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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine PICCOLI OMICIDI QUOTIDIANI

PAUL & PAULA

..nuvole sulla collina.

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12 minuti

Pubblicato il 01 dicembre 2018 in Humor

Tags: #PiccoliOmicidiQuotidiani #Disillusione #Amore #Screzi #Chiacchiere

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Paul & Paula, (..nuvole sulla collina).


Li ho uccisi entrambi per amore, erano belli, alati, ispirati, sublimi!..”. Si può sapere di chi stai parlando, George? Immagino di due angeli, almeno così dice l’autore dell’efferato omicidio riportato sulle pagine di cronaca del Times di oggi. Non vedo a chi potrebbe riferirsi l’epiteto ‘alati’, nel descrivere i due malcapitati. In quanto a ‘ispirati’ poi, sembrerebbe rivolto ad aspiranti poeti. Finanche ‘sublimi’ non lo si può riferire che a due candidati verseggiatori o allievi vati, quindi … Quindi hai pensato a possibili creature celesti, a messaggeri divini, insomma, come dire, a due esseri perfetti. Non credi di esserti spinto fin troppo il là?

Hai fatto tutto da sola, Ann. Da parte mia stavo semplicemente commentando una frase apparsa sul quotidiano, non riesco a immaginare cosa avresti potuto dire se ti avessi letto l’intera notizia. George, ti ho detto che stasera vengono a trovarci Paul & Paula, vero? Sai, credo si fermeranno per cena! Un’altra buona notizia! – commento in silenzio. George mi hai sentito? Oh sì, cara, è per me una vera sorpresa, è un po’ che non li vediamo. Immagino si siano autoinvitati a restare? In un certo senso! Beh, di certo se qualcuno ti dice che arriva ‘sul fare della sera’, va con sé che intende fermarsi per cena, e poiché l’uno è sempre dov’è l’altro, diciamo che la prenotazione vale per due, quantomeno “Elementare Mr. Watson!”.

Immagino tu abbia già pensato a qualcosa da mettere in tavola, mi sembra di sentire un certo profumino? No George, dev’essere l’odore di stufato che arriva dalla cucina della signora Marianne. Non dirmi che saremo tutti a cena dalla vicina, devo ancora digerire quel brasato che ti ha rifilato un mese fa. E certo, quando si tratta di qualcosa che appaga la tua gola, allora fai uso del pluralistico ‘ci’, mentre quando, guarda caso, qualcosa non è gradito alla tua pessima digestione, fai uso di quel ‘ti’ così garbato, che mette in mostra tutta la tua rispettabile amabilità, che quasi viene voglia di ucciderti. Dici davvero, anche tu dunque? Perché, cos’hai da dire? Semplicemente che sei umana, nel senso di umanamente adorabile, così …

Per favore basta George, non sperticarti inutilmente a cercare altri aggettivi, per oggi ho già riscosso la mia parte di apprezzamenti, non occorrono altre lusinghe per dimostrarmi quanto tu sia seccato di avere gente a tavola. Non certo per la cena in sé, quanto per i convenevoli, i falsi complimenti e quanto più c’è di retorico nei loro discorsi. Forse non lo sai, ma c’è una novità. Quale, sentiamo. Paul & Paula hanno deciso di divorziare e intendono farlo con la nostra approvazione. In che senso? Nel senso che, vivranno per qualche tempo divisi, e noi controlleremo che i loro comportamenti, siano per lo meno adeguati a quelle che sono le loro reciproche intenzioni.

Niente! – esclamo, assaporando un retrogusto amaro che mi sale in bocca, più per l’intenzione di Ann di assecondarli, che non per la loro intenzione di divorziare. Perché lo fanno? – chiedo, tuttavia pensando che ognuno è libero di fare ciò che vuole, senza necessariamente avere l’approvazione degli altri. Perché si amano troppo! Nel senso di troppo poco? Ma no, troppo, come dire, che non riescono a stare l’uno lontano dall’altro, perciò … Quindi, per la legge degli uguali e degli opposti, troppo è più che sufficiente per dire che si esagera in un verso o nell’altro?

