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Una storia di MonikaVenusia

Ritrovarsi

Due ragazzi che dopo sei anni in cui hanno sofferto si incontrano di nuovo per caso

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708 minuti

Pubblicato il 28 novembre 2020 in Storie d’amore

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Ritrovarsi completa in revisione. Buona lettura

Prologo

Napoli 2010
Sarah era contentissima, lei lavorava in un'azienda farmaceutica ed aveva vinto assieme a delle sue colleghe un viaggio in Polonia.Ovviamente, avrebbe dovuto lavorare, ma era contentissima di poter partire.Lei era di Napoli e in quel momento aveva la sua valigia, e stava salendo sull aereo assieme alle sue colleghe e al suo capo, che avrebbe seguito tutte loro.Sarebbe stata una bellissima avventura, in una terra a lei sconosciuta.Sarebbero andate a Varsavia, e per quella sera avrebbero solo posato le valige e mangiato per poi fare una riunione.Dal giorno dopo e per altri quattro sarebbero rimasti in città per lavorare.Ormai aveva venticinque anni ed era soddisfatta.
Il viaggio fu molto tranquillo, lei come al suo solito, appena l'aereo cominciò a partire e a prendere quota, vide come le case e tutto l'aereoporto si facesse sempre piu' piccolo, finchè non
si ritrovarono sopra le nuvole.Era una sensazione meravigliosa.Dopo poco si appisolò.Il chiasso delle sue colleghe dopo un'oretta le fece aprire gli occhi, stavano passando le hostess con le bevande.Così lei prese un bicchiere di coca cola.Poi prese un libro e cominciò a leggere.
Quando alla fine arrivarono, lei assieme alle altre si stiracchiarono e poi andarono a prendere le loro valigie, contente in quanto tra poco in taxi avrebbero visto la città di notte.Così fecero, e dopo una ventina di minuti arrivarono in hotel.Era grandissimo, il Polonia palace hotel.
Il loro capo parlò con la receptionist così tutte demmo i nostri documenti e tutte avemmo le nostre chiavi.
Così tutte salirono, ma prima il capo disse
"Tra un'ora vi aspetto qui, così andiamo a cena e poi facciamo la riunione."
Alla fine salimmo.
La prima cosa fu guardare la camera.Era davvero carina, piena di tutti i confort, ma tanto la televisione non l'avrebbe vista.Così sfrattò la valigia e poi dopo poco scese giu'.Si ritrovarono tutti alla reception e così andarono a cena.Fu deliziosa a base di verdure.Alla fine dopo un dolce molto saporito cominciarono a parlare del lavoro e di come sarebbe stato svolto, dal giorno dopo.
Il programma era semplice, ognuno di loro doveva andare per strade diverse e dare dei volantini.I prodotti che vendevano erano italiani, ma l'azienda si stava organizzando per l'estero, facendo molta pubblicità.
Così dopo aver chiacchierato un po', si alzarono.Ognuno di loro aveva la serata libera.Ma dopo il lungo viaggio, Sarah si sentiva stanca per cui salì in camera e si fece una doccia.Poi mise la sveglia alle sette e dopo aver messo il pigiama, continuò la sua lettura.Nella sua valigia aveva portato due libri, della sua scrittrice preferita Danielle Steel.
La sveglia suonò e lei si alzò contentissima per quello che l'attendeva.Andò in bagno a lavarsi e poi si guardò allo specchio, be era carina, bruna, con occhi nocciola verdini, un metro e sessanta circa, un po' formosa.
Si vestì velocemente con jeans e maglietta e si pettinò facendo una coda, poi mise le all star e scese giu'.Assieme alle altre fece colazione e poi il capo, Marco , diede loro una sacca con dei volantini e la strada che dovevano percorrere.
Così uscirono.Per sua fortuna, visto che aveva poco senso dell orientamento, la strada era semplice e vicina.Altrimenti si sarebbe persa.Rise tra sè e sè.Già di suo si perdeva nella sua città, figurarsi qui.Lei che a malapena conosceva un po' di inglese fatto alle superiori.Ma avrebbe rimediato.
Così cominciò a camminare e a dare volantini, e intanto guardava ciò che la circondava.Era davvero bellissimo.Intorno alle tredici, si fermò a mangiare un hot dog e poi conitnuò a lavorare.
Pov Brian
Dio aveva fatto tardi quel pomeriggio.Doveva andare a lavoro, così dopo aver fatto colazione e indossato la giacca jeans, scese e prese la macchina.Lui era ingegnere, aveva capelli rossi ed era canadese.Era un tipo amichevole con tutti.I suo colleghi lo trattavano bene e spesso andavano a bere assieme.Aveva avuto una promozione e per cui era stato mandato per una settimana a Varsavia, per un lavoro.Era solo il suo secondo giorno e aveva fatto tardi.Era sempre il solito.Aprì lo sportello della macchina e salì, partendo.L'azienda dove lavorava era abbastanza vicina.Dopo una ventina di minuti arrivò, parcheggiò e corse per non fare ancora piu' tardi.
Pov Sarah
Erano ormai le diciotto ed era molto stanca.I volantini erano quasi finiti.Ma era lì dalla mattina.Tra un'oretta sarebbe tornata in albergo.Mentre dava l'ennesimo volantino, vide da lontano un ragazzo, rimase scioccata.Era di certo straniero, aveva i capelli rossi, molto muscoloso ed era almeno un metro e novanta.Davvero bello, piu' si avvicinava e piu' lo vedeva da vicino.Gli occhi li aveva azzurri.Era fantastico, quella giacca jeans, era un po' stretta, e modellava tutta la sua muscolatura, anche se coperta da una camicia.Non appena lui arrivò dove si trovava lei, gli porse un volantino.Di certo uno come lui non si sarebbe mai fermato per una come lei, così semplice.
Pov Brian
Trafelatissimo era uscito dal lavoro ormai erano quasi le diciotto, stava correndo, desiderava arrivare alla macchina per non trovare eccessivo traffico, nel tornare all albergo, quando improvvisamente vide una ragazza che dava dei volantini.Di norma non si fermava mai, aveva sempre da fare e pochissimo tempo.Ma decise di osservarla, era davvero bella, bruna, con una coda, occhi sembravano nocciola, ma non riusciva a vederli da dove stava, aveva un bel corpo, vestiva molto semplicemente.A lui piaceva.Desiderava conoscerla.Quella sacca che aveva sulla spalla doveva essere pesante, vedeva l'impegno che ci stava mettendo.All improvviso si trovò vicino a lei a guardarla.Si erano nocciola, ma c'era anche un po' di verde.Era davvero bella, piccolina rispetto a lui, ma continuava ad esserne affascinato.Di certo non era nè polacca, nè americana.Rimase a guardarla, aveva la pelle bianca ed era davvero delicata.Poi fece caso al fatto che lei gli stava porgendo un volantino, ma lui fece cenno di no con la testa e poi disse:
"Io parlo 6 lingue, quale preferisci?Francese, inglese, tedesco, cinese, giapponese, spagnolo"
Lei lo stava guardando, era davvero altissimo e bellissimo, davvero voleva conoscerla.Non gli interessavano i volantini.Così lo fissò e mormorò
"Italian?"
Lui la fissò e le sorrise, poi negò e lei mormorò
"English"
Così disse tutto contento
"Ciao sono Bryan Michell, tu come ti chiami?"
"Sarah Abregal"

Brava Sarah, pensava lei, stai rispondendo, qualcosa ti ricordi
"Io sono canadese e sono inegnere."
Lei lo fissò capendo ma non sapendo rispondere, poi alla fine rispose aggrottando un po' le sopracciglie e pensandoci su
"Io sono rappresentante farmaceutica e vengo dall'Italia."
"Quanti anni hai?Io 26" disse lui

Questa volta proprio non ricordava, così incominciò a dire
"22" poi cominciò ad aggrottare le sopracciglia e a pensare, quando lui disse
"AAAHHHHHhh"
come a dire che aveva capito e lei nello stesso tempo disse finalmente
"anni"
"Che nè dici se ci vedessimo qui piu' tardi dopo il lavoro?" disse lui

Quella ragazza era davvero simpatica, non solo bella.Cercava di parlare con lui, anche se si vedeva che non era pratica nè a parlare con i ragazzi, doveva essere un tipo serio, nè con le lingue.Be si sarebbero arrangiati.Ma a lui avrebbe fatto davvero molto piacere conoscerla.Lui non aveva mai avuto problemi con le donne, loro erano attratte da lui e lui non le disdegnava.Era un uomo e il sesso a lui piaceva molto e le donne a lui piacevano molto.Ma quella ragazza nella sua semplicità lo aveva rapito.E non desiderava portarsela a letto, voleva conoscerla, anche se magari lei avrebbe avuto paura, senza sapere la lingua e in una terra diversa, con uno sconosciuto.
Pov Sarah
Stranamente lei aveva capito quello che lui le aveva chiesto, ma non rispose subito, uno perchè non sapeva che dirgli, lei era sola in terra straniera, non sapeva nessuna lingua, e avrebbe dovuto uscire con un ragazzo straniero, appena conosciuto.Se si fosse persa?Se fosse stata violentata?Non avrebbe potuto chiamare nessuno, come avrebbe fatto?Però sarebbe stato bello se fossero stati insieme nel bar del suo albergo, protetta dalle sue colleghe e dal suo capo.Ma come poteva dirglielo?Sarebbe stata capace di dirglielo?Poi anche se si fossero conosciuti meglio, lui sarebbe tornato in Canada e lei a Napoli, che senso avrebbe avuto?Le amiche a Napoli, le dicevano sempre che era troppo seria e che doveva divertirsi un po', che male c'era se avesse accettato solo per quella sera?
Pov Bryan
La stava osservando e capiva quello che lei provava.Come se riuscisse a vedere le ruotelle dei suoi pensieri, rimase lì, anche se fino a qualche minuto prima desiderava solo tornare in camera e fare una doccia.Ora voleva invece una risposta affermativa da quella ragazza.
Pov Sarah
Alla fine decise di accettare, anche se era titubante così prese dalla tasca l'indirizzo dell hotel dove dormiva e lo chiamò
"Bryan" afferrandolo per la manica
Lui si girò verso di lei e lei gli fece vedere un foglio dove c'era scritto l'indirizzo dell hotel.Cercò di capire.
Lei rispose
"E' il mio albergo, alle 21, fuori.Ok?"
Bryan era contentissimo, aveva detto di si, anche se davanti al suo albergo.Forse voleva sentirsi sicura.Lì lo era.Anche se lui voleva solo conoscerla meglio.Capiva che sarebbero tornati presto a vivere nelle loro città e capiva che lei aveva un fondo di paura.
Lui annuì e poi disse
"Ok, alle 21"
Poi scappò, non vedeva l'ora di ritornare lì per le 21 e vederla.Ma desiderava fare una doccia.
Pov Sarah
Stava tornando in albergo.Non poteva crederci, aveva detto di si.Che fine aveva fatto la vera Sarah?La timida e introversa Sarah?Quel giorno lei stessa aveva dato un calcio a quella se stessa.Si sarebbe divertita, o perlomeno rilassata.
Arrivata in albergo salì molto stancamente verso la sua camera.Si fece una doccia, poi si vestì normalmente, con un fuson nero e una camicetta verde acqua con un piccolo scollo a v.Non si vedeva nulla, mise su di essa una catenina con una farfalla, si mise un po' di matita agli occhi e un po' di gloss rosa ed era pronta.Non indossava mai tacchi alti, e lì non li aveva portati, ma mise un paio di stivaletti con zeppa, abbinati al fuson, che si allacciavano ai lati.
Scese giu' dove trovò le altre ragazze che si stavano preparando per andare a cena.La videro e vollero chiacchierare con lei:
"Sarah, perchè sei vestita così bene?Mica devi uscire con qualcuno?" disse Dafne, una ragazza della sua età molto simpatica e diretta.
Sarah arrossì e poi disse
"In realtà si, ho incontrato un ragazzo canadese, oggi mentre lavoravo.Pensavo volesse un volantino, ma poi sorridendo lui mi ha voluto conoscere e stasera ci vediamo qui."
Si toccò i capelli, annodandoli all indice.Era un suo difetto, quando era nervosa.
"Ero indecisa, sai siamo in un luogo che non consociamo, dove non sappiamo la lingua, dove io non conosco tanto l'inglese.Avevo paura, ma alla fine ho pensato che qui potevo vederlo.Ci siete tutti voi.Mi sento piu' sicura così."
"Stai tranquilla, sii te stessa, tu sei molto simpatica e vedrai, tutto andrà bene.Non essere nervosa.Magari ogni tanto verrò a vedere come va.Se ti fa sentire meglio.Vi spio da fuori."
Lei arrossì e poi annuì.
"Magari un paio di volte, così sarò ancora piu' sicura.Grazie."
"Di che?Le amiche a che servono?Almeno avrai un bel ricordo di questo viaggio."
Poi le diede una pacca sulle spalle e andò via.
Così lei si appoggiò tranquilla su una poltrona vicino alla porta, aspettando le 21.Mancavano solo una manciata di minuti ormai.
Pov Bryan
Stava guardando l'orologio, era in perfetto orario.Aveva parcheggiato lì vicino, quella sera si era vestito con pantaloni classici ed una camicia, aveva lasciato un paio di bottoni sul collo aperti e una giacca.Sotto aveva indossato le scarpe classiche per un appuntamento.Si sentiva contento davvero.
Mentre stava per arrivare vide una ragazza che si avvicinava alla porta scorrevole e che si appoggiava giusto all uscita.Era lei...dio ma era bellissima.Stava benissimo, quei capelli lasciati sciolti, erano come una cascata nera, sulle sue spalle, quel viso leggermente truccato, quelle labbra così delicate e allo stesso tempo, tentatrici e quel corpo, era così voluttuoso e formoso.Era davvero bellissima.Era stupito.Appena l'aveva intravista quel pomeriggio le era piaciuta, ma ora la desiderava.Era incredibile.La desiderava follemente.Desiderava conoscerla meglio al piu' presto possibile.
Mentre si avvicinava a lei, lei lo vide e si avvicinò anche lei a lui salutandolo con la mano.
Lui le sorrise e si abbassò, dandole un bacio sulla guancia.Quando si staccò vide che era arrossita.Lui sorrise, non vedeva ragazze che arrossivano da anni, forse da quando aveva dodici anni.Poi incominciarono a chiacchierare stesso lì fuori.
Pov Sarah
Appena si era fatta l'ora, era uscita fuori dall albergo per aspettarlo.Neanche qualche minuto dopo lo aveva visto arrivare.Era rimasta affascinata.Era fantastico, piu' bello del pomeriggio.Era l'emblema del maschio, quei capelli rossi lievemente lunghi sul collo, quello sguardo da maschio, così sexy, quei muscoli che lei immaginava, visto come su di lui, la camicia e la giacca andava stretta.Era elegantissimo e nello stesso tempo casual.Quegli occhi azzurri poi erano così profondi e allegri.Avrebbe potuto annegare in quello sgaurdo.Non appena si avvicinò di piu' lei gli andò incontro salutandolo contenta.Era contenta che lui non l'avesse bidonata.
Pov Bryan
Quando le si era avvicinata aveva notato l'allegria nel suo gesto di saluto e il sollievo per il fatto che lui fosse andato.Aveva ragione, di norma gli appuntamenti così, orgnaizzati all ultimo momento, non si realizzavano quasi mai, erano buche quasi al cento per cento.Ma a lui davvero piaceva molto quella ragazza.
La fissò contento e le chiese
"Come stai?Sei bellissima."
"Bene...e tu?"

Poi lui la vide arrossire di nuovo e sorrise.Notò che con l'indice si arrotolava una ciocca di capelli.Era nervosa?Incredibilmente lo era anche lui.
"Sto bene anche io, non essere nervosa."
Avrebbe voluto tranquillizzarla con una carezza sulla guancia, ma loro non si conoscevano, per cui la prese per mano e disse
"Vieni, andiamo a cena."
"Ok."

Pov Sarah
Per fortuna alcune cose le ricordava.Ma se le cose si fossero approfondite durante la cena,come avrebbe fatto a rispondergli?Lei era stata presa per mano da quel ragazzo, era incredibile.Quella mano così grande e lunga avvolgeva completamente la sua piu' piccola e pallida.Improvvisamente sentì la pelle d'oca ed una sensazione di brividi in tutto il corpo.Lei era una ragazza, con poca esperienza.Aveva avuto solo due ragazzi e non capiva quasi niente, ma si rendeva conto che il contatto con il giovane, la faceva emozionare ed eccitare.I suoi capezzoli si erano inturgiditi.Era rimasta stupefatta a fissare le loro mani unite e meno male che aveva una camicia a maniche lunghe, così lui non se ne sarebbe accorto.
Pov Bryan
La stava fissando e aveva notato che lei guardava le loro mani unite stupefatta.Aveva notato che aveva un po' di pelle d'oca sui polsi.Sorrise, anche lui era emozionato ed eccitato.Era contento che l'attrazione era da entrambe le parti.Non si era sbagliato.Si era accorto di questo quando l'aveva incontrata, con un semplice scambio di sguardi.Lui aveva parecchia esperienza.
Si andarono a sedere e arrivò il cameriere che portò loro il menu'.Invece di parlare col cameriere lei gli fece cenno di avvicinarsi e gli indicò i piatti che voleva.Poi lei disse
"1 coca cola"
"uguale anche per me, ma una birra da bere."
Ok, arriva tra un po'."
disse il cameriere
"Da che parte dell Italia arrivi?"
"Napoli e tu?"
"Ottawa"
"Qual'è il tuo piatto preferito?"
"Pasta alla siciliana e il tuo?"
"Pizza"

Il cameriere dopo un po' arrivò con le bevande, così lei aprì la sua lattina e cominciò a bere.
Lui la stava fissando.Quelle labbra che si posavano sulla lattina, brrr sentiva un brivido dappertutto e per un secondo guardò verso il basso.I pantaloni andavano stretti.Era possibile che quella ragazza non si accorgesse di nulla?Non si rendeva conto di quanto fosse bella e sexy?
"Che cos'è la pasta alla siciliana?"
Lei corrugò la fronte, cercando di capire, se era davvero quella la domanda che lui le aveva fatto.
Lei rispose
"Pasta con melanzane, mozzarella, pomodoro, formaggio, al forno.Ottima."
"Buona, mai provata."

Poco dopo il cameriere portò loro una minestra a base di patate, molto saporita.
Così cominciarono a mangiare.
Quando lui le disse
"Che canzone preferisci?"
"Ritorno da te di Laura Pausini.E il tuo?"
"To be loved di Michael Buble"
"Michael Buble?Bellissimo, adoro le sue canzoni di Natale."

Poco dopo arrivarono le prime portate, due Pierogi molto grandi, con un ripieno di patate e formaggio.Dovevano essere ottimi.
Mentre assaporavano quella gustosa pietanza fu lei a chiedergli cercando di farsi capire alla meglio
"Hai fratelli e sorelle?"
"Si ho due fratelli e una sorella."

Avrebbe voluto chiedergli tante cose, tipo se loro gli somigliavano, se i suoi genitori era alti come lui, se aveva preso dalla madre o dal padre, ma non sapeva dirlo, ma mentre pensava lui le chiese
"E tu?"
"Si, un fratello e una sorella."
"Come si chiamano?"
"Marina e Roberto e i tuoi?"
"Max, Robin,Jennifer."

Nel mentre che parlavano, assorti a guardarsi negli occhi, Bryan notò che vicino all ingresso stava per entrare un'altra ragazza, che li osservò per un minuto sorrise e andò via.Poi dopo poco le arrivò un messaggio.
Sarah mentre stava chiacchierando con lui, sentì un bip al suo cellulare, così arrossì e lo guardò come a chiedergli il permesso di rispondere.Lui annuì così lei guardò sul suo cellulare e notò che era Dafne, che le diceva che loro erano davvero teneri e che lui era un figone.La ragazza si mise a ridere, e la tensione calò, poi la rispose dicendo che fino a quel momento era stata emozionata, ma era contenta.
Il ragazzo l'aveva osservata, aveva visto che dopo quel messaggio si era rilassata e aveva capito che quella che le aveva scritto doveva essere quella che era venuta a guardarli prima.La vedeva piu' serena, e per di piu', la sua risata era stata cristallina e bellissima, come un trillo di campanelle.Tutto di lei lo affascinava.E anche se parlavano, o cercavano di parlare, notava che lei si sforzava di capire e di rispondere, che era già tanto.Avrebbe voluto sapere anche l'italiano, per farla sentire a suo agio completamente.
Mentre arrivava il dessert, aveva notato che all ingresso avevano fatto capolino, quattro ragazze, che erano rimaste nuovamente a guardarli e una le aveva fatto un ok con la mano.
La ragazza arrossì così tanto, che lui si intenerì e si mise a ridere.Era vero, con il suo gruppo di amiche si sentiva sicura e quella sera stava passando davvero in maniera spensierata e veloce.Loro uscirono dall ingresso nuovamente e lui disse
"quelle ragazze erano tue colleghe?"
"Si, e una è mia amica da parecchio tempo."

Arrossì di nuovo, voleva parlarne ma non sapeva come spiegarsi, così lui disse
"Non preoccuparti, la serata tra noi è andata benissimo.Anzi domani che nè dici di rivederci?Sempre qui e sempre alle 21?"
"Va bene, sono davvero contenta di rivederti."

Lo disse arrossendo di nuovo e attorcigliandosi il ciuffo con il dito.
"Buono questo dolce."
"Si davvero buono."

Intanto lui la stava guardando con ammirazione, come se fosse lei ad essere buona, sembrava davvero una ragazza deliziosa, simpatica, dolce, e bella e non abituata agli uomini.
Afferrò la mano che con nervosismo si toccava i capelli e la strinse nella sua.Poi disse
"Non essere nervosa. con me puoi stare tranquilla."
Dopo aver finito la cena, lui chiese il conto e pagò, poi la prese per mano e si avviarono fuori dall albergo.Usciti fuori lui si guardò attorno, individuando una panchina poco distante.Si avviarono lì e si sedettero.
Il cielo quella sera era pieno di stelle e bellissimo.C'era un bel venticello fresco, e con tutta la camicia lei ebbe un brivido di freddo.Lui se nè accorse, così si tolse la giacca e la avvolse sulle spalle della ragazza, facendola arrossire di nuovo.Lui la guardò negli occhi e lei se la strinse u po' in piu' per coprirsi meglio, venendo avvolta dal suo profumo, un profumo da uomo, era intenso e amaro allo stesso tempo.Il ragazzo la stava guardando e poi con dolcezza le alzò il viso verso il suo e disse
"Meglio?"
"Si"

Il ragazzo sentiva un'attrazione fortissima dentro di lui e quelle labbra lo stavano calamitando sempre di piu'.Da quando l'aveva vista bere, l'aveva desiderata, avrebbe voluto che le sue labbra si stessero abbeverando dalle sue, così arrivò vicinissimo e la guardò negli occhi, come a chiederle il permesso, ma lei stava fissando le sue labbra intensamente, come in preda ad una brama famelica.Così la baciò direttamente.Fu un bacio profondo, ma non tanto, perchè lui desiderava conoscerla meglio e non voleva che lei lo giudicasse un cattivo ragazzo, sapeva che le italiane erano piu' come dire pudiche rispetto alle candesi, o alle americane e lui voleva andarci piano.Si staccò e si fissarono negli occhi, poi sorrisero e lui la strinse a sè, abbracciandola.Lei si appoggiò e continuarono a stare così per un po'.
Pov Sarah
Era tremendamente emozionata.Lui l'aveva baciata.Proprio a lei, Sarah, una ragazza come tante.Non era stato un bacio da niente, a stampo, ma un vero bacio, aveva sentito le farfalle nello stomaco, era stato fantastico.
Senza accorgersene, con le dita si stava toccando le labbra, che ancora erano calde del bacio.Un enorme sorriso comparve sul volto.
Pov Bryan
Quelle dita che toccavano nervosamente le labbra lo calamitarono nuovamente a guardarle.Poi un sorriso le illuminò e così la baciò di nuovo, stringendo con il palmo della mano la sua testa.Alla fine lui le carezzò una guancia, accaldata e poi alzandosi la riaccompagnò stretta a sè nuovamente all albergo, ricordandole di nuovo l'appuntamento per il giorno dopo alla stessa ora.
La baciò nuovamente e poi andò via.
Il giorno dopo ore 11 am
Una telefonata urgente, sua sorella aveva avuto un incidente, era stata portata in ospedale.Doveva partire.Così dovette preparare le valigie velocemente e si malediva per il fatto che la sera prima, aveva dimenticato di lasciare il suo cellulare a Sarah.Era da tempo che non provava sentimenti così forti e adesso doveva partire e non avrebbe avuto il tempo per andare da lei ad avvertirla.Chiuse la mano a pugno.Non c'era nulla da fare.Immaginava la delusione che avrebbe avuto la sera, la sua ara triste e mogia.Ma la sorella aveva la priorità.
Roma 2016
Sarah ormai aveva 28 anni, si era laureata anche se in ritardo in farmacia e continuava a fare la rappresentante nella stessa azienda da quando aveva cominciato, la bellezza di sei anni prima.Aveva appuntamento con degli amici tra meno di mezzora al pub Maron's, non vedeva l'ora.Era stanca, dopo aver lavorato tutto il giorno.Adesso dopo aver parcheggiato la macchina si stava dirigendo a quel locale.Fuori c'erano i suoi amici che stavano facendo la fila, così lei li salutò, abbracciando di slancio Dafne, che ormai conosceva da tanto tempo.Entrarono tutti insieme e il cameriere li portò ad un tavolo, dove si sedettero tutti.Ognuno di loro ordinò e lei si prese un panino con una coca cola.Nel pub c'era un gruppo che suonava e cantava.Lei adorava i pub, veniva lì perchè desiderava rilassarsi, dopo le ore di stress, e di lavoro.Mentre chiacchierava piacevolmente con Dafne e con Marica, rimase allibita, aveva visto ad un tavolo vicino un uomo, non poteva essere, quello lì a lei sembrava Bryan, come era possibile?Cercò di guardarlo meglio, non voleva sbagliarsi.Quella storia appena iniziata l'aveva fatta soffrire moltissimo, e a Napoli si era ritirata con una grande cicatrice.Non poteva essere, forse gli somigliava soltanto.Eppure, i capelli che gli arrivavano al collo, l'ampiezza delle spalle, gli occhi che a lei sembravano azzurri.Quella mano enorme che manteneva la birra.Non riusciva a staccargli gli occhi di dosso.Quelle sensazioni bruciavano ancora in lei, quella mano che aveva stretto la sua, quella sicurezza che aveva provato e che non aveva piu' provato con nessuno.Abbassò lo sguardo sul suo panino, cercando di pensare e non fissandolo troppo, se non era lui che figura avrebbe fatto e se fosse stato lui?
Pov Bryan
Era con gli amici di sempre, i suoi colleghi di lavoro e stava bevendo una birra, dopo aver mangiato un panino.Si sentiva contento, in quanto si rilassava dopo ore di stress.Dopo una decina di minuti che chiacchierava con gli amici, una ragazza che era seduta accanto a lui, Melissa lo chiamò
"Bryan, quella ragazza brunetta in fondo a quel tavolo vicino al camino, ti sta fissando da un sacco di tempo."
Glielo disse a bassa voce, dandogli una pacca sulla spalla.
Lui si girò in direzione del tavolo che diceva l'amica e vide un gruppo di amici, un po' come il loro tavolo e in mezzo vide tre ragazze che corrispondevano a quello che lei gli aveva detto.Poi all improvviso vide una ragazza che incominciò a fissare anche lui.I capelli neri lunghi, una camicetta rosa, molto carina, un dito che si arricciava un ciuffo di capelli.Delle labbra con gloss rosa che lo attiravano terribilmente.Rimase spiazzato.Non era possibile che quella fosse Sarah.Era bellissima.Poteva essere così fortunato da incontrarla di nuovo dopo sei anni?Lasciarla per lui era stato un grande dolore, ma per fortuna sua sorella poi era guarita.
L'amica gli diede una altra pacca e poi disse
"Si proprio quella ragazza lì, ti stava mangiando con gli occhi fino a qualche minuto fa.Hai fatto colpo di nuovo!"
In quegli anni aveva avuto parecchie avventure e anche qualche ragazza, ma l'attrazione e la simpatia immediata che aveva provato per quella ragazza, non l'aveva provata piu' per nessun altra.In quel momento, vide che l'amica di Sarah la stava chiamando e si rese conto, che forse si, forse quella era la ragazza che era venuta a spiarli.Sorrise sotto i baffi.Gli anni erano passati, ma lei Sarah era bellissima.Era rimasta affascinante come la ricordava.L'aveva sognata per diverso tempo, pensando che quel giorno le avesse lasciato il suo telefono e che non fosse stato così stupido.Aveva pensato a lei per un sacco di tempo e si era roso il fegato per non averla potuta contattare.Chissà ora se aveva un ragazzo, se era sposata.Ma vicino a lei, c'erano delle ragazze.Forse era fortunato.Così si alzò e uscì dal suo posto per avvicinarsi al loro tavolo.
Si fermò lì di fronte a loro e disse in italiano:
"Scusa, posso offrirti qualche cosa da bere?"
Sarah non si era accorta di niente, stava bevendo svogliatamente la coca, pensando a Bryan.Quando la sua amica Dafne, le diede una gomitata che le fece alzare gli occhi e guardarlo.Rimase affascinata a guardarlo.Lo avrebbe guardato per ore, era rimasto bellissimo.
L'amica disse
"Lo sta dicendo a te, vedi?"
Lei lo guardò di nuovo e lui sorrise e annuì.Così si alzò e andò con lui al bancone del pub.Si sedettero e lui iniziò a parlare.
"Non ti sei sbagliata, io sono Bryan, la persona che hai conosciuto sei anni fa."
Leo lo fissò a bocca aperta.L'unica cosa che riuscì a dire fu
"Adesso conosci sette lingue.Hai davvero imparato anche l'italiano?"
Lui rise, era davvero contento.Poi le rispose
"Si l'ho imparato bene, perchè...tu..si vedeva che pur sentendoti a tuo agio, alla fine la lingua ti bloccava."
Lei lo fissò ancora piu' sconvolta
"L'hai imparato per me?E perchè poi non sei venuto all appuntamento?Io ti ho aspettato due ore."
Fu lui a rimanere spiazzato.Si mise la mano tra i capelli e disse
"Io ero felicissimo di vederti il giorno dopo, ma la mattina ebbi una brutta notizia, mia sorella aveva fatto un incidente e quindi dovetti partire immediatamente, e non riuscìì ad avvertirti.Mi dispiace che non riuscimmo a vederci e anche che non ci scambiammo i cellulari.Ero così euforico quella sera, che non ci pensai."
Lei rimase a guardarlo e disse
"Bryan Michell, ingegnere, canadese di Montreal, due fratelli e una sorella.Quella sera avrei voluto chiederti un mare di cose, ma la mia conoscenza era limitata.Cercavo di capire quello che mi dicevi e cercavo di porti le mie domande in modo che poi capissi le risposte."
"Ancora ti ricordi della nostra conversazione?"
La vide arrossire, e la vide di nuovo arricciare una ciocca di capelli con un dito.Lui le afferrò la mano e disse
"Anche io mi ricordo quello che mi dicesti allora: il tuo piatto preferito pasta alla siciliana, sei di Napoli e hai un fratello e una sorella."
Lei gli sorrise e continuò
"Il mio colore preferito è il verde acqua, adoro disegnare e leggere.Prefersico i temi storici e fantasy."
Lui le rispose:
"Il mio colore preferito è il blu, amo anche io leggere e uscire con gli amici, e in piu' sono tifoso dei Giants."
Lei lo fissò e disse
"Non seguo lo sport, quando vince l'Italia o il Napoli sono contenta, ma non seguo lo sport."
"Che prendi Sarah?"
"un bicchiere di vino"
"Ok due"
poi si girò nuovamente verso di lei e disse
"Dopo usciamo, così chiacchieriamo senza la musica di sottofondo.Ok?"
"Va bene."
Non appena il barista diede loro i calici di vino, loro fecero un brindisi.Fu lei a parlare
"Alla nostra ritrovata amicizia."
Lui la fissò con stupore, poi con amarezza.Lei gli sorrise.Aveva molta paura.Lui anche se per un giorno, le aveva lasciato una cicatrice immensa.Dafne le era stata vicina, per svariati mesi.Non aveva voglia di uscire, nè di lavorare, si trascurava nell abbigliamento.Lei le aveva dato la forza per continuare, la loro amicizia.Lei l'aveva aiutata a rialzarsi e ritornare una ragazza in gamba.Non desiderava caderci di nuovo e se poi fosse sparito un'altra volta?L'attrazione, il dolore, forse l'amore, si l'amore, forse quello vero, l'aveva distrutta.Aveva sofferto di piu' per lui, che per il suo ultimo ragazzo un medico, che si erano lasciati poco tempo prima. Dopo lei si era come rassegnata, ma nel suo cuore, la cicatrice che prima era enorme, si era fatta sempre piu' piccola, ma non era mai sparita.Era lì, che l'avrebbe aiutata ad essere meno ingenua. Ma ora c'era Francesco nella sua vita.Stavano insieme da un anno.Quella sera non era con loro perchè era ad un convegno.Era un ricercatore.
Dopo aver pagato, lui la prese per mano.Lei tornò a guardare le loro mani unite.Sentì dei brividi addosso e i capezzoli inturgidirsi.Cercò di toglierla da lì.Ma lui la strinse piu' forte.Non desiderava lasciarla andare mai piu'.Lei desiderava un amico?Sarebbe andata bene, almeno per un po'.
Andarono al tavolo di lei e lei disse
"Dafne, vado con lui."
La ragazza lo stava osservando.Lui le ricordava vagamente qualcuno.Ma poi fissò l'amica e lei le fece segno che le avrebbe raccontato dopo.
Poi andarono verso il tavolo di lui.Lui stava per avvisare gli altri che uscivano prima, ma Melissa la ragazza che aveva fatto quei commenti disse
"Quindi c'è l'hai fatta stallone!"
Lui le fece uno sguardo torvo.Lei lo sapeva che a lui non piacevano questi commenti.
Poi abbassò lo sguardo sulla donna con lui e la vide arrossire così tanto, che rimase stupito.Poi lei rispose a Melissa
"Lui è un mio amico, ci siamo conosciuti anni fa.Io non sono la sua giovenca.Lo osservavo per capire se era lui."
Gli altri al tavolo li stavano guardando.Delle volte Melissa esagerava e quella ragazza difatti si era arrabbiata.
Poi stesso Bryan disse
"Melissa chiedile scusa.Lei non sa che tu giochi sempre."
"Scusami, comunque io sono Melissa e tu?"
"Sarah"

Che faccia tosta quella ragazza, comunque alla fine aveva chiesto scusa.Così le porse la mano.
A quel punto lui fissò gli amici e disse
"Noi usciamo, ci vediamo domani ragazzi."
Poi prese dal portafoglio dei soldi e li diede proprio a lei, Melissa e disse
"Questa è la mia parte."
Poi tornarono al tavolo di lei, e stesso lui cacciò quindici euro e li diede a Dafne e disse
"Questa è da parte sua."
Lei lo fissò scioccata.E poi disse
"Ma perchè li dai tu?Aspetta che li dò io, riprenditi i soldi."
Lui la fissò e disse
"Come amico non posso offrirti da bere e da mangiare?"
Così lei sbuffò e uscirono assieme.
Dopo qualche minuto arrivò nuovamente un messaggio.Così lei prese il suo cellulare e guardò su l'app whatsapp. Era un messaggio di Dafne che diceva...in bocca al lupo, questo è uno strafigo.Ma che fine ha fatto Francesco?
Lei rise di nuovo, facendolo girare nuovamente verso di lei.La vide rilassata, come accadde anni prima.
Poi lei rispose
" Lui è ad un convegno, torna domani.Comunque con questo ragazzo non farò nulla, è un amico."
Dopo poco arrivò un altro messaggio
"Divertiti, quello che fai stasera non lo fai piu' domani.Non pensare a nulla.Fai come me, nessun impegno."
A lei scappò un'altra risata.Non avrebbe mai tradito Francesco, anche se semplicemente toccare la mano di Bryan, le faceva un effetto incredibile.La mano di Francesco le trasmetteva sicurezza, ma un'attrazione simile?Mai.
Lei disse
"Io sono in macchina.E tu?"
"Anche io, facciamo così, ti accompagno a casa, con due macchine e poi esci con me.Così ci conosciamo ancora meglio."
Lei annuì.Comunque voleva divertirsi, quella sera.Così partirono assieme.
Mentre arrivavano a casa sua, lei pensava a quello che era successo quella sera.
Varsavia 2010
Erano le 21 e tra qualche minuto sarebbe arrivato
.Si sentiva contentissima, non solo il lavoro che a lei piaceva molto, ma quel ragazzo era fantastico.Seppur visto solo il giorno prima, a lei piaceva immensamente, avrebbe voluto che si potessero conoscere meglio non solo in Polonia, ma anche dopo.Quella sera avrebbe preso anima e coraggio e gli avrebbe chiesto il cellulare.Aveva indossato l'unico vestito che aveva portato da Napoli, per una serata particolare, in valigia non poteva mancare.Lei di norma non amava i vestiti, ma per quella sera ci voleva proprio.Lo aveva indossato, era un vestito corto e nero, con le spalline sottili e il corpetto quadrato, con qualche decoro vicino.La parte di sotto era a tubino, con uno strascico attaccato alla cinta a forma di fiocco , che arrivava alle caviglie, di pizzo nero, con dei ghirigori.Si era fatta uno chignon si era messa gli stivaletti e una collana, un po' di profumo ed era scesa, contentissima.
Era innamorata.E il cuore batteva a mille.Così si mise fuori fuori alla porta scorrevole, appoggiata al muro e cominciò ad aspettare.
Guardava il suo cellulare, era passato una mezzora.Perchè non arrivava?Forse era successo qualche cosa?Perchè non arrivava?Avrebbe aspettato un altro po'.Se poi lei fosse salita sopra e lui l'avesse aspettata giu'?Passò un'altra mezzora.Incominciò ad andare avanti e indietro come una stupida, con le braccia incrociate e la giacca che le copriva l'abito.Dopo un'ora e mezza, pensò che fosse stata una stupida.Non gli avrebbe dovuto credere.Lui era come gli altri.Perchè lei aveva pensato che era diverso?E se avesse fatto un incidente?Maledizione, perchè si preoccupava per lui?Cominciarono a scendere le prime lacrime.Abbassò lo sguardo verso terra, nessuno doveva vederla in questo stato.Così corse verso l'interno e si barricò in stanza, buttandosi sul letto a piangere.L'amica che l'aveva vista correre verso la camera, la seguì e la consolò, abbracciandola.

Parcheggiarono la macchina di lei e poi salì nella sua.Lui le disse
" Mi dispiace che tu abbia sofferto, ma anche io ho sofferto.Non solo per te ma anche per mia sorella.Non puoi immaginare i sensi di colpa che ho avuto, sono stato male per almeno sei mesi."
Lei lo stava fissando, interessata, ma cercava di non pensarci.Aveva la sua età, il suo bagaglio di esperienze, e preferiva averlo come amico.
"Ti capisco, non nè parliamo piu'.Per me è stato un ritorno molto triste.Poi Dafne mi ha aiutata.Non credevo che un incontro di una sera, mi avrebbe fatto soffrite così tanto."
"Anche per me è stato così.Che nè dici di un gelato?"
Lui cercava di stemprare l'atmosfera.Anche per lui era stato così.Non si era sfogato con nessuno, ma era stato male per parecchio tempo.
"Ok va bene.Ma scusa ora tu sei in vacanza qui a Roma?"
"No, ci vivo.Vado in Canada solo per le vacanze."
Lei lo stava fissando con stupore.Poi rispose
"Anche io mi sono trasferita qui a Roma."
Parcheggiarono fermandosi ad una gelateria all Eur.Scesero e lui le prese la mano.Poi insieme andarono all interno della gelateria.Era incredibile.Lei non si sentiva a disagio.La sua mano le sprigionava una grossa attrazione.Ma doveva stare molto attenta, Francesco era il suo ragazzo. Nessun altro.Con lui si sentiva a suo agio, era una persona profonda e dolce.Si sedettero ad un tavolino e lui le disse
"Tu invece ora nè conosci due."
Lei gli sorrise e disse
"Forse è per il tuo stesso motivo.L'inglese l'ho imparato un po' per te, sperando che...va be, ma poi ho dovuto studiarlo per avanzare nel lavoro.E per laurearmi."
"Che significa che...va be?"
"All'epoca speravo di poterti incontrare di nuovo per caso."
Arrossì di nuovo e lui sorrise dicendo
"Sarebbe stupido mentirti anche io lo speravo."
Dopo poco arrivò il cameriere e lei scelse crema caffè e fior di latte, con panna e cialda sopra.Ma si per quella sera un gelato vero, e non la solita dieta e quindi il solito succo di arancia.
Lui le sorrise e disse
"Anche per me."
Il cameriere andò via e poi lui le disse
"Questi sono i tuoi gusti preferiti?"
Lei gli sorrise e annuì.E poi rispose
"Anche i tuoi?"
"Si adoro crema caffè e fior di latte, l'unica cosa che mi piace oltre questo è il cioccolato."
"Buono, adoro la nutella, ma non posso mangiarla."
"perchè mai?Sei così bella."
La vide arrossire e mettere il dito nei capelli intrecciando una ciocca.
Lui le sorrise, stava per prenderle la mano, ma in quel momento sentì nuovamente il cellulare suonare.
Lui si abbassò e prese dalla tasca il cellulare e vide che era la sua amica che le scriveva:
Allora?Come sta andando?
Lui sorrise tra sè e sè pensando che lei non sarebbe cambiata mai.Stava per rispondere quando vide che anche Sarah stava rispondendo al suo cellulare.Chi poteva essere?
Lui stava fissando la ragazza che scriveva veloce sulla sua app, e quasi dimenticava di scrivere il suo messaggio.Rispose che stavano mangiando un gelato insieme.Poi alzò nuovamente lo sguardo verso di lei.Dopo poco smise di scrivere e lo fissò di nuovo.Lui notò che aveva uno sguardo dolce e disse
"Buono il gelato?"
Avrebbe voluto sapere chi fosse al suo telefono, che le aveva fatto fare degli occhi così dolci, ma non glielo chiese.Non voleva subito esagerare.
"Si buonissimo, la cialda poi è ottima.Ah, io di solito sono sempre a dieta, altrimenti ingrasso.Per questo non mangio quasi mai nulla di fritto e grasso, anche se adoro tutto questo."
Sorrideva mentre mangiava.Il suo buon umore era contagioso, ma lui continuava a pensare chi potesse essere che l'aveva fatta diventare improvvisamente così dolce.Era un pensiero che non voleva andare via.Così disse
"Sai, forse tu non l'immagini, io quando partii per tornare in Canada per mia sorella, ho sofferto molto, e poi quando sono arrivato lì, ho scoperto che mia sorella aveva fatto uno scontro frontale con un'altra macchina.Per cui dall aereoporto mi sono fatto accompagnare direttamente col taxi all ospedale dove era ricoverata.Avevo con me ancora la valigia ed ero stanco.Ma ho avuto una grande paura.Pensavo che mia sorella potesse essere morta, invece quando trafelato arrivai lì, seppi da mia madre che lei si era rotta un braccio ed una gamba.Per cui niente di gravissimo.Ero sollevato, ma da quel giorno, sono stato molto triste perchè mi mancavi.Non potevo dirlo a nessuno, già c'erano altri problemi, così mi sfogavo facendo box, nella mia stanza col sacco.Pensando a come sono stato idiota."
Lui non le aveva detto che quando all ospedale aveva saputo che la sorella non stava morendo, era quasi crollato dal sollievo e c'era mancato poco che piangesse.
Lei lo stava fissando e pensava che era molto contenta di averlo potuto incontrare di nuovo, di poter finalmente sapere il perchè della sua assenza,ma quello che a lei aveva fatto felice era il messaggio di Francesco che scriveva che lei gli mancava e che non vedeva l'ora di poterla riabbracciare.
"Sono contenta che tu mi abbia raccontato il perchè del fatto che non sei venuto.Io ho pensato a tante cose, soprattutto a cose brutte, ma alla fine ho pensato che fossi uno stronzo egoista come gli altri."
Non gli avrebbe raccontato dei mesi di digiuno, di stanchezza, di oblio che aveva dovuto sopportare, dei mesi di completa apatia, della voglia di farla finita.Il dolore era enorme.E lei non voleva soffrire piu'.Se non fosse stato per l'amica a quest' ora avrebbe potuto essere morta.Meglio non pensarci.
Lui continuò a fissarla con dolcezza, anche se era amareggiato.Lui lo aveva pensato.Così disse
"Mi dispiace molto.In quel caso ho pensato solo a mia sorella."
"Si lascia stare ormai sono passati tanti anni."
Lui la guardò e disse
"Domani possiamo rivederci?Magari ti vengo a prendere a lavoro."
"ok va bene.Dammi il tuo cellulare così ti faccio uno squillo."
Così dopo poco sorridendo, tornarono mano nella mano alla macchina.
Lei stava sorridendo, era contenta perchè il giorno dopo si sarebbe accorto che ora non aveva piu' bisogno di lui, e sarebbe toccato a lui soffrire.Perchè si sentiva in colpa?La mano che la stringeva le dava ancora una grande attrazione e anche una grande protezione.E incredibilmente i capezzoli si erano inturgiditi di nuovo.
Arrivati a casa di lei, lui la baciò sulle guance, la vide arrossire di nuovo e poi lei scese avviandosi alla porta.

Pov Francesco
Era appena arrivato in aeroporto, e dopo aver recuperato la valigia al check in, aveva mandato un messaggio a Sarah, dicendole che avrebbe fatto in tempo ad andarla a prendere al lavoro.
Dopo qualche minuto arrivò la risposta e lui sorrise con dolcezza.Quella ragazza l'amava moltissimo.Riguardò nuovamente la risposta e rise di nuovo, era uno smile che mandava tanti baci a forma di cuori.Così contento e con la valigia in spalla andò all esterno e dopo aver aspettato una decina di minuti prese un taxi.Diede l'indirizzo di casa sua e poi si rilassò.Era abituato a iaggiare, ma era sempre contento di ritornare.Dopo poco paò il taxi e salì in casa.Posò la sua valigia e scese nuovamente.Era inutile cambiarsi,Sarebbe andato così a prendere la sua ragazza.Sorrise ormai era un anno, tra poco ci sarebbe stato l'anniversario, mancavano dieci giorni.Dopo aver posato la valigia, riscese, prese la sua macchina e andò al luogo di lavoro di Sarah.
Pov Bryan
Aveva quasi finito di lavorare, aveva mandato un messaggio a Sarah, per sapere tra quanto tempo avrebbe finito di lavorare.Lei le aveva detto le sedici.La ragazza riconfermò l'orario.Così contento come non mai, una ventina di minuti prima prese la sua macchina e partì per il luogo di lavoro della ragazza.Non avrebbe mai immaginato che tutto sarebbe andato così bene.Che fosse stato così fortunato.
Pov Sarah
Lei aveva appena finito di lavorare.Si sentiva molto contenta, avrebbe rivisto Francesco il suo ragazzo.Ma si sentiva sempre piu' in colpa per quello che aveva organizzato.Lei non era la tipa che organizzava cattiverie, ma Bryan a suo tempo l'aveva fatta soffrire e ora toccava a lui, sempre se, se ne fosse importato qualcosa di lei.Magari lui le aveva raccontato solo balle, e alla fine lei era una persona conosciuta in vacanza, e quindi poteva benissimo essere lasciata.Magari lui avrebbe voluto solo una sveltina.e lì in Canada magari aveva una ragazza che l'attendeva.E lei stupida che aveva sofferto così tanto.Mise il giaccone e poi dopo poco uscì dal laboratorio, per dirigersi all'uscita.Non appena mise piede fuori al portone, sorrise felice.Francesco era lì davanti a lei con le braccia aperte.Così lei dimentica di tutto, pensando solo alla sicurezza e al calore che le dava i suo ragazzo, corse verso di lui e l'abbracciò stringendolo al collo.Per fortuna lui era un uomo serio.L'amava e tra dieci giorni avrebbero fatto un anno insieme.Lui la strinse in vita e la fece volteggiare, baciandola non appena si fermò sulle labbra, profondamente bisbigliandole
"Mi sei mancata tanto amore."
Lei lo carezzò e disse
"Anche tu, mi sei mancato.Senza di te non è la stessa cosa."
Lui la baciò di nuovo.E poi disse
"Per me è lo stesso."
Poi la posò in terra.
Pov Bryan
Era arrivato da poco e stava parcheggiando per andarla a prendere al portone.Ma rimase molto amareggiato, quando vide un uomo, molto alto e muscoloso, da quella distanza a lui sembrava biondo, vestito casual, che abbracciava e baciava Sarah.Quindi lei lo aveva il ragazzo.Era stato un vero idiota a pensare che le cose potessero sistemarsi.Si passò la mano sui capelli, scompigliandoli.Poi li fissò ancora.Li avrebbe fatti separare.Lei era sua.
Pov Sarah
Mentre abbracciava entusiasta il suo ragazzo, aveva notato una macchina parcheggiata poco distante, si, e quella era la macchina di Bryan, sorrise, lui era venuto davvero.Un battito piu' forte nel cuore, ed un'emozione che la travolse.Abbassò gli occhi sul collo del suo ragazzo un attimo prima che lui scendesse.Ma dopo poco vide che poi si rimetteva in auto e ripartiva.
Pov Bryan
Era incazzato nero, ma doveva controllarsi.Doveva solo organizzarsi.Avrebbe dovuto fare per un po' l'amico , e piano piano, farle provare nuovamente quello che avevano provato tempo prima.Sarebbe andato a casa di un amico, desiderava sfogarsi.Si da Marc andava bene.Avrebbero bevuto e chiacchierato.
Pov Sarah
"Amore, come è andato il lavoro?"
"Bene piccola, adesso andiamo, con due macchine.Una la portiamo da te, e poi andiamo a mangiare qualcosa, mi mancavi terribilmente."
"Ok, anche tu."
Così si misero in macchina.Sarah non era completamente sincera.Si a lei era mancato molto Francesco, ma appena aveva rivisto Bryan, aveva provato nuovamente eccitazione e brama, una cosa che non aveva mai provato, dopo di lui, con nessuno.La sua mano, l'aveva fatta sentire al caldo, e una scossa come elettrica le aveva attraversato il corpo, e quando era andato via in fretta e furia, aveva sentito una sensazione di trionfo oltre che senso di colpa.
Doveva lasciare perdere.Per lei Francesco era perfetto, lui l'amava, la proteggeva, la viziava.Era un tipo sempre gentile e romantico.Raramante si arrabbiava.Ricordava quando si erano incontrati la prima volta.Sorrise.
Era in un bar a prendere un caffè, seduta ad un tavolino.Quella mattina non aveva fatto in tempo a fare colazione, per cui qualche minuto prima di andare in laboratorio,si era fermata un attimo.Dopo aver pagato, mentre rimetteva i soldi nel borsellino, senza guardare avanti a sè, si scontrò contro un giovane.Il suo viso aveva sentito solo la durezza di un forte torace.Il braccio di quest ultimo l'aveva mantenuta, in modo da non farla cadere.E dopo qualche minuto lei aveva alzato lo sguardo rimanendo stupefatta dalla sua altezza.Lui le sorrise e dopo le scuse, si presentarono.Neanche a farlo apposta anche lui andava nel suo laboratorio, per cui dopo qualche giorno, lui le chiese il telefono e successivamente un appuntamento.A pensare che era passato un anno da allora.
Parcheggiarono e lei scese dalla sua macchina per entrare subito in quella del fidanzato.
Non appena entrò, lui la strinse a sè e si baciarono.Poi una volta staccati, lui rimise in moto e lei gli disse
"Dove andiamo?"
"Che nè dici di un gelato al centro e poi una passeggiata?Oggi desidero stare con te tutto il giorno.Il viaggio è andato bene, e anche il congresso , ma stare senza di te, mi ha fatto sentire malinconico."
"Ma non c'erano quei tuoi colleghi con te?Quella ragazza così simpatica e l'altro ragazzo?"
"Ah volevi dire, Sharon e Max.Si c'erano, e difatti siamo stati assieme tutti e quattro giorni.Ma trascorrere con te il mio tempo è tutt'altro.Avrei voluto vedere quello che ho visto, con te, vero ho sempre o quasi lavorato.Ma senza di te non ha senso nulla."
"Sei così romantico."
Lui si girò e le sorrise, stringendola la mano e poggiandola sul cambio, coperta dalla sua.
Dopo poco arrivarono, si fermarono all Eur.Lì era perfetto per fare una passeggiata romantica e mangiare qualcosa di dolce.La sua ragazza non sapeva quanto era romantico, non aveva idea di cosa stava organizzando per il loro primo anno insieme.Sarebbe stata una grande sorpresa.
Pov Bryan
Era arrivato da Marc.Aveva bussato e lui l'aveva fatto salire.Bryan non era il tipo che si sfogava, ma desiderava chiedere un consiglio all amico, su come secondo lui doveva procedere.
Le cose cambiavano.Lui era sempre attorniato da donne, in qualsiasi momento, ma adesso che a lui interessava per davvero una di loro, lei preferiva un altro a lui.Mentre saliva con l'ascensore, si passava la mano nei capelli, scompigliandoseli tutti.
Marc gli aprì la porta e così lui lo seguì in cucina, dove dal frigo prese due birre e poi andarono nel salotto, sedendosi sul divano.
"Ti vedo stravolto amico, cosa succede?"
Mentre entrambi bevevano dalla bottiglia, Bryan rispose
"Ti ricordi, quella ragazza che abbiamo incontrato al pub l'altra sera?"
"Ah si, quella che diceva che non era la tua giovenca..."
si mise a ridere.
"Bravo esattamente lei, io non l'ho mai detto a nessuno, ma anni fa, per puro caso l'ho incontrata in Polonia, ti ricordi quando ebbi la promozione?Una sera tornando dal lavoro, la vidi sul marciapiede di fronte, rimasi colpito subito, così mi ci avvicinai e facemmo conoscenza.Lei non conosceva l'inglese, per cui riuscimmo comunque a capirci e le chiesi di uscire con me.Durante quel pomeriggio e quella serata, scoppiò tra di noi, una grande attrazione, una cosa fulminea, che ,sembra una cosa incredibile, se fosse continuata poteva trasformarsi in una storia seria."
L'amico l'ascoltava in poi proruppe
"Tu una storia seria?"
Lui annuì e continuò
"Quella ragazza mi piaceva molto, davvero.Ma preso dall'euforia, e pensando di rivederla il giorno dopo, perchè le chiesi di uscire di nuovo, non le diedi il numero del cellulare.Il giorno dopo, seppi da mia madre il fatto di mia sorella e per cui partii.Quella sera del pub l'ho rivista dopo sei anni, e decisi visto la fortuna di rivederla, di conquistarla di nuovo."
"Ma pensavo che aveste trascorso la sera assieme."
"Si, ma non abbiamo fatto nulla, ci siamo scambiati i telefoni e abbiamo mangiato un gelato.Io non avrei fatto nulla comunque, ci vuole tempo per queste cose, ma mi piace moltissimo, ancora.Prima, sono andata a prenderla a lavoro, perchè lei mi aveva detto che potevo, e l'ho vista che si abbracciava con il fidanzato.Quindi ora che dovrei fare?Lei perchè non me lo ha detto?Forse pensava che io soffrissi vedendola con lui?Voleva vendicarsi?Io penso di si, ma desidero lo stesso conquistarla.Vorrei farle provare nuovamente le sensazioni che abbiamo provato quella sera.Io non l'ho mai dimenticata.Ma la preoccupazione per mia sorella era tale, che non sono riuscito ad avvisarla in nessun modo."
"Quindi ?Cosa proponi?"
"Io volevo un tuo consiglio Marc."
"Ok, io penso che se lei voleva vendicarsi di te, vuol dire che prova del rancore , per cui ha sofferto anche lei, forse soffre ancora.Io penso che devi approfondire l'amicizia e poi magari farla ingelosire, mettendoti con un'altra.Così vedrai le sue reazioni.Ci sono mille donne che sbavano per te amico.Magari potresti chiederlo a Mel, così sei certo che sarebbe una cosa finta.E poi a mano a mano ti organizzerai.Non ti ho mai visto così agitato."
"Hai ragione, le ho dovute addirittura cacciare via, ti ricordi quando giocavamo a football?"
"Si, negli spogliatoi, venivano addirittura a spiarti."
"Eppure la timidezza di quella ragazza italiana mi ha colpito molto.Quando l'ho vista aveva uno sguardo così pulito, e aveva una grinta, come se dicesse, c'è la devo fare e dietro le sue spalle, aveva una sacca molto pesante che manteneva mentre dava i volantini che rappresentavano la sua azienda."
Pov Francesco
Era sempre così dolce.Stavano a casa di lui, era sera, e si stavano baciando sul divano.La passeggiata era andata benissimo e ora si stavano coccolando.Lui era seduto con lei in braccio, con le gambe aperte, ancora vestiti.Lui la stava baciando con trasporto e le premeva la mano sulla testa, per avvicinarla di piu' a lui.La desiderava follemente.Lui l'amava moltissimo.Giocava con le sue labbra, mordicchiava il suo labbro con i denti, lentamente, e poi continuarono a baciarsi intrecciando le loro lingue, come un combattimento di spade.Mentre la baciava, pensava a quante sensazioni meravigliose, sentiva con lei.Sensazioni che con altre non aveva mai sentito.Poi lei era una ragazza onesta.Lui durante il viaggio di lavoro, aveva avuto parecchie possibilità per tradirla.C'erano un sacco di donne lì, dalle dottoresse, alle infermiere, alle ricercatrici, alle segretarie.Molti andavano ai congressi prettamente per questo.Gli amici gli avevano detto di approfittare, ma lui non lo desiderava, amava la sua ragazza e basta.Le avventure non gli piacevano piu', lui si sentiva soddisfatto solo con lei.Si staccò da lei ansimando, e disse:
"Che dici amore, mangi qui?E magari dormi anche qui?Così domani ti accompagno e ti vengo a prendere io?"
Anche lei stava ansimando ed aveva gli occhi appannati, lo desiderava, e lo stava guardando ancora con estremo desiderio.Poi sorridendo rispose
"Ok per tutto."
Così lui sorridendo, la tolse da sopra di sè, si alzò e la prese in braccio, portandola al piano di sopra nella sua camera.
Dopo un paio d'ore, nudi abbracciati e stanchi, sotto le coperte, lei sentì un bip al cellulare, così cercò di prenderlo allungando il braccio verso il comodino.Dovette forzarsi, perchè Francesco la teneva stretta a sè.Alla fine ci riuscì e rimanendo accoccolata a lui, aprì la app di whatsapp e vide un messaggio di Dafne
"Allora come va?Con quel figo hai concluso qualche cosa?"
Lei gli rispose
"Lo sai chi era quel figo?Alla fine ho scoperto che era Bryan, si quel Bryan."
"Cosa?Che stai dicendo?Quello di sei anni fa?"
"Esattamente, proprio lui."
"Perchè non mi hai detto niente?"
"Perchè avevo in mente una vendetta, forse sono stata infantile, ma mi sono sentita meglio, anche se in colpa."
"Perchè che hai fatto?"
"Gli ho detto che poteva venire a prendermi oggi, lo stesso giorno che Francesco tornava, per cui ci ha visti mentre ci abbracciavamo."
"Grandioso, e ora?"
"Non lo so, io sto bene con Francesco, non voglio soffrire ancora."
"Brava continua così.Ma ora dove sei?"
"Con Francesco, ti saluto un bacio."
Posò nuovamente il cellulare sul comodino e a quel punto lui si svegliò stiracchiandosi, stringendola a sè e baciandola teneramente.Mentre la baciava e la carezzava sulla schiena, scendendo giu' fino alle cosce lentamente, disse
"Amore, cosa desideri mangiare piu' tardi?"
"Che nè pensi di una pizza?"
"Ok, allora magari la ordiniamo."
"Che nè pensi se la faccio io amore?"
Lui le sorrise e rispose
"Ok, tu sei la migliore."
Così i due giovani intorno alle venti, si alzarono dal letto e coprendosi con due vestaglie scesero in pantofole, giu' in cucina.
Lui non riusciva a lasciarla andare e ridendo continuava a baciarla languidamente sulle labbra gonfissime.Arrivati in cucina, la lasciò andare per modo di dire, la teneva sempre abbracciata, però abbastanza libera per poter prendere la farina, l'acqua tiepida il sale e il lievito.Intanto le mordicchiava la nuca, la baciava sui capelli morbidi, facendola eccitare.Riuscì comunque a fare l'impasto, poi con la mano sporca di farina, si girò verso di lui e lo sporcò sul viso, lasciandoli uno sbaffo.Ma invece di arrabbiarsi, lui le prese la mano e cominciò a leccarla dolcemente.Poi la strinse a sè di nuovo.Nel frattempo che l'impasto cresceva, lui, la afferrò da dietro, facendole intrecciare le gambe alla sua vita e la portò sul divano, dove continuarono le loro effusioni.
on riuscivano a staccarsi l'uno dall altra, tanto è vero, che quando la sveglia del forno suonò, lei non la sentì visto che era così assorta nel baciare l'uomo che amava.Poi quando la sveglia fece l'ultimo bip, lei si ricordò dell impasto e quindi si alzarono di nuovo.Lui non la mollava, la teneva sempre abbracciata, per cui ridendo mentre continuava a tenerla a sè e scherzando, lei preparò la teglia con la carta forno, ci mise l'impasto che aveva steso con le mani, ci mise il sugo, l'olio, il sale e la mozzarella e la mise in forno.
Così apparecchiarono la tavola e dopo una quarantina di minuti, fu lui a togliere la teglia dal forno per metterla sul tavolo e tenendola su di se, seduto sulla sedia, cominciarono a mangiare, lui imboccava lei e lei imboccava lui.

Qualche giorno dopo
Pov Sarah
Mentre era al lavoro, ricevette da Bryan un messaggio su whatsapp che diceva se la sera magari potevano vedersi nuovamente ad un bowling tutti insieme, con i loro amici.Lei accettò.Si sentiva da un lato contenta, dall altro invece enormemente delusa, perchè lui non le aveva chiesto di uscire insieme.Certo era davvero una persona contraddittoria.Amava Francesco, ma quando pensava a Bryan, sentiva ancora una grande attrazione verso di lui.Pensava che invece pur avendolo visto che li guardava, evidentemente non gli era importato poi molto e la sua piccola vendetta non aveva funzionato.Ma quella sera avrebbe chiamato anche il suo ragazzo e avrebbe visto cosa avrebbe organizzato.Con whatsApp chiamò l'amica e anche il ragazzo.
Dafne accettò, lei amava divertirsi, per cui non avrebbe mai rifiutato.
Pov Francesco
Fu molto contento del fatto che la sua ragazza lo avesse messaggiato per uscire, anche se con gli amici.Avrebbe preferito stare con lei da solo, ma non era un problema, una partita a bowling e poi successivamente sarebbero andati via.Stare con quella ragazza era meraviglioso.
Lui la amava davvero tanto e la sorpresa che aveva organizzato per l'anniversario sarebbe stata romanticissima.
La sera
Francesco era finalmente arrivato a casa di Sarah, che al suono del messaggio scese.Lei era vestita quella sera, in maniera molto carina e sexy.Da un lato era contenta perchè avrebbe trascorso la sera con il suo ragazzo, dall altro lato, una parte piu' oscura e nascosta avrebbe fatto ingelosire Bryan, sia con il suo ragazzo che con quello che aveva indossato.Una polo molto carina con scollo a v, con un fuson, stivali lunghi ai piedi, e sopra un pulloverino lungo che si allacciava in vita.Aveva indossato un cappotto e un cappello con sciarpa.
La prima cosa che fece quando salì nella macchina del ragazzo, fu baciarlo .Lui la strinse forte a sè e continuò a baciarla, mantenendole forte la testa, per far approfondire un bacio che era partito a stampo.Poi dopo qualche minuto, lui le tolse amorevolmente il cappello e partirono.Le stringeva forte la mano nella sua, mentre percorrevano il tragitto verso il bowling.
Dopo una quindicina di minuti arrivarono.Lui parcheggiò e scesero. Francesco notò che la sua ragazza non aveva indossato il cappello così glielo mise lui, sistemandoglielo per bene, con tenerezza.Poi mano nella mano si avvicinarono al gruppo.
Pov Bryan
Non appena era arrivato, si era guardato attorno, non vedeva l'ora di vederla.Era incredibile.Anche se avrebbe cominciato con l'amicizia, ma alla fine il piano che aveva stabilito con l'amico, avrebbe di certo funzionato.Non appena lui la vide, una fitta di gelosia intensa lo travolse.Il ragazzo gli aveva messo il cappello sui suoi meravigliosi capelli, con tenerezza e poi l'aveva presa per mano.Era pazzesco quello che stava provando.Lui era sempre stato subissato dalle donne, e ora invece stava pagando per quello che aveva fatto provare a molte altre in passato.Dopo sei anni non credeva che avrebbe provato questa gamma di sensazioni travolgenti. Invece le provava.Aveva deciso di andarla a salutare normalmente, come fosse un'amica.
Vide che lei si era staccata dal ragazzo per fiondarsi tra le braccia dell amica, per poi salutare tutti gli altri.Era il momento giusto, lui assieme a Marc e gli altri, si erano avvicinati e sorprendendola, si piegò e le baciò le guance.
Incredibilmente si era eccitato, le sensazioni che provava erano davvero incredibili.
Pov Sarah
Il cuore le batteva molto forte, quando Bryan, le aveva baciato le guance, e aveva sentito i capezzoli indurirsi.Nonchè la pelle d'oca.Era assurdo quello che sentiva.La mano del ragazzo che amava le dava sicurezza , tenerezza, amore e anche attrazione fisica, ma a questi livelli mai.Le labbra sexy del canadese, l'avevano mandata quasi in tilt.Ma si trattenne.Non fece assolutamente nulla.La vendetta era un piatto che si doveva assaporare freddo.Era un controsenso però.
Dopo neanche un minuto, la mano di Francesco strinse quella di Sarah dicendole:
"Amore chi è questo ragazzo?Un nuovo amico?"
"Si, lui è Bryan."
"Francesco il ragazzo di Sarah, piacere."
Si strinsero la mano.Di norma Francesco era una persona tranquilla, ma non era cieco.Appena aveva visto quel ragazzo avvicinarlesi, aveva capito il forte interesse che aveva per lei.
Si strinsero la mano molto forte, come a chi fosse piu' forte tra i due.
Alla fine fu stesso Dafne a chiamare tutti, dicendo che dovevano entrare.
Come sempre, quella che non capiva nulla di queste cose era la sua adorabile piccolina.Lui non sapeva tutto quello che era successo alla dolce Sarah, ma quando l'aveva incontrata era molto depressa.Di norma non si parla delle relazioni passate, ma lei un giorno mentre stava parlando al telefono, aveva accennato ad una storia importante che era durata pochissimo, ma che l'aveva fatta soffrire non poco.Lui l'avrebbe difesa per sempre, da tutti, in quanto mentre parlava con l'amica, aveva sentito che a causa di quella storia lei aveva avuto l'esaurimento nervoso e nè era uscita poco a poco, con tanta forza di volontà.Non avrebbe piu'sofferto così tanto.

Una volta all interno, la prima cosa che fecero fu di fermarsi al bar, per sgranocchiare qualche cosa.
Si sedettero ed ognuno ordinò qualche cosa.
Bryan non avrebbe voluto, ma il suo sguardo cadeva sempre sulla coppia.Lui era sempre molto gentile e dolce.Lei aveva preso una porzione di patatine e una coca cola.Ogni tanto vedeva che lui intingeva la patatina nella maionese e la imboccava, guardandola con amore.Li vide stringersi tra di loro e mormorarsi frasi ridacchiando allegramente.Lui non riusciva a non guardarli, e sentiva dentro di sè, una gelosia intensa, una rabbia, un'impotenza tale da farlo sentire scioccato.Così bevve la sua birra velocemente, cercando di fare finta di nulla.
Melissa che stava vicino a loro, disse:
"Bryan, ma cosa ti succede?Mi sembri molto nervoso stasera."
"Melli, non dire nulla, ma aiutami."
Così lui la strinse a sè, facendola stupire enormemente.Ma non disse nulla, finchè lui non le mormorò:
"Penso di essermi innamorato.Quella piccola e dolce italiana non riesco a togliermela dalla testa, puoi aiutarmi e farla ingelosire?Farò l'impossibile per farli lasciare."
Lei ridacchiò e annuì, stringendolo e appoggiandosi al suo petto muscoloso.
Poi decise all ultimo istante di baciarlo sul collo, facendolo stupire.Lei disse:
"Non preoccuparti, vedrai che la ragazza italiana cadrà ai tuoi piedi stallone."

Pov Sarah
Mentre il suo ragazzo la imboccava con la sua innata dolcezza, lei non riusciva a togliere gli occhi di dosso da Bryan.Quella Melissa, inizialmente pensava fossero solo amici, invece si strusciava come una gatta morta su di lui, però anche lui la stava abbracciando e ad un certo punto vide che gli baciava il collo.Forse era vero, che di lei a lui non importava per nulla.Era così maschio, così sexy e bello che qualsiasi donna gli sarebbe caduta ai piedi.Ma lei dopo quello che aveva subito, le sofferenze , l'esaurimento, il tentato suicidio, non voleva piu' provare.Doveva resistere, il suo fidanzato invece era perfetto.Perchè mai una persona che aveva un fidanzato così perfetto desiderava una cosa così imperfetta?Ma allo stesso tempo così bella?
Questi pensieri vennero interrotti dall inizio della partita.Marc li chiamò era arrivato il loro turno.

Così cominciarono la partita.Fu molto divertente.Francesco non si separava mai da Sarah.Lei saltellava allegramente, quando con il suo corpo sinuoso, faceva strike, facendo infiammare gli occhi di desiderio di Bryan.Quella sera lei era sexy da morire.Quel fuson, le fasciava il corpo e le gambe, divinamente e quel pulloverino che aveva sopra, copriva e non copriva.Difatti da sotto la polo, ad ogni tiro fatto, ballonzonavano i seni, che seppur chiusi nel reggiseno, e seppur non si vedevano, facevano venire pensieri sessuali secondo lui a tutti gli uomini presenti.Ma soprattutto a lui, che non riusciva a toglierle gli occhi da dosso.Dopo poco, però vide che lui si allontanava da lei, così invece si avvicinò.Adorava sentirla ridere e divertirsi.Ma soprattutto adorava averla vicino.Il suo finto rapporto di amicizia doveva continuare.Lei doveva pensare che era impegnato fino a soffrire così tanto da valutare un sacco di cose.

Pov Sarah
"Amore, ho visto dei colleghi di lavoro, vado a salutarli ok?" disse Francesco
Lei annuì, ma prima di lasciarlo andare lo strinse a sè.Lui allora si abbassò per baciarla.Poi le mormorò:
"Ti amo piccola."
Si allontanò lasciandola con gli altri.Lei vide alcuni ragazzi che raggiungevano il fidanzato.
Così si girò e non fece in tempo a guardarsi attorno per vedere dove stava Dafne, che vide Bryan già lì che la guardava con dolcezza.
"Ti stai divertendo vero piccola Sarah?"
Lei annuì e poi disse:
"E tu?"
"Anche io, di norma mi diverto sempre con i miei amici."
Lei si mantenne, perchè avrebbe voluto dirgli, si ti diverti anche con le gatte morte.Ma alla fine si controllò.Lei era fidanzata, che diritto aveva di parlargli così?E se lei fosse la sua ragazza?
"Vieni Sarah, ci prendiamo una pausa, ti offro una coca cola ok?"
Così si allontanarono dalla pista, avviandosi al bar nuovamente.
Si sedettero e lui incominciò a bere la sua birra.
Poi doveva stare attenta, lei aveva un fidanzato.Difatti mentre guardava Bryan, un forte desiderio la fece quasi gemere.Quelle labbra umide di birra, quell'espressione così dolce, su di lei, la fecero quasi tremare, aveva una voglia di baciarlo e non lasciarlo piu' andare e al diavolo tutto.Ma non poteva farlo.Non doveva farlo, avrebbe distrutto tutto.Il suo mondo era perfetto così.Non poteva permettersi piu' nulla.
Cosa avrebbe fatto?Non poteva pensare a buttarsi nel vuoto, lei non era così.Lei non era piu' così fragile.Lavorava era indipendente, di certo si sarebbe sposata con Francesco piu' in là e tutto doveva finire così.
Sembrava che tutto attorno a loro sparisse.Si trovavano in una bolla di intimità solo loro.Nessuno poteva entrare e nessuno poteva farli uscire.Potevano farlo solo loro stessi.Però erano così persi l'uno dall altro che niente li avrebbe distratti.
Continuarono la conversazione.
"Quindi ti piacciono le patatine fritte?" disse lui
"Le adoro, soprattutto con la maionese.Penso che ci sia poco altro di piu' buono."
"Un giorno ti farò provare una qualche specialità canadese."
"Grazie perchè no?"
Mentre stavano chiacchierando, un braccio si poggiò sulla spalla del giovane.Era Marc che diceva loro che la partita stava proseguendo che toccava a loro.
Così si alzarono e si avvicinarono alla pista di nuovo.Lui le disse:
"Domani posso venire a prenderti al lavoro?"
Lei lo fissò.Avrebbe voluto dirgli di si, ma non sapeva se faceva bene, si dentro di lei sapeva che faceva male, perchè lei era fidanzata e lei amava il suo fidanzato.Così mentre stava per rispondere, tornò il suo ragazzo e presala per mano, baciò il palmo e dopo poco lei tir, facendo strike di nuovo e saltando di gioia si aggrappò al suo ragazzo.La brama che l'aveva assalita, pareva essersi assefuatta quando Francesco era tornato.Lei se non fosse arrivato avrebbe detto di si.
Quando lui la mise a terra, sorridendole e carezzandole il viso, disse:
"Hai sentito la mia mancanza piccola?Ho incontrato alcuni colleghi e sono stato un po' con loro."
"Lo sai che sento sempre la tua mancanza, ma sono stata con loro, per cui, ho chiacchierato ed il tempo è passato."
Francesco aveva visto che quel rosso, l'aveva portata al bar e che avevano chiacchierato per un po'.Lui si fidava di lei, ma non si fidava degli altri, soprattutto degli uomini che avrebbero fatto di tutto per una piccola cosa, come un suo sorriso dolce.Lei non se ne rendeva conto assolutamente, molte volte si sottovalutava, ma in realtà era bellissima e come la pensava lui, la pensavano tanti altri.Era molto geloso si, sia dei suoi colleghi al lavoro, sia tra gli amici.Ma quel rosso, lo faceva infuriare.Gli era molto antipatico.Era un fattore fisico.Anche se soprattutto aveva notato che lui voleva entrare nel suo territorio e non gliel'avrebbe mai permesso.Le carezzò il viso con tenerezza, e poco dopo toccò a lui.
Sarah era un po' intorpidita.Era come stregata da Bryan, ma quando vedeva il suo ragazzo che come un leopardo buttava la palla, rimaneva affascinata.Era perfetto, lui era perfetto e non riusciva a capire cosa le prendeva quando era con Bryan.Il suo corpo era così armonioso e solo lei sapeva che sul petto aveva un tatuaggio a forma di fenice, e solo lei sapeva che quell uomo cos' serio, giocava a palla a volo.Questo era una cosa che li accomunava.Spesso giocavano insieme.Erano l'emblema della perfezione.

Pov Bryan
Come era possibile essere gelosi e invidiosi allo stesso tempo?C'era voluto pochissimo e lei da quando chiacchierava con lui, era rimasta affascinata dal fidanzato che era tornato e se l'era ripresa con dolcezza.Ma in quel momento, mentre lui li stava fissando, un braccio esile lo strinse alla vita, e sentì un viso che si strusciava sul suo petto.Abbassò lo sguardo e si rese conto che era Mell.Le sorrise e la strinse a sè.Le carezzò gentilmente il viso e si abbassò verso di lei, baciandole le labbra delicatamente, stupendo Mell definitivamente, che invece di scansarsi, premette la testa ricciuta verso la sua bocca.Se doveva farli ingelosire, avrebbe lavorato bene.
Non appena lo ebbe fatto si pentì. Facendo così l'avrebbe allontanata. Però questa sarebbe stata la sua unica possibilità.

Pov Sarah
Di certo non si sarebbe aspettata quel finale.Quella Melissa era davvero una bella ragazza, con le curve al punto giusto, donna giusta per lui.Magari poteva essere la ragazza, oppure un'avventura, ma all improvviso aveva sentito una rabbia profonda assalirla, li avrebbe voluti separare, avrebbe voluto strapparle i capelli, restando lei tra le sue braccia.Una sensazione di amarezza, rabbia, rancore, la prevalse.Quando stavano soli la loro unione era perfetta, e doveva continuare ad essere così.Lei lo tirò per il colletto della polo e lui si abbassò e così fu lei a dargli un bacio molto languido e passionale.Solo così sarebbe tornata alla normalità, senza pensarci piu'.E lui la strinse forte a sè, prolungando quel bacio, carezzandole i capelli.

Pov Francesco
Era davvero contento, aveva notato che quel rosso desiderava la sua piccola, ma a quel punto quando lui aveva baciato quella ragazza, tutto era diventato diverso.Forse si aveva un'attrazione per lei, ma allo stesso tempo era un uomo che amava le avventure.Perchè quella ragazza con lui era davvero bella e vogliosa.E lui non si era tirato indietro, l'aveva baciata e l'aveva stretta.Di certo doveva essere straniero, ma la cosa piu' importante era che Sarah fosse libera, e presa dalla sua passione solo verso di lui.Le carezzò i capelli dolcemente e poi le sussurrò:
"Che dici se andiamo via?"
Forse era meglio pensò lei, così rispose:
"Va bene andiamo, però voglio andare a salutare Dafne e poi andiamo via."
Così si staccò da lui e corse alle piste dove pensava di trovare l'amica.
Il suo cuore era agitato, ma non doveva demordere, lei aveva la sua perfezione e andava bene così.

"Ascolta amico, " disse Francesco al canadese."Non so e non mi interessa con chi te la fai, ma lascia stare la mia ragazza.Lei è mia.Tu fattela con chi vuoi.Ma lasciala stare.Se vuoi la settimana prossima possiamo vederci di nuovo.Tu vieni con lei a casa mia.Poi stesso Sarah ti darà l'indirizzo.Per lei tu sei un amico importante."

