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Una storia di Frenziz

Idiovirus

Confusione

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Pubblicato il 24 marzo 2020 in Spiritualità

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SOS psicologi, sociologi, psicologi sociali, PSICHIATRI (ah no, voi, in quanto "medici competenti, passami il termine" citando quel minchione del mio ex marito, siete arruolati altrove), accorrete! Non l'avevano detto che il corononavirus, covid 19 o quale che sia il nome scientificamente esatto, sarebbe stato responsabile anche di una lobotomia di massa. Mai come in questo momento ringrazio IDDIO (ommioddio) di non fare parte della social community. Cercasi disperatamente cervelli funzionanti. Scarseggiano come la farina di riso al supermercato, anzi di più, come il buonsenso. Smascherati da una convivenza forzata, calano i veli e rivelano un'incoerenza abominevole, ai limiti del disturbo bipolare. Una vita schizofrenica. In confronto, il tizio di Split è coerente. Cosa lascerà questo covid? In me la certezza che l'essere umano è molto peggio di quello che un'inguaribile pessimista come me delineava. Siamo corrotti, interrotti, pesanti, pedanti, noiosi. Affatto innovativi, toglieteci i finti impegni che ci costruiamo per non fermarci e non siamo in grado di produrre valore. Toglietemi tutto ma non il mio Breil, diceva lo spot. Toglieteci tutto ma non la nostra agenda super scritta. Perché se il nostro tempo rallenta o si ferma è come vedere i pori al microscopio. Diventiamo visibili, riconoscibili. Ecco perché gli idioti dei social, il gregge di pecore belanti che condivide candele, catene, video struggenti con sottofondo divenire di Einaudi, necessita di esprimersi su quella o questa piattaforma. Ma ancora più pericolosi sono i giudicanti. Noi che pensiamo di essere superiori, migliori di quei poveri diavoli che, "siccome tutti stanno mettendo la candela la metto anche io perché si fa così" ma non so precisamente perché. Abbiamo ancora tanto da imparare sul lasciar correre, scorrere, scivolare. Intanto, liberiamoci noi, poi magari possiamo dirlo agli altri. Ma, ça va sans dire, vediamo la pagliuzza nell'occhio dell'altro e non la trave nel nostro. Hanno facebook e criticano le stupidaggini che i loro contatti pubblicano su facebook ma se chiedi loro di cancellarsi la risposta più in voga è "ma sai, lo uso talmente poco... Solo quando cago... Mi serve per lavoro..." Si sì, certo certo. Per inciso, quelli che postano stronzate, sono i VOSTRI contatti, perciò fatevi due domande sul perché avete contatti idioti, n'est pas? Si vive benissimo senza facebook, anzi. Si vive meglio. Sempre che il problema non sia un distrubo narcisistico di personalità facilitato dal potersi esprimere a una comunità di pecoroni idioti. In quel caso, lustrare l'argenteria è impossibile senza IL SOCIAL. Sei figo perché non ti vedono i pori al microscopio perciò, ti lamenti della "ggentescema" ma ci stai perché ne fai parte con tutte le scarpe.
Io con questa quarantena sono più asociale di prima. Non mi mancano i rapporti sociali, per niente. Anzi, i nodi che sono venuti al pettine mi hanno fatto provare una mestizia che mi manca la voglia di sentire la stragrande maggioranza delle persone che conosco. Ora uso il pettinino per i pidocchi, insomma. Tutto il resto è cosa non necessaria.


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