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Una storia di Chrisma

Razzismo

Dialogo alle poste

264 visualizzazioni

7 minuti

Pubblicato il 30 maggio 2020 in Altro

Tags: #fila #racism #odio #poste #razzismo

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- Ho fatto questo sogno strano, l'altra notte. Eravamo in piedi, in fila, alle poste, e c'erano tutti.
- Tutti chi?
- Tutto il mondo.
- Tutto il mondo fuori alle poste di Lago Patria?
- Esatto.
- Immagino il traffico...
- No, sono venuti tutti con l'M1. In ogni caso ti vengo a prendere e andiamo tutti e due alle poste.
- E abbiamo parcheggiato lì?
- Ti stai concentrando troppo su questa storia del parcheggio, Michè. Parcheggiamo lì, comunque.
- È inverosimile che tutto il mondo sia fuori la posta di Lago Patria e che non ci sia neppure un po' di traffico. A Lago Patria c'è traffico pure di notte.
- A parte che non è vero, ma puoi farmi continuare, per favore?!
- Scusa.
- E che cazzo...
- Ora non esagerare con le parole...
- E invece esagero! Con te non è mai possibile fare un discorso serio!
- E continua, dai! Mi stai facendo perdere tempo!
- Se non lo vuoi sentire lo racconto a qualcun altro...
- Continua! Eravamo arrivati fuori alla posta, poi?
- Poi cosa, secondo te? C'era tutto il mondo, lì, potevamo solo metterci in fila e aspettare.
- Che numero avevamo?
- Ci siamo svegliati presto e siamo arrivati abbastanza in orario, avevamo il quattromilioniseicentosei.
- Di lusso, proprio.
- E certo. Davanti a noi c'era una donna asiatica, molto piccola e anziana. Aveva i capelli neri e gli occhi ridotti a una fessura.
- E dietro chi c'era?
- Dietro c'era Shaquille O'Neill.
- Sha... Shaquille?
- Sì. Il giocatore di basket.
- Shaquille O'Neill.
- Sì, Michè. Era dietro di noi.
- Eravamo davanti a Shaquille O'Neill?
- No. Lui era dietro di noi.
- Ma è la stessa cosa...
- E allora non fare domande stupide. Comunque, come puoi immaginare, la fila continua ad aumentare e la gente rimane in coda per giorni interi, sempre fermi allo stesso posto. Con la pioggia, la fame, i servizi da fare, tutti impazienti e fermi lì.
- E gli operatori allo sportello immagino che stessero parlando dei fatti loro, allegramente...
- Senti qua. All'improvviso, la vecchia asiatica si rompe le palle e decide di saltare la fila. Tutti quanti rimaniamo a guardarla, basiti.
- Questi cinesi! Cercano sempre di imbrogliare!
- Tutti quanti allora cominciano a urlare e a fare bordello, e all'unanimità decidiamo di prendere tutti gli asiatici e buttarli fuori dalla fila. E loro allora si sentono presi di mira, perché non era giusto che per via di una sola persona fossero penalizzati tutti gli asiatici.
- Fottuti Musigialli...
- Avanziamo e davanti ci ritroviamo un indiano.
- E che faceva?
- Parlava al telefono.
- E che diceva?
- E che cazzo ne so, Michè, mica parlo indiano. In ogni caso, quattro o cinque ore dopo sentiamo Shaq borbottare.
- E mó so' cazzi...
- Ha cominciato a lamentarsi e a dire che l'indiano puzzava.
- Hai inteso i lamenti di Shaq ma non ciò che diceva l'indiano?
- Ho il B1, in inglese. In ogni caso quello comincia a urlare, si avvicina all'indiano che puzza, lo solleva e lo getta lontano dalla fila. E tutti, all'improvviso, cominciano a fare lo stesso con tutti gli indiani, e la fila va avanti.
- Gli indiani, poi... gli indiani puzzano?
- No. Puzza chi non si lava. In ogni caso, davanti all'indiano c'era un ragazzino di appena quindici anni, latino.
- Ma latino in che senso?
- Lo sapevo che mi chiedevi sta stronzata... Centro e Sud America, Michè. Comunque si sta fumando una canna.
- In fila? A Lago Patria?
- Perché, a Lago Patria non se le fanno, le canne? Ad ogni modo, una signora con una gonna rossa comincia a urlare "QUESTO È UN DROGATO! QUESTO È UN DROGATO!" e allora lo buttiamo fuori dalla fila, assieme a tutti i latini.
- E loro?
- E loro si arrabbiano, perché nessuno tranne quel ragazzino fumava erba, ma dopo un iniziale discorso sul fatto che fosse giusto o meno, alla fine nessuno ne parlava più. Avanziamo e ci ritroviamo dietro a LeBron James.
- Dietro Shaquille O'Neill e davanti LeBron James.
- Non ti applicare troppo, è un sogno. In ogni caso, dopo una decina di minuti, lui e Shaq cominciano a litigare su chi avesse più soldi.
- LeBron. Che dubbio idiota. Mi sorprende che Shaq abbia colto la provocazione.
- La cosa degenera, cominciano a fare a pugni.
- Con noi in mezzo?
- No, ci spostiamo. Se le danno di santa ragione e, alla fine, noi bianchi decidiamo di comune accordo che i neri, in quanto violenti, debbano uscire dalla fila.
- Ci hanno sparati tutti?
- No. Non tutti. Comunque, dopo sei ore eravamo ancora fermi lì, immobili, noi e le altre minoranze razziali.
- Chi è rimasto? I pellerossa?
- Un po' di roba mista, Michè. Comunque arrivati a 'na certa, un vecchio col baffetto alla Hitler e una svastica tatuata in fronte decide di far passare i bianchi davanti agli altri, perché in maggioranza. Litighiamo con tutti questi mezzi neri, mezzi gialli, mezzi rossi, e alla fine li cacciamo.
- Sono rimasti solo i bianchi.
- Esattamente. Un altro paio di centinaia di persone e sarebbe toccato a noi, quando quello con la svastica e il baffetto comincia a buttare fuori dalla fila tutti i nani.
- No! I nani no!
- E pure quelli sulle sedie a rotelle, gli handicappati, i vecchi e i gay.
- E come li riconosceva, i gay?
- Aveva il gay radar, Michè. Però noi siamo rimasti lì, con l'ingresso che si avvicinava.
- Ma?
- Esatto...
- C'è sempre un ma.

