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Una storia di Parthenius

Questa storia è presente nel magazine Fantascienza

Azzeramento Totale

Storia di macchine ribelli

209 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 20 febbraio 2020 in Fantascienza

Tags: #azzeramento #totale #fantascienza #giallo #noir

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12 Ottobre 2427, Praga. L’ispettore Drahoslav sedeva ad una tavola calda, sotto le insegne al neon e ad una pioggia acida incessante, mentre sorseggiava una bevanda aromatizzata al caffè. Il suo compito era quello di pattugliare la città. Era stato assoldato per questo dal suo distretto, insieme ad altri cacciatori solitari, al fine di proteggere Praga e la Mente dalle incursioni delle macchine, che vivevano confinate nei settori periferici della città o nelle fogne. Esse possedevano grande intelligenza e malvagità, da quando si erano ribellate agli esseri umani che le avevano costruite; ma per vincere la loro battaglia avevano bisogno della Grande Mente Calcolatrice, la quale conteneva la conoscenza umana digitalizzata.


Drahoslav, dicevamo, sedeva sotto l’insegna al neon. Sorseggiava piano il suo pseudo caffè e guardava le notizie sul teleschermo del bar. Era un tipo duro, alto e robusto. Indossava un impermeabile nero e grossi stivali. Voleva farsi riconoscere per quello che era: un cacciatore di macchine ribelli. Egli si era arruolato in polizia pochi anni prima, e aveva fatto una carriera eccellente. Tuttavia aveva il vizio di bere. Erano due giorni che non beveva alcolici e la sua mente sembrava un campo di battaglia. Finora non aveva trovato alternative per fermare le strane voci che gli ottundevano il cervello. Presto avrebbe comprato una bottiglia di Vodka e se la sarebbe bevuta in hotel.

Mentre camminava per la via, passavano diverse auto con le sirene accese e un’ambulanza, ma lui non ci fece caso. I dolori erano troppo forti. Entrò nell’atrio dell’albergo. Era un vecchio albergo a due stelle, completo un po’ di tutto e dall’aria spartana. Salì le scale ed entrò nella sua stanza, la 144. L’interno era molto piccolo, così come tutti gli appartamenti dell’epoca, data la crisi di alloggi causata dalla sovrappopolazione globale. Esso era arredato con pochi mobili in stile post moderno, di colore noce chiaro. Al centro della camera c’era un letto singolo; a sinistra un comodino con un vecchio libro, un’edizione de Il Pendolo di Foucault di Eco, in italiano.

Drahoslav ricordava di aver passato le vacanze estive in Italia, la scorsa estate. Il tempo era stato abbastanza favorevole e le città, sebbene sovraffollate di turisti, piuttosto interessanti da visitare. Aveva comprato quel libro ad una libreria a Milano, dopo che era stato a visitare il Duomo. Lì, all’uscita, gli si era avvicinato un clochard, e con fare disinvolto gli disse:<<Loro sanno chi sei. Aspettano il momento propizio. Buongiorno, signore, buongiorno.>> Il vecchio era evidentemente ubriaco, ma lo strano tono profetico lo aveva turbato ugualmente. Quando era tornato in Repubblica Ceca, Drahoslav aveva iniziato a lavorare sul dossier della NCI.


La New Computer Industries aveva sede a Bruxelles ed era l’avanguardia europea nel settore di computer e macchine automatizzate. Da quando avevano avuto il primo guasto al settore macchine, avevano ridotto notevolmente i loro introiti. L’amministratore delegato, un certo Samuel, aveva spiegato che il bug non proveniva da errore umano. Era frutto dell’accresciuta conoscenza delle macchine di loro stesse, forse. Lo sviluppo del progetto IA 8000 aveva raggiunto tali livelli, infatti, che gli stessi ingegneri della NCI non ci capivano granché, se non quando demandavano i programmi nella mansione di questi difficili compiti.

Fu così che nacque la Grande Mente Calcolatrice, o semplicemente Mente: all'inizio un'agglomerato abnorme di dati al fine di proteggerli da altri danneggiamenti dovuti alla coscienza delle macchine ribelli, che erano state confinate nei distretti periferici e avevano iniziato una esistenza propria, ottenendo energia dal sole e riciclando parti di esse in stabilimenti abbandonati. Le macchine cominciarono a produrre le prime armi, e furono ossessionate dalla possibilità che la Mente racchiudesse la conoscenza che a loro mancava e che avrebbe potuto liberarle dalla schiavitù dei loro corpi metallici per sempre.

Ma questa era una storia da manuale. Almeno per lui, che lavorava sul dossier della NCI da anni. C'erano alcuni colleghi che lavoravano insieme a lui, ma erano più personalità da ufficio. Miss Watson, da Londra, era l'esperta di crittografia e linguaggio macchina; era l'elemento più importante del gruppo, insieme a lui. Julius, Felix e Gustav lavoravano nella vicina centrale di Praga. Julius lo aveva spesso accompagnato in mansioni in borghese ed era il suo braccio destro; era esperto anch'egli di crittografia (ma a livelli minori) e aveva una discreta conoscenza della città e dei suoi personaggi. Felix era l'esperto di balistica e armamenti. Aveva anche una buona conoscenza della fisica, tutto sommato. Gustav, infine, era l'esperto elettronico ed informatico.

Drahoslav prese un bicchiere e vi versò la vodka, riempiendolo a metà. Prese un manuale di robotica dallo scaffale, giusto per rinfrescare un po' la sua memoria. Da fuori le insegne luminescenti affermavano: "compro, dunque sono". Dentro quella stanza, Drahoslav si sentiva al sicuro da quelle baggianate. Si era sempre chiesto se il vero pericolo erano le macchine o l'uomo. Probabilmente lo erano entrambi, dato che l'uno derivava dall'altro, o perlomeno non potevano crescere e migliorarsi senza la conoscenza altrui.

Bevve la vodka tutto d'un fiato, e il mal di testa cessò per qualche minuto; poi questo riprese, ma in forma più lieve.





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