Con questa frase Bryan rimase stupito, pensava che si sarebbe innervosito e invece.
Nello stesso momento Melissa disse:
"Lui non se la fa con chi che sia, lui sta solo con me, è chiaro?"
Si mise le mani sui fianchi e con uno sguardo bellicoso che lo sorprese non poco.Lui non rideva spesso, solo con Sarah.Ma quella scricciola, rispetto a lui, la fece ridere.E lasciò stare i suoi giudizi su quell uomo.Perchè quella tipa a lui era simpatica.
Così al suo ritorno, Francesco la prese tra le braccia, e andarono verso il tavolo dove avevano poggiato la giacca, lui la aiutò ad indossarla e le mise il cappello con amore e andarono via.
Mentre uscivano lui le disse:
"Ho invitato il tuo amico e la ragazza al nostro dopo anniversario a casa mia sei contenta amore?"
Lei lo fissò stupita ma sorrise dolcemente.Il suo ragazzo era davvero gentile come pochi.Non sapeva che invece Francesco era molto furbo.

Anniversario
Ormai il momento era arrivato.Tutto era agli sgoccioli.Lui era contentissimo.L'unica cosa che le aveva detto era che la sorpresa l'avrebbe fatta a casa sua.Aveva organizzato tutto fin nei minimi dettagli.Di certo a lei sarebbe piaciuta molto.
Non avrebbe potuto fare di meglio.La prima cosa che aveva fatto era di andare in gioielleria e comprare l'anello.Un anello molto bello e molto fine, quell anello rappresentava lei, era in oro bianco, sulla punta tre diamanti incastrati tra loro e ai lati, un cuore di oro che li circondava.Era meraviglioso, come la sua Sarah.Ma non era tutto.Aveva circondato le scale di petali di rosa e messo nella camera da letto, un grande fascio di rose bianche, e nel bagno aveva acceso tante candele per fare un bagno romantico, all essenza di vaniglia.
Dopo la loro cerimonia intima, lui aveva organizzato una festa con gli amici della sua piccola e i suoi colleghi di lavoro.Quel rosso, avrebbe capito quella sera che lui non era uno stupido romantico, semplicemente avrebbe dovuto capire che lei era solo sua.
Nessuno poteva intralciare la sua strada.Secondo lui alla fine quel tipo era solo uno che andava a letto con tutte.
Pov Bryan
Aveva contattato come gli aveva chiesto Francesco, Sarah, per sapere dove si festeggiava l'anniversario.Così lei gli aveva dato l'indirizzo.Lui non era un tipo che quando veniva invitato a casa delle persone, non portava nulla.Così dopo aver lavorato, era andato a comprare una bottiglia di vino per lui e una crostata alla frutta per lei.Così sarebbe andato tutto bene.Aveva messo nel frigorifero il tutto e adesso si trovava in pantaloncini corti con il torace nudo che si allenava col suo sacco di boxe, e intanto pensava a come era strana la vita.Reincontrarsi con Sarah era stata una magia.Lui credeva alla magia. L'avrebbe riconquistata ad ogni costo.
Pov Sarah
Era rimasta stupita quando Bryan le aveva mandato un messaggio su whatsapp, chiedendole l'indirizzo del ragazzo.Poi si ricordò che Francesco gliel' aveva detto, che l'avrebbe invitato.
Che assurdità.Francesco era davvero un ottimo ragazzo.Lui non immaginava tutto quello che provava, tutto quello che cercava di nascondere.Lei aveva tutto.Ma delle volte pensava che per avere tutto si doveva conquistarlo con fatica e lei così aveva fatto.Ma tutto quello che aveva conquistato avrebbe potuto perderlo e bastava un attimo, un minimo errore e puff, tutto sarebbe finito.
Così pensò di andare ad allenarsi.Forse tutto questo le avrebbe schiarito le idee.La sua vita fino ad ora tranquilla, si stava trasformando in un enorme caos, cosa che non aveva programmato.
Mentre era ad allenarsi, guardò l'ora, tra una mezzora, avrebbe dovuto andare a casa per la doccia, poi di certo Francesco sarebbe venuto a prenderla.Chissà cosa aveva organizzato.Un sorriso felice , non riusciva ad immaginare.Ma lui era perfetto.Dicerto si sarebbe divertita.
Tutta sudata si era infilata in auto ed era tornata a casa.Si sarebbe fatta una doccia per poi vestirsi elegante.Mica solo lui amava fare sorprese, anche lei gliene aveva fatta una.Quella sera sarebbe stata magica.Già era passato un anno, ancora non poteva crederci.La sua sorpresa gliela aveva presa qualche giorno prima.Lei nè era contentissima.
Parcheggiò e salì in casa sua.Si tolse il giaccone e poi si fiondò in doccia, dopo aver preso il cambio.Sembrava assurdo ma la doccia la faceva sentire sempre rinata.Quando si passava il bagno schiuma all'albicocca era davvero contenta.Si fece uno shampoo e dopo essersi sciacquata uscì, e cominciò ad asciugarsi.Si guardava allo specchio pieno di vapore.Non era per niente brutta, nemmeno bella, ma era carina.Il suo corpo era formoso e si sentiva bene con se stessa.Non desiderava guardare ancora quella cicatrice, che aveva sui palmi delle mani.Lei non ci sarebbe ricaduta, mai piu'.

Pov Francesco
Dopo poco lui arrivò sotto casa della sua Sarah, e le mandò un messaggio.Così lei scese velocemente e lo raggiunse.
Entrò nella macchina e come sempre la prima cosa che lui fece fu prenderla tra le braccia e baciarla.Poi partì accompaganti dalla musica di Avril Lavigne.E lei mise una piccola valigia dietro al sedile.
Lui le sorrise e disse:
"Quindi resti a casa mia dopo..."
Lei annuì sorridendo contenta.
Dopo una quindicina di minuti arrivarono e lui le disse:
"Non appena apro la porta, chiudi gli occhi, ok?"
Lei lo guardò stupita ma annuì.
Così lui parcheggiò e appena scesero, ed arrivarono al portone, lui inserì la chiave e lei chiuse gli occhi.
"Non preoccuparti sarà per un minuto solo.Ti guido io."
Così lui le diede la mano ed entrarono all interno.
Una volta arrivati nel corridoio vicini alla scalinata che portava di sopra disse:
"Ora puoi aprirli amore."
Così lei gli aprì e rimase stupefatta.Il suo ragazzo era l'uomo piu' romantico del mondo.Tutto attorno a loro candele profumate alla vaniglia accese, e sulla scalinata c'erano almeno mille petali di rose che adorava e che portava dritti nell altra stanza.Sembrava surreale.Era bellissimo.Lei si mise le mani avanti alla bocca, estasiata e poi lui la prese tra le braccia e come un principe la portò nella loro camera, dove la posò sul letto.Lei guardandosi attorno rimase ancora piu' stupefatta.Nella camera anche c'erano tante candele e tante rose bianche, le sue preferite.Poi dopo che lei si alzò per abbracciarlo stretto e ringraziarlo teneramente, lui la sorprese dicendole:
"Piccola mia questo è solo l'inizio.Aspetta un attimo."
Così andò verso il suo armadio e aprendo un'anta e poi un cassetto prese un piccolo pacchetto che poi le portò.
Lei intanto si era tolta le scarpe e aveva incrociato le gambe, aspettando curiosa e contentissima.
"Tieni amore, questo è per te."
Così lei guardò la grandezza del pacchetto e pensò subito ad orecchini.INvece quando tolse la carta, aprì il pacchetto rimase stupefatta, vedendo l'anello avanti a sè.
Lui le si avvicinò e disse:
"Piccola questo suggellerà definitivamente la nostra relazione e il nostro amore."
Lo prese dal pacchetto che lei teneva ancora in mano e lo sfilò mettendoglielo delicatamente all'anulare della mano sinistra.
Lei non riusciva a togliere lo sguardo da quell anello.Era davvero molto contenta.Finalmente erano fidanzati ufficialmente.Il suo programma finalmente si stava realizzando.
Così si gettò tra le braccia del suo uomo e cominciarono a baciarsi languidamente, stendendosi sul letto e stringendosi forte.Lui l'amava follemente, così cominciò a sfilarle la camicia per toccarle il seno, quei globi così perfetti, racchiusi sempre in uno strato di seta, che a lui faceva impazzire.Lei lo faceva impazzire letteralmente.Continuò così a baciarla e leccarla sul collo scendendo poi sui seni.
Mentre si stavano abbracciando, lei incominciò a piangere.
Lui la fissò e disse:
"Piccola perchè piangi?"
E delicatamente gliele tolse dal viso con una carezza.
"Sono così dannatamente felice."
Lo strinse ancora di piu'.
Lui si mise a ridere, rilassandosi di colpo.Era rimasto un po' in tensione.
Mentre si stavano coccolando, lei si ricordò del suo regalo, così disse:
"Amore anche io ho una sorpresa per te, aspetta un attimo."
Così si alzò dal letto, ormai mezza nuda e andò un po' piu' in là aprendo la piccola valigia che aveva portato, prendendo un pacchetto rettangolare e portandoglielo.
"Ecco tieni."
Poi si rimise nel letto, sfilandosi anche il pantalone, rimanendo in tanga e reggiseno di seta dorata.Lui non riusciva a staccare gli occhi di dosso dalla donna, quel corpo niveo, che veniva messo in risalto da quella biancheria.
"Sei bellissima amore."
La vide arrossire e lui la carezzò dolcemente.Poi aprì il pacchetto e rimase stupito.
"bellissimo tesoro.Un viaggio assieme in Scozia, una bellissima idea.Per me è un sogno, viaggiare e stare con te.Quando non ci sei, non puoi immaginare quanto tu mi manchi."
Poggiò il suo regalo sul comodino e poi la baciò nuovamente, stringendola a sè.
"Il mio regalo sei tu amore.Tu con me per sempre."
Le alzò le braccia mantenendole sul cuscino, mentre lui la baciava sul viso, sulle orecchie, sulla guancia, sul collo, per poi scendere nuovamente tra i seni.Non si sarebbe mai fermato, lei era sua, la amava la bramava.Dalla prima volta che l'aveva conosciuta.

Pov Bryan
Dopo essersi allenato, era andato in bagno per fare una doccia e uno shampoo. Adorava stare sotto il suo getto, l'acqua che scendeva su di sè, come a togliere tutti i suoi pensieri.Chiuse poi le manopole e uscì prendendo l'asciugamano e asciugandosi tranquillamente.
Poi andò nella sua stanza e aprì l'armadio, decidendo di vestire casual.Prese un jeans blu e una polo bianca e li indossò.Alla fine mise i suoi soliti stivali.Tanto era una festa tra amici.Si guardò allo specchio e vide che come al solito stava benissimo.La maglietta aderiva al suo torace e i jeans aderenti lo fasciavano abbastanza da renderlo sexy a tutti.Prese poi il suo profumo preferito e se lo mise, e dopo aver preso un giaccone pesante uscì.Doveva andare a prendere Mell e poi sarebbero andati assieme da Sarah.
Così prese la macchina e si avviò verso casa dell amica.Dopo una decina di minuti le mandò un messaggio e ma lei rispose di salire un po' a casa sua, perchè era ancora presto.Così lui parcheggiò e salì.Rimase stupito, la ragazza era vestita un po' come lui, un abito lungo e bianco, di pelle che aderiva al suo corpo come una seconda pelle.Stava davvero bene e sotto aveva messo dei tacchi dodici centimetri.Si era truccata di nero, che lei adorava.Non appena lui entrò, posò il suo giaccone sul divano e andò verso il frigo a prender una birra, che diede anche a lei.

Pov Francesco
Si stavano crogiolando nel letto, dopo un paio d'ore di amore.Lei era rannicchiata e felice sul torace del suo uomo, quando lui le disse:
"Piccola, che nè dici di un'altra sorpresa?"
"Un'altra?"
Rise contenta.
Così lui si alzò prendendola tra le braccia e andò verso il bagno.Anche lì c'erano candele e petali, ma la cosa piu' bella era la vasca.Era piena di petali bianchi e profumata di vaniglia.Lui entrò al suo interno sempre tenendola stretta a sè e si immerse sedendosi e stringendola.
"Ti piace?"
"MMMHHH Meraviglioso tesoro."
Rimasero così all interno della vasca con acqua calda, stretti stretti.Piano piano lui cominciò nuovamente a baciarla sulla spalla, sul collo alzandole i capelli, leccandola e baciandola.Sentendola tremare dall eccitazione.Ma poco dopo anche lei cominciò a baciarlo sulle labbra mordicchiandolo e succhiandolo sentendo un amore folle per lui.Continuarono a baciarsi e leccarsi per parecchio tempo, finchè l'acqua non si raffreddò, così lui la riprese tra le braccia e si alzò.Così come stavano andarono verso la camera e lui si stese tenendola stretta a se e continuando a baciarla, coprendola con il lenzuolo.
Trascorsero così un'altra ora.Lui non si saziava mai, ma tra poco, sarebbe iniziata la festa, così dopo averla baciata ancora sulle labbra ormai tumide dai baci ricevuti, si alzarono.E cominciarono a prepararsi.

Lei si alzò e si stiracchiò, il suo uomo era rimasto incantato e così l'aveva nuovamente stretta tra le braccia, baciandola languidamente e stringendola a sè di nuovo, preso dal suo profumo, un'essenza di vaniglia e donna, per poi lasciarla andare, facendola rimanere senza respiro.Poi andò verso l'armadio del suo uomo e aprì l'anta.Lei aveva lasciato alcune cose da lui, in modo da non avere problemi in occasioni come queste.Così sganciò un abito e lo andò a poggiare sul letto.Era un tubino grigio perla, elegante, aderente, che arrivava a metà coscia, con scollo tondo a fascia.Le stava di incanto.Prese i tacchi e li indossò e poi andò nel bagno a truccarsi e pettinarsi.
Inizialmente aveva pensato ad un jeans e un top, perchè era una cosa tra amici, ma era il loro anniversario, per cui lei aveva deciso di essere elegante piu' che mai, sorridendo mentre guardava il suo anulare sinistro che indossava quello splendido anello.
Mentre lo guardava, due braccia la strinsero a sè dicendo:
"Sei meravigliosa amore, lo sai?"
Lei si appoggiò al suo petto e rispose:
"grazie amore." Arrossendo.
Lui la fece girare e disse:
"Manca solo una cosa e poi sarai perfetta."
Andò verso l'armadio aprì l'anta e prese un cofanetto e glielo consegnò dicendo:
"Con questa sarai perfetta."
La prese e gliela allacciò al collo.Lei si guardò allo specchio.Non sembrava piu' lei, era davvero bellissima.Quella collana a girocollo, fatta da tante perline in argento che partivano da sopra per scendere giu' fino alla punta della scollatura, come un grappolo d'uva, era bellissima.Non c'era che dire.
Si girò verso il fidanzato e lo strinse forte a sè, dimenticandosi della pettinatura che si era fatta.Lui rise e la abbracciò forte, mormorandole:
"Ti amo tanto principessa."
Poi prese una camicia bianca e una cravatta blu, con sotto dei pantaloni classici e blu e le scarpe classiche.Eassieme scesero giu'.La prima cosa che fecero, fu di spazzare via i petali dalle scale e togliere le candele che ormai si erano consumate.
Poi lei sorrise:
"E' stata una bellissima sorpresa amore.Questi petali non li buttare, mettili in un contenitore e li mettiamo nel salone che ne dici?"
Lui sorrise e pensò: buona idea.Magari il rosso avrebbe pensato che quei petali a loro in precedenza sarebbero serviti per altro.Così annuì.Prese un piatto grande in argento e mise tutti quei petali lì dentro per poi poggiarli al centro tavola del salone.
Poi incominciò a preparare tante ciotole e all interno ci mise pop corn, patatine, noccioline, olive.Prese dal frigo varie bevande e le mise sul tavolo.Con parecchi tovagliolini di carta e forchette con coltelli.In quanto tra una ventina di minuti la pizzeria avrebbe portato sette tipi di pizza che avrebbe messo al centro tavola.
Poi la pasticceria avrebbe portato la torta piu' tardi.
Alla fine si misero seduti sul divano ad aspettare, lui la strinse a sè baciandola languidamente sulle labbra.Tutti dovevano capire che lei era sua.
Pov Bryan
Era arrivato sotto il palazzo di Francesco.Bussarono.E stesso loro andarono ad aprirli.
Bryan appena la vide rimase scioccato.Era bellissima.Sembrava una principessa delle fiabe.Incominciò a sentire una grande rabbia e una grande gelosia, quando notò che lui la manteneva per i fianchi stringendola a sè.Cercò di controllarsi.Non era neanche arrivato.Così diede una stretta di mano all uomo e un bacio sulla guancia a lei.Poi a lui porse la bottiglia e a lei il regalo impacchettato.
Si accomodarono e posarono i loro giacconi sull appendiabiti.
Bryan le disse, seppur di certo sentito dalla sua ipotetica ragazza e dal suo ragazzo:
"Sei bellissima stasera."
Lei arrossì.Sotto quello sguardo così caldo, sotto quell espressione così appassionata, incominciò a sentirsi eccitata.I capezzoli si inturgidirono.Però cercando di non guardarlo aprì il pacchetto e vi trovò all interno un carillon.Era bellissimo, sembrava un oggetto antico.Una base in argento contornato da tante perline a forma di fiori, la parte superiore invece era argentata con un'immagine di cigno in perla che nuotava in un laghetto contornato da un giardino pieno di rose, al suo interno c'erano un principe e una principessa che danzavano.
Era davvero bellissimo.Lo guardò e sorridendo gli disse:
"Grazie è davvero bellissimo."
Poi si alzò dal divano dove si era seduta e lo raggiunse sulla poltrona vicino e lo baciò sulla guancia, con delicatezza.
Non lo avrebbe dovuto fare, ma era rimasta molto contenta, e si sentiva enormemente attratta da lui, dal suo sex appeal, dalla sua bellezza, dalla sua mascolinità, dalla sua guancia che a qualche parte c'era ancora qualche punto di barba.E dal suo profumo intenso di maschio e colonia muschiata.Sentiva che le veniva la pelle d'oca per l'intensa eccitazione, e che incredibilmente cominciava a sentirsi bagnata.
Bryan invece al tocco delicato della sua bocca, si era eccitato da morire, aveva notato che il pantalone li andava stretto e che anche lei aveva la pelle d'oca.Anche se si vedeva molto poco, visto le maniche lunghe.
Gli occhi si erano appannati dall'intenso desiderio che aveva per lei.E un'intensa brama che cercò di controllare, lo prese del tutto.

Ma poco dopo, si risvegliarono da questa bolla tutta loro, quando Mell, lo abbracciò e incominciò a baciarlo sul collo.Così lei nè approfittò per alzarsi.Odiava che quella tipa lo baciasse, quella sera era bellissima davvero.Quel vestito di pelle faceva vedere la perfezione del suo fisico.Non poteva pensarci.Lei era fidanzata ed amava il suo ragazzo.Si guardò l'anello per un po', rimanendo pensierosa vicino alla finestra, persa nei suoi pensieri.
Fu Bryan che si stava alzando per raggiungerla e il suo sguardo si era posato sull' anulare contornato da un anello così bello e grande che lei fissava, con intensità ed amore.UNa rabbia pazzesca si impossessò di lui, che pensò, sono stato uno stupido, quel verme mi ha invitato solo per marchiare il suo territorio definitivamente.Ma non mi arrenderò.Chiuse il pugno con ferocia.
In quell attimo suonò il campanello e lei si girò per andare alla porta, così si trovò abbracciata nuovamente al suo ragazzo e assieme aprirono la porta.
Erano i colleghi di lavoro di Francesco, si salutarono con una stretta di mano e poi entrarono.Dopo poco arrivò la pizzeria e così entrambi i ragazzi misero tutto sui tavoli, direttamente col cartone e cominciarono a mangiare e bere.
Alcuni dei colleghi incominciarono a sfottere Francesco dicendogli:
"Allora come hai trascorso questa giornata?La sorpresa poi le è piaciuta?"
Lui rise e annuì.Poi rispose:
"Si la tua idea delle candele e dei petali sono state bellissime e grazie a questo, ho trascorso una giornata bellissima."
Ridendo si diedero il cinque.Poi presero la birra mangiando la pizza.
Bryan, era rimasto molto amareggiato da questo.I petali e le candele, quindi avevano avuto, supponeva, un'intensa giornata fatta di passione.Una gelosia feroce gli invase il corpo e l'anima, pensando a quei due che si amavano, a lei che gemeva il suo nome, a lui che la prendeva facendo un tutt uno.Non riusciva a pensare che lei non era sua, e questo lo faceva stare troppo male.
Ad un certo punto Mell disse molto piano, per non farsi sentire:
"Dedicati a me, io sarei la tua ragazza, scemo.Vedrai che lei si ingelosirà, non era questo il tuo piano?Che ti importa di ora, a te importerà quando sceglierà te, e poi lì dovrai stare attento, perchè dovrai farla tua per sempre, senza errori."
"Hai ragione Mell."
Si abbassò su di lei, baciandola intensamente.Un' unione di labbra, un bacio infuocato, stringendola forte.
Pov Sarah
Sarebbe dovuta essere la conclusione di una giornata bellissima, invece si stava torturando.Quando le labbra di Bryan, quelle labbra così sezy e belle, avevano toccato quelle di quella Mell, c'era rimasta male e un'intensa gelosia la invase.Non avrebbe dovuto provare nulla, avrebbe dovuto essere contenta per il fidanzamento ufficiale, per la festa romantica e il dopo festa con gli amici.Invece si torturava perchè in tutta questa confusione, lei si sentiva attratta da Bryan, ma amava Francesco con tutto il cuore.Allora perchè queste cose?Perchè a lei?Dopo tutto quello che aveva sofferto?

Pensieri
Pov Bryan
Era a lavoro, ma quel giorno non riusciva a combinare nulla.Nella sua mente sempre e soltanto la piccola Sarah.Ancora nella mente, la festa del giorno prima.Non avrebbe potuto dimenticare nulla.Quell anello che brillava sotto la luce, quell anello che diceva che lei era ormai fidanzata ufficialmente con quell bell imbusto.Però poi aveva notato uno sguardo di amarezza quando lui aveva baciato Mell.E aveva fatto caso che a lei veniva la pelle d'oca quando la toccava.Però lei non era sua.Era di un altro.Non poteva non pensare a quanto era stato stupido.Non poteva non pensare che poi alla fine lei era andata dal suo fidanzato, che l'aveva abbracciata forte.Non riusciva a on pensare che loro avevano una vita privata, una vita sessuale, una vita romantica, e lui nè era escluso, inevitabilmente.Mentre cercava in tutti i modi di conquistarla, lei aveva già una sua vita.E alla fine sembrava anche felice.Si poteva amare due uomini?Lui credeva di no, forse si poteva amare uno e sentirsi attratto dall altro.Una sorta di combattimento tra ragione e sentimento.UNa sorta di cosa come la ragione che desiderava una cosa e il cuore un'altra.Ma perchè doveva pensare a questo?Lui era a lavoro, e avrebbe dovuto occuparsi di un progetto molto importante.Si passò le mani nei capelli.Si sentiva uno schifo.Non riusciva a togliersi dalla mente loro due assieme, loro due che si baciavano, loro due che facevano l'amore, loro due che ridevano assieme, loro due che arrivavano all apice del piacere urlando, soprattutto lei che gemeva ebbra dal piacere per poi cadere su di lui, sfinita e soddisfatta.
I suoi amici e sua sorella si sarebbero sbellicati dalle risate.Lui circondato da donne da tutta la vita, che aveva rifiutato o era andato a letto avvisandole che non desiderava storie serie, si ritrovava in una situazione così complicata.Tutto a causa sua, la colpa era solo sua e di nessun altro.Ma ora come ora no poteva fare altro che quello che stava facendo.Purtroppo oggi non avrebbe combinato nulla.Il progetto che aveva la priorità non avrebbe avuto nessuna miglioria.Non riusciva a togliersi dalla mente Sarah, le sue labbra, il suo viso sorridente, il suo abito così elegante e così bello da farlo stare male, la mano di quello lì che la teneva stretta a sè.Il suo modo dolce di mangiare, di attorcigliarsi i capelli.Non riusciva a dimenticare quando il suo compagno la imboccava, quell'intimità quei sorrisi così dolci, così intensi, che li facevano stare in una bolla di intimità tutta loro, dove nessuno poteva entrare.
Decise che doveva distrarsi, altrimenti avrebbe avuto solo un fortissimo mal di testa e niente piu'.Così prese un break e scese a fare una passeggiata, fermandosi in un bar dove avrebbe potuto prendere un caffè e una colazione canadese.Erano pochi i bar che facevano colazioni diverse.Per fortuna, questa la faceva, così cercò di non pensare mangiando pan cakes e salsiccia con patate.Alla fine si sentì molto meglio.Forse ora avrebbe potuto tornare a lavorare dedicandosi al lavoro.Così dopo aver pagato tornò lentamente nel suo ufficio.Ma non appena mise piede al suo angolo di lavoro, arrivò un messaggio.Era di Mell e diceva:
"Che dici se stasera andiamo a ballare?Viene anche Marc."
A lui parve una buona idea.Forse era meglio solo loro, senza gli altri.Ma poi poco dopo arrivò un altro messaggio.Sempre di Mell che diceva:
"Ho chiamato anche Sarah Francesco e Dafne.Così possiamo continuare la nostra operazione.Contento?Non ringraziarmi."
Lui sorrise.Non c'era che dire.Quella sera l'avrebbe rivista.Era molto contento. Anche se ancora arrovellato da tanti pensieri.Alla fine tornò a lavorare e per il resto del tempo riuscì a continuare.
Pensava ancora a lei, desiderava abbracciarla, stringerla a sè, stare con lei, sentirla tremare mentre godeva, o semplicemente sentirla ridere perchè lui l'aveva fatta ridere.
Pov Sarah
Stava combattendo ormai da sola, da parecchio tempo.Si sentiva sempre piu' stanca, e sempre piu' insoddisfatta.Era a lavoro e non riusciva a pensare ad altro che a quello che era successo durante la festa del giorno prima.Era felice perchè si erano realizzati i suoi sogni.Aveva un buon lavoro e si era fidanzata con un uomo meraviglioso.Perchè non era soddisfatta?In realtà il problema sorgeva solo qunado si faceva vivo Bryan.Perchè quando lui non c'era lei si sentiva felice con il suo uomo perfetto che le aveva regalato la perfezione in tutto e per tutto.Si guardava l'anello con un sorriso a 32 denti.Perchè allora appena vedeva Bryan, perdeva letteralmente il controllo del suo corpo totalmente?Si inturgidivano i capezzoli e addirittura si era bagnata.Non si poteva dire che sessualmente fosse insoddisfatta, difatti da poco piu' di un'ora il giorno prima era uscita da una performance meravigliosa nella vasca da bagno e al solo pensiero si sentiva nuovamente eccitata.Il suo ragazzo era fantastico, ma perchè sentiva ancora tanto per quel canadese così stronzo e magnetico?Per lei non sentiva nulla.Voleva solo fare come aveva fatto quando era giovane e difatti lo dimostrava con quella Mell, lui cercava di conquistarla, ma aveva una ragazza.Bella roba.Non ci si doveva comportare così.Ma forse non era la sua ragazza, magari era solo un'avventura?Non aveva detto che lui non aveva una fidanzata?E che quella Mell era una amica?Forse scopa amica?Ma qualsiasi cosa fossero, a lei non doveva importare.Avrebbe dovuto parlare un po' con Dafne.Ormai non sapeva come fare.Il suo corpo si ribellava alla sua mente.Il suo corpo avrebbe dovuto obbedire alla sua mente, ed invece non lo faceva, reagiva come voleva e non andava bene.Lei doveva organizzare la sua vita in ogni singolo momento senza lasciarsi andare, altrimenti avrebbe potuto avere un altro crollo e questa volta non c'è l'avrebbe fatta.Senza la protezione di Francesco che fine avrebbe fatto?Il suo castello sarebbe finito in mille pezzi e non poteva permetterselo.Questo mai.Chiuse la mano a pugno, mentre catalogava le medicine sul pc.
I sogno non si realizzavano da soli, bisognava combattere estenuamente, fino all ultimo per farli realizzare.Lei non era piu' una bambina di dieci anni che desiderava che il principe la venisse a prendere col suo cavallo bianco, come in Pretty Woman.Quel film lei lo adorava, ma non racchiudeva nulla della realtà.Chi nasceva come lei, restava come lei.Non perchè una prostituta non poteva diventare una signora in quanto si era innamorata davvero, ma perchè avrebbe dovuto soffrire per sempre.E sarebbe stata un'intensa agonia.Come succedeva a lei.Si alzò le maniche della sua camicia e guardò le cicatrici sui polsi.Non avrebbe docuto ricaderci mai piu'.Guardò l'orologio e notò che erano le quattordici.Così andò a chiamare Dafne per vedere se voleva mangiare qualcosa con lei.
Mentre stava andando, la vide chiacchierare con un nuovo collega.Sembrava la solita ragazza allegra di tanti anni prima.Lei non era cambiata.O forse si, lei non raccontava molto di sè alle persone.La conosceva da anni, ma di lei si sapeva poco.Preferiva ascoltare.Aveva avuto un ragazzo anni prima, la sua relazione era durata parecchi anni e poi era stata abbandonata all altare, da allora non si era fidanzata piu', ma solo sesso.E continuava così dando consigli simili anche a lei.Ora aveva preso di mira il collega.
Lei allora le mandò un messaggio che diceva:
"Andiamo a mangiare una pizza assieme?"
Quando Dafne aprì la sua app whatsapp e lesse il messaggio, aggrottò le sopracciglia prepccupata.Quando l'amica diceva pizza, erano guai in vista.Così rispose:
"Ci vediamo tra dieci minuti all ingresso."
Mentre aspettava all ingresso fumando una sigaretta, arrivò un altro messaggio.Prese il cellulare dalla tasca posteriore dei pantaloni e lesse.
Era Bryan che le chiedeva se andava a ballare quella sera.Oppure preferiva di no e se in quel caso avrebbe preferito andare con lui da qualche parte.
Se ne era dimenticata presa da tutti quei pensieri, ma forse le faceva bene andare.Cose da pazzi perchè mai le diceva una cosa simile quando aveva una storia con quella?Così rispose:
"Si veniamo in discoteca ci vediamo lì."
Il cuore aveva cominciato a battere all impazzata.Era incredibile che un semplice messaggio l'aveva fatta agitare a quel modo.Mentre stava così arrivò un altro messaggio.Questa volta era del suo compagno.
"Principessa ci vediamo alle sedici.Ti vengo a prendere.Ti amo."
Lei sorrise.Bastava poco per farla tornare in sè, Sarah la donna combattiva e non Sarah la donna piagnucolona che si deprimeva.Anche la sua psicologa glielo aveva detto.Lei era un soggetto debole.Per cui doveva forzare se stessa e reprimere la sua debolezza per diventare forte.Lasciare le sue paure e le sue incertezze che le venivano dal cuore e solo da quello e pensare al cuore e alla ragione.Così rispose:
"Non vedo l'ora amore."
Non si rese conto di avere mandato quel messaggio a Bryan.
Poi vide che Francesco non rispondeva e lo mandò di nuovo sorridendo.
In quel momento arrivò l'amica.Sotto braccio si avviarono verso una Rosticceria lì vicino.
Dopo aver preso un calzone e un panino napoletano con birra ognuno, andarono a sedersi lì fuori.
"Allora dimmi."
Lei la fissò e poi rispose:
"Non hai idea di come sono pensierosa.Dovrei essere la donna piu' felice del mondo e invece dopo che mi sono costruita tutto gradino per gradino, adesso sento una brama sessuale per due uomini, il mio ragazzo cosa buona e giusta e Bryan, il ragazzo per il quale ho sofferto anni fa.Mi sento molto sconfortata.Quest'uomo mi ama e mi ha regalato il suo cuore e la sua anima facendo di me la suafidanzata.Ed io?Io sono una stronza perchè quando vedo Bryan mi eccito come un animale in calore, anche se poco prima ho avuto dell amore stupendo."
Lei le carezzò i capelli.Sapeva della sua fragilità e del fatto che la sofferenza per quel Bryan non era ancora passata, anche se lei aveva sofferto come non mai, arrivando anche a quasi un suicidio.Dopo un mese dal suo ritorno, si era chiusa in casa e si era trascurata moltissimo, doveva trascinarla al lavoro, e riportarla a casa, doveva forzarla a mangiare, a lavarsi, ad uscire, a fare i servizi per la sua sopravvivenza la spesa e alla fine dopo quattro lunghi mesi quando pensava che stava risalendo la china, era salita per andarla a prendere e l'aveva trovata nella vasca da bagno e i polsi tagliati.Aveva chiamato subito l'ambulanza e da lì era stata solo una guerra tra medici psicologi e lei la sua amica che aveva bisogno di forza per superare le avversità della vita.Non poteva immaginare quanto dolore anche lei aveva subito a causa di Malcom, quando era stata abbandonata.Le cicatrici non vanno via.Restano anche se piccolissime.
Tornò in sè.Non era questo il momento di soffermarsi al passato.
"Devi essere forte, Sarah, ricordati.La forza devi dartela da te stessa.Non devi vacillare.Questa attrazione che provi, di certo è uno strascico di quello che provavi anni fa.Non devi ricaderci.Tu hai un uomo che ti ama.E' un conto un'avventura senza farti scoprire, cosa che credevo fosse con Bryan prima di sapere chi fosse, un conto che è lui.Non devi ricaderci.Quello è uno stronzo."

Dopo poco tornarono a lavoro.
Pov Bryan
Dopo l'arrivo di quel messaggio era rimasto in preda allo schock.Sapeva che non era diretto a lui, per cui si era ingelosito così tanto da buttare in terra tutto quello che c'era attorno a lui, Era tornato a casa da poco e stava vicino al pc.Aveva gettato a terra, penne, porta penne, telefono, tazza del caffè e cucchiaino, lettere e documenti con una manata.

Una furia cieca lo stava circondando, come poteva essere che sentiva una rabbia così profonda e così cieca?Avrebbe distrutto di tutto se avesse avuto altre cose lì davanti a lui.Lasciò tutto così e andò ad allenarsi con il suo sacco da boxe, in slip e canotta.Era meglio che distruggere casa.
Dopo un'ora ancora era teso e arrabbiato.Tutto sudato.Aveva deciso di continuare ancora un po'.Doveva scaricarsi quanto piu' possibile, perchè la sera doveva farsi vedere allegro e tranquillo come sempre.

Pov Melissa
Si sentiva euforica, quella sera sarebbe uscita con Bryan.Sapeva che lui la usava per ingelosire l'italiana, ma era contenta lo stesso.I suoi abbracci, le sue carezze, i suoi baci, gli incontri infuocati di lingue e labbra, erano anni che lo amava.E questo piano che faceva comodo a lui, faceva comodo anche a lei, si sarebbe fatta conoscere ancora meglio sotto il punto di vista romantico e lui l'avrebbe scelta, altro che quella stupida di Sarah.Lei lo amava da anni e aspettava questa possibilità da parecchio tempo, ancor prima che partisse per la Polonia.Poveri stupidi.Avrebbe fatto in modo che quella sarebbe rimasta col fidanzato e che Bryan fosse suo.Sapeva che lui non riusciva a fare al meno del sesso, lo avrebbe incatenato con quello, una spirale che si sarebbe avvolta piano piano attorno a lui.Non avrebbe potuto lasciarla andare piu'.Tutti credevano che fosse una civetta, nessuno sapeva, forse lo aveva intuito solo il suo migliore amico di sempre.Ma lei avrebbe tenuto la bocca chiusa e avrebbe continuato il suo piano, fino alla fine.Lei avrebbe fatto quaunque cosa per lui, anche essere solo un'amica, ma avrebbe combattuto fino alla fine.Lei per anni era stata solo questo, perchè lui non la vedeva come donna, ma solo come amica, sorella del suo migliore amico, ma questo sarebbe finito.In bene o in male avrebbe combattuto fino alla fine.Contenta piu' che mai iniziava a farsi due spaghetti, anche se preferiva la cucina canadese, gli spaghetti al sugo erano ottimi e poi si sarebbe andata a riposare un po'.Quella sera doveva essere stupenda.

Pov Francesco
Erano le sedici e lui come sempre era avanti al parcheggio del luogo di lavoro della sua principessa.
Era felicissimo, dopo la festa, pensava che il rosso non avrebbe dato piu' fastidio.Aveva capito che lei era sua.Si era accorto del momento in cui lui aveva visto l'anello.Lei era alla finestra a guardarselo con un grande sorriso, e lui si stava alzando quando lo aveva notato.Splendeva enorme sul dito sottile e lungo.Quello era il suo marchio.Lei era semplicemente e assolutamente sua.Aveva visto che si era arrabbiato, che aveva stretto le mani a pugno e se fosse stato da solo, di certo si sarebbe sfogato in qualche maniera violenta.Quel ragazzo sembrava una bomba pronta ad esplodere.Cercava di controllarsi ma si vedeva che aveva bisogno di continuo controllo.Ma poi la sua ragazza o scopa amica le era andata vicino e tutto era stato annullato.La cosa che adorava in lei invece era il fatto che aveva bisogno di lui, del suo amore della sua protezione, e dopo la festa erano stati lungamente abbracciati nel loro letto a coccolarsi e fare l'amore.Quando per la stanchezza lei era crollata, si era rannicchiata vicino a lui, stringendolo e solo il dolce respiro e l'aprirsi delle sue tumide labbra gli aveva fatto compagnia mentre la stringeva a sè e cadeva nuovamente nel sonno anche lui.
Avrebbe dovuto dirle che tra una settimana sarebbe dovuto partire di nuovo.Questo ennesimo viaggio, a lui non faceva nessun piacere.Lasciarla da sola, significava che il rosso avrebbe potuto fare qualche mossa.Ma credeva molto nella sua fidanzata e di certo non sarebbe successo nulla.
Guardò l'orologio. Era ora. Sorrise con gioia. Accompagnarla e venirla a prendere era una gioia immensa per lui, e lo sarebbe stata ancora di piu' quando tra poco lui le avrebbe chiesto di convivere e poi sposarlo tra un anno o due.Dopo qualche minuto vide lei e Dafne camminare vicine che uscivano.Lui alzò il braccio salutandola e chiamandola.

Pov Sarah
Dopo essersi sfogata, si sentiva meglio e ora due ore dopo, stava uscendo contenta con l'amica di sempre.Mentre stavano uscendo aveva sentito la voce del suo fidanzato chiamarla.Lei aveva alzato lo sguardo e lo aveva visto.Così invasa dalla pura gioia lasciò l'amica e disse a stasera, e poi corse verso di lui, che aprì le braccia e la strinse a sè.Poi abbassò lo sguardo verso il suo e la baciò.Fu un bacio dolce e languido, un bacio che univa due cuori e due anime.
Si staccarono, e si misero in auto.
Mentre lui guidava le disse:
"Ti va davvero di andare a ballare stasera amore?"
Lei rispose:
"Perchè no?Stare tra le tue braccia mentre balliamo deve essere stupendo tesoro."
Lui rise.Poi rispose:
"Tu puoi stare sempre tra le mie braccia amore.Però è vero, ogni scusa è buona anche per me, di stringerti forte e baciarti e magari sussurrarti parole tenere all orecchio, mentre la musica incalza e nessuno sente."
Lei ridacchiò contenta.Perchè doveva pensare a uno come Bryan quando aveva Francesco con se?
Lei gli strinse la mano che aveva poggiato sul cambio, che lui strinse a sua volta.
"Tesoro tra una settimana dovrò partire di nuovo.Andrò in Irlanda per un viaggio di cinque giorni.Mi mancherai da morire."
Lei lo guardava.Si sentiva triste per il fatto che andava via e poi disse:
"Anche tu mi mancherai.Ascolta che nè pensi se in questa settimana resto da te?"
Lui le sorrise contentissimo e annuì.Sarebbe stata tra le sue braccia tutte le notti e tutti i giorni fino alla sua partenza.Era l'uomo piu' felice del mondo.
Così andarono a casa di lei, si fermarono e uscirono assieme.Lei aprì il cancello esterno e poi entrò nel palazzo, dove entrambi salirono in ascensore.Avrebbe dovuto prendere qualche panno in piu'.Quelli che aveva da lui erano pochi.Per cui entrarono , dopo che lei aprì la porta e toltosi le giacche lei gli disse:
"Che nè pensi di un caffè?"
"Va bene."
Così prese la macchinetta, la aprì, ci mise l'acqua e la chiuse con il filtro, prese il caffè dal mobile accanto a sè e con un cucchiaino lo mise e poi chiuse la macchinetta mettendola sul gas.
Preparò due tazzine e cominciò a mettere due cucchiaini di zucchero dentro la macchinetta, che aveva lasciato con il coperchio aperto.Non appena vide che il caffè usciva, cominciò a girare.Quando arrivò sopra a tutto, spense il gas e con il guanto con gli orsetti, prese la macchinetta e versò il caffè nelle tazze.

Lo bevvero con tranquillità trasferendosi sul divano e abbracciandosi dolcemente.Posarono le tazze sul ripiano dei liquori e poi si accoccolarono e cominciarono a baciarsi languidamente nuovamente, stringendosi forte, un gioco di labbra e di lingue.Lui le mordicchiava il labbro inferiore facendolo arrossare, poi lo leccava caldamente.Lei era sua, lo sarebbe sempre stata, continuò a baciarla e mordicchiarla almeno per un'altra ora, e poi lui la prese tra le braccia e la portò nella camera da letto.
Avrebbero dovuto stare solo un'oretta.Lei avrebbe dovuto preparare solo una borsa. invece dopo tre ore di amore intenso, lei si trovava su torace del compagno, stretta a lui con i capelli che scendevano a coprire i capezzoli, che lui guardava con meraviglia.Il corpo della sua giovane donna era magnifico.Era niveo, formoso, i suoi capelli scendevano a coprire dei capezzoli rosei e grandi, li adorava.Era formosa.Aveva un po' di pancia.Ma per lui era perfetta.Le cosce che aderivano alle sue.Le sue gambe che erano attorcigliate alle sue.Scuro e chiaro.Un mix fantastico.Lei era fantastica.Il suo sguardo che si incastrava nel suo.UNa mano di lui a carezzare una guancia di lei.Alla fine lei che si rannicchiava sul suo corpo, stringendolo forte appagata.Lui che la stringeva a sè, carezzandola dappertutto, mai sazio di lei, sentendo sotto i palmi le rotondità generose della sua donna e i glutei formosi.Le alzò nuovamente il viso e le suelabbra la raggiunsero, chiudendo la bocca sulla sua.Baciandola, ancora e ancora.Non avrebbe smesso mai.Lui l'adorava.Dividersi sarebbe stato orribile.Verso le diciannove, finalmente sazi si erano alzati e lei nuda aveva cominciato a prendere uno zaino per mettere alcuni panni, ma lui non desiderava lasciarla andare, così continuava a stringerla a sè, carezzandola e baciandola sul collo, sui capelli, sulla schiena.Era così sexi, così bella.
Lei ridendo, lo fece fare.Le attenzioni del compagno le adorava.Nello stesso tempo aveva preso alcuni slip, alcune calze, e qualche jeans con camicette e pullover.Si portò alcune scarpe che mise dentro e poi chiuse lo zaino.
Lui la fece girare e continuò a baciarla stringendola a sè.Poi mormorò:
"Stasera restiamo qui amore, usciamo solo per andare a ballare e poi stanotte ci ritiriamo da me, ok?"

"Va bene tesoro."
Così continuarono ad amoreggiare per un'altra ora, e alla fine nudi e felici erano scesi giu' per prepararsi una cenetta.
Lui continuava a starle addosso baciandola e stringendola.Non voleva lasciarla per nessun motivo, così divertendosi a camminare con il compagno che la stringeva, si era avvicinata al frigo prendendo un paio di fette di pollo e una busta di insalata.
Si avvicinò alla padella, dove vi versò un po' d'olio e appena cominciò a soffriggere ci mise le fettine.Ci mise un po' di sale e le lasciò cuocere, mentre in una ciotola preparava una veloce insalata pronta, mettendoci solo limone sale e un po' d'olio.
Sempre giocando con il suo corpo, baciandola e leccandola sul collo e sulla base della schiena, lei riuscì a mettere la carne nei piatti e prendere al volo due forchette e due coltelli.Così lui la prese in braccio mentre lei reggeva i piatti con la carne e l'insalata e la portò sulla sedia vicino al tavolo in braccio a lui.La imboccò , ricordandosi qualche volta anche di lui e mangiarono tutto in poco tempo, mentre lui le toccava con la mano libera, le cosce, fino ad arrivare ai petali che sfiorò con amore, titillando dolcemente prima e poi velocemente il suo interno, facendola gemere dal piacere.A lui non importava di se stesso, ma solo di lei.a lui piaceva sentirla gemere dal piacere, in qualsiasi momento, anche in uno come quello, a tavola, mentre mangiavano.Lui poteva fare questo e tanto altro.Quando arrivò sfinita si rilassò su di lui e lui sorrise .

Intorno alle venti e trenta, si erano alzati e si erano fiondati assieme dentro la doccia, ridendo come ragazzini, lavandosi a vicenda e divertendosi come non mai.Uscirono bagnati e gocciolanti, ma fu lui a volerla asciugare, poco alla volta.Si perdeva in lei, nel suo viso, nel suo corpo, nella sua bellezza esterna ed interna.La baciò delicatamente e poi la prese in braccio portandola dentro la camera.Qui la posò a terra con delicatezza e così lei prese un tanga rosa e un reggiseno abbinato in seta, poi un fuson aderente con relativa camicetta dorata ed infine un pullover del compagno che indossò sopra.Gli andava enorme, ma lei si sentiva protetta e calda, inondata dal suo profumo.Lui le sorrise, avvolgendole un po' le maniche e disse:
"Stai benissimo amore."
Poi anche lui si vestì.Aveva lasciato alcune cose anche lui lì e quella sera prese un jeans antracite con camicia bianca e pullover nero con stivali, e dopo essersi pettinati, lei passò al trucco.Si mise la matita sopra e sotto gli occhi, con rossetto bronzo e un tocco di fard.Si spruzzò il suo profumo preferito e così ridendo ancora si misero i giacconi e uscirono di nuovo.

Capitolo 6 discoteca
Andarono abbracciati verso la macchina, lui aprì le sicure con il telecomando e poi aprì o sportello facendola accomodare. Lei salì subito, mettendosi la cintura di sicurezza. Poi salì anche lui e dopo aver messo in moto partì.Mentre camminava, prese tra le sue la mano della sua ragazza e poi la strinse, appoggiandola sulla sua gamba.Era felice, perchè non capitava spesso che riusciva ad uscire con lei, assieme agli amici, in quanto sempre in viaggio di lavoro.Ma uscire con la sua fidanzata era un privilegio.Prese dalla sua gamba la mano e la portò alle labbra baciandola.E lei cominciò ad eccitarsi.Dopo una quindicina di minuti, arrivarono alla discoteca.Lessero l'insegna Rasputine.Parcheggiarono e poi lui prima di scendere la aiutò a mettere il giaccone e il cappello, per poi scendere, dopo essersi scambiati un bacio.Poi stretti stretti ridendo arrivarono fuori al locale. Lei si guardò attorno per vedere dove erano tutti.Alla fine riuscì a vedere Dafne, che cercava di chiamarla alzando il braccio e quando lei la vide , la raggiunse e si abbracciarono.Lei educatamente salutò anche il suo fidanzato e poi dissero:
"Ma dovevano venire anche Mell e Bryan vero?"
Neanche a farlo apposta vide un uomo che surclassava di molto le altre persone attorno a loro con i capelli rossi, così anche lei si sbracciò per farsi vedere.Non appena loro la videro, li raggiunsero. Lui si abbassò per darle un bacio e finalmente tutti insieme entrarono.
Pov Bryan
Dopo aver trascorso il pomeriggio al sacco da boxe per sfogare la rabbia, si era poi fatto la doccia e vestito, con jeans, stivali e camicia con pullover, molto casual, per poi andare a prendere Mell.Ma anche se aveva fatto del suo meglio per calmarsi, ancora ci pensava, quel messaggio lo aveva fatto incazzare a morte, perchè avrebbe voluto che fosse per lui, e ogni volta che ci pensava rivedeva nella mente l'anello enorme su quella mano candida e lunga.E questo lo faceva incazzare ancora di piu' , perchè si rendeva conto che la sua missione era diventata ancora piu' difficile.Ma lui non si sarebbe arreso, già aveva fatto un gran numero di cazzate con lei, adesso doveva finire e doveva farcela.Così prese la giacca e uscì per andare a prendere Mell, ridendo.Il loro piano sarebbe andato davvero bene.Quella sera le avrebbe dedicato parecchio tempo, sperando che lei si ingelosisse, avvicinandosi a lui e lasciando quel fesso del ragazzo per un po'.Quando una decina di minuti dopo si trovò sotto casa di Mell, le mandò un messaggio su whatsapp e lei dopo poco scese.Velocemente si mise in auto e poi partirono.Dopo aver parcheggiato, si trovarono ad affrontare un sacco di persone, per cui pur girandosi attorno non vide nessuno, così prese la mano della sua amica, per non perderla, e poi cercò di avvicinarsi all ingresso.Forse erano lì.Fu in quel momento che la vide, si sbracciava.Quella ragazza meravigliosa, col cappello e con quella espressione buffa lo stava chiamando sbracciadosi.Lui le sorrise e cominciò a correre.Era bellissima, l'unica cosa stonata era che stava mano nella mano col fidanzato.La nota stonata era proprio lui. Una persona che non avrebbe dovuto esserci in mezzo a loro.

Pov Sarah
Erano ormai entrati e erano andati a sedersi, togliendosi le giacche e i cappotti da dosso.Poi mano nella mano, lei e il suo fidanzato andarono al bancone per prendere un' ordinazione, presero entrambi un cocktail alcolico con snackini, che poi portarono al tavolo, che cominciarono a bere e mangiare.Lei ormai aveva deciso che sarebbe stata col ragazzo, per cui, anche se si era eccitata, e che i capezzoli si erano inturgiditi al solo farsi sfiorare da quelle labbra, lei non si sarebbe staccata da lui, neanche un minuto.Era incredibile.Lui stava parlando con la sua scopa amica poco piu' in là ma lei era rimasta quasi inebetita a fissarlo.Era in una sola parola, l'essenza del maschio, sexy e mascolino.Praticamente perfetto, e quei capelli rossi, quello sguardo languido puntato su quella tipa.Era pazzesco come le cose erano strane.Così senza pensarci due volte, si girò verso il ragazzo e disse:
"Che dici se andiamo a ballare?"
Lui le sorrise e annuì.Così sempre con la mano nella mano andarono in pista.La musica era molto rumorosa e tutti stavano ballando da soli con quel ritmo rimbombante, invece loro due cominciarono a ballare abbracciati, come fosse stato un lento.Lui la stringeva forte a sè e lei si era accoccolata su di lui.Il profumo del suo uomo, le aveva fatto dimenticare Bryan, sentiva nuovamente i capezzoli che si inturgidivano, era così felice tra le sue braccia.Si sentiva al sicuro.
Non c'era bisogno di parlare.Lui la stringeva e lei si faceva stringere. Non desiderava altro.Non doveva pensare ad altro.Anche se qualche volta con la coda dell occhio, vedeva Bryan che si baciava con quella Mell e una fitta di inspiegabile gelosia la invadeva, rendendola amareggiata e triste, seppur ancora eccitata per l'abbraccio del suo fidanzato.Lui la stringeva a sè, poi con la bocca, si avvicinò alla sua guancia, al suo orecchio mordicchiandoglielo e sussurrandole:
"Sei bellissima."
Lei era arrossita come sempre, ma si sentiva sempre felice per quei complimenti.
Poi pensò che forse era meglio che andasse in bagno, doveva riprendersi un attimo.Anche se felice tra le braccia del suo fidanzato, si sentiva eccitata e ogni volta che guardava Bryan, si rendeva conto che era sexy da paura, che quei capelli rossi, alla luce del neon diventavano di tutti i colori così come il viso e il corpo, era davvero possente, alto muscoloso e possente da paura.Era eccitata per Bryan ora, anche se quando il ragazzo la baciava sulle orecchie o sugli occhi, o sul naso, o sul collo, si eccitava anche per lui.Dio davvero si sentiva esausta, doveva andare al bagno.Così disse :
"Amore, devo andare al bagno."
"Ok torniamo al tavolo, io ti aspetto lì."
Così usciti dalla calca, lei si avviò al bagno, ancora tremante.E cominciò ad arricciarsi i capelli, per il nervosismo e l'ansia.

Pov Bryan
Si era roso il fegato tutto il tempo, prima mentre mangiavano gli snacchini, poi quando erano andati a ballare, in mezzo alla calca, stringendosi forte come se fossero gli unici a ballare, in una bolla di intimità dove nessuno poteva entrare.Lui guardava quel ragazzo che la abbracciava, che la baciava, che la coccolava e pensava che sarebbe potuto essere lui, se non avesse fatto il fesso.Ma poi aveva visto che lei si era staccata per andar al bagno.Così smise di baciare Mell e si alzò dicendole che doveva andare al bagno anche lui.
Mentre la seguiva aveva visto che si attorcigliava i capelli, quindi era nervosa o imbarazzata.A lui quel gesto faceva tanta tenerezza, per cui prima che potesse entrare nel bagno, le prese il polso, e lei si girò fissandolo. E lui le disse:
"Sarah, piccola, perchè mi eviti?Che nè dici se balliamo insieme?"
Lei lo stava fissando stupita.Come aveva potuto capire che lei lo stava evitando?Anche se lei desiderava follemente stare con lui, ma anche col ragazzo?
"Perchè no?Dopo magari balliamo insieme, noi quattro ok?"
"Che c'è sei gelosa?"
Lei lo fissò e anche se lo era e molto gli disse:
"Perchè dovrei esserlo quando sono fidanzata?"
Però avendo ancora il suo polso nella sua stretta si rese conto che era eccitata, e nel contempo nervosa, in quanto si arrotolava ancora qualche ciocca di capelli.
"Non essere nervosa, ok?Balleremo in quattro, vorrei solo che parlassimo di piu', sembra che dalla festa non abbiamo potuto parlare piu' come facevamo prima."
La vide rilassarsi e dire:
"Hai ragione, lo sai?Dimmi allora da quando Mell è diventata la tua ragazza?"
Lui sorrise e nascose un ghigno compiaciuto. Lui pensava che il piano non funzionasse, invece funzionava anche se ci sarebbe voluta pazienza.Così rispose:
"E' successo all improvviso, quando ci siamo incontrati quella volta, non stavamo assieme, ma poi in poco tempo le cose sono cambiate.Sto bene con lei, ciò non toglie che desidero conoscerti meglio.Incontrarti di nuovo è stata una vera fortuna e non voglio sprecarla."
Vide che lei era delusa, anche se durò per un attimo, perchè poi lei contenta le disse:
"Sono contenta per te, anche perchè io sono fidanzata e lo amo.Tutti meritiamo un'altra chance.Le cose cambiano."
Pov Sarah
Era una stupida, come era possibile che si sentisse delusa?Lui aveva Mell e lei Francesco, ma cosa desiderava ancora?Era andata al bagno per sentirsi meglio e invece era ancora piu' turbata di prima.Il cuore che batteva molto forte, e l'eccitazione ancora a mille.Ma adesso le cose erano diverse.Sapendo che lui ormai era fidanzato, poteva tornare a chiacchierare con lui, anche se doveva stare attenta, perchè lei anche se fidanzata si sentiva inevitabilmente eccitata all inverosimile.Perchè proprio lui?Perchè non poteva essere lasciata in pace?Perchè lei?Non bastava quello che aveva già passato?

Pov Bryan
La vide ad un tratto pallida, stanca con l'altra mano sul viso, come a schiarirsi le idee.Sorrise, di certo le cose stavano andando avanti.Così disse:
"piccola ti aspetto al tavolo ok?"
"Ok"
Poi lei pensò che in quella serata avrebbe potuto stordirsi e sentirsi meglio, così raggiunse il bancone e prese un altro cocktail forte.Poi si diresse al tavolo, sedendosi vicino al fidanzato e dopo averlo bevuto tutto disse:
"Ragazzi dai andiamo insieme a ballare."
Così lei si tolse il pullover che fino ad ora aveva tenuto e lo appoggiò sulla sedia e poi andarono tutti insieme scatenandosi.
Invece di ballare abbracciata al ragazzo, cominciò a muoversi a suon di musica, risultando molto tenera e sexy, soprattutto per Bryan, che non l'aveva mai vista così vivace.Forse era un po' brilla e sorrise ancora di piu'.Forse voleva schiarirsi le idee ma non voleva piu' pensarci, così le si avvicinò e cominciò a muoversi vicino a lei, cercando di ballare e toccarla.Però dall altro lato c'era Francesco che lo guardava con molto astio.Perchè poi doveva avvicinarsi a lei quando aveva una ragazza e per di piu' così deliziosa?
Bryan continuava a muoversi strusciandola a suon di musica, finchè lei non si girò ballando con gli occhi chiusi e per un attimo la vide ancora piu' bella, perchè libera da ogni tabu'.Così senza importarsi di Francesco nè di Mell, la prese e cominciò a ballare muovendosi avanti a lei, mantenendole le mani, ridendo e divertendosi, e così anche lei cominciò a farlo ridendo e ballando, muovendosi sinuosamente, facendole fare anche alcun passi di tango, terminando con un caschè, che la fece ridere senza controllo.Non ebbe molto tempo, perchè mentre ballava con lei, si intromise Mell, che cominciò a strusciarsi dietro di lui e a quel punto, Francesco la prese e la strinse a sè ballando con lei con amore e tenerezza, tenendola al sicuro.Quella sera lei era brilla.Non l'aveva mai vista così allegra con gli amici, evidentemente non era in lei completamente. Sorrise, lei diventava così sempre quando facevano l'amore o quando si coccolavano e giocavano insieme.
Fu breve ma intenso.Bryan si era eccitato, avrebbe voluto abbracciarla e vederla libera e serena sempre, così come si era sentito anche lui per un attimo tenendola stretta a sè.M apoi si era intromessa Mell, certo lui alla fine se anche per finta, ma stavano insieme, e non poteva trascurarla.Ma per lui Sarah era molto importante, non aveva paragoni con nessun altro.
Però poco dopo lei disse allegramente:
"Dai balliamo."
Così si staccò dal fidanzato e cominciò nuovamente a dimenarsi sinuosamente inconsapevolmente, così anche il ragazzo cominciò a ballare come lei ridacchiando, facendole fare anche un passo di valzer, e nel frattempo che girava, si intromise nuovamente Bryan, che la afferrò e le fece fare un'altra giravolta, per poi stringerla a sè, per poi farle fare alcuni altri passi di tango, tenendola vicino.Lei intanto rideva e non pensava piu' a nulla.Era certa di essere brilla.Quella sensazione di piacere e di vuoto era bellissima.Proprio quello desiderava.Si sentiva contenta e si stava divertendo come non mai.Ad un serto punto si mise a ballare vino a loro anche Dafne, per cui lei si girò e cominciò a ballare liberamente anche con lei, abbracciandola e facendo passi sensuali.Ridendo e divertendosi un mondo, ballando insieme, facendo giravolte.Poi ad un certo punto andò verso un tavolo vuoto e vi salì seguita da dafne e Bryan continuando a ballare, scatenandosi piu' che mai con movenze sensuali e smorfiette divertenti.Dopo un'altra mezz'ora, Francesco non si stava piu' divertendo, l'aveva presa tra le braccia caricandosela in spalla e portata al tavolo, dove le fece mettere nuovamente il pullover e lei stava ancora ridacchiando appoggiandosi a lui, sorridendogli e facendogli un broncio contenta, per cui lui si abbassò e la baciò e alla fine prese il giaccone e il cappello, glielo mise, e poi dopo averlo indossato anche lui, uscirono, anche se lei quasi veniva trascinata, in quanto sarebbe rimasta un altro po'.Ma era brilla e quasi non si rendeva piu' conto.
"Dai amore restiamo un altro po', dai..."
"No tesorino, andiamo a casa, così potrai fare quello che vuoi ok?"
"Me lo prometti?"
Il suo sguardo era languido e dolce e lui le sorrise annuendo.
Mentre si mettevano in macchina e partivano, Bryan era rimasto a guardarli andare via.Il suo piano stava faticosamente andando avanti e aveva visto anche qualche miglioria.Ma quando lui aveva visto lui che la prendeva dal tavolo vuoto dove ballava, on aveva potuto fare almeno di vedere l'amore che quei due provavano, perchè lei non aveva detto nulla, si era girata verso di lui e Dafne e aveva mandato un bacio ridendo.Ma quando lui l'aveva posata in terra lei gli aveva sorriso con amore, mentre lui la vestiva mettendole il pullover, alzandole le braccia e sentendola ridacchiare, per poi baciarla, quelle labbra tumide che lui desiderava da tempo e quando erano andati via aveva pensato che sarebbe impazzito, pensandoli assieme a casa a fare l'amore.Lui si era eccitato quando aveva cominciato a strusciarsi su di lui e quando aveva fatto quelle smorfiette carine, dimenandosi ballando e sentendosi libera da tutto.Era impazzito d'amore per lei.Era bellissima e dolcissima.Doveva continuare così.Chiuse le mani a pugno.Averle detto quella balla a lui era costato caro, ma aveva visto che il piano stava funzionando ed era lunica cosa da fare.
Dafne era rimasta lì a guardare quel ragazzo, stupendosi, in quanto stava guardando ancora l'auto che andava via, così lo prese per una manica e disse:

"Sai potevi pensarci prima, invece di inventarti la balla di tua sorella.Lei ti ha creduto, ma non ai idea di quanto abbia sofferto.Io di certo non sono ingenua come lei, ma nn ti permetterò di arle del male.Non so che rapporti hai con quella Mell, ma tienitela stretta, perchè il tuo comportamento ambiguo potrebbe portarla a lasciarti presto."
Lui la stava fissando con stupore e rabbia e rispose:
"La storia di mia sorella è vera, non è una balla, ma comunque non è affare tuo tutto questo.Shit."
"Sei un idiota, certo che è affare mio, tu non sai come ha sofferto, falla soffrire di nuovo e te la farò pagare. Lei ha conquistato tutti i suoi successi con enorme sacrificio e adesso tu vuoi un'altra tacca.Non hai conquistato donne a sufficienza?Lasciala in pace, non infastidirla, non farla sentire in dubbio, lei è felice con Francesco, certo questo non è affar mio, ma lei è la mia migliore amica, falle del male e te la farò pagare cara."
Lui la stava guardando con rispetto e disse:
"Io non voglio farla soffrire, anni fa è stata una casualità."
"Si ma ora pensa al presente e il tuo presente è Mell, non Sarah.Lei è off limits."
Ad un certo punto Mell lo raggiunse e lo prese per mano allontanandosi da lei.
Lui abbassò il suo sguardo e la fissò, ma non vedeva lei i suoi lineamenti si erano trasformati in quelli di Sarah e quindi le carezzò il viso con tenerezza.
Dafne lo fissò con disgusto, per poi andare a prendere il giaccone e andare via.
Pov Francesco
Erano finalmente arrivati.La sua piccola si era addormentata, così uscì dalla macchina e fece il giro prendendola tra le braccia rimanendo estasiato nel guardarla.Era un incanto ed era sua.Lui l'amava.La strinse a sè e poi aprì la porta con non poche difficoltà, ma non voleva posarla nuovamente in macchina, il suo viso era appoggiato sul suo torace ed era così dolce, così bello, con quelle ciglia lunghe e quelle labbra tumide.La parte piu' bella era che lei si aggrappava al suo pullover con le mani.Era fantastica.Così arrivati all interno salirono nella camera da letto direttamente e la poggiò sul loro letto, mentre si toglieva il cappotto e i vestiti rimanendo nudo, poi le si avvicinò e le tolse il giaccone, per poi spogliarla del tutto mettendola sotto le coperte stretta a lui.Lei dopo un attimo si rannicchiò vicino a lui addormentandosi.Lui la strinse a sè e dopo poco si addormentarono.

Una settimana dopo
Pov Francesco
Si era appena svegliato, e la prima cosa che aveva visto era la sua principessa appoggiata su di lui.La amava terribilmente.La sera prima era stata meravigliosa, una cenetta a base di sushi , comprati al cinese assieme ad un risotto favoloso.Avevano mangiato in cucina, in maniera romantica, con delle candele accese e poi dopo aver mangiato un dolce saporitissimo, erano andati in camera a fare l'amore.Lo avevano fatto per diverse ore, divertendosi come sempre.Quella mattina sarebbe dovuto partire, e lasciare lì la sua principessa per tutti quei giorni non gli andava proprio.Vide l'ora sul cellulare, era quasi ora.
"Amore, svegliati, dai così facciamo colazione insieme."
Lei fece solo degli strani rumori, rannicchiandosi ancora di piu' sul suo torace, facendolo ridere.Una risata che le fece aprire gli occhi, perchè era così rauca che la fece eccitare all istante.Invece lui dopo averle dato un lungo bacio, premendo il viso verso il suo, si staccò e disse:
"Amore, andiamo giu' ho bisogno di mangiare qualcosa di buono."
Così nudi si alzarono.Lei indssò una vestaglia e le pantofole e lui nudo, solo con una canotta, scesero.La prima cosa che fecero, misero la macchinetta del caffè sul gas.Senza caffeina non sarebbe riuscito a fare nulla.Poi lei invece mise nel fornetto i due croissant ai frutti di bosco.Mentre aspettavano la cottura dei croissant e la salita del caffè, cominciarono a gio0care seduti su unasedia.Lui la desiderava come un pazzo e aveva notato che anche lei lo voleva, così infilò la mano sotto la vestaglia, e le sfiorò i petali.Erano così serici e morbidi.Poi dopo averla accarezzata per un po', andòp al centro, titillando il clitoride, e facendola gemere dal piacere.Lei non riusciva piu' a connettere, mentre con la mano la faceva gemere, col viso, le sfiorava il collo e i capelli, mordicchiandoli un orecchio.La amava come un folle.Non appena lei arrivò con un urlo incredibilmente alto,l facendolo sentire orgoglioso di sè stesso, il caffè era salito e i croissant erano pronti.Per cui lui si succhiò le dita felice e poi andarono verso la loro colazione.Lei era sazia ma lui no, così dopo aver fatto colazione, fu lei a prenderlo tra le braccia e farlo sedere sulla sedia, per poi abbassarsi e baciarlo sulla pancia per poi scendere verso l'ombelico e alla fine verso il membro eretto e enorme.Lei sorrise e incominciò a leccarlo, ai lati, sotto e sopra, succhiando il liquido della punta, per poi metterlo in bocca e succhiare e leccare , lui la premeva sempre di piu', finchè non arrivò con un gemito crollando sulla sedia.Così soddisfatti come non mai andarono sopra a fare la doccia.
Una mezzora dopo
"Hai preso tutto?Mica hai dimenticato qualcosa."
"No amore, ho tutto, nella valigia.Anche i tuoi piccoli spuntini.Sei sempre la piu' dolce.Ti amo tanto."
Lei gli sorrise e rispose:
"Anche io ti amo.Dai ti accompagno in aereoporto."
"Davvero?Ma e il lavoro?"
"Oggi entro un'ora dopo, dai andiamo."
Così Francesco prese la sua valigia e abbracciati scesero.Lei si mise al posto del guidatore e lui a quello del passeggero.
"Ti mancherò vero?"
Lei sorrise e disse
"Si e io?"
"Tantissimo, ci sentiremo tutte le sere e ovviamente anche per whatsapp per messaggi ok?Vedrai che questi giorni passeranno in fretta.Uff non vorrei andarmene.Perchè non ti fai piccola e vieni con me nel mio giubbino?"
Lei gli sorrise contenta e quando arrivarono lui le disse:
"Non scendere amore ci salutiamo qui.Ti amo e mi mancherai moltissimo."
Le diede un bacio languido e profondo e poi le carezzò una guancia.Lei gli sorrise e disse:
"Stai attento ok?Quando arrivi mandami un messaggio."
Così lui la guardò mentre andava al lavoro finchè non scomparve e poi si girò per andare via.Sena di lei la sua vita era davvero vuota come non mai.
Pov Sarah
Le era dispiaciuto tanto che se ne fosse andato via.Però così avrebbe avuto tempo per pensare a quello che stava succedendo, anche se lei alla fine non doveva pensare a nulla.Francesco era il migliore fidanzato che una donna potesse avere.Non c'erano dubbi su questo.
Poco dopo le arrivò un messaggio su whatsapp.Era di Bryan che diceva
Posso venire a prenderti al lavoro dopo?
continua

Pov Sarah
Stava guardando il cellulare stupita.Incredibilmente, dentro di lei avrebbe voluto dire di si.Perchè la sua attrazione non si era sopita, continuava ad esserci sempre piu' forte.In discoteca quando l'aveva afferrata per il polso, si era eccitata e quando brilla avevano ballato assieme sul tavolo, si era eccitata tantissimo, fino a bagnarsi nuovamente.Se Francesco non l'avesse presa e portata via sarebbe potuto succedere di tutto.Però non poteva permettersi quei pensieri.Doveva dirgli di no, e andare subito a lavorare.Ancora presa da mille pensieri, alla fine scrisse:
"No, lascia stare, rimani con la tua amica Mell."
Così poi soddisfatta buttò il telefono sul sedile, e premendo l' acceleratore cercò di arrivare al lavoro in tempo.Non aveva mai fatto tardi, almeno negli ultimi anni e non voleva cominciare quella mattina.La vita che faceva con Francesco era praticamente libera e felice, soddisfacente, sotto tutti i punti di vista, però, si purtroppo c'era una però, un'attrazione potente come quella provata per Bryan, non l'aveva piu' sentita e difatti solo con lui la sentiva.Come avrebbe potuto fare a toglierselo dalla mente e dal cuore?Il cuore, non c'era di che fidarsi di lui, non doveva piu' pensarci.Finalmente era arrivata.Così parcheggiò e scese, correndo poi verso l'ingresso dell Istituto dove lavorava.Eppure, un chiodo fisso: cosa sarebbe successo se si fossero scambiati allora i cellulari?Purtroppo non avrebbe mai avuto una risposta, perchè la sua vita andava bene così, con gli amici il lavoro e Francesco, che era sempre con lei.Le aveva detto che se avesse voluto sarebbe potuta restare a casa sua in quei giorni che mancava e poi successivamente lui le aveva detto che avrebbero dovuto parlare al suo ritorno, perchè avrebbe voluto dirle una cosa molto importante.
Nei suoi pensieri, i momenti passati anni prima, con Bryan, il ristorante, la sua eccitazione, il suo bacio sotto le stelle, poi la sofferenza, si bruciante sofferenza che la dilaniava, nel corpo e nell'anima.Il suo quasi suicidio.Era troppo stanca, anche per lottare, lei veniva solo usata da tutti.Aveva pianto, aveva digiunato, si era ferita, cercava in tutti i modi di fare passare la sofferenza, una sofferenza tenace che la soffocava, aveva fatto di tutto, per liberarsi da quella agonia che le lacerava l'anima.Se non fosse stato per la sua amica, ora non sarebbe esistita.Alla fine dopo tanta sofferenza, il dolore non era diminuito affatto, anzi se nè era aggiunto altro, per cui non vedendo piu' nulla davanti a sè, ma solo nebbia, e dolore perpetuo, aveva preso un coltello e si era preparata un bagno, con schiuma, e poi si era tagliata le vene, torturando un braccio che era già pieno di ferite varie.Così come le gambe.Dopo la ricostruzione, pezzo per pezzo, non desiderava piu' ricadere in quel limbo fatale, Francesco invece equivaleva a serenità, gioia, pazienza, e si i momenti passati con lui erano tanti e belli, si ricordava il suo primo bacio, sotto un albero, un fiore messo tra i capelli, mentre mangiavano assieme, ad un pic nic, la sua prima cena assieme a lui, la sua galanteria, la sua tenerezza.I momenti di passione, i momenti dolci, come il suo primo San Valentino, la serenata che lui le aveva fatto con la chitarra sotto casa.La sua dolcezza e la sua protezione.Con lui sarebbe stata felice, anzi già lo era.Non poteva permettersi altro dolore.Che cercava?Il suo cuore ferito voleva soffrire ancora?Perchè poi?Francesco lo amava, i suoi genitori lo apprezzavano, e ci andavano daccordo.Se metteva Bryan e Francesco vicini, vedeva solo i pregi di uno, e i difetti del altro.Anche se i momenti vissuti con il canadese erano stati meravigliosi, ma l'agonia provata non l'avrebbe voluta provare mai piu'.

Pov Bryan
Era come sempre a lavoro.Quando aveva ricevuto la risposta, c'era rimasto un po' male, ma lo immaginava.Alla fine, lei lo voleva vedere, ma allo stesso tempo nè aveva paura.La sofferenza è sempre brutta.Così lui ghignando aveva pensato che sarebbe andato lo stesso.Le avrebbe fatto una sorpresa.Anche se non sarebbe stata gradita al inizio, lo sarebbe stata poi.Un gelato e due chiacchiere di certo le avrebbe fatto cambiare idea.
Lui non era riuscito piu' a smettere di pensarla.Quando aveva fatto la carezza a Mell, aveva visto in realtà la piccola napoletana. Difatti quando era tornato in sè, la sua amica l'aveva guardato con stupore, ma lui non gli avrebbe potuto dire il motivo per quel gesto.Difatti non riusciva piu' a togliersela dalla testa e si dal cuore.Ormai la desiderava, la bramava come non mai, sempre.In ogni momento del giorno e della notte.Era un grande stupido, perchè in momenti come quelli di norma avrebbe chiamato qualche amica per scopare con lei, ma da quando pensava a quella piccola italiana, con tutte le sue movenze e quelle sue smorfiette favolose, e quando si attorcigliava i capelli, non riusciva piu' a fare nulla di tutto questo.Era incredibile, quello che lei gli aveva fatto provare.Di certo pensava cose brutte di lui, e ghignò di nuovo, ma il piano seppur lentamente stava funzionando.A poco a poco, lui le avrebbe fatto cambiare idea.Poi non desiderava farsi vedere con gli amici e sempre con anche Mell.Doveva capire che per ora, lui desiderava vederla da solo ma come amica, finchè lei non avrebbe capito che era lui la persona giusta e non quel imbecille.

Pov Sarah
Mentre stava lavorando, catalogando medicine, le arrivò un messaggio.Così aprì la sua app e lesse sorridendo quello che il suo fidanzato le aveva scritto:
Mi manchi amore, sono arrivato.In questo momento sto prendendo la camera.Ti chiamo piu' tardi.Non vedo l'ora di rivederti.
Così lei rispose: Mi manchi tanto anche tu, ti amo tanto, non vedo l'ora che ritorni qui da me.A dopo.E vicino una emoticon che mandava bacini.

Pov Francesco
Mentre stava sistemando le sue maglie nel mobile, sentì il bip del cellulare e si mise a ridere quando lesse.
Così le mandò un cuore che batteva forte.Quella ragazza era la sua vita, quando tornava le avrebbe chiesto di vivere assieme.Tanto le aveva regalato l'anello perchè tra un massimo di due anni l'avrebbe voluta sposare.Si sentiva enormemente fortunato ad averla accanto.Lei era così tenera e dolce, bella e simpatica.Aprì il suo cellulare e guardò la foto che c'era come sfondo, loro due al mare che si abbracciavano forte mentre con una mano lei gli carezzava i capelli.Era la tenerezza fatta persone.Era la perfezione, il suo cuore batteva al solo guardare la foto, ma quando l'aveva tra le braccia era l'anima che si sentiva felice e appagata.Questa era una sensazione incredibile.Dopo aver posato anche i pantaloni nell armadio, andò verso il bagno per fare una doccia.Era un po' accaldato per via del viaggio, ma sapeva bene che gli amici dopo avrebbero voluto vederlo per divertirsi un po'.
Entrò nel bagno e si spogliò, lasciando solo la catenina con la medaglia che teneva appesa al collo, dentro c'era un'altra loro foto, si mentre le metteva un fiore sui capelli, ad un pic nic che aveva organizzato.Era romantica e bellissima, quasi nostalgica.Non la toglieva mai.Era il suo portafortuna, la medaglia gliel'aveva regalata lei e lui ci aveva messo la foto.Aprì le manopole e dopo qualche minuto si buttò sotto la doccia.Ci voleva proprio.Prese il suo bagno schiuma Mantovani, che aveva portato da casa e incominciò a insaponarsi.Mentre stava sotto il getto della doccia per sciacquarsi, a lui venivano in mente solo flash di quando rideva, di quando mangiava, di quando cucinava, di quando era brilla, di quando giocavano assieme, di quando facevano l'amore.Erano perfetti insieme.L'unico neo in tutto questo era quel canadese dl cazzo.Per fortuna a lei sembrava non interessare, ma lui capiva se una persona la voleva e si sentiva geloso come non mai, sperava che questi giorni passassero in fretta.
Dopo aver finito, prese un telo e se lo passò per il corpo.Poi si guardò allo specchio.Era alto e muscoloso, aveva una buona posizione lavorativa e guadagnava abbastanza.Non poteva lamentarsi, ma appena avesse avuto l'aumento allora le cose sarebbero ancora di piu' migliorate.Per questo stava accettando tutti questi viaggi fuori.Dopo tutte queste riflessioni, andò nella sua stanza e prese uno slip, poi un pantalone nero classico e una camicia.Si abbottonò e poi prese un pullover e il giaccone e scese.Il giorno dopo sarebbe iniziato il meeting.Per cui mandò un messaggio alla sua piccola principessa, dicendole che stava uscendo con i colleghi e che il giorno dopo avrebbe iniziato il lavoro.
Prese l'ascensore e arrivò al piano di sotto, dove c'erano i suoi tre colleghi pronti che l'aspettavano.
"Ehi, che nè pensi se usciamo e ci andiamo a prendere un aperitivo a qualche parte?Approfittiamo anche per girare un po'."
"Ok perchè no?"
Lui guardò sul suo cellulare e vide quello che avrebbero potuto fare.Si dispiaceva come sempre che con lui non c'era lei.Il suo viso le venne in mente, la amava moltissimo.Sorrise e disse:
"Che nè dite di una crociera per i canali?Magari domani sera potremo vedere VanGhogh il museo e girare per la città."
"Bravo, andiamo dai"
Tra i tre c'era una ragazza che lo amava da tempo, ma aveva deciso di rassegnarsi, perchè lui amava quella dolce ragazza, lei la conosceva e per cui, si era rassegnata, almeno per adesso.Però approfittava dei momenti come questo perchè stava assieme a lui, ed era felice, anche se erano davvero pochi questi momenti.
Così assieme sempre su internet, videro dove si trovavano le metro per andare al porto.
Pov Bryan

Mancavano dieci minuti alle quattro.Forse era uno stupido, ma si sentiva emozionato come un ragazzino.Era già arrivato sotto il palazzo di dove lavorava Sarah.Voleva vederla e poi desiderava trascorrere tempo con lei.
Neanche a farlo apposta, poco dopo vide uscire lei a braccetto con Dafne.Stavano chiacchierando, lei era bellissima.Aveva il cappello e la sciarpa che la copriva quasi tutta, lasciando solo il naso e le guance un po' rosse per il freddo.Gli occhi sembravano sereni e poi aveva un giaccone pesante che la copriva praticamente tutta.Quando si salutarono, con un bacio sulla guancia, lui finalmente scese dalla macchina.Odiava farsi vedere da quella Dafne, soprattutto voleva farsi vedere da lei e solo da lei.Voleva farsi conoscere.Non desiderava solo che lei ricordasse il dolore e la sofferenza subita in passato, voleva che lei lo conoscesse com'era ora.
Così scese dalla macchina, chiuse lo sportello e si avviò verso di lei.Sorrise, sembrava la foto di una ragazza felice, come quelle che si trovano nei carillon con la neve che scende, a forma di globo.

