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Una storia di IBonamiciFredducci

L'ottimismo non paga.

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4 minuti

Pubblicato il 11 dicembre 2020 in Humor

Tags: #vita #diario #batteria #ottimismo #scooter

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Sto tornando a casa dal lavoro, in scooter. Si accendono entrambe le spie dell’ABS, ad indicare che non sono funzionanti né quello anteriore e nemmeno quello posteriore.

Le spie non sono nitide, ma piuttosto fioche…

-Porco Tensing: non ho l’ABS!- ed iniziano le paranoie: immagino di dover piantare una inchiodata terribile di lì a poco, vuoi per una vecchina che si lancia insensatamente in mezzo di strada, vuoi per un pirla che scarta in modo omicida davanti a me, vuoi per un cerebroleso che spunta da una via laterale e si immette barbaramente, della serie “mi puzza la vita...ma più che altro è la tua vita che mi puzza, tesoro!”.

Rallentando ed avvicinandomi all’auto che mi precede noto che non si nota la luce del faro anteriore sulla sua coda e, quando devo mettere una freccia, non sento il suono e la spia è fioca (“noto che non si nota”).

Questi indizi mi portano a ipotizzare che non sia un problema dell’ABS (e menomale), ma della batteria.

Arrivo a casa e indago sul libretto di istruzioni che riporta chiaramente che, se le spie dell’ABS si accendono e restano fisse appizzate in modo debole, indicano che i sistemi antibloccaggio non sono in funzione perché la batteria è moribonda.

La batteria…

Porella: ha diversi anni sulle spalle e si è ciucciata i mesi di fermo dello scooter quando la mia clavicola è stata disintegrata e il fermo per il lockdown. Era ovviamente staccata, ma ha sofferto comunque e l’ho fatta ricaricare dal meccanico appena dopo il lockdown

-Guarda che era proprio morta: ha poco tempo davanti a sè- aveva detto e, in fin dei conti, è andata avanti 7 mesi!!!!

Molto felice di dover solo sostituire una batteria che non desiderava che la morte, invece di avere un problema all’ABS la prenoto e, dopo pranzo, torno con convinzione al lavoro.-

Lo scooter parte al primo colpo, senza il minimo problema.

La vocina nella testa prova a farmi presente che, forse, con l’accumulatore in quelle condizioni non è proprio geniale tornare al lavoro in scooter e che dovrei metterlo tranzollo nel posteggio condominiale per moto e bici, e usare il tram...ma non la ascolto perché l’avvio senza la minima esitazione mi convince.

Arrivo al lavoro con un po’ di para e tanta prudenza per la mancanza dell’ABS e, finito il turno, esco, monto in sella, via il cavalletto, allaccio le cinture…

Il motorino di avviamento gira, il motore quasi si avvia ma buena.

Vabbè: una volta nella vita può capitare che non si avvii al primo colpo!

Premo di nuovo il tasto...

SINGULTI STRANI, VIA VIA SEMPRE PIU’ LENTI

LENTI, LENTI, LEEEENTIIIII.

QUEL GRACCHIARE DEL QUADRO CHE VUOL DIRE SOLO UNA COSA: -E’ INUTILE CHE INSISTI: LA PARABOLA TERRENA DELLA BATTERIA E’ TERMINATA-

Porco Tensing.

Porco Tensing.

Un concerto di “TE L’AVEVO DETTO!!!!!!!!!!!!” risuona all’interno della mia scatola cranica.

Mi sembra che perfino il mio fidato C1 borbotti “te l’avevo detto, rifiuto della società!”.

-Smettetela entrambi!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ho capito che ho fagtto una minchiata, ma fatela finita!-

-Entrambi chi?-

-Te ed il C1!!!!-

-Il C1 non parla!-

-Ah no? Pesissimo...allora sto ancora peggio di quanto pensassi… Vabbè: smettila te, cazzo!-

-Ma io ti avevo detto che tornare al lavoro con la batteria moribonda era una scommessa molto rischiosa...-

-BAAASTA!!!!!! Madonna santissima: poteva anche farcela a partire...cazzo! Cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo!!!!!!!!!!!-

Il mio strano mezzo si trova anche in un posto che in realtà non è un posto e così, moccolando in tigrino, mi faccio coraggio e inizio cercare un vero posto per i motorini.

Spingere il C1 non è proprio il massimo della vita sia per il peso che per lo strano equilibrio: se ci sei dentro è bilanciatissimo; ma se lo spingi dall’esterno è un dramma terrificante.

Alla fine trovo un posto a poche centinaia di metri di distanza e lo lascio lì, prendendo lo spostapoveri su rotaia (il tram) che va più piano di uno scarafaggio stercoraro.

Ah...mentre sto appoggiando la carta di credito al macchinino per i biglietti arriva un tossico che mi fa: -C’hai un euro?????-

Lo guardo.

Va via velocissimamente e mette subito una buona decina di metri di distanza da me: il mio sguardo deve essere stato piuttosto chiaro.

Domani andrò a lavorare in macchina e, di ritorno, correrò a prendere la batteria nuova per poi ritornare di pomeriggio in tram e montarla sul mio povero C1 che non è abituato a dormire fuori, ritornandoci a casa dopo il lavoro.

Ho imparato la lezione: la prossima volta che la batteria sta per morire eviterò di essere ottimista. Io non sono mai ottimista, ma sempre realista: per una volta che sono ottimista va a finire così...oof.


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