scrivi

Una storia di Dolcezza

Un posto lontano, lontano.

il destino alla finestra

5 minuti

Pubblicato il 05 ottobre 2020 in Altro

0

Ogni mattina per ben 29 anni della mia vita, aprendo le finestre vedevo: Il carcere di Secondigliano, le Vele e tutta Scampia. Credo fermamente che se per tutta la vita hai davanti agli occhi qualcosa, probabilmente hai un legame sottile con questa. Qualcuno, immaginando i panorami dei miei risvegli, avrà di certo pensato che se il buongiorno si vede dal mattino,di certo, sarà stato un costellato cammino di merda.

La vita non è mai semplice, ma vi garantisco, Scampia non è mai stata fonte di merda per la mia esistenza.

Nasco come mezzo sangue, per usare un termine di Potteriana memoria. Mio padre, un napoletano autodefinitosi "figlio di Chiaia" e una madre di Firenze, una Firenze facoltosa , quella che loro definiscono "di qua d'Arno", quella di ville con giardino e la tata per i bambini.Possiamo dire, alla luce di questi rami del mio albero, che io avessi un educazione borghese, una di quelle leccate e precise, dove le signorine a modo non parlano dialetto e sono diffidenti verso il mondo oscuro del cemento della periferia nord, quella in cui si ritrovano a vivere per necessità lavorativa.

Ben presto tutto questo quadro iniziò a stonare con il contesto, come andare in chiesa con una maglietta di Marylin Manson. Alle medie venni bullizzata perchè parlavo troppo italiano e non ascoltavo cantanti neomelodici. A casa mia si era sempre ascoltato Sergio Bruni e Battisti,Pino Daniele e i Queen, tuttavia mi ritrovai a dover studiare il fenomeno e a masticarlo. A nulla servì il mio sforzo di mescolarmi a quella tribù di ripetenti di 16 anni in seconda media.Loro con troppo rossetto, troppo mascara e un odore di candeggina frutto dei "servizi" fatti a casa perchè mammà faticava (per i non napoletani, ingegnatevi nella comprensione del testo.)

Finito quel faticoso tunnel delle medie, avevo nel mio bagaglio Franco Ricciardi, cantante che classifichiamo tra i neomelodici di quel tempo, figlio delle vele di Scampia, oggi un autorevole membro della musica della mia terra che ha vinto ben due David di Donatello (miglior colonna sonora) Nel tempo è poi diventato gettonatissimo come sottofondo in Gomorra. Due sono i punti o non c'era in gara di meglio o lui è gagliardo, fatto sta che lo adottai come spirito guida.

Continuavo a passare i pomeriggi guardando Scampia fuori dalla finestra e a chiedermi cosa mi avrebbe riservato il futuro, guardavo quei grattacieli e sognavo New York.

Di notte osservavo quei palazzi e le loro luci e pensavo alle vite dietro a quei puntini luminosi lontani, chissà cosa facevano svegli alle tre del mattino. Probabilmente colazione per andare a lavoro, forse invece cenavano dopo turni devastanti. Ero una ragazzina e per me Scampia non era tanto diversa da casa mia, un posto è soltanto un posto fino a prova contraria.

Ragazzi miei probabilmente passai veramente troppo tempo a quella finestra, rimediando così due bocciature in tre anni di liceo.

Il liceo è come l'amore, se scegli la via più comoda non vedrai il vissero felici e contenti.

I miei genitori rimasero pietrificati davanti all'ipotesi di un futuro senza sbocchi o speranza di quel sogno anni 80 del posto fisso.

Qualsiasi scuola pretendeva che io ricominciassi dal primo anno, ma io avevo ormai 18 anni, era un umiliazione che non avrei retto.

Fin quando, un bel giorno, come la fata madrina apparve a cenerentola, un amico di famiglia portò a casa buone nuove.

Annunciò ai miei genitori di aver trovato una soluzione al mio diploma, con un esame integrativo avrei potuto ripartire dal terzo anno,tutto molto bello, ma c'era una clausola.

La scuola era un progetto sperimentale dell'ITIS Galileo Ferraris di Scampia, si tratta di un serale dalle 18,00 alle 22,00.

Cadde il gelo in sala.

Andato via l'amico fata madrina, mia madre iniziò a piangere come se partissi per il Vietnam , mio padre non parlò per giorni, io iniziai a studiare per l'esame con rinnovata curiosità ed entusiasmo.

La mia bellissima scuola, ancora tutt'oggi, trova il suo viale d'ingresso difronte alle Vele, mi sembrava inverosimile essere dentro al quadro che io vedevo dalla finestra, ero diventata, in qualche modo, una delle lucine della sera che vedevo da lontano.

Mia madre mi fece delle raccomandazioni del tipo: Non parlare con nessuno, non dire dove abiti, non dare il tuo numero di telefono. Dopo 6 mesi tutti sapevano chi ero, dove abitavo e mi amavano indiscriminatamente, come io amavo loro,ero finalmente nient'altro che me stessa e nessuno pretendeva diversamente. Diventai un altra persona, capì il mio peso specifico a questo mondo, soprattutto capì che in una tana buia non vive solo un lupo cattivo. Non ho mai avuto tanti amici come a quel tempo, ancora oggi a qualcuno penso spesso, nonostante la vita abbia peso altre strade per tutti.Furono tre anni di storie e vite che si incrociavano tra quei palazzi. Scampia era diventata casa mia, un posto, un bel posto per tutte le sue lucine, per quelle persone che lavoravano tanto, a dispetto di quello che accadeva di amaro e che valeva più del buono che c'era.

Ad oggi so di turisti che passano a Scampia per fotografare quello che ormai è il set di una serie televisiva, certo non una serie che porta alla luce il meglio, ma a quanto pare il bello emerge in chi lo sa vedere.

Quando penso a Scampia per me è un paio di occhi verdi con al loro interno venature marroni, occhi che non riesci a fare a meno di guardare,magnetici che ti prendono nel profondo. quegli occhi in cui convive il chiaro e lo scuro in un irripetibile equilibrio che non troverai più in nessuno. Scampia è la risata fragorosa che ti viene solo quando ti senti a casa, quando molli le redini, quando smetti di essere ciò che vuole il mondo, quando sei soltanto tu. Scampia è la testa tra spalla e collo, dove senti il sangue che pulsa, il respiro regolare, la voce più profonda che ti parla e racconta un po' chi sei.

Scampia è il mio cuore dalla finestra, ovunque,sempre.




Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×