Pov Sarah
Aveva appena salutato Dafne, quando incominciò a sentirsi eccitata, i capezzoli si erano inturgiditi, si girò di scatto e lo vide.Era incredibile, ora anche a pelle, lo riconosceva, senza neanche vederlo in faccia.Bastava che lui le puntasse gli occhi addosso e lei ovunque si trovava lo sentiva, rabbrividì, le venne la pelle d'oca.Non riuscì a staccare gli occhi da lui.Era fantastico.Indossava il cappello, però fuoriuscivano alcuni ciuffi di capelli rossi, che risplendevano al tramonto, come raggi solari.Gli occhi che non smettevano di fissarla un attimo e quel sorriso, su quel volto perfetto e maschio, e quel corpo, così alto, ampio, muscoloso, che seppure coperto con strati di cose, si faceva notare lo stesso.In questo caso aveva addosso, un jeans con stivali e sopra si vedeva il collo di un pullover, chiuso da un giaccone.Sembrava una divinità, era davvero meraviglioso e lei non riusciva a toglierli gli occhi da dosso.Chissà se il Dio Apollo era così.Non appena lui si avvicinò a lei le sorrise, e per un attimo lei desiderò con tutta se stessa di baciarlo, per riprova re di nuovo quelle sensazioni di una volta.Quelle labbra maschie, un po' secche, e il suo sapore.Poi tornò in sè, quando lui si abbassò per baciarla sulle guance.Poi lei mormorò:
"Ciao Bryan, che ci fai qua?Non ti avevo detto di non venire?"
"Si, ma io ho pensato di venire lo stesso e trascorrere del tempo con te.Che dici se andiamo a mangiare un gelato assieme?Dai vieni con me, lascia la macchina qui, oppure se vuoi, andiamo con due macchine, a casa tua, e poi esci con me.Cosa preferisci fare?"
Lei gli sorrise, non avrebbe voluto, ma la su testardaggine le piaceva molto.Così disse:
"Ok, andiamo con due, e poi vengo con te.Seguimi."
Così poco dopo, lei salì in macchina e partì.Aveva deciso di stare a casa del suo ragazzo.Era piu' comodo ed aveva tutto piu' vicino.
Mentre stava per parcheggiare le arrivò un messaggio, sorrise vedendo che era il suo ragazzo.
"Piccola siamo su una nave che ci porta in giro per Amsterdam, correi che fossi con me, ti mando una foto, ti amo tanto."
Sotto alcune foto del battello e di loro tre che sorridevano.Anche lei sorrise e rispose
"Sono appena uscita dal lavoro e sto andando a casa (la tua) e mise una emoticon che rideva.Mi manchi ti amo anche io."
Poi spense il motore ed uscì.Si sentiva un po' in colpa ad uscire con lui, ma poi perchè?Non stavano facendo nulla di male.Per un periodo era stata gelosissima della collega di Francesco, così bella e così presa .Ma lui non se ne era accorto proprio, la amava così tanto da non vedere nessuno.
Così mise le chiavi della macchina in borsa e poi salì su quella di Bryan.Mise la cintura di sicurezza e così partirono.
Pov Bryan
Aveva visto che lei stava rispondendo al telefono mentre parcheggiava e sorrideva.Poi notò che il palazzo dove avevano parcheggiato era lo stesso del suo fidanzato e chiuse una mano a pugno, ma che cazzo mica vivono insieme pensò.Doveva stare attento, non poteva permettersi di arrabbiarsi, lui stava lottando per riavere la sua fiducia, e per avere un giorno sperava presto il suo amore.Perchè in cuor suo sapeva che loro erano anime gemelle, fatte per stare insieme.
Stava guardando lei, che aveva appoggiato la testa sul vetro del finestrino e guardava fuori, e così le disse:
"Che nè pensi di mangiare un gelato?Anche se fa freddo?Adoro il gelato."
Lei si girò verso di lui e sorrise rispondendo:
"Anche io lo adoro, in tutte le stagioni.Ok vada per il gelato, dove andiamo a mangiarlo?"
"Che ne dici di Neve di latte?Lì lo fanno ottimo."
"Ok andiamo."
Così Bryan accellerò , contento perchè lei era con lui.E sorrise, poi riprese a parlare dicendo:
"E dopo che nè pensi di una passeggiata?Roma è fantastica."
Lei lo guardò sorridente e annuì.Era contenta in fin dei conti di stare con lui, era di compagnia, era simpatico, e poi lei avrebbe trascorso il pomeriggio probabilmente a casa, da sola a riposare sul divano guardando la tv e poi cenando e pensando a Francesco e Bryan e il dilemma che la affliggeva e che ancora la affliggeva.Però uscendo uno si distraeva e poi stare in compagnia di un uomo come lui era fantastico.
"Magari qualche volta, ti porto al bar dove lavoro e così ti faccio assaggiare la colazione canadese, non è proprio uguale ma si avvicina molto.Di certo ti piacerà. Ma dimmi oggi non è venuto Francesco?"
Lei rispose:
"E' partito per un viaggio di lavoro torna tra qualche giorno."
Stava per dirgli che viveva da lui perchè doveva innaffiare le piante, ma che stupida, perchè avrebbe dovuto quasi scusarsi con lui?Che pensasse che vivessero insieme, magari si ingelosiva.
Lui gongolò, era davvero contento perchè aveva alcuni giorni per avvicinarsi ancora di piu', approfittando di tutto lo spazio disponibile.
"E dimmi Mell?"
Lui la fissò e disse:
"Lei l'ho accompagnata a casa, e poi ho pensato di venire qui da te, per conoscerti ancora meglio."
Non le avrebbe mai detto la verità, cioè che di Mell a lui non importava nulla.
Allungò la mano destra e prese la mano della ragazza stringendola nella sua e poi le disse:
"Mica ti dispiace vero?E' solo un gesto di amicizia."
Lei non rispose, non poteva rispondere, perchè la sua mano piccola, stretta nella sua piu' grande, la faceva sentire al sicuro e protetta, e in piu' incominciava a sentirsi nuovamente eccitata. Meno male che non si vedeva, sotto il cappotto e il pullover, ma aveva i capezzoli induriti e la pelle d'oca. Incredibile, l'effetto che quel ragazzo le faceva. E poi era bellissimo, difficilissimo togliergli gli occhi da dosso.
Dopo pochi minuti arrivarono e parcheggiarono. Lei stava per uscire, quando lui la fermò sorridendole e disse:
"Aspetta un attimo."
Così scese e fece il giro aprendole lo sportello e ridendo, poi disse:
"Una principessa, è una principessa, quindi il suo principe deve prendersi cura di lei.Dammi la mano dai."
Così lei gli diede la mano, che lui afferrò e poi scesero assieme. Gli occhi di lei per un attimo erano stati calamitati dai suoi, in quelle pozze che portavano dentro di lui, nei regressi della sua anima.
Poco dopo arrivarono all interno della gelateria e si fermarono a vedere i gusti, poi poco dopo si andarono a sedere ad un tavolino.
Non appena venne il cameriere fu lui a dire:
"Due coppe giganti caffè e vaniglia con cialde e panna sopra."
Poi si girò verso di lei facendole l'occhiolino e lei rise apertamente dicendogli:
"Hai una buona memoria."
Si tolsero i cappotti e i cappelli, mettendoli nelle tasche e così cominciarono nuovamente a chiacchierare. Finchè non arrivò il cameriere con le coppe giganti.Due mega sorrisi e cominciarono a mangiare.Poco dopo Bryan prese la sua cialda ancora nella coppa e la pose vicino alle labbra di Sarah, che rimase un attimo interdetta, non sapendo cosa fare e lui disse:
"La cialda a me non piace tanto, preferisco darla a te, mangia dai."
Così lei si avvicinò e cominciò a mangiarla.
Lui si era eccitato solo guardandola, quelle labbra che mordevano lentamente e con gli occhi chiusi quella cialda.A lui piaceva la cialda, aveva detto una bugia, ma questo perchè voleva vederla felice e voleva avvicinarla sempre di piu'.Il suo viso era molto vicino, e con quegli occhi chiusi come per degustare meglio, sembrava una fatina, tenera e dolce.Era incredibile, si stava eccitando enormemente, meno male che erano seduti, altrimenti lei si sarebbe accorta della cosa.Per sua fortuna il pullover era lungo abbastanza.
Ma mentre pensava a tutto questo, vide che lei avvicinava un cucchiaino di gelato verso la sua bocca.Poi disse:
"Visto che mi hai dato la tua cialda, io ti dò un po' del mio gelato.Prendi visto che ti piacciono i miei stessi gusti."
Così lui assaporò il gelato, da quel cucchiaino.
Fu lei che sentì un'intensa emozione, un'intensa eccitazione.Una cosa che la travolse.
Improvvisamente lui disse:
"Che dici se dopo andiamo ad un luna park a divertirci e cenare pure?Magari al Rainbow Magic land?"
"Bello, da un sacco di tempo che non ci vado, ottima idea.Di certo ci divertiremo moltissimo."
Lui rimase praticamente affascinato dal suo sorriso.E mentre mangiava ancora il gelato, si arricciava i capelli, per cui era ancora un po' nervosa.
Così lui le prese la mano e guardandola in viso le disse:
"Non essere nervosa, principessa, vedrai che ci divertiremo."
Lei era nervosa, ma era soprattutto turbata da tutte quelle intense emozioni che sentiva dentro di sè.E poi quella mano enorme che racchiudeva la sua, le trasmetteva un intenso calore e sicurezza.Sentiva la pelle d'oca.
Queste sensazioni le provava anche Bryan, che riuscì a notare che anche lei era eccitata, perchè un po' della manca del pullover si era alzato sui polsi e quindi ci aveva fatto caso.

Dopo aver terminato il gelato, lui si alzò per andare a chiedere il conto, e in quel momento suonò il cellulare.Lei guardò ed era Francesco.Così rispose con tranquillità.
"Ciao piccola, come va?"
"Bene e tu?Che stai facendo?"
"Sono andata a mangiare un gelato e tu?"
"Sono appena tornato dal giro per la città.Tra poco vado a cenare.Dimmi sei sola?"
Mentre lei stava per rispondere tornò Bryan, che si sedette e non parlò, guardandola fisso negli occhi.
"Si."
"Stai attenta quando torni a casa, ma perchè non hai chiesto a Dafne di venire con te?"
"Non ci avevo pensato, si starò attenta."
"Mi manchi tanto amore, lo sai?Oggi avrei voluto che tu fossi con me, a girare sulla piccola nave da crociera per la città.Ti sarebbe piaciuto di certo."
"Anche a me sarebbe piaciuto molto."
"Ti amo piccola mia, stai attenta ora che torni a casa.Che pensi di fare dopo?"
"Cenare e andare a letto."
"Bello, nel mio letto?"
"Si nel tuo."
Qui lei arrossì e sorrise.
" Piccolina, vai e non fare tardi, ti amo tanto e non vedo l'ora di riabbracciarti."
"Anche io non vedo l'ora. A dopo per whatsapp tesoro.Ti amo."
"Ciao amore a dopo."
Pov Bryan
Era rimasto zitto ad ascoltare tutta la conversazione.Aveva capito che al telefono c'era lo stronzo del suo ragazzo.Era rimasto zitto, anche se ad un certo punto si era arrabbiato ed ingelosito, quando lei gli aveva detto ti amo.Ma d'altronde cosa pretendeva?Lui era solo un amico, anche se aveva notato un'intensa eccitazione.Doveva stare calmo senza farsi prendere dalla rabbia, anche se dentro di lui aveva un risentimento pazzesco.
Poi cercando di calmarsi le disse, prendendole la mano:
"Andiamo?"
Lei lo fissò e disse:
"Ma perchè hai pagato tu?"
"Si, ti ho invitato io e quindi ho pagato io."
"Ma io gli avevo i soldi."
Qui fece una faccia imbronciata tenerissima e lui scoppiò a ridere dicendo:
"Dai al luna park, prendi i pop corn ok?Adesso andiamo."
Le prese il cappotto e la aiutò ad indossarlo per poi infilarle il cappello con estrema gentilezza, lo aveva desiderato da un sacco di tempo.Quel viso coperto dal cappello era ancora piu' tenero e bello.Poi prese il suo cappotto e assieme al cappello li indossò per poi prenderla per mano ed uscire.Lei non aveva detto nulla.Si sentiva in una bolla di intimità con lui, quasi ipnotizzata.Si sentiva bene, si sentiva eccitata e si sentiva emozionata come non mai.
Andarono nuovamente verso la macchina e lui le aprì lo sportello, così lei salì.Poi andò dal suo lato e partì, prendendole la mano nuovamente stringendola.
Sentiva una completezza quella sera, come se tutto fosse perfetto.Poi sorridendo partì.Quella sarebbe stata una serata completamente loro. Lei sarebbe stata sua.La strada per arrivarci era abbastanza lunga, così tolse la sua mano da quella della ragazza e disse:
"Che dici se metto un po' di musica?Che vuoi sentire?"
"Gianna Nannini?"Michael Buble?"
Lui le sorrise e disse
"Ok Buble, lo adoro."
Inserì il cd e avviò la musica, poi le riprese la mano e la strinse.
continua
In macchina trascorsero almeno una mezzora, sentendo musica di diverso tipo, e chiacchierando.Lui le manteneva la mano, mente guidava.Lei sentiva solo calore, un intenso calore, che si propagava da l'uno all altro.Finalmente arrivarono.Dopo aver parcheggiato, ridendo e divertendosi, lui le prese dalle mani il cappello e glielo mise, così come la sciarpa,avvolgendogliela due volte, per farla stare coperta,Era tardi e faceva freddo.Poi infilò anche lui il cappello e scesero.Lui chiuse la macchina e poi la prese per mano prima avviandosi verso l'ingresso.Lei stava per prendere dalla borsa il borsellino quando lui disse;
"Ti ricordi che a te toccano i pop corn?"
Lei sbuffò ma annuì, così lui prese il portafoglio e pagò.Gli vennero dati due bracciali, che misero ai polsi e poi cominciarono a passeggiare al interno.
"Ehi da che parte cominciamo?"
"Guarda là, ci sono le montagne russe, che dici di cominciare da lì?Oppure potremo cominciare dal dragone volante."Disse lei entusiasta.Lui la strinse a sè e le bisbigliò all orecchio:
"Sei davvero bellissima stasera lo sai?Ok cominciamo dalle montagne russe allora e poi andiamo sul dragone."
La vide arrossire, dopo il complimento e la prese nuovamente per mano andando a fare la fila per salire.Dopo una decina di minuti, si liberarono le macchine e salirono altri dieci.Loro si misero assieme in una macchina e si agganciarono.Dopo che erano saliti tutti e che il controllo aveva ben chiuso tutto si partì.
Cominciarono a camminare lentamente, per poi andare piu' veloce, sempre piu' veloce, facendo piu' volte sbandare le persone al loro interno.Così lui le disse:
"Stringiti a me, così comunque starai ferma."
Lei gli sorrise e annuì.Poi disse:
"E' bellissimo lo sai?"
Lui la strinse a sè con un braccio, intanto che la macchina a questo punto fece la capvolta girando dall altro lato, per poi risalire nuovamente.Lei si agrappò al suo giaccone.Non aveva paura, ma forse un po' di timore si e stringendosi a lui, si sentiva piu' sicura.Lui le sorrise, mostrandole una dolcezza infinita, che la stregò.Era incredibile, riuscire ad eccitarsi anche in queste condizioni.Le sembrava impossibile, ma quell uomo sprigionava un sex appeal pazzesco, poi chissà perchè aveva accettato di andare con lui.Ma alla fine si stava divertendo.Questo era la cosa importante, così non pensava ai suoi problemi.Anche se uno di essi era davanti a lei.Ma le discese e le salite e le curve di quella macchina, la facevano ridere e allo stesso tempo sentire al sicuro tra le braccia del canadese, che con un braccio la stringeva e con l'altro invece si manteneva alla sbarra.Sentire ridere di gioia la piccola italiana lo faceva sentire felice e delle volte rideva anche lui.Si sentiva praticamente in perfetta sintonia col mondo.Lui e lei, lei rannicchiata su di lui e assieme perfetti.La desiderava pazzamante, avrebbe voluto baciarla, divorarla, ma doveva mantenersi, loro al momento erano amici, o almeno lei doveva crederlo.
Dopo pochi altri minuti il giro finì.Non appena la macchina si fermò, piano piano tutti scesero.E poco dopo lei disse:
"E' stato fantastico sai?Hai avuto un'ottima idea."
Lui le sorrise e le prese la mano dicendo:
"Vieni dai andiamo sul dragone, sarà bellissimo."
Così strinse la mano nella sua e si avviarono a fare la fila al dragone.Era un dragone enorme, verde, fatto all interno da sedili per due.Il dragone faceva un giro, prima lentamente, poi velocemente, e al centro passava una corda con una pallina, chi riusciva a prendere la pallina, vinceva un altro giro.Così contenti tutti erano andati a sedersi, e poco dopo il dragone partì.Anche in quell'occasione, lei si aggrappò al giaccone di lui, e poco dopo, lui la strinse a sè e continuarono per qualche minuto abbondante a guardarsi negli occhi, mentre il dragone correva, poi poco dopo l'incanto si ruppe perchè il tipo al interno della cabina di pilotaggio disse al microfono:
"Tra un po' scenderà la pallina, chi la prende avrà un altro giro."
Così lei si staccò da lui, perchè lui le disse:
"Voglio provarci ok?"
Lei gli sorrise.
Non appena videro che la pallina scendeva giu' verso i sedili parecchi ragazzi si alzarono per cercare di prenderla.Lui in Canada aveva giocato per diverso tempo a baseball, nonchè ad hokey, e adorava lo sport, così fece un piccolo salto e alla fine riuscì nel suo intento.Si risedette e il ragazzo che stava nella cabina di pilotaggio disse:
"Vince un altro giro, la carrozza numero 12."
Così mente gli altri scesero, loro rimasero lì ridacchiando allegramente.
Lei gli disse:
"Sei stato bravissimo, davvero !!"
Lui la guardò con tenerezza e rispose:
"Grazie, dopo che siamo scesi magari ci mangiamo uno zucchero a velo che dici?"
E con l'indice le carezzò la punta del naso.
Lei gli sorrise ancora e poi rispose:
"Va bene, ma offro io ok?"
Lui aggrottò le sopracciglia, non voleva che lei cacciasse soldi, ma non poteva sempre dire di no, così disse:
"Va bene, ma solo per questa volta.Ricorda che quando usciamo pago io."
Lei cacciò la lingua facendogli una tenera linguaccia e lui le carezzò la guancia. Intanto il giro era ricominciato. Questa volta lui la tenne stretta a sè, godendo del contatto e del momento. Non l'avrebbe voluta lasciare andare neanche per un secondo.Non doveva pensare a nulla, solo alla loro vicinanza, i problemi si sarebbero risolti.E soprattutto avrebbe tolto da mezzo quello stronzo.C'era un'elettricità attorno a loro, che non aveva mai sentito con nessuna.E era erto che anche lei la sentiva.Quando si era stretta a lui, nè era stato felice come non mai, era sua.Nessuno gliel'avrebbe tolta.Lei era sua.loro si appartenevano.Lui l'aveva capito anni prima, ma ora aveva la possibiità di averla per lui di nuovo e per sempre.
Quando il dragone si fermò nuovamente scesero. E mano nella mano si avviarono verso altre giostre e verso il bancone che vendeva lo zucchero filato.Non appena arrivarono loro nè presero due enormi.Lei pagò e poi andarono a sedersi su una panchina.
"Tu c'è l'hai piu' grande, dammene un po' dai."
Disse lui, così lei sorridendo, ne strappò un pezzo e glielo mise vicino alle labbra.Lui poco dopo lo prese, e nl prendere il boccone, sfiorò anche le dita della piccola ragazza.Notò che ebbe un tremito e che improvvisamente vide la pelle d'oca sul collo.Lei si scansò per un attimo ma lui sorrise e disse solo:
"OOppsss scusami, non l'ho fatto apposta.Tieni ti dò un po' del mio."
Così anche lui glielo mise avanti alla bocca e lei lo morse, facendo attenzione a non toccarlo.Si era bagnata.Quella bocca che aveva sfiorato e bagnato le sue dita, l'avevano fatta bagnare.Era incredibile quello che le faceva provare, la potenza della sua eccitazione, l'enormità delle sue sensazioni.Ma non doveva pensarci.Quella sera erano amici che si divertivano e nulla piu'.Anche se il calore che sentiva vicina a lui, era un calore fatto da mille sensazioni diverse.
Quegli occhi magnetici, se uno guardava in profondità, non sarebbe piu' voluto uscire da lì.Era meraviglioso.Però lei era una stupida.Erano amici e in piu' lui stava con quella Mell.Non o capiva, perchè stava con lei quella sera e non con l'altra?Be era inutile chiederglielo.Avevabbe capito che ui desiderava stare con lei, per recuperare il loro rapporto e a lei stava bene così.Almeno con se stessa, doveva dire la verità.Era sexy da puara e avrebbe voluto andare a letto con lui, ma lei era fidanzata e amava il fidanzato.Era una situazione bizzarra, anche se lui in un passato sarebbe stato perfetto, l'amore vero, reale, l'incoronazione di un sogno.Ma il prezzo per il sogno era stata la sua libertà, la sua vita. Non nè valeva la pena.
"Vieni piccola, andiamo a qualche altra giostra che dici?"
"Ok che nè pensi dei tozzi tozzi?"
"Va bene, vieni dai."
La prese per mano e scesero dalla panchina per andare verso i tozzi tozzi.Dopo una decina di minuti di fila, finalmente salirono in de macchine.
"Vedrai, ti distruggerò!" disse lei
"No no lo farò io vedrai."
Così per una decina di minuti buoni, assieme anche ad altri, si seguirono, si scontrarono, poi si seguirono di nuovo e si scontrarono.
Poi si misero a ridere assieme mentre si scontrarono di nuovo. Quella sera sarebbe stata perfetta.E scontrarsi era davvero divertente.Guardarsi negli occhi mentre uno andava contro l'altro era davvero bello.Ea da tempo che non si divertiva così tanto.Dopo essere scesi decisero di andare sul crazy mouse, tante macchine che venivano guidate su una pista, tipo le montagne russe, ma qui non erano macchine attaccate, ma divise e la pista era pazza, faceva almeno dieci curve e la macchina si inclinava anche.Così dopo aver fatto la fila decisero di salire sulla stessa macchina e poco dopo, quando anche gli altri salirono, le macchine partirono.Correvano come non mai, giravano forte e si inclinavano pericolosamente.Ma loro due ridevano come pazzi contenti, per il vento tra i capelli stringendosi forte l'uno al altro.
Alla fine affannati scesero mano nella mano e lui disse:
"Che nè dici se andiamo a mangiare qualcosa?"
"Va bene, d'altronde dopo tutto questo movimento ci vuole proprio."
"Ti va mc donald?Oppure una pizza?"
Lei stava pensando molto seriamente alla cosa e disse:
"Adoro entrambi, dai vada per mc donald."
"Non preoccuparti magari una prossima volta andremo a mangiare la pizza ok?"
La carezzò sul viso arrossato.Gli occhi di quella dolce ragazza erano magnetici, avrebbe voluto sprofondare dentro di lei e annegarci.Sapere tutto quello che c'era da sapere dentro e fuori di lei, le sue gioie e i suoi dolori, sia quelli preseti che quelli passati.
Mano nella mano si avviarono verso un mc donald e vi entrarono.Si misero subito in fila e dopo un po' di tempo, presero le loro ordinazioni e poi contenti si andarono a sedere. Lei aveva preso un cheesburger con patatine e coca cola e un frappè alla fragola che adorava, e lui un mc chiken con patatine e birra.La vita andava goduta fino al ultimo.
"Dio mio il panino del mc donald è forse il piu' buono del mondo, soprattutto le sue patatine."
Intanto aveva dato un grande morso al panino, facendolo ridere.Era davvero felice, finalmente i l ghiaccio che si era creato, si era spaccato , facendo rinascere l'intesa che c'era in precedenza.
Mentre mangiava lui la guardava e si sentiva felice come non mai, poi prese un fazzoletto di carta e glielo passò sul labbro facendola stupire di quel gesto e lui le disse:
"Eri un po' sporca, adesso sei a posto."
Intanto mentre la guardava con amore continuava a mangiare le patatine e bere la sua birra.Doveva contenersi, lei credeva stesse con Mell, per cui non doveva esagerare.
Così incominciò a mangiare le patatine, erano sempre ottime così croccanti.Lei non era una persona golosa, ma alcune cose le adorava semplicemente.
"Che nè dici dopo di fare un giro sul lungo mare?"Disse lui
"Perchè no?Sembra bello davvero.Da anni che non lo faccio."
Così poco dopo, bevuto anche il frappè, uscirono e si avviarono alla nave.Praticamente la nave, era agganciata e una volta dentro, faceva un giro circolare a 360 gradi, molti non riuscivano a resistere, e altri invece si divertivano.Altre volte faceva mezzo giro.Ma era bellissimo trascorrere così il tempo con lei.
Dopo aver buttato le varie cose e aver appoggiato il vassoio sugli altri vassoi, uscirono ancora tenendosi per mano.Mentre uscivano lei sentì un bip al cellulare.Così si fermò e lo prese dalla borsa.Si rese conto che era Francesco e che le dava la buona notte.
Così sorridendo anche lei gliela mandò.Poco dopo lui le disse:
"Sei a casa piccola?"
"Si, nel nostro letto."

Lui le mandò un'emoticon con un sorriso a 32 denti.
Poi mise nuovamente il cellulare in borsa.
"Era Francesco?"
Lei lo osservò e poi annuì.Poi parlò:
"Lui si preoccupa molto quando deve assentarsi, per cui mi messaggia e mi chiama spesso."
Poi come se non fosse successo nulla, ancora mano nella mano si avviarono alla nave.
Una volta saliti, si andarono a sedere e dopo che il controllore ebbe controllato i sedili, la nave partì.Lui le disse:
"Stringiti a me, principessa, così ti sentirai piu' al sicuro."
Lei annuì e poi si strinse a lui.Il suo profumo era intenso e le faceva bene, si sentiva bene, come mai era successo, con così tanta completezza.
Mentre rifletteva su questa cosa, la nave fece il suo primo giro completo e a lei per un attimo mancò l'aria, si staccò un po' da lui per vedere quello che la circondava e vedeva tutto confuso e mischiato, era davvero bellissimo.Invece l'uomo si sentiva completo, la stringeva a sè, come a volerla proteggere da tutto e da tutti.Gli aveva dato fastidio il messaggio del suo fidanzato, al piu' presto le cose sarebbero dovute cambiare, lui voleva essere il suo fidanzato.Lievemente, abbassò il viso per sfiorarle la fronte con un bacio leggero e delicato.Era così piccola e fragile, l'avrebbe protetta per sempre e da tutti.
Dopo una decina di minuti di divertimento e risate e mancanza d'aria, la nave si fermò e tutti scesero.
Sempre mano nella mano, anche se l'avrebbe voluta abbracciare forte, si avviarono all' uscita.Buttarono i braccialetti e andarono verso il parcheggio.Aprì la macchina e lei vi salì poi fece il giro e salì anche lui.
Mise in moto e disse:
"Ostia?"
Lei sorrise e annuì.Poi disse:
"Mi sono divertita un sacco stasera e tu?"
"Anche io tantissimo, peccato che domani lavoriamo, altrimenti avremmo potuto fare piu' tardi."
Lei guardò l'orologio e poi disse:
"Be non è tanto presto comunque, è quasi l'una."
"Vorresti andare a casa?"
"No, preferisco venire con te al lungo mare."
"Brava principessa e così faremo.Torneremo presto stai tranquilla."
Poi mise una bella musica di Michael Buble e le prese la mano stringendola nella sua.
Dopo tanti pensieri e dopo aver cantato per un po' le dolci canzoni di Buble, arrivarono al parcheggio del lungo mare.Così si fermarono e lui andò ad aprirle lo sportello, prendendole la mano e baciandogliela con dolcezza, premendo per un attimo la lingua sul dorso, notando la pelle d'oca sulla sua pelle e sogghignando contento.
"La mia principessa, i tuoi desiderisono ordini, siamo arrivati.Vieni."
La tirò con tenerezza e la prese nuovamente per mano e dopo aver chiuso la macchina andarono dal altro lato, e rimasero abbagliati dal mare che avevano di fronte.
"Che nè dici se andiamo sulla spiaggia piccola?"
"Buona idea, perchè no?"
Così entrarono e si fecero una lunga passeggiata, tenendosi per mano e andandosi a sedere poco piu' in là così da poter vedere il mare che arrivava sulla sabbia.Lui la strinse a sè di nuovo.Poi lei gli disse:
"Sai è meraviglioso questo posto, questa tranquillità.Davvero meraviglioso."
La voglia di baciarla era folle, ma non poteva, avrebbe rovinato tutto.Lei finalmente si stava avvicinando non poteva sbagliare proprio ora, eppure le sue labbra erano come una calamita.Non riusciva a non guardarle con brama e desiderio.Guardava le labbra e pi gli occhi di lei, era splendida, era bellissima.Poi un rumore lo fece tornare alla realtà.Alcuni ragazzi attorno a loro stavano mangiando e si trovavano attorno ad un falò.Evidentemente stavano festeggiando qualche cosa.La loro intimità era stata disturbata.
Sorrisero e continuarono a passeggiare, guardando il mare e il cielo stellato.
"Che meraviglia ! Guarda quella è l'Orsa maggiore."
Lu i la stava fissando, era lei la meraviglia, era così bella.Poi sorrise e disse:
"Ti piace l'astrologia?"
Lei gli sorrise e annuì poi disse:
"Si mi piace molto.Stasera si vede tutto molto chiaramente."
"Hai ragione si vede tutto chiaramente.Dai vieni."
Così entrambi si andarono a sedere vicino ad un albero e poi rimasero lì a guardare le onde che arrivavano sulla sabbia e il cielo.Continua



IL GIORNO DOPO
Pov Sarah
Sarah era a lavoro, e stava catalogando i medicinali, mentre pensava al giorno prima, la passeggiata, le giostre, la spiaggia, ma soprattutto, la compagnia di Bryan.Ogni volta che la prendeva per mano, ogni volta che la guardava, ogni volta che la sorrideva lei sentiva un'attrazione pazzesca, lei ad ogni sguardo e ad ogni sorriso, pensava a quanto era sexy e si bagnava.Era un caso perso.L'unica nota positiva era quella che cominciava a conoscerlo meglio.Era uno stronzo, perchè stava con Mell, ma poi ogni scusa era buona per vederla , per tenerle la mano, per abbracciarla.Perchè mai non aveva portato lei sulle giostre?Anche a livello di amicizia, forse non era stato esagerato quello che avevano fatto?IN realtà poi non avevano fatto nulla, però l'intimità che si era creata era la stessa di tanti anni prima.Nulla era cambiato, solo che lei non era piu' l'ingenua stupida e lui era fidanzato, ed in piu' aveva notato in lui una voglia di toccarla, una voglia di sfiorarla inimmaginabile.L'aveva aiutata col cappotto e col cappello.Perchè mai glielo aveva messo?Queste cose non si fanno col proprio ragazzo o ragazza?
Avrebbe dovuto dare un fermo a questi pensieri, ma non ci riusciva.Intanto doveva continuare a lavorare, altrimenti sarebbe rimasta troppo indietro.
Verso le tredici, staccò e andò a chiamare l'amica.Doveva cercaee di non pensarci e soprattutto di non analizzare tutti gli aspetti della situazione come se fosse stata sotto un microscopio, perchè non c'era bisogno, lei stava con Francesco e punto.
Neanche a farlo apposta, le arrivò un messaggio, così lei prese il telefono e lesse:
"Amore, come va?Io sento tanto la tua mancanza, sarei voluto stare con te ieri e farti divertire come solo noi sappiamo fare.Vado a lavoro, mi manchi ti amo."

Lei sorrise.Francesco era perfetto, la amava, la coccolava, la rispettava, la proteggeva, come nessuno aveva mai fatto prima e quando non c'era faceva l'impossibile per farsi sentire quanto piu' possibile.

Così sorridendo lei rispose:
"Anche tu mi manchi, non vedo l'ora che ritorni, vado a mangiare qualche cosa, ti amo tanto tanto."

Così poi si avviò verso l'amica, non voleva rimuginare ancora su questa cosa che non le dava tregua.Però la trovò che chiacchierava col ragazzo dell altra volta, per cui alla fine scese e andò ad un bar, dove si sedette e prese una coca cola e una pizzetta.
Divertita come non mai, si fece un selfi mentre mangiava e poi la mandò al suo ragazzo, che poco dopo le rispose con una risata e un altro selfi di lui che stava al pc.
Era cos' divertente, così simpatico, così dolce, ma perchè questi sentimenti così inadatti e molesti non potevano sparire?Lasciandola in pace col suo fidanzato?Senza di lui lei sarebbe stata felice, con un uomo fanatstico, che pensava solo a lei e nessun altro.Eppure lei non era bellissima, ma l'amore che lui aveva per lei era grandissimo, delle volte bastava solo che lei si poggiasse sul suo torace per sentire il battito accellerato del suo cuore e l'intenerirsi dei suoi occhi guardandola con amore illimitato.Perchè non le bastava?
Dopo aver mangiato pagò il conto e andò via, tornando alla sua scrivania e ai suoi medicinali.Mentre li stava catalogando, fece un altro selfi che sbuffava, che mandò al fidanzato e lui invece restituì un altro selfi di lui che faceva una boccaccia vicino al pc.
Rise da sola.E poi pensò che magari poteva mandare una foto anche a Bryan.Che male poteva fare?Così scrisse sotto al selfi di lei con i medicinali che sbuffava, mi annoio a morte.Tu che stai facendo?

Pov Bryan
Mentre stava lavorando , proseguendo il prgetto dei giorni precedenti, arrivò un messaggio su wahtsapp e lo aprì e sorrise.Quella ragazza così dolce quando sbuffava era ancora piu' dolce e tenera.Così rispose facendo anche lui un selfi mentre era al pc, facendo delle linguacce edicendo che il progetto al quale lavorava era complicato e sarebbe voluto essere altrove, magari in spiaggia con lei.

Pov Sarah
Rimase basita dalla sua risposta e così decise di ritornare a lavoro.
Verso le quattro come sempre uscì.Era stanca, ancora presa da tutti i pensieri.
Non appena arrivò al parcheggio vide una macchina con un uomo appoggiato al cofano ed un grande sorriso.Lei gli rispose.Era Bryan, che sia bbassò per baciarle le guance.
"Cosa ci fai qui?"
"Una sorpresa visto che ti annoiavi.E' arrivato l'allegrone.Che nè dici di andare da qualche parte e divertirci?"
"Tipo?"
"Non so, fammici pensare.Innanzi tutto ci prendiamo qualche cosa da mangiare, che nè dici di una cioccolata ?E poi non so ti piace pattinare?"
Lei sorrise alla sola idea.
"Certo, hai avuto un'idea magnifica lo sai?"
"Allora andiamo a casa tua a posare la macchina, che poi salirai nella mia."
Così fecero e nel frattempo, Sarah pensava se era giusto quello che stava facendo e se successivamente avrebbe sentito la mancanza di questi incontri.Ma credeva di no, perchè quando c'era il fidanzato lei si sentiva completa.
Dopo una decina di minuti e tanti pensieri che le brulicavano in testa, le lacrime, la sofferenza, il tentato suicidio, la rinascita e adesso il ritrovarsi con un uomo super sexy ma moto stronzo e fidanzato anche lui, non capiva piu' se la loro era amicizia.Secondo lui lo era.
Arrivati, parcheggiarono e successivamente lei entrò nella sua macchina.Spostò la valigetta del lavoro con relativo portatile e li mise dietro e poi partirono.Lui le allacciò la cintura con tenerezza e poi andarono verso la caffetteria.
Si fermarono al Gran Caffè vicno piazza Venezia, e dopo aver parcheggiato scesero e lui la prese per mano avviandosi al interno.Presero un tavolino vicino alla vetrina e poco dopo arrivò il cameriere per gli ordini.
"Cosa vi porto signori?"
"Due cioccolate calde con un vassoietto di biscotti al cioccolato."
"Va bene."
Così si allontanò.
Lei rimase a guardare Bryan, che alla luce del pomeriggio era ancora piu' sexy del solito, con quei capelli che avevano riflessi arancioni, e quel torace seppur coperto con un pullover pesante, ampio e muscoloso.Chissà cosa si provava a stare accoccolata lì.Ma cosa pensava mai?
"Preferisci il cioccolato fondente o al latte?"
Lei rispose:
"Al latte, magari anche con le mandorle dentro.Oppure bianco.Lo adoro, assieme alla nutella."
Lui sorrise intenerito, perchè lei aveva chiuso gli occhi per il solo desiderio del pensiero della cioccolata binca.
"Anche a me piace però preferisco la fondente."
Poco dopo il cameriere portò il vassoio con le due cioccolate e anche due bicchieri di acqua, col vassoio di biscotti.
Così mentre mangiavano continuarono a chiacchierare.
"Che prepari stasera?"
"Stasera penso che mi cucinerò il riso alla cantonese, lo adoro e tu?"
"Io me la cavo abbastanza bene con la carne, penso una fetta di vitello arrosto con insalata."
"Buono."
"Magari qualche volta te la cucino."
Qui Bryan le fece un occhiolino e lei sorrise.
"MMmmHHHH deliziosa.Meravigliosa."
Chiuse gli occhi mentre sentiva che la cioccolata scendeva giu' dalla bocca allo stomaco.
Lui sorrise e le passò un fazzolettino sulle labbra che si erano un po' sporcate, facendola stupire.E infine sorridere e chiedere:
"Ero sporca molto?"
"Solo un po'."
"E' divina.Non c'è nulla meglio della cioccolata."
Dopo aver sgranocchiato anche qualche biscotto, si alzarono e lui la aiutò a mettere il giaccone, il cappello e la sciarpa, sentendo dentro di sè una gioia infinta facendo quel gesto.Poi indossò il cappotto anche lui e pagò per poi andare via.
"Certo è che dopo aver mangiato uno si sente meglio."
"Hai ragione.Vieni piccola principessa."
La prese per mano e andarono verso la macchina.Poi dopo aver messo la musica di Mika, partirono per andare all Ice village.Si sarebbero divertiti da pazzi.
Pov Francesco
Era quasi sera e tra poco sarebbe sceso per cenare con gli amici.Ma era rimasto un po' stupito dal fatto che gli era successo a pranzo.Erano andati ad un ritorantino molto carino, stesso in città, giusto per uscire.Mentre pranzavano, aveva visto una donna ad un altro tavolo che cercava di farsi notare da lui, si era messa piu' dritta, aveva un po' ammiccato,aveva fatto vedere come era vestita alzandosi e andando al bagno, era una bella donna, con gambe lunghe e toniche vestita con un jeans aderente e una maglia dorata con pullover abbinato. Finchè dopo pranzo, si era alzata e si era avvicinata al loro tavolo.Non si era fatta pregare e si era adagaiata sulle sue gambe.Aveva cominciato a leccargli il lobo dell orecchio e a quel punto aveva detto:
"Questa è la mia camera siamo nello stesso albergo, ti ho visto varie volte durante le riunioni, io sono Margot Straswberry, un ingegnere elettronico e tu mi piaci molto.Ti aspetto stasera , magari ci beviamo un drink e ci conosciamo meglio."
Lui di solito non avrebbe mai rifiutato, in quanto lei era davvero bella, ma lui era innamorato e il viso della sua piccola gli veniva sempre in mente così disse:
"Mi dispiace, ma io non posso, il mio cuore è di Sarah, la mia fidanzata."
E con estrema eleganza l'aveva fatta alzare dalle sue gambe, enormemente infastidito e disgustato.
Sorrise al pensiero di come era rimasta quella donna.Se avesse voluto avrebbe potuto tradire la sua donna, sempre, aveva mille possibilità per farlo, ma perchè avrebbe dovuto?Così adesso mentre si asciugava dopo la doccia, pensava al fatto che finalmente tra soli tre giorni sarebbe tornatoa casa.E i suoi colleghi erano rimasti basiti dalla sua scelta, in quanto tutti avrebbero pensato che lui accettasse.Ma perchè rovinare una storia che durava da un anno, per una avventura di una notte o due?Per poi magari sentirsi anche in colpa.La sua principessina veniva prima di tutto.

Pov Bryan
Non appena arrivarono al Ice Village, entrarono e si fermarono alla reception.La signorina chiese loro i numeri delle scarpe e poi diede loro i pattini.Così si cambiarono e poi aiutandosi a vicenda mano nella mano entrarono in pista.Incominciarono semplicemente a pattinare, piano piano come se camminassero, per prendere mano, e poi incominciarono a correre e fare le giravolte, ridendo come ragazzini, mantenendosi con entrambe le mani, e lui mentre correvano e giocavano tra loro, difatti l'aveva fatta girare attorno a lui, come se stessero ballando, aveva cominciato a chiacchierare:
"Sei brava lo sai principessa?"
Lei sorris e disse:
"Anche tu."
"Quando hai imparato?"
"Avevo dieci anni, il pattinaggio era una cosa che adoravo, da piccola avrei voluto farne una carriera.Ma poi a tredici anni, durante una gara, sono caduta e il medico mi disse che avrei potuto ricominciare a camminare e correre, ma non avrei potuto piu' fare pattinaggio sul ghiaccio come carriera."
"Mi dispiace piccola."
"Non dispiacerti, il lavoro che faccio mi piace moltissimo, ed era molto tempo che non venivo in una pista come questa.E tu invece?"
"Io ho sempre amato gli sport, di tutti i tipi, il surf, il football, e anche il pattinaggio.Da piccolo li ho fatti tutti, non desideravo farne un lavoro, ma mi piaceva.Poi alla fine a scuola ho continuato con il football che mi ha dato una borsa di studio per l'università che ho scelto."
Poco dopo si fermarono e cominciarono a camminare di nuovo.
"Sai io facevo le piroette, le capriole, loe spaccate , ho trascorso anni di allenamento intenso, e oggi mi sento particolarmente contenta di essere qui con te e conocerti meglio.Avevi raione possiamo essere amici."
Intanto Sarah pensava che non si divertiva da tanto come quel giorno, ma soprattutto non appena la sua mano la sfiorava, si eccitava come non mai, la pelle d'oca dappertutto e il suo tanga preferito bagnato all inverosimile.
Era incredibile l'effetto che lui le faceva, era davvero incredibile, i suoi capezzoli inturgiditi li sentiva che premevano nel tessuto del reggiseno impalpabile che indossava.Per fortuna non erano visibili, ma lui restava uno stronzo, anche se non appena la sua mano la sfiorava lei impazziva, come una macchina difettosa.Amava il suo fidanzato, ma non riusciva a controllare quello che il suo corpo sentiva.Guardò il suo anello, non lo toglieva mai e tornò con grande fatica alla normalità.Lei non poteva arrendersi così, doveva vincere il buon senso e l'amore che provava per Francesco.
Bryan intanto quando aveva detto la parola amici ci era rimasto male per un secondo, ma poi aveva visto il polso sottile e bianco di lei con la pelle d'oca e sorrise pensando che il piano funzionava anche se lentamente.Lei invece non riusciva a staccare gli occhi dalla peluria del polso forte e maschio dell uomo, che era tutto ritto, anche lui era eccitato come non mai.

Bryan non riusciva a toglierle gli occhi da dosso.La immaginava nuda, con il tanga e il reggiseno di seta, su un letto, sotto di lui mentre la baciava e la leccava fino a farla gemere dal piacere, fino a farla urlare, urlare così tanto, da farle desiderare solo e soltanto lui e non quel allocco con il quale lei stava.Non poteva credere che i due convivessero, ma era così perchè l'aveva accompagnata a casa sua, si ma dal fidanzato.Non poteva pensare che lei poteva fare tutto quello che lui avrebbe voluto farle, ma col fidanzato, magari lui poteva fare il bagno aromatizzato con lei, baciandola, leccandola, avere quei seni meravigliosi nella bocca, quei capezzoli che immaginava bottoni sporgenti e scuri, desiderosi di essere bramati come non mai.Di leccarla, lì dove c'erano quei petali meravigliosi, che lui immaginava bruni e ricci come lo era lei, delicati come lo era anche lei.Non riusciva piu' a pensare ad altro che a lei, a quella passione rovente che bruciava nel suo sangue, nelle sue vene, al solo guardarla, pensare di averla bramarla al piu' presto possibile, e non poterlo fare, perchè doveva fare l'amico, perchè lui era stato un cazzone.Avrebbe dovuto farla pagare a sua sorella.La sua dolcezza, il suo sorriso, la sua pelle bianca perlacea, la sua fisicità così morbida e le sue ossa così sottili.Quelle labbra che avrebbe voluto mangiare, rosee piccole e morbide come un frutto maturo.Chiuse il pugno fortemente, pensando a quello che il fidanzato poteva avere e lui no.Poteva anche metterci la lingua in quei ricciolini, sfiorarli, leccarli, entrare dentro di lei, assaporare il suo sapore, godere ingoiandolo tutto, succhiandolo tutto e sapere che la sua donna aveva goduto di tutto.A lui importava solo di lei, magari prenderla dopo averle dato piacere, piacere immenso e senza fine.Sentire i suoi gemiti, sentire lei che alla fine cadeva esausta tra le sue braccia stanca e godereccia sorridendogli.

Lei alla fine, gli sorrise e disse:
"Anche se non sei un professionista pattini benissimo."
Lui si scosse e rise cercando di tornare in sè, doveva essere un amico e quell anello gli ricordava l'ostacolo insormontabile che doveva superare.

Questo a lui succedeva solo guardandola.
Pov Sarah
Non sapeva che i pensieri di lei erano simili.Guardava il suo viso maschio, guardava le sue labbra un po' secche ma così sexy, guardava la sua mano che la faceva volteggiare con quel polso così grande e scuro rispetto al suo, e si sentiva eccitatissima, e ad un certo punto cominciò a pensare alla sua bocca, sui suoi capezzoli, alla sua lingua che li leccava, che li titillava facendola gemere, dall'intensità di quello che provava.Sentire quella testa sotto di sè, quei ricci rossi, che lei avrebbe potuto tirare nel godimento intenso, della sua lingua che giocava dentro di lei, prpvocando solo piacere, fiotti e fiotti di intenso piacere, una lava che non avrebbe mai potuto avere fini, un'intensa e dolorosa felicità.

Pov Francesco
Ormai erano le diciannove e quarantacinque, così vestito in jeans e pullover, prese il suo giaccone e scese giu' alla reception, dove i suoi colleghi sarebbero scesi tra qualche minuto.Sorrise, sarebbero andati a cenare fuori, approfittando anche di girare un altro po' della città.
Così dopo alcuni minuti in cui lui era seduto su un divano, vide gli amici e si alzò.Tra loro c'era una donna che non conosceva.Fu la sua collega che la presnetò:
"Francesco lei è una mia amica, abita qui, anche lei è ingegnere, si chiama Margot Tyler."
"Piacere."
"Piacere mio.Ma vieni con noi?"
"Si."
"Allora andiamo dai."
Il suo amico gli fece un occhiolino.Aveva capito che a quella donna lui piaceva.Francesco lo guardò impensierito.Lui era pieno di donne, ma era anche stanco.Ovunque andava si trovava circondato.Anni prima a lui sarebbe piaciuto, giacere con donne diverse ogni sera, ma da quando stava con la sua piccola, nessun'altra la superava.Lui desiderava e voleva solo lei.Le altre al suo confronto non erano nessuno.Anche se quella Margot era davvero bellissima, sinuosa, alta, gmabe lunghe, seno grande, occhi azzurri e capelli biondi.Lui era un metro e novantacinque lei forse era un metro e ottanta.Una donna davvero bella, sembrava un puma, elegante e donna al cento per cento.
Uscirono e presero un taxi per andare in giro.La città di sera era splendida.
La donna, quella ragazza amica della collega, lo stava fissando, non faceva altro che guardarlo e sorridergli.
Fosse stato single, quella notte avrebbero potuto godere come pazzi.Immaginava quelle gambe lunghe da cavallerizza avvolte attorno a lui, immaginava le sue urla, immaginava i suoi seni stretti attorno ai suoi palmi, i suoi capezzoli sotto ai suoi palmi caldi.Rimase scioccato.Lui questi pensieri non li faceva mai.Era un uomo, e si sa le tentazioni c'erano per tutti.Ma per lui Sarah era una priorità.Quella donna da un anno a questa parte, era la prima che lo faceva pensare a queste cose.Ma nons arebbe successo nulla.Sentì il pantalone che gli andava stretto.Si era eccitato.Era rimasto basito.E pensò amico mio stai calmo, tra pochi giorni torniamo dalla nostra piccola principessina.
Arrivati al locale, si fermarono ed entrarono.La donna si volle sedere vicino a lui, facendolo sentire eccitato come un ragazzino, per un sacco di tempo e quando ordinarono la cena, oltre che mangiare, quella donna gustava il suo cibo in maniera sexy e provocante, desiderava farlo eccitare ancora di piu'.Ma proprio in quel momentosentì il cellulare suonare.Così lo prese e sorrise.Era la sua piccolina.In un momento dimenticò tutti e sorrise estasiato ripsondendole immediatamente.Lei gli aveva scritto:
Mi manchi tanto.Torna presto e lui le aveva risposto anche tu mi manchi ti amo.In questo momento sono ad una cena di lavoro.Vorrei essere con te.
Se non fosse stato per il messaggio, probabilmente sarebbe caduto in tentazione mordendo quelle labbra tentatrici e scopandosela fino al giorno dopo, con estrema soddisfazione, distruggendo una relazione di un anno.

Pov Sarah
Mentre uscivano dal Ice Village, aveva pensato al suo fidanzato.Per cui aveva preso il cellulare e gli aveva scritto un messaggio.Lui l'aveva chiamata due ore prima.Poco dopo arrivò la risposta e lei sorrise.Di certo l'avrebbe chiamato piu' tardi per la buona notte.Bryan invece strinse i pugni e i suoi occhi divennero due lame taglienti.Di certo era il fidanzato.Il sorriso di Sarah era diventato ad un tratto dolcissimo.Lo vedeva che lei lo amava.E questo era durissimo per lui, lui che aveva avuto ai suoi piedi decine e decine di donne.
Così uscendo disse:
"Che nè pensi di cenare insieme?"
Lei lo fissò e disse:
"Ok perchè no?"
Lui le disse:
"Dai ti porto da me, cucino io qualche cosa per te."
Lei lo guardò stupita.Lo era anche lui, ma desiderava averla dentro casa sua, nel suo territorio, vederla camminare sul suo pavimento, vederla cucinare nella sua cucina, voleva che stesse seduta sulla sua poltrona voleva che stesse sempre in casa sua.Ma per ora doveva bastargli questo.
"Magari mi aiuti a tagliare l'insalata e ad apparecchiare la tavola."
Lei annuì sorridendo.Non stavano facendo nulla di male in fondo.Erano amici e si stavano godendo la serata.
Così si misero in auto e partirono.Misero la musica di Michael Buble e dopo una mventina di minuti arrivarono a casa sua.
Non doveva pensare che tra poco piu' di un paio di ore, l'avrebbe dovuta accompagnare a casa del suo fidanzato.Quell anello lo aveva sempre sott'occhio e questa cosa non poteva dimenticarla.Andare nella loro casa, andare nel "suo letto", andare nella "sua cucina", nel "suo bagno".Un suo che non era a casa sua, ma a casa di lui.Una donna che non apparteneva a lui ma a l'altro.Per questa sera si sarebbe accontentato delle briciole.Ma presto avrebbe avuto il biscotto intero, anzi il pacco.Lei e lui per sempre.Punto.
Così arrivati sotto casa sua, scesero e mano nella mano arrivarono al palazzo e lui prese dalla tasca la chiave a prì il cancello, poi salirono in ascensore e dopo aver premuto il terzo piano l'ascensore partì.Lei sentiva il cuore battere molto forte.Anche lui inaspettatamente.Era una stuoidissima cena, e lui era emozionato come un povero stupido fesso.
Cena e ritorno
Una volta entrati appesero i giacconi sull attaccapanni e poco dopo entrarono in un salone.Lei rimase per un attimo ferma a guardarsi intorno, e nel frattempo lui le disse:
"Ti va un bicchiere di vino?"
"Si perchè no?"
Così lei lo seguì verso la cucina.Non credeva che un uomo che vivesse da solo potesse essere così ordinato.Delle volte anche per lei era difficile esserlo.Sorrise, pensando che nella sua camera, comunque c'erano sempre cuscini e pullverini appesi alle sedie.Sul comodino un'immancabile bottiglia d'acqua per la notte e magari appoggiati un libro che leggeva se non vedeva la televisione.La casa di Bryan era davvero bella.Il salone era ampio, composto da un grande divano e due poltrone grigio antracite, un tappeto in terra con chiazze di diverso colore, un tavolino con un porta liquori e un mega schermo su un mobile di fronte al divano, assieme a molte coppe per il foootball.Era essenziale e molto bella.Alla finestra una tenda anche essa grigia di due tonalità.
La cucina era altrettanto pulita e sistemata.Aveva una cucina blu, a muro con piastrelle bianche e un frigo molto grande con un tavolo e 5 sedie.Vicino c'era uno scaffale col telefono e vari oggetti, tra cui penne, blocchetti.
Così mentre assaporava il vino fresco, disse:
"Mi piace casa tua lo sai?E' bella e essenziale, anche io sono così, non amo i ninnoli per la casa, solo le cose indispensabili."
"Mi fa piacere che ti piaccia, dai accomodati, intanto io mi organizzo per la cena."
Bryan si sentiva emozionatissimo.Finalmente era in casa sua, si sentiva il suo profumo, lei si era adagiata su una sedia vicino al tavolo, e lui vedeva questa scena come se fosse una scena di un futuro prossimo, lei che era lì che lpo aspettava per mangiare assieme, lei che lo aspettava qui magari per chiacchierare o cucinare insieme o semplicemente per guardare la tv o coccolarsi stretti insieme.
Così si avvicinò al frigorifero e lo aprì.Lei nello stesso istante si era alzata perchè desiderava aiutarlo e rimase a guardare l'interno del suo frigorifero.Era molto ordinat e le cose erano messe in ordine perfetto.Tutto nei contenitori con le etichette e poi c'era un contenitore che conteneva i formaggi e in un lato c'era un contenitore con della carne, avvolta da carta argentata.
"Dai ti aiuto, cosa mangiamo?"
"Allora incomincio a cacciare la carne, così la facciamo arrostita con un'insalata ok?"
Lei lo fissò sorridendo e poi disse:
"Ti va se oltre la fettina cucino io un primo?"
Lui la fissò contentissimo, finalmente sembrava che un piccolo sogno si avverasse.Lei era lì con lui e avrebbe cucinato con lui, avrebbe assaporato un piatto fatto da lei e dopo si sarebbero seduti per mangiare insieme.
Così annuì raggiante.
"Si mi farebbe molto piacer se cucinassi tu qualche cosa."
Così presero gli ingredienti e comincarono a cucinare.Quando chiuse lo sportello del frigo vide che c'erano un sacco di calamite che rappresentavano le città che lui aveva visitato e disse:
"Bellissime, anche io adoro le calamite sul frigorifero.Abbiamo un sacco di cose in comune."
Lui le sorrise ancora di piu'.Poi mentre lui si destreggiava tagliando la lattuga, lei invece aveva deciso di fare un risotto con i funghi.Era uno dei piatti che meglio le riusciva.Così prese il pacco di riso e i funghi dal freezer e si diede da fare.
"Sai cucinare bene?"
Lei gli sorrise e disse:
"Si me la cavo bene, almeno questo è quello che mi dice Francesco."
Lui nell arco di qualche minuto, tornò con i piedi per terra, pensando che lei dopo sarebbe stata sua nuovamente.Ma mentre stava cucinando, notò che aveva la pelle d'oca.Lui sorrise, perchè succedeva anche a lui, le bastava guardarla e sembrava che accadesse anche a lei.
Lui notava la velocità con la quale tagliava le fettine di melanzane per poi metterle in padella e friggerle.
Lui nel frattempo aveva preso le fette di carne di vitello e aveva messo la padella sul gas per farla riscaldare.

Pov Francesco
Ormai era l'ultimo giorno, il giorno dopo sarebbe ripartito ed era molto contento.Le tentazioni ci sarebbero sempre state, l'importante era combatterle.Così decise di chiamare la sua ragazza.

Pov Sarah
Mentre stava cucinando, il cellulare stava squillando, così mise la teglia nel forno e poi andò verso il terrazzo a parlare.
Bryan si rese conto che era il fidanzato e un'ira che poche volte aveva sentito, lo stava invadendo ed in piu' chiuse le sue mani a pugno, cercando di non arrabbiarsi.Ma comunque lo sapeva che la guerra sarebbe stata dura e per cui, non poteva farsi prendere da tutto questo nervosismo.
Visto che lei non se nè era accorta arrivò al limite della finestra per sentire.Non avrebbe dovuto, ma quello che si dicevano, avrebbe potuto essere in un altro mondo, cose che si sarebbero detti tra loro ed era questo che lo faceva sentire così arrabbiato e deluso.

"Ciao amore, come va?"
"Bene e tu?"
"Bene anche io, finalmente domani riparto, non vedo l'ora di vederti, e finalmente di stare nello stesso letto.Spero che non dovrò piu' fare viaggi, perchè senza di te è una cosa molto triste.Mi manchi da morire."
"Amore, domani posso anche venire a prenderti, perchè esco prima dal lavoro."
"Davvero?Sono felicissimo e domani sera staremo insieme e recupereremo tutto.Ma piuttosto cosa stai facendo?"
"Sto cenando, mi srìto facendo una bella bistecca."
"Da sola?"
"Si."
"Dai cucciola domani ci vedremo di nuovo, ti amo tanto.Buona notte."
"Anche io notte amore."
Nel frattempo, Bryan era andato via dopo le prime frasi ed era andato in camera sua a prendere la chitarra per poi tornare lì nella terrazza.
Si appoggiò alla ringhiera e cominciò a cantare.
Lei aveva appena chiuso il cellulare ed era rimasta incantata a fissarlo.Sotto la luce della luna, i capelli rossi risaltavano, facendolo sembrare quasi una divinità guerriera, tipo Marte il dio della guerra.Era superbo e bellissimo e quella voce roca che cantava le faceva venire la pelle d'oca e tanta voglia di baciarlo, come attirata da una calamita.Improvvisamente un desiderio folle la prevalse, facendola bagnare e sentendo i capezzoli che si inturgidivano.Non riusciva a resistere e come se fosse una lucciola accecata dalla luce si avvicinò come se volesse baciarlo, ma mentre gli toccava il polso, improvvisamente tornò in sè e cominciò a cantare anche lei.

Pov Bryan
Bryan era rimasto accecato a guardarla.Era bellissima.Per un attimo aveva sperato che lei lo lo baciasse.Ma come aveva potuto pensarlo?Eppure a lui era sembrato che lei lo stesse per fare.Lui capiva cose come questa.Aveva avuto molte donne e il desiderio lo leggeva negli occhi di quella donna.Sorrise, il piano in un modo o in un altro stava andando faticosamente avanti.
Poco dopo cominciarono a cantare Celentano e Mina, acqua e sale.
L'eccitazione di pochi minuti prima, piano piano si era trasformata in un' atmosfera di romanticismo e di calore.Si trovavano in una bolla di intimità solo loro.Si divertirono per un bel po' finchè non decisero di tornare dentro, pensando al fatto che il forno tra qualche minuto avrebbe suonato.Difatti fu così.Il tempo di apparecchiare la tavola.Lei era abituata a mettere tutto uguale, ma invece lui, prese dal mobile due bicchieri colorati e due sotto piatti dello stesso colore dei bicchieri blu e rosso.Le posate e i tovaglioli.Poi lei con le presine cercò di prendere la teglia dal forno, ma alla fine la prese lui, quando vide che aveva paura che si scottasse.E la mise in tavola.Poi disse:
"Che buon profumo, di certo sarà buonissima.HHHMMM che fame."
Così cominciarono a mangiare contenti.Dopo il primo boccone, lui la fissò sorridendo e disse:
"Da oggi questo piatto sarà anche il mio preferito, great."
Lei lo guardava sorridendo felice.E disse:
"Sapevo che ti sarebbe piaciuto.Poi peròmi farai assaggiare qualche cosa Canadese non appena potremo."
"OK aggiudicato, sarà la prossima volta che ceneremo assieme ok?"
Lei annuì, poi pensò che a breve tornava il fidanzato e che non avrebbe potuto farlo, però pi disse:
"Tra poco sarà il mio compleano, magari potremo organizzare una festa e tu potresti portare qualche cosa del tuo paese che dici?"
"Davvero?E' il tuo complenno?Bello, certo perchè no?"
"Cosa pensi di organizzare?"
"Pensavo qualche cosa a casa mia, con gli amici."
"Bello davvero."
Poo dopo lui fece il bis e poi si alzò per riscaldare le fettine di carne nuovamente in padella.Poi con un colpo di mano le mise nei piatti, e lei nel frattempo aveva preso l'insalata dal ripiano e cominciò a metterla .Sembravano una squadra ben riuscita.Questo pensava lui, che desiderava averla nella sua casa al piu' presto possibile.Il feeling che aveva sentito con lei, lo sentiva ancora di piu' ora.
"E dimmi che tipo di festa sarà?"
Così accese la radio mentre prendeva il tiramisu' e l'uva.Aveva un gran desiderio.Così lo realizzò.Prese dei chicchi di uva e li avvicinò alle sue labbra.Così ebbe la possibilità di fiorarle per un attimo, poi lo rifece lasciando per un secondo il dito al suo interno che si riempì di saliva.Alla fine eccitatissimi, lui le chiese di ballare:
"Signorina, vuol ballare con me?"
Lei ancora eccitata e rossa, ridendo allegramente annuì.
Lei gli prese la mano e così lui la fece volteggiare allegramente per due volte.Poi la strinse a sè forte schiacciandola quasi, così da sentire il battito del suo cuore che pompava follemente e si eccitò ancora di piu', stringendola ancora di piu' a se.Così da sentire il suo profumo di donna e vaniglia, la sua essenza di femminilità e i suoi capezzoli inturgiditi.Mentre lei sentiva la sua mascolinità eccitata molto evidente, e la sua forza maschia, col suo profumo di cocco.
La musica che si diffondeva era di Celine Dion, I will always love you.Proprio la canzone adatta, parlava di lui, che la amava e l'avrebbe amata per sempre.Non solo desiderata, ma amata.Lui la amava.Forte di questa consapevolezza, la strinse ancora di piu' a sè.I loro corpi si incastravano perfettamente.le sue rotondità si incastravano perettamente con le sue parti maschie.Si sentiva completo, come mai prima.Lui l'avrebbe protetta per sempre.Pensando che al piu' presto possibile lei sarebbe stata sua per sempre.Alla fine delle note della canzone, stanchi ed eccitati tornarono a sedersi per mangiare il tiramisù che lui però decise che dveva imboccarla.Sentiva dentro si sè un sentimento enorme.Quella italiana sarebbe dovuta essere sua prestissimo,Non riusciva piu' ad aspettare e resisterle.Non riusciva piu' ad essere solo amico.Non riusciva piu'.I suoi sentimenti stavano scoppiando.Non aveva mai sentito nulla di simile.Le donne che aveva rifiutato, le donne con le quai aveva avuto avventure si sarebbero sbellicate dal ridere.Ma lui era follemente innamorato.
La radio fece un'altra bellissima canzone, di Michael Buble che ballarono romanticamente.Per un attimo lei aveva dimenticato tutto, tutto quello che li circondava, pensando solo al calore che sprigionava quell uomo.Un mix di attrazione e calore.
Erano ormai le undici passate, quando decisero di andare in salone a vedere un film sul teloevisore e decisero di vedere Outlander.Le avventure della bella Claire e di Jamie Frazer a lei erano sempre piaciute, e si stupì del fatto che piacevano anche a lui.
Si sedettero sul divano, lei rannicchiata, senza scarpe, e lui seduto normale.Sembravano una famiglia.Non ci volle molto, che lei poggiasse il suo viso sul suo braccio e quindi lui la abbracciò.In quell'aria romantica continuarono a vedere la fiction, fino alla fine.Poi si alzarono, e con notevole sforzo, si sistemarono nuovamente per tornare a casa di lei.
Il giorno dopo
Era in ufficio quando ricevette l'sms per whatsapp.Sorrise quando vide che il messaggio era del suo fidanzato, che finalmente tornava e gli stava dando l'orario.Intorno alle 16 arrivava in aereoporto.Per cui gli mandò un altro sms che diceva che a quell'ora si sarebbe fatta trovare lì.
Intanto mentre lavorava non poteva fare almeno di pensare alla splendida serta trascorsa con Bryan.Erano stati benissimo ed era stato speciale.Neanche a farlo apposta, sentì un nuovo bip e vide che era proprio lui, che le faceva una linguaccia dal suo pc in ufficio, così ridendo, gli mandò anche lei un'altra foto , una in cui prendeva un caffè vicino al pc e sorrideva contenta.
Era anche questo a far si che erano così amici, così incredibilmente in sintonia.Le stupdaggini erano bellissime e facevano parte di entrambi loro due.

Erano stati giorni pieni di tante cose, ricchi di lavoro ma anche di intensità.Stare con Bryan seppur solo per amicizia era stato davvero molto bello.La sua allegria, la sua spontanietà, la sua vogli adi uscire e di farle delle sorprese.Sorrise, almeno non aveva sentito molto la mancanza del fidanzato e non si era arrovellata a fare pensieri, per dare una risposta che non aveva.Era rimasta daccordo, che sarebbe andata a prenderlo in aereoporto, e che sarebbe uscita un paio di ore prima.

Pov Francesco
Era ormai arrivato in aereoporto e con la valigia sulle spalle, si stava avviando all uscita.Non vedeva l'ora di rivedere la sua ragazza.Le era mancata incredibilmente e finalmente era tornato.L'aria di casa, comunque era sempre l'aria di casa.Poco dopo uscì e si appoggiò all'uscita.
Pov Sarah
Era arrivata con la macchina ed aveva parcheggiato.Poi era scesa e non appena lo vide gli andò incontro, buttandosi su di lui, che la prese tra le braccia e la strinse a sè, come a volerla attaccare a sè e farla ancora piu'sua.
"Quanto mi sei ancata piccolina mia, non puoi immaginare.Ma tanto tanto."
"Anche tu mi sei mancato, lo sai?"
Pov Bryan
Si sentiva molto nervoso, per cui, decise di andare in camera sua, dove teneva il sacco di boxe, sapeva che oggi il fidanzato sarebbe tornato e lui voleva sfogare quela rabbia intensa che provava, una rabbia che non riusciva a contenere.Così incominciò a dare pugni, pugni sempre piu' forti e piu' potenti, graffiandosi le mani, ma non smettendo.Era uno stupido, perchè era successo a lui?

Pov Francesco
Aprì casa sua con le chiavi e la prima cosa che fece, fu buttare la valgia per terra e prenderla tra le braccia.Era così dannatamente felice, quella donna era sua e l'anello al dito lo dimostrava.Era sempre lì e non desiderava altro che lei.
Sarah era immesamente felice di ritornare col suo ragazzo, anche se in un piccolo angolo del suo cuore, sentiva un po' la mancanza di Bryan e di tutto quello che era successo, soprattutto l'attrazione animale che provava.Non poteva fare al meno di pensare a cosa sarebbe successo se anni prima si sarebbero scambiati i cellulari.Non avrebbe passato tutti i suoi guai, e non sarebbe divenuta così dura e realista, ma sarebbe stata sempre una sognatrice e una stupida, che pensava solo al principe azzurro.
Si avviò verso la camera da letto, ridendo come non mai, pensando che lei aveva dormito lì, che nella sua casa c'era il suo profumo, le sue cose, i suoi vestiti, le sue risate e si il suo amore.Il suo amore che sarebbe diventato presto tangibile con il matrimonio.Mentre la portava sentiva le sue risate e si sentì l'uomo piu' felice che ci fosse.

Pov Bryan
Erano ore che dava pugni al sacco, aveva deciso di fare una doccia e di scendere.Doveva sfogarsi.Aveva deciso di andare ad ubriacarsi in qualche bar.Così prese il giaccone e uscì.Andò a prendere la sua macchina e poi partì.Quella sera si sarebbe ubriacato sul serio e poi sarebbe tornato a casa, magari si sarebbe fatto una donna qualsiasi.Si sentiva davvero stanco.

Così decise di andare ad un bar al centro di Roma, da solo senza chiamare nessuno.Quella sera non se la sentiva di stare con nessuno, forte la depressione e la rabbia intensa che provava.Una volta arrivato parcheggiò ed entrò.Arrivato al bancone, incominciò a ordinare whiskey, dopo essersi tolto il cappotto.Quella sera voleva uscire da lì così fatto, da non sentire nulla, solo il nulla.
Prese il liquore che il barman gli aveva preparato e lo bevve tutto di un fiato, poi appoggiò il bicchierino e nè chiese un altro.Pensava a quanto fosse stato felice con lei e a quanto quella felicità si era sbriciolata quando il fidanzato aveva chiamato ma soprattutto quando dopo unaserata bellissima, aveva pensato che lei doveva tornare a casa da lui.Inconcepibile.Non riusciva a pensare ad altro, lei che ballava con lui, lei che rideva cin lui, lei che gli preparava piatti italiani apposta per lui, e invece vedeva il contrario, tutto per il fidanzato nulla per lui.Si sentiva annientato.Si mise le mani tra i capelli e poi chiese il quinto whiskey della serata.
Al sesto whiskey, il barman non volle piu' dargliene.Così pagò e uscì.Prese nuovamente la macchina e andò ad un altro bar sempre nelle vicinanze, parcheggiò ed entrò e dopo essersi tolto il giaccone si avvicinò nuovamente al bancone e chiese un whiskey.Pensava a come era stupido e che adesso avrebbe potuto essere tra le sue braccia, magari a fare l'amore con lei e invece era solo come un cane senza nessuno.Era un povero stronzo.Al sesto whiskey ormai eraal limite, pagò e andò via.Decise che sarebbe tornato a casa e avrebbe chiamato Molly, una sua scopa amica, non la chiamava quasi mai, ma quella sera le serviva.
Si mise in macchina, si sentiva un po' stordito e sperava che a quell'ora della notte non venisse fermato dalla polizia, sorrise , sarebbe stato assurdo e partì.Aveva gli occhi iniettati di sangue e nessuno di quelli che lo conoscev l'avrebbe riconosciuto in quell uomo stanco e perso nelle sue angosce.Dopo una decina di minuti, parcheggiò e uscì un po' brancolando.C'è l'aveva fatta per fortuna, si avviò verso casa sua e aprì il portone.Poco dopo, si tolse il cappotto e poi prese il cellulare e chiamò la donna.Nè aveva davvero molto bisogno.
La donna rispose e annuì.Sarebbe stata lì in venti minuti.
Mentre l'uomo si era andato a togliere le scarpe per mettere le pantofole, pensava a come si era ridotto.Era stanco e sfiduciato.Dopodicchè si andò a sedere in poltrona, aspettando che la donna arrivasse.Non ci sarebbe stato amore pensava, quella sera sarebbe stata solo sesso e per di piu' avrebbe pensato solo a lei, la sua piccola italiana.Si sentì così arrabbiato che in un impeto di furia, si alzò dalla poltrona e cominciò a buttare in terra tutto quello che aveva attorno.Era come impazzito.Buttò in terra il pc, con una manata, poi i bicchieri e la bottiglia che erano lì vicino, scaraventandoli in terra.La mano destra sanguinava un po', ma lui non ci aveva fatto caso.Non si era sentito mai così furente nella vita.Fu in quel momento che sentì il suono del campanello.Si sarebbe sfogato con Molly.La andò ad aprire e neanche alcuni secondi dopo la spinse sulla porta stessa alzandole la gonna e buttandole giu' le calze e gli slip e poco dopo abbassandosi anche lui la zip dei pantaloni cominciò ad entrare dentro di lei, spingendo e spingendo, cercando di sfogare la rabbia e l'angoscia che l'aveva preso.Aveva le mani sulla porta e continuava a spingere, mentre lei si aggrappava forte a lui, e poco dopo caddero in terra continuando a fare sesso.Non desiderava tenerezza, non desiderava dolcezza, no solo brutalità e sfogo.Per cui ad un certo punto, uscì da dentro di lei e la fece abbassare per farselo mettere in bocca.Le manteneva forte i capelli cercando di farla avvicinare sempre di piu', come a volerglielo fare ingoiare.Non provava che rabbia e angoscia, una rabbia che non riusciva a sfogare in nessun modo.Anche se stava facendo sesso, no si sentiva affatto meglio.Poco dopo lui arrivò e lei nè fu invasa, ingoiandolo.Poi poco dopo assieme andarono verso il divano e lì lui la stese, le sfilò completamente il pantalone e lo slip e toltosi anche il suo assieme allo slip entrò in lei, cercando di pensare alla piccola Sarah, di essere dentro di lei, di fare l'amore con lei, guardando quella donna e vedendo il suo viso.Ma nel contempo, pensava invece che la donna che amava in questo momento forse stava col fidanzato a fare quello che lui desiderava disperatamente fare ma non con una donna qualunque ma con lei.UNa rabbia ancora piu' forte incominciò a invaderlo ancora di piu'.Così uscì da dentro di lei e la girò in modo da poter entrare dentro di lei da dietro.Forse sentire il buco tretto del suo ano, che lo riempiva completamente, lo avrebbe calmato.Entrò ed uscì da lì, per diverse volte, senza neppure sentire le urla della ragazza sotto di lui.Non sentiva quasi nulla.Alla fine, poco dopo un paio di ore, la pagò e la mandò via.Sentendosi addirittura sporco, oltre che arrabbiatissimo.Non sapeva come sfogarsi e così continuò come stava facendo prima, dando un fortepugno ad uno specchio, ferendosi la mano destra che cominciò a sanguinare copiosamente.Solo allora riuscì a sentire il dolore agognato e in quel momento si sentì un po' meglio, anche se molto ma molto depresso e deluso.Così alla fine prese dal mobile una bottiglia di grappa e incominciò a bersela.Pensando che era un gran coglione.

Pov Sarah
Era mattina e stava al lavoro.Era molto contenta, tra qualche giorno sarebbe stato il suo compleanno e non vedeva l'ora di organizzarsi.Magari nel pomeriggio avrebbe cominciato.Poi le venne un'idea, perchè non mandare una foto simpatica a Bryan?
Così fece una boccaccia e inviò.

Pov Bryan
Era al lavoro anche lui, si sentiva molto male, gli scoppiava la testa e ad ogni minimo rumore sobbalzava.Maledetto lui che la sera prima si era dato ai bagordi e purtroppo per lui ricordava praticamente tutto.Aveva intenzione di dimenticare, ma invece l'alcool gli aveva fatto ingigantire quello che provava.Al improvviso mentre cercava di organizzarsi con un progetto, sentì il bip del cellulare.Andò a vedere chi potesse essere e trovò una foto divertente di Sarah.Sorrise e gli scese il magone.La tristezza lo riprese.Ma poi decise di farle anche lui una foto anche se non avrebbe voluto, visto il suo stato.Indossò gli occhiali da sole e poi scattò e mandò.Almeno lei non si sarebbe accorta che aveva gli occhi rossi.
Pov Sarah
Quando ricevette la foto sorrise, be era sempre sexy da morire, ma con quegli occhiali lo era ancpra di piu'.Poi si riscosse, e decise così di mandare un messaggio anche al ragazzo.Fece il broncio che a lui piaceva tanto e poi scattò.
Poco dopo Francesco sorrise.La sua ragazza era fantastica e divertente, così anche lui avanti al pc fece un'altra foto e gliela mandò e poi le disse:
"Che nè dici se dopo andiamo a fare la spesa assieme?Così incominciamo ad organizzarci per la tua festa."
Lei gli rispose:
"Ok, l'avevo pensato anche io.Ti aspetto dopo."
Intorno alle 16, Lei uscì dal lavoro e dopo neanche qualche minuto si ritrovò tra le braccia del compagno, abbracciandolo stretto e bacoandosi intensamente.Perchè si sentiva così bene con lui, in tutti i sensi, e poi sentiva eccitazione per Bryan?Ancora non lo sapeva.Sapeva solo che il fidanzato era l'uomo dei suoi sogni.

Pov Bryan
Desiderava così tanto vederla che decise di andarla a prendere a lavoro, anche se forse il fidanzato aveva fatto il suo stesso pensiero.
Così lasciato il suo posto di lavoro, scese e prese la macchina avviandosi verso la sede della donna.Dopo una decina di minuti si fermò e scese.Mentre la stava raggiungendo, vide il fidanzato che la baciava con amore e trasporto, mentre lei lo stringeva a sè, abbracciandolo felice.
Era pazzesco.Si sentiva arrabbiato e amareggiato, ma nononstante tutto si sentiva contento per averla potuta vedere anche per qualche minuto.Chiuse la mano destra a pugno e pensò, mi sono dovuto accontentare delle briciole.Ma presto tutto cambierà.Per ora va bene così.
Dopo averla guardata per qualche altro minuto, e dopo averla vista che si prendevano per mano allontanandosi, decise di andare via.Si sentiva strazziato.Forse aveva fatto una cazzata.Aveva deciso che avrebbe chiamato Mell per la continuazione del piano.