George, sei insopportabile! In ogni modo io mi prenderò cura di Paula e tu di Paul nella maniera che vorrai. Ti offendi se ti dico che mi trovo più a mio agio con Paula, lo sai ho poca dimestichezza negli affari intimi degli uomini, come tu sempre dici, non mi ci raccapezzo da per me, figuriamoci a dare consigli. Mi ci vedi ad avere a che fare coi sentimenti degli altri? Io sì, visto che sei così capace a tirare conclusioni quanto più azzardate ci si possa aspettare, chissà che non riesci a convincere Paul del contrario? Ho appena optato per Paula. Non intendo cedere a questa opportunità. Cos’è una scenata di gelosia, o sei rammaricata d’avermi sposato?

Buona la seconda George. Sta di fatto che Paula essendo una donna ha più bisogno di considerazione. Come dire che Paul, in quanto uomo e quindi colpevole di mediocrità e rozzezza, deve assecondare la presunzione di preziosità e finezza della sua compagna Paula, è così? Sei tu che lo dici. Povero Paul, non gli rimane che sottoporsi ad analisi! Per caso non hai qualcuno sottomano da consigliare a entrambi? Ci ha già pensato Paula. Capisco. Cosa? È l’analista? Chi? Lascia perdere. Bene, torno in cucina, vedo d’inventarmi qualcosa per la cena. Inutile dirti che quando ti ci metti hai capacità imprevedibili, se non altro scongeli da dio!

Ecco, abbiamo messo la panna sulle fragole! Dicevi? Niente, chiamami quando arrivano. Davvero non vedo l’ora! … Geooooorge!, non solo non vedi l’ora, ma neppure senti suonare alla porta, siamo già al terzo squillo, ti sembra questo il modo di accogliere i nostri amici? Perché non ti sei vista, hai la farina fino sulla punta del naso. Mi sorge il dubbio che ci stiamo preparando per una serata al Circo. Oh, davvero? Vado ad aprire. Papparapà papparappappà papparapappara parappà!..

Prego accomodatevi pure, siete i benvenuti! – dico, per accoglierli come si confà. Oh, dov’è Ann? – chiede Paula quasi in lacrime, scavalcandomi e dirigendosi in cucina. Ciao George, vecchio mio! – m’ingiunge Paul stringendomi la mano, con lo sguardo dimesso, come se dovesse presenziare a un funerale. Non stiamo qui a farci le condoglianze Paul, entra e versiamoci qualcosa da bere, cosa gradisci? No credimi, non ho neppure voglia di bere. Hai almeno voglia di mangiare qualcosa, Ann è tutto il pomeriggio che prepara, devi dargli la soddisfazione di assaggiare la sua cucina.

La conosco già, fa sempre le stesse cose. Quindi sai benissimo cosa ti aspetta? Sì certo, se non è pollo fritto e patate, è cotoletta di prosciutto con formaggio fuso e insalata … Indovinato! O almeno credo, di solito non si spinge più in là di uno sformato, non importa se a quanto dice Paul, non ha per nulla appetito. Devi sapere George che questa decisione da parte di Paula mi pesa moltissimo. Perché non sai ancora quanto ti costa – dico tra me, risoluto nel fare quattro soldi di conti. Ma vediamo, un tot per l’avvocato e le spese procedurali, di entrambi ovviamente, poiché di sicuro Paula dirà che è Paul ad averne bisogno, che lo fa soprattutto per lui ‘poverino!’. Aggiungiamo dell’altro per la nuova casa dove Paul andrà ad abitare, e che Paula ovviamente vorrà arredare secondo i suoi gusti e i suoi capricci, più un fisso per il suo mantenimento, che va ad aggiungersi a tutte le altre spese ecc. ecc. ecc.

Non che la rendita gli faccia difetto, ma pensando a come Paul gestisce il proprio denaro, di certo sarà Paula a tenergli la cassa. Povero Paul! Ecco che anch’io mi esercito nel piagnisteo, chi l’avesse mai detto? Ma George, perché non mi hai detto che stai per partire? – irrompe Paula squillante, di ritorno dalla cucina, senza darmi il tempo di abituarmi alla sua presenza. Scusami cara, non mi sembra ce ne sia stato il tempo, ma non preoccuparti, rimedio subito! Col dire ciò mi alzo dalla poltrona e mi avvio verso un’altra stanza. George, dove stati andando? – m’incute Ann entrando. A fare le valigie! Non essere sciocco, non vorrai lasciare i nostri amici da soli, mentre io sono indaffarata in cucina, visto che è ancora presto per sederci a tavola per la cena.

