi pigre

dondolano le barche.

Da lontano sembrano danzare

sincrone al respiro delle onde.

Qualcuna nel beccheggio scricchiola,

geme

rivelando la rauca fatica del fasciame.

In altre un rivolo d'acqua corre

su e giù

imperlando la nuda pancia di luce.


Le guardo con i miei occhi

e con gli occhi del mare

mentre riposano tra le braccia del porto,

addormentate in un sonno irreale

quasi di morte.

Le guardo e mi chiedo se al largo,

nelle notti senza luna,

hanno paura, se tremano quando

la tempesta le sfianca

se gli batte forte il cuore

prima del viaggio.


Improvvisa un'onda più forte

suona la sveglia. Le prue,

come corpi ridestati alla vita,

s'innalzano, con moto ribelle

tirano le cime vogliose

di liberarsi dall'incubo che le incatena.


E tirano, tirano

ché il loro destino è il mare;

e scalpitano

come sofferenti cavalli al nastro

desiderose di prendere il largo,

pronte ancora a sfidare l'altrove

il rischio di non tornare.



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