Pov Sarah
Molto felici si avviarono in due macchine, verso il supermercato.Parcheggiarono e mano nella mano andarono verso il carrello e dopo averci messo un euro, incominciarono a portarlo al interno.
"Che nè pensi cosa organizziamo?"
"Direi che potremo fare varie cose, pizze, rustici e magari un primo che dici?"Poi ordiniamo una bella torta in pasticceria."
"Sembra perfetto."
Lei gli sorrise e poi lui le disse:
"Chi vuoi invitare?"
"Il mio gruppo e poi magari se vuoi qualche tuo collega.Nessu altro."
"Mi sembra una buona idea.Ma dimmi amore come hai trascorso questi giorni ?"
"Nulla di che, lavoro e qualche uscita da sola.E tu?Chissà quante donne sexy ti sei ritrovato attorno."
Lei lo disse ridendo, perchè il fidanzato era davvero bello, ma sapeva che l'amava.Però pur amando le tentazioni esistevano.
Lui la fissò e disse:
"Lo sai amore, che esisiti solo tu per me vero?"
"Si lo so tesoro."
Così mentre facevano la spesa si fermarono per baciarsi.Dopoddicchè lui le disse:
"Le altre donne non mi interessano, anche se qualcujna mi si avvicina le rifiuto, per me esisti solo tu, le tentazioni ci sono, ma puoi resistere se ami davvero, soprattutto se ami quanto ti amo io."
La strinse a sè e lei si sentì felice, anche se un po' in colpa, pensando a quanto era stronza, perchè desiderava così tanto Bryan, pur avendo un fidanzato come lui che la amava.
Dopo aver comprato quello che serviva, pagarono ed uscirono dal Sigma.Si misero in auto e ripartirono verso casa.Si praticamente anche se vivevano in due case, lui andò verso casa sua e lei lo seguì.Silenziosamente avevano deciso di convivere, almeno per un po'.
Non appena arrivarono parcheggiarono e salirono.
Francesco l'aveva desiderata a lungo, e finalmente poteva godersi l'amore che gli era mancato.Cosa poteva essere un'avventura di una notte rispetto al suo amore?Perchè avrebbe dovuto distruggere quello che aveva costruito con una donna che per lo piu' non avrebbe piu' visto?
Non le diede il tempo di fare nulla, appena entrarono, lui la prese tra le braccia e la portò nella loro stanza.
Un paio d'ore dopo
Pov Francesco
Lui era sveglio e la stava osservando.Era così bella, era così dolce, dormiva dolcemente su di lui, sazia, dopo aver fatto l'amore.Anche lui era sazio, ma sentiva ancora desiderio per lei, dormiva, ma sentiva che non avrebbe resistito molto, prima di voler fare l'amore nuovamente.Così nel frattempo che si svegliava, continuava ad osservarla e carezzarle la schiena e le natiche.La sua pelle era così liscia e serica.Sembrava seta sotto le sue mani.Era fantastica, quelle labbra lievemente schiuse, quelle ciglia lunghe, quei capelli che le cadevano e che coprivano un po' di lui e il suo torace.Era sua ed era bellissima, piccola e morbida.
Non c'è la faceva piu' così la girò e la baciò languidamente.Lei gli cinse le mani sul collo e gli rispose, ci fu un intreccio di lingue e di labbra, baci profondi, pieni disentimento ed amore.
Pov Sarah
Sentiva sopra di sè il membro del suo compagno, era enorme e così aprì un po' le gambe per farlo entrare.Stare con lui era perfetto.Fare l'amore con lui era bellissimo.Ma lei non poteva fare almeno di pensare come sarebbe stato fare l'amore con Bryan.Cosa avrebbe provato, cosa avrebbe fatto.Fu un secondo, perchè non appena lei intrecciò le gambe al suo compagno, si dimenticò di Bryan per pensare solo ed esclusivamente al forte desiderio che li univa.
Due ore dopo
Erano stanchissimi ma soddisfatti.Era sera e mentre stavano abbracciati lui le mormorò dolcemente:
"Cosa mangiamo stasera?Che dici se ordiniamo una pizza?"
"Direi che è una buona idea, anche perchè domani incomincerò ad organizzarmi per la festa per domani sera."
"Non hai idea di cosa ti regalerò amore."
Intanto la baciava senza sosta sul viso, sugli occhi sulle labbra morbide e delicate, mordicchiandole l'orecchio.Lei rise, le coccole del suo fidanzato erano fantastiche.Lui era fantastico.
Così chiamarono la pizzeria per ordinare.
Pov Bryan
Era entrato di nascosto nel supermercato per spiarli.E come aveva immaginato , la cosa era stata devastante.Aver visto i due ragazzi col carrello che chiacchieravano, che prendevano i prodotti che servivano per la loro vita quotidiana, averli visti baciarsi al improvviso.Si trovavano in una sfera di intimità che a lui era vietata.Lui non avrebbe avuto mai tutto questo.Seguirli era stato un errore.Però almeno aveva visto il suo sorriso, la sua allegria, i suoi capelli morbidi che scendevano sulle spalle, lei nella sua interezza, il suo profumo, quel profumo che apparteneva solo a lei, era stata una fortuna che non l'avevano visto.Perchè li aveva seguiti da vicino.Non si era neanche premunito vestendosi e coprendosi il viso con un cappello magari.Se qualcuno lo avesse visto, be stava facendo la spesa anche lui.Poi così per non uscire senza nulla, aveva preso un pacco di patatine che adorava e un paio di birre.Mentre stava avvicinandosi alla cassa, aveva sentito i due ragazzi che parlavano del suo compleanno, di quello che lei voleva fare e del fatto che lui le aveva fatto un bellissimo regalo.La cosa che pensò quando lei aveva detto che avrebbe invitato solo gli amici, era che lui in poco tempo comunque gli era diventato vicino tanto da essere invitato.Non doveva scoraggiarsi.Preso da questo pagò i prodotti e andò via.Con un senso di amarezza e al contempo di leggerezza.Avrebbe voluto andare a bere nuovamente, ma invece cercò di farsi forza.Non era da lui fare quello che aveva combinato il giorno prima.Non sarebbe successo piu'.

Pov Sarah
Era mattina e lei si trovava al lavoro.Non vedeva l'ora che venisse il pomeriggio, avrebbe cucinato per il giorno dopo.Aveva in mente di fare un sacco di manicaretti.Così intanto aveva cominciato a mandare gli inviti per whatsapp agli amici.
"Domani ci vediamo a casa nostra verso le 21.E' il mio compleanno e mi piacerebbe trascorrerlo insieme ai miei amici.Vi aspetto."
Mandò questo messaggio a tutti i suoi amici.

Pov Bryan
Mentre lavorava, sentì un bip e così aprì il suo cellulare.Sorrise come uno stupido., quando vide l'invito della donna che amava.Così si fece un selfi mentre sorrideva e faceva delle smorfie buffe e scrisse che lui sarebbe venuto, con Mel.Non avrebbe voluto portarsela ma il suo piano doveva andare avanti.Poi tornò a lavorare, avvisando prima Mel delle novità.

Pov Sarah
Quando sentì il bip del cellulare lo aprì e sorrise a quella immagine divertente, ma rimase un po' male quando vide che lui sarebbe venuto con Mel.Perchè poi doveva restarci male?Alla fine rispose che lei gli aspettava.

Pov Bryan
Sapeva che lei forse, se se ne importava un po' di lui, si sarebbe rattristata ma doveva essere così.Poi si guardò la mano destra fasciata ,che era colma di tagli e ferite, che si stavano rimarginando.Aveva fatto una cazzata incredibile, rompendo lo specchio.E il medico gli aveva detto che doveva stare attento.Scatti di rabbia non li aveva mai avuti.La vita era incredibile.Quando meno te lo aspetti poteva succedere di tutto.

Compleanno
Era appena tornata dal lavoro e aveva cominciato a cacciare fuori tutte le cose che servivano per fare le pizze e i rustici per la sua festa il giorno dopo.Aveva pensato di cominciare con il fare i rustici, di due tipi: uno con le verdure e uno con i salumi.Come prima cosa fece l'impasto che mise in una ciotola per farla crescere.Poi incominciò a prendere le melanzane e le zucchine dal frigo e a tagliarle a cubetti piccoli.Poi le mise in padella con olio abbondante per friggerle.
Intanto in unas pentola aveva messo a fare anche del sugo per le pizze margherite.Poi riprese nuovamente alcune melanzane e le tagliò a fettine sottili, e le mise sotto sale.Desiderava fare anche una teglia di pasta alla siciliana.La adorava.
Dopo aver fatto tutto questo, lasciò che la pasta crescesse ancvora un po', per cui andò al bagno a fare una ricca doccia.

Pov Bryan
Bryan era appena uscito dal suo ufficio.La prima cosa che voleva fare era di andare a comprare un regalo per la piccola Sarah, un regalo che conteneva un significato.Avrebbe girato finchè non avesse trovato quello che secondo lui andava.Qualcosa che rappresentava loro due, ma che solo lei avrebbe dovuto capire il messaggio.
Parcheggiò al centro di Roma e cominciò a camminare tra i vari negozi.Non avrebbe voluto portare Mell con lui, ma invece l'avrebbe portata , il suo piano doveva andare avanti e di certo coccolando la sua amica per tutta la serata, sarebbe stato perfetto.Lei si sarebbe ingelosita o almeno lo sperava , e le cose avrebbero fatto un passo avanti.Lui doveva controllarsi, perchè ogni volta che la vedev tra le braccia di Francesco, gli veniva una rabbia pazzesca, e una gran voglia di prenderlo a pugni .Doveva darsi una calmata, perchè il rapporto che avevano era di amicizia, e lei non aveva dato segni di voler superare quel confine, anche se tenendosi per mano, aveva notato che l'eccitazione tra loro c'era sempre, come se col tempo, le loro anime, si erano riviste e riconosciute al istante.Peccato che le anime erano offuscate dai corpi e dal cervello, un cervello che faceva si che il corpo avesse paura, in quanto racchiudeva le sensazioni e le esperienze avute nel passato e le conservava per non passarle di nuovo.Ed era giusto così, ma le paure vanno superate.E lui gliele avrebbe fatte superare.
Finalmente si fermò in un negozio sorridente.Aveva trovato quello che cercava.

Pov Sarah
Dopo essere uscita dalla doccia si passò l'asciugamano per il corpo e andò a mettere una tuta, per poi scendere giu' per continuare i preparativi.Prese l'impasto e lo tagliò in quattro pezzi.Stese il primo pezzo col mattarello sulla carta forno, poggiata sul marmo del tavolo e lo imbottì con le verdure e la provola, poi lo arrotolò e lo mise nella teglia.Poi stese l'altro impasto e ci mise i salumi e i formaggi.Buono l'emmentaler e nel rustico era la fine del mondo.Lo arrotolò e lo mise accanto a quello precedente.
Poi mise la carta forno nell altra teglia e dopo aver steso il resto del impasto ci mise il sugo e la mozzarella, con un po' di sale.Accese il forno a 180 gradi e mise 40 minuti.
Adesso poteva dedicarsi alla pasta alla siciliana.Prese una pentola e la riempì di acqua poi la mise sul gas e ci buttò del sale.Aspettò che bollisse e ci mise due chili di rigatoni rigati.
Nel frattempo che cuocevano, aveva acceso la televisione e su spike facevano Merlin.Lo adorava.Una serie che aveva visto e rivisto, peccato che la sesta stagione non l'avessero fatta.Sarebbe stata contenta di vedere quei personaggi ai tempi nostri.

Pov Bryan
Quella gioielleria vendeva proprio quello che voleva.Quel braccialetto era fantastico, in metallo, così si portava.Con il segno del infinito.Metà in oro bianco e metà in argento.Le loro anime che si erano trovate dopo sei anni.Anche se c'era la paura che li bloccava.Con due piccoli zaffiri blu con un laccetto.Era squisito, dolce e delicato come lo era lei.Così dopo che la commessa lo aveva impacchettato lui andò via.

Pov Sarah
Finalmente era pronta anche la teglia della pasta.Era davvero molto stanca.

Quella sera sarebbero andati a mangiare fuori.Non voleva vedere pentole per un po'.Sorrise e mandò un messaggio al fianzato:
"Amore che dici se stasera andiamo al cinese?"

Pov Francesco
Stava uscendo dal lavoro per comprarle il regalo, quando sentì il bip del cellulare e quando lesse il messaggio rise e rispose:
"Ok, vada per il cinese, a me va bene.Torno tra un po', adesso sono in giro per comprarti il regalo amore."
Aveva parcheggiato al centro di Roma, lui già sapeva cosa prenderle.Così cercò solo il negozio giusto.Il giorno dopo doveva essere il piu' bello per lei, per cui un abito fantastico e cosa c'era di piu' bello che un week end lungo al mare?Andò all'agenzia turistica e decise di prendere un week end dal giovedì di luglio alla domenica in Sardegna.Sarebbe stato favoloso, solo loro due.Già immaginava come dsarebbe stata contenta e come le sarebbe saltata a dosso per baciarlo e ringraziarlo.La adorava.Ormai erano in maggio.Questi mesi erano volati.

Pov Bryan
Dopo aver fatto l'acquisto era tornato a casa e si era messo in boxer per allenarsi un po' vicino al suo sacco personale.Non poteva pensare che a cosa sarebbe successo se fossero stati assieme, il giorno del suo compleanno, sarebbe stato meravigioso, una cena a casa sua, cucinata da lui, una notte piena di amore e il giorno dopo un week end fuori.Sarebbe stato meraviglioso.Solo loro due e nessun altro.Senza feste con amici, senza nessuno, solo loro.Sarebbe stato perfetto.Ma si sa niente è perfetto.Così mentre pensava si allenava, dare pugni lo rilassava, riusciva a cacciare via la tensione che si era accumulata durante il giorno e seppur la mano ancora gli faceva male, adesso era molto meno.E si sentiva meglio.Cosa gli era saltato in testa, ancora non poteva pensarci a come si era comprtato, ma di certo non avrebbe piu' fatto la cazzata di seguirla e bere per malincinia.I suoi obiettivi lui li raggiungeva.
Così dopo un paio di ore, decise di andare a fare una doccia per poi chiamare il suo amico, sarebbero andati fuori a mangiare qualche cosa.

Qualche ora dopo
Erano in macchina e stavano ridendo mentre ascoltavano la muscia di Elisa.
"Che ne pensi se andiamo da Hang zhu?O è meglio Oryza?"
"Dai andiamo da Hang zhu, c'è piu' scelta."
Francesco la guardava mentre guidava e il suo broncio e la sua allegria lo contaggiarono e disse:
"Ok andiamo dove vuoi tu."
Così prese la sua mano e la strinse appoggiandola sulla coscia.

Pov Bryan
"Allora Matt, dove andiamo?"
"Io vorrei andare in qualche locale carino asiatico dove c'è una buona birra e un po' di musica, ti va?"
"Vuoi andare da Hang zhu?"
"Ok, va bene andiamo."
Così insieme si avviarono verso il locale, e lui non avrebbe pensato alla piccola italiana e a come avrebbe voluto baciare quel polso sottile quando le avrebbe messo il bracciale.

Intanto Francesco aveva parcheggiato e poi mano nella mano erano entrati all interno del locale.Il cameriere li aveva accompagnati ad un tavolo così loro si sedettero.Una dolce melodia accompagnava la serata.Poco dopo lo stesso cameriere aveva portato loro i menu' e poi era andato via.
"Che ti prendi allora amore?"
Sarah stava fissando il menu'.Adorava la cucina giapponese e decise:
"Ravioli al vapore e risotto alla cantonese, e tu?"
Lui le sorrise e disse:
"Ravioli al vapore e spagnetti alla piastra."

"Ok così facciamo a metà."
"Va bene tesoro."
"Da bere?"
"Birra e magari un po' di sake."
"Perchè no?"
Mentre stavano discutendo il cameriere tornò per prendere gli ordini.
Poco dopo lo stesso cameriere fece accomodare ad un altro tavolo un paio di ragazzi.Neanche a farlo apposta si trovavano di fronte a loro.
Per cui entrambi li videro e rimasero stupiti.
Francesco non era per niente contento, voleva trascorrere quella sera con la sua fidanzata e non desiderava dividerla con quei due imbecilli.Invece sarebbe successo esattamente questo, perchè di certo lei gli avrebbe chiamati.INfatti non fece in tempo a pensarlo che lei li chiamò:
"Bryan, Matt!!"

Pov Bryan
Era diventato uno stupido davvero se addirittura sentiva la sua voce in un locale.Poi alzò il viso dal menu' e rimase scioccato quando la vide sbracciarsi dall altro tavolo.Sorrise, era bellissima.Sempre delicata, con quel dito che intrecciava i capelli, vestita con semplicità, jeans aderenti e felpa.Era davvero un incanto.Quegli occhi così dolci e ridenti, quella pelle così bianca e delicata, quel suo prfumo di albicocca.
Così lui la salutò e si alzò portando l'amico con sè.Non appena si avvicinarono lui si abbassò su di lei dandole un abcio sulla guancia e una stretta di mano al fidanzato.
Poi lei stess disse:
"Ragazzi dai sedetevi con noi!Abbiamo appena ordinato."
Così si sedettero.Bryan lo fece perchè desiderava stare con lei, e voleva approfittare di ogni momento per farlo, ed in piu' sapeva che al fidanzato avrebbe dato fastidio e si notava dal fatto che aveva le sopracciglia aggrottate e che tammburellava con le dita sul tavolo.La sua espressione non era delle piu' felici, ma a lui non importava nulla.
"Dimmi cosa avete ordinato?"
Sarah rispose:
"Io ravioli al vapore e risotto alla cantonse, a te piacciono?"
Lui le sorrise e disse:
"Si li adoro, e li ordino anche io e poi pollo al curry."
Matt li guardò e annuì.
"Va bene anche per me e poi birra."
Così il cameriere si avvicinò nuovamente al tavolo per prendere le altre ordinazioni e andò via.Poco dopo cominciò a portare le bevande.

Pov Sarah
Era rimasta senza fiato non appena l'aveva visto.Era sexy da paura, con quel fisico così perfetto e muscoloso.Si era eccitata, aveva la pelle d'oca e si stava bagnando.Era incredibile l'effetto che a lei faceva.Eppure la sua vita col fidanzato era quasi perfetta.Perchè doveva sentire queste cose?Quegli occhi così profondi, quei capelli così rossi e lucenti, quel viso così maschio.
Il corpo che aderiva alla camicia che indossava, dove si intravedevano i muscoli e poi notò la mano destra piena di piccole ferite che si stavano cicatrizzando.

"Cosa ti è successo alla mano?"
La sua contemplazione era finita così.Forse era meglio, perchè nonpoteva continuare in questo modo, aveva un fidanzato e fino a poco prima era felicissima di stare con lui, anzi lo era ancora.E se lui le avesse chiesto di baciarla lei lo avrebbe fatto, anche se si sentiva eccitata come non mai per Bryan, quel figo di canadese.

"Nulla di che, ho fatto cadere per distrazione uno specchio per terra nel bagno e alcuni pezzetti mi sono finiti sulla mano."
"Ah, meglio così, nulla di grave."
"No, nulla non preoccuparti."
Sorrise quasi con malinconia.
Poi Francesco disse:
"Ma Mell non c'è?"
Matt lo fissò stupito e disse:
"Uscita tra uomini questa sera."
Francesco rise e disse:
"Be di certo si è trasformata in una serata tra amici."
"Ma allora venite domani per la mia festa?"
Bryan annuì contento.
"Certo che veniamo."
"Ma anche io?" Disse Matt
Sarah sorrise e annuì.
"Certo a me fa piacere."
Poco dopo il cameriere portò loro le cose ordinate.
Incominciarono a mangiare e tutti insieme cominicarono anche a bere.
Fu una serata davvero divertente, perchè poco dopo arrivò un gruppo che prese il posto della dolce melodia che cominciò a suonare musica live.Davvero un bel gruppo.
Ormai dopo aver bevuto due birre e quattro bicchierini di sakè Sarah si sentiva euforica e così si alzò e si avviò verso i cantanti.Si avvicinò a quello che cantava e sussurrando chiese:
"Posso cantare una canzone?"
Il cantante annuì e quindi, lei salì sul palco e con sommo stupore di tutti, cominciò a cantare Close your eyes di Michael Buble.
I ragazzi al tavolo erano rimasti stupiti, e Francesco divertito, perchè quando la fidanzata era brilla, faceva cose che da sobria non avrebbe mai fatto.Sorrise e poi si alzò e la raggiunse battendo le mani a tempo di musica.Poco dopo arrivarono anche gli altri e lei , il suo sguardo annebbiato rimase incollato al ragazzo con i capelli rossi e mentre cantava pensava a lui a tutto quello che era successo.E poi cominciò a pensare a chi l'aveva salvata e spostò il suo sguardo sul fidanzato che salutò con la mano.
Come una vera cantante cominciò a cantare e camminare facendo piccole mossette carine e sexy, facendo ridere Bryan, che l'aveva vista così solo quando andarono al pub.Si ricordò che il fidanzato la portò fuori sulle spalle e lei che li salutava con le manine.
Lei quando chiudeva gli occhi vedeva solo confusione, la sua vita che si trasformava in una gran confusione, tra due diversi desideri entrambi forti.Ma non voleva soffrire più.
Alla fine della canzone parecchi applaudirono e lei posò il microfono, ma Bryan le disse:
"Dai cantiamone un'altra insieme."
Lei annuì leccandosi le labbra.Facendolo rimanere così a guardarla ed eccitandosi.Non poteva negare che a lui bastava guardarla da lontano per eccitarsi, per cui si era sempre eccitato.Si guardò il polso, aveva la pelle d'oca.
"Allora cosa cantiamo?" disse Bryan
"Che ne pensi di I Belong di Ramazzotti e Anastacia?"
"Ok per me va bene."
Francesco si inserì e disse:
"Che dici se la cantiamo in tre?"
Sarah li guardava e sorrideva.Vedeva tutto un po' confuso ma annuì.
"Ok vuol dire che le parti maschili le fate insieme."
Matt da sotto si stava divertendo tanto.Era inusuale vedere l'amico così preso.In America le donne le cadevano dietro e lui le usava, non importandosene di nessuna.Invece adesso era impazzito per quella ragazza che poi non era neanche bellissima.Però era molto socievole.Lo fosse stata anche Mell.
Così non appena cominciò la canzone, i ragazzi si misero ai lati di Sarah ed ogni scusa era buona per stringerla e abbracciarla.La sun po' scusa era che non riuscivano a leggere bene sullo schermo le parole.Ma in realtà era che Bryan non vedeva l'ora di poterla stringere, per qualunque scusa, anche la piu' banale.
Era contento ed eccitato, perchè ad un certo punto fecero un acuto insieme e lui la prese e la abbracciò, per cui l'acuto fu perfetto.
Alla fine della canzone, invece Francesco la prese tra le braccia e la baciò, facendo venire la tristezza e la rabbia a Bryan, ma che si controllò.Almeno aveva avuto la possibilità di stare con lei, si sarebbe accontentato.
Tornarono al tavolo .Per Francesco era stata una serata faticosa.Quando usciva con la sua donna, voleva stare solo son lei.Senza intromissioni e poi odiava quel rosso, che voleva marcare nel suo territorio.Lo odiava perchè questo stronzo si permetteva di provarci con lui avanti, e quella ingenua di Sarah non se ne accorgeva neanche.Domani sarebbe stato un giorno perfetto.Fece un sorriso un po' sghembo.Quasi un ghigno.

"Piccola che ne dici se andiamo via?"
"Dai amore voglio il gelato fritto e poi andiamo via."
Lo sguardo imbronciato e dolce che gli faceva lo faceva illanguidire.Non le riusciva a dire di no, così mentre si stava per alzare si risedette facendo uno sbuffo.Lei gli si avvicinò dandogli un bacio dolce a stampo sulle labbra e chiamarono nuovamente il cameriere.
"Quanti glati fritti?"
"Due."Disse Francesco.
Il cameriere poi disse:
"Voi?"
"Latte fritto."
"Perfetto a tra poco."
Mentre ordinavano, Bryan non era riuscito a togliere lo sguardo di dosso a Sarah.Quel broncio l'aveva fatto impazzire e quegli occhi così dolci.L'avrebbe abbracciata e le avrebbe permesso tutto quello che voleva e aveva notato che il fidanzato la pensav come lui.Avrebbe voluto averla stretta a sè, invece doveva accontentarsi, ma presto sarebbe finita.Era stanco ma agguerrito come non mai.
Francesco disse:
"E dimmi la tua ragazza viene domani?"
Bryan annuì :
"Si domani viene.Stasera era una serata tra uomini."
Francesco sapeva bene cosa era una serata tra uomini, si scopava anche se si era fidanzati,Lui anche lo faceva, non da quando stava con Sarah, lei era un angioletto e si meritava tutte le sue attenzioni, ma con le altre lo aveva fatto.
"Sono contento, Mell mi è simpatica."
Sarah lo guardò scioccata.A lei stava sulle palle, ma i suoi amici al suo fidanzato non erano mai piaciuti, forse solo Dafne.
"Perchè mi guardi?Penso che ci voglia del coraggio per stare con un ragazzo come te Bryan.E lei mi sembra molto coraggiosa."
Poco dopo arrivarono i dolci e lei nell arco di qualche secondo affondò il cucchiaino nella crosta e nella vaniglia e chiuse gli occhi per la beatitudine.
"MMMHHHHHH che meraviglia."
Francesco si mise a ridere e Bryan la guardò con desiderio.I suoi occhi erano diventati torbidi per quello che sentiva.
Alla fine lui le disse:
"Sei contenta ora amore?"
Lei gli sorrise e annuì e lui disse:
"Possiamo chiedere il conto ora?"
"Si ora si possiamo chiederlo."
Prima di farlo però disse:
"Bryan com'è il latte fritto?"
"Buono nè vuoi un po'?"
Lei brilla e sorridente annuì e lui avvicinò il suo cucchiaino alla bocca della ragazza che mangiò con golosità.
"Buono hhhmmmm.Vuoi anche tu un po' di gelato?L'ultimo boccone?"
"Va bene, perchè no?"
E si mise a ridere contento.Francesco non lo era per nulla.Per fortuna il cameriere stava arrivando.
Lei gli porse il cucchiaino e lo diede al ragazzo che mangiò.
"Davvero ottimo, la prossima volta prendo questo.Grazie."
"Di nulla."
Alla fine dopo aver pagato Francesco la aiutò a indossare la giacca e uscirono assieme.Lui la teneva stretta a sè.Non voleva che si liberasse, perchè quando non era insè combinava un sacco di piccoli guai, che se erano soli, non importava, ma se erano assieme ad altri, poteva essere invece problematico.
"Dai vieni amore, andiamo via."
Così Bryan si avvicinò sio abbassò e la baciò sulla guancia e lei gli appoggiò il braccio sul collo per baciarlo sfiorandogli la guancia.
Francesco la staccò quasi con forza, anche se lei non si rendeva conto, Bryan stava approfittando senza vergogna di questa cosa.Così dopo aver fatto un gesto di saluto a Matt andarono via.

Il giorno dopo
Pov Sarah
Era a lavoro e stava per finire.La sera avrebbe festeggiato il suo compleanno ed era quasi tutto pronto.Si sentiva molto contenta.
La cena al ristorante cinese era stata fantastica e si era rilassata molto, visto che quel giorno era molto stanca per aver cucinato tutto.Non appena fosse tornata si sarebbe organizzata.Una ricca doccia e poi finalmente la sua festa.
Quella sera avrebbe rivisto nuovamente Bryan.Era incredibile, ma cominciava a sentire la sua mancanza.Durante l'assenza del suo fidanzato, erano stati in contatto per diverso tempo e aveva scoperto che oltre l'attrazione magnetica come non mai, sentiva ancora qualche cosa.Ma non poteva.Non avrebbe mai potuto.Lui era solo dolore.Non poteva pensare assolutamente a lui.Perchè mai poi doveva pensare ad uno come lui quando aveva la perfezione accanto?Era una cosa che la faceva arrabbiare.Il suo fidanzato le dava tutto e Bryan non meritava nulla, e per di piu' usava quella poveretta di Mel, che di certo quella sera ci sarebbe stata.Come faceva lei a resistere?Non aveva nessun dubbio sull'amore che provava?Eppure invece anche se Bryan diceva che il loro era un rapporto di amicizia, alla fine almeno per lei andava molto al di là.E non poteva, non doveva.La cosa assurda era che quando stava col fidanzato lei si sentiva benissimo.Ma perchè non era rimasto in Canada?Così sarebbe stato tutto piu' semplice.Ma quando mai la sua vita lo era stata.Non poteva permettersi di dimenticare il suo passato, dal quale nè era uscita per miracolo.
Poco dopo sentì un bip al cellulare e notò che era il suo fidanzato che gli aveva mandato un selfi con un sorriso enorme che diceva:
Ti vengo a prendere oggi.A tra poco, ti amo.
Sorrideva mentre guardava contenta il messaggio.Era felice, perchè per lui c'era solo lei.Così si fece una foto e la mandò al fidanzato dicendogli:
Ti aspetto
Per sua fortuna quella mattina era venuta con la sua amica Dafne.Per cui poteva benissimo tornare con lui.Era davvero contenta.Così andò ad avvertirla.
Poco dopo sentì un nuovo bip al cellulare e notò che era un altro selfi, questa volta di Bryan, che stava mangiandoun ricco panino e le diceva:
Per che ora dobbiamo stare da te?
Lei pensò al fatto che lui non voleva lasciarla stare, ed era snervante, perchè mentre pensava alla perfezione della sua relazione, improvvisamente entrava come un uragano nei suoi pensieri.
Così rispose:
Penso per le 21, va bene.A stasera.
Cercò di essere sbrigativa.Non doveva provare nulla, e non poteva cadere in tentazione.Non poteva permetterselo, lei era diventata forte e doveva continuare ad esserlo soprattutto verso se stessa.
Vivere in quello stato di eterna battaglia era sempre piu' snervante, ma non c'era da pensare a nessuna soluzione.Lei era fidanzata e nè era felicissima.Si guardava l'anello e sorrideva tra sè e sè.Perchè l'uomo che amava la voleva sempre con sè.E lei doveva essere felice.
Poco dopo lasciando stare i suoi pensieri uscì e dopo aver salutato l'amica, al di fuori del cancello e dopo aver fatto le scale, sorrise felice.Come detto Francesco era lì, e lei si mise a correre verso di lui, saltandogli al collo.Lui si mise a ridere, l'abbracciò e la fece girare per poi baciarla intensamente.Mentre stava tra le sue forti braccia, non poteva fare a meno di pensare a come si sentì tanti anni prima "tra le sue braccia" e come si eccitava solo a prendere e stringere la sua grossa mano.E ancora era così.Bastava un solo sguardo e lei si eccitava da morire.Ma anche se in maniera diversa succedeva anche con il suo fidanzato, che di certo le aveva fatto una mega sorpresa.
Così infatti dopo averla fatta scivolare coi piedi per terra, la prese per mano e si avviarono alla macchina.Lui non vedeva l'ora di festeggilosire dare il suo compleanno, avendola tutta per sè.Averla tutte le notti e spesso anche un po' la mattina, non gli bastava, a lui non bastava mai.Ormai era sua, e non c'era nulla da fare.
Pov Bryan
Era appena uscito dal lavoro e non vedeva l'ora che venisse sera per andare a vedere Sarah.Era assurdo da era così.Anche se non stavano insieme almeno lui la poteva vedere.Era già meglio di niente.Avrebbe preso Mel e poi sarebbero andati assieme, e l'avrebbe fatta ingelosire da pazzi.Perchè il tempo stava scadendo e lui si stava stancando.Il piano fino ad un certo punto, lui la voleva e lei doveva capire che la persona giusta era lui e non quello stronzo perfetto.
Raggiunse la macchina e dopo aver aperto lo sportello infilò la chiave e partì.Mise la musica dei Quuen e del mitico Freddy Mercury,così mente cantava, guidava e si sentiva soddisfatto.
Poco dopo arrivò a casa e dopo essere entrato, decise di fare una ricca doccia e poi guardare latelevisione fino a sera.La parte migliore sarebbe arrivata nella serata.
Così si tolse la giacca e posò la borsa, salendo le scale per andare al bagno.
Si spogliò e dopo aver aperto le manopole, si rilassò sotto il getto caldo dell'acqua.
Mentre si passava lo shampoo tra i capelli, penslava a lei, ai suoi capelli, alle sue labbra, ai pochi momenti passati assieme, alla sua voglia di baciarla e di averla al piu' presto possibile.Al solo pensiero, sentì il suo membro ingrandisrsi.Bastava il pensiero per averlo duro.Non vedeveva l'ora di poterla avere per sè.Era stato un coglione, ma stava pagando ed aveva pagato parecchio.Immaginava le sue mani che la toccavano, la accarezzavano, la amavano.Immaginava i suoi capezzoli turgidi, sotto l'assalto della sua lingua.Immaginava la sua pelle così chiara, che si faceva riempiva di pelle d'oca per l'eccitazione e le sue urla di godimento.
Non si rese conto di essere arrivato.Così si sciacquò e uscì dalla doccia.Doveva fare in fretta.Era quasi allo stremo.Si asciugò e dopo essere andato in camera, mise uno slip e poi scese in cucina.Desiderava del gelato, così prese il suo preferito, al caffè e andò a sedersi sul divano a vedere Grays'Anatomy.La storia di Derek e Meredith e a lui piaceva e anche Cristina. Guardare le loro avventure, non gli faceva pensare a lei.Pazzesco, era venuto solo pensandola e non se nè era accorto quasi.Era una cosa pazzesca.

Pov Sarah
Era contentissima.Si trovava sul torace del fidanzato.Lui la stava coccolando.Come sempre, le carezzava la schiena e le natiche.Aveva una carnagione chiarissima e una pelle morbidissima, che subito si arrossava se veniva baciata o leccata.La adorava la sua piccolina.
"Amore che nè dici, se ti prendo i miei regali?"
Lei lo guardò e sorrise:
"Cosa mi hai regalato?"
"Vedrai tesoro mio."
Così la spostò delicatamente e si alzò nudo.Lui lo sapeva che lei amava il suo corpo nudo e muscoloso.Difatti lo guardava con desiderio.Sembrava una tigre, aveva un'eleganza innata.Avrebbe potuto benissimo fare il modello.Si domandava perchè mai si sentiva attratta di piu' da Bryan, ma se li metteva assieme non poteva fare chi meglio e chi peggio, erano entrambi belli ed entrambi sexy.Era solo una questione di mente.Perchè quando si toccavano scaturivano scintille, o solo se si guardavano si eccitavano?Cosa ancora piu' incredibile, riusciva a sentire il suo sguardo da lontano.Guardava il suo fidanzato, era perfetto, aveva un fisico notevole, era muscoloso e sexy e si eccitava moltissimo.
Vedere quelle natiche sode e muscolose, vedere quelle gambe così sexy, era incredibilmente erotico tutto questo.
Poco dopo lo vide tornare con una busta e un pacco parecchio grande.
"Da dove vuoi cominciare?"
"Dal pacco grande dai!!"
"Sei così dolce amore mio.Tanti auguri."
La prese tra le braccia e la baciò languidamente.Poi quando si staccò le diede il pacco grande, che lei sorridendo lo prese e con foga ruppe la carta e rimase stupita, era un completo di camicia molto bella, in seta con degli sbuffi alle maniche e stretta rosa e una gonna a jeans larga che arrivava a metà coscia.Era svasata e molto carina.
"Ma è bellissimo amore.Lo metterò stasera con gli stivaletti neri col tacco basso.Ci starà un amore."
"Tu sei un amore, e dovrai essere la piu' bella di tutti."
"Sei un tesoro!"
Lo strinse a sè e poco dopo quando si lasciarono lui le diede la busta.
Lei semplicemente la aprì e rimase a guardare quella brochure, era a dir poco fantastico.Era un viaggio, niente di meno che in Sardegna.
"Ma è magnifico, ci divertiremo moltissimo.Sei stato un grande, non avrei potuto desiderare regalo migliore."
"Sono felice che ti piaccia.Era da tempo che volevo fare un viaggio con te.Lo faremo in luglio, ho er prenotato in un posto fantastico tesoro."
"Sei tu fantastico, amore."
"Dai piccolina andiamo a prepararci.La tua festa ci attende."
Così andarono verso il bagno per fare una doccia.

Pov Bryan
Si era vestito, aveva indossato un pantalone classico e una camicia blu notte.Scarpe classiche e poi prima di uscire aveva preso una giacca di pelle.Doveva essere affascinante, piu' del solito, perchè quella sera avrebbe coccolato Mel senza lasciarla un attimo.Lei doveva capire che l'uomo perfetto era lui.
Così dopo aver messo il dopobarba, prese le chiavi della macchina ed uscì.

Pov Francesco
La sua fidanzata era splendida.Quel vestito le stava un amore.Forse stava meglio con qualcosa di elegante ma casual piuttosto che con abiti eleganti classici.Si era truccata, con precisione, e veramente era bellissima.
"Ok andiamo giu', c'è solo da riscaldare tutto."
Così scesero e nell'arco di poco tempo, cominciarono ad arrivare i primi amici.Dafne fu la prima e assieme a lei cominciarono a chiacchierare del piu' e del meno.Lei le disse del regalo che le aveva fatto il fidanzato e poco dopo, bussarono alla porta.Dei suoi dubbi e perplesità avrebbe parlato il giorno dopo al lavoro.

Pov Bryan
Quando andò a prendere Mel, la trovò davvero bella.Anche se secondo lui era un po' volgare.Ma in fondo non gliene importava minimamente, a lui serviva per farla ingelosire e lei era daccordo.
"Stai benissimo, stasera Mel."
Così come sempre si salutarono con un bacio sulla guancia e partirono.
"Anche tu stai molto bene, stasera non ti resisiterà."
Lui le sorrise e disse:
"Infatti, stasera, preparati al mio assalto."
Lei gli fece un occhiolino e continuarono il viaggio in silenzio.

Pov Mel
Quella sera altro che italiana dei miei stivali, quella sera, aveva fatto del suo meglio, e lo avrebbe coccolato così tanto, stando sempre con lui, che quel deficiente avrebbe aperto finalmente gli occhi e l'avrebbe vista.Come mai quando uno è migliore amico, l'altro non riesce a vederlo in altri modi che in quello?Mica esiste uno schema fisso.Perchè mai le cose non possono cambiare?Lei non era solo Mel, la ragazza che aiuta, la ragazza che ride, la ragazza che beve con loro, la ragazza che consola, la ragazza che accetta il patto, senza subire le conseguenze.Lei era anche Melissa Swan, la donna, una donna che amava da tanto tempo, ma che aveva nascosto tutto perchè aveva paura di rovinare il loro rapporto.Ma era stanca.Però prima di partire per il viaggio in Polonia, lui l'aveva guardata secondo lei diversamente dalle altre, o forse era stata una sua impressione?E quando era tornato dalla Polonia?Era così arrabbiato e triste.Chi era stato con lui in quei giorni?A vedere la tv e mangiare il gelato consolatorio?Molte volte anche ad uscire assieme da soli, per poter essere chi si è e non doversi nascondere.Il loro rapporto era nato quado erano bambini.Perchè mai non poteva approfondirsi in maniera tale da diventare una reale coppia?In fin dei conti cosa centrava quella stupida?Che per di piu' aveva un fidanzato da urlo, era bellissimo.Trasudava sex appeal da tutti i pori, sia vestito elegante che sportivo.Ma poi si era vista?Mica poteva fare un paragone con lei.Perchè mai non riusciva a dimenticarlo?Loro erano sempre stati insieme.Si erano conosciuti alle scuole medie.E da allora sempre assieme, con lui e sua sorella.A studiare, a giocare a baseball a scuola, con gli amici, al mare sul surf, alle lezioni di musica.Era stanca di pensare.Era davvero molto stanca.

Pov Bryan
Poco dopo arrivarono.Lui parcheggiò l'auto vicino casa dei due.Ormai aveva capito che convivevano,Le cose erano sempre più difficili, anche se lui non si sarebbe arreso mai.Scesero dalla macchina e lui dopo averla aiutata con la giacca , andarono verso la porta e bussarono.Intanto la strinse forte a sè.Il lato sinistro era attaccato al suo lato destro, dal suo braccio muscoloso.Tra poco sarebbe cominciata la recita.Non appena la porta si aprì, lui si abbassò e la baciò mantenendole il viso, per appreofondire il bacio.
Chiunque l'avesse aperto, gliel'avrebbe detto a Sarah.Forse il compagno no, ma l'amica di certo si, per ribadire il fatto che era uno stronzo e che lei glielo aveva sempre detto.

Pov Sarah
Aveva sentito il campanello suonare, così era andata verso la porta e poco dopo si ritrovò una scena pazzesca davanti ai suoi occhi.Bryan e Mel si stavano baciando, come se non ci fosse stato un domani.Un bacio pieno di passione, pieno di tutto, erano dentro ad una bolla di intimitàtutta loro, dove nessuno poteva entrare.Così poco dopo, lei fece un po' di tosse, per far capire che c'era anche lei.
Così si staccarono, Mel aveva gli occhi lucidi e un grande affanno.E lui invece era normale.Disse:
"Scusa Sarah, ma ho perso la cognizione del tempo.Auguri piccola."
Si abbassò per baciarla sulle guance.
Incredibilmente mentre lui le sfiorava la guancia, sentì una grande eccitazione, ma allo stesso tempo una gran rabbia, verso quello che poco prima loro avevano fatto.Gli veniva la voglia di dargli un ceffone, come se dovesse darle conto.Invece lui era single, poteva fare come voleva.Pazzesco, non appena lui l'aveva sfiorata, i capezzoli si erano inturgiditi, facendola rabbrividire e si era addirittura bagnata.Era da sole poche ore che si era alzata dal letto col fidanzato e si trovava in una situazione davvero scomoda.Perchè mai doveva sentire tutto questo?
"Ragazzi accomodatevi, gli altri sono già arrivati."
Così lui stringendola forte a sè entrò.Fece finta di non vederla proprio.

Pov Bryan
Non appena si era staccato da lei, non porvando assolutamente nulla, aveva guardato la piccola Sarah trovandola bellissima.Aveva un trucco leggero, color celeste, come la sua gpnna, così da lei, così deliziosa e stravagante, un rossetto rosa chiaro come la camicetta.Era bellissima.Non c'erano parole per descriverla.Ma quella sera doveva ignorarla alla grande.
Non appena dentro lui si tolse la giacca consegnandola alla festeggiata assieme a quella di Mel e dopo averle posate sull'appendiabiti, le diede il suo regalo, col cuore che martellava per la grande emozione.

Pov Francesco
Non appena aveva suonato il campanello aveva alzato lo sguardo per vedere chi era.E si era avvicinato alla fidanzata.Ma quando si era trovato davanti quella scena si era bloccato.Era un bastardo, ci provava con Sarah e usava Mel.Che stronzo.Sperava che un giorno avrebbe avuto la possibilità di fare a pugni con lui, e se ci avesse provato con Sarah lo avrebbe ucciso di botte.
Stava vicino la fidanzata, e guardava il pacchetto che lui le porgeva.
Aveva notato anche quella Mel, era davvero sexy e bella.Non come Sarah, ma comunque bella.Perchè quel bastardo volesse provarci con lei era inspiegabile.Si trattava di essere stronzi.E quella Mel era davvero una donna coraggiosa.
Ma era curioso di sapere cosa quel bastardo le aveva regalato.

Pov Sarah
Non appena aprì il pacchetto rimase scioccata.Era un braccialetto bellissimo.Ma come, quel braccialetto rappresentava l'infinito, ma che gli diceva la testa?Un regalo simile si faceva tra fidanzati.Era bellissimo, ma come mai a questo punto non lo aveva regalato alla sua Mel?Certo l'attrazione che c'era tra loro era incontenibile, ma mica tra loro c'era amore?Che senso aveva?O forse lui era confuso e provava per lei altre sensazioni?
Con gli occhi chiusi pensava per un attimo al loro bacio di sei anni prima.Sensazioni meravigliose, allora se fossero stati assieme avrebbe avuto un significato.Si sentiva molto confusa, perchè il braccialetto le diceva che lui l'amava.Non era possibile.E comunque anche se fosse, lei non avrebbe mai accettato.Forse non conosceva il significato.Ma non credeva.Lui voleva mandarle un messaggio, forte e chiaro.
Lei lo guardò con stupore e dolcezza e rispose:
"Grazie ragazzi, è semplicemente bellissimo."

Pov Bryan
"Se vuoi te lo metto."
Così le prese il polso e le mise il braccialetto, pensando che finalmente fosse sua.Sperava avesse capito che lui desiderava dirle che l'amava.Poi comunque gliel'avrebbe detto, piu' in là.Sperava di riuscire nel suo intento e dividerli.Stava guardando nei suoi occhi ed era rimasto a cotemplarla perdendosi dentro di lei.

Pov Francesco
Era roso dalla rabbia.Forse era arrivato il momento di realizzare il desiderio di picchiarlo.Come si permetteva di darle un braccialetto che rappresentava l'inifinito, quando portava un brillante al dito?Lei era sua.
Così si avvicinò a lui e lo prese per il colletto della camicia e disse alzandolo e sbattendolo al muro:
"Non voglio fare una scenata, stasera è festa, ma come ti permetti di fare un regalo simile alla mia fidanzata?Stai. lontano. da. lei.Non te lo ripeterò una seconda volta.Avrei una gran voglia di menare le mani, ma non è il caso.Ma non pensare che io non sia il tipo.Sarah è mia."

Pov Bryan
Lui si aspettava una reazione simile e per cui rispose:
"Non vedo l'ora, stronzo."
Si era controllato solo per Sarah e per via della recita, doveva prendersi cura di Mel.

Pov Sarah
Era rimasta stupita dal comportamento di Francesco.Non l'aveva mai visto così arrabbiato.Con lei era stato sempre dolce e tranquillo.Però era felice che avesse difeso il territorio.Come era strano il comportamento umano.Amava due uomini, anzi uno lo amava e l'altro lo desiderava mostruosamente, ma sapeva qual'era la strada giusta da percorrere.
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Pov Sarah
"Ragazzi venite, così ci sediamo e chiacchieriamo un po'."
Si accomodarono nel salone, lui si sedette su una poltrona con Mel sulle gambe.E tutti attorno sul divano stavano bevendo un cocktail e mangiando un aperitivo fatto di snack e pizza.
Francesco teneva per mano la sua fidanzata con amore, e mentre chiacchieravano del piu' e del meno, Dafne si alzò e le diede un pacchetto.
"Tanti auguri amica mia."
Lei le saltò al collo e la ringraziò, poi aprì il pacchetto e vi trovò un paio di orecchini della Rebecca, molto belli.
"Così potrai metterli in qualche occasione speciale."
"Hai ragione, potrò sfoggiarli di certo per il viaggio che faremo in luglio in Sardegna.Sono così contenta.Ma ragazzi venite, così cominciamo a mangiare, magari dopo facciamo un po' di karaoke vi va?"
"Perchè no?E' divertente."

Pov Bryan
Mentre teneva tra le sue braccia Mel, non faceva altro che guardare di sottecchi Sarah e quando aveva detto che gli orecchini li avrebbe messi per andare in vacanza in Sardegna, era impazzito dalla rabbia, che aveva dovuto tenere nascosta.Ma da quel momento quelle parole rimbombavano nelle sue orecchie e nei suoi pensieri.In Sardegna da soli, per chissà quanto tempo.Tra le sue braccia, a fare l'amore, al mare, sotto l'ombrellone su un lettino, in albergo, nella loro camera, in canoa o in barca magari in alto mare.Non riusciva a togliersi questi pensieri dalla testa.Finchè le parole di Sarah non lo fecero uscire da questo stato di trance.
Per cui si alzarono e si avviarono al tavolo.Era un tavolo apparecchiato per dieci.Era davvero bello.Sarah aveva un gusto estetico notevole.Quella tavola era davvero piena di fantasia, sotto piatti colorati, bicchieri di vetro di un color violetto, tovaglioli tessuto non tessuto uguali ai bicchieri e in mezzo c'erano delle candelecon dei fiori celesti e bianchi, inserite in un portacandela fatto a mano, con dei pavesini, legati da un nastro azzurro.Lui non era un tipo che badava molto all'estetica in tavola, ma queste cose lo avevano colpito molto e di certo lei aveva fatto del suo meglio facendo anche piatti prelibati e magari anche i suoi preferiti.Avrebbe avuto l'occasione di mangiare nuovamente la pasta che preferiva.Si sentiva fortunato a poterle stare vicino.
Così si sedettero e Sarah assieme a Francesco cominciarono a portare sul tavolo gli antipasti, composti da vasoi pieni di salumi, frittelle bocconcini di mozzarella e pizzette di pasta sfoglia col wurstel, e rustico con ricotta e spinaci.
Era tutto tagliato a fettine o a pezzetti.
"Sarah, sei bravissima in cucina, fossi un uomo ti sposerei."
Disse Dafne ridendo felice.
Anche lei rise e le diede una scherzosa pacca sulla spalla.
"Tanti auguri Sarah.Buon appetito."
Così cominciarono a mangiare.
Francesco parlava con i suoi colleghi di lavoro, mentre Bryan, stava vicino alla fidanzata, chiacchierando piacevolmente con lei, facendo finta di non vedere la dolce italiana.Però non potè non farle i complimenti, perchè era tutto davvero ottimo.
"Davvero hai fatto tutto tu?"
Sarah lo fissò e disse:
"Si ho cominciato a cucinare ieri dopo il lavoro, prima di vederci al cinese.La cucina mi piace molto e quando posso mi fa piacere farlo.Francesco mi dice sempre che cucino benissimo.E a me fa piacere farlo."
Il ragazzo preso in causa, si girò verso di lei e la baciò languidamente e poidisse:
"Sei la migliore cuoca che io conosca.Ma non avete ancora assaggiato nulla, vedrete dopo che vi attende."
Così continuarono a chiacchierare, quando Dafne disse:
"Ma mica hai fatto anche la tua mitica pasta alla siciliana?"
Lei la fissò e ridendo annuì.
Pov Bryan
Intanto mentre mangiavano lui pensava ai momenti felici passati con lei, quando il fidanzato non c'era, ossia quando lo aveva invitato a mangiare da lei ed aveva assaggiato proprio quella pasta, era riuscito a starle così vicino, da sentire il suo profumo di shampoo all'albicocca, di vedere la luminosità della sua pelle e dei suoi occhi, perchè era lui che la faceva sentire così.Il suo sorriso felice, il rossore delle guance, quando si avvicinava il desiderio quando si toccavano e poi la gioia di poter mangiare un piatto con la donna che voleva stesse con lui.Quel piatto che lei gli aveva decantato anche quando si erano appena conosciuti.Che bei momenti, com'era possibile, che tutto era così cambiato?Doveva farcela.Così mentre pensava a tutto questo, fece un gesto molto romantico, anche se molto forzato, prese la sua forchetta e prese un po' di bocconcino e lo mise vicino alle labbra di Mel, che sorridendo felice lo prese e lo ingoiò, aspettandone un altro che arrivò poco dopo.
Poco dopo terminato l'antipasto Sarah e Francesco si alzarono per sparecchiare.Ma nello stesso momento, si alzarono anche Dafne e Bryan, che si voleva farla ingelosire, ma voleva anche toccarla in qualche modo.Si sentiva notevolmente eccitato e non desiderava altro che stare con lei, in un modo qualsiasi.
Ovviamente arrivati in cucina, posarono i piatti su un tavolo, pulendoli alla meglio e incominciando a metterli in lavastoviglie e poi cominciarono a preparare i primi.
Mentre Sarah faceva le porzioni, Francesco le stava facendo altri complimenti e poco dopo lui cominciò a portare i piatti al tavolo.Mentre Bryan la guardava intensamente e toccandole il polso, le disse:
"Cucini davvero da Dio, altro che cucina canadese.Di certo mia madre ti amerebbe moltissimo."
Mentre stava per mettere l'ennesima porzione nel piatto, lui le prese il polso e lo baciò, con lentezza, con passione, vedendo l'effetto che a lei faceva, e che faceva anche a lui.
Ma lei pur desiderandolo, tirò via il braccio e lo gaurdò con rabbia, anche se arricchita con gelosia, poi si arrabbiò dicendogli:
"Ma come ti permetti, vieni con la tua fidanzata, la baci senza sosta e poi ci provi con me.Pazzesco questo.Ricordati che siamo solo amici noi due."
Poi nervosa come non mai ed eccitata all'inverosimile, con i capezzoli turgidi, che avrebbero solo voluto la sua bocca sopra, tornò in salone con due piatti con la pasta fumante.
Pov Sarah
Mentre si andava a sedere, rimugginava su quello che le stava succedendo.Si sentiva così attratta da lui, che le mutandine che aveva erano zuppe ed era una cosa pazzesca, non poteva e non doveva sentire desiderio, affetto verso di lui.Non poteva permetterselo, quell'uomo così bello, sexy e affascinante era irrimediabilmente stronzo e lei avrebbe sofferto di nuovo, non poteva non doveva.Lei aveva un fidanzato perfetto e andava piu' che bene così.Maledetto il giorno che lei lo aveva riconosciuto.Se non lo avesse fatto, a quest'ora sarebbe stata col suo Francesco senza problemi alcuni.Però se non lo avesse riconosciuto non avrebbe avuto la possibilità di sentire nuovamente quella eccitazione, quella brama assoluta che non aveva sentito mai con altri.Poteva essere stronzo, ma solo con lui lei si sentiva in questo modo.Eppure non voleva soffrire piu', quel progetto al quale aveva lungamente lavorato, ossia trovare un fidanzato che le volesse bene, che fosse un bravo ragazzo che lavorasse e che non la facesse sentire depressa, triste, amareggiata, stava per realizzarsi.Erano fidanzati, ormai convivevano, anche se era stata una casualità.Eppure oltre tutto questo, c'era anche la sua professionalità, la suasanità mentale, che a acasua sua aveva perso definitivamente, e che aveva a poco a poco recuperato.Non poteva buttare anni di terapia, di dolore, di sudore, per ritornare ad essere sè stessa per poi ricaderci.Sarebbe stato un suicidio volontario.Non avrebbe vinto il corpo.Il corpoera debole, e quella sera avrebbe fatto l'amore con Francesco e tutto si sarebbe risolto.

Pov Bryan
Che stupido era stato.Lei cosa poteva sapere, del fatto che stava organizzando questo piano per farla ingelosire?E a lui sembrava funzionasse, come se stava funzionando.Era eccitata, era arrabbiata, e si maledizione, lo era anche lui e moltissimo.Sentiva che i pantaloni gli andavano strettissimi, questo solo a causa del suo profumo, quando lui le aveva sfiorato il polso e poi lo aveva baciato, aveva sentito quel profumo, si quello che aveva solo lei e che in tanti anni non aveva mai dimenticato.
Dio la voleva, la desiderava, si la amava.Per questo aveva parlato di sua madre.Non vedeva l'ora di prenderla tra le braccia e riempirla di tutto quello che poteva, baci, abbracci, morsetti, succhiotti, leccatine, non riusciva a d immaginare altro che questo, lei sotto di lui su un letto, niìuda che gemeva per la troppa eccitazione, per il troppo amore, che lui le dava e sempre e solo lui le avrebbe sempre dato.Si rendeva conto però che avrebbe dovuto chiarire la cosa, perchè si erano amici ma lui non riusciva piu' a sostenere questa cosa.Anche perchè lei si immaginava che tra loro l'amicizia era impossibile.Bastava solo che si salutassero con un bacio sulla guancia che lui si eccitava all'inverosimile, a lui bastava ancche solo guardarla da lontano, addirittura immaginarala nella doccia.Non appena arrivava il secondo e si sarebbero potuti vedere in cucina le avrebbe parlato nuovamente.Intanto stava imboccando la sua fidanzata.La pasta era eccezionale, non c'era nulla da dire, e non vedeva l'ora che lei avesse cucinato per lui per sempre, senza nessuno in mezzo a creare disagi.Lui la voleva per sè per sempre.

Pov Francesco
Sembrava che le cose andassero bene, quel bastardo da quando gli aveva intimato di stare al suo posto, ci era stato, però vedeva la sua donna pensierosa, così glielo chiese:
"Amore tutto bene?Sembra che la serata vada a gonfie vele vero?"
Lei lo fissò con sguardo dolce e pieno di amore e poi mormorò piano piano:
"Ho bisogno di te, ti voglio così tanto che fa male."
Lui la fissò con stupore.Anche lui la desiderava costantemente, era un'impresa non averla sempre nel letto con lui, per lui sarebbe stato sempre così, ma c'erano altre cose a cui pensare.Però gli faceva molto piacere che lei gli dicesse questo, perchè di solito non era il tipo che lo dicesse quando c'erano altri, ma da soli era tutt'altro.
"Amore, non appena vanno via tutti, sarai mia.Anche io ti voglio sempre, ti amo tanto cucciola."
Mentre anche lui sussurrava, le prese però il viso tra le mani e la baciò con trasporto e passione, schiacciandole il viso.
Ci fu un applauso da parte di quasi tutti, mentre invece Bryan aveva chiuso la mano a pugno per la grande rabbia.
Così mentre applaudivano, lui la lasciò andare.Ma Bryan notò che le labbra ora era lucide e che lo sgaurdo era torbido.Gli occhi si fecero pieni di rabbia e di gelosia.Poi per farla ingelosire, prese il viso della sua ragazza e la baciò nuovamente cogliendola di sorpresa.
Ma sorprendentemente, Mel gli cinse le braccia al collo e da un bacio normale, divenne un bacio lungo e pieno di calore.
Francesco pensò che quella Mel era davvero una donna intelligente come poche e che cercava in tutti i modi di tenersi ciò che era suo.Faceva bene, a tenere il guinzaglio a quel bastardo.Non avrebbe mai piu' dovuto mettere gli occhi su di lei.Altrimenti l'avrebbe pagata.Lui era una persona tranquilla, ma chi pensava du voler prendere qualche cosa di suo, aveva sbagliato di grosso e l'avrebbe dimostrato mandandolo a suon di pugni all'ospedale.
Ma la sua piccola principessa non avrebbe mai fatto una cosa del genere, lei di certo non se ne era accorta neanche di tutto questo.Per questo motivo lui doveva proteggerla.Il suo compito era di amarla e proteggerla dai bastardi che volevano solo usarla.E comunque lui era il suo fidanzato, lei era sua e di nessun altro.Era la donna piu' bella e piu' buona che ci fosse e si meritava la sua onestà indiscussa.

Pov Bryan
Era disgustato da questo bacio, che doveva essere una ripicca, invece si era trasformato in qualche cosa di profondo, aveva sentito il sapore di Mel, le sue braccia sul collo, lei che cercava di spingere per approfondire quanto piu' possibile.Era vero che lei lo stava aiutando, ma caspita, si era davvero disgustato.La vedeva e in lei non c'era la donna, ma la sorellina, quella bimba che era cresciuta con lui, che saliva sugli alberi e e che scappava da casa sua per venire da lui, quando i genitori volevano punirla, che studiavano assieme, facendosi ricche risate.Quando lui le aveva insegnato ad andare sul motorino, avevano dodici anni a testa.Lei non voleva essere da meno di suo fratello.Che spensieratezza.Poi uno cresce e tutto cambia.Chissà se i genitori avevano mai pensato che tra loro potesse esserci qualche cosa.Ma lui non l'aveva mai vista in quel modo e mai l'avrebbe vista.
Avrebbe dovuto chiedere scusa all'italiana, che invece gli aveva strappato il cuore, e solo lei poteva ridarglielo.Non desiderava altro che questo.
Così quando vide che Sarah cominciava a sparecchiare anche il primo, si alzò per darle una mano assieme anche a Dafne e Francesco.Pulirono i piatti mettendoli in lavastoviglie e mentre gli altri due cominciavano a portare un ottimo brasato, lui le parlò:
"Possiamo parlare un attimo?"
Lei con le braccia conserte come a volersi difendere lo guardò e disse:
"Si dimmi pure."
Lui la vedeva che si stava proteggendo.Che pensava , magari aveva paura di lui?Pazzesco.Così semplicemente le disse:
"Hai ragione a dire che siamo solo amici, ma anche se sto con Mel, io ti desidero come non mai.Nella mia vita ho avuto varie donne, ma l'attrazione che ho per te, non l'ho mai avuto per nessuno.Non avrei dovuto permettermi di baciare il tuo polso, ma il tuo profumo mi inebria.Mi basta starti vicino per sentire cose che non ho mai sentito per un'altra."
Lui aveva studiato molto, voleva solo farle sapere che si sentivo attratto da lei, non poteva dirle altro, lei era comunque fidanzata e prima di dirle il resto, si sarebbero dovuti lasciare, ma questo pensiero, almeno lui sperava, l'avrebbe fatta riflettere e molto.Perchè la cosa era da entrambe le parti, ed era per questo che lei si proteggeva.Lui non era uno stupido, e sapeva almeno ora come doveva continuare a muoversi.
"Comunque volevo chiederti scusa.Non avrei dovuto farlo."
Lei stava continuando a fissarlo inebetita.
Pov Sarah
Era rimasta a fissarlo senza dire nulla, doveva pensare molto bene a cosa dire.Lei era fidanzata, amava il suo fidanzato, eppure sentiva una attrazione potentissima per lui, così come lui le aveva detto.Ma non poteva fare nulla, anche se il corpo soffriva come non mai, anche se poi si saziava con l'amore che faceva con Francesco.Ma bastava che si guardassero come aveva detto lui e lei addirittura si bagnava, Dio con Francesco non le era mai successo.Con lui invece si, anche quando si conobbero anni prima successe.All'epoca si imbarazzò ma ora si arrabbiava, perchè era questione di vita o di morte, si della sua vita.Così non disse nulla ma solo:
"Va bene, ti perdono."
Poi andò verso gli altri portando gli ultimi piatti e si sedettero a mangiare con loro.
Anche mentre mangiava Sarah non riusciva a liberarsi dalla confessione di Bryan, che si era seduto accanto alla sua ragazza , mangiando normalmente.
La sua mente era piena di parole, piena di pensieri, piena di gesti.Il suo tocco sul polso, l'aveva fatta eccitare all' inverosimile, per questo non poteva fare nulla.Lei non poteva permettersi di trovarsi sullo stesso baratro di anni prima.Invece di cadere dal picco della montagna, doveva arretrare e vivere la sua vita normale.Lei aveva una sua persoalità.Non poteva cambiarla e non voleva.Già sapeva di essere una donna debole, ma ricadere nei suoi problemi, sarebbe stata la fine di tutto quello che aveva fatto.Mai piu' avrebbe ceduto.
Alla fine assieme alla frutta portarono anche la torta.
Era una bellissima torta, fatta in pasticceria, con il numero dei suoi anni sopra.
"Dai Sarah, ti cantiamo la canzone e tu spegni le candele!"
"Non ti dimenticare di esprimere un desiderio."
Così assieme al fidanzato che la stringeva a sè, spense le candele e poi dopo l'applauso e i baci da parte di tutti, andarono in cucina per tagliarla.
Era un mille foglie alle fragoline, era davvero ottima.
Poco dopo, sparecchiarono e andarono sul divano, lì cominciarono a fare karaoke, cantando le canzoni piu' belle che venivano in mente.
Lei e Dafne ad un certo punto si allontanarono andando sul balcone .Dafne prese una sigaretta e cominciò a fumare.Poi le disse:
"Bella la festa, finalmente i tuoi progetti stanno andando bene, direi che sei in dirittura di arrivo."
Lei annuì pensierosa e poi mormorò:
"Bryan mi ha detto che si sente attratto da me."
"Cosa?"
Lei annuì e poi continuò:
"Tu lo sai vero quello che sento?"
"Sarah, ricordati quello che ti ho sempre detto, chi combatte vince, chi si arrende perde.Tu devi vincere."
"Lo so cara, meno male che ci sei tu, ma quello che mi ha detto mi ha sconvolta."
"Però che stronzo, viene con una fidanzata alla tua festa, la bacia, sta con lei e poi viene da te e ti dice che si sente attratto.E' allucinante, è uno stronzo."
"Lui mi ha detto, che anche se è fidanzato, un'attrazione così non l'ha mai sentita."
"Non devi farti prendere in giro.Lui è abituato a prendere le donne in giro, quella poveretta magari penserà che è un uomo per bene, invece non sa con chi ha a che fare.Poi diciamo la verità, hai un fidanzato che molte invidierebbero, perfetto, ti ama da pazzi, non vede l'ora di metterti l'anello al dito."
"Tu dici?"
"Si lo vedrebbe anche un cieco quanto ti ama.Secondo me, da ora ad un anno massimo diventerai la signora Fonticelli.Mi piacerebbe trovare un uomo che mi ama come lui ama te.Sarebbe meraviglioso, ma per me è diverso, io amo ancora lui nonostante tutto."
"Vedrai che le cose cambieranno.Ma con quel ragazzo dello studio?"
"Facciamo solo sesso, lo sai non voglio nessuno nella mia vita."
Poco dopo Francesco venne a chiamarle:
"Ragazze dai venite che cantiamo un po'."
Così rientrarono.Lui non le staccava gli occhi di dosso, neanche un attimo e lei si sentiva sempre eccitata oltre ogni dire, così si avvicinò al fidanzato, sul bracciolo della poltrona, e lui col suo braccio le cinse la schiena avvicinandola a sè.

..........
Erano trascorsi diversi giorni e lei era nel suo studio a lavorare.Per un breve periodo di tempo, aveva deciso di non vedere piu' Bryan, perchè desiderava essere una donna fedele e restare col fidanzato.Lui era il suo presente e il suo futuro.La sera della sua festa per lei era stata molto bella, ma la sua confessione, l'aveva fatta emozionare, perchè lei sentiva le sue stesse cose.Ma proprio per questo, non voleva continuare a vederlo.Desiderava ardentemente cercare di dimenticarlo.Era piu' giusto così.Per fortuna stava per arrivare Natale, così assieme a Dafne sarebbe uscita per fare acquisti.Il bracciale, regalo di compleanno di Bryan, lo aveva tolto e messo nel suo pacchetto, nel suo armadio.Non poteva indossarlo.Le faceva male, perchè era sempre nella sua mente e nel suo cuore.Non poteva permetterselo.Lei voleva stare col fidanzato.Mentre lavorava al computer, aveva deciso di mandare un messaggio per whatsapp a Dafne, per chiederle di uscire a comprare i regali.
Mentre mandava questo messaggio, nella memoria di whatsapp, vide l'immagine di Bryan.I brividi e l'eccitazione le venivano anche in questo modo.Dopo averlo guardato per un po', decise di mandare un messaggio al fidanzato.Voleva passare la serata con lui. in maniera romantica.
"Che ne dici se stasera restiamo da soli?Mangiamo e ci coccoliamo."
Poco dopo Francesco le mandò la risposta:
"Piccola ok, per me va bene.Quando è stasera ci ordiniamo una pizza e ci coccoliamo sul divano.Ti amo tanto. :)"
Perchè mai doveva pensare a quel canadese del cazzo, quando aveva un fidanzato così dolce?
Poco dopo un bip la fece tornare in sè e guardò la risposta della sua amica.
"Certo non ci sono problemi.Così ci fermiamo anche in qualche bar a prendere una cioccolata.In questo periodo la adoro.Quando fa freddo è così stimolante."
Verso l'ora di pranzo, staccarono e assieme andarono verso il bar all'uscita.Avevano decio di chiacchierare un po', e di prendere un trancio di pizza e due coca cola.
Così si sedettero e mentre mangiavano con gusto la loro pizzetta, cominciarono a chiacchierare.
"Quindi cosa pensi di fare?"
"Intendo con Bryan?"
"Si."
"Nulla, meglio che non lo incontro piu'.La mia vita prima di rincontrarlo era perfetta.Avevao un lavoro e un fidanzato perfetto.Così deve ritornare ad essere.Non posso fare dei passi indietro."
Dafne aveva preso una sigaretta e mentre fumava annuiva.
"Brava, pensa che lui è uno stronzo, mentre Francesco non lo è, per lui tu sei perfetta e per te farebbe di tutto, mentre invece quel bastardo è fidanzato ed è attratto da te allo stesso tempo.La cosa giusta sarebbe lasciarla e poi venre da te.Ma non è un discorso che si può fare, visto che tu anche hai un fidanzato.E fattelo dire, un uomo fantastico, che di certo viene notato da un sacco di donne.Chi potrebbe parlare male di lui?Perfetto con un ottimo lavoro.Di certo molte gatte morte lo hanno puntato.E ionvece lui guarda solo te.Ritieniti fortunata, non tutte lo sono."
"Hai ragione, me lo merito anche io il lieto fine.L'anello, il velo, il matrimonio, la casa, e il cane.Devo continuare così."
Dopo aver terminato tornaron all'interno e mentre andavano alle loro postazioni leoi le disse:
"A chi comprerai i regali?"
Lei le sorrise e disse:
"A Francesco, a te e ai miei genitori, nonchè ai miei fratelli."
"Quidi a Bryan nulla?"
"Bryan?Chi è?"
"Brava coninua così."
Dopo averle dato una manata sulla schiena sherzosa, tornò alla sua scrivania.
Mentre lavorava pensava a quello che era successo.Non poteva dimenticare quello che lui le aveva fatto provare.Un attimo, e le sue parole l'avevano fatta rinascere a nuova vita, un attimo e quel bacio sul polso l'aveva fatta quasi arrivare.Un attimo e la sua vita era finita.Scosse la testa per tornare a lavorare e non pensarci piu'.

Pov Bryan
Era ormai il 20 dicembre , mancava pochissimo a Natale.Per come andavano le cose, aveva deciso di partire e andare a trascorrere le feste dai suoi.Era anche da parecchio tempo che non si vedevano.Avrebbe dato del tempo a Sarah per riflettere e nel frattempo si sarebbe divertito con i suoi.Quel giorno aveva deciso di andare a comprare un albero di Natale.Anche se lui non ci fosse stato, lo avrebbe addobbato lo stesso.Il calore del Natale doveva essere sempre espresso.Poi voleva approfittare per comprare qualche regalo di Natale, si per i suoi amici, per lei, e sorrise.Non riusciva a smettere di pensarla.Era sempre con lui, in ogni momento, anche la notte quando si faceva dei sogni così realistici che poi andava al bagno per sfogarsi.Delle volte non riusciva neanche ad arrivarci al bagno , arrivando sulle lenzuola del letto.Era pazzesco.Ma la voleva così tanto da non sapere che fare.Aveva notato che ormai da dieci giorni, non si vedevano e non si scrivevano.Aveva notato la sua lontananza.Forse aveva avuto paura.Il suo fidanzato era una certezza, mentre lui secondo lei non lo era.Meglio così che andava via per un po'.Voleva leccare le sue ferite e con i suoi, e con sua sorella sarebbe stato bene.
Così dopo aver finito di lavorare, uscì e andò verso la macchina.Sarebbe andato al centro per vedere qualche cosa.

Pov Sarah
Dopo aver finito di lavorare, andò a prendere la sua amica per uscire.Avevano deciso di andare con entrambe le macchine, per poi andar via ogniuna per fatti suoi.Così scesero assieme dopo aver messo il giubbotto e abbracciate andarono verso le loro auto.
Una volta dentro, Sarah mandò un messaggio al fidanzato dicendogli:
"Amore, sto andando con Dafne a comprare qualche regalo per Natale.Ci vediamo dopo. :)"
Pochi secondi dopo ebbe la sua risposta:
"Approfitto e compro anche io un bellissimo regalo per te, e poi ci vediamo stasera.Non vedo l'ora amore.Ti amo."
"Anche io."
Dopo aver posato il cellulare sul criscotto partì, mettendo la bellissima voce di Elisa.
Dopo neanche dieci minuti, parcheggiò e raggiunse l'amica che aveva fatto la stessa cosa.
Non appena uscirono Dafne disse:
"Prima di ogni altra cosa, andiamo in una caffetteria, desidero una cioccolata calda con panna e biscotto sopra."
Lei rise e annuì contenta.Fare passeggiate con lei era sempre divertente come poche cose nella vita.
Così passeggiando trovarono una caffetteria con vari tavolini al suo interno.Entrarono e si sedettero.Il cameriere passò e prese le due ordinazioni.Due cioccolate calde con panna e biscotto sopra.Quel giorno volevano non pensare al loro presente, ma solo godere della reciproca compagnia.
Così cominciarono a chiacchierare mentre si gustavano la loro cioccolata.

Pov Bryan
Si trovava da diverso tempo al centro e si era fermato al centro commerciale.Voleva entrarvi e guardare per tutti i negozi, voleva trovare i regali perfetti e poi andare a comprare l'albero.Lo voleva vero e non finto, per cui sarebbe andato da qualche vivaista successivamente.Mentre camminava si era fermato in un negozio di abbigliamento.Così aveva comprato una maglietta per sua madre e un pullover per suo padre.La marca trussardi a loro piaceva molto, così li aveva accontentati, poi decise di continuare la sua passeggiata.Per la sorella , per la donna che amava e per gli amici voleva guardare ancora.Mentre girava per i vari negozi, si fermò ad una cioccolateria.Desiderava prendere una cioccolata calda.Da quando era in Italia, non nè poteva fare almeno.
Mentre si fermava ad un tavolino, pensò a come sarebbe stato bello essere lì con Sarah, magari imboccarsi a vicenda, divertendosi a schizzarsi, magari poi in privata sede, spalmare quella cioccolata per i seni e poi succhiarli tutti, mettere la panna sulla sua vagina e leccare e succhiare tutto quello che poteva senza che per lui dovesse esistere altro.Era lei il tutto, il fulcro della sua esistenza.Mentre il cameriere portava la cioccolata le vide.Erano lì anche loro,che ridevano e chiacchieravano assieme.Era bella da mozzare il fiato.Il suo cuore batteva fortissimo ed era da tanto che non la vedeva.Non si sarebbe fatto vedere da lei, non voleva disturbarla, ma per lui guardarla anche da lontano era stato un regalo di Natale fantastico.Restò lì per diverso tempo.Non voleva negarsi quello spettacolo meraviglioso che aveva davanti a lui.Quei capelli, quel corpo, racchiuso in un tailleur panna, qulle braccia, Dio avrebbe fatto di tutto per lei.Ma non poteva piu' fare nulla, solo darle tempo.Aveva deciso di seguirle, voleva vedere cosa avrebbero fatto.Forse anche loro erano lì per i regali.

Pov Sarah
Era lì da qualche parte, lo sentiva.Era incredibile.Non o vedeva ma sentiva il suo sguardo su di sè.E si sentiva eccitata come non mai.Perchè mai doveva soffrire così tanto?Quando aveva praticamente tutto?
"Daf, andiamo dai altrimenti quando compriamo i regali?"
"Ok, ma tu hai già qualche idea?"
Lei rise e poi disse:
"No, non so nulla.Giriamo e guardiamo."
"Ti vedo un po' turbata, che c'è?"
Lei la fissò e poi al suo orecchio disse:
"Lo sento."
"Che cosa?"
"Lui è qui, sento il suo sguardo su di me."
Stava per girarsi, ma lei la strattonò e poi ancora nel suo orecchio:
"Non girarti, evidentemente non vuole incontrarci.Ma è qui per caso.Andiamo dai."
"Ok."
Così dopo aver pagato andarono via.
Il pomeriggio fu molto piacevole e bello.Mentre Sarah si fermava ad un negozio di gioielleria, rimase stupita dallo specchio che c'era di fronte a lei, che faceva vedere Bryan, dall'altro lato in un altro negozio.Era bellissimo, era sexy da paura, anche vestito da lavoro, con quei pantaloni classici e quella camicia bianca.Era a dir poco perfetto.Chissà quando avrebbero avuto l'occasione per parlare.Era meglio così.Non parlare e rimanere in fase di stallo?Magari poi lei gli avrebbe mandato gli auguri per whatsapp.
Però nella gioielleria, dove voleva prendere un braccialetto Rebecca alla sua amcia e a sua madre, decise di comprare un bracciale anche a lui.Si fece aprire diversi set di bracciali per uomo, anche se non sapeva se glielo avrebbe dato.Però a questo punto forse farglielo era una cosa giusta, anche se magari non gliel'avrebbe dato subito.
Poi alla fine nè prese due, diversi, uno anche per Francesco.Quel giorno desiderava togliersi il pensiero e fare tutto quello che le serviva.Sapeva che a Natale loro sarebbero andati un giorno dai suoi e un giorno dai genitori di Francesco.Sarebbe stato un bel Natale anche quest'anno.
Poco dopo, uscì dal negozio, guardando ancora l'immagine di Bryan, raggiungendo l'amica che invece si era fermata ad un negozio di abbigliamento.

Pov Bryan
Sentiva lo sguardo di Sarah sulla pelle, lì dove aveva sempre la pelle d'oca.Era una sensazione fantastica, come se venisse accarezzato.Sarebbe stato davvero bello, quindi lei lo aveva visto.Nè era felice e sorrise pensando al fatto che anche senza vedersi si sentivano.Erano perfetti.
Poco dopo entrò in un negozio di abbigliamento femminile e dopo aver visto vari modelli prese per Sarah, un abito delicato con le maniche a sbuffo bianco, un po' stile antico, ma di certo su di lei perfetto.Non era lungo, ma arrivava a metà coscia.La immaginava.Peccato che i sogni servivano a poco, e di certo quella sera si sarebbe fatto qualche altra sega pensandola.Dopo poco decise di andare via.Le cose fondamentali le aveva prese, e ora doveva solo andare a prendere l'albero di Natale.

Pov Sarah
Chissà dove andava adesso?Le avrebbe fatto piacere andare con lui, stringere la sua mano, che le trasmetteva calore e sicurezza, nonchè attrazione animale.Invece doveva tornare a casa, per poter stare col fidanzato.
"Ma tu usi un labero finto o vero?"
Dafne rispose:
"Falso.E piccolo.Odio mettere i decori, e così faccio in fretta.E tu?"
"Io vero, assieme a Francesco lo addobbiamo.E' di certo una cosa romantivìca ed ogni anno metto qualche cosa di diverso."
"Dimmi sei riuscita a comprare qualche cosa?"
"Si a Francesco, a te e a mia madre.Manca mio padre, ma penso che come sempre gli comprerò un profumo e un set di barba."
Risero ancora divertendosi un mondo e poco dopo uscirono per andare verso la loro auto.E a salutarsi con un bacio sulle guance.
"Ci vediamo domani allora, ciao."
"Ciao."
Si mise in auto e partì per andare a casa.Non vedeva l'ora di mangiare la pizza e di stare col fidanzato sul divano, magari a guardarsi un film o un serie tv.
Con la musica di Elisa, tornò a casa sua.
Parcheggiò l'auto e salì aprendo con le chiavi.Posando la busta in camera da letto, nel suo armadio.
Erano le venti e il compagno non era ancora a casa.Così andò a fare una doccia calda.Il sapone sulla pelle era una sensazione meravigliosa.Sentirsi di qualcuno, sentirsi amati era una cosa preziosa che non poteva essere sprecata nè buttata così facilmente.L'acqua che le scendeva sul viso, la faceva riflettere molto, e anche rilassarse, non doveva pensare piu' a nulla, solo alla sua vita.
Un'ora dopo
Era in cucina e stava mangiando con Francesco, tenero come sempre, che la imboccava teneramente, mentre si vedevano Greys Anatomy.Facevano un boccone per uno.Per poi darsi dei baci pieni di passione , stringendosi forte.Mentre il bacio continuava, il desiderio tra loro era diventato molto forte per cui, alla fine, lui la prese in braccio, e assieme andarono sopra, presi da un grande desiderio.Rimasero alcuni resti di pizza, ma a loro non importava e anche la tv accesa con le avventure di Meredith che proseguivano indisturbate.Peccato che quella era finzione, mentre la sua vita era realtà, una realtà che doveva continuare ad esistere.