Scherzi, dicevo così, per dimostrare a Paula la mia impellente necessità di evasione. Vogliate scusarmi, sono costretta a tornare di là, prima che si bruci l’arrosto. A più tardi miei cari. L’arrosto, qual novità? – mi chiedo. In verità George speravo potessi rimandare la tua partenza, considerato che siamo venuti a chiederti di assecondare i nostri propositi? – dice Paula facendo la sostenuta. Affatto buoni, direi, se ad andarci di mezzo sono gli altri, non ti pare? – le rispondo aprendo il portasigarette per offrirne a Paul. Cosa fai Paul, hai intenzione di riprendere a fumare? Veramente non ho mai smesso! A voi uomini non vi si può lasciare un momento da soli che subito vi abbandonate ai vizi. Ovviamente tu George puoi fumare, se proprio ne hai voglia, magari se potessi andare a farlo in giardino?

Oh Grazie tante Paula, ma lascia che ti rammenti che abitiamo al quarto piano di un edificio in città, se proprio non vi hai fatto caso. Ma veniamo al dunque, Ann mi ha appena detto che avete intenzioni di divorziare, ma non è stata chiara nell’espormi le ragioni della vostra decisione. Ti prego George prendiamo le cose per il verso giusto e cominciamo col dire che la decisione è stata presa da Paul, vero caro? Mah, se devo essere sincero se stata tu a spingermi in questa direzione, per quanto mi riguarda la situazione va bene anche così com’è. Ecco vedi George, è quell’ ‘anche’ pronunciato in quel modo che più mi infastidisce, ribaltalo e applicalo a tutto il resto, tu comprendi che non può ‘assolutissimamente’ andare bene.

Si dice assolutamente Paula! Beh, rende meglio l’idea, non ti pare? Comunque, non ho compreso, vuoi spiegarti meglio, please! – dico io. Se uno dice ‘anche’ di certo intende ‘oltremodo’ o quantomeno ‘se non può essere diversamente’, da che cosa?, chiedo io, vuol dire che così com’è non va bene. Hai pensato che può voler dire ‘se non si può fare di meglio?’ Cioè, tu intendi meglio di così, George? Veramente dovresti rivolgere la domanda a Paul, se non ti dispiace. Io, io … non ho chiesto niente di tutto questo! – risponde Paul chiamato in causa. Vedi George, Paul è così, non pone attenzione, si distrae continuamente, lascia fare, tu capisci, una donna qualche volta ha bisogno di essere assecondata, sostenuta, incoraggiata nel fare le sue scelte, che poi credimi sono prese ‘assolutisticamente’ per lui, per compiacerlo, per assecondare e soddisfare quelli che sono i suoi desideri.

Basta così Paula, non hai bisogno di spingerti oltre, sei stata chiarissima. Mi sorge un piccolo dubbio, un niente, come dico io, dimmi Paula hai mai chiesto a Paul quali sono i suoi desideri? Beh, direi di sì, ho sempre cercato di interpretare quali fossero le sue aspirazioni. Quali? – la rimbecca Paul subito fulminato dallo sguardo furente di Paula. Tendenti al distinto, al sublime, immagino! Hai mai provato a soddisfare le sue fantasie, che so, le sue voglie, le sue manie? Perché vedi mia cara Paula, gli uomini ne possiedono molte e talvolta anche di spregiudicate. Credimi, i comportamenti umani sono pieni di contraddizioni, più vicini al paradosso che alla logica, inteso come coesistenza di realtà opposte e apparentemente inconciliabili.

Che dire della razionalità George? Paul sembra non averne affatto, la usa molto spesso più per giustificare i propri comportamenti che per guidarli. Secondo Anna Freud, la psicoanalista figlia del più famoso Sigmund, sostiene che la ‘razionalizzazione’ sia un meccanismo di difesa evoluto, adottato per rendere accettabili atteggiamenti idee e sentimenti di cui, oltre a non essere in grado di riconoscere, non vogliamo accettare come reali motivazioni. Non credo riguardi voi uomini, la trovo un’affermazione azzardata, in quanto a dire che l’agire dell’uomo è improntato alla razionalità beh … da almeno quando l’uomo è diventato un animale razionale?

