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Una storia di Semirnasufoski

La fotografia

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3 minuti

Pubblicato il 07 luglio 2019 in Altro

Tags: #camera #photography #pastpresentfuture #time

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Potessero le persone fermare il tempo non si preoccuperebbero della brevità della vita e di tutto ciò che ne segue. Forse non darebbero al tempo quella importanza che sono solite dare.

Si immagini il tempo come una linea continua ed infinita con un vuoto al centro che rappresenta il presente e suddivide il passato (prima del vuoto) dal futuro (dopo il vuoto); il presente non può che non avere consistenza ed essere un'entità priva di materia, dato che non si può mai definire un preciso momento in cui si parli di "presente". Esso non si ferma mai e continua a fluttuare tra passato e futuro senza determinare nulla di concreto; è appunto un punto fittizio continuamente mobile che è un attimo poco dopo il passato e un attimo poco prima del futuro.

Si potrebbe fermare questo punto, lo si potrebbe fotografare, appunto. Ovvero si può, in un certo modo, avere, a grandi linee, una sua forma, una sua configurazione indicativa.

Basterebbe una fotocamera, un semplice oggetto che ci permette di fermare il tempo e determinare uno degli infiniti presenti che viviamo nella nostra vita, tramite la fotografia.

Molte persone non danno importanza alla fotografia e per tale motivo ritengono che l'azione di fotografare sia una cosa di poco rilievo, noiosa e ripetitiva.

Nel contesto multimediale la fotografia rappresenta una parte di un filmato e lo stesso si può dire nella vita quando si ipotizza che i nostri occhi siano una videocamera e registrino ogni singolo attimo vissuto.

Cos'è la fotografia se non il riflesso della nostra esistenza agli occhi del mondo intero? Le parole possono mutare il proprio significato o, nel peggiore dei casi, cambiare negli anni a causa di interpretazioni, incomprensioni e malintesi di ogni genere. Non v'è quindi certezza nelle parole tramandate dalle generazioni precedenti, mentre la fotografia rimane, per sempre ed immutabile, anche quando tutto intorno cambia, soprattutto quando sono le persone a cambiare.

Non solo questo: le persone non si rendono conto del passare del tempo, perché solitamente il cambiamento, di qualsiasi genere esso sia, non si nota giorno dopo giorno e nemmeno anno dopo anno a causa della monotonia della vita. La routine ci impedisce di capire l'importanza della fotografia, è una barriera visiva che non ci fa vedere il mutamento che ogni persona avverte invecchiando, dentro di sé ed intorno a sé.

La fotografia può aprire uno spiraglio a questa barriera, può perforarla e mostrarci direttamente che la nostra vita sta cambiando, cambia ogni giorno, non è immutabile; non eravamo e non saremo esattamente come siamo ora, nel presente.

Fotografare e dare importanza alla fotografia vuol dire fermare o meglio scandire il tempo, solcare in qualche modo la nostra esistenza su una pietra, essere per un momento attivi, dare modo a qualcuno di ricordare il nostro nome e il nostro viso per poter tramandare qualcosa in futuro. Non dare importanza alla fotografia vuol dire vivere nell'indifferenza, nella passività e nella superficialità.

Quante volte ci è capitato di voler immortalare un preciso momento della nostra vita ma di non farlo pensando (erroneamente) che ci sarà un'altra volta oppure che, in fondo, è solo una delle tante cose che ci succedono e per tal motivo non essere invogliati abbastanza per prendere la fotocamera e premere un pulsante?

Quella fotografia rappresenta una parte della nostra vita, una parte che unita a tante altre forma la nostra esistenza; quella fotografia non è assolutamente da trascurare perché racchiude in sé un preciso attimo che non tornerà mai più indietro, poiché le vicende si ripetono spesso (vediamo le stesse persone, visitiamo gli stessi luoghi, compiamo spontaneamente molte azioni dalla mattina alla sera) ma sono tutte differenti l'una dall'altra.

Nonostante tutti i suoi aspetti positivi, la fotografia può dimostrarsi poco vantaggiosa per quelle persone le quali amano vivere la vita seguendo "carpe diem" non volendo ricordare il passato, turbati dal pensiero della brevità della vita e autoconvinti della sola esistenza del futuro.
La fotografia può quindi rappresentare la nostra unica salvezza o, d'altro canto, una nostra triste consolazione.

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