"Dio quanto ti voglio, piccola, non hai idea, molte volte a lavoro non faccio altro che pensarti e volerti.Sei l'unica per me lo sai?"
"Ti amo anche io amore."
Mentre glielo diceva lo carezzava sul viso e sulle labbra carnose che aveva.Lo amava davvero ed era questa la vera follia.Però la certezza gliela dava lui.
"Come è andata la tua passeggiata tesoro?"
"bene amore, ho comprato già qualche cosa."
"Anche per me?"
"Si tesoro, tu sei stato il primo a cui l'ho fatto."
"Piccolina non hai idea di quello che sento per te."
Le prese la mano e la mise sul suo petto, il suo cuore batteva fortissimo.
Poi la spostò e la mise sul suo rigonfiamento.Era enorme.
"Ecco quello che mi fai, mi hai preso corpo e anima amore mio."
Poi teneramente con voracità allo stesso tempo la schiacciò baciandola appassionatamente.
L'amore tra loro era incredibilmente soddisfacente, lui aveva cominciato a baciarle il collo, a leccarglielo piano piano, per poi soffiarci sopra, poi cominciò a scendere verso il seno, quel seno che era solo suo e di nessun altro, che leccò, titillò, succhiò bramandolo, cercando di metterlo tutto in bocca.Lei godeva e urlava , per poi singhiozzare.Il suo fidanzato la faceva sentire perfetta e il godimento era fantastico Aveva una bramosia di lei, avrebbe voluto farla sua tutta, aveva una brama pazzesca, un desiderio folle.Era solo sua e di nessun altro.Poco dopo, anche lei, cominciò a baciarlo.Le sue labbra erano fantastiche, morbide ma allo stesso tempo sexy e mascoline, lo strinse a sè e continuò a baciarlo, come non potesse fare altro, come se dovesse abbeverarsi.Lui ad un certo punto si staccò per poi dedicarsi al suo corpo, che adorava.Non esistevano altre come lei.Comicniò a leccare e a abaciare tutto il suo corpo, passando nuovamente dai seni perfetti che adorava e che non avrebbe mai voluto lasciare, alla pancia, all'ombelico, per poi aprirle le gambe e dedicarsi alla sua vagina, una vagina fatta di labbra morbidissime e con pochi ricciolini, ma bellissima.Così incominciò a leccare e succhiare, prendendo la gran parte di essa.I suoi peli erano una delizia e la sua carne un piatto prelibato.Non sarebbe mai voluto uscire piu' da lì.Era la perfezione, così poco a poco cominciò a succhiarle il clitoride, facendola gridare come un'ossessa, finchè non arrivò all'orgasmo che ebtrò nella sua bocca, e che lui divorò leccandolo tutto.Adorava tutto di lei.Tutto, e non la alsciò andare continuando ad amarla, ancora.La voleva come un pazzo, e continuò a leccarla e a succhiarla, come un bimbo al seno della madre, finchè non arrivò ad un altro orgasmo devastante, ma poco dopo fu lei a voler fare di piu', così lo fece stendere e cominciò a leccarlo sul capezzolo, per poi scendere sul torace villoso, per poi arrivare all'ombelico.I suoi peli non le davano fastidio, anzi, l'amore tra loro era incredibilmente perfetto.Così poco dopo cominciò a scendere fino ad arrivare al suo membro che era enorme.Non sarebbe entrato tutto nella bocca, ma lo avrebbe comunque leccato e succhiato tutto.Così lo prese con una mano e cominciò a leccarlo ai lati, ai bordi e poi le sue labbra affondarono dentro di lui, succhiandolo.Mentre lo succhiava sentiva che si ingrossava ancora di piu' e lei succhiava e leccava, e sentiva che la gola si stringeva un po', così lo lasciò fuori uscire per dedicarsi alla cappella, che leccò con foga per poi tornare nuovamente a metterlo in boca per succhiarlo un po' alla volta, e poco dopo arrivò, urlando anche lui.Il suo sperma era arrivato dentro la sua bocca e lei lo aveva ingoiato tutto, ma anche lei non aveva finito, così continuò a baciarlo nuovamente sul torace e sui capezzoli, finchè non arrivò alle labbra che si toccarono e si mangiarono tra loro, con conflitti di lingue e di labbra.Per poi finire nuovamente che lui scese per amare quei seni, che erano solo suoi, leccandoli e succhiandoli all'infinito.Erano fantastici e sentiva che dentro la sua bocca, diventavano bollenti e turgidi.Era una sensazione meravigliosa.Intanto che la bocca era occupata con i suoi seni, la mano era andata tra le pieghe fradice per eccitarla ancora e ancora, finchè mentre stava per arrivare le aprì le gambe e si avventò su di lei, per prendersi tutto quello che lei gli dava, il suo nettare che aveva un profumo afrodisiaco mentre urlava a squarciagola.E alla fine eccitandosi un altro po', si staccò da lei per arrivarle sui seni.Era così che lui voleva.Lei era sua, e così con il suo sperma sul suo corpo, l'aveva marchiata.Avrebbe voluto stenderlo su tutto il suo corpo, ma non lo fece.Era sua e lo sarebbe sempre stata.Senza fermarsi, lei con un dito nè prese un po' e lo mise in bocca.Mentre lui si faceva nuovamente duro e per cui poco dopo entrò in lei, arrivando nuovamente insieme.
Dopo due ore
Lei si trivava su di lui, erano molto stanchi ma soddisfatti.Lui la stringeva a sè e la carezzava.Era perfetta e tutta sua.Nessuno gliel'avrebbe tolta.
Mentre la carezzava pensava al fatto che tra poco sarebbero partiti e che sarebbe stato un Natale perfetto, e già vedeva una bimba come sua moglie che giocava con loro. bella come lei.Lei che era sua.
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Era ormai il 27 dicembre.Il Natale era passato piacevolmente per tutti.Sarah era tornata a casa felice, per come aveva trascorso le feste, anche se nel profondo del suo cuore, aveva sentito una forte mancanza di Bryan.Non l'avrebbe mai detto, ma anche se aveva trascorso giorni lieti, dentro di lei, lo stava ancora guardando dalla vetrina, in cui aveva comprato il bracciale per lui e il compagno.Chissà quando lo avrebbe visto di nuovo.L'allontanamento lo aveva voluto lei, perchè desiderava che il rapporto che aveva rimanesse tale.Ma anche se lei stava benissimo, gli era mancato.Tra poco sarebbe stato Capodanno e loro sarebbero ripartiti, ma perchè non organizzare una cosa tranquilla fuori con tutti gli amici?
Così mandò un messaggio al fisanzato, dicendogli se quella sera avrebbero voluto andare in un pub, con tutti e lui fu daccordo.Così a questo punto, mandò un sms tramite whatsapp a tutti, anche a Bryan.

Intanto il canadese era all'aereoporto.Era appena arrivato.Aveva trascorso delle vacanze davvero piacevoli, con la sua famiglia e si , si era leccato le ferite.E alla fine aveva preso anche delle decisioni importanti.Avrebbe parlato con Mell, perchè non desiderava più portare avanti la farsa del falso fidanzamento.Era stanco.Se doveva dire alla ragazza italiana che lui l'amava, doveva essere anche libero da impegni, reali o finti che fossero.Lei si era fidanzata, ma alla fine di certo ci avrebbe pensato, se lui si fosse dichiarato da libero.Che sciocchezza dirle che lui sentiva una grandissima attrazione.Si era limitato a dirle solo questo, e non andava bene per nulla.Avrebbe dovuto dirle, ti amo, dal primo momento in cui ti ho visto, sei anni fa.Invece aveva ideato un piano, che sembrava ben progettato, ma lui non c'è la faceva più, fare finta di amare Mell, l'aveva portat quasi a sentire del disgusto verso di lei e non andava bene, lei era la sua migliore amica e doveva tornare tutto come era prima.
Mentre pensava a tutto ciò, sentì il bip del cellulare.E aprì la sua app.Rise contento di quello che lesse.E le rispose con flicità.
"Si ci vediamo al pub stasera, mi fa piacere vederti di nuovo.A più tardi.Un abbraccio."

Quando lei ricevette il messaggio sorrise come un'ebete.Era al lavoro, e non riusciva a pensare ad altro che a lui, al fatto che quella sera anche se prima non avrebbe voluto, aveva deciso di darglielo il suo regalo.Era stanca, davvero molto stanca.Tra tre giorni avrebbe trascorso il suo tempo in viaggio con Francesco, ma almeno l'amicizia voleva ancora continuare a coltivarla con lui.Certo sarebbe sempre stato un grosso dilemma, perchè l'attrazione che prvava era notevole, ma lei aveva preso la sua decisione e non avrebbe cambiato idea per nulla al mondo.La sicurezza era la cosa più importante.
Certo era facile parlare, perchè quando lo vedeva, all'istante le veniva la pelle d'oca e si sentiva attratta come non mai, per cui doveva prepararsi.Ogni qual volta stava con Francesco, si sentiva libera dal giogo di Bryan.Per cui sarebbe stata sempre con il fidanzato, anche quando...no, l'unico momento in cui sarebbe stata sola con lui, sarebbe stato l'attimo in cui gli avrebbe dato il regalo.E poi sarebbe tornato tutto normale, in quanto avrebbe passato ogni attimo stretta al ragazzo che amava.Si guardò l'anello e sorrise.Vedeva davanti a lei un altro anello assieme a quello che aveva già e lo avrebbe avuto tra poco.Vedeva dinanzi a lei, un abito fantastico bianco e una chiesa.Perchè vedeva che la mano che chiudeva la sua aveva peluria rossa?Era inutile pensarci.Doveva tornare a lavorare, altrimenti i medicinali nessuno li avrebbe catalogati.

Quando uscì dal chek in, si diresse alla stazione dei taxi, e poco dopo si avviò verso casa sua.Di certo aver rivisto la famiglia lo aveva fatto riflettere.Erano tutti sereni e felici, tranne lui , che sentiva un'agonia profonda e che in un modo o nell'altro avrebbe dovuto risolvere.La sua anima soffriva troppo, e non poteva continuare così.Si sentiva arrovellare da tanti pensieri.Era davvero stanco di pensare ed era contento che il giorno dopo avrebbe ripreso il lavoro che lo avrebbe occupato, senza sentire costantemente l'agonia della sua mancanza.

Il pomeriggio inoltrato:
Sarah stava tornando a casa da sola, perchè Francesco non aveva avuto tempo e mentre stava parcheggiando, le arrivò un messaggio si whatsapp.Così quando spense il motore, lo prese e lesse:
"Piccola, stasera finisco piuttosto tardi.Avviati con Dafne, io ti raggiungo non appena mi sbrigo.Mi dispiace, ma dopo il periodo natalizio, si è accumulato un sacco di arretrato.A dopo amore, ti amo e mi manchi."
"Mi dispiace amore, ma cerca di raggiungerci presto, ti amo tanto anche io."
Così avvisò Dafne la quale fu contenta di vederla prima.

Quando scese dalla macchina, il suo primo pensiero fu quello di farsi una cioccolata calda e un bagno subito dopo.Aveva bisogno di rilassarsi un po'.Affondare nella cioccolata calda era una libidine, che non si concedeva molto spesso.Ma quella sera la voleva troppo e se la fec, al diavolo tutto.

Intorno alle venti:
Bryan era pronto, e così mandò un messaggio a Mell, dove c'era scritto che sarebbe andataa a prenderla.Durante quella serata, le avrebbe detto tutto.Era ora di finirla.

Intanto Sarah si stava vestendo .Quella sera avrebbe indossato una cosa carina ma semplice.Avrebbe voluto solo stare con i suoi amici senza complicazioni.Così indossò un fuson e un pulloverino dorato.Si mise un paio di orecchini e un paio di stivali col tacco e dopo un po' di trucco era pronta per la serata.Andò vicino all'armadio a prendere l'unico regalo che ancora non aveva avuto il coraggio di dare, e lo mise nella sua borsetta.Poi prese il giubbino imbottito e allo squillo del suo telefono uscì, sapendo che fuori ci sarebbe stata Dafne.
Mentre saliva nella macchina e salutava l'amica, prese il cellulare e mandò un messaggio in whatsapp al ragazzo, per dirgli che lei era uscita in quel momento e che lo aspettava, sperava presto. Le rispose che fosse stato per lui, non l'avrebbe mai lasciata sola, e sarebbe stato sempre al suo fianco, ma doveva pazientare un po'.Ma l'avrebbe raggiunta presto.
"Che nè dici di sentire Giorgia?"
"Va bene, ok."
"Ma che hai?Sei pensierosa."
"Hai ragione.Non puoi immaginare.Stasera vedrò Bryan dopo un sacco di tempo e be mi sento emozionata.Sono una stupida.Vero?"
"E Francesco?Lui verrà più tardi, sai il lavoro e col fatto che poi partiremo il 31.Ha dovuto recuperare."
"Ti starò vicina io, non preoccuparti."
"Ok, ti voglio bene Daf."
"Anche io Sarah.Siamo arrivati, non preoccuparti, ora parcheggiamo e andiamo a divertirci un po'."

Mentre scendevano avvicinandosi al locale, notarono nelle vicinanze appoggiati all'ingresso Bryan e Mel, nonchè anche Matt.Ma lei non riusciva a togliere gli occhi da dosso da Bryan.Era sempre così magnetico e sexy.I loro occhi si erano agganciati e nell'arco di qualche secondo, avevano creato una bolla tutta loro.Avrebbero potuto dirsi tante cose senza parlare, ma Dafne ruppe l'atmosfera, in quanto voleva entrare.Così lei ritrnò normale.Il pub Luppolo 12, era famoso per la sua birra rtigianale.Non appena si sedettero Sarah notò che Mel le sembrava giù di morale quella sera, chissà cosa era successo. Odiava e amava l'inverno, perchè la notte poteva raggomitolarsi vicino al fidanzato, e stare con la testa sotto il cuscino.Dopo essersi ambientata, si tolse il giubbotto imbottito e si sedettero.
"Sarah ma Francesco non c'è?" disse Mel
Lei la fissò e disse:
"Ci raggiungerà dopo, sta lavorando ancora.Sai le feste natalizie sono belle, ma ti fanno fare gli arretrati.""

UNa volta seduti tutti, cominciarono a chiacchierare tra loro.Però pochi minuti dopo gli occhi dei due si agganciarono nuovamente.

Bryan non appena l'aveva vista era rimasto stupefatto.Era così semplice ma nello stesso tempo così bella.Quel giubbino imbottito, rendeva la sua figura piccola molto sexy.Era fantastica.Non riusciva a parlare, voleva solo guardarla.Era da tanto che non si incontravano.Be lui aveva sentito la sua mancanza.In macchina aveva detto a Mel, che la finzione doveva finire.Lui non riusciva più a continuarla.
Ecco perchè quella sera lei era così tranquilla.L'aveva presa bene, avrebbe creduto che lei desiderasse continuare, ma magari anche per lei era stato solo un piacere che gli aveva fatto.Che ne poteva sapere se anche a lei lui le avesse dato un senso di disgusto?Questo lui l'aveva fatto per sincerità.Desiderava parlare con Sarah al più presto, non quella sera, perchè voleva vederla da sola.Non era una cosa di cui parlare con gli altri.Vedeva il suo rossore tenero e quel dito che arricciava i suoi capelli.Era nervosa.Chissà perchè?Forse era emozionata come lo era lui?Il suo cuore batteva molto velocemente.La desiderava come non mai.Non le avrebbe mai voluto togliere gli occhi da dosso.Era sexy e tenera da morire.

Mentre la fissava, Dafne le diede una spallata e disse:
"Sarah, c'è il cameriee, dai tocca a te ordinare."
Così lei decise per un panino con la parmigiana di melanzane e una coca cola.
Successivamente ordinò Mel e lo stesso Bryan, che adorava il panino con le melanzane come lei, e poi prese una birra artigianale.
Sarah poi cominciò a parlare.
"Bryan come hai trascorso le vacanze?Sei tornato dai tuoi?"
Lui le sorrise, come a dire, certo non possiamo stare a fissarci tutto il temp soltanto.Come se tra i due fosse scattata una grande sintonia, lui le rispose:
"Si sono state giornate molto belle e rilassanti, con i miei genitori e mia sorella.Tornare in Canada mi ha fatto stare meglio, sai non credevo che la mia città Natale mi sarebbe mancata così tanto.Ma così è stato.Siamo stati con i miei a cena e poi alla messa.Il 25 invece siamo andati da ia sorella e dopo alla pista di pattinaggio.E' stato fantastico davvero.E tu invece?"
Lei gli sorrise e disse:
"Noi abbiamo l'abitudine di fare un giorno dalla mia famiglia e un giorno da quella di Francesco e così abbiamo fatto.E' stato molto bello e rilassante.Sai addobbare l'albero e fare anche il presepe, poi aiutare per il cenone.Mia madre mi ha tenuta con sè un sacco di tempo e mi sono divertita con lei a cucinare e chiacchierare.La cosa bella delle feste è lo stare con la famiglia che non vedi quasi mai.Rilassarci sul divano con u bicchiere di vino e guardare la partita."
"Ma hai fatto la tua pasta preferita?"
"Noi il 24 abbiamo mangiato a base di pesce.Sai la madre di Francesco è una patita della cucina e adora cucinare per tutte le persone che ama.La sera quando ci siamo scambiati i regali è stato bellissimo e molto ma molto romantico.Il 25 invece abbiamo fatto la lasagna.La mia pasta la farò in qualche altra occasione, e così cari amici verrete a mangiarla a casa mia."
Intanto i panini e le bevande erano ormai arrivate e un silenzio scese sul tavolo.
Una decina di minuti dopo, però una ragazza assieme ad un ragazzo alla chitarra, cominciarono ad allietare la serata con musica e canto.

Mel era molto arrabbiata e cercava di non pensare a quello che era successo nella macchina un paio di ore prima.Gliel'avrebbe fatta pagare cara a quella stronza che credeva di poter mettere fine ad un amore che durava da quando era bambina.L'avrebbe pagata cara.Non poteva pensarci.Quando lui l'aveva presa, avevano acceso la radio e poco dopo mentre lui guidava aveva affermato:
"Ascolta Mel, ho pensato che dovremo mettere fine a questa farsa.Io non riesco più a sostenerla.L'amore che provo per Sarah, non me lo consente e desidero dichiararmi da libero e vedere come va.Ti libero da questa scocciatura amica mia."
Lei lo sapeva che Bry provava solo affetto, ma non doveva ancora finire.Aveva programmato un sacco di cose per poterlo conquistare.L'avrebbe pagata cara.Quella troia, altro che piccola e ingenua.Lei lo guardava tutto il tempo e lui anche.Forse non si rendeva conto che provava dell'attrazione anche lei?Forse non si rendeva conto che era una donna anche lei?E che lo amava da tanti anni?Perchè maledizione, non potevano essere loro due?Invece la fortuna voleva che quella stronza aveva un fidanzato magnifico e un altro ragazzo perdutamente innamorato di lei, che avrebbe fatto qualcunque cosa per lei, una tipa scialba che non vedeva da sei anni.Cose da pazzi.Fece un ghigno.Gliel'avrebbe fatta pagare cara.

Poco dopo Matt disse:
"Ragazzi perchè non andiamo a ballare?La band non aspetta altro."
Così tutti poco dopo si alzarono e andarono al centro pista.Bryan approfittò subito, per prendere tra le braccia la ragazza che amava e nallare con lei.Prorpio in quel momento la cantante intonava I will always love you, che in pratica raccontava quello che lui provava.Volteggiavano assieme, come se attorno a loro non ci fosse nessuno.Lei si sentiva così al caldo, così eccitata, così bagnata, da non poterci credere.Una grande elettricità, una grande passione, stando solo abbracciata a lui, sentendo il suo cuore che batteva all'impazzata.
Mentre ballavano lui le mormorò:
"Vogliamo andare fuori per qualche minuto?Vorrei parlarti."
Lei annuì e dopo che la canzone finì, andarono al tavolo e dopo aver preso i loro piumini, uscirono.
Lui prese anche un pacco che aveva messo nel suo borsello.
Poco dopo si trovarono fuori all'ingresso.
Si nascosero in un angolo dove potevano stare soli e lui cominciò a parlare:
"Questa sera assomiglia molto a quella di sei anni fa.Era una notte piena di stelle luminose, ti ricordi?"
"Si, bellissima."
"Piccola Buon Natale."
Le porse un pacco.Lei gli sorrise.Non era stata l'unica a pensarlo.Gli sorrise e poco dopo lo aprì direttamente vicino a lui e rimase felice.Quel vestito era davvero bello e fine.Lo avrebbe indossato magari a Capodanno.
"Grazie Bryan, è bellissimo."
Mentre lui stava per parlarle, lei dalla tasca del suo piumino, cacciò il suo e glielo porse:
"Auguri di Buon Natale anche a te."
Era così felice, che non poteva crederci.Evidentemente quando si erano intravisti quel giorno, entrambi si erano pensati.Aprì il pacco e rimase stupefatto.Era un bracciale ed era bellissimo.
Così si abbassò e la baciò sulla guancia.Ma poco dopo non riuscì a resistere più così la strinse a sè e la baciò con estrema passione sulle labbra, facendogliele aprire, per entrare dentro di lei, e riprovare dopo anni il profumo della primavera.Non avrebbe più voluto lasciarla andare e poco dopo il suo membro diventò enorme.Il suo sapore era favoloso.Era il più bel regalo che avesse potuto avere, riassaggiare la sua piccola italiana, la sua favola, il suo amore.
Si staccò quando sentì delle voci, ma quando tornò in sè le disse prima che lei potesse parlare:
"Ho lasciato Mel, perchè ti amo, e penso di amarti da quando ti ho vista la prima volta sei anni fa.Se non fosse stato per l'incidente di mia sorella, oggi saremmo assieme.Perchè non ti avrei mai abbandonata, anche se avessi dovuto fare Italia Canada, per tanto tempo.Non dimenticarlo.Sono stato un imbecille, ma adesso voglio rimediare e stare con te per sempre."
Poi si abbassò nuovamente dandole un tenero bacio sulla guancia e una lunga carezza ai capelli, che adorava e che per tanto tempo aveva desiderato carzzare e poi poco dopo rientrarono.

Sarah era rimasta scioccata e senza forze.Non appena le sue labbra la sua bocca, la sua lingua era entrata dentro di lei, era come rinata a nuova vita.Aveva sentito come se avesse le farfalle nello stomaco, un'eccitazione pazzesca, un languore incredibile e in più si era sentita come completa.Come quando tanti anni fa piena di speranze e di fiducia ci aveva creduto, dando un calcio notevole alla ragione.Non parlò per diverso tempo, persa nei suoi pensieri.Il suo cuore era come uscito fuori dal suo corpo non desiderava rientrarci, avrebbe voluto solo stare ancora con lui, con quel canadese che la faceva sentire come in una nuvola.Mentre pensava a questo, rimase stupita, quando accanto a sè si trovò il fidanzato.Lei gli sorrise felice e lui la strinse a sè, baciandola caldamente, facendole sentire la sicurezza che lui le aveva sempre dato.

"Piccola scusa il ritardo, che nè dici di ballare?Vieni dai, così almeno a fine serata stiamo insieme."
Lei annuì.Finalmente era arrivato, ma perchè in cuor suo si sentiva quasi delusa?Doveva lasciare perdere, anche se Bryan aveva lasciato Mel, lei non poteva assolutamente fare un salto nel buio.Si strinse forte al suo Francesco, sentendo un grandissimo magone dentro di sè.Era così stanca di combattere.Le braccia forti del suo compagno la stringevano facendola sentire al sicuro, a casa, come avevano sempre fatto.Ma la magia dov'era?Ma perchè doveva lamentarsi?Mentre ballava il lento con lui, stava guardando di sottecchi Bryan che chiacchierava con Mel.Per questo lei quella sera era così triste.Era così brutto essere lasciata.La cosa peggiore era sentirsi persa, come se al mondo tutti ti volessero rifiutare.A lei Mel non era simpatica, ma le dispiaceva molto.Nascose il suo viso, sul torace del compagno, cercando di non pensare più a nulla.Ma il bacio non riusciva a dimenticarlo.Quella bocca, quelle labbra così sexy, scosse un po' la testa.Il compagno mormorò:
"Mi dispiace di aver fatto tardi, ma la serata è andata bene vero?"
Lei alzò lo sguardo sul suo e annuì contenta, anche se un po' triste.Chissà se il fidanzato si sarebbe accorto che lei si sentiva un po' diversa.Quel secondo bacio, non lo avrebbe più dimenticato, anche se fosse stato il secondo e l'ultimo.Perchè lei nonostante tutto voleva stare con Francesco, l'uomo che era innamorato di lei e che nel corso della loro relazione non l'aveva tradita mai.Mentre la musica stava finendo, lei alzò lo sguardo verso il suo e una mano verso il suo viso dicendoli:
"Abbassati un attimo."
Così lui si abbassò e lei lo strinse forte baciandolo con passione.Sentendo dentro di sè che la sua vita era perfetta, anche se non ci sarebbe stata quel po' di magia.Francesco era l'uomo che in fondo amava, anche se molto dentro di lei, sentiva che c'era qualche cosa di stonato in quelle parole, che fino a pochissimo prima, le suonavano perfette.
"Piccolina, mi sei mancata tanto.Lo sai?"
La strinse di nuovo e la baciò nuovamente prima di andare a sedersi.

Era ormai trascorso quasi un mese dalle festività.Sarah aveva continuato la sua vita normalmente, sentendosi anche piuttosto felice.Dentro di sè però sapeva che a lei mancava qualche cosa.Erano alcuni giorni che si sentiva giù di morale.Eppure era pienamente soddisfatta.Aveva trascorso un capodanno fantastico e una befana ricca.Cosa voleva ancora?Purtroppo non riusciva a dimenticare il bacio che quella sera Bryan le aveva dato.La perfezione non esisteva, eppure quel bacio provava che esisteva invece.Era molto stanca.Le faceva molto male la testa e non riusciva più a pensare naturalmente.Francesco era perfetto, ma allo stesso tempo lei non riusciva a dimenticare il tremolio, il languore, l'emozione.Difatti era trascorso un mese e ancora ci pensava, invece di lavorare.Le medicine attendevano e lei pensava al sapore che per un attimo l'aveva investita, facendole pensare ad un mondo diverso fatto di autunno, legna che brucia nel caminetto, foglie che scendono dagli alberi, pioggia che batte sul terriccio, facendo il profumo intenso della natura suo, in tutta la sua perfezione.

Francesco stava lavorando nel suo ufficio, tranquillamente.Aveva notato che la sua dolce piccolina in quel periodo la vedeva un po' assente, come se fosse lontana dal presente e immersa in chissà quali pensieri.Eppure si erano divertiti in viaggio, e anche con le loro famiglie.Cosa poteva mai turbarla?Magari le era successo qualche cosa mentre era in viaggio e non gliel'aveva detto?E se aveva avuto bisogno di andare nuovamente dalla psicologa presa da un momento di depressione?Era così preoccupato.Di norma lei gli parlava ed era per questo che lui conosceva una buona fetta della sua vita.Conosceva la sua fragilità.Cosa mai poteva esserle accaduto?E se qualcuno l'avesse ferita?Fatta del male?Quella sera l'avrebbe coccolata e in un modo o in un altro, avrebbe fatto in modo di farglielo dire.

Bryan quel giorno al lavoro pensava che era passato già un mese e lei non gli aveva ancora detto nulla.Chissà se ci stava pensando.Era da quel giorno che poi non si erano più visti.Difatti quella sera, avrebbe visto Mel e Matt, per un bowling tra loro.La ragazza alloa fine l'aveva presa più che bene,Erano tornati in sintonia come lo erano sempre stati, senza nessun cambiamento.Nè era segretamente solevato.Non avrebbe voluto distruggere la sua amicizia con lei.Per lui non era altro che la sua piccola amica di sempre.E non sarebbe mai stata qualcos'altro.

Quella stronza, non si rendeva conto che quel pomeriggio sarebbe tutto cambiato.Non poteva permettere che lei nè uscisse impunita.Forse non se ne era accorta, ma una persona non poteva essere così cieca davanti ad una cosa così evidente.A lei sarebbe dispiaciuto solo per il suo fidanzato, un ragazzo serio e davvero sexy come pochi.Era incredibile che Bryan fosse anche lui così tonto da non capire nulla.Immaginava che per lui lei fosse l'amichetta del cuore, che per lui lei avrebbe fatto tutto senza subire conseguenze.Che lei sarebbe rimasta sempre quella ragazzina con le trecce che lo seguiva sempre e non avrebbe detto mai nulla.INvece basta.Lei non riusciva più a sostenere quel dolore, quella furia, quel bruciante dolore che sapeva di sconfitta, quell'agonia furiosa che non passva via con nulla.Si perchè quello era amore, amore non ricambato, una cosa che non avrebbe mai avito fine.Ma almeno poteva vendicarsi e lo avrebbe fatto volentieri, davvero volentieri.Conosceva svariate persone che avrebbero potuto aiutarla, certo senza macchie sul suo nome.Lei non sarebbe stata scoperta.Improvvisamente si rese conto che aveva tenuto la mano a pugno e che si era fatta dei segni.Così cercò di tranquillizzarsi, anche se un ghigno le deturpava il viso, di norma bello e rilassato, almeno in apparenza.Lei non era mai stata un elemento facile.Lo dicev perfino sua madre, che per un periodo l'avevano mandata da uno psicologo, perchè affetta da doppia personalità.Finchè tutto andava come voleva lei, tutto era a posto, non appena non succedeva, si scatenava una follia pura dentro di lei, una gelosia, una brama di vioenza, che neanche le pillole, che aveva preso per un breve periodo, per poi buttarle, l'avrebbero fermata.Lei voleva vendicarsi, ma soprattutto voleva fargliela pagare, perchè quella ragazza aveva tutto quello che una donna poteva desiderare e lei nulla.Era una cosa pazzesca, essere la migliore amica e che in nessun modo lei poteva cambiare la realtà.Neanche se l'avesse portato a letto ci sarebbe riuscita.Anche se un tentativo lo avrebbe fatto.Se dovva combattere lo avrebbe fatto.Tutto o niente.Questo era solo l'inizio.La brava bambina stava per sparire per sempre.
Alla fine, non avebbe chiamato nessuno, ci avrebbe pensato lei.Perhè chiamare altri quando non desiderava altro che picchiarla?Dentro di lei bruciava forte l'agonia e il dolore.Lui non le staccava mai lo sguardo da dosso, e anche se veniva chiamato dopo la guardava di nuovo.Nessuno sapeva che lei era stata testimone di un evento che nessuno voleva che lei vedesse.Sogghignò.Per ora non lo avrebbe detto, ma la scena di quei due che si baciavano, non l'avrebbe dimenicata.Però l'aveva sul suo cellulare.Si una foto, che al momento opportuno le sarebbe servita.Mentre sorrideva si passò la mano davanti al viso, per asciugarsi le lacrime.Perchè non poteva essere lei?Sapeva che se avesse fatto vedere la foto a Francesco, avrebbe perso l'amico, la persona che le era stata sempre vicina.Quindi non l'avrebbe usata, almeno per adesso.Ma se lei non lo avrebbe avuto, almeno quella puttanella avrebbe perso tutto, si tutto il suo castello di carta, si sarebbe frantumato davanti a lei.
Meglio che finiva di lavorare, avrebbe dovuto pensare bene al da farsi.Tra un po' quella tipa sarebbe uscita dal lavoro ed allora si sarebbe fatta avanti.
Pochi sapevano che lei faceva karate .Quel pomeriggio, l'avrebbe ferita, questo doveva essere un avviso, per cui non avrebbe fatto molto, ma se avesse continuato, allora avrebbe colpito ancora.
Aveva cominciato da piccola assieme a lui e anche assieme al suo migliore amico, Erick.Si erano allontanati per via della scuola, ma poi si erano riavvicinati, lui era l'unico che sapeva del fatto che lei amava Bryan da tanto.Lo aveva capito un giorno in cui lui baciava una ragazza e lei scappò via.Nessuno la vide ma solo l'amico capì.Si erano incontrati nuovamente all'università e da allora erano tornati inseparabili.Se non l'avesse riconosciuta lui, lei non lo avrebbe fatto, tanto che era cambiato.Sorrise, anche se si sentiva amareggiata, da tutto quello che stava succedendo.Era pazzesco che per un viaggio due persone che non avrebbero dovuto incontrarsi, si erano incontrati e amati e poi neanche a farlo apposta, per un fatto fortuito, si erano incontrati di nuovo e lui, aveva dimenticato tutto.Era pazzesco.Non doveva pensarci più.Così decise di uscire dal lavoro per andare a prendere la sua vittima.

Poco dopo, Sarah dopo aver mangiato direttamente alla rosticceria di fronte, assieme a Dafne, era tornata a lavorare, per poi perdersi nei suoi pensieri.Riuscì comunque a terminare e decise così di uscire.Quel giorno il suo fidanzato sarebbe venuto a prenderla.Nè era felice.Quella mattina era andata a lavorare con Dafne, proprio per questo.Non desiderava più pensare a quello che non voleva pensare, anche se non le usciva dalla testa.Francesco era l'uomo per lei.
Poco dopo le arrivò un messaggio su whatsapp e lei lo prese dalla borsa e lo lesse sorridendo:
"Sto arrivando tesoro, sono bloccato nel traffico.Stasera sarà una serata romantica, piena di coccole, così ti sentirai meglio e il tuo malumore passerà.Cucinerò io stasera per te, va bene?A tra poco amore."
Sorrise.Come mai Francesco non le bastava?Lui era perfetto, l'emblema della dolcezza e dell'amore.Scrisse:
"Ti aspetto all'uscita vicino al parcheggio.Va bene per stasera, sei l'uomo della mia vita, ti amo tanto."
Poco dopo le arrivò un altro messaggio che diceva:
"Ti amo anche io" e vicino una emoticon che faceva l'occhiolino.
Non ebbe il tempo di pensare a nulla, quando all'improvviso non riuscì più a respirae.Si sentiva soffocare.Cosa le avevano messo in testa?Sembrava un sacchetto.Qualcuno glielo stringeva.Cosa stava succedendo?Stava soffocando.Cercò di strappare con le mani e con le unghie i lati del sacchetto, ma non ci riuscì.La persona le diede un calcio sulla pancia trascinandola dietro lo stabile.
Sarah era tramortita, in ginocchio per terra, ma non poteva perdere i sensi, era stata aggredita, forse volevano violentarla, ma perchè?Cosa era successo?Le venne tolto il sacchetto dalla testa e lei che aveva ancora lo sguardo un po' appannato quando mise a fuoco, vide una donna mascherata.Era vestita con una tuta blu, che la prendeva tutta.L'unica cosa che aveva scoperto erano gli occhi leggermente a mandorla e niente altro e un neo vicino il ciglio sinistro.Era pazzesco quello che stava succedendo.Cosa aveva fatto e perchè quella donna voleva picchiarla?
"Cosa vuoi?Se desideri i soldi, li ho qui in borsa."
Non le diede il tempo di finire di parlare che cominciò a subissarla di di calci .Non poteva fermarsi, perchè altrimenti lei si sarebbe potuta alzare.E non poteva permetterselo.L'aveva colta di sorpresa.Ma alla fine seppure era più alta di lei, avevano una forza simile.Non poteva perdere il suo vantaggio.
Sarah si era rannicchiata e cercava solo di proteggersi.Non credeva ai suoi occhi.La stavano picchiando e sentiva che stava per piangere.Quei calci erano potenti.Poi ad un certo punto, le tirò i i capelli e e cominciò a schiaffeggiarla in viso, pensando, puttana, così te la farò pagare per quel bacio, il tuo viso maledetto, le tue labbra maledette.Continuò a schiaffeggiarla.Le tirò il labbro fino a farlo sanguinare per poi buttarla in terra nuovamente e prenderla a calci di nuovo.Mentre continuava a picchiarla, ad un certo punto sentì uno strap.Un pezzo di tuta aderente si era rotta, lasciandole il polso destro scoperto.Sarah per un attimo aveva visto un tatuaggio a forma di tridente.Ma non ne era sicura.Non era più sicura di nulla.Tranne che sentiva dolore dappertutto e che di certo avrebbe trovato graffi e lividi di tutti i tipi.
All' improvviso la lasciò andare e scappò via, aveva sentito la voce del fidanzato, non desiderava essere inseguita nè scoperta.La lasciò lì.Per il momento l'assaggio poteva bastare.Si sentiva molto meglio.
Poco dopo cercò di alzarsi, ma non aveva forze sufficienti, cercò di chiamare il suo compagno, ma la voce era così lieve che non usciva.Così prese il cellulare che era vicino a lei e gli mandò un sms su whatsapp.C'era scritto :
Sono qui dietro allo stabile.Poi perse i sensi.
Un'ora dopo
Francesco l'aveva portata a casa, velocemente, e in quel momento era nel letto sotto le coperte.Non appena l'aveva vista era rimasto scioccato.Era in terra priva di sensi, tutta sporca e per quello che poteva vedere sporca di sangue con i pantaloni strappati in diversi punti e il piumino sporco e in alcuni punti rotti.Era corso verso di lei e l'aveva presa tra le braccia.Il suo primo pensiero portarla al riparo da chi voleva farle male.Chi mai avrebbe potuto aggredirla?Lei una ragazza che non aveva mai fatto del male a nessuno.L'aveva spogliata e poi disinfettata, lentamente.Aveva graffi e lividi dappertutto, per fortuna era vestita e si era accucciata per potersi difendere.La cosa che a lui preoccupava di più era il viso.Le avevano dato dei pugni e le avevano lasciato dei segni sulle labbra.Che figli di puttana a prendersela con una donna indifesa.Chiuse la mano a pugno e pensò che se avesse scoperto chi fosse stato l'avrebbe pagata cara.Per il momento aspettava che si svegliasse.

Melissa era tornata a casa, e come se nulla fosse, si andò a fare una doccia e poi si vestì in maniera sportiva per andare al bowling con gli altri, dopo aver piegato la tuta e sistemata tra le sue cose.Quella stronza sarebbe stata per un po' fuori combattimento con suo sommo piacere.E avrebbe approfittato di questo.Dopo essersi spruzzata un po' di profumo, prese le chiavi della macchina e scese.Si sarebbero visti tutti lì.

Francesco era molto preoccupato.La sua piccola ancora non si era svegliata.Lui le aveva messo anche un panno bagnato sul viso.Le avrebbe fatto bene.Ma doveva pensare bene.Lei era andata al lavoro e poi l'avevano aggredita.Chissà se era stato programmato da qualcuno che conosceva i movimenti, o invece era stato un furto.La prima cosa che fece fu di chiamare Dafne.Prese il telefono della sua ragazza e chiamò.
Poco dopo :
"Dafne ciao sono Francesco.Come stai?"
Lei era rimasta unpo' stupita.Non l'aveva mai sentito al telefono ma rispose:
"Bene e tu?"

"Bene, ma ascolta voi siete uscite assieme dal lavoro?"
"No, io mi sono trattenuta, dovevo parlare con il direttore.Perchè?"
"Sarah è stata aggredita.L'ho trovata primva di sensi dietro lo stabile.Adesso è qui a casa, a letto."
Lei era rimasta scioccata.
"Ma è pazzesco, chi puà essere stato?"
"Non lo so, ci sto pensando da più di un'ora.Ma non lo so."
"Vengo da te subito."
"No non c'è ne è bisogno, ma appena si sveglia, ti faccio chiamare."
"Va bene ciao."
Così decise di chiamare anche quel canadese che a lui stava sulle palle.Magari avrebbe potuto sapere qualche cosa.O forse sbagliava?Alla fine cercò il numero e chiamò.

Bryan era al tavolo a prendere una birra prima di giocare al bowling.Gli altri erano con lui.Stavano aspettando il loro turno, quando squillò il telefono.Lui sorrise vedendo chi fosse e si alzò allontanandosi e uscendo fuori.
"Pronto!"
"Bryan sono Francesco."
Lui era rimasto un po' scioccato, cosa lo chiamava a fare?
"Dimmi."
"Tu in questi giorni hai visto Sarah per caso?"
"No perchè?"
"Niente volevo saperlo perchè ascolta Sarah oggi è stata aggredita al lavoro, vero che a te non dovrebbe importare nulla e io potevo non telefonarti, ma in questi giorni lei è stata un po' malinconica, priva di entusiasmo e pensavo che tu potessi saperne qualcosa."
"No non sapevo nulla, ma come è stat aggredita?Che le è successo?L'hai portata all'ospedale?"
"No, l'ho trovata priva di sensi, dietro lo stabile dove lavora.Era piena di ferite e lividi.L'ho semplicemente disinfettata.Scusa il disturbo."
"No nessun disturbo, anzi magari passo subito da lì."
"No non preoccuparti.Ciao, a presto."
Bryan ora non desiderava altro che andare via.E così fece.Era troppo preoccupato per pensare a giocare quella sera.Chi mai voleva farle del male?Perchè dopo tanto che lei lavorava lì?Sarebbe andato a casa loro .Sarebbe rimasto fuori almeno avrebbe saputo qualche cosa stando lì.Lei era stata malinconica in quei giorni?Sorrise tristemente.Sapeva lui il perchè.Evidentemente ci stava pensando ancora.Ma chi avrebbe potuto aggredirla?Quella ragazza non avrebbe mai fatto male a nessuno.

Poco dopo Sarah si svegliò e così il panno cadde sul cuscino.Lei riconobbe casa sua e si sentì meglio.Francesco che era rimasto là, con la mano nella sua, si rese conto che si era svegliata.La strinse a sè, e poi la lasciò andare carezzandole piano la guancia.
"Amore ma cosa è successo?Quando sono arrivato, ti ho cercata ma non ti ho trovata da nessuna parte.Poi ho ricevuto il tuo messaggio."
Lei lo stava fissando con amore.E ripose:
"Mentre uscivo dal lavoro, non vedevo l'ora perchè mi venivi a prendere tu, così sono arrivata al parcheggio e in quel momento, qualcuno mi ha messo un sacco sulla testa e dopo avermi dato un pugno, mi ha trascinato dietro lo stabile.Lì mi ha tolto il sacco dalla testa e ha cominciato a prendermi a calci a pugni e a schiaffi.Credevo volesse rapinarmi, ma lei si era una donna, tutta mascherata, si vedevano solo gli occhi allungati a mandorla e con un neo sul ciglio.Lei quando le ho detto che i soldi li avevo in borsa, ha sorriso e ha continuato a picchiarmi, come a dire che dei miei soldi lei non se ne faceva nulla.Ha smesso solo quando ti ha sentito.Io ho notato che al polso destro aveva un tatuaggio a forma di tridente.Dopo l'ennesimo calcio, non riuscivo più a respirare.Non so come ho fatto a mandarti il messaggio.Pensavo di morire soffocata o violentata.Ho cercato di proteggermi ma non ci sono riuscita."
"Non hai idea dello spavento, quando ti ho vista, priva di sendi, lì, dove potevano farti altro male.Così ti ho presa e portata qui.Ti ho spogliata e disinfettata tutta.Ma chiunque sia stato la pagherà cara."
Si stese e si strinsero forte.Lui continuò a carezzarla lentamente.

Bryan aveva preso il piumino e dopo aver salutato gli amici era andato via.Mise in moto e sgommando partì per andare a casa dei due.Di certo avrebbe sentito se si fosse svegliata.

Un' ora dopo:
"Piccolina che nè dici se preparo qualche cosa da mangiare?"
Lei annuì, anche se non aveva fame per nulla.Così disse:
"Magari un minestrone passato.Nulla di pesante."
"Va bene amore.Che dici se ti porto di sotto?Ti sistemi sul divano?"
Lei annuì.Così lui le prese una vestaglia pesante e gliela mise, le mise anche un paio di calzettoni pesanti e poi la prese in braccio portandola giù e adagiandola sul divano, coprendola poi con un plaid.
Dopo averla baciata, andò in cucina.
Nel frattempo Bryan era là fuori da almeno un'ora.Finalmente vide una luce accendersi e poco dopo riuscì ad intravederla.Era stesa sul divano.Da lìsi vedeva molto poco.Ma almeno poteva vederla.Era diventato ridicolo, ma lo avrebbe fatto anche se non avesse saputo dell'aggressione.A lui mancava moltissimo.Avrebbe voluto essere lui adesso a scaldarla, a coccolarla, a cucinare per lei.Cosa che di certo avrebbe fatto lui.Sarebbe rimasto lì, tutta la notte, per farle da guardia.Così continuò a guardare quel poco che si vedeva.

"Amore è pronto, aspetta che vengo da te."
Così si sedette e cominciò ad imboccarla.Era così bello prendersi cura di lei.La amava con tutto il cuore.Poi le disse:
"Piccola, ma qualcuno in questi giorni ti minacciava?Ti ho vista così malinconica e preoccupata."
Lei lo fissò e sorrise.Poi ebbe una gran voglia di baciarlo.Così lei mormorò:
"Posa il piatto e avvicinati."
Si strinsero e si baciarono.Lui finì sotto e lei sopra e rimasero così a coccolarsi.
Lui nella macchina si sentiva geloso come non mai.Pur sapendolo, restò lì col suo panino con l'hamburger e la birra. Finchè la luce non si spense, e notò che l'uomo l'aveva presa in braccio per portarla di sopra.Mentre lei lo stringeva a sè.

Era passata una settimana da quel giorno.Francesco era rimasto molto preoccupato e aveva deciso di accompagnarla e andarla a prendere tutti i giorni.Tra l'altro aveva pensato anche che facendo così avrebbe scoperto chi potesse essere ad averle fatto del male.Aveva detto che aveva un neo vicino ad un occhio e poi un tatuaggio.Chissà quanti avevano un tatuaggio.
La sua donna già prima dell' agresisone era strana, angosciata, lontana, ma adesso era addirirttura peggiorata.Sembrava raffreddata del tutto.Era sempre immersa nei suoi pensieri.Non riusciva più a tiralra fuori da quell'abisso.Ci aveva provato, e continuava a provarci, ma lui la sentiva lontana, anche quando la stringeva e la baciava.

Sarah si sentiva strana.Non riusciva a capire perchè l'avessero aggredita, cosa mai avesse fatto.Guardava tutti i suoi colleghi per vedere se avessero avuto il tatuaggio o per lo meno se avessero avuto la stessa corporatura.Ma fino ad ora non aveva nessun indizio.Intanto continuava anche a pensare a lui.Ma alla fine perchè si arrovellava così?Si sentiva male, perchè le sensazioni che provava e che aveva sempre provato per Bryan erano assolute e forti.Però per lei era perfetto Francesco.Perchè avrebbe dovuto scegliere l'ignoto?Si l'aveva lasciata, ma chi glielo diceva che poi magari si sarebbe fatto qualche altra donna?O l'avrebbe potuta abbandonare di nuovo?E lei come avrebbe fatto a farsi di nuovo forza, risalendo la china?Non c'è l'avrebbe mai fatta nuovamente.
Mentre pensava, non aveva sentito l'amica che la chiamava.
"Sarah"
Lei si girò e le sorrise, tornando nel suo mondo.
"Dimmi."
"Che ne dici se stasera usciamo con gli altri?E' da parecchio che non lo facciamo."
"Potrebbe essere una buona idea, magari mi distraggo dai soliti pensieri."
"Piuttosto come ti senti?Hai scoperto qualche cosa?"
"No nulla, sono solo guardinga qui equando esco.Chi mai potrebbe essere stato?"
"Non lo so proprio.Che ne pensi se stasera venite da me e ci mangiamo una pizza?O preferisci un pub?"
"Sei sempre gentile.Per me va bene il pub, tanto i pensieri ci sono sempre."
"Ok, mi metto daccordo con loro.Tu avvisi Bryan?"
Lei la guardò con sguardo annebbiato.Si passò la mano sui capelli frustrata come non mai e poi annuì.
"Potrebbe essere qualcuno del nostro gruppo a volerti del male?"
"Dici?Perchè mai?"
"Non so era un'idea."
"Stasera indagheremo."
"Sai pensavo che forse la pizza da te è meglio, se vogliamo indagare.Saremo solo noi vero?
"Si, ok allora va bene.Poi faremo un po' di karaoke, ci divertiremo un sacco."
Lei gli sorrise e poi tornarono al loro lavoro.
Anche se l'amica voleva farla sentire su, i pensieri coninuarono a turbarla.Non poteva continuare così.Lei cosa sentiva?Era inutile prendersi in giro.Quello che continuava a provare per Bryan, non era paragonabile a quello che provava per il fidanzato,Anche se per lui sentiva molto, moltissimo, ma lo stesso voleva restare con lui.Perchè mai avrebbe dovuto buttare tutto per l'aria?L'unica realtà era che lui l'aveva lasciata per lei.Per riavere nuovamente quelle sensazioni meravigliose, che avevano provato anni prima.Ma indietro non si tornava.La vita era fatta di valori, di doveri e lei non voleva lasciare l'uomo perfetto, per uno che non aveva idea di quello che era.
Forse in fondo era lei a non avere coraggio, a non volersi buttare giù da un burrone, perchè se lo avesse fatto non sarebbe potuta tornare indietro.Non avrebbe potuto dire Francesco perdonami.Questo le faceva molta paura.Lui era la sua ancora di salvezza.Era perduta altrimenti.Avrebbe continuato così.In fondo a loro non mancava nulla.

Poco dopo Bryan che stava nel suo ufficio, aveva ricevuto un messaggio e lo lesse sorridendo.
Lei gli stava chiedendo di uscire con gli altri.Nessuno lo sapeva ma ogni notte da quella sera, aveva dormito lì, sotto casa sua, perchè il suo intento era di proteggerla.Non voleva più abbandonarla, al di là della sua risposta.Lo avrebbe fatto finchè non avessero trovato la persona che l'aveva aggredita.Poi al di là di tutto gli avrebbe fatto la stessa cosa che lei aveva ricevuto, se non anche molto di più.
Dopo aver risposto che si sarebbero visti sotto casa sua tutti assieme, verso le venti, lui tornò al suo lavoro.Da quando aveva lei nella mente e da quando faceva le nottate sotto casa sua, con una coperta e il giubbino addosso, aveva sempre le ossa un po' rotte e le occhiaie.Ma non voleva demordere.Chi le aveva fatto del male poteva trovarla e rifarglielo, anche se lei viveva con il fidanzato che l'avrebbe protetta sempre.Una gelosia folle lo travolse.Ma dovette darsi una calmata,era nello studio con i colleghi, e in serata si sarebbero visti.Doveva mantenere la calma.

Francesco era fuori al parcheggio di dove lavorava lei, e la stava aspettando.Non voleva che chiunque fosse stato, avrebbe potuto rifarlo.Per cui era arrivato con una quindicina di minuti in anticipo.E finchè non avessero trovato la persona che l'aveva aggredita, non avrebbe accettato viaggi fuori Italia.Non poteva lasciarla sola, non ora che era fragile e indifesa.E soprattutto era cambiata notevolmente.Era sempre pensierosa e triste, ma non solo, aveva visto che era più distaccata del solito.Non sapeva da cosa dipendesse, ma poteva essere che fosse successo qualche altra cosa mentre era via?Era strano, ma aveva notato un raffreddamento anche nei loro rapporti.Prima si dava con spensieratezza, con gioia, allegria, passione, era felice di stare con lui.Ora invece la vedeva lontana.Cosa cazzo poteva essere successo?

L'unica cosa era parlarle, perchè non avrebbe mai capito solo pensando e facendo delle congetture.Lui era una persona gelosa, ma non eccessivamente.Però quello che era suo, era suo.E avrebbe fatto di tutto per tenerselo.
Mentre pensava a tutto questo vide la sua ragazza uscire e scendere le scale e quando lo notò gli sorrise e gli corse incontro abbracciandolo.Per un attimo lui notò la stessa Sarah di sempre.Forse tutto dipendeva da quello che stava succedendo e forse a lei non erano venuti dubbi sulla loro relazione.
La strinse a se, sollevandola e lei sorridendo le mise le gambe attorno.Per un attimo si sentì nuovamente contenta come lo era stata per tanto.Lui la strinse e girò attonro a se, guardandola.Lei cominciò a ridere.Era da tanto che non si sentiva così.
Poco dopo la mise in terra e andarono verso la macchina, tenendosi la mano.
UNa volta dentro, lui mise in moto, per una volta non accese la radio, voleva parlare con lei.E dopo che aveva messo la cintura di sicurezza, lui le chiese:
"Tesoro, ma mentre ero via è successo qualche cosa?Perchè sei così lontana da me?"
Lei lo fissò stupita e amareggiata allo stesso tempo.Non immaginava che si vedesse la differenza.Ma un uomo come lui, con tante esperienze alle spalle, non poteva non capire. Cosa poteva dire?Lei non voleva dire la verità.Non si sentiva pronta e non voleva esserlo, perchè stava bene così.Ma doveva dire qualche cosa. Decise di dire un po' di verità:
"Bryan ha lasciato Mel."
Francesco per un attimo mentre guidava si girò verso di lei, come per dire e quindi?Poi aggrottò le sopracciglia e disse:
"Mica ci ha provato?"
Lei abbassò lo sguardo a terra.Se gli avesse detto del bacio, si sarebbe ditrutto tutto, e non voleva.La prima cosa era la fiducia, distrutta quella, non ci sarebbe rimasto nulla.
"Mi ha fatto un regalo. E mi ha detto che è innamorato di me.Per questo ha lasciato Mel."
"Questo ti ha turbata?"
Mentre diceva queste parole, pensava a come quel bastardo avesse quel potere di inserirsi tra loro e distruggere seppur poco un legame forte come il loro.
Lei annuì.Forse era meglio dirgli che loro si erano già incontrati.Ma aveva paura.
Lui parcheggiò e poi le carezzò il viso dicendole:
"Dimmi tutto, io ti amo, non farei mai nulla per farti del male."
L'altra mano l'aveva chiusa a pugno.Lui aveva resisitito alle tentazioni e non se ne pentiva.Ma una donna ingenua come lei, forse era caduta nella rete di uno stronzo come lui, senza neanche accorgersene.
"Devi sapere che io Bryan l'avevo conosciuto sei anni fa, quando l'azienda mi mandò in Polonia.Davo dei volantini e lui mi fermò.Io pensavo che volesse un volantino e invece mi volle conoscere.Io non capivo l'inglese allora, per cui a tentoni cercavo di capirlo e alla fine lui mi chiese di uscire.Io accettai.Ci vedemmo al albergo dove stavo, perchè non conoscendo ne la lingua ne la zona, ho preferito così.Abbiamo mangiato assieme e lui alla fine mi ha baciato.Pensavo fosse nato qualche cosa tra noi, come l'ingenua che ero.E invece dopo che mi aveva chiesto di uscire il giorno dopo, non venne.Per questo che poi successivamente mi è venuta una grande depressione, che poi ho superato grazie a Dafne e poi te.Si mi ha turbato, perchè decisamente lui vorrebbe avere un'altra possibilità, ma io desidero stare con te.Ciò non toglie che sono stata turbata per un po' di tempo."
Lui rimase in silenzio guardandola.Adesso lo odiava ancora di più.Era lui l'uomo che l'aveva fatta cadere in quel baratro che aveva superato, ma che ancora oggi le faceva paura.
"Non preoccuparti, io sarò sempre con te, però sarà bene parlare tra noi, perchè altrimenti come potrò fare ad aiutarti?"
Lei si buttò su di lui, che la strinse e poi le alzò il viso per poterla baciare.
Sentiva nuovamente calore.Si sentiva nuovamente bene.Si bene stretta tra quelle braccia forti e sicure.
Poco dopo la lasciò e sorridendole andarono verso casa.
"Stasera Dafne ha invitato tutti a mangiare da lei una pizza.Sai abbiamo pensato che forse è uno del gruppo che mi ha fatto del male."
"Dici?"
"Non lo so, ma stasera vedremo."
"Ok, a che ora andiamo?"
"Abbiamo appuntamento alle venti stasera qui."
"Bene."
Francesco non era un tipo sospettoso, ma quando lei gli aveva detto di Bryan, aveva cominciato a pensare che lui voleva riavere quello che aveva perso, e non andava bene per nulla.Doveva fare qualcosa e lo avrebbe fatto quella sera stessa. Doveva mettere in chiaro che lei era sua e di nessun'altro.

Erano ormai le venti e stavano per uscire.Lei si era vestita con un fuson e un pullover lungo che le arrivava sotto le cosce.Ci aveva messo una cinturina dorata e sotto degli stivali comodi.Si era truccata e dopo aver messo una collana e un paio di orecchini, si era messa il cappotto.Pronta per andare a casa della sua amica.
Dentro di lei, c'erano ancora mille dubbi e pochissime certezze. Pensava che quella sera avrebbe rivisto nuovamente Bryan e che quella sera però sarebbe rimasta con il suo fidanzato.Non voleva assolutamente che la pelle si facesse di oca per la grande eccitazione e non desiderava sentire quella brama non appena lo vedeva.Non desiderava assolutamente stargli vicinoper nessun motivo.E avrebbe fatto l'impossibile per cercare di evitarlo completamente.Era lui la causa di tutti i suoi guai.Se non ci fosse stato non avrebbe avuto nessun problema e la sua vita sarebbe stata migliore.Anche se dentro di lei sentiva sempre una dose di amarezza, in quanto non avrebbe mai potuto dimenticare quel bacio, che le aveva fatto vivere per un attimo di nuovo il sogno.

Bryan quella sera era andato a prendere Mel e anche Matt.Sarebbe stata una serata tranquilla, ma tutti assieme si sarebbero divertiti.L'amica quella sera era piuttosto tranquilla.Non guardava nessuno, e da quando si erano "lasciati" la vedeva un po' mogia.
In realtà n lei si sentiva ferita, per cui quella sera non avrebbe desiderato altro che farle ancora del male.Non sapeva come ma ci avrebbe provato di nuovo.Non poteva perdere con quella tipa insignificante.Non aveva mai pensato nella sua vita che poteva arrivare al punto di organizzare qualche cosa per farle del male.Ma soprattutto le avrebbe fatto ancora più male, pèerchè doveva pagare tutto il male che lei le stava facendo seppur inconsapevolmente.Lei aveva il suo fidanzato e le doveva bastare.Ma aveva un piano e avrebbe fatto l'impossibile per realizzarlo, stesso in quella serata.Aveva comprato del veleno per topi.Era letale.Per loro, ma per gli umani non lo era se preso una volta in una piccola quantità.Sorrise.Si sarebbe divertita.Perchè l' avrebbe fatta stare male almeno per una settimana, con feroci nausee e mal di stomaco.Avrebbe aiutato l'amica a portare le pizze e su quella di lei ci avrebbe buttato un po' di veleno.
Aveva organizzato tutto.Avrebbe dovuto soffrire, come soffriva lei.Non faceva altro da quando era piccola.Aveva sognato molto, e ora era ricaduta nella realtà.Lei non era amata, soprattutto da lui.Perchè non poteva lasciare perdere e dedicarsi ad un altro semplicemente?Non poteva ecco la verità.Bryan era diventato un' ossessione.E lei lo era divenatata per conseguenza.Tolta da mezzo, lui sarebbe tornato da lei.

Erano arrivati sotto casa di lei, e quando anche loro uscirono, si ritrovarono tutti assieme.
Bryan non appena era uscito dalla macchina, non riuscì a toglierle gli occhi di dosso.Era davvero splendida.Aveva notato però che teneva gli occhi bassi e che il fidanzato la stringeva forte, guardandolo con odio.Chissà cosa era successo.Forse lei gli aveva raccontato tutto.Ma non poteva essere.Di certo a quest'ora si sarebbero lasciati.INvece lui la stringeva più forte che mai, come a dichiararne il possesso.Ma aveva notato che anche lei si faceva stringere.Anzi si rannicchiava e cercava di nascondersi quasi.Forse non voleva farsi vedere da lui?Era mai possiblile che ora lei avesse paura?
Le si avvicinò per salutarla e si abbassò per darle un bacio sulla guancia.Ma dopo averglielo dato, notò che lei si rannicchiava ancora di più.Così teso più che mai disse:
"Dove dobbiamo andare?"
Francesco disse:
"Seguitemi."
Lei alzò lo sguardo sul fidanzato e gli carezzò una guancia.
Lui le sorrise e poi poco dopo partirono.Non ci volle molto per arrivare.Ma lei mentre erano soli disse al fidanzato:
"Resta con me, non ti allontanare.Ho paura di stare da sola, dopo quello che mi è successo."
Lui la fissò e dolcemente le disse:
"Non ti lascerò un secondo, e se la persona che ti ha picchiata è qui, la prenderemo.Vedrai."
Arrivarono e quando bussarono, Dafne aprì la porta e lei le si buttò addosso felice di vederla.
Dopo che le due si lasciarono, lei disse:
"Ragazzi entrate, visto che c'ero ho chiamato anche un paio di colleghi."
Sarah li salutò e sorrise ad uno dei due facendogli un occhiolino, per dire che sapeva della relazione che c'era tra i due.Il ragazzo le fece anche lui un occhiolino in risposta.
"Così hai fatto venire anche il nostro collega biondino.Brava Daf."
Lei si mise a ridere.
Dopo essersi tolti i giacconi, lei li fece accomodare in salone e poi invece disse alla sua amica:
"Vieni di là dai voglio parlarti un attimo."
Così sparirono in cucina.
"Sai Daf jai fatto davvero bene ad invitarlo.Ma è ancora solo roba di sesso e basta?"
Dafne le sorrise e annuì poi però disse:
"Sai nella vita si cresce e si matura.Io amo ancora il mio ex, ma mi piace Drake.Penso che forse, col tempo, potrebbe essere qualche cosa di più di un semplice scopamico.Sei contenta?"
Lei annuì ma poi disse:
"Praticamente cerchi di superare la cosa."
"Si, d'altronde come fai tu, no?"
"Be hai ragione."
"Che dici se ci fumiamo una sigaretta?"
"Ok, per me va bene."
Poco dopo appoggiate al muro vicino il frigorifero si fumarono una mrlboro tranquillamente.
"Che mi dici di nuovo?"
"Nulla, Francesco è stanto caro e mi è stato molto vicino.Va bene così."
"Brava, però se questa cosa ti fa così soffrire, perchè diciamocelo, tu soffri ancora per lui, pensaci su."
"Cioè adesso sei dalla sua parte?"
"No assolutamente, perchè penso che Francesco sia perfetto, ma sei tu che devi districarti nelle tue incertezze.Se con Francesco va bene, allora ok.Lui potrà darti amore, una casa, dei figli.Cose che hai sempre sognato, e soprattutto non ti tradirà mai.Tu sei la prima cosa per lui.Invece lui cosa potrà darti?"
Lei pensava a questo da parecchio tempo.Non aveva ancora risposte, perchè non c'è ne erano.
"Lascia stare Daf, va bene così.Perchè non portiamo un po' di snack che hai preparato di là?"
"Va bene, ma lo sai che io ci sono."
Lei le sorrise e disse:
"Ti voglio bene."
"Anche io."

Bryan era molto teso, aveva notato che la sua piccola italina quella sera lo stvaa evitando.Perchè mai?Perchè era successo quello che lui non avrebeb voluto, lei aveva paura.Dopo che le aveva confessato il suo amore, era rimasta bloccata e adesso aveva paura.Non doveva averne.
Così visto che lei era tornata e si era avvicinata al fidanzato, decise di mandarle un messaggio su whatsapp.Era malinconico.Perchè l'amore doveva fare soffrire così tanto?
Scrisse:
"Non ti farei mai del male, se non vuoi riprovarci, non fa nulla.Io ti amo lo stesso.Ma non evitarmi."
Poco dopo Sarah sentì un bip, così prese il suo cellulare e lo aprì.Rimase basita di fronte a quello che lui le aveva scritto.Non c'era bisogno di ripsondere.Quel messaggio era a senso unico.Ma forse lui non si rendeva conto che non appena i loro sguardi siincorocoavano, il suo cuore, il suo corpo e la sua anima non le appartenevano più?Sembrava una sciocchezza, ma non lo era, lei non poteva lasciarsi andare.
Prese il suo cellulare e rispose alla fine:
"Non volevo ferirti, ma preferirei evitarti per ora.Così piano piano porteremo le cose nuovamente all'amicizia."
Lui non si aspettava una risposta, ma quando arrivò aprì il cellulare e la lesse.Rimase male.Perchè per ora lei aveva scelto.Guardò con amarezza lei e poi con odio e invidia quel bastardo.

Mel intanto stava guardando il tutto.Ma la cosa che le dava più fastidio era lo sguardo di lui che non si toglieva un attimo da lei.Come se fosse calamitato.Come due potenti magneti attratti l'un l'altro che non potevano fare almeno di esserlo.Così chiuse lamano a pugno e decise che avrebbe agito.
"Dafne ma le pizze le devi ordinare?Oppure le hai fatte tu?"
La ragazza si girò e disse:
"No le ordiniamo.Così ognuno prende il gusto che preferisce.Va bene?"
"Si certo."
"Anzi ora vado a prendere il blocchetto, così annotiamo tutte le pizze.
Poco dopo tornò e si segnò tutte le pizze.
Bene bene, pensò Mel.Quella stronza ha preso la margherita con la parmigiana.Ed è stata l'unica.Perfetto.Adesso doveva solo aspettare.
Poco dopo arrivò il pizzaiolo con le pizze in mano.
"Aspetta ti aiuto Daf."
Così Mel corse ad aiutarla.
"Grazie Mel, aspetta, ecco quella tua e quelle di Francesco e Sarah.Vedi che quella di Sarah è la prima, te lo dico, perchè lei è intollerante al formaggio."
"Va bene."
Per sua fortuna, il veleno, lo aveva messo in una cartina, poco prima nel bagno, così non avrebbe sbagliato.Aprì il cartone di poco, e gliene buttò il contenuto dentro.Ecco era fatta.Si sarebbe vendicata davvero questa volta.Le botte non le erano bastate, ma nonerano bastate neanche a lei, preda di una gelosia furibonda.
"Ragazzi si mangia."
Lei stessa porse alla ragazza la sua pizza.E poi tese le altre agli altri.
Sarah le sorrise e la ringraziò.Dopo che si furono sediti tutti, cominciarono.
Daf disse loro:
"Che dite se dopo cena facciamo un po' di karaoke?O preferite vedere un film?"
"Potremo vedere un film, così ,a me piacerebbe."
Francesco le sorrise.La baciò sulla guancia e disse:
"Anche per me va bene."
Le carezzò i capelli, e poi mormorò:
"Magari un romantico, visto che li adori."
Lei si rannicchiò sulla sua mano che continuava ad accarezzarla.
Mel pensò che non si poteva tornare indietro.Quel che fatto è fatto.
Era passata una mezzora e lei si sentiva davvero male, non vedeva bene ma sfocato e una nausea lancinante l'aveva colpita all'improvviso. Così si aggrappò alla mancia del fidanzato mormorando:

"Vado un attimo in bagno."
"Tutto bene amore?"
"Si, non ti preoccupare."
"Ti accompagno."
"No non fa niente."
Così anche se vedeva un po' sfocato, riuscì ad andare nel bagno. Sentiva il sudore che colava sul suo viso, goccioline che le rendevano fredda la pelle bollente. Era incredibile, ma cosa era successo?Perchè mai quella forte nausea?Nemmeno mezzora prima si sentiva benissimo e adesso?Si sciacquò il viso, forse si sarebbe sentita meglio e si passò dell'acque fredda più volte anche sui polsi.Magari si sarebbe sentita meglio. Era una sensazione alquanto strana.
Forse era il ciclo?Ma mai le era venuta una nausea così forte.Era quasi insopportabile.
Mise le mani ai bordi del lavandino. Doveva tranquillizzarsi, non aveva idea di quello che stava succedendo, ma adesso si sarebbe fatta dare un calmante dalla sua amica e tutto sarebbe tornato tranquillo.
Così uscì dal bagno e andò verso l'amica sussurrandole:
"Mi dai qualche cosa per la nausea?"
"La nausea?"
"Si forse la pizza mi ha fatto male, oppure sono a metà mese, comunque non mi sento bene.""Si vede sei pallidissima.Vieni con me."
Così Daf la portò nella sua stanza e le diede un plasil. Dopo averlo preso, tornarono dentro.
Lei tornò sul divano abbracciando il fidanzato.
Lui le chiese:
"Amore sei pallidissima, ti senti meglio ora?"
"Si, ma mi sento molto stanca."
"Vuoi andare via?"
"No va bene così, desidero stare vicina a te e vedere il film."
"Ok tesoro, ma se dovessi sentirti nuovamente poco bene, c'è ne andiamo subito."
"ok."Così continuarono a vedere il film, avevano scelto tutti insieme.


Bryan li stava fissando. Era rimasto stupefatto e preoccupatissimo quando aveva visto il viso della piccola sarah impallidire mentre si alzava barcollando dalla tavola per andare al bagno. Com'era possibile che mentre rideva e scherzava, uno si potesse sentire male in quel modo?Però adesso sembrava stare meglio, accoccolata al fidanzato, senza degnare lui di un solo sguardo.Teneva stretrta a se una piccola parte di pullover del fidanzato vicino al suo cuore e lui teneva il suo braccio dietro la sua schiena, tenendola ancorata a lui, come a non volerla lasciare stare.La amava alla follia.Vedeva solo l'esile mano diafana che si ancorava con forza al suo uomo, come a volersi fare proteggere e come a volersi fare nascondere dal mondo esterno.Come a voler dire che non c'è la faceva più.Forse era lui a pensare in questo modo.Chissà magari lei già aveva dei piccoli malori e non lo sapeva.Ma com'era possibile tutto questo?E se...ma non era possibile. Tutto era stato perfetto, le pizze erano state comprate, non c'era stato nulla di insolito, nulla che avrebbe potuto portare a quello che lui stava pensando.Forse era troppo sospettoso, non desiderava mettere bocca a quei pensieri forse fuori luogo. Così decise di stare zitto, ma avrebbe continuato a vegliare su di lei, forse il nemico si stava avvicinando e forse no, ma avrebbe dormito in macchina ancora per altro tempo.Non desiderava lasciarla sola.

Poco dopo sembrava che tutto fosse andato bene, decisero di andare via. Perchè anche se stava meglio Francesco era molto preoccupato per lei.E se magari stava tornando nuovamente fragile e depressa come un tempo? E se questo malore era sinonimo di ansia e stress accumulato per la sua troppa fragilità? Loro in fondo cosa potevano sapere di quello che lei aveva vissuto?Di quello che aveva passato?In fondo nemmeno lui sapeva tutto, ma quello che sapeva era sufficiente per proteggerla da tutto quello che avrebbe potuto farle del male.

Bryan stava male, guardando i due ragazzi che stretti tra loro andavano a salutare Daf per poi andare a prendere le loro giacche.Vedere che lui la aiutava a indossarla gli fece un male atroce, e una fitta di agonia e gelosia lo invase a tradimento.Voleva essere lui a poter fare tuto questo, lui a volerla proteggere, lui ad amarla, lui ad avere il privilegio di stare con lei nei momenti buoni e cattivi.Invece sarebbe stato a guardare e a rosicare tutta la notte, come un mendicante che cercava qualche moneta e che si bloccava ad una vetrina piena di docli, con tanta voglia di entrare e mangiare, sapendo di non poterlo fare e intristendosi sempre di più, sapendo che non l'avrebbe fatto.


Mel invece sorrise, il suo piano stava funzionando e se fosse servito, più in là avrebbe messo in mezzo il suo asso nella manica.Avrebbe distrutto tutto.Lei soffriva e avrebbero sofferto tutti, non era giusto che era la sola a farlo.Gli occhi angosciati di Bryan la facevano arrabbiare ancora di più. Nonostante tutto lui non le toglieva gli occhi da dosso, e lei non riusciva a stare tranquilla, si inferociva sempre di più trasformando il suo amore verso di lui in odio.Lei non era amata e nemmeno lui doveva esserlo.Lei non poteva realizzare il suo sogno, nemmeno lui avrebbe potuto farlo, li avrebbe distrutti lentamente.Intanto sorrise, il suo viso che sembrava sempre gioioso si era trasformato in un ghigno nervoso e soddisfatto.

In quei giorni lei avrebbe avuto parecchi attacchi di dolori di pancia e nausee varie.La sua sofferenza era una gioia che lambiva la sua agonia.

Andarono verso la macchina. Lei si sentiva ancora sfinita e priva di forza. Il compagno la sorreggeva stringendola forte a se, e poi poco dopo le mise la cintura di sicurezza.

Bryan guardava quei due abbracciati, mentre lui le metteva la cintura di sicurezza. Fu preso da un'angoscia terribile, avrebbe voluto esserci lui, in tutto. Incece li vide mentre lui metteva in moto e partiva. Si allontanavano sempre di più, e lui aveva sentito come se il cuore si lacerasse. Era incredibile quello che provava. Non riusciva più a controllarsi, il sentimento che provava stava sgorgando dal suo cuore e dalla sua anima incontrastato. In più era preoccupatissimo. E pieno di dubbi. Come era possibile che una mentre stava bene poi...si sentiva male?Forse erano solo dubbi senza senso.
Una mezzora dopo andò via anche lui. Desiderava andare vicino casa di lei per starle vicino come poteva.
Così ingranò la marcia e partì. Si sarebbe accontentato delle briciole, anche perchè lei lo stava evitando e avrebbe continuato così per un bel pezzo. Ma le cose sarebbero cambiate, tra un po'.
Dopo una quindicina di minuti, arrivò e si parcheggiò fuori casa loro.Si sarebbe accontenato di vederla, solo quello.
Quello che vide, lo riempì ancora di più di gelosia, lui la stava portando tra le braccia al piano di sopra. Poi non riuscì a vedere più nulla, in quanto aveva spento le luci.
Durante la notte però vide che lei scendeva, indossava una vestaglia, ed era pallidissima. Aveva acceso la luce e si era avviata verso il fornello, aveva preso un pentolino e lo aveva riempito di acqua, poi lo aveva poggiato sul gas. Poco dopo aveva preso una bustina di camomilla e c'è l'aveva messa dentro e poi aveva versato tutto in una tazza. Si era accoccolata sul divano bevendo piano piano. Chissà cosa era successo, perchè era così pallida.Se avesse vomitato di nuovo?E se si fosse sentita male?
Chiuse la mano a pugno. Il fatto che non poteva stare con lei, lo dilaniava. Poco dopo vide che Francesco scendeva le scale e si avvicinava a lei, la strinse a se e la coccolò.Lei gli avvolse le braccia attorno al collo e si baciarono per un bel po'.Poi lui la prese tra le braccia e salirono nuovamente le scale.

Una settimana dopo
Ormai erano parecchi giorni che lei non si sentiva bene, e anche se si sforzava di andare a lavorare lo stesso, si sentiva davvero stanca e dolorante, ma soprattutto la vista si offuscava di tato in tanto e le nausee così come i dolori di pancia non l'abbandonavano.Per fortuna, si stavano allentando. Se fosse durata un'altra settimana sarebbe andata dal medico.Ma da quella sera, era stata così male, che oltre al lavoro, non era stata capace di fare un minimo.Sorrise, il lavoro, be quello che era riuscita a fare, tra stanchezza dolori e sudore. Ma aveva fatto quello che era riuscita a fare.Sperava che questo virus le passasse al più presto possibile.Non aveva mai trascorso settimana peggiore di questa.

Dopo tutto quello che era successo, desiderava distrarsi, desiderava non pensare più a nulla, forse le avrebbe fatto bene uscire.
Forse non la solita pizza, ma un bowling, era un'ottima pensata. E se invece avessero organizzato un falò?Non faceva caldo e magari sarebbe stato bello tutti assieme a mangiare carne in spiaggia.

Fu così che due giorni dopo si incontrarono su una spiaggia di Ostia. Si erano incontrati tutti sotto casa sua e poi erano partiti. Ognuno aveva portato qualche cosa. Quella sera sarebbe stata all'insegna del divertimento e dell'evasione.
Francesco era molto contento, quando lei lo aveva proposto era rimasto entusiasta, anche se un po'preoccupato per la sua saluta cagionevole. Ma sembrava stesse molto meglio, per cui l'avrebbe accontentata senza problemi.

Era una serata davvero perfetta per una cosa del genere. Quando scesero dalla macchina, per organizzare il punto in cui si sarebbero fermati lei non riuscì a togliere gli occhi da dosso da Bryan. Era bello più che mai, il collo della maglietta a causa del vento si era un po' spostatao e faceva vedere la linea del torace.La giacca sugli altri punti andava stretta in quanto i suoi muscoli la riempivano completamente. Si poteva restare basiti di fronte a tanta perfezione. E quei jeans?Non si poteva dire niente, era praticamente l'emblema della mascolinità e lei sentiva una fiamma dentro di se bruciare a più non posso. Aveva trascorso una brutta settimana, ma il pensiero di lui non era mai andato via, eppure con lei c'era il migliore dei fidanzati, proprio in quel momento Francesco stava accendendo il fuoco per poter arrostire gli spiedini e le salsicce che avevano comprato per l'occasione.Ma aveva notato che comunque non la perdeva mai di vista, come se per lui lei fosse una preoccupazione costante.Però sapeva che la amava follemente.E lei?Lei era in preda ai suoi soliti dubbi, ma andava bene così. Non poteva permettersi l'insicurezza, lei agognava alla felicità alla sicurezza. E Francesco era tutto ciò.Poco dopo si avvicinò a lei abbracciandola con dolcezza e dandole una lattina di coca cola.Per poi sussurrarle:

"Non ti toglierò gli occhi da dosso stasera piccola."
Lei gli sorrise e disse:
"Non ti preoccupare, mi sento meglio ora."
"Io non desidero altro che stare con te, la mia non è solo preoccupazione, ma amore.Non dimenticarlo mai piccolina."
Le carezzò dolcemente i capelli, per poi stringerle la mano e sedendosi vicino e baciandola teneramente. Il sapore della coca cola assieme a quello delle sue labbra era una tentazione notevole.La desiderava costantemente, ma quella sera si sentivo tenero e protettivo, come non mai. Lei aveva bisogno di quello ora. Dopo averla assaggiata gustando le sue labbra e la sua lingua si staccò, tenendola stretta a se e sentendo il suo affanno, sorridendo in quanto sapeva che era eccitazione.