Il mio analista è tra quelli che invece lo mette in discussione, insieme a psicologi, psicoanalisti, e ultimamente anche alcuni neuro-scienziati, come del resto accade ormai da generazioni. Noto che il tuo terapeuta ti rende più edotta che psicanalizzata, vuoi vedere che presto saremo tutti sdraiati sul tuo lettino? Dicevi George? – domanda Ann portando in tavola il suo straordinario menù serale con aggiunta di avocado con gamberetti in salsa-maionese. Ma non era l’arrosto? – mi chiedo, ma forse ho compreso male. Che spettacolo! – esclama Paul che non ne può più di starci a sentire, quasi abbia assistito incolume alla ennesima replica di “Hannah e le sue sorelle”.

Davvero ti piace? Nemmeno un po’ – rispondo io, colto in flagrante mentre riflettevo sul film di Woody Allen. La domanda era ovviamente rivolta a Paul e quindi la mia risposta giungeva a sproposito, colta subito da Ann che ultimamente non me ne lascia passare una. A grazie tante George, potevi anche essere un po’ meno rude del solito. Lo dico io che gli uomini sanno solo essere ‘rudi’ nei nostri riguardi, il mio analista ribadisce che “l’uomo è un bipede implume”. A meno che il tuo analista non si sia depilato!, in quanto a rudi, è forse a “Il figlio dello sceicco” che aspiri Paula, quel Rudy? Sediamoci a tavola! – ingiunge Ann.

Siamo appena seduti che Ann mi rifila un pizzicotto in una coscia e sorridendomi mi intima di smetterla … o stasera ti lascio senza cena, dice. Mi chiedo a cosa si riferisce. Ah, ah, che sciocco, probabilmente non a quella ormai bell’è servita. Cin, cin! Brindiamo dunque! Sì, certo ma a che cosa, al vostro matrimonio o al vostro futuro divorzio? Già, l’interrogativo mi è uscito spontaneo, perché in verità non ricordavo di aver presenziato alle loro nozze. Forse per questo noi tutti ci siamo guardati perplessi. Ann prende infine la parola. È fuor di dubbio Paula che hai la mia approvazione e quella di tutti immagino, il problema è bello che risolto, puoi divorziare da Paul quando vuoi, in fondo non siete mai stati sposati!

Dici sul serio Ann, non sono sposati? No George, non hanno fatto l’errore che abbiamo fatto noi, di convenire al matrimonio, intendo. Quindi non sono obbligato a passarle il mantenimento! – esclama Paul raggiante, nel modo peggiore che si addica a un uomo in quel frangente. Se hai ‘minimalisticamente pensato di liberarti di me, allora … Minimamente Paula, si dice mini … Sempre pronto a riprendere chiunque George, se c’è una cosa che mi da fastidio in assoluto è l’essere ripresa mentre parlo, santo cielo, potresti almeno aspettare che finisca di dire.

Quando mai Paula, se nemmeno la Radio riesce a starti dietro? Paul? Vedi Ann come sono gli uomini, come trovano un sostegno si affrancano e si sentono liberi di poter insinuare quello che vogliono! Stai parlando degli uomini Paula? No, di te e di lui, che messi insieme non fate un solo essere degno di chiamarsi uomo. Mentre il tuo analista invece, ti sei assicurata che non sia gay? Beh, per quello non lo è affatto! Paul eccoti servito! – dico. Mah George! – esclama Ann fuori di sé, quando Paul & Paula sono già sull’uscio intenzionati a lasciarci. Miei cari è stato un piacere vedervi! Non posso dire di aver passato una buona serata in tua compagnia George! – dice infine Paula.

Spiacente di aver deluso le tue aspettative Paula, la prossima volta saprò fare di peggio. In quanto a te Paul ho un suggerimento da darti: dovresti provare col metano, e a non prenderti troppa pena se dirà che non è quello il modo: ". . .non tutti gli uomini hanno la consapevolezza innata di ciò che è giusto!”.









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