scrivi

Una storia di Francesca890

Fuori è ancora estate

143 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 18 gennaio 2021 in Storie d’amore

0

Paola guardò Riccardo e gli chiese se avesse mai pensato a loro due con altre persone.

- Tu con una e io con uno - disse. Voleva dire altro, ma non proseguì. Lui la fissò un po' perplesso.

- A me non serve immaginarmi con qualcun altro - le rispose quasi turbato. Seduta sul letto accanto alla finestra, Paola si girò per guardare fuori. Da poco era terminato un temporale, l'afa di agosto aveva lasciato improvvisamente spazio alla frescura di autunno, all'umidità di fine estate. Anche se forse era troppo presto per parlare di fine estate, era solo il 9 settembre.

Paola si girò ancora verso Riccardo, intrappolata nei suoi pensieri un po' inespressi, trascinandosi nella testa l'odore di pioggia e terra bagnata, come se il quadro autunnale fuori dalla finestra si fosse trasferito nelle sue narici. Credo di avere una cotta per un'altra. Sì, hai capito bene. Un'ALTRA. E che posso farci? È successo! Ed ecco che lui sarebbe impallidito, avrebbe iniziato a farfugliare qualcosa. Paola invece non disse nulla. Si limitò a scrutare un punto impreciso dietro Riccardo. Realizzò che si sentiva un po' come il tempo fuori: nuovo, inaspettato, eppure triste, prigioniero delle aspettative di chi pretende ancora il caldo estivo. Non si accorse che nel frattempo Riccardo la stava fissando. Se solo Paola lo avesse notato, avrebbe potuto sentire la prepotenza del dubbio persistente nella testa del suo compagno.

Lui si alzò e le si avvicinò lentamente, provò a scuoterla con una delle sue solite battute. Lei non rise. Ci provò, ma niente. Non le riusciva più da un po' di tempo. Si era innamorata della sua simpatia, della sua ironia, del suo modo di far casino con gli amici. 12 anni fa, tra i banchi del liceo. Eppure adesso erano proprio quegli aspetti della sua personalità ad irritarla. Non sopportava le sue battute del cazzo, sempre uguali e sempre strategicamente piazzate per stare al centro dell'attenzione. Era come un comico scaduto che non aggiornava mai il suo repertorio.

Paola Riprese il libro e tentò di studiare Drammaturgia, l'esame sarebbe stato tra un mese. Non le entrava nulla in testa. Voleva solo starsene a fissare quel paesaggio autunnale. Di rinascita e di perdita, come la sua vita in quel momento. Riccardo si decise a rompere quel silenzio, le propose di rimanere a cena.

- Farebbe piacere a mia mamma - provò a convincerla. Lei sentì una morsa soffocante attorno al suo collo, ma non dipendeva da un invito abbastanza scontato. Si rese conto, lì su quelle parole, che non era più capace di passare del tempo con lui. Che non aveva nulla da dirgli, che non le interessava nemmeno litigare, che non le andava di rimanere fino a sera e che il letto sul quale era seduta le bruciava sotto come una lastra incandescente. Voleva solo scappare, andare lontano in cerca dell'odore di lei.

- No Riccardo mi dispiace, preferisco rientrare - lo disse con uno sguardo implorante, ti prego leggimi dentro non voglio più stare con te ma non so come ammetterlo. Ad entrambi.

Si alzò dal letto, chiuse i libri e li mise in borsa.

- Scusami è che non riesco a concentrarmi oggi, ho bisogno di andare a casa.

- Va bene - rispose lui - ho capito sai. Lo disse, finalmente, senza continuare la frase, con una tenerissima tristezza nella voce. Paola la sentì tutta quella tenerezza, si sentì impreparata.

- Ma no... cosa pensi.

Uscì dalla stanza senza guardarlo.



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×