Bryan la stava fissando da lontano. Quella sera Mel non era venuta, aveva detto che preferiva riposarsi, in quanto il lavoro l'aveva stancata. Per cui era andato solo. Lui desiderava solo stare con loro, in realtà si sarebbe accontentato anche solo di guardarla da lontano. Avrebbe dato un braccio per poterla abbracciare come stava facendo il fidanzato, ed invece doveva soffrire e guardare da lontano. Però poteva per lo meno avvicinarsi, la carne doveva essere messa in cottura ed era compito loro farlo.Si avvicinò e disse:
"Francesco mi aiuti con la carne?"
Lui di malavoglia annuì e si alzò per andare con lui.Quel bastardo gli era antipatico, sapendo quello che ora sapeva il suo atteggiamento era peggiorato di molto. Dafne e Sarah si alzarono anche loro per avvicinarsi di più a dove stavano i ragazzi e a dove si iniziava a sentire quell'ottimo profumo.

Lei continuava a guardare Bryan che si era tolto la giacca, per il caldo e la sua possenza muscolare guardava la sua schiena perfetta, le sue braccia che si muovevano, i suoi capelli che al vento si spostavano, poi si sedette accanto a loro, pensando anche che sotto parecchi aspetti Francesco era ancora più bello. Quella sera era vestito casual, con quella polo che gli risaltava la sua carnagione scura e la sua muscolatura altrettanto perfetta.Si domandava perchè mettendoli vicini, Bryan vincesse, cosa aveva di più di Francesco? Praticamente niente e tutto, forse in lei scorreva ancora la brama del pericolo? La brama della passione torbida, la brama della persona che avrebbe potuto rovinarti di nuovo?La brama della sofferenza?
Poco dopo francesco le porse un piattino con dentro lo spiedino e la salsiccia. Così i suoi pensieri si quietarono e cominiciò a mangiare, bevendo assieme agli altri con allegria e chiacchiere.

"Come ti senti adesso?" Disse Bryan fissandola. Sapeva che stava vicino al fidanzato e che non poteva starle vicino, ma le notti insonni fuori casa sua, lo avevano portato a parlarle quanto meno e a tentare dopo qualche approccio per avvicinarsi di nuovo.

Lei alzò lo sguardo dal piatto e lo fissò su di lui sorridendogli e poi disse:
"Sto meglio adesso grazie, ho trascors dei giorni tremendi, ma adesso vado molto meglio. Grazie anche al sostegno costante di Francesco."

Lui le sorrise con amore.Le carezò la testa.

Bryan li guardò, chiuse una mano a pugno, avrebbe desiderato colpirlo e rompergli il muso, quel muso erfetto, di quel tipo così fortunato, si fortunato perchè poteva esserle vicino tutto il tempo che voleva. Venne preso da una rabbia incredibile. Ma venne distratto da Dafne che aveva portao anche alcuni amici.Fu proprio lei a mettere al centro il suo telefono. Sintonizzò Radio kiss Kiss e da lì iniziarono ad uscire le note di Shawn Mendes con la canzone Senorita. Per poi dire a tutti:

"Ragazzi balliamo che ne pensate?"
Così tutti loro dopo aver mangiato lo decisero di alzarsi e ballare allegramente. Fu lei che si avvicinò all'amica per chiederle:
"Va meglio?"

"Si era da tempo che non mi sentivo così libera, stiamo qui in riva al mare, Stasera il mare è bellissimo ed è così romantico vedere la luna che si infrange tra le onde."

E intanto ballavano mantenendosi per mano e girando a piedi nudi in cerchio.
L'allegria travolse anche gli altri che si misero attorno a loro per continuare.Improvvisarono un ballo latino americano, una macarena e poi Bryan le prese la mano qunado si fermarono per poter ballare con lei, e alla canzone romantica di Michael Buble, la prese tra le braccia e cominciò a ballare.
Sentire il suo corpo stretto al suo, seppur per pochi minuti lo fece eccitare in maniera quasi incontrollabile. I suoi capelli che cadevano lievemente sul suo braccio destro. Il suo profumo che gli inebriava i sensi. Ma non ebbe il tempo per altro, che le venne strappata tra le braccia, .Il suo fidanzato l'aveva stretta a se dichiarando che lei era sua.

"Non permetterti più di stringerla, lei è mia."

"Ma era solo un ballo."
"Per Daf si, ma non per te.Lasciala stare."
L'aria tra loro si era fatta rovente, ma fu stesso Daf che si avvicinò e disse loro:
"Smettetela dai, perchè invece non ci organizziamo a giocare a burraco?Io ho portat le carte ."
"Ma a burraco si gioca massimo in quattro, perchè invece non facciamo una briscola?"
"Ok va bene, così giochiamo tutti insieme."
La musica quella sera si diffondeva mentre i ragazzi giocavano.


Mell quel giorno non era andata, da un lato si sentiva in colpa, ma aveva notato in quei giorni che Bryan era sempre vicino a lei, soffriva per lei, delle volte si rendeva conto che era stata cancellata dalla sua vita. Aveva deciso che non avrebbe smesso. Avrebbe organizzato altro ancora. Non era bastato quello che aveva fatto, doveva farla soffrire ancora di più. L'avrebbe aggredita e questa volta, l'avrebbe fatto fare da un uomo, voleva che la violentasse sul serio. Così sarebbe stata così distrutta da voler restare da sola. Si guardava allo specchio, era in pigiama e notava un viso pallido ma crudele. Lei doeva prendersela con lei, perché non avrebbe avuto senso prendersela con l'amico di sempre. Guardava allo specchio e vedeva una donna, una donna cattiva, con uno sguardo cattivo. Ma lei faceva solo giustizia. Nessuno la pensava, nessuno si prendeva cura di lei, nessuno la guardava. Quella puttana era cos^ fortunata, e ci sputava sopra. Doveva finirla.
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Era trascorsa una settimana, Sarah si sentiva meglio, però ancora aveva paura, guardava tutti con sospetto e paura. Per adesso non avevano trovato nulla, ma alla fine alemo lei pensava che non fosse finita. Ci stava qualcuno che voleva ferirla, e non sapeva nemmeno il perché. Era al suo lavoro e stava come sempre catalogando alcuni farmaci, e quando un collega le aveva preso il polso, lei era rabbrividita e scattata.
"Sarah sino dieci minuti che ti chiamo."
Così lei gli sorrise e si scusò. Intanto adesso tremava e aveva la pelle d'oca. Chi ai poteva essere che le voleva così male? Guardava l'ambiente di lavoro e nonostante tutto, non pensava fosse lì la persona sospetta, ma allora chi poteva essere? Tra i suoi amici chi mai poteva essere così folle da volerla ferire?
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Francesco era al lavoro, ma aveva deciso di prendere un paio di giorni di ferie perché voleva portare la sua donna al mare per rilassarsi, per vederla rilassata e riposata soprattutto. Aveva fatto delle indagini, perché credeva che qualcuno l'avesse voluta avvelenare. Com'era possibile che una donna che rideva e scherzava, all'improvvios poi si sentiva così male? Era una cosa assurda. Per cui, lui aveva pensato di fare delle opzioni. Al di là del fatto che avrebbe dovuto avere delle prove del misfatto. Ma non voleva dare altre preoccpuazioni alla sua donna, per cui aveva deciso di evitare questo passaggio, ma voleva comunuqe riflettere sulla questione. Tolta da mezzo Mell e Bryan, restavano Mell, e il loro amico. Non credeva che potesse essere Drake, il collega della sua amica, perché in fondo non li conosceva per nulla. Non pensava fosse Mell, per quale motivo l'avrebbe fatto? E l'amico, che senso aveva se fosse stato l'amico? Doveva schiarirsi le idee, e riflettere molto bene. Per questo che la mattina dopo sarebbero partiti. Per fortuna ora seppur ancora molto debilitata, stava meglio. L'aria di mare, l'avrebbe fatta stare bene e in fretta.
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Intanto non era l'unico che pensava che lei fosse stata avvelenata. Ma chi poteva essere stato?
Lui conosceva i suoi amici da secoli, per cui avrebe messo la mano sul uoco per loro. Ma alla fine lei si era sentita male a casa di Dafne. Lì che qualcuno l'aveva avvelenata. Se pensava che era stata aggredita pure e che Francesco gli aveva detto che era stata una donna, davvero non sapeva cosa pensare. Ma di donne ci stavano solo due a casa di Daf, lei stessa e Mell. Non avrebbe mai potuto pensare che Mell avrebbe fatto una cosa del genere. Ma in quei giorni l'aveva vista un po' strana, un po' sulle sue, un po' amareggiata. Ma non avrebbe mai potuto credere che fosse lei la donna che l'aveva aggredita o addirittura avvelenata. Quella ragazza lui la conosceva da una vita. Proprio non era possibile. Ma avrebbe messo da parte il fatto che lui le voleva bene e sarebbe andato a casa sua, voleva vedere, voleva accertarsi che lei non avrebbe fatto, e che non aveva fatto nulla di male. Daf non poteva essere stata, essendo la sua migliore amica, e Mell, e se Mell, non l'avrebbe voluto lasciare per un motivo che a lui al momento non veniva in mente? E se se la fosse presa a male? E se lei dentro covava un'attrazione per lui e non se ne era mai accorto? Doveva indagare. Non poteva pensarci, ma doveva agire e presto anche.

Purtroppo con i ma e con i se non sarebbe andato da nessuna parte. Per cui decise di mandarle un messaggio:
Ehi Mell che fai di bello?
Lei rispose:
Nulla, sono a casa.
Lui rispose:
Sono da te tra una mezzora .
Lei disse:
Ok ti aspetto.

Così mentre stava camminando verso l'aria salmastra di Ostia, aveva deciso di andare da lei. Tornò verso la moto e partì. Voleva essere sicuro di poterla togliere dall'elenco dei sospettati.Mise la musica di Elisa, a lui piaceva molto, e fece un viaggio di una mezzora. Era stanco. Non avrebbe mai pensato che la donna che amava sarebbe stata vittima di violenza.

Lui nella sua vita non aveva mai fatto del male ad una donna, ma se fosse stata lei, avrebbe avuto una grande delusione, e poi comunque le avrebbe dato quello che meritava. Non riusciva a pensarci. Sperava ardentemente di no.
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Intanto Francesco era andata a prenderla al lavoro. Erano le quattro e tra poco sarebbe uscita.
Infatti poco dopo lei uscì e non appena lo vide , lei gli corse incontro. E lui la fece girare felice.Poi le disse:
"Amore, andiamo in macchina,devo dirti una cosa. "
Non le avrebbe parlato dei suoi sospetti, quelli li avrebbe risolti da solo, ma voleva parlarle dei due giorni che aveva preso per andare fuori.
Quando si sedettero, lui la baciò come prima cosa. La amava come non mai, e questo non sarebbe mai cambiato, ma aveva notato molti cambiamenti in lei, in parte fisici, stava dimagrendo e in parte pscicologici.
"Amore ho preso due giorni di ferie e ho pensato di andare a qualche parte al mare che dici? Saremo soli, e sempre assieme."
Lei che aveva la cintura di sicurezza messa, si girò verso di lui e gli si buttò addosso. L'uomo scoppiò in una risata dicendogli:
"Sono felice che la mia idea ti sia piaciuta."
"Si così magari mi sentirò meglio, lontana da tutti e con tutta questa paura."
"Ma tu sei certa che non ricordi nulla oltre a quello che mi dicesti?"
"No tesoro, mi ricordo bene che aveva questo tatuaggio a forma di tridente, e poi gli occhi a mandorla."
Chiuse gli occhi per cercare di ricordare altro, ma non le venne in mente nulla.
"Stai tranquilla amore, adesso andiamo a casa e ci organizziamo."
Lei annuì, anche se le era venuto un gran mal di testa.

Così ascoltando Laura Pausini tornarono a casa.

Scesero e poi andarono verso la porta. Ormai convivevano. A lei piaceva davvero molto.
Non appena dentro, lei disse:
"Che né dici se stasera ti faccio la pizza?"
"Davvero? "
"Si, mi sento meglio e mi dispiace che tu sia stato così preoccupato."
"Io ti amo tesoro. Dai intanto andiamo a vederci Grey's Anatomy ti va?"
"Si sul divano col plaid."
Lui la baciò con tenerezza e poi andarono verso il divano. Accesero la tv e lei poi si rannicchiò sul compagno, mentre lui copriva entrambi, abbracciandola.
Sentiva il cuore di lui che batteva molto forte, e quel suono la faceva stare immensamente tranquilla e al sicuro. Non esisteva luogo migliore al mondo.
All'improvviso le venne in mente, come stava bene tra le braccia di Bryan, mentre la baciava, quel giorno. Avrebbe voluto che non la smettesse più. Perché il calore che sentiva con lui, non poteva sentirlo per il compagno? Eppure lei lo amava. Davvero non doveva vederlo più. Era tassativo.

"Come ti senti piccola?"
Lei alzò lo sguardo sul suo sorridendogli:
"Benissimo se sto vicino a te."
Lui le sorrise e la baciò con passione. La voleva costantemente, e sentiva il suo membro che si ingrossava. Ma non voleva andare di fretta. Però fu stesso la sua donna che si mise a ridere e poi si sedette viso contro viso, con le gambe aperte sulle sue chiuse.
Coinciò a baciarlo con passione.
Quando le loro lingue si incontrarono, dimenticò Bryan completamente, desiderando il fidanzato così tanto, da non volersi staccare dalla sua bocca. Continuarono a baciarsi per parecchio tempo, e poi mentre grey's anatomy andava avanti, lui continundo a baciarla, la prese tra le braccia e salì le scale andando nella loro stanza. La desiderava come non mai. La voleva come non mai, per fortuna sembrava stesse meglio, non la sentiva più fredda come l'aveva sentita nei giorni scorsi.
Si staccò un attimo sorridendole, si sentiva felice e poi la poggiò sul letto mentre si toglieva il pantalone e la camicia, quasi strappandosela, per poi togliere il pullover alla sua donna, la voleva tutta per lui, le tolse quasi rompendo il reggiseno e poi le sfilò i jeans, quasi con rabbia, la voleva nuda sotto di lui.I tanga glieli sfilò velocemente gettandoli indietro di lui e così poi cominciò a baciarle e succhiarle i seni. Li adorava letteralmente. La sua piccola era veramente perfetta.

Sarebbe rimasto per ore a leccarla e succhiarla. Soprattutto quei meravigliosi seni che desiderava come un folle. Li strinse tra le mani e cominciò a succhiare entrambi i capezzoli. La amava alla follia.
Due ore dopo
Erano stanchi ed ansimanti, lei si trovava sul suo petto e lo guardava con amore e gioia. Si sentiva voluta e amata.

Una cosa che col fidanzato succedeva sempre. Era davvero l'uomo perfetto. Mentre teneva appoggiate le mani sul suo torace e i seni ballonzolavano, lei gli disse:
"Che dici allora andiamo giù? Cominciamo a fare l'impasto?"
Lui non aveva sentito, perché i seni che ballonzolavano avevano preso tutta la sua attenzione, e avrebbe voluto solo sentirli sul viso e leccarli di nuovo.

"Amore, continuiamo un altro po'? L'impasto possiamo farlo pure tra una mezzora."
Lei si mise a ridere e poi annuì contenta. Gli occhi del suo uomo dicevano solo amami, facciamo sesso, sono tuo. E lei era la donna più felice che esisteva per questo dono meraviglioso.

Dopo un'ora
Sarah seppur felice tra le sue braccia, aveva deciso di uscire da sotto le lenzuola, altrimenti la pizza non l'avrebbero fatta, per cui, mentre lui cercava di acchiapparla, lei uscì dal letto ridendo e infilandosi velocemente la sua camicia, quella che aveva quasi strappato per togliersela. Poi disse:
"Tesoro dai andiamo giù, altrimenti stiamo digiuni stasera."

Così seppur sbuffando, anche lui si alzò e si mise solo un paio di pantaloncini, non sentiva mai freddo. Voleva continuare a giocare con lei, mentre impastava.
"Sei adorabile con la mia camicia. Ti sta benissimo. Per me puoi tenertela, te la regalo."
Lei si mise a ridere, e si girò per baciarlo di nuovo, sentendo il membro che prepotentemente si ingrossava di nuovo.
Si staccò e andò a prendere la farina, il lievito e la ciotola dove avrebbe impastato.

Intanto Bryan era arrivato dalla sua amica, e come sempre non aveva trovato nulla di particolare. Solo che lei era in tuta, e di solito non si faceva mai e poi mai trovare in queste condizioni.Forse era depressa?
"Mell, stai bene?"
Lei lo stava osservando, e finalmente le stava venendo da ridere. Lui si stava avvicinando nuovamente. Quel grumo di cattiveria, si stava sciogliendo lentamente. Sperava che continuasse così, altrimenti avrebbe organizzato molto di più.
"Si bene, come mai sei qui?Sentivi la mia mancanza?"
Lui le sorrise e annuì:
"Si mi manchi, mi manca il tempo che passavamo insieme. "
"Che dici vuoi una cioccolata?"
"Si perché no?"
Così lei andò a prendere il ciobar dal pensile, e cominciò a fare bollire l'acqua sul gas.
Intanto che stava girata, lui si guardava intorno, voleva vedere se riusciva a trovare qualche traccia della sua innocenza o colpevolezza. Non sapeva nemmeno lui che pensare, cosa cercare. Era assurda quella cosa, loro erano cresciuti insieme, perché mai lei avrebbe dovuto fargli questo?
Intato non riusciva a trovare nulla. Le solite cose.
"Intanto siediti, così ci vediamo in tv O.C. Lo fa di nuovo lo sai?"
"Bello magari ci facciamo una maratona."
"Dai resta, stasera mangiamo insieme. E' tanto che non lo facciamo."
Seppur non avrebbe voluto farlo, perché desiderava proteggere Sarah, furoi dalla sua casa, quella sera le disse di si. Sarebbe andato da lei, dopo. Tanto avrebbe dormito ben poco. Almeno sarebbe andato con la pancia piena.

Poco dopo lei prese dal mobile in cucina due tazze, erano di Minnie e Topolino e lì versò la cioccolata, dando una delle due tazze a lui. Poi sorridendogli contenta cominciò a sorseggiare.
Aveva un viso così dolce, non poteva, no, non era possibile.
"Che dici stasera, ci ordiniamo due pizze e due birre?"
"Ok va bene, perché no?"
Poi mentre sorseggiava aveva visto una cosa che l'aveva sorpreso.
"Ma queste sono le tazze che ti ho regalat io dieci anni fa per Natale?"
Lei gli sorrise felice e annuì.
"Le uso sempre. Sono bellissime."
Lui si rilassò e a quel punto, lasciò stare i sospetti che aveva su di lei. Era la solita romanticona.La ragazza che quando trovava un animale ferito, lo raccoglieva e cercava di curarlo. Non era cambiata negli anni.
Dopo aver finito, misero nel lavandino il tutto, lei sciacquò le tazze e poi andarono sul divano a vedere The O.C.. Si rannicchiarono sotto un plaid.

Seppur veramente felice di vederlo, lei non si sarebbe fatta scoprire così facilmente. Lui forse non lo immaginava proprio, perché davanti a lui ci sarebbe sempre stata la faccia di brava ragazzina che aiutava tutti, invece lei non lo era affatto. Lei era sempre stata una grande stronza. Gli animali, li curava, ma poi dopo averli curati, li uccideva lei stessa. Un giorno la madre la trovò con un uccellino morto e le mani sporche di sangue.
Non fu un episodio isolato. Fu in quel periodo, che cominciò a sentire che lei stava cambiando, che dentro non era più la stessa. Quel grumo di cattiveria era nato allora. Ma l'amico, avrebbe sempre visto il suo lato buono.

Difatti non l'avrebbe mai scoperta, e così anche gli altri suoi amici.

Fu una serata davvero bella, guardare The O.C. assieme all'amica di sempre, era stato divertentissimo. Erano tornati come allora, senza problemi. Di certo anche lei doveva essere tolta dai sospettati. E la pizza era stata ottima, condita con la birra. Una serata da ricordare di certo.
Come gli era passato per la mente di accusarla? Sembrava sempre la solita, tranquilla e vivace.
Nulla di particolare. Quando la guardava vedeva sempre colei che studiava e giocava con lui.

"Che dici se andiamo a fare un giro ad Ostia a vedere il mare? Come fcevamo in America?"
"Lo sai che é mezzanotte?"
"Lo so, ma é tanto che non stiamo più assieme come prima."
"Va bene.Ma andiamo con la tua moto vero?"
Lei gli sorrise. Adorava andare in moto.E stringersi a lui.
"Certo, dai prendiamo i piumini e andiamo."
Così mentre lei si alzava per andare a prendere il piumino, lui notò sul polso dove aveva arrotolato la manica del pullover, mentre vedevano The O.C con l'aria condizionata acesa, un tatuaggio a forma di tridente.
Ma pensò fosse una coincidenza. Lei era innocente di certo.


Così poco dopo abbracciati scesero per andare alla moto, era emozionante andare in moto per Ostia, e sentire il vento addosso e una sensazione come di libertà.
Il viaggio fu favoloso, e quando lui parcheggiò, lei si tolse il casco, con un grande sorriso. Splendeva dalla gioia. Lui le sorrise contento. Di certo non era lei.
"Dai vieni, camminiamo sulla sabbia vicino alla riva, così da sentire le onde, e berci una birra. Così poi torniamo."
Prese dal cruscotto due birre in lattina e poi si avviarono verso la sPiaggia.

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Intanto Sarah era abbracciata al fidanzato mentre vedevano entrambi nudi e caldi La Taratanni. Avevano mangiato la pizza, si erano divertiti, avevano fatto di nuovo l'amore e il giorno dopo avrebbe preparato la valigia per partire.

Erano contentissimi, avevano preso le valigie ed erano andati all'aeroporto per partire. Sarebbero andati a Tropea. Erano secoli che non andava più. Ricordava che per anni da bambina ci andava coi genitori. Chissà come era cambiata nel frattempo.
Intanto era felice di lasciare casa sua per respirare aria nuova. Presero un taxi e si avviarono. Lei si guardava attorno,anche se stava rannicchata accanto al compagno. Il suo cuore la tranquillizzava. Lui era l'uomo perfetto.

Intanto Bryan dopo aver fatto le quattro del mattino con l'amica era poi andato a casa di Sarah, voleva controllare che stessero bene. E così rimase lì fino al sorgere del sole, quando li vide uscire di casa con le valigie in mano stretti che si avviavano verso un taxi. Rimase a guardarli e pensò...chissà dove stanno andando. Lei era ancora un po' arruffata dal sonno, ma stretta a lui. L'uomo la guardava con molto amore e lui cominciò a sentire nuovamente una gelosia pazzesca e una grande rabbia. Mentre li vedeva che salivano nel taxi, pensò che avrebbe voluto esserci uicon lei, per amarla e difenderla. Così in un impeto di rabbia diede un pugno al manubrio molto forte. Si rese conto che la sua mano destra era piena di piccoli graffi e che alcuni di loro sanguinavano. Ma non se ne importò per nulla. In fondo per lei distrarsi era una buona idea, l'unica cosa che avrebbe voluto essere lui al suo posto, quel bastrado fortunato, non si rendeva conto della sua fortuna e lui vedeva le sue possibilità che gli sfuggivano dalle mani. Come avrebbe fatto a trovare chi le aveva fatto del male? Doveva rifletttere molto ma molto bene, quella sera alla cena dettaglio per dettaglio. Avrebbe chiamato Daf e si sarebbe organizzato per vedersi con lei. Avrebbero studiato tutto nel dettaglio.

Intanto lei prima di prendere l'aereo mandò un messaggio su whatsapp alla sua amica dicendole:
Daf Francesco mi ha fatto una sorpresa, stiamo per andare a Tropea per il week end. Poi ti racconto. Davvero ne avevo estremo bisogno.
Lei rispose poco dopo: Divertitevi e non pensare a nulla. Intanto ti aggiorno se ci sono novità.
Lei ripose: Va bene tvb :)
Lei le mandò una emoticon che dava bacetti.
Poi chiuse il suo cellulare e entrarono all'interno dell'aereo pronti per andare a sedersi ai loro posti.

"Tesoro vedrai, ho prenotato in un albergo molto carattersitico e vicino al mare. Vero che é inverno, e il bagno non lo faremo, ma sarà lo stesso bellissimo, ci divertiremo, faremo passeggiate lungo la riva, ci coccoleremo a volontà."
Lei anche se aveva indossato la cintura di sicurezza, lo abbraccilò nuovemnte e disse:
"Sarà bellissimo, soprattutto perché staremo tutto il tempo vicini. E non dovrai lasciarmi per andare al lavoro."
Lui le sorrise e la strinse ancora di più.

Intanto Bryan era andato in un bar per fare colazione, prima di andare a lavorare e decise di mandare un messaggio a Dafne.
Daf ciao sono Bryan, volevo sapere se in serata possiamo vderci.
Lei rispose:
Non mi aspettavo un tuo messaggio, perché dovremo vederci?
Lui le rispose:
Voglio parlarti della situazione successa a Sarah.
Lei rispose:
Ok a casa mia stasera. Tanto sai già dove abito.
Va bene a stasera.

Sapeva che la sua amica quasi lo schifava, per cui in serata sarebbe andato con una buona pizza fumante, una sorta di tregua. Pensava che le sarebbe piaciuta la cosa.

Ma adesso non doveva pensarci, l'unica cosa da fare era studiare quella serata punto per punto e cercare di capire, chi e come si fosse avvelenata la pizza, perché una cosa era certa. La pizza era avvelenata. Era una sorta di cluedo, chi era colei che voleva farle del male?E se fosse stata proprio Dafne? In fondo Sarah aveva detto che era stata aggredita da una donna, e se invece questa volta l'avvelenamento era stato fatto da un uomo? Se guardava la cosa sotto questo puto di vista tutti potevano essere indagati, tranne il suo fidanzato. Era davvero una cosa agghiacciante pensare che lei era in costante pericolo. Forse sarebbe stato il caso di chiamare un suo amico che faceva il detective e che gli doveva qualche piacere. Ma prima di tutto sarebbe stato da Daf e poi avrebbe pensato al resto.

Intanto loro erano appena arrivati a Tropea nel loro albergo, proprio vicino al mare.L'hotel Terrazzo sul mare era bellissimo. La loro stanza affacciava proprio lì e si vedevano le onde che si infrangevano sulla sabbia. Sarebbe stato un week end all'insegna del romanticismo completo.
"Amore dai dopo sfrattiamo le borse, che dici se andiamo a fare i turisti per il centro città?"
"Va bene dai."
Così la prese per mano e scesero di nuovo. Decisero di andare a piedi nei paraggi. Lui già c'era stato per lavoro per cui la conosceva bene.
"Ti porto a vedere Il santuario di Santa Maria, per prima cosa. Che ne dici?"
"Mi sembra un'ottima idea. Io ci sono stata qui ma ero bambina, non mi ricordo quasi nulla, solo del mare pulito e dei bagni magnifici."
"Già ci torneremo se vuoi in estate. Ma sarà lo stesso da ricordare amore. Dai vieni."
Così cominciarono la passeggiata per le vie di Tropea, senza fretta, perché erano andati per riposarsi. Durante le strade e i vicoletti si fermavano a vedere i negozi e magari anche la gente che chiacchierava e le donne anziane che creavano ceste con la paglia.

Finalmente cominciava a sentirsi libera. Lì nessuno la conosceva e poteva respirare normalmente con tranquillità senza nessuna ansia.
Dopo una quindicina di minuti arrivarono ai piedi del colle. Presero un simpatico treno che li accompagnò fin sopra al santuario.
Davvero si sentiva molto ma molto più rilassata.
"Tesoro che dici se ti porto sulle spalle? Sai nei miei viaggi con i colleghi ho sempre desiderato questo. Coccolarti."
Lei gli sorrise e rispose:
"Ma ne sei certo? Sono pesante sai?"
"Ma dai quando mai, sei una piuma e desidero sentirti più vicina possibile."
"Ok se per te va bene."
Era un po' arrossita. Essere portata in spalla era dolcissimo, ma si imbarazzava un po' davanti ad altri.
Si guardò attorno ma non ci stava praticamente nessuno. Già in inverno i turisti erano pochi. Ma meglio per loro.
Così quando scesero, lui si abbassò e la prese a cavalcioni. Lei allacciò le gambe alla sua vita che lui manteneva con le braccia e lei si appoggiava con le braccia al suo collo. Era fantastico. Lo strinse come ad abbracciarlo e lui si mise a ridere.
"Non ti preoccuapre amore degli altri, anche se non ci sta nessuno, ma l'importante siamo noi. Il Santuario é bellissimo. Tieniti pronta che stiamo entrando."

Era ormai tardo pomeriggio quando Bryan uscito dal lavoro aveva deciso di andare prima a casa sua per fare una doccia e poi andare da Dafne.
Indossò un jeans e una camicia con pullover, con stivali e poi prese la moto e partì. Dopo una quindicina di minuti, arrivò e la prima cosa che fece fu di andare in una pizzeria a prendere la pizza. La prese bigusto e dopo che gliela misero nel cartone attraversò per andare da lei e poi bussò.
Lei gli aprì il cancello e lui poi salì.
Dafne odiava Bryan con tutto il cuore, ma anche lei come lui, voleva sapere cosa era successo alla sua amica, visto che già nè aveva passate tante. Quando lo aprì rimase stupita e sorrise involontariamente, perchè lui era lì con una pizza profumata e lo sguardo di chi chiede una tregua.
"Entra Bryan. Da oggi tregua fatta."
Lei prese la pizza in mano mentre lui si toglieva il piumino e poi lei disse:
"Vieni in cucina, mangiamo prima e poi mi dici quello che pensi."
Appoggiò la pizza sul tavolo e poco dopo prese due birre dal frigo dandogliene una e successivamente prese delle tovagliette americane e le mise. Così poi si sedettero e cominciarono a mangiare. In mezzo al tavolo ci stavano i tovaglioli di carta e le forchette con il coltello.
Tra un boccone e l'altro lui cominciò a parlare.
"Dobbiamo secondo me, studiare il caso dettaglio per dettaglio. Perchè Sarah la sera della pizza stava bene e poi successivamente è andata via che stava male. Frammento per frammento. Secondo te cosa é successo? Io ho pensato ad un avvelenamento."
Lei lo fissò e disse:
"Io ho comprato le pizze. Come è possibile?"
Poi però cominciò a pensare a tutti i dettagli.
"Però ora che ci penso, quando le pizze sono arrivate, la tua ragazza mi ha dato una mano a portarle."
"Non é più la mia ragazza. Comunque lei é sempre stata gentile."
"Non dicevo questo, potrebbe essere stata lei che in un nano secondo ha messo qualche cosa nella sua pizza?"
Lui la fissò. Si era arrabbiato di brutto. E disse:
"Non é possibile che sia stata lei. Sai io la conosco da quando eravamo piccoli, ho giocato, studiato, mangiato, sono cresciuto con lei, avevamo una casetta sugli alberi dove ci rifugiavamo e dove portava gli animaletti feriti. Anche io pensavao a lei, e difatti sono stato a casa sua. Ma non ho trovato nulla di nulla. "
Mentre lo diceva pensò che una cosa l'aveva trovata in fondo, il tatuaggio. Ma continuava a pensare che non fosse lei, chissà quante donne avevano lo stesso tatuaggio. E poi disse:
"E se non fosse una donna ma invece un uomo?"
"Quella sera ci stavamo io e te, Francesco e Sarah, il mio scopa amico e i tuoi due amici.Non ci sono altre possibilità che noi. Io non sono stata, nemmeno tu. Direi nemmeno Francesco e neanche Derek. A lui interesso solo io. Quindi chi resta? Mell e il tuo amico.Perché avrebbero dovuto farlo?Che motivo ci sarebbe? "
In quel momento le arrivò un messaggio per cui smise di parlare e guardò la sua app. Sorrise, era Sarah.
"Perché ridi?!"
"Sarah mi ha mandato una foto. Guarda. Stanno a Tropea per il week end."
Daf dentro di sé aveva soddisfazione nel fargli vedere la foto. Perchè doveva soffrire. Lui non sapeva quanto invece avesse sofferto. Vide infatti la sua espressione quasi frustrata.
Era una foto dove lei stava sulle spalle di Framcesco e facevano un selfi vicino al Santuario, sorridendo contenti come non mai.
"Hanno fatto bene ad andare via pe un po'. Così si sentirà meglio."
In cuor suo avrebbe voluto stare con lei, e si sentiva molto triste.
Poco dopo però cercò di non pensarci più. Doveva pensare a quella situazione e capire ed uscirne al più presto con una soluzione.Non era facile, ma dovevano capire.
"Quindi quando é arrivata la pizza, cosa é successo?"
"La tua Mell..."
"Non é più la mia Mell..."
"Ok Mell si é alzata e a me ha dato l'impressione di un'estrema gentilezza per prendere le pizze e darle, tra cui ci stava anche a sua pizza. Oltre questo, non ci sono molti dettagli. Chi altro ha preso la pizza prima di arrivare a lei? Mi sembra nessuno.E poi in che modo avrebbero potuto chiunque di loro mettere del veleno di qulsiasi tipo sopra? A me sembra una cosa da pazzi. Forse si é sentita male così. Senza un motivo. Poi chi le vorrebbe così male? Sono la prima a pensare che se qualcuno ha voluto farle del male la pagherà. Lei ha sofferto molto."
Poi si zittì. Quelli non era più affari suoi. Erano cose private della sua amica. Riguardavano lui, ma non avrebbe mai saputo nulla, se non fosse stata lei a volergliene parlare.
"Che tipo di veleno poi avrebbero potuto usare per metterlo sulla pizza così velocemente che nessuno di noi se ne è accorto? Dobbiamo studiare molto bene e fare anche delle ricerche. E' una cosa molto ma molto importante."
Prese il suo tablet e cominciò a cercare. Al di là di chi fose stato era eglio sapere anche con che cosa eventualmente poteva essere avvelenata.

Intanto Francesco e Sarah erano usciti dal Santuario e si stavano avviando verso un gazebo dove facevano pizze. Avrebbero mangiato lì e poi avrebbero continuato. Si sedettero vicini e lui la cominciò ad imboccare, con dolcezza. Non gli importava che lui mangiasse, ma che lei si sentisse di nuovo bene. Mentre la imboccava con la mano libera le carezzò il viso e lei chiuse gli occhi poggiandolo sul palmo caldo. Il fidanzato era perfetto. Il suo cuore batteva così forte. Ma perché invece tutto si rivoluzionava quando c'era di mezzo Bryan? Non doveva farsi rivoluzionare. Lei stava bene così.
Poco dopo aver mangiato, lui le passò un tovagliolino sul viso e andarono via. Passeggiarono per diverso tempo, finché non decisero di andare in spiaggia, di fronte al loro albergo. C'era una grande pace e una grande tranquillità.
Si sedettero sulla sabbia, lui con le gambe aperte e lei dentro, tra le sue gambe, abbracciata forte. La sua vita era così perfetta adesso, le cattiverie della sua noralità, piano piano le stava come domenticando. Si stava distaccando dalla sua realtà quotidiana. Per sprofondare nella sua vita col ragazzo che amava e col quale si sarebbe sposata.
"Piccola sei bellissima lo sai?"
Mentre lo diceva con la ano libera le toccava le ciocche di capelli. La vide arrossire. Era così tenera, dopo più di un anno assieme ancora arrossiva. Era di una docezza unica. Nessuno le avrebbe messo le mani addosso. Piuttosto adesso poteva pensare a cosa poteva essere successo a quella maledetta pizza.
L'unica cosa che pensava era che seppur non avesse voluto, l'unica persona che poteva essere stata era Mell. All'inizio l'aveva scartata, a lui era simpatica e molto. Ma era l'unica che potenzialmente avrebbe potuto mettere il veleno velocemente. L'unico veleno che avrebbe potuto usare era quello per i topi. Aveva studiato molto in aereo, mentre la sua donna riposava abbracciata a lui. Ed era l'unica possibilità, perché versata in dosi minime faceva venire forti dolori e nulla altro. Quindi doveva essere stato un altro avvertimento. Cosa voleva questa persona da lei? Che motivi poteva avere? Matt l'amico di Bryan non aveva motivo.Drake nemmeno in quanto a lui piaceva Daf, quindi chi restava? Contro ogni senso logico restava Mell, che aveva aiutato a portare proprio la sua, tra l'altro. Come avrebbe potuto fare a scoprire chi fosse stato? Non appena fosse tornato si sarebbe organizzato. Perché lei, sempre se lo era, a quel punto era pericolosa, magari imnnamorata di Bryan aveva pensato che la sua donna fosse interessata anche lei al suo ex, e quindi doveva essere avvertita. Non avrebbe mai potuto fare del male al soggetto che amava, ma ai componenti che lui teneva si. Non vedeva che a Sarah non interessava per nulla quel bastardo, eppure comunque se l'era presa con lei, per far soffrire lui. Questa non era un'ipotesi azzardata.Eppure quella ragazza gli aveva dato l'impressione di una tipa a posto e raramente si sbagliava. Doveva fare in modo di vederla senza maglietta, così se avesse avuto il tatuaggio, allora si che a quel punto poteva incastrarla. Come avrebbe potuto fare? Fece un ghigno, non avrebbe voluto, ma era l'unica alternativa. Avrebbe cercato di organizzare una gita tutti insieme in qualche parte dove c'era la piscina chiusa, magari nelle terme, avrebbe poi visto. Così almeno non avrebbe brancolato nel buio totale, con solo pensieri su pensieri.
Tornò al presente quando lei gli passò un auricolare del suo ipod, e sorridendole lo prese e lo mise nell'orecchio e poco dopo si distese prtandola con sé e stringendola forte, sotto le note di Laura non c'è. Mentre tutti i pensieri volavan via e lo sguardo finiva sul cielo che si stava tingendo di arancione. Da quanto tempo non erano così rilassati? Tra un po' sarebbero tornati e avrebbero cenato. Aveva notato che la sua piccola, stava tornando come era sempre stata.Nè era estremamente contento, e poco dopo si alzarono e decisero di togliere l'ipod e fare dei selfi simpatici e divertenti.

Intanto Bryan stava uscendo da casa di Daf, era stanco, e soprattutto non aveva risolto nulla. Si passò la mano tra i capelli, spettinandoli, e poi ancora preoccupato, andò verso la moto, mise il casco e poi partì per tornare a casa. Era da tempo che non riposava nel suo letto. Quella sera si sarebbe visto I Medici e poi avrebbe dormito. Il giorno dopo, si sarebbe rilassato un po', girare con la moto era fantastico, ma più che altro avrebbe telefonato Matt e così sarebbero andati a donne entrambi magari in serata dopo essere usciti. Fare la guardia a casa di Sarah l'aveva sfinito, anche se l'esserle stato vicino era stata la sua priorità.

Sarah e Francesco avevano deciso di prendersela comoda. Non avevano organizzato nulla quel giorno, semplicmente avevano deciso solo di lasciare scorrere il tempo. Stavano passeggiando tranquillamente per i vicoli del centro di Tropea come aveano fatto il giorno prima, ma senza fretta alcuna. Volevano solo rilassarsi e godere la giornata. Purtroppo il giorno dopo sarebbero ripartiti, per cui aveano pensato di non fare nulla, solo stare assieme. Abbracciati ascoltavano l'ipod, assieme, uno in un orecchio e l'altro nell'altro orecchio. Intanto guardavano la vita che scorreva loro davanti, gli anziani seduti sulle sedie fuori le porte di casa, i ragazzi che camminavano mano nella mano, i negozianti che aspettavano che i loro clienti entrassero. Così che decisero di fermarsi in una pasticceria, erano stati attirati dalla loro piccola vetrina. Ci stavano solo dolci tipici. E ormai erano varie ore che avevano fatto colazione, così decisero di entrare. Avevano visto nella vetrina vari dolci e volevano provarli tutti.
Così ordinarono una sei dolci e si andarono poi a sedere, dopo aveli presi. Si sentiva un profumo favoloso. E l'uomo che glieli aveva serviti in dialetto disse:
"Questi sono, " intanto indicava col dito, " le pittapie , biscotti farciti con un impasto di uva passa, pinoli, noci, cioccolato e vino cotto,questo invece sono i ciciriati ,biscotti ripieni di un impasto a base di ceci, caffè, noci e cacao,questa invece la pitta m'pigliata, cerchi concentrici di sfoglia imbottita di frutta secca; i turdiddri ,dolcetti di pasta frolla fritti a forma di gnocchi, ricoperti di miele ed infine, le nepitelle, pasta dolce farcita con noci, uva passa, cioccolato e spezie. Buon appetito. Siete forestieri?"
Francesco rispose: "Si veniamo da Roma. Siamo qui per rilassarci un po'.Piuttosto potete dirci cosa fare oggi?"
"Avete visitato il monastero?"
"Si, abbiamo visto un po' tutto, più che altro volevamo fare qualche cosa di rilassante. Senza stress."
"Allora magari potreste visitare Amantea. Non dista molto da qui. Potete passeggiare e vedere un paese molto storico. Desiderate altro?"
"Si due cioccolate calde. Grazie poi magari ci dite come arrivarci."
"Hmmm che buoni. Sai Hai avuto una spelndida idea a venire qui. Davvero un week end magico, sotto tutti i punti di vista amore."
Lui le carezzò una guancia con dolcezza e poi le sorrise:
"Allora che né dici di andare ad Amantea?"
"Perché no? Ci vediamo un altro paese ricco di storia. Mi piace come idea."
"Perfetto. Adesso vedo su google come arrivarci. Ma credo che dovremo affittare una macchina. Ah, una volta lì potremo vedere il centro storico, alcuni palazzi patrizi, ma soprattutto dei panorami mozzafiato. Vedrai amore continueremo a divertirci e rilassarci."
Poi l'ultimo dolcetto, lui lo spezzò e lo portò alla bocca della sua donna, che lo addentò poco alla volta, chiudendo gli occhi per la troppa bontà. Mentre però lui toglieva la mano dalla bocca lei lo fermò chiudendo con la sua mano il polso e avvicinandolo alla bocca, che aveva appena finito di masicare. Lo baciò dolcemente sulle dita, un po' alla volta, aprendo la bocca e leccando il suo indice , per poi delicatamente succhiarlo, come fosse una caramella dolce. Il suo compagno era un uomo dolce e perfetto. Come aveva minimamente pensato a quel bastardo? Quando aveva accanto un uomo praticamente perfetto? Continuò per un po' così, leccando anche il medio, mettendolo in bocca epoi togliendolo, per leccarglielo piano piano.
Lui si stava eccitando. I suoi occhi si stavano intorbidendo, così le disse:
"Vuoi giocare amore?"
Le prese la mano con la quale manteneva il suo polso e cominciò a leccaele le dita, un po' alla volta. La amava così tanto. Era così indifesa e perfetta. Avrebbe ucciso con le sue mani quello/a che aveva osato cercare di avvelenarla.
Si stava eccitando davvero troppo. Tra un po' l'avrebbe presa e l'avrebbe portata in albergo per fare l'amore. Ma voleva invece andare a fare il giro per farla distrarre. La sera invece sarebbe stata sua. L'amico doveva adeguarsi, sarebbe stata troppo dura continuare così, non c'è l'avrebbe mai fatta. Il suo membro si stava facendo ancora più grosso, e ad un certo punto, il pantalone cominciava ad andargli davvero stretto. Con estrema fatica, la alsciò andare bevendo l'ultima goccia di cioccolata e poi mormorò:
"Ancora un po' e non andremo da nessuna parte tesoro."
Lei cominciò a ridere. Cosa che a lui fece molto piacere.
"Andiamo piccola, dobbiamo organizzarci."
La aiutò a ettere il piumino e la sciarpa, e poi presala per mano andò verso il signore e lo pagò.
"Per andare ad Amantea dovete andare da Giggino, lui fitta le macchine. All'usicta andate a destra e proseguite diritto, troverete la scritta fittasi macchine da Gigi."
"Grazie mille. "
Uscirono, poco dopo.
E si avviarono verso Giggino, per prendere a noleggio una macchina.
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Intanto Bryan era solo, aveva preso la motocicletta e aveva deciso di andare sul lungo mare. Voleva riflettere molto bene ma soprattutto voleva rilassarsi. Poi nel pomeriggio sarebbe andato nuovamente dalla sua amica, e poi sarebbero usciti anche con Marc, per andare in qualche pub. Non riusciva a non pensare a Sarah, la quale stava a Tropea e si stava divertendo. Era nel suo cuore e anche e sorpattutto nei suoi pantaloni. Il suo membro non gli dava tregua, e difatti dopo il lavoro era stato a casa a dare pugni al suo sacco, fino quasi a farsi sanguinare le nocche. Forse era tempo di iscriversi a qualche corso di boxe. E soprattutto andare con Marietta, una scopa amica. Non avrebbe voluto, ma davvero delle volte era così eccitato, così dannatamente eccitato da non poter andare avanti. Non poteva avere lei, non ancora per lo meno, ma doveva sfogare la sua eccitazine e rabbia, nonché gelosia. Sapeva che quei due si stavano divertendo e lui era lì come uno stupido a pensare solo a lei, e a quello che avrebbe voluto. Parcheggiò e poi dopo aver messo il cavalletto alla moto, si tolse il casco e lo mise all'interno del sedile, nello scomparto al suo interno. Era scocciato, e frustrato. Quando l'aveva incontrata, aveva pensato che sarebbe stato facile. Una volta tanto era fortunato, invece non o era stato per nulla. E poi perché qualcuno c'è l'aveva con lei? Che aveva fatto? Quella ragazza era così dolce e semplice. Di certo non aveva fatto male a nessuno.
Era da stupidi stare soli , sul lungo mare in inverno, ma voleva rilassarsi e quel luogo lo faceva, e molto. Entrò in spiaggia e cominciò a camminare. Voleva arrivare dove c'erano le onde che bagnavano la sabbia, e vedere così il sole che scendeva iluminando e riflettendo la sua immagine nell'acqua. Tirava molto vento, ma a lui non importava minimamente. Si sedette e appoggiando i gomiti sulle ginocchia e continuò a guardare il sole che brillava. Perché la vita doveva essere così difficile? Perché doveva sentirsi così dannatamente solo? Avrebbe voluto solo una cosa, avere Sarah e stringerla forte. Invece niente di niente. Era stata colpa sua, se avesse preso quel maledetto numero in maniera giusta ora chissà magari sarebbero andati loro in vacanza, invece di quello stronzo fortunato. Non poteva crederci, era così stanco di tormentarsi per questa cosa. Lei nemmeno sapeva che tutte le notti dormiva in macchina fuori casa sua, per cercare di aiutarla e proteggerla, vedendo quei pochi flash in cui lei giuardava la tv, o che faceva un latte caldo e delle volte che guardava fuori dalla finestra, con il suo compagno. Era bello poterle stare vicino anche così, ma frustrante da morire. Vedere che quello faceva tutto ciò che avrebbe fatto lui. Buttò un pugno sulla sabbia. Ma non servì a nulla, solo a farla saltare in aria per poi riscendere giù. Avrebbe dovuto fare qualche cosa, ma che cosa? Più di dirle che l'amava non poteva fare. Ancora ricordava le sue labbra sulle sue. Erano ancora morbide e succose, e sapevano di dolce, come lo era lei. Mentre pensava a questo cominciò a sentire i pantaloni che gli andavano stretti e così cominciò a ridere ietricamente. Il suo membro si stava facendo enorme. Era ironico, tutto questo. E triste, maledettamente triste.
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Erano arrivati e attorno alla strada avevano trovato il mare che costeggiava. Era bellissimo come tutto quello che ci stava lì. Avevano deciso di parcheggiare al centro del paese. Volevano visitare un po' tutto quello che c'era e magari avrebbero anche pranzato qualche cosa di tipico. Quel week end si stava evolvendo davvero molto bene, di più di quello che aveva pensato. Era ancora presto, per cui avevano almeno due ore prima del pranzo. Avevano deciso di andare a visitare il centro storico, dove oltre alle viuzze strette c'erano delle mura antiche e poi c'erano da vedere i resti della chiesa di S. Francesco d'Assisi dei secoli XIII-XIV, ma soprattutto la chiesa di San Bernardino da Siena, esempio di architettura tardo-gotica di notevole interesse storico-artistico.
Così come al solito, lui prima di scendere dalla macchina, le sistemò la sciarpa e le alzò la zip del piumino. Poi la baciò dolcemente sul naso freddo e un po' rosso, per poi stringerla e baciarla languidamente sulle labbra, e poco dopo il bacio si trasformò in un mangiarsi a vicenda. Lei lo aveva stretto forte al collo e per un bel po' continuarono a baciarsi, unendo le labbra e le lingue in perfetta sintonia. La cosa importante era stare insieme. Poco dopo entrambi ansimanti si staccarono e lui mentre le sorrideva le posò la mano sulla guancia bollente adesso e poi sorridendo disse:
"Andiamo? Stasera avremo molto tempo per noi amore..."
La vide arrossire e poi annuire con tenerezza. Lei mentre stava per scendere notò che il membro del suo compagno si era ingrossato e si rese conto che lei invece si era bagnata un po'. Ma anche se l'aveva visto, il compagno le sorrise e la baciò di nuovo velocemente e disse:
"Stasera tesoro, altrimenti non riusciremo a vedere nulla."
Si misero a ridere sereni e poco dopo lui scese andando dal suo lato per aprirle la portiera e darle la mano, per scendere. Poi la strinse a sé e dopo aver chiuso lo sportello, chiuse la macchina automaticamente e si avviarono verso il centro storico.

Dopo aver attraversato mano nella mano una parte del centro, arrivarono all'inizio di una salita che li avrebbero portati ai resti della chiesa. Decisero di fare un selfi divertente. Lui prese il suo cellulare e asorridenti fecero una foto. Poi lui la sistemò sul muro che stava sulla oro sinistra. Ci salì anche lui e la strinse a sè intrecciando le sue gambe alla vita. E fecero un altro selfi. Poi ne fecero un altro mentre si baciavano con passione. Poco dopo scesero nuovamente e continuarono la loro salita verso la chiesa. Dopo un altro po' di sforzo finalmente arrivarono. Davanti a loro c'era una parte maestosa della chiesa. Un'abside ottagonale, che finiva con una cupola, con una cancellata con sbarre nere. Era davvero imponente e molto bella. Così vi salirono. Lui aveva visto su google, che da poco era stata restaurata e per cui si poteva salire e fare delle foto mozzafiato. Salirono le scale un po' alla volta fino ad arrivare ad una finestra dove si fermarono. Sopra ancora di più non potevano salire. Così lei si appoggiò alla finestra e lui le fece una foto. Mormorò:
"Sei bellissima sai?"
Lei lo carezzò sulla guancia, un po' ispida da puntini di barba. Poi la strinse e fece un selfi che prendeva anche il panorama che si intravedeva da sotto. Poi riscesero nuovamente. Sembrava di trovarsi in un altro mondo. Il profumo del mare poi era buonissimo. Si tolse il suo cappello di lana, visto che lei aveva avuto un tremito, e lo mise sulla testa di Sarah, sistemandoglielo per bene. Adorava farle indossare le sue cose, la faceva sentire più sua, come se fossero una sola cosa. Era dolcissima e solo sua. Il suo profumo la invadeva e si sentiva bene, come protetta, e felice. Si girò e gli sorrise, stringendolo ancora di più.
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Era ormai ora di pranzo, così Bryan decise di tornare a casa di Mell. Voleva stare con una persona amica, visto che si sentiva molto giù. Con lei sarebbe stato contento e avrebbero bevuto e mangiato qualche cosa assieme. Era inutile messaggiarla, di certo a quell'ora sarebbe stata a casa sua. Così indossò il casco e poco dopo partì velocemente. Il vento e la velocità lo facevano sentire davvero bene. Forse da quando soffriva per lei, era una delle poche cose che lo faceva sentire sereno. Perché non Marc? Preferiva Mell. Sin da piccoli quando uno si sentiva depresso andava a casa dell'altro e assieme facevano un sacco di sciocchezze, tipo fare una maratona di cartoni animati, o magari mangiare tanto gelato, o magari correre e salire sugli alberi per vedere il cielo, o magari abbuffarsi di pizza. Una volta erano anche scesi per fare degli scherzi alle persone. Mell era Mell. Non ci stava da dire altro. E lui già cominciava a sentirsi meglio.

Mell intanto stava sul divano e si stava guardando la televisione. Aveva addosso una felpa larga maschile, le sue preferite e un fuson con calzettoni di lana grigi. Guardava RIS. Sembrava una stupidaggine, ma le piacevano molto, soprattutto perché le facevano venire molte idee, che poi lei realizzava a modo suo.Avvrebbe aspettato un poco, per vedere come si evolveva il tutto. Poi si sarebbe nuovamente organizzata. Sulle sue gambe aveva un plaid rosso. Faceva freddo, anche se aveva acceso i riscaldamenti nel salone. Mentre guardava la tv, beveva una birra e pensava che la sua vita poteva essere diversa. Se fosse stata con lui, sarebbe stata diversa, avrebbero fatto l'amore e lei sarebbe stata a guardare la tv con lui. Non poteva pensarci che la sua vita era così uno schifo. Intanto aveva messo in cucina la pentola per la pasta. Il sugo era già fatto. Aveva fatto la bolognese.
Mentre pensava a tutto questo, sentì il campanello della porta suonare. Così si alzò un po' sorpresa, non aspettava nessuno, chi poteva essere ?
Guardò dallo spioncino e notò l'amico. Rimase doppiamente sorpresa e sorrise, come se Dio le avesse realizzato un desiderio. Lo aprì e lui la abbracciò. Quel giorno si sarebbero divertiti. Lei aveva una grande idea.
"Entra entra che fa freddo, che ci fai qui?"
"Desideravo stare con te. Mi mancavi."
"Di nuovo? Ma ci siamo visti da poco."
"Mi mancava il rapporto che avevamo prima. A te no?"
"Si anche a me, mi ricordo che per ogni piccolo problema cercavamo un modo per sentirci meglio. Hai un problema?"
"Mi sento solo un po' giù."
"Dai togliti il piumino, stavo cucinando, ti va di pranzare qui?"
"Si, mi sembra un'ottima idea. Ti aiuto a fare qualche cosa?"
Lei sorrise e disse:
"Aggiungi solo un bicchiere e un piatto. Io prendo le posate. Bevi la solita birra?"
"Si, la solita."
"Te la prendo."
Andò verso il frigo e prese la birra che stava sulla destra. La lattina era aperta, l'avrebbe usata al momento giusto. Ma anche questo poteva esserlo.Dentro di essa, ci aveva messo un po' di allucinogeno che aveva ordinato via web. La sede ormai era l'Olanda.Giusto un po'. Si sarebbe divertita il pomeriggio con lui. Finalmente l'avrebbe legato a sé.
Aprì un'altra lattina e poi prese quella che aveva deciso e la portò all'amico. La mise a tavola e intanto prese anche una bottiglia di acqua.

Poco dopo al suono della sveglia del cellulare prese la pentola e scolò i rigatoni per poi metterli nella padella. Accese nuovamente il gas per farli saltare per qualche minuto.

Poi prese la padella e la portò a tavola.
"Che profumo, sono contento di essere venuto. Brindiamo dai. "
Prese la lattina di birra e la alzò e poi disse:
"Alla nostra amicizia."
Lei brindò, anche se la parola amicizia la odiava. Ma le cose sarebbereo ben presto cmabiate. Non avrebbe potuto fare di più. Non voleva fargli del male, per nessun motivo, ma un po' di allucinogeno, l'avrebbe solo fatto strodire per un po'. Anche se avesse pensato a quella, sarebbe stato con lei.
Dopo aver brindato cominciarono a bere. E poi lei fece le porzioni e cominciarono a mangiare.
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Francesco e Sarah intanto avevano finito di vedere la chiesa di San Bernardino e si stavano avviando verso le grotte.Avevano sentito che erano bellissime. Così si avviarono alla grotta, che nei tempi antichi faceva da approdo ai mercantili e i velieri.
Sarah non si aspettava qualcosa di così maestoso. Davvero bellissime. Così prima di entrare si fecero un selfi, mentre facevano le smorfie abbracciati. Poi lui si mise su un muretto in piedi e lei seduta sotto di lui, che facevano il segno di vittoria con indice e medio scattando un altro selfi. E poi scendendo con un balzo la prese per mano ed entrarono dentro. Era davvero affascinante.Guardarono ogni angolo con stupore reverenziale. Era splendido. Fecero altri selfi divertenti. Lei seduta sul bordo della piscina naturale che c'era lì e lui le fece diversi selfi, con smorfie varie e divertenti, poi si sedette e la strinse a sé facendo altre foto.
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Erano ormai le sei passate. Bryan e Mell, stavano sul divano a vedere Dottor House medical division, coperti dal plaid.
Bryan si sentiva un po' stordito. Era strano, aveva preso due birre, ma si sentiva molto strano. Chiuse un attimo gli occhi stropicciandoli e poi li aprì di nuovo. Mell invece sorrideva. Tra poco avrebbe messo a punto il suo piano.

Era andato tutto come aveva previsto. Bryan aveva perso i sensi, tra poco avrebbe avuto delle allucinazioni e seppur l'avesse scambiata per quella odiata italiana, a lei non sarebbe importato. L'avrebbe avuto, Questo era quello che voleva.
Intanto lei gli tolse la felpa che lui indossava, aveva sempre sognato di poterlo toccare, di poter fare l'amore con lui. E finalmente il suo desiderio si stava realizzando. Gli sbottonò poi la cmaicia che aveva sotto e lo fissò, come stregata. Era troppo pesante per poter sfilare la camicia, adesso che non era in lui. Però poteva fissarlo. Era praticamente perfetto, l'emblema del maschio. Lui l'uomo che aveva sempre amato. Da lui vista solo e sempre come migliore amica.
Poco dopo si svegliò da quello stordimento. E davanti ai suoi occhi vedeva quella ragazza formosa e bruna. L'aveva desiderata da quando l'aveva incontrata anni prima. Era per lei che aveva imparato l'italiano, era per lei che si era trasferito a Roma, lasciando la sua terra, sperando che Roma fosse una nuova possibilità, una probabilità di rivedersi. Seppur piccola, perché l'Italia era comqunque grande. Eppure inaspettatamente l'aveva trovata. Ma si stupiva, che ci faceva con lui sul divano? Non stava con il suo fidanzato....
Non riusciva più a pensare. Lei era lì con lui, che gli importava del dopo o del prima? Così mentre lei gli toglieva la cmaicia da dosso, finalmente restando incantata a fissarlo, tanta la sua perfezione, lui cominciò a toglierle la felpa. Non vedeva l'ora di averla, erano anni che aspettava, erano anni che soffriva. Forse era stupido, ma tutte le donne che aveva avuto alla fine si riconducevano a lei. Forse era stupido pensare che in una sera, aveva trovato la donna che avrebbe sempre amato, ma era davvero così. L'aveva amata in quei sei anni disperatamente. L'aveva incontrata ed era stata con lei per quanto? Due volte? La mattina e la sera? Eppure era rimasto dentro di lui una sorta di imprintig. Una sorta di marchio indelebile. Lei era la donna della sua vita. La sua anima gemella.Poco dopo rimase affascinato nel vederla solo col reggiseno. Sorrise, perché portava un reggiseno bianco con dei limoni. Era così tenera, così dolce. Eppure, come mai era lì con lui? E perché le sembrava leggermente diversa da lei? Il suo corpo era più magro e più longilineo. Ma gli bastò alzare il viso e guardarla. Era indubbiamente lei. Così le si avvicinò e la baciò, con tenerezza, con dolcezza, per assaporarla, per amarla, come non aveva potuto fare in precedenza.

La cosa fondamentale per lui era venerarla. Farle capire che lei era sua, e che era sempre stata sua. Non voleva spaventarla, adesso che aveva avuto la sua opportunità. L'avrebbe venerata e amata fino al mattino.
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Era sera e Sarah stava seduta sul bordo del letto, mentre Francesco suonava romanticamente la chitarra che aveva portato con sé, appoggiato sul bordo della finestra.
I due ragazzi avevano tanto in comune, e si sentivano davvero felici quella sera.
"Amore, adesso che dici se suono Imagine, di J. Lennon?"
"Perché no? Stasera sei in vena di romanticismo?"
"Io sono sempre romantico amore con te."
"Hai ragione. "
Sorrise con dolcezza, pensando al fatto che stare con lui era perfetto. Eppure un buco persisteva sempre, con il pensiero di lui, Bryan. Chissà cosa stava facendo. Ma era meglio non pensarci. Non voleva pensare a nulla, solo godere di quelle ore così magiche.
Mentre si faceva avvolgere dalle note di Image, chiuse gli occhi e lui disse:
"Tesoro, dopo andiamo a fare una passeggiata in spiaggia, così sarò ancora più romantico, che ne dici?"
Lei annuì soltanto.
Così lui continuò a suonare e cantare con voce roca e sexy tutta la canzone. Era davvero bravo con la chitarra e anche a cantare. Era davvero una persona splendida.
Quando finì, si avvicinò prendendola per un polso e poi la tirò a sé.
"Dai andiamo, ti aiuto a mettere il piumino. Sarà bellissimo dai."
"Così poco dopo, uscirono nuovamente. Entrambi coperti con piumino e cappello. Lui la stringeva forte al lato sinistro, mentre al lato destro aveva la chitarra appoggiata sulla spalla. Sapeva che il giorno dopo sarebbero partiti di nuovo, immersi nuovamente nella realtà e nel pericolo. Così aveva organizzato una cosa davevro romantica come poche. Tutto mentre lei faceva la doccia, un'ora prima. Sorrise, perché per lei avrebbe fatto di tutto. E la prima cosa sarebbe stata smascherare quella Mell, se davvero fosse stata lei.
Scesero e si avviarono alla spiaggia. Distava poco dall'albergo e quindi si avviarono a piedi.
"Sarebbe bello poter abitare qui, che ne pensi?"
"Sarebbe bello, si, hai ragione, ma anche Roma é splendida. Non ti succederà più nulla, ti proteggerò io. E vedremo il da farsi. Già ho pensato a quello che faremo. Ma non pensiamoci adesso."
Lei annuì e si strinse ancora di più al compagno. Sapeva che di lui poteva fidarsi. Forse solo di lui. Sperava che le fobie quando fosse tornata, sarebbero diminuite. Ma credeva di no. Si sentiva bene quando stava con lui, ma quando stava al lavoro o anche con altri, si sentiva minacciata. Ed era una cosa frustrante, lei che aveva sempre vissuto con tranquillità senza dar fastidio a nessuno, lei che aveva combattuto per diventare quanto più forte possibile.
Sulla spiaggia rimase affascinata a guardare. Le onde si infrangevano sulla sabbia e al centro ci stava un cuore fatto da candele messe in ciotoline in vetro trasparenti, e dentro al cuore scritto con la sabbia una freccia con i loro nomi. Sarah quasi si commosse. Era tutto perfetto. Lui era perfetto. Così la prese per mano per portarla lì dove c'era il cuore e si sedettero, stringendosi ancora di più, baciandosi teneramente e appassionatamente. Era davvero felice come non mai. La amava così tanto, e glielo voleva esprimere, con tutto il suo cuore.
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Lei stava gemendo con tutta se stessa.La lingua di Bryan la stava eccitando in maniera intensa, e lui non desiderava altro, darle piacere, un piacere immenso, sentirla gridare dal piacere era quello che voleva. Stare tra le sue cosce, leccarla e assaporarla era la cosa più bella che potesse sssere. Più leccava, più assaporava e più lei urlava, urlava il suo nome. E lui continuava imperterrito. Stare tra quelle cosce era come un sogno, che si realizzava finalmente. Eppure dentro di lui, sentva come qualche cosa che non andava. Ma alla fine continuò a lasciarsi andare. Era lei, e stava con lui finalmente. Sentiva il suo membro durissimo e grandissimo. Ma lei veniva per prima.Lui poteva aspettare. Le cosce che si stringevano alla sua testa era quello che lui voleva sentire. La donna che amava lo voleva, lo bramava come lui aveva sempre bramato solo lei, e questo era quello che voleva. Sentirla sua, sentirsi suo. Completarsi a vicenda. Continuò a leccare, leccare, succhiare, leccare, succhiare. Sentiva un profumo invaderlo. Era la sua essenza, un profumo di mela, era così intenso. Ma lei non sapeva di fragola e vaniglia? Che sensazone strana che sentiva.
Continuò a succhiare e leccare. Senza fermarsi, finché con un ulteriore urlo, lei arrivò sommergendolo e lui continuò a leccarla, contentissimo per averle fatto raggiungere l'apice. Non si sarebbe voluto staccare più da lei. Era così felice, ma sentì che le cose cambiavano, quando fu lei ad alzarlo. Voleva sentirsi suo, e lei lo stese dall'altro lato, voleva ricambiare tutto quello che lui le aveva fatto, così si abbassò verso il suo membro. Era ancora parzialmente vestito. Così gli abbassò la zip e gli sbottonò il bottone del pantalone, sfilandoglielo, velocemente. Poi gli tolse gli slip e finalmente il suo mebro si alzò in alto facendolo esplodere in tutta la sua grandezza. Forse lei non aveva mai visto un memro così grande. Così dopo averlo ammirato, decise di leccarlo e succhiarlo, come aveva fatto lui prima, voleva farlo venire al più presto. Sorrise, era suo finalmente. Così cominciò a leccarglielo di lato, mantenendolo con una mano, il suo sapore era strano, sapeva un po' di salato, poi cominciò a leccarlo ancora di più, lateralmente, per poi cercare di metterlo in bocca. Piano piano la sua bocca affondò avida da sopra cercando di farlo entrare tutto, ma non ci riuscì. Entrò una buona metà e lei lo succhiò, lo succhiò forte e chiudendo gli occhi, lo voleva così tanto e da così tanto, che sarebbe imapzzita per la gioia.Quando si era resa conto che la sua amicizia si era trasformata in amore? Forse quando a quindici anni lui le aveva parlato della sua ragazza? La prima ragazza che gli piaceva? La sensazione di malinconia, di tristezza che aveva sentito? La sensazione di negatività che era subentrata dentro di sé? La sensazione di possessività che diceva che lui era suo? Forse si, era stato allora che tutto aveva avuto un inizio. I suoi gemiti, i suoi sospiri, quando affondava dentro di lui, le sue mani che la spingevano ancora di più verso di sé, anche se non voleva forzarla, ne farle del male. Lei era lì e lo voleva come non mai.Ma poi che aveva quella ragazza più di lei? La cosa incredibile era soprattutto che lei alla fine cercava anche di scansarlo, di evitarlo, perché voleva continuare la sua storia con il fidanzato. Allora perché questo desiderio che lui aveva? Forse era come il suo, sapeva che l'avrebbe distrutta, ma lo voleva ugualmente. Continuò a succhiarlo, continuò a leccarlo, a succhiarlo, finché non venne, inondandole la bocca e sgorgando anche fuori. Lei cercò di ingoiarlo tutto. Poi dopo averlo fatto arrivare, si era alzata su di lui e gli aveva detto:
"Andiamo in camera?"
Lui aveva annuito. Avrebbe fatto tutto quello che lei desiderava. Lui era suo.

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Le sue labbra erano rosse, lo erano perché lui le aveva baciate per un sacco di tempo. Erano su quella spiaggia da almeno due ore. Aveva da poco cominciato a suonare la chitarra nuovamente cantando le sue canzoni preferite. Tra poco sarebbero tornati in albergo, perché cominciava a fare freddo. Ma era felice perché la sopresa era riuscita.Lei cantava assieme a lui le note di Laura Pausini, le sue canzoni erano le preferite. Ogni suo testo esprimeva una sua esperienza di vita, e lei cantava le note di il mio sbaglio più grande. Si sentiva serena e felice. Si stese sulla sabbia guardando il cielo, sempre mentre cantava e le stelle la fecero senire ancora meglio. Il giorno dopo sarebbe stato ancora bello. Riconoscere le stelle era una cosa davvero interessante. Lei le aveva studiate qualche anno fa, perché le avevano incuriosite. Così mentre lui cantava lei disse:
"Saui quella é Orione."
"Come fai a saperlo?"
Lei gli sorrise e disse:
"Le ho studiate qualche anno fa, su google."
Poi mentre continuò a cantare si avvicinò nuovamente al fidanzato, abbracciandolo e baciandolo con tenerezza. Aveva molta voglia di lui. I suoi capezzoli si erano inturgiditi e si sentiva anche un po' bagnata.
"Torniamo in stanza tesoro."
Mormorò lei e lui la prese per la vita, mentre le sue gambe si avvolgevano su di lui e stringendola cominciò a ridere e baciarla con passione, mentre tornavano in labergo, per proseguire la loro serata.

Nessuno le avrebbe fatto del male. Quella era una promessa che aveva fatto a lui stesso. L'avrebbe protetta lui. Già il giorno dopo, avrebbe cominciato ad organizzare per vedere se avesse potuto fare la gita alle terme. Mell era da tenere sotto controllo. Sentirla ridere era un piacere per lui, sentirla e vederla felice, era compito suo, e così avrebbe fatto.L'avrebbe riportata alla felicità che avevano, prima che quel maledetto rosso entrasse nella loro vita. Una volta in camera, la depose sul letto, ridendo e facendole il solletico, sapendo che lo soffriva sotto le ascelle. Entrambi si misero a ridere, perché anche lei conosceva i suoi punti deboli, e quindi cercò di togliere le mani dalle sue ascelle, senza riuscirvi ovviamante e nello stesso tempo, mettere le sue dita alla sua nuca. Era l'unico posto dove impazziva se qualcuno gli faceva il solletico.
Era pura magia quel momento di spensieratezza e tale doveva rimanere. Continuarono a ridere come due bambini, mentre lui le alzava i capelli, smettendo di farle il solletico , cominciando invece a d accarezzarglieli. Erano soffici come seta. Erano splendidi.
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Erano finalmente nudi entrambi. Lei poteva vedere tutto il suo corpo, nella sua interezza. Era splendido. Definirlo un uomo era troppo poco, aveva un corpo invidiabile. Sapeva già che aveva un bel corpo, perché lei gli era sempre stata vicino, soprattutto a scuola. Guardarlo giocare a football, era stato una cosa che l'aveva emozionata e soprattutto le aveva dato la possibilità di consocerlo ancora meglio. Non era più il suo compagno di giochi, ma anche un ragazzo e che ragazzo. Continuava a baciarlo a leccarlo, aveva il suo capezzolo in bocca, lo succhiava, lo leccava. Gli posava le mani sul torace, per accarezzarlo, per prendere il dominio, per dire che era suo. Il suo torace sembrava infinito, e forse era davvero così, sembrava non finire mai, le sue mani continuavano ad accarezzarlo , mentre la sua bocca succhiava e leccava il capezzolo destro.
Lui gemeva e sentiva un gran piacere, esplodere dentro e ad un certo punto, desiderò contraccambiare, per cui le afferrò il polso con la mano sinistra e la girò per continuare lui. La stese e la guardò. Era sotto di lui, era così bella, così formosa, così perfetta...eppure ancora trovava delle piccole cose che non andavano. Si ricordava che il suo seno era più grande, anche se non glielo aveva mai visto, si ricordava che era più bassa, perché la sua immagine non corrispondeva ai suoi ricordi?
Lasciò stare, e cominciò ad accarezzare il suo seno, era così bianco e delicato, con un capezzolo piccolo e timido che lo fece sorridere. Passò la sua mano su di lui per sentirlo suo, poi delicatamente ci passò le labbra.
Era così squisitamente femminile in tutto il suo essere. Ricordava ancora quando l'aveva vista la prima volta, era una ragazza semplice, ma l'aveva colpita molto. E aveva messo in contrapposizione le due immagini, lei allora e la lei di ora. Era maturata, ma tendenzialmente sempre la stessa. Cosa aveva passato a causa sua? Di certo aveva sofferto, come aveva sofferto anche lui. Be adesso era l' con lui, meglio non pensarci.
La leccò teneramente, la baciò languidamente. Sentiva sotto la sua bocca il capezzolo che si ingrandiva e i gemiti della donna. Era così contento, felice di quello che stavano facendo. In barba a Francesco, quell'idiota. Chissà dove stava quella sera.
Passò dal capezzolo ad avvicnare entrambi i seni con le mani per gustarli insieme. Era fantastico. Erano piccoli ma sotto la sua bocca, diventavano grandi e duri come pietre. Continuò a succhiarli e a leccarli per diverso tempo, per poi lasciarli andare per dedicarsi alla pancia, bianca e lattea lasciando sie di saliva, leccando baciando ogni sua piccola parte. Finché non arrivò nuovamente alla vagina. Le aprì le gambe e guardò meravigliato quello che per lui risultava meraviglioso. Mise la sua testa in mezzo alle sue gambe e cominciò a leccare e baciare il suo fulcro, arrivando velocemente al clitoride facendola gridare come non mai, mentre lei gridava gli manteneva la testa, come a dirgli non ti spostare da lì. Non si sarebbe mai spostato, stava troppo bene, cercava di andare ancora di più in profondità. Dio quanto la amava. Era troppo bella e troppo passionale.
Dopo una decina di minuti che lui continuava a leccare e baciare, lei con un singulto arrivò e lui leccò tutto quello che c'era non lascando nulla, e alzandosi la penetrò, continuando a godere e continuando a gemere, finché non arrivarono entrambi, e sazi si rannicchiarono uno vicino all'altro.

Sentiva il suo cuore battere, mentre lui la stringeva a sé, come se fosse la donna più importante al mondo.
Lei non voleva che finisse. Sapeva che quando si sarebbe ripreso, probabimente non sarebbero nemmeno stati più amici, o forse, lui con il senso di colpa, l'avrebbe trattata diversamente, magari ci avrebbe provato. Non poteva mollare, non ora. Così vollecntinuare baciandolo prendendo la sua testa e avvicinandola alla sua bocca, che era sempre affamata di lui e di nessun altro.
Continuò a baciarlo, e lui la strinse a sé continuando a baciarla. Si sentiva anche lui oltre modo eccitato e affamato di lei. Poco dopo continuò baciandole il collo e lasciandole una scia di leccatine , per poi arrivare nuovamente al seno. Era così bella, così formosa e piccola. Era perfetta, prese nella mano un suo seno e lo baciò e poi lo leccò con dolcezza, per poi succhiarlo di nuovo. In meno di qualche minuto si era eccitato di nuovo. Così le aprì le gambe e la penetrò nuovamente. In poco tempo, lei gemeva di nuovo. Era notte fonda, e avrebebro continuato così fino al mattino, finché la magia non fosse finita. Era ironco pensare che come Cenerentola al ballo, dopo la mezzanotte, sarebbe tornata a fare la serva in casa sua, e lei sarebbe tornata la migliore amica.

Un'oretta dopo, Mell si trovava con la felpa del suo amico addosso, appoggiata alla finestra, mentre lo osservava, e intanto si stava bevendo una cioccolata che si era fatta da poco. Era nuda , non indossava nulla sotto .

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Era mattina e Sarah si stava preparando per partire. Stava guardando fuori dalla finestra della sua stanza e si sentiva felice. Avevano trascorso due giorni meravigliosi, all'insegna della pace e del divertimento. Il fidanzato si stava vestendo e la guardava con amore immenso. Cosa poteva avere ancora dalla vita?
Lei quel mattino aveva indossato un fuson e una felpa larga e comoda. Sotto gli stivali con i quali era arrivata. Andò nel bagno per truccarsi un po', e cominciò dalla matita agli occhi. Aveva delle borse enormi. Forse dipendeva dal fatto che quella notte avevano fatto tardi e però era stato bellissimo davvero.
"Tesoro andandocene passiamo per qualche paesino limitrofo per mangiare. Poi torniamo va bene?"
Lei disse mentre metteva il rossetto di si. Poco dopo lo raggiunse e prendendo i bagagli andarono via, tenendosi per mano.
"Ci torneremo amore?"

Lui annuì e la abbracciò stretta.
"Ma ci saranno altre cose e altre sorprese tesoro mio. "
Lei gli sorrise alzando la testa e lui si abbassò per baciarla con passione. La amava follemente.
Si avviarono alla reception per pagare e poi dopo aver consegnato la chiave uscirono,avviandosi alla macchina. Non aveva per nulla o quasi per nulla pensato a Bryan. Si sentiva sollevata. Non poteva continuare con quel peso addosso. Soprattutto in virtù del fatto che aveva un fidanzato fantastico. Prima di partire lui la strinse nuovamente baciandola come a non volersi staccare più e dopo qualche minuto si staccò ansimando e felicemente partì. Prendendo la mano e stringendola nella sua, mentre guidava.
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Mell si stava svegliando nuovamente, ma rimase così stretta al ragazzo dei suoi sogni, senza muoversi. Sapeva che il sogno stava finendo e sapeva che tra qualche minuto sarebbe tutto finito.


Stava ancora abbracciando il suo "uomo", nei suoi sogni, ma voleva stringerlo ancora un po' prima di essere allontanata per sempre, o essere segnata come un errore di una notte e via.