- Baffetto pensò che anche le donne dovessero uscire dalla fila, dato che parlavano troppo, urlavano isteriche e piangevano senza motivo. Allora abbiamo buttato fuori anche loro. E alcuni di noi hanno anche riso.
- Io ho riso?
- No, ti eri addormentato a terra, si era fatta sera.
- Meno male...
- Alla fine eravamo davvero pochi di noi, Miché. Io pregustavo già il sapore della vittoria ma, proprio un secondo prima che chiamassero il mio numero, Baffetto si avvicina a me e dice che quelli coi capelli rossi non dovrebbero stare in fila.
- Io e te siamo rossi.
- E lo so, che siamo rossi.
- E non gli hai sputato in faccia?
- Cercavo di capire come mai volesse farci fuori, ma quello si era limitato a dire che eravamo meno di quelli coi capelli scuri e biondi e che, essendo la maggioranza, avevano il diritto di decidere chi dovesse stare in fila.
- Ma quel bastardo! E io che ho fatto?
- Ti hanno preso e lanciato via. E pure a me.
- Ma che sogno del cazzo...
- La cosa bella, però, succede dopo: poco prima che toccasse a lui, l'ufficio postale decide che i bianchi col baffetto alla Hitler e la svastica tatuata in fronte non avrebbero potuto effettuare alcuna operazione.
- Mi sembra una categoria molto specifica. Quanta gente è stata cacciata?
- Più di quelli che mi aspettavo, Miché.
- E questo fenomeno?! Che fa?!
- E che deve fare? Comincia a urlare e a dare la colpa a tutti, dicendo che era un'ingiustizia.
- Mica l'hanno fatto entrare, poi?
- No.
- Meglio. Ben gli sta. E poi?
- E poi finisce.
- Tu fai sogni strani.
- Lo so. Ma sono riuscito a capire una cosa: quando a essere oggetto del razzismo sono gli altri, la cosa non ci pesa. Ci sarà però sempre qualcuno che penserà male di noi, e siccome tutto si equilibrerà, se è vero che prima o poi si prenderanno comunque la testa di tutti, tanto vale usarla per fare qualcosa di buono e sensato, no?
- Certo.
- Il razzismo non ha né colore, né sesso, né religione. È solo odio, che rimbalza su tutte le parti del campo e ci tocca tutti, inutilmente. Alcuni lo usano addirittura per alimentare l'ignoranza. Ed è di quelli che dobbiamo avere paura, perché chi aizza la gente sfruttando una causa bieca come il razzismo non ha ben chiaro che il sangue di tutti è dello stesso colore.
- I razzisti sono dei coglioni. Non dovrebbero fare la fila alle poste.
- Dovrebbero andare in galera.
- Hai ragione. Quindi poi a Baffetto lo avranno arrestato...
- Spero di sì.
- ...
- ...
- Ho un'altra domanda.
- Che altro c'è?
- Noi, alla posta, che dovevamo fare?
- Non importa, ora. L'importante è il messaggio simbolico della cosa.
- Certo che importa! Avanti!
- Ma che ne so?! Una raccomandata, forse...
- ... Sei serio?

- Sì. Perché?

- Quindi mi stai dicendo che mi avresti fatto fare trentasei ore di fila per una raccomandata che avresti potuto spedire online?


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