Poco dopo sentì che Bryan si muoveva, finché non aprì gli occhi.
Ma cosa era successo? Dove si trovava? Chi stava abbracciandolo?
Poi in un attimo ricordò che la sera prima aveva avuto l'idea di andare dalla sua amica e dopo aver chiacchierato avevano mangiato e poi....buio , nessun ricordo...buio assoluto. Però per come si trovava doveva esserci stata una notte di sesso intenso.
No...non poteva essere quello che credeva.
Si guardò intorno e riconobbe il soffitto, si girò a destra e vide la tenda celeste che scendeva in terra e la scrivani con la poltrona e il pc con le loro foto assieme.
Si staccò da quell'abbraccio girandosi e sedendosi di scatto.
Era davvero lei...Aveva fatto sesso con Mell, la sua migliore amica. Cosa aveva fatto.
lei si era seduta con sguardo quasi ferito e lo stava guardando.
"Mell ma cosa abbiamo combinato?"
Lei continuò a guardarlo ancora più ferita mentre gli occhi le stavano diventando lucidi.
Bryan le sfiorò il viso con la mano destra e disse:

"Mell, non piangere, non lo meritiamo, ma cosa cazzo abbiamo fatto ieri?"
Poi notò che aveva addosso la sua felpa, e rimase ancora più scioccato. Coprendosi con il lenzuolo si alzò e andò a prendere i suoi vestiti. Non desiderava stare nudo un minuto di più.
Cominciò a ricordare che avevano cominciato in cucina così corse a prendere almeno i boxer e i pantaloni, per poi tornare nuovamente in stanza infilandoseli alla bella e meglio.
"Allora cosa abbiamo fatto?Io ricordo che abbiamo mangiato e chiacchierato. Poi basta tranne qualche piccola sfumatura."
"Infatti abbiamo mangiato e bevuto, evidentemente abbiamo bevuto molto, perché poi siamo andati in salotto a vedere un film sul divano coprendoci con un plaid e poco dopo ci siamo baciati. Mi hai preso il viso con la mano e mi hai baciato, ed io ti ho risposto. Non so cosa ci è successo. Ma si abbiamo fatto sesso."
"Togli quella felpa da dosso Mell. Vestiti e poi usciamo da questa stanza che dobbiamo parlare."
Lei se la tolse davanti a lui rimanendo nuda.
"Ma che cazzo fai? Copriti maledizione."
Così lui le gettò una maglia che stava sul comodino. Lei la prese e la mise. Fece la faccia triste, anche se era soddisfatta perché lui aveva guardato comunque il suo corpo nudo, per un attimo e aveva valutato la mercanzia che le offriva.
Poco dopo si alzò e lui notò che velocemente si era avvolta con il lenzuolo in quanto nuda. Non voleva essere troppo civetta, Perché in fondo fino a una notte prima erano solo migliori amici. Ma lei era davvero contenta. Fece finta di piangere almeno un po'. Per farlo pensò a quando lui aveva baciato al prima ragazzina che aveva amato.
Bryan le si avvicinò di nuovo abbracciandola e dicendole:
"Non ti preoccupare piccola, risolveremo tutto. Dai adesso vestiti. Io scendo che faccio un caffè."
Mentre stava per raggiungere la porta vide buttato in un angolo della stanza un reggiseno con dei limoni e rimase ancora più scioccato. Ma cosa avevano combinato? Perché cazzo avevano fatto sesso? Lui che amava solo Sarah? Il problema era che aveva probabilmente distrutto un'amicizia che durava da una vita. Le sembrava che Mell fosse sconvolta quanto e più di lui.

Prese dalla mensola la macchinetta la aprì e ci mise l'acqua, successivamente la chiuse mettendoci il filtro poi prese il caffè nel barattolo in frigo e lo mise facendo una montagnella e poi chiudendo con la parte di sopra. Qualche minuto dopo lo mise sul gas.- Doveva pensare. Si sentiva stravolto, ma adesso doveva pensare ai rimedi. Cazzo ma aveva usato almeno il preservativo? Oppure no? Non poteva credere di aver fatto una cazzata simile. Fosse stato con altre a lui non avrebbe importato ma Mell, accidenti Mell...non con lei.


Era davvero incazzato e preoccupato nero. Mise il caffè nelle tazzine e poi poco dopo vide che l'amica lo raggiunse. Aveva una felpa e un jeans, sotto calzettoni e lo guardava come in colpa.
Si passò la mano destra tra i capelli arruffatissimi e poi le disse:
"Non ti preoccupare...intanto prendi il tuo caffè."

"Mi dispiace molto a dire il vero, ma ieri non ero n me."
"Lo so piccola lo so, e a quanto ho visto nemmeno io. Cazzo, cosa abbiamo combinato?"

"Stai tranquillo dai, tutto sommato non è successo nulla, abbiamo fatto sesso, che sarà mai?"


"Ma come che sarà mai...forse con altre avrei ragionato diversamente, ma con te....non mi ricordo nulla...piccola, ma lo sai che non ti amo vero? Cazzo, ma che ore sono? Tra un'ora devo essere al lavoro. Stasera torno e discutiamo per bene."
"Non ci sta nulla di cui discutere, é stato un errore. Non preoccuparti e stai tranquillo va bene?"
Lui la fissava stranito, come faceva a stare calma in un momento del genere?
Poi le disse:
"Se tu non fossi la mia migliore amica, non mi preoccuparei così tanto, ho scopato con tante e continuerò a farlo. Ma con te non é la stessa cosa, ti voglio bene e non sei indifferente."
"Hai ragione, anche io ti voglio bene Bry...ma cosa possiamo fare? In realtà mi ricordo ben poco anche io. Però da quello che abbiamo notato poi non é che sia stato brutto, penso. Di certo lo abbiamo fatto per diverse ore."
Lui non ricordava nulla, solo qualche sfocatura, e soprattutto la voglia di fare l'amore con Sarah. Sarah? Ricordava alcune cose, come a flash, la sua faccia che gemeva, la sua faccia che urlava, la sua bocca che glielo succhiava.
Scioccante, la fissò inebetito. Come era possibile?
Non era possibile assolutamente che poteva averla scambiata per lei, mentre era ubriaco. Era così tanto il desiderio che provava? Si, era tanto tantissimo. E questa cosa lo spaventava, soprattutto dopo quella notte.
"Vado a fare una doccia. Ne parliamo stasera."
"Non ci sta bisogno di parlare. Parlare di cosa poi? "
"Non so, come risolvere..."
"Cosa ci sta da risolvere? Tu vuoi metterti con me?"
"Mi dispiace piccola...ma no. "
"Vuoi essere il mio amante?"
"Nemmeno piccola, non potrei mai...io..."
"Si lo so sono la tua migliore amica, e non potresti usarmi per dimenticare lei. Lo so questo. Non preoccuparti. Vai adesso."
Così lui andò verso il bagno. Aveva un disperato bisogno di òavarsi e poi doveva riflettere. La sua amica aveva detto bene, che ci stava ancora da dire?
Eppure si sentiva dannatamente in colpa. Si davvero dannatamente, perché non lo meritava. E se avesse avuto un ragazzo? E se fosse rimasta incinta? E se si fosse innamorata di lui? E se...basta non voleva pensarci. Gli stava venendo solo un feroce mal di testa.

Mell da giù sorrideva soddisfatta. Si sentva in colpa, come aveva previsto. Non si sarebbe messo con lei, ma si sentiva in colpa, e questo era un bene. Perché ci avrebbe pensato, anche se aveva detto di no a come risolvere il problema.
Be adesso, lei poteva sentirsi soddisfatta, così si stiracchiò e andò verso il frigo per prendere il latte e poi prese dal congelatore due cornetti e li mise nel forno. NOn poteva andare meglio di così. Quel tontolone, era troppo buono. Sarebbe stato meglio se fosse nato nell'ottocento. Sorrise. Ci stava riuscendo. E se non ci fosse riuscita, pazienza, ma l'aveva avuto ed era stato indimenticabile davvero.

Dopo una decina di minuti scese e trovò l'amica che mangiava un cornetto, come se nulla fosse successo e anzi gli disse:
"Vuoi? Te ne ho fatto uno anche a te."
Era così agitato, non ne voleva proprio, aveva lo stomaco chiuso, così disse:
"No va bene il caffé di prima. Vado via. Comunque stasera ci vediamo, magari mangiamo qualcosa assieme e ci guardiamo la tv, va bene?"
"Per me sì. "
Poi tornò a mangiare. Quella crema nel cornetto era ottima.
"Ciao piccola Mell..."
Le carezzò i capelli e poi le diede un bacio slla guancia. Ma si staccò subito come preso dai sensi di colpa. Lei invece lo fermò con il braccio afferrandolo e avvicinandolo di nuovo e dicendo:
"Non sentirti in colpa, puoi baciarmi sulla guancia senza problemi, non - hai - fatto - nulla - di - male. Capito?"
Lui annuì di nuovo e poi passandosi la mano tra i capelli e arruffandoseli andò via, chiudendo la porta.
Quando uscì lei alzò la mano in aria in segno di vittoria. Poi cominciò a mangiare l'altro cornetto. Tutto stava andando bene, lui si stava avvicinando di nuovo, questo era l'importante. Ora avrebbe dovuto stare attenta solo quando ci stava quella stronza, da farlo sentire in colpa, avvicinandolo ancora di più. In fondo gli uomini non capivano nulla di strategia, soprattutto femminile.
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Francesco e Sarah stavano tornando e si erano fermati A Vibo Valentia. Erano affamati, era quasi l'ora di pranzo, così Francesco disse:
"Sai ho pensato di fermarci a Vibo e poi mangiare in qualche ristorantino vicino al Duomo. Così approfittiamo prima che faccia buio per vederlo . Per fortuna ho pensato di tornare martedì al lavoro. E ho detto al direttore che anche tu saresti tornata martedì. Così torniamo in pomeriggio con calma. Non hai un compagno fantastico tesoro?"
"Siiiii, sei fantastico davvero. Hai avuto un'ottima idea, così vediamo tutto quello che ci sta da vedere.Amore guardo su trip advisor per qualche ristorante che dici?"
"Ok, poi mi dici e ci avviamo lì. Intanto mancano quindici minuti a Vibo. Dopo siamo vicini all'autostrada e quindi riprendermo il ritorno senza difficoltà."
"Peccato che domani si ricomincia."
"Piccola non mi hai dato la ricompensa."
"Ma stai guidando."
E si mise a ridere forte.
Lui si girò un attimo e le sorrise. Poi non appena trovò un piazzale proprio prima dell'uscita, si fermò e le disse:
"Adesso puoi."
Così lei gli si avvicinò e si diedero un bacio. Lui la strinse forte, non avrebbe mai voluto staccarsi, mai, sarebbe stato sempre dentro quella bocca così dolce e così aromatica. Come la amava, era pazzesco. Era da favola, il suo amore.
Dopo una decina di minuti si staccarono ansimanti e lui poco dopo riprese, anche se si era eccitato parecchio.
Prima di partire le prese la mano e se la appoggiò sul membro coperto dai pantaloni. Lei si mise a ridere di nuovo, mentre lui sbuffava.
"Mi fai sempre questo effetto micetta."
Lei gli si appoggiò sulla spalla e gli disse:
"Anche io sono eccitata amore."
"Non dovevi dirmelo e adesso? Il bacio non sarà mai sufficiente. "
Lei si mise a ridere di nuovo, facendolo ridere e sentendosi contenti come non mai.

Ripresero il viaggio con gioia e poco dopo entrarono in città.
Mente cercava un ristorante, pensò di mandare un messaggio alla sua amica Daf.
Ehi Daf come va? Noi stiamo a Vibo e ci stiamo divertendo molto. Ti mando un selfi.
Si avvicinò al compagno e fece una foto che poi mandò assieme al messaggio.
Poco dopo arrivò la risposta.
Sono contenta davvero molto contenta. tra quanto tempo torni?
Domani ci vediamo al lavoro e ti racconto. Lì tutto bene?
Sì a parte alcune novità che ti dirò domani. Un abbraccio a Francesco, buon pranzo.
Così poi lei trovò il risotorantino. Si chiamava Trattoria Vecchi tempi, si trovava in corso Umberto.
Mise il navigatore e disse:
"Fatto, andiamo alla trattoria Vecchi tempi. Ho mandato un messaggio a Daf, ti saluta."
"Ricambia, quando la senti di nuovo. Ok Stiamo arrivando."
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Bryan era al lavoro e si sentiva una merda, una vera merda. Come aveva potuto fare una cosa del geere proprio con lei? Ancora non poteva crederci, e intanto avrebbe dovuto lavorare e invece non aveva combinato nulla. Ma non aveva la testa per fare nulla, anche se avrebbe dovuto farlo lo stesso. Doveva provare almeno, addirittura lei aveva detto che non aveva importanza, ma come faceva? Di certo cera rimasta male, non poteva essere altrimenti. Non lo aveva dato a vedere, ma lei era una persona sensibile come poche e lui la conosceva abbastanza da saperlo, ma non voleva farlo sentire in colpa. E lui cosa poteva fare adesso? L'unica cosa era consolarla, e poi sarebbe stato più vicino a lei. Non vedeva l'ora che tornasse Sarah, almeno l'avrebbe vista la notte quando stava fuori da casa sua. Sembrava assurdo, ma non riusciva a dormire bene, se non era certo della sua sicurezza. Che gran casino, come avrebbe fatto adesso? E se Mell si fosse sentita usata quando si fosse avvicinato a Sarah? In fondo non sarebbe stato così. Lui non ci stava insieme, la amava solo. Punto.Però tutti avevano gli occhi per guardare e Mell ancora di più. E sè avesse sofferto vedendolo person per lei? E sè avesse provato sensazioni nuove a causa di questo?
Basta, basta, non poteva pensarci più. Adesso basta.
Si alzò e andò vicino alla macchinetta per fare il caffè. Ci voleva, si sarebbe distratto un po'.
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Intanto I due innamorati avevano mangiato e si erano avviati al Duomo. Era bello passeggiare per arrivarci, guardando le vetrine e sentendo i profumi del cibo.
Dopo un po' arrivarono ed entrarono. Era maestoso, e poco dopo presero degli auricolari che parlavano della storia e di tutto quello che ci stava al suo interno. Era bello, perchè raccontava tutto, ogni minimo dettaglio. Il fatto che era stata ricostruita a causa di un terremoto e poi le parti più belle:
un maestoso altare maggiore settecentesco, con dentro la Madonna delle nevi, e poi Il trittico , composto da una ordinata cornice architettonica in marmo scuro con colonne corinzie, che inquadra tre nicchie dove trovano posto, da sinistra a destra, le statue della Madonna delle Grazie, di San Giovanni Evangelista e di Santa Maria Maddalena.
Staccarono gli auricolari dalle orecchie e si fecero dei selfi accanto alle varie statue, anche mentre facevano le smorfie o si abbracciavano. Una mentre lei si appoggiava ad una colonna sembrando una donna antica e nobile, con movenze eleganti.
Poi rimisero nuovamente gli auricolari per continuare ad ascoltare.
Dopo un'altra quindicina di minuti, se li tolsero e li posarono per poi uscire. Avevano deciso di andare a prendere una ricca cioccolata prima di ripartire e così si avviarono.
Erano abbracciati e poco dopo mentre camminavano contenti, lui si abbassò per baciarla. Sentva sempre la sua mancanza anche se erano vicini. Una cosa assurda ma era sempre così. La strinse forte e continuò a baciarla, spostandosi ai lati della strada. Baciarla equivaleva a sentirla sua. Le lingue che combattevano, che si univano, che si toccavano, che non smettevano di esserci le bocche che erano attaccate come non mai, che si sfioravano si mangiavano a vicenda.
Poco dopo, lui non avrebbe mai smesso, si staccarono e abbracciati contknuarono fino al bar. Il primo che avevano passato.
Si sedettero all'interno e poco dopo ordinarono. La cioccolata era benzina per ripartire in forma.
Uscirono contentissimi per poi raggiungere la macchina e partire di nuovo, meta casa.
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Era pomeriggio quando Daf ricevette una sorpresa che non si aspettava. Aveva appena finito di fare sesso con il collega dopo il lavoro, che sentì il campanello suonare. Loro si vedevano tre volte la settimana fissi. Non avevano una relazione , ma scopavano solo. Andava bene così.Lei non voleva problem e non si sentiva pronta per altro.
"Ma chi cazzo può essere?"
"Tesoro, non potrai mai saperlo, vai a vedere, ti aspetto qui."
"Che palle, ok vado.Così velocemente indossò una tuta senza mettere slip e reggiseno, e sconvolta come stava, con i calzettoni messi velocemente andò verso la porta e disse:
"Chi é?"
"Bryan."
"Bryan? Che vuoi?"
"Parlarti, ti prego aprimi, non sapevo a chi rivolgermi, sono davvero a pezzi."
Aprì e disse solo:
"E che cosa centro io e come posso aiutarti?"
Mentre lo diceva vide che aveva il viso scavato e i capelli stravolti.
Ma lui notò invece che lei era stravolta, ma stravolta in senso positivo.
"Ma stavi facendo sesso per caso?"
Lui lo disse per scherzo, ma lei arrossì così tanto che si pentì di essere andato lì.
"Mi dispiace moltissimo, vado via."
"Dai ormai sei venuto, entra. Però aspetta mentre mi vado a sistemare un attimo."
"Va bene, la strada per il salone la so."
E si mise a ridere.


Bryan si accomodò nel salone, dopo essersi tolto il piumino da dosso e aspettò che Daf lo raggiungesse e intanto cercava di pensare a come raccontare quello che era successo. Lei avrebbe pensato che fosse doppiamente stronzo, perché si era finto fidanzato con Mell per attirare la sua attenzione e poi ci era andato a letto sul serio, ma lei era l'unica che l'avrebbe forse consigliato. Agli amici che lo avrebbe detto a fare? Loro non avrebbero capito, magari anzi gli avrebbero detto, bravo, hai fatto di nuovo centro. Sei uno stallone. E pensò che la prima sarebbe stata proprio lei Mell.
Si sentiva a disagio, era entrato in una casa, dove la padrona stava facendo sesso e sentiva i due che parlavano, mentre stava per raggiungerlo. Forse era meglio se avesse telefonato. Che stanchezza.

Intanto velocemente Daf, si era vestita, sciacquata e aveva indossato un paio di pantofole. Il compagno anche, tanto comunque avrebbero finito a breve. Lui non si intratteneva mai al di fuori delle sue ore, non era una relazione la loro. Poco dopo, uscì, si mise il piumino e andò via, salutandola normalmente e dicendole:
"Ci vediamo domani al lavoro."

Quando lei lo salutò annuendo, Bryan la guardò e continuò a scusarsi:

"Mi dispiace, sono davvero un imbecille, avrei dovuto chiamarti. Non immaginavo..."
Lei si mise a ridere e disse:

"Lascia stare adesso, tanto la nostra non è una relazione, lui è uno scopa amico. Ma dimmi invece di te, cosa è successo? Mi sembri davvero stravolto."

"infatti lo sono. Adesso ti racconto."

"Vieni in cucina, ci prendiamo due birre e poi parliamo."
Così poco dopo si ritrovarono in cucina a chiacchierare nuovamente.

"Non puoi immaginare cosa mi è successo. Ma per farti capire devo raccontarti tutto."

"Ma perché proprio io? Per te non sono nulla, non sarebbe stato meglio un tuo amico?"

"Forse, ma loro non mi avrebbero capito. Lo so che noi due non abbiamo nulla che ci lega, forse proprio per questo tu mi capirai di più e potrai anche definirmi uno stronzo totale, ma poi mi consiglierai al meglio per la tua amica Sarah."

"Sarah? Che centra lei?"
"Ok, adesso ti spiego... ti ricordi quando ci siamo incontrati nuovamente al pub la prima volta?"
"Certo che mi ricordo, come potrei?"
"Quella sera quando l'ho rivista, non avrei potuto essere più felice, non avrei mai immaginato che potesse capitarmi un colpo di fortuna come questo.Tu non ci crederai, ma quando sono partito sono stato molto male. Comunque non era di questo che volevo parlarti, ma una cosa che dipendeva da questo. Non appena mi sono reso conto che Sarah era fidanzata, ho deciso di organizzarmi per farla ingelosire, proprio con Mell, la mia migliore amica, colei con la quale non avrei potuto fare nulla, colei che mi avrebbe appoggiato sempre perché appunto la mia migliore amica.Per un periodo ho fatto finta di stare con lei, per fare ingelosire Sarah. Poi quando mi sono reso conto che questa assurda cosa un po' funzionava, ho capito che mi disgustava stare con lei, baciarla, carezzarla, tenermela vicina, vedendola da amico. Io con lei non ho mai fatto sesso, per me è come una sorellina. Per questo pensavo che il piano avrebbe funzionato. Così ho chiuso e lei sembrava l'avesse presa bene."

Si passò la mano destra sui capelli, era scioccato e stanco, pieno di preoccupazione. Lei non aveva ancora detto nulla lo stava osservando. Aveva ragione davvero, perché in cuor suo pensava che fosse un coglione totale. Ma avrebbe aspettato alla fine del discorso per dirglielo.

"Non so come, quando Sarah è andata in vacanza col fidanzato, mi sono sentito così depresso e triste, che sono andato da Mell e abbiamo bevuto un po' di più, finendo alla fine a letto insieme. Lei che è cresciuta con me, abbiamo giocato, studiato, riso, pianto sempre assieme. Io non l'avrei mai toccata, mai...Mi sento così in colpa. La cosa che non riesco a capire era che mentre facevo sesso con lei, alla fine, pensavo costantemente a Sarah. Non ricordo quasi nulla, ero davvero andato , ma alcuni flash mi dicono che era così. Pensavo fosse Sarah. Adesso cosa faccio? Mell ha detto che è stato sesso, quindi non devo sentirmi in colpa, ma io invece mi ci sento, lei...io non la amo, nemmeno mi piace. Cosa devo fare adesso? Davvero ci sono andato a letto, e davvero dovrò chiudere l'amicizia con lei, e per di più mi sentirò un verme con Sarah. Non l'avevo mai tradita, mai, ma mi ero fatta solo scopa amiche. Perché io la amo e l'ho sempre amata. "

"Sei un coglione, fattelo dire. Nessuno crederebbe ad una cosa simile e davvero per tanti anni l'hai portata nel tuo cuore? E se il destino non vi avrebbe fatto incontrare mai più? Poi lei ha trovato un fidanzato perfetto, la ama da morire. Perché dovrebbe avere bisogno di uno come te? Lo sai che lei ha sofferto molto nella vita e che solo Francesco le dà sicurezza...quella sicurezza che nessuno le riesce a dare da quando vi siete incontrati tanti anni fa?"

"Lo so che lei ha sofferto, ma anche io...adesso cosa faccio?"

"Cosa devi fare? Inutile il tuo senso di colpa verso la mia migliore amica, lei non lo sa e comunque vive bene col fidanzato. Mentre se Mell non ha problemi perché dovresti averne tu? Fai come se nulla fosse successo. E adesso vattene via, non mi va di avere a che fare con te per troppo tempo. Ogni volta che ti vedo, penso a quanto lei abbia sofferto e a quanto ci è voluto per tirarla su dal baratro in cui era caduta. Vattene. Noi non saremo mai amici. Piuttosto, hai scoperto qualche cosa sulla persona che l'ha avvelenata?"
"Purtroppo ancora no. Non ho idea di chi potrebbe essere."
"E se fosse Mell? Lei è l'unica che ha avuto la possibilità di stare con tutti noi. Gli altri non avevano interesse, e anzi io credo che invece lei non ti consideri un amico, ma che ti ama. Pensaci bene, potrebbe essere un ottimo movente. Perché anche se lei sa che tu le vuoi bene da amico, non sopporta che provi amore per un 'altra e quindi ha creato tutto questo. Sarebbe l'unica ipotesi."
Lui la fissò smarrito, scioccato. Non poteva essere così, non avrebbe avuto senso...oppure si? Non sapeva che pensare. Poi ricordò le parole della sua amica la mattina che dicevano....non hai fatto nulla di male....e tornò a pensarla come sempre.

"Non può essere stata lei, perché in realtà è una ragazza fragile, non penserebbe mai a questo."
"Mai dire mai. Le donne quando vedono che il loro territorio è in pericolo farebbero di tutto. Pensaci bene e poi devi vedere se ha il tatuaggio."
Lui ci pensò un attimo ...e ricordò che lei ne aveva uno. Ma chissà quanti altri li avevano. Doveva controllare il polso anche degli altri.
"Tu hai tatuaggi?"

"Io uno ma non sul polso amico, ma qui sul collo."

Si spostò la felpa e lui vide una farfallina piccola.

"Tu invece?"
Lui sorrise e disse:
"Io ne ho vari.Sulla schiena, sul braccio, sul petto, se vuoi ti faccio vedere."
Lei disse:
"No no lascia stare."
Lui rise di nuovo e disse:
"Aspetta."
Si tolse la felpa e lei notò quello che le donne bramavano del suo copro, la perfezione assoluta di tanti anni di allenamento di sport, di palestra, di boxe. E alla fine notò una fenice sul petto. Davvero bella, colorata, rossa come il fuoco contornata di nero. Sembrava vera e prendeva quasi tutto il petto arrivando ai bordi del pantalone e sul braccio un simbolo di infinito.
"Davvero bello. E sulla schiena?"
Lui so girò e lei rimase stupita quando notò un dragone nascente. Non gli prendeva tutta la schiena ma solo una metà, sulla parte destra. Era davvero bellissimo, tutto nero, intrecciato su sé stesso. Un'opera d'arte.
"Si vede che ti piacciono i tatuaggi, sono bellissimi."
Lui si rimise la felpa che aveva buttato sulla sedia e poi si girò. Ne aveva ancora un altro, molto piccolo su una natica. Nessuno lo aveva mai visto, ma quello sarebbe rimasto un suo segreto. Perché Sarah era la sua forza. Almeno un suo tatuaggio, il suo viso , piccolo sulla parte superiore della natica lo aveva fatto alcuni mesi prima. Era stato fatto nei minimi dettagli. Lei era sempre con lui.

"Sì, ho cominciato a farli quando ho fatto diciotto anni. Di nscosto dai miei assieme a Marc, sono andato ad un negozio tattoo e ho fatto il primo, quello sul petto. Dopo ho fatto gli altri. Beh, grazie del consiglio io vado."

Prese nuovamente il piumino e lo mise avviandosi alla porta.

Non avrebbe mai incolpato Mell di una cosa che non aveva fatto di certo, ma avrebbe controllato se Marc, o gli amici del suo fidanzato li possedessero.
Uscì sentendosi meglio. Anche se alla fine non ci stava una soluzione. Il problema del senso di colpa sarebbe rimasto, in un modo o in un altro lo avrebbe risolto.

Mentre si avviava alla moto, rise pensando che anche la dolce Daf era rimasta stupita dal suo fisico, non lo aveva detto, ma l'aveva capito dal so rossore. Lo sapeva che a lei non piaceva nessuno, ma il fisico colpiva comunque soprattutto se perfetto. E lui sapeva, senza vantarsi di averne uno perfetto. Perché però doveva soffrire così? Desiderava così tanto rivedere la sua piccola. Sperava che con la sua amica andasse tutto bene.

Non appena avevano messo piede in città, tutto il relax e la gioia che aveva avuto fino ad ora, era svanito, facendola catapultare nuovamente nella sua realtà e nella sua paura. E se il giorno dopo al lavoro fosse successo qualche cosa? E se fuori nel parcheggio l'avrebbero aggredita? E se....
Così disse:
"Amore ma per qualche giorno mi accompagneresti tu al lavoro? Così mi sentirei meglio."
"Non preoccuparti tesoro, si vedremo di organizzarci così. Però dovremo scendere prima, e ti verrò anche a prendere. Ma aspetterai dentro, finché non ti manderò un messaggio e così uscirai. Domani sera vorrei uscire con i tuoi amici. Organizziamoci, perchè avevo pensato di parlare con loro e oprganizzarci per un week end alle terme. Farò venire anche i miei colleghi che dici?"
"Davvero un'ottima idea. Inizio già a messaggiarli."
"Aspetta tesoro."
Si fermò in una piazzola, e poi la strinse forte baciandola. Non aveva mai fine il desiderio che provava per lei, non si saziava mai baciata in ogni momento. La amava follemente. Poco dopo anche se un po' affannati continuarono il viaggio che a breve terminava.
"Adesso puoi, magari di loro che andremo in qualche pub. Ok?"
"Va bene, ok."

Così mentre cominciava a mandare un messaggio a Daf per avvisarla, pensava a Bryan. Era strano, ma mentre in ferie non ci aveva pensato per nulla, adesso nella sua realtà era tornato a far parte anche lui e più forte che mai. Avrebbe voluto vederlo. Chissà cosa stava facendo. Beh tra poco gli avrebbe mandato un messaggio e il giorno dopo lo avrebbe rivisto.

Daf poco dopo le scrisse: Non vedo l'ora dovrai raccontarmi tutto, nei minimi particolari. Ok? :)
Lei sorrise e rispose: Ok ti racconterò tutto e magari anche tu, se ci sono novità.

Poco dopo, mandò il messaggio a Bryan:
Bry, domani stiamo organizzando un'uscita per un pub. Poi ti faccio sapere quale, ma che fai vieni?

Poi chiuse il cellulare. Erano arrivati. L'incubo era ricominciato. Sperava che tutto finisse in fretta. Ma non avrebbe resistito ancora, ad un altro assalto fisico come quelli che aveva ricevuto.
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Bryan aveva parcheggiato la moto da poco, e stava lì vicino a fumare una sigaretta, con un piede appoggiato al muro, e lo sguardo puntato verso la loro casa. Anche se li avesse visti insieme, era meglio di nulla. L'importante era vederla serena. Erano trascorsi solo tre giorni, e gli erano sembrati anni, oltre tutto quello che era successo dopo. Si passò la mano sinistra sui capelli arruffandoli, quando sentì un bip.Così prese il suo cellulare e lo aprì trovando un suo messaggio. Sorrise, non credeva che lei gli scrivesse dopo quello che era successo. Le rispose immediatamente:
Certo che io ci sono, fammi sapere l'ora e dove. A domani piccola italiana.

Mentre glielo spediva aveva visto una macchina che parcheggiava.

Non potevano che essere loro. Era amareggiato, ma anche contento, finalmente l'avrebbe rivista. Ma non appena lui scese andò verso di lei per aprirle lo sportello e poi la strinse forte, quando uscì dalla macchina, facendola volteggiare per poi baciarla dolcemente.

Era dilaniato dalla gelosia, ma nello stesso tempo rivedere il suo sorriso, i suoi capelli così lucidi al riflesso del sole che calava, si sentiva meglio. Anche se avrebbe voluto quell'abbraccio tutto per lui. Avrebbe voluto tutto di lei, invece sarebbe stato la notte a vegliarla come un fottuto marines che proteggeva la sua amata. Prima però sarebbe andato da Mell. Ora che l'aveva vista, poteva anche andare via. Avrebbe finito prima di fumare. Guardarla un altro po', gli sarebbe bastato per almeno fino al giorno dopo. Poi l'avrebbe sognata e avrebbe fatto delle seghe come sempre. In una macchina avrebbe potuto fare molto poco. Sprava finissse presto tutto questo.

Intanto i due innamorati stavano entrando dentro casa, e Bryan continuava a guardarli. Non desiderava andare da mell, quella sera, sarebbe rimasto là. A che pro andare dalla sua mica adesso? Avrebbe risolto il giorno dopo. Gli sembravano anni che non la vedeva e voleva godersela. Anche se le cose che lei faceva le faceva con l'altro.
Così come un guardone si mise davanti all'unica finestra dove poteva vedere. Si vedeva uno squarcio della loro cucina. A volte l'aveva vista in pigiama, a volte mentre cucinava, a volte mentre stava sul computer seduta su una sedia. Sorrise. Era comunque bello rivederla e non doverla immaginare soltanto. Si chiedeva anche come mani non ricordasse nulla della notte precedente Eppure lui non era un tipo dalla sbronza facile. Ci sarebbero volute svariate birre almeno sette otto o quattro cinque grappe. Se ci pensava tutto stava diventando strano, anomalo. Doveva arrivare a capo della matassa. Forse essere stato da Daf era stata una buona idea. Lei lo aveva fatto pensare. Il giorno dopo sarebbe stato da Mell, quando non ci fosse stata. Voeva controllare la spazzatura e verificare se davvero si erano ubriacati così tanto. Perché adesso insinuava dei dubbi per la sua amica? E se daf avesse avuto ragione?

Intanto Francesco e Sarah stavano ridendo contenti come pazzi mentre entrati all'ingresso continuavano a baciarsi. Lui la teneva tra le braccia e lei si aggrappava al suo collo guardandolo. La sua vita con lui era bellissima e non doveva avere più paura di nulla. Si staccò ansimando. Sarebbe stata attaccata alle sue abbra sempre, e sentiva un desiderio enorme dentro di sé, seppur quello che provava per Bryan era completamente diverso e di un'intensità ancora maggiore. ma non doveva pensarci più. Una volta staccata gli mormorò:
"Ti amo tanto."
E poi gli carezzò il viso e un ciuffo di capelli che scendevano verso gli occhi. Le sorrise e mentre le baciava il viso con tenerezza le rispose:
"Ti amo tanto anche io piccola mia. E adesso che facciamo tesoro?"
"Che dici se giochiamo a burraco? Così restiamo in piedi un altro po' e successivamente ti preparo la cena. "
"Amore potremo chiamare un giapponese, che dici? Così stasera non cucini. Le vacanze sono vacanze."
"Ok, vada per il giapponese."
Poi si tolsero i piumini e portarono le borse nel bagno. Avrebbe fatto una lavatrice di certo. Ma non quella sera. Il giorno dopo di certo.
Poi andò nel cassetto della cucina dove teneva le carte napoletane, francesi e quelle di uno e prese quelle francesi.
"Tesoro dai vieni, giochiamo in cucina. "
"Ok vengo."
Poco dopo entrambi cominciarono a sistemare le loro carte. Erano appassionati per quel tipo di gioco.
"Però amore, vieni a giocare in braccio a me."
"Ma così non giocheremo dai..."
"Ma si certo che giocheremo, amore...però mi piace tanto tenerti stretta a me."
"Va bene, però mi devi promettere che giochiamo ok?"
"Ok va bene."
Così lei si alzò e lo raggiunse sedendosi in braccio a lui che cominciò a bacialra sulla nuca, mentre faceva finta di sistemare le carte.
Ma lei si oppose e disse:
"Me lo hai prmoesso dai..."
Così si staccò e disse:
"Va bene dai giochiamo..."
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Intanto da fuori lui li guardava giocare e vedeva quella sintiìonia, quella dolcezza quella intimità e si sentiva geloso, si sentiva adirato come non mai. Lui non l'avrebbe mai avuta quella bolla di intimità così profonda con lei. Eppure non riusciva a pensare ad altri che a lei. Davvero non avrebbe voluto altro che stare al posto di quel bastardo così fortunato, da poterle accarezzare i capelli, baciare la nuca, tenerla in braccio metre giocavano e ridevano. Lui era solo uno spettatore, e neanche. Gli sembrava di essere davanti ad una vetrina dove non poteva rggiungere il suo dolce preferito, perché fermato dal vetro. Purtroppo non poteva fare nulla, solo rompere il vetro con un feroce pugno. Ma a che pro? Adesso non poteva farlo, perché lei stava con lui e non aveva nessun diritoo di fare nulla. Il giorno dopo si sarebbero visti dopo un sacco di tempo. Cosa sarebbe successo? Cosa avrebbero fatto? Ancora non lo sapeva. Mise la mano destra sul vetro e continuò a guardarli soffrendo come non mai e invidiando quello stronzo dal profondo del cuore.


Si sentiva distrutto, dormire nella macchina lo aveva sfinito. Non era più un ragazzino e comunque con l'andare delle notti, si sentiva sempre peggio. Anche se meglio moralmente. Scese dalla macchina e si stiracchiò un attimo. Sarebbe andato a casa della sua amica, prima di andare a casa sua. A quell'ora lei dormiva e non si sarebbe accorta di nulla. Avrebbe visto solo nella spazzatura. La ragazza si alzava tardi, perché lavorava la sera. Per cui l'orario migliore sarebbe stato proprio quello. La sera prima l'aveva invitata tramite messaggio ad andare con lui quella sera al pub. Da un lato si sentiva in colpa più che mai, da un altro voleva stare con lei. In fondo si era comportata più che bene, visto quello che era successo. Il minimo era che stesse con lei quando poteva. Per lui il tempo invece era poco. Sarebbe andato a lavorare subito dopo aver controllato la spazzatura della sua amica, a quel punto la plastica e dopo una ricca doccia a casa sua. Chissà cosa e se avrebbe trovato qualche cosa. Si sentiva così maledettamente stupido e confuso. Mentre si stava per rimettere in macchina, vide che Sarah era scesa in vestaglia, e che si era avvicinata al fornello. Come mai si era alzata così presto? Erano in fondo le cinque del mattino. Cosa le stava succedendo? Forse stava ritornando la paura, quella paura che per alcuni giorni aveva potuto mettere da parte. Aveva delle borse sotto gli occhi, anche se con quella vestaglia era buffa e dolce da morire. Con la zip, in pile rosa confetto con Hello Kitti. Notò che si accingeva a farsi una camomilla. Sarebbe rimasto a contemplarla altro tempo, ma non poteva, doveva andare via. Con la luce che lei aveva acceso, ci sarebbe stato il rischio che potesse vederlo. Lui non lo voleva. Se faceva le notti fuori casa sua, era perché la voleva al sicuro ed era una scelta personale quella che aveva fatto.


Prima di partire diede un ultimo sguardo al vetro della finestra, e poi dopo averla nuovamente vista, si riise in auto e partì poco dopo. Tanto l'avrebbe rivista la sera, era davvero felice. Per un attimo pensò che tutto sommato la notte in auto, non gli era pesata per nulla. Prima di arrivare a casa della sua amica, si fermò e si bevve quel po' di caffè che ogni giorno si faceva a casa sua mettendolo nel thermos. Almeno non stava a pancia vuota per troppo tempo. Sorrise, dopo aver rinchiuso col tappo nuovamente, rimanendolo nel suo zaino, già quello che usava per le notti a casa di quella dolce e bella ragazza, che gli aveva strappato il cuore.
Poco dopo, anche se non avrebbe voluto, si sentiva in colpa a pensare, ma soprattutto ad agire in quel modo, scese dalla macchina, lasciandola là. Erano pochi metri di distanza per casa sua. Ed una volta arrivato, fece il giro, ricordava che i sacchetti lei li metteva nel cassonetto, che si trovava dietro casa sua.
Cose da pazzi, avrebbe dovuto aprirne almeno due. Almeno sapeva di che colore erano, così non avrebbe avuto problemi. Per sua foruna che non abitava in un condominio, altrimenti avrebbe perso un sacco di tempo in più.
Si sentiva quasi un fottuo ladro. Era pazzesco tutto quello che stava succedendo. Si passò la mano destra sui capelli, che erano sconvolti visto che ancora non era riuscito a fare una docia né a pettinarsi. Fialmente arrivò dove stava il suo bidone. Sperava ardentemente che non si svegliasse. a sapeva che quella sera non avrebbe lavorato, ma nel pomeriggio si. In quanto aveva accettato di uscire con loro. Sapeva che a lei non stavano simpatici gli amici di Sarah, ma forse solo Francesco, il suo fidanzato. Sapeva che Daf le stava sul cazzo. Ma per stare con lui, lei aveva accettato. E se fosse stato vero quello che Daf stessa le aveva detto? E se fosse stato vero che lei fosse quella donna che aveva fatto tutto quel male alla donna che amava? Mentre stava aprendo il primo sacchetto, preso da una rabbia feroce, buttò un pugno in terra, facendosi anche un po' male.
Adesso basta, doveva concenrarsi. Così anche se la mano gli faceva male, stava guardando all'interno del primo sacchetto. Doveva guardare bene, per fortuna che non era umido. Fece una mesta risatina. Spostò svariate cose, bottiglie di acqua, contenitori di cibo in scatola, contenitori usa e getta. E vi trovò anche delle lattine di birra, almeno tre. Chiuse il primo sacchetto. Forse le altre lattine le avrebbe trovate nell'altro sacchetto.
Così cominciò ad aprirlo. Anche lì trovò un paio di bottiglie di detersivo per i piatti, alcuni contenitori di carta stagnola, alcune lattine di olio, e alcune lattine di coca cola. Poi altre tre lattine di birra e una piccola confezione unica di pasticche. Che poteva mai essere? Comunque non ci stava nulla di strano. Però non ci stavano le lattine di birra e le bottiglie di vino che lei aveva detto che si erano bevuti. Terovava tutto molto strano. Di certo lei centrava qualche cosa. Non poteva essere altrimenti. Come aveva fatto se non avevano bevuto, a farlo sentire così stordito e intorpidito? Forse doveva vedere anche tra il vetro. Forse le bottiglie erano di vetro e non stupide lattine. Così dopo aver chiuso anche quel sacchetto andò verso la busta che conteneva il vetro. Vi vide solo tre bottiglie di olio di oliva, alcuni barattoli di marmellata e passata di pomodoro, e solo tre bottiglie di vino. Alla fine non aveva trovato nulla. Tre bottigli di vino e sei lattine di birra, non lo avrebbero fatto ubriacare talmente da stordirsi. E se gli avesse dato qualche cosa?No, non sarebbe arrivata a tanto, oppure si?
Si sentiva stanco. Lasciò stare la spazzatura, dando un altro pugno al pavimento in cemento, sentendosi frustrato e pieno di tristezza, e poi si avviò nuovamente alla macchina.
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"Tesoro sei pronta?"
"Sì amore sto scendendo."
Lui si mise a ridere. E disse:
"Ok dai così partiamo.Altrimenti facciamo tardi."
Poco dopo la vide scendere con il solito tailleur. Stava un amore.
"Stai benissimo tesoro."
"Dici?"
"Sì amore. Dai andiamo ora."
La prese per mano. Non voleva farla preoccupare, ma in serata avrebbe potuto finalmente organizzare il week end in qualche zona dove ci stavano le terme. Sarebbe stato bellissimo stare tutti insieme, ma soprattutto scoprire chi la voleva fare soffrire così tanto.
E poi avrebbe guardato bene il parcheggio prima di ripartire verso il suo lavoro. Sapeva che la sua compagna sarebbe stata più che tesa al suo lavoro.
Si misero in macchina e lui le mise la mano sulla coscia e partì.
"Piccola io ci sono per qualsiasi cosa. Non ti preoccupare e non pensare a nulla. Lavora con tranquillità."
Era facile parlare, ma lei già sentiva una grande tensione che le fece venire la pelle d'oca, menomale che Daf era lì quel giorno. Lei sarebbe stata tutto il giorno tesa come non mai, non sapendo, non potendo, non conoscendo chi potesse avercela con lei così tanto, se un uomo, una donna. Ancora adesso ricordava solo il tatuaggio come segno. Per cui in pratica nulla. Potenzialmente tutti potevano avercelo. E lei si sarebbe sentita oppressa da tutta quella situazione e da tutti i suoi colleghi. Pensando che chiunque potesse farele del male. Non ci stavano soluzioni, non poteva fare nulla, doveva contare com sempre sul suo coraggio e voglia di rimettersi in piedi. Nulla altro, ed in più grazie al suo fidanzato che le dava coraggio e voglia di vincere. Lo baciò prima di scendere dalla macchina.

Fu una mattinata intensa e piena di tensione. Ogni tanto mentre lavorava si guardava intorno, e pensava che qualunque persona avrebbe potuto farle del male. Ma chi? Maledizione chi? E perché? Per sua fortuna ci stava l'amica, ma lei in fondo lavorava e chiacchierava come al suo solito, non era lasua vita che era cambiata. Non era la sua vita che stava per essere distrutta. Quel giorno sarebbe stato quello più brutto in assoluto. Non riusciva più a stare rilassata mentre sistemava nel pc le liste dei mdicinali e mentre guardava fuori dalla finestra ogni tanto per cercare di pensare al caffè del dopo pranzo. Lei era cambiata, non sarebbe mai più riuscita a sentirsi tranquilla, né in un posto affollato, né in un posto isolato. Sentiva il cuore che batteva furiosamente e la pelle che si faceva d'oca. Come avrebbe potuto continuare se non si fosse risolto al più presto? E se non si fosse risolto come avrebbe continuato? Purtroppo avrebbe dovuto farlo lo stesso. Tolse la mano destra dalla tastiera e se la passò sui capelli sentendo la necessità di stare sola, in un luogo sicuro, senza nessuno che la guardasse. Sentiva che tutti puntavano gli occhi su di lei e cominciava a sentirsi soffocare dall'ansia.
Cazzo era incredibile tutto questo. Sentiva che stava sudando, forse le stava venendo una crisi di panico. Era meglio se fosse andata nel bagno. No forse no, e se qualcuno l'avesse seguita?
Mentre stava per sentirsi male, le era anche per un attimo sfocata la vista, l'amica la raggiunse e le disse:
"Sarah, tutto ok? Dai vieni ci sta la pausa. Andiamo a mangiare."
Le prese la mano e in quel momento le passò tutto. La guardò con un sorriso, riconoscente. Ci sarebbe sempre stata lei, quando sarebbe stata in difficoltà.
"Sei tutta sudata, che succede?"
"Sono spaventata. Dovunque guardo, dovunque mi giro, vedo possibili assassini, posibili stupratori, sono davvero stanca."
"Tranquilla amica mia, stasera usciamo e ci divertiamo, vedrai."
"Si hai ragione, con te e con Franci, mi sento molto più al sicuro. Sai piuttosto lui questa sera voleva chiedere a tutti di andare a fare un week end in qualche stabilimento termale. Che dici?"
Lei la fissò e mentre si avviavano al bar per mangiare qualche cosa disse:
"Buona idea, soprattutto se si pensa che così tutti staranno in costume e finalmente si potrà vedere se qualcuno ha quel tatuaggio. Intelligente Francesco."
"Dici? Speriamo che si risolva, mi sento sempre sotto sorveglianza, come se mi guardassero tutti, Una cosa insopportabile, ma decisamente fissa. Ho paura, una paura folle di camminare sola, di stare in mezzo alle persone, di stare in mezzo ai colleghi che conosco da tanto tempo. "
"Ma in vacanza mica ci hai pensato?"
"No sono stata la io di sempre, libera da ogni pensiero, delle volte ho pensato a Bryan, quello si, ma Francesco mi ha dato tutto, sono stata felice davvero. Dai ora ti racconto.

"Ok, intanto sediamoci dai."
Così si sedettero al bar per prendere due pizzette e due coca cola.
Intanto lei comincil a raccontarle quello che era successo.


Bryan era molto pensieroso, era stato tutto il tempo a pensare e ripensare a quello che aveva trovato e a quello che lei per una sua ossessione, forse, a veva organizzato. Quella sera avrebbe indagato ancora di più. Il lavoro stava procdendo, anche se si era distratto varie volte con quel pensiero in testa, che non voleva andare via. per sua fortuna erano le sette di sera, per cui aveva quasi finito. Sarebbe tornato a casa per fare una doccia, e poi sarebbe andato a prendere la sua amica. Aveva deciso di pensarci lui perché era dilaniato dai sospetti e anche da dubbi, le sembrava così innocente, così ben disposta, ma come era possibile che una donna poteva mascherare così bene quello che pensava? Come era possibile che avesse due personalità?


Poi guardarlo con quella dolcezza profonda pronta a dire che non si doveva sentire in colpa per una cosa del genere, avevano fatto sesso. Punto. Come era possibile che lei davvero non fosse la ragazza gentile che aveva sempre conosciuto e voluto bene? Non sapeva più che pensare, ma di certo non poteva continuare ad avere tanti dubbi, ma doveva avere certezze, perché solo così Sarah sarebbe stata libera. Quella sera al pub avrebbe cercato di parlare anche con Francesco. Era incredibilmente tutta colpa sua, se non avesse messo gli occhi addosso alla piccola italiana, non sarebbe successo nulla. Ma lui non poteva fare a meno di lei, di vederla anche solo per un attimo, la notte mentre le faceva la guardia, mentre si faceva la cioccolata in vestaglia, mentre uscivano assieme e si divertivano, mentre si abbracciava felice col ragazzo. Sapeva che per lui era un'agonia, ma nello stesso momento era contento che fosse serena, anche se non con lui. Ma quella sera in un modo o nell'altro avrebbe fatto in modo di stare un po' insime a lei. Non desiderava altro che questo, le briciole, le maledette briciole, per ora non poteva fare diversamente.
Era arrivato alla macchina, così prese le chiavi e aprì lo sportello col telecomando. Poi si sedette mettendo la cintura di sicurezza e mise in moto. Era felice della sua macchina. L'aveva scelta lui e non poteva che esserne contento. Accese la radio e cominciò a sentire un po' di musica country. Desiderava che il suo cervello si calmasse da tutti quei pensieri, ma da lì a poco sarebbe andato dalla sua amica a prenderla e così sarebbe stato ancora più in tensione e preoccupato. Perché accusarla se fosse stata colpevole era giusto, ma se fosse stata innocente?

Dopo una quindicina di minuti, inalmente era arrivato a casa. Non vedeva l'ora di farsi una doccia bollente. Si sarebbe ripreso di certo. Quella sera si sarebbe vestito casual come al solito. Aprì la porta di ingresso, buttò le chiavi della macchina sul mobile appena entrati all'ingresso con lo specchio e un piccolo acquario con pesci rossi. Si tolse il piumino, salendo sopra verso il bagno direttamente, e non appena dentro, si spogliò velocemente per poi aprire le manopole della doccia. Era divino camminare sul tappetino di spugna marrone chiaro e poi entrare in una doccia super accessoriata. La adorava davvero. Pannelli chiari e possibilità tramite un accessorio incastrato al muro, di sauna, doccia a goccie leggere, e getto forte. Si fece scorrere l'acqua addosso, così da sentirsi subito un po' più rilassato e poi si passò il bagno schiuma al Pino Silvestri sulla spugna. La doccia ti faceva sentire davvero in un altro mondo. Doveva rilassarsi, perché comunque quella notte avrebbe fatto come al solito la nottata in macchina. Anche se forse non era più un problema, ora che sapeva.

Dopo essersi lavato, uscì dalla doccia e si asciugò con un grosso telo, che teneva appeso al porta asciugamani a forma di Burt Simpson. Lui adorava i Simpson. Continuò ad asciugarsi e poi alla fine prima di uscire si guardò allo specchio. Si vedeva che era preoccupato, aveva delle borse sotto gli occhi da paura, forse anche per via delle nottate che stava facendo e di quello che gli era successo. Era tormentato dai dubbi. Si toccò la catenina di argento che aveva al collo. Era lei che gliel'aveva regalata quando erano ragazzini. Che senso aveva allora? In cambio anche lui gliene aveva regalata una, un po' più femminile con una rosa di perle, simbolo della loro amicizia. Ma cosa le era successo? Come era possibile essere così cieco?
Andò nella sua stanza, e aprì il mobile, un cassettone fatto in legno dove teneva gli slip e i calzettoni, nonché le canottiere. Poi camminò verso l'armadio, anch'esso in legno di pino, passando su un tappeto a macchie sul marroncino e bianco. Aprì l'anta e cominciò a prendere quello che gli sarebbe servito.
La catenina la tolse, la portava da quando aveva diciotto anni. La poggiò sul comodino. Non desiderava indossarla, avendo dei sospetti. Poi avrebbe valutato a secondo di quello che sarebbe successo. Prese semplicemente un jeans aderente nero e una camicia blu elettrico, con un pullover blu. Faceva freddo e per cui avrebbe messo anche il pullover. Mise un paio di stivali e poi andò in bagno per pettinarsi.

Intanto Francesco era molto contento, le aveva mandato un messaggio e lei era uscita dal lavoro con la sua amica. Poi si erano salutate ed era salita in macchina. Ed erano tornati. L'aveva vista molto pallida, di certo per lei era stata una giornata pessima. Aveva sofferto di ansia, per cui dovevano scoprire al più presto la colpevolezza di quella stronza della sua amica. Quella sera si sarebbe diverrtito e avrebbe anche detto a tutti loro se volevano andare alle terme. Aveva pensato anche dove. A questo punto perché non spostarsi in qualche zona montuosa? Così da fare una gita? Avrebbero scoperto finalmente chi voleva farle del male e si sarebbero anche divertiti. Aveva pensato a Villa Fiorita in Umbria.
Intanto che pensava si stava vestendo. La sua piccola compagna si stvaa facendo la doccia. Doveva proteggerla a tutti i costi. Nessuno doveva farle del male. Chiuse la mano a pugno, avrebbe fatto qualsiasi cosa.
Mentre stava prendendo il jeans grigio, Sarah lo chiamò:
"Amore, mi porti un attimo lo slip e il reggiseno?"
Lui sorrise. La amava alla follia. Rispose:
"Ok, anche il jeans verde militare e il pulloverino grigio antracite con lo scollo a v?"
Lei ridacchiò e disse:
"Hai indovinato, però prendimi anche la camicetta lilla. Se fa caldo il pulloverino lo levo."
"Va bene amore."
Dopo aver preso il tutto si avviò nel bagno. Lui era ancora nudo. Come sempre, non appena lei lo guardò cominciò ad eccitarsi. Era praticamente perfetto. Lui anche cominciò ad eccitarsi. Chi se ne importava ci stava ancora un po' di tempo. Mise i panni al bordo del lavandino e poi come persi in un'altra dimensione andarono verso la loro stanza e fecero l'amore.


Ormai si trovavano fuori al locale. Francesco quella sera voleva parlare a tutti loro. Come al solito stavano aspettando l'arrivo di tutti. L'uscita aveva due scopi: uno fare divertire la sua compagna, due organizzare quel famoso week end per capire se davvero potesse essere lei la colpevole. Intanto la stava stringendo forte. Avevano da poco finito di fare l'amore e si sentiva contento come non mai. Non avrebbe aspettato molto tempo, aveva deciso di chiederla in moglie alla fine dell'anno, dopo aver ricevuto l'ennesima promozione.
Mentre ancora stava abbracciata a lui, riuscì a vedere in lontananza l'amica che stava arrivando. Lei alzò il braccio per farsi notare e la salutò muovendo la mano. Daf la vide e poco dopo lei si staccò da lui e andòp verso la sua amica abbracciandola. Era molto contenta di questa uscita. Ci voleva proprio, soprattutto dopo aver passato una giornata così dura. Nessuno lo poteva sapere, forse un poco l'amica con la quale si era rilassata.
"Che facciamo, entriamo? " Disse Francesco.
Lei si guardò intorno cercando, magari non volendo proprio lui Bryan, che non vedeva da tempo, e disse:
"Dai aspettiamo un altro po'.Entriamo tutti insieme. Così poi ci andiamo a sedere."
"Ok piccola. Ma che hai, senti freddo?"
Lei lo guardò con amore. Un po' aveva freddo e annuì.
Lui la strinse nuovamente forte tra le sue braccia, così se fosse venuto quello stronzo li avrebbe visti insieme.
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Bryan era quasi arrivato. Il viaggio con la sua amica di sempre, non era mai stato così assurdamente difficile. Era stato molto difficile mantenere il controllo delle sue emozioni. Era stato assurdamente difficile cercare di fare l'indifferente, ma soprattutto era stato assurdamente difficile pensare a lei che lo drogava, quando aveva sempre davanti il suo viso dolce, che in tanti anni non era mai cambiato.
Per distrarsi da quel pensiero fisso, aveva acceso la radio e messo su radio dimensione suono. Così non avrebbero parlato e allo stesso modo l'atmosfera si sarebbe mantenuta leggera.
Quando aveva aspettato sul divano che lei si finisse di preparare, per sua abitudine era andato al frigorifero per prendere una birra, ma poi aveva cambato idea. Aveva avuto paura e se fosse successo di nuovo, quello che già era successo? Questa volta era stata solo una notte di sesso, ma se avesse avuto la possibilità cosa avrebbe potuto fare ancora? Poteva anche arrivare ad uccidere qualcuno? Così era tornato nuovamente sul divano per aspettarla. Guardandosi attorno non aveva visto che foto di famiglia, e foto sue con lei. Quel viso perennemente dolce e delicato, coe poteva essersi trasformato in quella di una che per averlo avrebbe fatto di tutto? Non poteva ancora crederci. Finalmente erano arrivati.Così lui parcheggiò e poi scesero entrambi avviandosi al pub. Quella sera avevano scelto : il Royal Rose. Si sarebbero rilassati, ci voleva proprio e poi finalmente l'avrebbe vista da vicino, e non dalla finestra rubando attimi della sua vita, trasformandoli in frammenti della propria.
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Mel lo prese sottobraccio. Quella sera si sentiva contenta. Il suo piano andava a gonfie vele e le sembrava che lui fosse tranquillo, dopo che gli aveva detto di non preoccuparsi. Sperava che quella sera le dedicasse tempo e riflettesse su quello che gli aveva detto. Si era vestita molto casual, ma allo stesso tempo aderente, così da non poter non essere notata.
"Guarda ci sta la tua amica che si sta sbracciando per salutarti, la vedi?"
Bryan guardò dove lei aveva indicato e la vide. Finalmente poteva rivederla da vicino. Sorrise felice. E cominciarono a camminare più in fretta.
Era così bella, anche se stava abbracciata al compagno. Con quell'abbigliamento così semplice eppure così eccitante. Gesù si stava accorgendo di desiderarla, come sempre del resto. Sarebbe stata una bellissima serata sotto ogni punto di vista.
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Sarah lo stava salutando per fargli vedere dove si trovavano, ma già da così distante poteva notare come era vestito e come si muoveva. Sembrava un leopardo, aveva delle movenze così fluide e così eleganti, anche se vestiva con jeans e polo con pullover azzurro. Tutto aderiva alla perfezione e si otavano tutti i muscoli, delle gambe e delle braccia. Cosa le succedeva? i stava eccitando alla sua sola vista. Mentre sentiva che i capezzoli si inturgidivano, lui le si avvicinò e si abbassò per salutarla, baciandola sulla guancia. Lo sguardo che Francesco gli fece fu molto duro, così la lasciò andare e cominciarono ad entrare.
Lui continuava a tenerla stretta, voleva che stesse al sicuro, non poteva permettere che quella sera succedesse qualche cosa. Non le avrebbe tolto da dosso gli occhi neanche per un minuto. Per sua fortuna il pub era piccolo e accogliente e come al solito ci stava una bella musica country che teneva loro compagnia.
Sarah non se la sentiva di essere disinibita come faceva di solito e quella tenerezza che il compagno stava dimostrando le dava solo piacere. Desiderava essere solo protetta, anche se solo guardare Bryan le faceva quasi male, tanto dalla voglia di accarezzarlo, magari sui capelli, quei capelli che alla luce del neon sembravano fili di fuoco, o prendergli la mano e sentire le sue dita che racchiudevano la sua mano, emanando un calore che veniva dalla tenerezza e dalla passione. Notava che la guardava con grande brama, un desiderio che non si era spento nel'arco di quel periodo.
Si sedettero tutti vicini, in un angolo dove ci stavano le panche e i tavoli erano rettangolari.
Quando poco dopo arrivò il cameriere ordinarono tutti.
Intanto Francesco guardava con sospetto un po' tutti quanti. Desiderava capire e quella sera avrebbe capito, chi fosse il colpevole, e se non ci fosse riuscito avrebbe tentato con il week end. La musica country intanto continuava imperterrita, facendo muovere sinuosamente Mel, che desiderava ballare come non mai. Così disse al suo amico:
"Che dici se dopo balliamo un po'?"
"Direi che è una buona idea, magari possiamo farlo tutti. Vi va?"
Annuirono e continuarono tranquillamente a mangiare.
Dopo un po', Sarah disse alla sua amica:
"Mi accompagneresti? Devo andare un attimo in bagno per sistemare il trucco."
Lei annuì, si rendeva conto che lei voleva dirle qualche cosa. Purtroppo immaginava anche cosa. La abbracciò e si avviarono assieme.
"Cosa vuoi dirmi?"
"Ormai mi conosci perfettamente Daf. Vieni dai entriamo."
Così entrarono e si appoggiarono al lavandino, vicino ad uno specchio, di schiena.
"Ho visto Bryan e mi sono sentita eccitata. Ma come è possibile tutto questo? Eppure quando poi si è tolto il piumino e ho visto la peluria che usciva un po' dal collo della camicia, ho serntito una voglia incredibile di affondare le mie mani su di lui. Mi sono resa conto di essermi bagnata. Eppure sono e sto benissimo con il mio compagno. Ti sembra una cosa normale? Oltre tutto questo, devo combattere conla paura che qualcuno voglia farmi del male. Oggi al lavoro sono stata davvero male. Gli occhi di tutti puntati su di me...Non lo so come farò da ora in poi a gestire tutto."
"Non devi preoccuparti, ci sono sempre io con te. Purtroppo non trovo nulla di sbagliato nel fatto che lo desideri, non lo hai desiderato sempre in questi anni? Ma devi combattere, perché l'amore che provi per il tuo compagno è più forte. Lui di certo è perfetto per te. Non puoi pensare a lui in un momento del genere. Torniamo adesso dai. Cerca di stare su, perché il tuo fidanzato ha organizzato tutto questo per te." Le fece un occhiolino e poi la abbracciò nuovamente tornando poco a poco al loro tavolo.
Le chiacchiere di due donne nel bagno, non passano mai inosservate, difatti, Mel non appena aveva visto che quelle due si erano alzate, le aveva seguite, restando però fuori. Voleva solo sentire quello che si dicevano.


Ed aveva fatto bene. Così lo desiderava ancora? Meglio per lei se gli fosse stata lontana, altrimenti avrebbe fatto ben di peggio di qeullo che aveva già fatto. La sua amica l'aveva ben consigliata, ma sentì tutto ad un tratto una voglia di farle del male. Chiuse per mantenersi, le due mani a pugno e tornò indietro. Non poteva farsi notare così innervosita.

Quando tornò a sedersi, dal caldo si arrotolò le maniche della maglietta aderente che aveva. E poi disse a tutti loro:
"Andiamo allora?"
Si alzarono e si avviarono al centro pista per ballare.
Francesco notò una cosa che nessun altro aveva notato, il tatuaggio che la sua donna gli aveva spiegato nei minimi dettagli. Era perfettamente visibile. Doveva escogitare un piano, sarebbe stato perfetto orgaizzare tutto in montagna. Il luogo era piccolo e controllato e non ci sarebbero stati molti problemi.
Così mentre ballava in maniera dolce e sensuale con la fidanzata, pensava a tutto questo, mentre abbassava il viso verso il collo profumato di lei baciandoglielo lentamente. Fu immediatamente preso dal suo dolce profumo di donna, dimenticandosi di tutto quello che ci stava intorno a lui.
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Bryan che stava ballando come gli altri non riusciva a toglierle gli occhi da dosso. Era così bella e sensuale, la voleva così spasmodicamente. Si sentiva così frustrato e arrabbiato. Il desiderio lo rendeva nervoso come non mai e soprattutto l'invidia. Si l'invidia perché il fidanzato, quello stronzo poteva abbracciarla, proteggerla, baciarla e lui doveva, poteva solo guardare. Una rabbia e un'impotenza lo fecero per un attimo andare fuori di sé. Odiava quella sensazione dove non vedeva speranze, certo l'aveva vista furoi da casa sua, ma cosa era cambiato? Nulla, lei era lì con lui, ma stava con lui? No, stava con l'uomo che aveva scelto, l'uomo che amava. Rideva dolcemente e chiacchierava con tenerezza con lui, guardandolo con tutti i sentimenti che avrebbe voluto per sé. Invece cosa aveva avuto? Nulla, proprio nulla. Ma doveva soffermarsi sul Mel, non poteva lasciarla senza controllo. E se avesse fatto qualche cosa?






In pratica viveva solo di frammenti, frammenti di una vita che non era la sua. Era davvero stanco, stanco e arrabbiato come non mai.
Voleva toccarla, baciarla, abbracciarla. Desiderava avere quel diritto. Un diritto il suo che si portava dietro da tutti quegli anni. Non poteva più continuare a sentirsi così logorato, infiammato dal desiderio, infiammato dalla gelosia. Davvero non riusciva più a contenere la sensazione che era al limite, al limite di tutto. La voleva e quella sera l'avrebbe baciata, in un modo o in un altro e al diavolo tutto. Almeno per un attimo non avrebbe vissuto la vita frammentata di un altro, ma la sua.

Doveva in qualche modo procurarsi la sua possibilità. Stava elaborando una sorta di piano. Non sarebbe mai stata da sola, però una sigaretta l'avrebbe fumata. O il compagno l'avrebbe scortata? Ma certo che l'avrebbe fatto. Poteva chiedere a Daf di aiutarlo. E se lo avesse mandato a fan culo? Forse avrebbe fatto bene, ma lui desiderava talmente tanto ormai risentire quelle labbra sulle sue, quell' intensa sensazione di dolcezza, quel profumo di donna, un mix di fragola e vaniglia e non desiderava altro che affondare dentro la sua bocca con forza e passione, senza staccarsi più. Si avvicinò a Daf e le disse:
"Vieni un attimo al tavolo? Vorrei parlarti."
Lo fissò un po' sconcertata. Dopo che era andato a casa sua, non avrebbe mai pensato che avrebbe preso coraggio per parlargli ancora.
"Ascolta, mi faresti un piacere?"
"Cosa dovrei fare?"
"Inviteresti Sarah a fumare fuori?"
"Perché dovrei farlo?"
Lui la fissò e le rispose:
"Vorrei parlarle. Vorrei avere solo cinque minuti per noi. Non chiedo altro. Puoi aiutarmi?"
Sapeva che le stava dicendo solo una piccola parte della verità, ma che cazzo, se le avesse detto tutto, lei non l'avrebbe aiutato, invece detta così poteva essere che dicesse di si.
"Perché ha bisogno di questi cinque minuti?"
Intanto Daf pensava che anche alla sua amica avrebbe fatto bene stare un po' da sola con lui e non attaccata al compagno in ogni momento. Ormai da quando era stata assalita e quasi avvelenata, cercava la protezione quasi sempre. Sembrava stesse tornando come era anni fa, quando da sola non avrebbe mai pensato di potercela fare.
Quei giorni passati e difficili stavano ritornando a galla di nuovo. Forse le avrebbe fatto bene.
"Va bene, ma solo pochi minuti. Non di più. "
Lui le sorrise e la ringraziò.
Poco dopo tornarono anche gli altri. Così Francesco approfittò per parlare con tutti:
"Ragazzi che dite se ci organizziamo per fare un week end in montagna dove ci sono le terme? Sarebbe un modo per tutti noi di rilassarci e soprattutto di stare tutti insieme."
"Perché no? Mi sembra un'ottima idea.Dove vorresti andare?" Disse Daf.
"Io avevo pensato in Umbria, però magari se per voi nn va bene perché è lontana possiamo scegliere un altro posto."
"Ma no, ma no va bene, e quando? Così ci organizziamo al lavoro." Disse Mel, davvero contenta di quella parentesi che avrebbe dato molte possibilità ai suoi piani prossimi.
Mentre ci si organizzava Daf disse:
"Tesoro mi accompagni fuori? Vorrei fumare."
Lei annuì e così si alzò per accompagnarla. Finchè stava assieme a lei, si sentiva sicura. Non era da sola. Questo era l'importante.
Daf avrebbe approfittato davvero per fumare. Non appena fuori dal pub, cacciò la sigaretta che aveva nella tasca posteriore del pantalone e la accese.
"Verrai con il tuo amico in montagna?"
"Sai non ci avevo pensato, ma non sarebbe una cattiva idea. Perché no?"
E le fece un occhiolino. Lei non doveva ricadere negli abissi della sofferenza che aveva superato con tanto dolore anni prima. Non doveva succedere per nessun motivo al mondo.
Mentre fumava, poco dopo le raggiunse Bryan. A quel punto, Daf si girò verso l'amica e disse:
"Ti lascio con lui per cinque minuti. "
Le fece un altro occhiolino, e poi si girò verso di lui con sguardo feroce, come a dirle, non farla soffrire, cinque minuti sono cinque minuti non un minuto di più.

Decise di allontanarsi, facendosi un giro fuori. Non poteva tornare dentro senza di lei. Avrebbe approfittato per telefonare al suo scopa amico per avvertirlo. Si sarebbero davvero divertiti.

"Perché hai voluto vedermi?"
Bryan non riusciva a staccarle gli occhi da dosso. Era così bella, era così eccitante. Il suo membro stava impazzendo e una brama folle gli offuscò i sensi. Così semplicemente le afferrò la testa, con il palmo della mano destra e la avvicinò a lui, la schiacciò contro il suo torace e la baciò, come un indemoniato. Finalmente poteva affondare dentro di lei. Non voleva pensare a nulla, solo a quell'attimo, solo al fatto che anche lei era eccitata, sentiva i suoi capezzoli duri contro di lui. Non poteva pensare ad altro che a questo. Non voleva lasciarla mai più. Voleva solo lei. La abbracciò ancora più forte e affondò la sua bocca ancora più dentro. La voleva sentire sua completamente, come avrebbe dovuto essere da sempre. Non sentiva più nulla, attorno a sé. Solo il desiderio di un maschio per la sua femmina.


Era diventato un animale che ragionava con il suo istinto. Non era più un uomo lucido che pensava razionalmente. No, era solo un uomo preso dalla brama di un animale. Avrebbe voluto affondare ancora di più, avrebbe voluto avere molto di più, le avrebbe voluto stracciare quella maglietta che indossava per possederla, per guardarla, per toccarla, per averla per lui. Non era solo questione di averla fisicamente, ma anche mentalmente. Era sua, era sua, solo sua. Finalmente viveva un attimo della sua vita.
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Era pazzesco, ma da quando l'aveva afferrata non aveva pensato ad altro, che alla sua bocca che la racchiudeva, alle sue braccia che la tringevano, alla sua lingua che affondava sempre di più nella sua bocca e non le lasciava scampo. Solo un filo di saliva che scendeva per la troppa intensità del suo attacco famelico e per il fatto che a lei piaceva da morire e che non avrebbe voluto che la smettesse. Anche lei lo strinse forte e continuarono a baciarsi senza lasciarsi andare, come naufraghi dispersi, come se fossero l'uno l'appiglio dell'altro.
Cosa pensava? Ma pensava? Ci riusciva? La brama che sentiva l'aveva dominata completamente, non riusciva a pensare a nulla, solo al fatto che quell'attrazione che aveva provato anni prima e anche qualche mese prima, ci stava ancora ed era fortissima. Un conto era combatterla soffrendo, senza ricordare, un conto invece era combatterla dopo questo. Sarebbe stato davvero molto ma molto difficile. Eppure doveva vincere il cuore, non il desiderio animalesco. Perché pur pensando a questo non si spostava?Non ci riusciva. Non ce la faceva.
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Daf non era mai stata una stupida e aveva capito che quel ragazzo la voleva baciare, o comunque parlare della loro situazione. Si era fermata a guardarli. Si rendeva conto che la situazione era ancora più grave di quello che credeva. Ma non potevano stare ancora molto, perché chiunque li avrebbe potuti vedere. A lei quella situazione avrebbe fatto solo bene, perché si sarebbe resa conto di quello che aveva e di quello che avrebbe potuto avere, o perdere. Chi avrebbe scelto tra i due? E quale era la scelta giusta? Mentre pensava a tutto questo nella sua mente per lei era Francesco quello giusto, quello che faceva tutto per il suo bene. E se avesse frainteso su Bryan? Quella brama non l'aveva vista quasi mai, nemmeno quando baciava il compagno. Ma non tutto era basato sul sesso. Lei ricordava cosa le faceva provare l'uomo che avrebbe dovuto sposare eppure non l'aveva lasciata anche se le veniva la pelle d'oca non appena si guardavano? La brama non era tutto. Si doveva ponderare e costruire tutto gradino per gradino, altrimenti la torre sarebbe caduta in mille pezzi e si sarebbe perso tutto cadendo nella disperazione, come era capitato a lei e alla sua amica soprattutto che era fragile come non mai. Aveva bisogno di un uomo che le stava accanto, non di un perdigiorno che organizzava piani di conquista per poi magari lasciarla per andare dalla sua Mel.



Erano appena scesi dall'aereo e poco dopo aver preso i loro bagagli si stavano avviando verso il punto dove potevano affittate la macchina per andare in hotel. L'appuntamento era proprio vicino alle macchine. Dal giorno del bacio era trascorso un mese e finalmente si erano organizzati per andare in Umbria. Era stato difficile incastrare gli appuntamenti di tutti per riuscire ad andare tutti assieme ma finalmente ci erano riusciti. Mentre pensava ancora a quel bacio che non aveva dimenticato, ancora tremava al ricordo li vide che la stavano salutando. Ci stavano tutti Daf con il suo amico, Mel e Bry e quindi alla fine dopo che lei e l'amica ebbero finito di abbracciarsi decisero di entrare nelle auto noleggiate. Alla guida Francesco accese la radio mettendo kiss kiss Italia e poi il navigatore che li avrebbe portati a Villa Valentina Spa. Sarebbe stato un ottimo week end. Guardava la donna che amava e pensava che al di là di tutto la vacanza sarebbe servita anche a lei. Al locale quella sera aveva notato la sua aria tesa e nervosa. Si doveva abituare un po' alla volta alla sua nuova realtà ma al più presto e sperava proprio in questi due giorni finalmente l'avrebbe resa libera. Quando sinuosamente aveva ballato al ritmo di musica alzandosi la manica lui lo aveva visto chiaramente, e mentre si agitava muovendo il suo corpo e le sue mani sotto le luci del neon si era visto ancora di più. Certo non era una prova assoluta ma era qualcosa. Bisognava tentare a qualunque costo.
Dietro di loro ci stavano Daf e l'amico che chiacchieravano piacevolmente. Lei era contenta di stare con la sua amica. La rendeva sicura il fatto che ci fosse. Si sarebbero divertiti molto.

Dopo una quindicina di minuti finalmente arrivarono. Lui parcheggiò e scesero. Davanti a loro un agriturismo. La casa era rurale in mezzo alla campagna bellissima davvero. Da fuori non sembrava un resort, però le recensioni soprattutto tripadvisor ne parlavano davvero bene.
Francesco prese per mano la sua donna dopo aver preso i loro trolley e poi assieme agli altri si avviarono all'ingresso.
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Bryan stava guardando le loro mani intrecciate mentre entravano tutti insieme e si avviavano alla reception. Non riusciva a dimenticare il bacio che si erano dati. Era passato un mese e da quel giorno aveva desiderato le sue labbra ogni momento della giornata e della nottata rendendolo nervoso frustrato ed eccitato come non mai.
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Mel si stava guardando attorno con sguardo dolce e delicato. In cuor suo pensava che Francesco aveva avuto un'ottima idea perché lì avrebbe potuto organizzare un'altra parte del suo piano. Anche se non le aveva fatto più nulla , da quando aveva sentito nel bagno che lei lo voleva, non riusciva a pensare ad altro a come farla soffrire sempre di più. E le era venuta in mente un'idea. Doveva solo organizzarsi, e l'avrebbe realizzata di certo. Per ora voleva solo rilassarsi, anche se cercava di farlo ma non ci riusciva perché guardare l'uomo che ami da una vita che guarda un'altra con brama non ti dava nulla di più che una rabbia intensa che doveva essere sfociata in qualche modo. Avrebbe trovato il mezzo per farla innervosire e farle del male. Sorrise quella sera avrebbe baciato Bryan lui non si sarebbe rifiutato dopo quello che era successo, sicuramente per senso di colpa e così avrebbe fatto soffrire lei che lo voleva. Questo era quello che l'avrebbe fatta soffrire di più.
Lo guardava e non riusciva a trattenere la rabbia, in fondo lei anche se lo desiderava stava col suo fidanzato e continuava la sua vita con lui. Però lei doveva farla soffrire perché era colpa sua se lui non la guardava proprio e aveva dovuto fare quello che aveva fatto per tenerlo legato a lei.

Cosa poteva saperne di quello che sentiva da così tanti anni? Cosa pteva saperne di quello che aveva e che provava trasformarsi quasi in odio in passione cattiva...verso di lui? L'oggetto del suo amore e del suo desiderio che continuava a non vederla a non volerla nonostante quello che era successo. Era vero glielo aveva detto che ui non l'amava ma ugualmente si era sentito in colpa e doveva approfittare, Così gli si avvicinò visto che stava subito dietro di lui e gli prese una mano stringendola a lla sua,
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Bryan stava guardando così intensamente i due che si stringevano e le mani unite alla reception che sembrava essere lui quello che lo faceva e ci credeva talmente a questa cosa che quando qualcuno gli toccò la mano destra sussultò e si girò. Soffriva intensamente per la brama che provava per lei, avrebbe voltuo stare con lei nella sua pienezza e soprattutto da quando l'aveva baciata nuovamente. Per fortuna il ragazzo non sie ra accorto di nulla. Però lei continuava a scegliere lui sempre e per sempre e questo faeva molto ma molto male.
Si girò e abbassò lo sguardo e notò Mel. Lei gli sorrideva con dolcezza. Tanta confusione ci stava nella sua mente, la sua amica che non sembrava quella che aveva ferito la donna che amava e che aveva dato un allucinogeno a lui, col viso dolce che si ritrovava da sembrare ancora la bambina di sempre. Era davvero teso e stanco ma soprattutto teso per il desiderio che provava per quella donna e il fatto ancora più importante di voler controllare la sua amica per scoprire se fosse davvero lei la colpevole.
La fissò e non potè che sorriderle. Lui comunque sentiva un bene vero verso di lei intrecciato al dubbio di quello che era successo. Lei aveva detto che era stato il troppo bere ma in realtà ...ma come cazzo era stato possibile tutto questo? Lei che giocava studiava faceva sport con lui...perché tutto era dovuto cambiare? Perché cazzo le cose dovevano cambiare?


Purtroppo era così. Non riusciva a mettere vicine le due immagini quella in cui lei lo stordiva e quella in cui invece gli prendeva le mani. Una volta saliti nelle loro stanze, non restava altro che organizzare le giornate.
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Francesco aveva deciso di provare già la piscina con acqua calda, voleva vedere se avesse beccato Mel per poterla guardare con maggiore attenzione. Mentre era in preda a questi pensieri la sua donna stava mettendo a posto la loro valigia.
"Che dici se poi scendiamo subito in piscina? "
"Direi che è un'ottima idea, mando un messaggio vocale a tutti gli altri. Metto il costume e scendiamo. Così cominciamo le nostre vacanze".
"Vado a metterlo anche io".
L'uomo mentre si cambiava era rimasto intento a guardarla pensando al perché qualcuno volesse farle così del male.Era così dolce e delicata. In un certo qual modo anche innocente.
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Una mezzora dopo erano entrambi nella piscina e stavano apsettando gli altri che li stavano per raggiungere. Intanto erano intenti a ridere e schizzarsi tra loro, divertendosi allegramente come se fosse stato un prologo a qualche cosa di più romantico e sensuale.
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Bryan era entrato nella sala dove ci stava la piscina assieme a Mel ed era rimasto nuovamente abbagliato ed intento a guardare Sarah. Era davvero splendida, perfetta sotto tutti i punti di vista. Quei capelli bagnati, quei movimenti sensuali e aggraziati, cominciiava a sentirsi eccitato come sempre con lei. Desiderava così disperatamente essere con lei al posto di Francesco. Desiderava tutto di lei. Era così intento nei suoi pensieri mentre continuava a guardarla che non si accorse di Mel che si avvicinava alle sue labbra sfiorandogliele per poi attaccarsi al suo collo con le mani cercando di approfondire il suo bacio.
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Mel seppur sapeva cge lui non l'amava voleva tentare ancra. Dopo quello che era successo non avrebbe mai rifiutato preso dai sensi di colpa .Non lo credeva possibile e invece successe.
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Francesco mentre si baciavanoaveva notato altri particolari soprattutto il tatuaggio in bella vista ma se si ricordava bene la sua donna aveva detto che lei aveva anche un taglio di occhi un po' particolare e Mel combaciava anche in questo.Nessun'altro aveva il tatuaggio per cui doveva parlarle da solo ed estorcerle la verità.Doveva solo organizzarsi. Aveva un'idea e l'avrebbe attuata.
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Sarah guardando quel bacio si sentiva davvero male. Perché sentiva quel forte sentimento di malinconia e tristezza? Un magone che non riusciva ad andare via, una voglia di piangere che doveva trattenere ma che saliva sempre di più. Fino a poco tempo prima era così felice per questo week end e adesso invece sentiva una sensazione di incredibile amarezza. Non le aveva detto che era single? Che la amava? Che senso aveva avuto quel dannato bacio allora? Perché non riusciva a strapparselo dal cuore e dall'anima? Perchè? Quando Francesco era perfetto?Non appena era entrato lei non era riuscita a togliergli gli occhi da dosso, rapita dal suo fisico muscoloso e perfetto dalle sue movenze leopardate ed eleganti e si era eccitata come sempre. Sentiva i capezzoli duri come pietre e del liquido che cominciava a scendere. Era così strano tutto questo. Così si strinse al suo fidanzato coprendo la sua figura per non guardare altro.
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Bryan dopo essersi staccato l'aveva guardata confuso e anche quasi schifato, come se avesse baciato una sorella, e arrabbiato, molto arrabbiato. Lei lo sapeva che lui non l'amava. La staccò da lui con fermezza. Perchè lo aveva fatto?Lui glielo aveva detto che sentiva brama solo verso quella piccola italiana. Si girò improvvisamente verso Sarah e notò il suo sgaurdo triste e smarrito. Poco dopo però lei si girò verso il fidanzato non facendo vedere più nulla. Ma quell'attimo in cui aveva visto quelle sensazioni in quegli occhi così liquidi erano stati di notevole importanza, significava che provava ancora qualche cosa per lui.
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Francesco stava organizzand la maniera per poterla defiitivamente fermare. Era pomeriggio e Sarah riposava. Avevano da poco finito di fare l'amore e si sentiva davvero contento. Aveva indossato un jeans dove aveva messo il suo cellulare e una polo per poi uscire dalla stanza. In un primo tempo aveva pensato che Bryan poteva essergli utile ma dopo quel bacio non lo credeva più per cui decise di andare da Daf. Lei era l'unica che avrebbe potuto aiutarlo. Bussò alla sua porta e mentre aspettava che l'aprisse, pensava che in fondo a lui dispiaceva perchè Mel dall'inizio gli era sempre stata simpatica.Però finalmente ci sarebbe stata la pace. Tutto sarebbe finito.

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Daf aveva fatto la doccia da poco in quanto il suo scopa amico era andato via dalla stanza da poco, mentre si stava vestendo aveva sentito qualcuno alla porta. Così indossò velocemente dei pantaloncini a jeans corti e una canotta con sotto le infaìradito, poi con i capelli ancora bagnati corse ad aprire pensando fosse la sua amica. Invece si trovò davanti Francesco.
Rimase a gurdarlo per un attimo poi gli disse:
"Vieni entra".
Lui entrò e poi disse:
"Mel vieni sediamoci un attimo volevo parlarti".
Così andarono a sedersi lei sul letto e lui sul tappeto vicino alla porta.
"Dimmi tutto".
"Oggi ho notato che Mel ha quel tatuaggio per cui avevo un piano per smascherarla ma ho bisogno del tuo aiuto".
"Lo avevo notato anche io in piscina risaltava con l'acqua e dimmi che piano hai?"
"Dunque, tu avrai il mio celluare che sarà aperto in modalità video così registreremo quello che ci diremo ed io le parlerò. Ovviamente tu dovrai nasconderti. Vedi ho notato che ai bordi della piscina ci sono parecchie piante. Ti masconderai dietro ad una di quelle e così registrerai il tutto. Ho pensato di andare adesso. Le diremo se vuole fare un altro bagno e scenderemo assieme. Tu con una scusa andrai via e ti nasconderai e io comincerò il mio piano, la trappola che finalmente lascerà libera Sarah."
"Direi che è perfetto, magari quella penserà che ci provi".
"Lo avevo pensato anche io e forse sarebbe meglio che dici?"
"Per me possiamo andare anche adesso".
"Ok andiamo".
Così entrambi si alzarono e uscirono dalla stanza. Lui le diede il suo cellulare che lei mise nella tasca del suo pantaloncino e poi si avviarono verso la stanza di Mel.
Poco dopo bussarono. Erano arrivati alla stanza 213. Bussarono.
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Mel aveva appena finito di riposare, aveva preso una birra dal frigo bar e in quel momento aveva sentito che qualcuno bussava. Così si avviò alla porta, magari poteva essere Bryan. Da quando l'aveva baciato era diventato scontroso come non mai. Uff forse era meglio se non l'avesse fatto ma voleva che lei soffrisse. Lo voleva con tutto il cuore anche se notava che quando lei soffriva lui stava male. E forse era la punizione per il fatto che per lui era sempre e solo una sorella. Sarebbe sempre stato così ma lei avrebbe continuato a lottare a suo modo.

Mentre beveva aveva sentito qualcuno che bussava. Così si avvicinò e pensando fosse Bryan aprì senza domandare chi fosse. Rimase un po' stupita da chi trovò.
Fu lui a parlare:
"Sto chiamando tutti pensavo di andare a fare un altro bagno che dici?"
Lei continuò a fissarlo e annuì. Alla fine un altro bagno era una buona idea, soprattutto le avrebbe impedito di pensare costantemente a tutto quello che avrebbe voluto.
"Metto il costume, entrate."
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Francesco e Daf si guardavano intorno per vedere se ci fosse qualche cosa per smascherarla, ma oltre qualche foto poggiata sul comodino di lei e supponeva la sua famiglia e la valigia ancora mezza piena appoggiata sul letto non ci stava nulla. Poco dopo lei uscì e si avviarono.
Perché una ragazza così carina doveva ridursi a fare cose del genere? Era una cosa incredibile che a causa di un amore non corrisposto una persona si riducesse a fare cose del genere. D'altronde Sarah non stava facendo nulla era tutto nella testa malata di quella tipa. Finalmente arrivarono alla sala piscina.
Daf si avvicinò all'uomo e disse:
"Ascolta ho dimenticato l'asiugamano di sopra torno subito. Aspettatemi ok?"
Entrambi annuirono.
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Come da piano lei si avviò verso la sua stanza, ma non appena Mel si distrasse si andò a nascondere dietro ad una pianta sempre verde molto grande e ben posizionata. Accese il cellulare mettendo in modalità video. Si nascose alla meglio e mise il telefono al volume massimo. Per fortuna era abbastanza vicina e sperava che sarebbe finito tutto al più presto possibile così da essere finalmente in pace con tutti. Soprattutto l'amica che sarebbe tornata nuovamente com'era senza più crisi di panico improvvise che non aveva da tanti anni.
Tornò con l'attenzione a quello che stava succedendo.
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Bryan si mise a chiacchierare piacevolmente con Mel. Nessuno immaginava la rabbia che lui provava per il fatto che lei aveva fatto soffrire la sua donna.
Mentre chiacchieravano stesso lei incominciò a dire:
"Ma gli altri non ci raggiungono? Non è che tu vuoi provarci? Sarebbe stato bello se per me da quando ero piccola non ci fosse stato sempre Bryan. Però se vuoi possiamo divertirci adesso."
Lei gli mise una mano sul collo alzandolo di parecchio.
Francesco le abbassò immediatamente la mano, aveva sentito un moto di disguto immenso e guardandola negli occhi le disse:
"Perché l'hai fatto?"
Intanto mantenendole il polso con la mano destra fissava il tatuaggio e lei capì che aveva capito.
"Amo Bryan da quando ero piccola e ho sofferto molto per lui. Ma tu non puoi capire quello che ho provato. Tu ami la tua donna che ricambia o almeno credo. Lo sai che si sono baciati lei e Bry?"
Lui lo sapeva perché la ragazza gleilo aveva detto e così glielo disse facendo un cenno di conferma e poi dicendole:
"La mia ragazza mi dice tutto.Allora perché l'hai fatto?"
"Io l'ho fatto perché Bryan non le staccava mai gli occhi da dosso ma proprio mai e dentro di me è cresciuta una grande rabbia e una grande delusione che è scoppiata in cattiveria pura. Vuoi sapere come ho fatto? La prima volta l'ho picchiata io organizzandomi controllando le sue giornate per una settimana. Lei faceva sempre le stesse cose per cui non ho avuto difficoltà. Volevo solo dargli un assaggio ma poi più la facevo soffrire e meglio mi sentivo perché avrei fatto soffrire lui di più di tutti. Lui che non le toglie mai gli occhi da dosso, lui che vorrebbe stare al tuo posto, lui che ha scoperto di amarla ancora. Così poco tempo dopo per farlo soffrire ancora di più ho avvelenato la pizza con un veleno comprato su internet. Mi rendo conto che tu non puoi capire, sei uno di quelli che ha una vita perfetta e quindi di certo non potrai mai sapere come ci si sente ad accumulare dolore e amarezza per anni, e vedere l'indifferenza e l'amicizia sempre e comunque. Forse ho fatto male ma non me ne pento lui tramite la sua sofferenza soffriva e più soffriva e più mi sentivo meglio. Questa è la verità. Cosa vuoi farmi? dnunciarmi? Chaimare la polizia?Sei da solo nessuno ti ha ascoltato. Non credere che io sia felice di come sono, ma sono così. Non posso farci nulla, magari se lui non mi avesse detto di provare per me sentimenti da amico allora non sarebbe succesos nulla. Ieri quando l'ho baciato ho sentito dei forti sentimenti ma lui mi ha guardata disgustato. Mi sono sentita ferita umiliata e ancora più arrabbiata."

Poco dopo uscì dal nascondiglio Daf che si avvicinò dicendo:
"Non era da solo, finamente tutto è finito".
Vide che lei continuava a guardare etrambi con molta rabbia.
"Vedremo come organizzarci con te le hai fatto molto male. Pensavo dal profondo del cuore che fossi una brava ragazza ti ho presa in simpatia da subito e mi dispiace per come è andata, ma la mia donna non deve assolutamente soffrire per colpe non sue. Per ora vieni con me. "



  • Un anno dopo
    Era luglio e Sarah assieme agli altri erano in spiaggia. Avevano deciso di fare una vacanza di gruppo e adesso si trovavano in Grecia a Mykonos per l'esattezza. Avevano deciso di rilassarsi in quanto finalmente non dovevano più avere paura. Quei mesi erano stati ricchi di tranquillità e anche di stress, ma uno stress dovuto al normale lavoro e alle cose di tutti i giorni non alla paura di quello che poteva succedere.Lei era rimasta scioccata da quello che era successo e dal coraggio che il compagno aveva avuto. Non avrebbe mai pensato che Mel avesse programmato tutto questo.Non avrebbe mai pensato che l'amore potesse portare a tale cattiveria. Alla sofferenza si, lei lo sapeva molto bene, ma non alla crudeltà di chi sa che una persona soffrirà se l'altra a cui tieni soffre per mano tua.
    Mentre prendeva il sole, accanto a Francesco ricordava che successivamente era poi stata portata in una clinica. I medici avevano scoperto che soffriva di doppia personalità. Ancora non poteva togliere dalla mente il dolore di Bryan, la sofferenza di quando i genitori erano arrivati lì e poi l'avevano portata in ospedale. Ricordava ancora gli occhi pieni di dolore e amarezza e non aveva potuto fare nulla, avrebbe voluto fare tanto, magari abbracciarlo, ma aveva sentito che voleva restare solo e così aveva fatto. Dopo un mese finalmente si era sentita libera, non si girava più avanti e indietro né guardava i colleghi con terrore. Era tornata una relativa tranquillità anche se provava ancora una forte passione per il canadese che da allora era parecchio cambiato diventando molto silenzioso.Ancora più di prima. Da quando ormai da dieci giorni che si trovavano in quell'isola, l'aveva visto in spiaggia accerchiato da ragazze e in discoteca che ballava con altre ragazze probabilmente portandosele anche a letto. La guardava con brama, ma allo stesso tempo a lei sembrava che cercasse di placarla. Cosa stava succedendo?
    Mentre rifletteva Daf le si avvicinò e disse:
    "Che dici se ci facciamo una partita di palla a volo?"
    Lei si girò verso l'amica e annuì. Si alzarono entrambi e si avviarono al campo poco più in là.
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    Bryan era molto teso. Aveva sofferto davvero molto per quello che era successo. Non poteva fidarsi più di nessuno adesso, se anche la sua migliore amica aveva fatto tutto questo.Un conto pensarlo e avere dei sospetti, un altro saperlo per certo grazie al cellulare. Da quando le cose erano cambiate anche lui si sentiva diverso, si controllava di più con la piccola italiana che ancora adorava e bramava andando a donne quanto più poteva sentendosi fisicamente soddisfatto, ma sempre deluso interiormente. Non poteva fare diversamente, Mel gli aveva lasciato una grande ferita che non sarebbe guarita facilmente, difatti dopo un anno ancora ci soffriva. Ci si metteva anche il dolore perpetuo di non poter avere quello che voleva di più e allora cosa poteva fare? La guardava, la desiderava, aveva bisogno di lei, e da un certo punto di vista si sentiva anche sollevato dal fatto che fosse libera da minacce.
    Quando aveva proposto di andare a Mykonos tutti insieme era stato felice, l'avrebbe vista tutti i giorni e avrebbe trascorso parecchio tempo con lei, ma un sentimento dolce e amaro lo riempiva di dolore e malinconia, avrebbe come sempre preso le briciole di un grande sentimento, ormai il bacio che si erano scambiati era un vago ricordo e lui la voleva ferocemente e cercava lei in tutti i corpi che possedeva quasi ogni notte. Era un periodo buio quello che stava affrontando e anche di incertezza su molte cose. Vedeva la donna che amava che si gettava allegramente sulla palla e la mandava dall'altra parte, e non riusciva a toglierle gli occhi da dosso, quei capelli lucidi, quella pelle lievemente abbronzata, quel costume celeste che le fasciava i seni morbidi e formosi. Avrebbe voluto solo prenderla e divorarla letteralmente. Quelle labbra così sexy col lucidalabbra colorato, quegli occhi così gioiosi...si sentiva sempre più eccitato e sempre più stanco.Quella sera avrebbe rimorchiato una donna che avrebbe scopato fino a dimenticare tutto.
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Durante una pausa Francesco le disse:
"Nel pomeriggio che dici se andiamo a fare una gita da qualche parte? Fino ad ora abbiamo fatto solo mare e sole."
"Perché no? Ci sono parecchie cose da vedere. Daf tu vieni con noi?"

Lei annuì con lei ci stava anche il suo scopa amico.
"Io anche vengo con voi." Disse Bryan. Non poteva stare lontano da lei anche se si sentiva ogni giorno di più perso, preso da una grande sofferenza.
Lei gli sorrise e lui rimase accecato. Tutto di lei era perfetto. Non riusciva a staccare il suo sguardo, ma lo fece quando il compagno le prese la mano e le disse:

"Potremo andare alla chiesa di Panagia e al museo archeologico."
"Dicono che sono posti bellissimi." Disse Daf.
"Ok aggiudicato."
La scopata l'avrebbe fatta in serata pensando a lei, ma il pomeriggio voleva continuare a guardarla e a stare con lei, le briciole erano meglio di nulla. Si era reso conto che non poteva fare a meno di lei. Se c'era lei andava bene tutto.

Poco dopo ripresero a giocare.
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Erano le sei e Francesco e Sarah stavano aspettando gli amici per uscire. Avevano affittato una macchina per muoversi sull'isola. Mentre la coppia si abbracciava teneramente mentre lei si accoccolava sul suo petto, Bryan stava arrivando. Le scene tenere lo facevano incupire e anche arrabbiare fortemente. Quel corpo l'avrebbe voluto tenere stretto a sé, INVECE PER LUI MAI NULLA.Aveva pensato che magari avrebbero potuto organizzare un falò e avrebbe approfittato per così darle un altro bacio. Non sapeva per quanto tempo ancora avrebbe potuto resistere, senza sentirla né sfiorarla. Ne aveva un disperato bisogno.
Così mentre entravano in macchina, lui le sfiorò la schiena, come se fosse stato un movimento non voluto. Avrebbe guidato Francesco.
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Quella mano che l'aveva sfiorata le aveva fatto venire i brividi e i capezzoli si erano inturgiditi all'istante. Era pazzesco come si sentiva quando la toccava seppur per errore. D'altronde quando il fidanzato la stringeva sentiva anche con lui forti sensazioni, ma quella brama, quel desiderio di essere sua no. Francesco però continuava ad essere perfetto e da quando non aveva più problemi a causa di Mel anche il loro rapporto era migliorato nettamente.

Mentre pensava a tutto questo tornò alla realtà quando l'amica le disse:
"Dai accendi la radio sentiamoci qualche canzone."
Così lei la accese, ma le stazioni facevano per lo più musiche greche. Erano simpatiche anche se non le conoscevano e facevano in modo di avere una sorta di tranquillità in mezzo a tanti pensieri confusi.

Dopo una mezzora finalmente erano arrivati. Parcheggiarono . In albergo avevano visto su internet, ma quelle cinque chiese dal vivo erano ancora più belle. Create nel 1475 e poi successivamente le prime quattro erano state unificate per creare la base di una quinta chiesa con cupola su due livelli. Tutto bianco. Era un gran spettacolo e tutti assieme cominciarono a fare dei selfi divertenti. Poi si separarono, alcuni andarono al bar poco più in là per un aperitivo e invece Francesco e Sarah preferirono stare un po' soli e fare altre foto e magari una passeggiata.
Bryan avrebbe voluto seguirli, ma alla fine optò per il bar anche lui guardandoli da lontano.

I due ragazzi avevano deciso di stare un po' soli, era bello essere in vacanza con tutti gli amici, anche se continuava ad odiare il canadese che guardava la sua donna con un'aria famelica che gli faceva venire voglia di fracassrgli il viso di botte e lo avrebbe fatto prima o poi. Volevano stare soli, per avere dei ricordi da poter vedere in un futuro prossimo che riguardasse solo loro. Lui la fermò e la prese tra le braccia appoggiandola su un muretto accanto aduna delle chiese vicino a degli scalini. Era un angolo davvero bello e molto suggestivo. Le diede un bacio dolce sulle labbra , stringendola a sé e poi col cellulare le fece alcune foto. Lei sorrideva, o faceva un broncio carino o con la mano alzata in segno di vittoria. Poi si alzò in piedi e lui salì abbracciandola e facendo così un selfi assieme, uno semplicemente accanto, un altro che le baciava la guancia e un altro che sorridevano come due ragazzini. Era bellissimo lo stare assieme e lui non vedeva l'ora che venisse sera per fare l'amore. Odiavano entrambi le discoteche per cui quando gli altri andavano loro si ritiravano o prendevano un aperitivo prima stesso all'albergo prima di salire.
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Canada
Riverview Hospital Coquitlam
Mel era affacciata alla finestra della sua stanza. Aveva le sbarre, perché i medici avevano paura che i pazienti potessero fuggire. Lei tra un anno sarebbe uscita. Avevano detto che stava meglio ed ogni giorno che passava migliorava. Era un ambiente a volte tranquillo a volte no, tutti li cercavano di aiutarla, ma lei anche se sembrava migliorata provava ancora un grande senso di rabbia e di malinconia. Spesso e volentieri quella rabbia si trasformava in cattiveria pura e desiderava fare del male a qualcuno. Dopo sei mesi in cui stava li, era riuscita con l'aiuto delle pillole a migliorare quello che sentiva, ma da quando un mese prima non le prendeva più in quanto le causavano solo intontimento e le sembrava di non capire più nulla di quello che le circondava, cercava di controllarsi da sola. Il desiderio di fare del male era così forte da fare paura. La voglia di vendicarsi per ottenere Bry per lei era tale da farle sentire una cosa fisica vera e propria. Non poteva fare del male a nessuno e quindi spesso faceva del male a se stessa ferendosi, a volte con un piccolo coltello che era riuscita a recuperare dalla mensa. Si faceva delle ferite sulle braccia, ma piccole e proprio quando non riusciva a farcela. Era sempre sotto controllo e non poteva mollare, altrimenti le avrebbero allungato la degenza e lei voleva essere libera.Si libera per poter organizzare ciò che più desiderava da una vita. Sorrise pensando al ragazzo che amava.
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Bryan aveva notato poco lontano una ragazza che lo fissava. Perché non approfittare? Aveva un po' di tempo? Ormai era tardo pomeriggio e quei due non erano ancora tornati. Aveva preso un aperitivo e poi un paio di birre, ma il pensiero di loro due era intenso e lo faceva soffrire coe non mai. Magari una scopata veloce nel bagno del locale. Quella tipa ci sarebbe stata glielo leggeva negli occhi.Mentre ci pensava la ragazza gli si avvicinò e gli chiese:
"Mi offriresti da bere? "
Lui capiva bene l'inglese per cui non ebbe difficoltà. Desiderava profondamente dimenticare, non soffrire più. Invece quel tormento ormai non l'avrebbe più abbandonato. La donna che amava lo avrebbe ossessionato per sempre. Così accettò e la donna si sedette assieme a loro tre, bevendo poco dopo un crodino.

Un paio d'ore dopo erano in partenza per tornare in albergo. Ormai si era fatto tardi e il giorno dopo avrebbero fatto la visita al museo archeologico.

Il viaggio in auto fu silenzioso. Daf si era davvero divertita e quando aveva visto che Bryan entrava nel locale con quella tipa si rese conto che anche lui si era molto divertito. Ci voleva d'altronde. La vita non era perfetta per tutti e spesso i comuni mortali avevano bisogno di svago.


Doveva stare attenta perché il suo scopa amico con l'andare del tempo stava diventando qualche cosa in più. Non avrebbe voluto ma stava succedendo. Doveva controllarsi, non poteva permettersi di soffrire come aveva già fatto in passato. L'amica invece a lei sembrava rilassata, da quando quella Mel aveva smesso di dare fastidio il loro rapporto le era parso migliorato e molto anche se aveva notato che Bryan continuava in qualche modo a provare attrazione per lei.

Si sentivano davvero contenti,stavano tornando a casa e finalmente potevano dedicarsi a loro stessi, divertirsi sotto la doccia facendo l'amore e successivamente continuare nel loro letto per poi scendere per cena. Francesco stava guidando e pensava a tutto questo, alla perfezione della sua vita della loro vita e del fatto che poi quel cazzo di canadese avrebbe visto la sua aria soddisfatta e felice, i suoi occhi splendenti e le sue guance rosate, sapendo che era stata sua e lo sarebbe sempre stata.

Mentre guardava la strada col sottofondo musicale greco, Daf disse:
"Raga Che dite se organizziamo un falò domani sera da qualche parte dopo la gita?"
"Ma non possiamo farlo nella spiaggia dove siamo, in quanto si trasforma in discoteca tutte le sere."
"Beh ci sta una spiaggia libera poco più in là che ho scoperto da poco potremo farlo lì, che dite?"
"Perché no?"
Sarah era entusiasta l'idea era fantastica.

"Magari portiamo con noi una radio così balliamo accanto al fuoco e ceniamo qualche cosa."
"Daf hai avuto una bellissima idea."
"Lo dobbiamo fare dopo cena però, perché noi mangiamo in albergo ricordi?"
"Allora possiamo fare un dopo cena simpatico fatto solo da snack e patatine, magari un po' di cose greche sfiziose, senza carne da arrostire, ma solo musica e ballo per divertirsi."
"Aggiudicato, domani ci organizziamo. "
Francesco era felice, l'espressione serena e contenta della donna che amava lo faceva sentire soddisfatto, sentiva per lei un amore folle e il suo cuore batteva solo per quello. Tolse la mano dal volante e lo mise sul suo viso per una leggera carezza poi si girò un attimo sorridendole.
Poco dopo tornò alla guida lasciando la mano sulla sua coscia.
Era sua, lo sarebbe sempre stata.

Poco dopo arrivarono e lui parcheggiò per poi scendere tutti assieme.
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Bryan era tormentato aveva visto i gesti possessivi e assieme dolci che Francesco le faceva e si era sentito oltremodo amareggiato e arrabbiato, molto arrabbiato. Per cui visto che non poteva fare nulla, aveva deciso di andare nella sua stanza farsi una sega, scendere a cena e poi andare alla spiaggia per rimorchiare.Sapeva che non gli sarebbe servito a nulla, ma doveva sfogare il tormento che lo assaliva quando li vedeva assieme. Inutile dire che era contento nel vederla, ma era anche pieno di dolore e stanchezza, la rabbia e il tormento lo sopraffacevano assieme ad una brama incontrollabile. Quando il fidanzato la baciava, o la toccava era come se lo facesse lui, e quella sorta di illusione, di una sua vita futura con lei, le sembrava più vicina che mai, ma poi quando tornava alla realtà credeva che quel giorno sarebbe arrivato, ma sarebbe stato molto lontano.
Era inutile pensare ai se e ai ma, a causa di quello che aveva fatto, lasciandola lei si era creata un'altra vita ed era stato fortunato a incontrarla di nuovo. Per cui doveva cercare di contenere quello che sentiva. Presto l'avrebbe nuovamente assaggiata. Semplicemente le mancava la sua vicinanza in tutte le maniere, anche semplicemente un bacio sulla guancia che lo avrebbe fatto eccitare in maniera incredibilmente folle, come non mai.
Mentre pensava a tutto questo guardava ancora sofferente le mani intrecciate dei due che si allontanavano sereni e felici verso la loro stanza, dove di certo avrebbero fatto l'amore. Invece di fare una sega, sarebbe andato al bar prima di cena, avrebbe bevuto un whisky o qualche cosa di forte così da tranquillizzarsi un po'. Se fosse stato in una situazione normale, avrebbe potuto chiamare l'amica, ma quale amica le restava? Mel ormai non ci stava più, e questa era un'altra cosa che lo avrebbe sempre fatto soffrire. A volte gli veniva la tentazione di chiamarla, ma chissà se aveva un cellulare lì dove stava e chissà se lui si sentiva. era colpa sua se Sarah era stata in pericolo di vita, si meritava di essere messaggiata? secondo lui il prezzo che stava pagando era ancora troppo piccolo rispetto al pericolo corso.
Così si avviò verso il bar. Era inutile che si andava a cambiare. Dopo sarebbe andato direttamente a ballare.
Si sedette sullo sgabello vicino al bancone e chiese un whisky.
Mentre beveva si guardava intorno. Non doveva ridursi a pezzi, ma solo stordirsi un po'. Così dopo averlo bevuto tutto di un fiato ne chiese un altro.
Avrebbe voluto berne altri, ma sorseggiò quello cercando di farselo bastare. Avrebbe dovuto cenare e poi in discoteca avrebbe potuto bere altre cose e scopare alla grande con qualcuna che lo facesse dimenticare.

Mentre lo girava nel palmo della mano notò una donna, era davvero attraente, chissà se dopo l'avrebbe vista in spiaggia. Si alzò voleva chiederglielo.
La donna in questione non appena lui la fermò cominciò ad esaminarlo attentamente. Anche se erano stranieri non aveva problemi, voleva scopare e divertirsi. Così si diedero appuntamento qualche ora dopo stesso all'ingresso della spiaggia. Non le aveva chiesto il nome, in fondo era un corpo per divertirsi e voleva solo possederla. Era alta per essere una donna, ma formosa come piaceva a lui. sarebbe andata bene per quella sera. Si sarebbero divertiti come non mai.
Così dopo aver bevuto posò il bicchierino sul bancone e andò verso la sala ristorante per la cena.
Mentre si avviava notò i due che stavano camminando abbracciati e una fitta di dolore immenso lo trafisse. Si erano fermati al tavolo dove avrebbero mangiato tutti assieme e si sedettero, chiacchierando vicini vicini con una tale confidenza da farlo arrabbiare ancora di più rendendolo astioso e colmo di rancore. Non doveva non poteva sentirsi così. Doveva tranquillizzarsi, l'alcool a quello gli avrebbe dovuto servire, ma si sentiva più sobrio che mai.Poco dopo li raggiunse anche se avrebbe voluto solo dare un pugno al muro per non sentire più quel dolore immenso nel cuore.Doveva voleva stare un po' solo con lei. Si sentiva stanco di tutto.

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Sarah e Daf stavano chiacchierando serenamente, anche se Sarah sentiva su di lei gli occhi di Bryan, come raggi x, cercava di non fare caso a nulla, in quanto col fidanzato andava tutto bene e non voleva che le cose cambiassero. La brama animalesca che sentiva anche lei era molto ma molto forte, ma poco prima lei e il fidanzato avevano fatto l'amore ed era stato intenso bellissimo.Perché doveva sentire per lui tutto quello? Perché doveva soffrire quando accanto aveva l'uomo dei suoi sogni? Ormai questo se lo chiedeva da due anni a questa parte, ma la risposta non l'aveva come non l'aveva l'anno prima.Amava Francesco, era tenero dolce sexy come pochi, bellissimo come pochi. Allora perché la vita doveva metterle davanti queste scelte impossibili e più grandi di lei? Non lo sapeva, ma voleva fare finta di nulla. Aveva deciso di stare con lui e punto. Desiderava Bry? Sì come non mai, avrebbe voluto solo sfiorare la sua mano con le punta delle dita per cercare di non tremare e di non eccitarsi alla sua sola presenza. E se lo avesse fatto? In fondo erano seduti vicini, nessuno se ne sarebbe accorto. No era meglio di no, non poteva non doveva farlo cosa stava pensando? Ma magari un gesto quasi come improvviso e non voluto, mica poteva fare scoprire la brama che sentiva per lui giorno e notte sempre di più? un lieve tocco non le avrebbe fatto nulla, ma almeno si sarebbe sentita un po' meglio di prima. Strinse la mano del fidanzato e lui strinse la sua, doveva bastarle questo. Non doveva pensare nemmeno a sfiorare quelle dita, quella mano che dal primo istante le aveva donato sicurezza e calore immenso.
Non riuscì a farcela. Sotto il tavolo un momento prima che arrivasse il cameriere lei lo raggiunse e sfiorò con l'indice e il medio il suo palmo caldo e grande.Fu un attimo, ma sentì come se una massa di lava incandescente scendesse su di lei.Si eccitò come non mai sentendosi quasi rossa per l'imbarazzo. I capezzoli si erano inturgiditi e cominciava a sentirsi bagnata nei tanga appena messi, dopo che avevano fatto l'amore per tre or, divertendosi come non mai.
Era una donna folle, non sapeva quello che voleva.ed era quella la sua follia.


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Quella mano che sfiorava la sua l'aveva fatto emozionare ed eccitare moltissimo, la strinse avviluppandola al suo interno e cominciò a sentire un calore incredibile e una sensazione come di completezza. Come era mai possibile che gli succedesse una cosa del genere? Per un momento chiuse gli occhi. Quasi non ci poteva credere. le aveva sfiorato le dita. Adesso si trovava tra le stelle, ma tra qualche minuto sarebbe ricaduto all'inferno, e sarebbe stato ancora più duro da sopportare, da sentire. Infatti poco dopo il fidanzato la strinse e la portò via da lui che cominciò a sentirsi amareggiato e incazzato. Per cui abbassò la testa e cominciò a mangiare senza sentire nulla, fino alla fine e poi si alzò e andò verso il bar dove aveva l'appuntamento con quella donna. Non voleva vedere né sentire nulla, solo ballare dimenticare e scopare con foga e rabbia.
L'avrebbe fatto presto, non sentiva più il cuore che batteva così forte né quel calore che gli proveniva da dentro ma solo un grande vuoto e una grande agonia. Perché doveva fare tanto male? Eppure aveva una bella vita adesso era in vacanza ma perché doveva soffrire così tanto? Non aveva pagato abbastanza? Evidentemente no, non aveva pagato per nulla. Due anni non erano nulla e lui con l'andare del tempo soffriva sempre di più. E lei soffriva almeno un po'? Non lo sapeva ma se lo aveva sfiorato voleva dire che forse un po' soffriva anche lei.
Pensando a tutto questo non si rese conto che la donna lo aveva afferrato per un braccio e si girò di scatto guardandola con un sorriso da predatore. La serata aveva inizio, non doveva pensare più. Quella tipa era quella giusta per un po' di oblio. Il locale per le dieci era già pieno, la discoteca sulla spiaggia era bellissima piena di luci e in un angolo ci stava il bar fatto da un bancone di vimini e degli sgabelli accanto. Il barista preparava aperitivi e cocktail di tutto i tipi e lui sentiva un forte bisogno di un whisky doppio, ma con la donna attaccata al braccio non sapeva se prenderlo oppure no. Alla fine decise per il si. Chiese quello che voleva e lo bevve con tranquillità mentre la donna lo guardava affascinata ed eccitata come on mai.
Le labbra sensuali di quell'uomo la attiravano come magneti, soprattutto umide di liquore. Si bagnò le labbra e pensò che da li a qualche ora sarebbe stato suo.
Poco dopo aver posato il bicchierino sul bancone andarono a scatenarsi. in pista ci stavano parecchie persone in costume o vestiti con l'idea di fare un bagno successivamente. Non ci aveva pensato, ma chi se ne fotteva, lo avrebbe fatto comunque se ad un certo punto gli sarebbe venuta la voglia di fare sesso li.Perché doveva sacrificarsi? Non poteva divertirsi per non pensare a nulla? La musica pompava come non mai e loro continuavano a ballare stretti o lontani a seconda di quello che il dj metteva, ma l'eccitazione che stava a mano a mano crescendo tira loro faceva in modo da pensare che a breve si sarebbero goduti la serata. Dopo circa un'ora avevano deciso che fosse arrivato il momento. Niente di romantico, ma comunque una zona isolata. Il bagno non sarebbe stata una buona idea, ci stavano parecchie persone e nella sua stanza neanche. Non voleva nessuna donna che gli facesse pensare che in quel letto avrebbe voluto solo una persona e nessun'altra, sentire il suo profumo e sentire il suo corpo sul suo o accanto al suo.
Una botta e via questo era tutto. Magari avrebbe potuto divertirsi con lei per tutto il resto della vacanza, perché stare da solo a soffrire? Ogni sera e notte con lei. Si sentiva meglio pensando a questo.
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La serata stava finendo e Sarah si sentiva davvero stanca si di combattere quel sentimento che stava per soffocarla. Davvero molto stanca di cercare di contrastarlo. Mentre pensava a questo il fidanzato la prese per mano e disse:
"Amore che dici se torniamo in stanza? O preferisci fare una passeggiata?"
Lei lo guardò e pensò che forse era meglio tornare in stanza, avrebbero fatto l'amore e guardato la tv e tutto si sarebbe messo a posto.

"Torniamo in camera tesoro."
"Ok. Ragazzi a domani buona notte."
Mentre si ritiravano lei non poteva fare a meno di pensare a cosa stesse facendo Bryan e a come avesse deciso di sfogare quello che sentiva, che se era solo la metà di quello che sentiva lei era tantissimo.
Intanto il compagno la abbracciò. La amava così tanto, non desiderava altro che lei.
La sua gioia per lui era tutto quello che bramava al mondo. Poco dopo aprì la porta ed entrarono.
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Daf era rimasta ancora al ristorante a chiacchierare con l'amico, ma poco dopo che anche loro se ne erano andati decisero di andare via per trascorrere meglio il loro tempo. Così decisero di andare in una parte isolata della spiaggia per fare sesso.

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Lui penetrava con foga e con forza, ogni volta che entrava in lei, cercava gioco forza di non pensare all'altra, ma non ci riusciva, anche se il sesso che stava facendo era fenomenale. Non doveva più pensare a lei e ad un certo punto arrivò e in quell'istante non pensò più a nulla, solo al suo piacere. Voleva e doveva continuare, tra qualche ora sarebbe tornato in stanza e avrebbe dormito. Tanto era in vacanza non aveva doveri con nessuno. Il sesso in acqua lo avrebbe fatto qualche altra volta.

Sentirsi avviluppato dentro quella figa era davvero un'esperienza magnifica, intanto però ci stava solo lei e nessun'altra.
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Francesco la stava guardando. Ormai avevano finito da un po' di fare l'amore e vederla raggomitolata a lui dopo averlo fatto lo riempiva di tenerezza. La amava davvero tanto e non vedeva l'ora che finisse anche quell'anno per chiederle di sposarla. Tra un mese avrebbe dovuto fare un viaggio fuori Italia e poi finalmente avrebbe avuto l'ennesima promozione. Quella che gli avrebbe consentito una vita agiata molto agiata. Così da fare viviere alla sua donna una vita serena evitandole dolori e fatiche. Magari le avrebbe chiesto anche di lasciare il suo lavoro e di stare in casa a badare a lui e ad un eventuale figlio. Magari così durante i suoi viaggi sarebbe potuta venire con lui. Era tempo che sognava di portarla nei suoi viaggi, invece di stare coi colleghi. Continuava a guardarla e a sognare tutto quello che a breve si sarebbe realizzato. Le carezzò i capelli mentre dormiva e una parte del suo corpo era appoggiata su di lui. Adorava il suo corpo. Quella femminilità che esplodeva in tutto il suo splendore solo e sempre con lui.
Poco dopo accese la tv e ise a basso volume. Avrebbe visto Un passo dal cielo l'ultima stagione. Era quasi finito, ma voleva solo stancarsi un po' gli occhi prima di dormire. La mattina seguente sarebbero andati al museo archeologico che non erano riusciti a vedere quel pomeriggio.
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Era notte e Bryan aveva finito da poco di scopare. Si era sfogato per parecchio tempo, senza chiederle nemmeno il nome. In quel caso a nessuno dei due sarebbe importato e anche per gli incontri succsivi non sarebbe importato. Adesso stava facendo la doccia. Si sentiva sporco e allo stesso tempo meglio. Dopo sarebbe andato a letto. Era anche stanco. Aveva bevuto parecchio quella sera.

Era mattina e stavano scendendo per andare a fare colazione per poi organizzarsi per la giornata.Erano abbracciati e si stavano avviando nella sala .
Bryan aveva dormito pochissimo in quanto si era divertito molto e gli stava bene così. Era sceso da poco anche lui e mentre scendeva le scale aveva visto la coppia felice e abbracciata andare anche loro verso la stessa sala. un moto di rabbia rancorosa gli venne da dentro e così senza riflettere diede un pugno al muro che aveva al lato. Era assurdo quello che sentiva. Un dolore straziante che non se ne sarebbe andato tanto presto. La botta che aveva preso gli aveva fatto sentire dolore, ma il dolore che sentiva di suo era molto di più. Il dolore momentaneo dovuto alla ferita fatta lo fece sentire meglio, in quanto dovette tornare nella stanza per mettere la mano sotto l'acqua. In effetti lui non lo avrebbe fatto, voleva sentire dolore, così da sentirsi meglio, ma poi giù gli avrebbero fatto domande. Così poco dopo si passò un asciugamano sul palmo e poi dopo averlo poggiato sul porta asciugamano, scese nuovamente chiudendosi la porta alle spalle.

Non appena mise piede nell'ascensore per fare più in fretta venne invaso dal profumo di vaniglia che lei usava e così oltre ad una grande rabbia si eccitò così tanto da non crederci. Si tolse la polo che aveva messo dentro i pantaloni e la mise fuori così da nascondere il tutto. Guardò verso il basso e si maledisse.
Era assurdo. qualunque cosa facesse qualunque cosa vedesse o sentisse gli veniva in mente lei.

Poco dopo arrivò e prima di sedersi andò a prendere il vassoio per mettere le cose per la colazione. Al suo solito un cornetto un cappuccino e poi snack come un panino con prosciutto e formaggio greco e un succo di arancia, con uno yogurt. Alla fine andò a sedersi soddisfatto.

Avrebbe voluto sedere da solo, ma loro avevano il tavolo assieme. Si sedette accanto a Daf e dopo un saluto veloce cominciò a mangiare.
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Sarah era rimasta affascinata da Bryan, non gli aveva tolto gli occhi da dosso da quando come un leopardo con movenze feline era entrato nella sala. Gli occhi di tutte le donne erano puntate su di lui e si, aveva sentito una feroce fitta di gelosia. Aveva notato che non aveva salutato nessuno ma aveva accennato un semplice ciao prima di riempire il vassoio con tutte quelle delizie. Lei non poteva permettersi nulla per cui si era presa solo un cornetto e un cappuccino con uno yogurt greco. Sorrise, Bryan era come il suo fidanzato che mangiava senza limiti. Anche lui si era riempito il vassoio con parecchie cose.
Lo guardava mentre mangiava con voracità tutto quello che aveva. Quelle labbra le avrebbe volute nuovamente su di sé. Era incredibile l'effetto che ancora lui le faceva.Gli aveva preso la mano il giorno prima e aveva sentito eccitazione per tutta la giornata. Per fortuna poi avevano fatto l'amore lei e il suo Francesco, altrimenti sarebbe stata eccitata e nervosa per tutto il tempo. Come era possibile che fare l'amore col fidanzato la soddisfacesse così tanto , ma sentiva lo stesso la brama così forte per Bry? Non aveva ancora risposte ma era incredibilmente duro resistere alle tentazioni e fare la cosa giusta per lei e per il rapporto che avevano. La cosa giusta era continuare col fidanzato che amava.
Perché sentiva il desiderio di essere posseduta da lui? Quel corpo, quelle braccia, quel viso, quella forza.

, quell'eleganza, la sua dolcezza. Tutto di lui la chiamava e la attirava. Ma la vita non era così semplice. Ad ogni azione corrisponde una reazione. Ed era la assoluta verità. Fino ad ora quelle piccole cose che avevano fatto non le aveva scoperte, ma se fosse successo e l'avesse lasciata cosa avrebbe provato? Dolore, amarezza o sollievo? Lei credeva dolore allo stato puro. Lo amava da anni e stava bene con lui. La brama si poteva superare, l'amore invece andava coltivato sempre. E se...no non doveva minimamente pensare a quello. A quello che lui le aveva detto l'anno prima ossia che lasciava Mel, anche se in realtà non stavano assieme perché innamorato di lei. Non poteva pensarci, perché non voleva pensarci. La sua vita andava benissimo così. In quel momento Francesco le prese una mano nella sua e la portò alle labbra baciandole delicatamente. E lei tornò alla realtà eccitandosi e fissandolo con amore.

"Allora dopo andiamo al museo archeologico? Che dite?" Disse Daf contenta. Le gite le adorava.Aveva deciso di continuare con il suo amico solo una relazione di sesso e nulla più. Aveva deciso di chiudere il suo cuore ai sentimenti e così sarebbe stato anche dopo. Non poteva farsi illudere di nuovo.

Sarah annuì contenta come non mai e poi disse:

"Va benissimo, sono davvero contenta, ci divertiremo, vero Francesco?"

Lui le sorrise prendendole di nuovo la mano nella sua e poi disse:

"Ok partiamo tra un'ora e ci troviamo fuori alla macchina che abbiamo fittato."
"Bene vengo anche io." Disse Bryan alzando il viso dal quarto cornetto che aveva preso successivamente dal tavolo tondo ed enorme che si trovava al centro sala assieme a tanti altri dolci greci di svariate qualità.
Avrebbe sofferto, ma in fondo non soffriva lo stesso? Almeno sarebbe stato con lei in un certo qual modo.

"Ragazzi allora ci vediamo dopo." Poco dopo si alzarono e si avviarono sopra per prepararsi alla gita.

Sarah arrivata in stanza si tolse la polo che aveva indossato velocemente per fare colazione e invece mise un top rosa con una maglietta di seta che si avvolgeva attorno alla vita legandosi dietro.

Andò in bagno a lavarsi i denti e poi si passò la spazzola nuovamente sui capelli, per poi truccarsi un po' gli occhi.

Poco dopo scesero di nuovo.
E abbracciati si avviarono all'uscita e alla macchina.
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Dopo una decina di minuti arrivarono tutti e si misero in macchina per partire.
Sarebbe stata una mattinata fantastica. Quel giorno Francesco aveva preso dal suo computer la chiavetta con la musica di vari cantanti italiani e americani. Così invece di sentire le canzoni greche, cominciarono a cantare con Ed Sheeran.
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Erano partiti e si stavano incamminando sulla collina che sovrastava il porto. Si respirava aria di allegria. Bryan dopo aver trascorso una notte con quella donna non appena aveva visto la piccola Sarah si era eccitato ancora di più per cui si era girato per guardare il panorama che velocemente si vedeva mentre la macchina continuava il viaggio. Non desiderava pensarla né guardarla troppo altrimenti si sarebbe innervosito e avrebbe potuto fare qualche cosa che non voleva, come aveva fatto il giorno prima.Però anche se non la vedeva sentiva la sua vocina allegra e dolce e immaginava che il compagno la tenesse per mano. Doveva restare calmo altrimenti sarebbe stata una pessima giornata e farsi una donna in un bagno di un ristorante non era il massimo della vita.

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Francesco era davvero contento, non appena era partito l'aveva presa per mano. Desiderava sentirla sempre vicina. lei a lui trasmetteva serenità e permanenza. Il loro rapporto lui lo giudicava quasi perfetto, anche se non sapeva chi gli dava la forza di non prendere a calci quel bastardo canadese che stava sempre con i suoi occhi puntati verso di lei. Gli avrebbe voluto dare una lezione e forse gliel' avrebbe data. era stanco di marcare il suo territorio. Era evidente che non se ne fotteva per nulla che lei era solo sua. Era anche vero che si faceva i fatti suoi, ma era evidente che continuava a piacerle e molto. A lui non stava per nulla bene. Strinse la mano un po' più forte e continuò a sentire quel calore che la mano di lei sprigionava sempre, un calore che diceva casa e si calmò.
Una mezzora dopo arrivarono. La Grecia lui l'aveva visitata già ma mai quest'isola. Lui aveva visto Atene, per lo più per lavoro, era stato sempre in grandi alberghi con i suoi colleghi.Aveva lavorato e nello stesso tempo divertito anche se aveva sempre sentito la sua mancanza.Si rendeva conto che tutti potevano cadere in tentazione, ma se lui si fosse sposato come voleva da li a poco, lei avrebbe avuto minori tentazioni col pensiero fisso su di loro come doveva essere. Il loro era amore e lui era certo di questo.

La voce della donna che amava lo fece tornare in sé.

"Tesoro siamo arrivati, che bello."
Lui le sorrise e rispose:

"Sì bellissimo."
Intanto guardava lei, non gli importava del museo.
Andò ad aprirle lo sportello con galanteria e poi le prese nuovamente la mano e assieme agli altri si avviarono.
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Come avrebbe potuto non cadere in tentazione? Quel jeans che la fasciava e quella maglietta morbida che arrivava ai fianchi. Era una tentazione vivente. Quel sedere era perfetto praticamente e guardarlo gli suscitava desideri e sensazioni pazzesche e anche non dicibili. La voleva e avrebbe fatto con quel culo perfetto di tutto. Sentiva che continuava ad eccitarsi sempre di più. Non avrebbe saputo dire finché avrebbe resistito.
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Seppur mano nella mano col fidanzato, lei sentiva il suo sguardo sul corpo, come dei raggi x che la esaminavano da capo a piedi e la giudicavano praticamente bellissima. Lei sentiva l'eccitazione prendere il sopravvento, i capezzoli indurirsi e il tanga cominciare a bagnarsi. Era una sensazione indescrivibile quella brama che non era riuscita a controllare né ad abbattere. Non ci era riuscita e sperava di farcela, ma non sapeva quanto avrebbe resistito. Intanto si appoggiò al fidanzato per cercare di eccitarsi con lui e così allentare la presa di quegli occhi bramosi, come quelli di un puma che aveva visto la sua preda e desiderasse balzarle addosso. Quando pensava al fidanzato o lo toccava davvero in un istante cambiava la prospettiva, la brama restava e forte, ma lo sguardo del compagno la faceva sentire in una nuvola di amore intenso e magico.
"Da che parte cominciamo? Nella guida dice che ci sono sei stanze ed ognuna di loro è diversa e bellissima."
"Facciamo un selfi esterno prima, anche qui è bellissimo non trovi? Chissà come si dovevano sentire le persone che avevano la possibilità di vivere in un luogo così affascinante e lontano dal tempo."
Il sorriso di Sarah indusse Francesco a sorridergli anche lui e a cominciare a fare buffe foto mentre sorridevano felici, mentre lei faceva un giro attorno ad una colonna mantenendosi con le braccia, un'altra mentre faceva il segno della vittoria con la mano destra e un'altra tutti assieme.
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Bryan la guardava felice e notava tutti i dettagli che agli altri sfuggiva, il sole che le inondava i capelli, le labbra morbide e tenere, gli occhi gioiosi e lievemente truccati, che la facevano sembrare una dolce fatina. E poi quel corpo magnifico, al momento della foto di gruppo aveva notato che la maglietta si era allargata un po' al collo per cui aveva potuto notare un po' dei globi bianche e perfetti che aveva racchiuso in un reggiseno verde chiaro con merlettini ai bordi.
Stava uscendo pazzo dal desiderio e quella notte di certo si sarebbe rivisto con quella tipa. La doveva scopare con forza animalesca sentendosi nuovamente uomo più che mai.
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Daf dopo aver fatto quella foto disse:
"Ma stasera quindi organizziamo il falò oppure no?"
"Direi di sì perché no? Ci divertiremo tantissimo."Disse Francesco mentre guardava la sua donna per vedere cosa diceva al riguardo, ma il giorno prima lei stessa era entusiasta.

Annuì contenta più che mai e disse:

"Di certo ci divertiremo.Andiamo ragazzi, ci aspettano le sei stanze e ancora dieci giorni di vacanza."

Poco dopo entrarono.


Era sera e stavano finalmente andando sulla spiaggia libera per il loro falò. Ognuno portava qualche cosa, chi le bevande e chi le patatine, le tartine e i popcorn. Si sarebbero divertiti come non mai.Quella sera Francesco che guidava come suo solito guardava fisso allo specchietto retrovisore a tratti.Era incazzato nero, odiava a morte quel canadese che non staccava mai gli occhi dalla sua donna, quella sera sarebbe stata la volta buona per fare a pugni. Era da tempo che non vedeva l'ora e di certo prima di ripartire lo avrebbe fatto. Gli prudevano le mani dalla voglia. Non era da lui, ma gli veniva il sangue alla testa quando lo vedeva con lo sguardo famelico su di lei. Una lezione gliel'avrebbe dovuta dare da parecchio tempo. Quella sera sarebbe stata la sera giusta per farlo. Intanto mentre cambiava la marcia prese la mano della sua donna e la mise sulla sua coscia, come a far vedere che lei continuava ad essere sua.Aveva dei progetti per loro e sarebbe stato il re della dolcezza perché alla fine della serata aveva pensato a farle una sorpresa che da lungo tempo teneva racchiuso in sé. Per un secondo guardò la mano della sua donna quella sinistra e notò come l'anello al suo anulare scintillasse e sorrise, perché tra poco tempo assieme a quello ci sarebbe stato una fede che avrebbe suggellato il loro pegno d'amore eterno. Nessuno li avrebbe potuti dividere. Già la pensava incinta che sedeva sulla sedia a dondolo mentre guardavano la tv assieme, oppure dopo la luna di miele dove finalmente potevano fare l'amore senza pensare a nulla altro, in piena libertà e in pieno diritto. Non avrebbe più notato nessun'altra che lei e avrebbe fatto ancora di più per non cadere in tentazione quando le donne gli si buttavano addosso. Anzi per dirla tutta se lei avesse anche lasciato il lavoro, sarebbero andati sempre assieme. Questo era un sogno che si sarebbe avverato, perché se lui guadagnava per due, lei doveva continuare a lavorare? Sarebbe stato così bello averla sempre con lui in tutti i momenti, senza pensare alla tristezza alla malinconia di quando era solo e vedeva le coppie vicine che si coccolavano.

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Ma che cazzo voleva quello stronzo che lo fissava così minacciosamente da tutto quel tempo? Certo lui non toglieva gli occhi da dosso dalla donna che bramava e amava, per cui la sua era rabbia allo stato puro.Ma alla fine si limitava a quello, ed era per questo che cercava di scopare quanto più possibile. Quella sera avrebbe voluto molto ma molto di più da lei, vedeva però che il compagno era in allarme. Il suo sguardo era molto duro, quasi glaciale e si scontrava con il suo che lo era altrettanto. Si sarebbe divertito ancora di più. Di solito cercava di farsi i cazzi suoi ma quella sera non era quella giusta era una di quelle sera che gli giravano per un sacco di motivi, quello più grande la perenne eccitazione che non riusciva a sopprimere nemmeno per un motivo e se era con loro e non in discoteca in quell'altra spiaggia era proprio perché voleva stare con lei.

Che coglione, sperava che le cose si mettessero bene e che faceva? La seguiva come un cagnolino, ma non riusciva a farne a meno. Come una lucciola che viene soggiogata dalla luce e lui lo era e voleva essere soggiogato. Era pazzesco ma era così. Non poteva e non voleva stare lontano da lei. Tra alcuni giorni sarebbero tornati a casa e tutto sarebbe tornato normale. Lui non avrebbe potuto più vederla tutti i giorni ma solo nelle rare occasioni in cui sarebbero usciti.


A volte pensava che quel maledetto giorno non l'avrebbe dovuta fermare, non avrebbe dovuto uscirci così non sarebbe successo un cazzo di nulla. Era davvero questo che voleva? Avrebbe continuato a vivere ignaro di tutto, ignaro del fatto che lui aveva incontrato l'amore e che non tutti avevano questa fortuna. Chiamala fortuna, lui fino ad ora aveva solo patito un'agonia amara e lenta.

Avrebbe bevuto e si sarebbe divertito. In fondo un falò cos'altro era se non bere e ballare attorno ad un fuoco? Sorrise cercando di rilassarsi.
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Erano quasi arrivati. Sarah era contenta per quella serata ma anche se il fidanzato la teneva per mano e a volte le portava la mano sulla coscia, riusciva a sentire forte e chiaro lo sguardo di Bryan che veniva da dietro. Anche se ci stavano i sedili sentiva comunque come fossero raggi x i suoi occhi puntati addosso.Non andava bene. Lei doveva cercare di evitarlo, il suo compagno era perfetto, lo amava forse non come bramava lui, ma era perfetto. Perché doveva soffrire così tanto? Era meglio quando lui non c'era la sua vita avrebbe avuto un binario diritto senza scossoni.

Si passò una mano tra i capelli e il compagno le si avvicinò sussurrandole:

"Sei bellissima amore."
Daf da dietro esclamò:
"Siamo arrivati...ci divertiremo."
Così Francesco parcheggiò e scesero tutti assieme, prendendo delle buste e portandole avviandosi al luogo dove avrebbero fatto il falò.

In realtà non era un vero falò, in quanto non lo avrebbero fatto con la legna ma con la sabbia. Avrebbero creato una buca dove poi ci avrebbero messo un po' di carta da giornale da accendere e attorno ad esso la musica che veniva da un tablet e snack. Con quello tante chiacchiere e divertimento.

Non c'era bisogno di fare un vero e proprio falò in quanto avevano mangiato già e poi era contro la legge.
Ebbero il tempo di appoggiare le loro cose in un angolo per poi togliere i sandali e sentire la sabbia tra le dita. Mentre gli uomini si organizzavano per la buca, le donne cominciarono a prendere una tovaglietta di stoffa con i petali di fiore di ciliegio e la stesero sulla sabbia dove misero le cose che avevano portato.

I preparativi furono brevi, in quanto loro avevano organizzato quella serata per parlare e divertirsi. Concludere le loro vacanze guardando il sole che sorgeva sul mare.

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Era raro per gli uomini stare tranquilli tra loro, soprattutto tra Bryan e Francesco. Ora erano entrambi impegnati a continuare a fare la buca. Forse in due anni che si conoscevano era la prima volta che non discutevano tra loro anche se si respirava aria di rabbia intensa. L'unica persona che si stava divertendo davvero era l'amico di Daf.
Di solito con le donne scopava solo ma con lei si sentiva davvero bene, sperava che col tempo il loro rapporto potesse cambiare.
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Mentre stava sistemando la buca, Bryan guardava ferocemente Francesco. Avrebbe voluto fargli del male, lui non desiderava altro che prenderlo a cazzotti. Era da tempo che lo voleva. Aveva evitato per lei Sarah, che di certo non avrebbe voluto né tanto meno apprezzato.
Però notava che anche lui lo voleva, quella rabbia cupa che sprigionava lo faceva sentire forte, con un'adrenalina che poche volte aveva provato se non nello sport. Si fermò per andare a prendere una birra. Quella sera ne aveva bisogno davvero.

Mentre si avviava, non gli riuscì di toglierle gli occhi da dosso .Era bellissima quella sera. Sopra al costume aveva messo un vestitino estivo sexy e bello, bianco che le scivolava sulle gambe sottili e slanciate. Stava seduta con le gambe appoggiate al petto e stava chiacchierando con la sua amica di sempre. Sembrava serena e contenta. E lui? Lui pieno di rancore e rabbia, voleva che lei fosse sua, voleva che tutto di lei fosse suo. Il suo piede che pieno di sabbia andava su e giù facendo vedere lo smalto che aveva messo. Quello smalto rosa scuro che lo fece eccitare ancora di più. Avrebbe voluto quel piede su di lui, in luoghi che era meglio non dire, non pensare, altrimenti quella sera sarebbe finita davvero molto male.
Prese la birra e la aprì bevendone subito svariati sorsi. Adesso si che si sentiva un po' meglio.
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Fu Sarah assieme a Daf che decise di accendere il tablet per mettere qualche musica così da poter ballare. Mentre decideva che musica mettere, aveva pensato che Bryan fosse un leopardo nelle sue movenze. Mentre si avvicinava per prendere la birra non aveva potuto che guardarlo. Era dannatamente bello e sexy, con quel pantaloncino corto in jeans e quella polo celeste. Di certo anche lui aveva il costume sotto. Sentiva che si stava iniziando ad eccitare, guardarlo la faceva sentire eccitata più che mai. Una brama che non aveva mai provato prima di lui, una sensazione di notevole entità. Anche il fidanzato però quella sera stava benissimo, aveva degli addominali scolpiti una canotta che li metteva notevolmente in risalto e quei pantaloncini corti facevano notare le sue gambe così muscolose.
Lei lo salutò con la mano buttandogli un bacio che lui afferrò con tenerezza ributtandoglielo.
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Una mezzora dopo lei e il fidanzato stavano mangiando gli snack che tutti avevano portato e stavano chiacchierando con gli altri, mentre ogni tanto Francesco le portava una patatina alla bocca sorridendole con dolcezza.
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Cazzo era questo che lo faceva sentire sempre più furente, sempre più incazzato, strinse una mano a pugno, per controllarsi.
Poco dopo però Daf andò verso l'amica e la tirò su per andare a ballare. In fondo erano lì per questo. Qualche minuto dopo anche gli altri li raggiunsero. Gli sguardi di lui restarono su di lei, sulla sua allegria sulla sua gioia, sul suo corpo che alla luce della luna era ancora più bello.

Aveva un disperato bisogno di lei, di toccarla, carezzarla, semplicemente ammirarla. Non poteva, non doveva, si sentiva amareggiato oltre ogni dire. Così cercò di avvicinarsi sempre di più per poter ballare con lei, ma non ci riuscì.
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Francesco nel momento in cui cominciò la canzone che era la loro, I will always love you di W. Houston, cercò di tirarla a sé, per ballare assieme e allontanarsi, per poterle dire ciò che si era tenuto per sé tutta quella vacanza. Così la strinse forte e cominciarono a fare dei piccoli passi stretti stretti come se ci fossero solo loro due e nessun altro. Un'altra dimensione, un'altro mondo fatto di sussurri e sospiri di una vita che era la loro. Mentre ballavano, lui allentò la presa da un braccio per carezzarle i capelli teneramente.
Le disse:
"Amore ci allontaniamo qualche minuto? Vorrei parlarti, poi torniamo di nuovo qui per ballare un altro po'."
Lei annuì, cosa voleva dirgli di così importante?Perché il suo cuore batteva così forte? Perché pensava che gli occhi di Bryan erano cupi e puntati sempre su di lei? Come mai li riusciva a sentire? Perché si sentiva così emozionata nell'andare a fare un giro con il fidanzato? Un insieme di sentimenti confusi la fecero commuovere per un attimo.
"Piccola non piangere," le disse sorridendole. "Desidero dirti una cosa bellissima. Lo sai che ti amo vero?"
Lei commossa annuì e poi gli rispose:
"Anche io ti amo."
"Vieni sediamoci un po' più in là, così da essere soli."
Mano nella mano continuarono la loro passeggiata, sentendo i loro cuori battere all'unisono e continuando a sentire la sabbia sotto i loro piedi consapevoli che si trovavano in mezzo ad uno spettacolo naturale bellissimo.
Poco dopo si sedettero e lui tenendole la mano, si inginocchiò e guardandola negli occhi le disse:
"Sarah Abregal, ti ho amata sin da subito, dal primo sguardo che ci siamo scambiati, finalmente posso chiedertelo, mi faresti l'onore di diventare mia moglie?"

Lei iniziò a piangere, non riusciva a fermarsi, finalmente il suo sogno diventava realtà ma perché era così maledettamente confusa? Era felice come non mai, il suo cuore batteva fortissimo nel suo petto, era lui l'uomo perfetto, quello che le avrebbe fatto fare una vita perfetta sotto tutti i punti di vista.
Lasciò perdere quello che ancora sentiva per il canadese e inginocchiandosi anche lei abbracciandolo contenta gli disse semplicemente:
"Sììììììììììììììììì."
Così sorridenti e felici caddero entrambi sulla sabbia e restarono abbracciati così sotto la luna, mentre le braccia di lui la stringevano forte, mentre entrambi emozionati si baciavano appassionatamente.

"Amore aspetta, aspetta un secondo."
Così lei si staccò dalla sua bocca per guardarlo.
Lui le sorrise e disse:
"Metti la mano nella tasca del mio pantaloncino."
Lei lo fissò e rise contenta.
Poi fece quello che lui le aveva detto tirando fuori un pacchetto piccolo.
Si sedettero, lei tra le sue braccia e lui che le prese da mano il pacchetto.
"Questo è per te, aprilo tesoro."
Così poco dopo lei lo aprì e vi trovò un altro anello. Rimase abbagliata da quanto era bello.Semplice come fosse stata una fede incastonata da brillantini tutti attorno.
"Finché non ci sposeremo, questo anello sarà il pegno del nostro amore. Non un anello di fidanzamento, ma la nostra promessa, il nostro sì. Aspetta che te lo metto."
Lui le prese la mano tra le sue e notò che tremavano leggermente. Anche lui era emozionato. Le sorrise e poi tolse l'anello dal suo scatolo e glielo mise all'anulare sinistro e poi glielo baciò dicendole:
"Da oggi sei mia."
I loro sguardi caldi si erano intrecciati di nuovo per poi stendersi e baciarsi voracemente.
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Erano quelli i momenti importanti della vita, dove due corpi si trasformavano in un'anima sola, dove non c'era bisogno di parlare, dove solo le anime riuscivano a capirsi senza parole. Il canadese quando si erano allontanati non li aveva seguiti, si era fatto molta forza, Perché avrebbe voluto, ma non poteva farsi vedere dagli altri. Era una sua debolezza ma nello stesso tempo la sua forza. Lui la amava come non mai, la bramava come non mai. Alla fine mentre gli altri continuavano a ballare e distrarsi, lui si avvicinò per prendere un'altra birra e dare una scusa agli altri del suo allontanamento. Poco dopo aprì la lattina e dopo aver dato un sorso lungo, si allontanò. Andò piano per non farsi notare per poi quasi correre. Quando arrivò li vide stesi sulla sabbia che si baciavano intensamente. Con la mano destra strinse la lattina fino quasi a piegarla, tanta la forza che ci aveva messo. Cazzo le cose non sarebbero mai cambiate. Era così tormentato così maledettamente dilaniato. Si sentiva incazzato nero.

I sentimenti che provava si erano tutti canalizzati in quel preciso momento. Di certo avrebbe fatto in modo di prenderlo a pugni. Non vedeva l'ora. Anche se era la sua donna, lui la voleva e l'avrebbe avuta. Doveva averla.
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Una mezzora dopo felici come non mai e mano nella mano stavano tornando indietro, per stare ancora con gli amici e ballare in loro compagnia, pensando che i loro sogni i stavano per realizzare nella loro completezza.
Una volta arrivati videro che gli altri stavano ballando una zumba, così si inserirono anche loro e continuarono a divertirsi felici.

Bryan cercò di avvicinarsi per poter ballare con lei e mentre stavano ballando assieme in gruppo, uscì una canzone romantica e lui la tirò verso di sé, stringendola e attaccandola al suo torace. Nel momento in cui questo accadde si sentì completo, come non lo era mai stato. La canzone di Ed Sheran era perfetta. Lei prima cercò di staccarsi, ma poi presa dal suo profumo e da una brama incontrollabile non ci riuscì. Nell'attimo stesso in cui lui riuscì a stringerla e a fare alcuni passi e giravolte, venne preso in viso da un pugno feroce che lo gettò in terra.

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Erano mesi che si stava controllando, erano mesi che gli prudevano le mani dalla voglia di fare a botte. Era arrivato il momento di sfogarsi. Lei era sua. Quel canadese con i capelli rossi doveva stare al suo posto e non rompere più le palle.
Così si gettarono in terra e cominciarono a prendersi a pugni. Prima Francesco che cercava di tirargliene quanto più possibile guardando il suo sguardo che diventava sempre più rabbioso e la sua mascella insanguinata, poi Bryan che lo girò e continuò a picchiarlo senza pietà. Era diventato nero dalla rabbia che aveva accumulato. Non riusciva più a resistere. Non era una semplice scazzottata, era una vera guerra, una lotta per un territorio, una lotta per una donna che entrambi volevano.

Continuarono come se fossero stati soli, mentre si picchiavano, entrambi loro si erano alzati continuando a prenderle anche sul torace come fossero stati due tigri che si ringhiavano tra loro. Pronti a fare del male senza smettere, con una forza bruta dettata dall'accumularsi della rabbia.

Ad un certo punto un pugno raggiunse la mascella di Bryan e schizzò del sangue ma anche lui continuò tirando un altro pugno sulla spalla e anche Francesco si fece indietro. Tutto si era come bloccato. I pugni continuavano imperterriti anche se ormai i palmi erano pieni di graffi. Non si sarebbero fermati più. Si meritava quello stronzo tutta la violenza che poteva e anche di più.

Maledetto canadese del cazzo, era forte però. Ormai era parecchio che stavano battendosi. I pugni continuavano a volare avevano entrambi escoriazioni e ferite. Doveva vincere ad ogni costo.Guardava quello stronzo ed era pieno di lividi, uno anche sotto gli occhi. Chissà lui in che condizioni era. Lei era solo sua e lo disse con uno sguardo rabbioso e con un modo di parlare che sembrava un ringhio:

"Lei è mia. Levati dalle palle."
Bryan lo sapeva ma quando l'uomo glielo disse una rabbia ancora più forte gli diede la forza di continuare ancora. Non desiderava smettere. Quel viso tumefatto era la sua ricompensa, una ricompensa che voleva ormai da tempo immemorabile.

Tutte le volte che si erano baciati, tutte le volte che si erano accarezzati, tutte le volte che si erano guardati soltanto tutta la rabbia, il rancore, la gelosia, che aveva la stava cacciando adesso. A pensare a tutte le volte che avevano fatto l'amore, a pensare a tutte le volte che avevano avuto intimità, a pensare come quella sera si stavano baciando stesi sulla sabbia incuranti di tutto, in un altro mondo. Questo lo faceva uscire pazzo. Una parte di se che non faceva vedere quasi mai.


Incredibilmente fu lo sguardo spaventato di Sarah che lo fermò. Francesco l'aveva vista: era spaventata. Gli passò la voglia in un attimo. Davanti a lei non si era mai battuto, di solito erano cose che facevano tra uomini ma anche lei non era abituata. L'aveva sempre visto un uomo tranquillo. Così smise e dimentico si avvicinò alla sua donna carezzandola, mentre lei quasi piangeva.
"Va tutto bene amore. Tutto bene. Andiamo dai. Non mi sono fatto nulla."
Intanto Sarah era preoccupata per entrambi. Sapeva che era per causa sua se era successo tutto questo e il suo cuore pompava come non mai per tante incertezze e tanti sentimenti.
continua
Avevano da poco finito di fare l'amore, ma ancora si stavano baciando. Non erano ancora sazi. Era questo il bello di essere due corpi e un'anima. La amava follemente e non vedeva l'ora di far trascorrere il tempo per sposarla. Così anche se ancora smanioso e anche se lei era adagiata su di lui e si sentiva ancora eccitato da morire si staccò dalla sua bocca e disse:
"Amore che dici se cominciamo ad organizzarci?"
Lei non ebbe problemi a capire quello che voleva dire. Le sue labbra a pochi centimetri da quelle dell'uomo si aprirono in un sorriso felice e poi disse:

"Converrebbe andare al comune e in chiesa prima cosa che dici?"
"Già così stabiliamo una data. deve essere vicina, non voglio aspettare ancora molto tempo."
Continuò a guardarla rapito e cominciò ad accarezzarle i capelli morbidi che scendevano sul suo collo. Che dici se poi ci organizziamo per andare a casa dei nostri genitori?"
Lei continuò a sorridere, anche se aveva gli occhi chiusi come se stesse godendo delle mani gentili che le carezzavano e disse aprendo gli occhi per un momento:
"I tuoi ormai mi conoscono bene e si sono rassegnati al fatto che da un anno conviviamo però mi sembra una buona idea. Magari poi domani sera andiamo dai miei. Saranno felici. Ti adorano."
"Anche i miei ti adorano."
Mentre continuarono a baciarsi languidamente per un altro po', lui continuava a pensare ad alcune cose che non sapeva ancora di lei, così poco dopo si staccò con fatica dalle sue labbra e disse:
"Che tipo di matrimonio preferisci?"
Lei appoggiò il viso sulla mano ancora stesa sul suo torace sexy e muscoloso e disse:
"Non molto sfarzoso intimo e tu?"

Lui le sorrise ancora inebetito e disse:

"Anche per me è così. E come ti piacerebbe avere l'abito?"
Lei per un momento rimase in silenzio era da bambina che sognava l'abito giusto e voleva dirglielo nel dettaglio. Alla fine mormorò:
"Come tutte le bambine anche io ho sempre voluto un abito e nella mia mente è lì, stile ottocento, con corpetto stretto a cuore e la gonna lunga bianca piena di tulle, larga magari con grappoli di rose bianche cucite sui lati e piccoli brillantini sul corpetto. Un velo lunghissimo. Chissà perché ho sempre sognato questo e sotto un paio di tacchi vertiginosi che mi facessero apparire più che bella per un giorno ai tuoi occhi."
"Amore ma tu sei bellissima, lo sei sempre stata. Io credo che metterò uno smoking di Pignatelli, nero con camicia bianca. Gli uomini non sognano l'abito ma desiderano che il loro rapporto sia felice e completo. Il nostro lo sarà sotto tutti i punti di vista.Ti amo piccola Sarah. Tantissimo."
"Anche io ti amo."
Poco dopo tornarono a fare l'amore. Non desideravano altro. Era domenica, ormai era trascorsa una settimana dal loro ritorno e il giorno dopo avrebbero ripreso a lavorare. per cui si stavano godendo quella giornata bellissima.
Due ore dopo:
"Tesoro che dici se ci organizziamo stasera e poi approfittiamo per andare a mangiare fuori?"
"Perché no? Per quanto riguarda la chiesa credo che potremo farlo per il comune domani chiedo il permesso per uscire un'ora prima e andiamo va bene?"
"Va bene amore, anche io domani chiedo per uscire un po' prima e ti vengo a prendere. Non vedo l'ora tesoro mio. Adesso erano entrambi seduti sul letto e lui le stava fissando la schiena nuda e bianca perlacea, con quei capelli setosi che gli scendevano sulla schiena. Era bellissima. Avevano fatto l'amore per tre ore e ancora la voleva. era diventato un ingordo, guardava verso il basso e notò che il suo membro era grosso e duro come una roccia.
In fondo erano le 13 potevano ancora divertirsi un altro po'. Non avevano fretta, e lui la voleva come non mai.
Così la tirò verso di se e si misero a ridere mentre la metteva su di se e continuava a baciarla.Le sue labbra erano il paradiso e il suo corpo lo attirava come non mai.
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Bryan era nervosissimo, quella domenica doveva terminare alcune pratiche di lavoro ma non ci riusciva. Ancora pensava a lei, alla possibilità che aveva avuto di abbracciarla e di come si era sentito diverso, improvvisamente a casa, come se non avesse mai sofferto. Quando quel pugno l'aveva colpito era come se fosse uscito da una bolla di intimità che aveva sentito altre volte sempre solo con lei. Aveva ancora alcune escoriazioni, quel bastardo era davvero forte, ma alla fine era stato soddisfatto di averlo preso a botte. E credeva anche lui. Si erano sfogati e di certo quel bastardo aveva capito che non si sarebbe arreso, anche se sapeva che lei era sua, per adesso.
Era pazzesco. il membro in mezzo agli short che indossava in casa si era ingrossato talmente che non riusciva quasi a incrociare le gambe. Si sentiva molto frustrato e scocciato. Doveva fare una doccia fredda o una sega? Quella sera avrebbe chiamato il suo amico e assieme sarebbero andati a donne. Non era la stessa cosa ma lui doveva sfogarsi e un paio d'ore di sesso rude sarebbe stato il massimo. Intanto doveva sforzarsi per lavorare. Non poteva lasciare stare era una cosa importante. Chissà se le avesse mandato un messaggio cosa avrebbe fatto. Alla fine prese il suo cellulare lì accanto e le scrisse: Come va? Tutto bene?
Poggiò poi il telefono sul letto dove si trovava e cercò di continuare ancora a lavorare, anche se si sentiva ancora più eccitato di prima.
Alla fine lasciò stare per una decina di minuti il lavoro, aveva deciso di fare una sega e poi una doccia. Almeno si sarebbe sentito meglio.
Andò verso il bagno e aprì la leva della doccia per poi spogliarsi , togliendo lo short e buttandosi sotto l'acqua fredda. Mentre le gocce gli venivano addosso, lui si eccitava con la mano destra facendo salire e scendere , salire e scendere, salire e scendere, mantenendosi con l'altra mano alla parete della doccia, cercando di pensare che fosse lei a toccarlo, magari con quella sua bocca così dolce e passionale. Quelle labbra che aveva sempre desiderato su di lui in tutti i modi possibili. Dopo un'altra decina di minuti arrivò e istantaneamente si sentì meglio, anche se sarebbe servito a poco. Continuò a bagnarsi con l'acqua gelata ancora un po' sentendo che le gocce gli facevano bene e poi chiuse la manopola per uscire. Decise di asciugarsi solo il corpo, faceva caldo poteva tenere i capelli bagnati. Si infilò nuovamente gli short e tornò al pc con le pratiche da finire. Si ricordò che le aveva mandato un messaggio e decise di aprire la app. per vedere se avesse ricevuto una risposta e sorrise perché lo aveva fatto. Era emozionato come un bambino, era davvero un imbecille.
Aveva scritto solo questo: sto bene e tu?
Era poco ma era abbastanza per lui. Almeno non aveva fatto finta di nulla, non lo aveva evitato, cosa che pensava di certo avesse fatto visto quello che era successo. Era così bella, così dolce e così buona alla fine. Era rimasta come quando si erano visti per la prima volta, una ragazza che cercava di fare del suo meglio. Che diceva mai, una donna che cercava di fare del suo meglio.
Alla fine tutto era cambiato così scrisse anche lui la sua risposta:
Anche io sto bene, buona domenica un abbraccio.
Tornò al suo lavoro pensando che alla fine il loro rapporto non era cambiato. Per sua fortuna. Non era servito quasi a nulla fare una sega, perché il suo membro come se avesse avuto vita propria si stava nuovamente ingrandendo, non appena aveva pensato a lei di nuovo.
Forse aveva bisogno di una birra ghiacciata. Così si alzò e andò verso la cucina. Aprì il frigo e prese una buona Peroni, la aprì con l'apribottiglie e tornò nuovamente in camera dopo aver fatto una lunga sorsata.
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Era pomeriggio e mentre si preparavano per andare a vedere la data in chiesa, lei aveva sentito che il telefono vibrava. per sua fortuna era in bagno a truccarsi, altrimenti sarebbe stato difficile. da quando si erano battuti Francesco non poteva sentire neanche il suo nome. Non lo sopportava proprio. Forse lei non avrebbe dovuto rispondergli, ma non gli sembrava giusto. In fondo lei stava ancora con lui, non aveva preso altre decisioni al riguardo. Così mentre si metteva il rossetto prese il cellulare e lesse. Sorrise, in fondo era un messaggio quasi innocente. Gli rispose senza remore. Dopo continuò a truccarsi pensando che in fondo era contenta, seppur dentro di lei infuriava ancora una battaglia. Non aveva detto a nessuno ancora del matrimonio, ma lo avrebbe detto a Daf il giorno dopo. Si guardava l'anello al dito, era bellissimo davvero. Il compagno era così sexy e bello. Perché non era completamente felice? Eppure i suoi sogni si stavano realizzando tutti. un giorno magari non tanto lontano avrebbe potuto essere madre e lasciare il lavoro per occuparsi dei figli e magari andare in giro col marito. Sarebbe stato bellissimo. Stare sempre con lui.Non avrebbe mai potuto sperare in niente di meglio di lui.
"Tesoro sei pronta?"

"Amore sto scendendo. Adesso vengo."
I suoi occhi brillavano di gioia e poco dopo mano nella mano scesero e chiusero la porta. Non potevano aspettare altro tempo.
Aprì lo sportello col telecomando e salirono per poi partire verso la loro chiesa a pochi chilometri da lì.
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Casa di cura Canada
Mel aveva finalmente organizzato un piano di fuga. Non poteva fallire assolutamente. Si era comportata bene proprio per quello. La notte non ci stava nessuno di guardia, così che poteva uscire indisturbata. Per i primi tempi era stata severamente seguita giorno e notte, Adesso tutto si era allentato. Finalmente avrebbe avuto la sua vendetta. Senza controlli sarebbe bastato un nulla e loro se ne sarebbero accorti tardi e non avrebbero potuto fare nulla. Per fortuna i biglietti aerei sul pc poteva ancora farli. Non potevano avere nelle loro stanze computer o tablet ma in una stanza comune si. Controllavano ma ogni tre giorni, per cui poteva farcela.Ci sarebbe riuscita, e se lei non poteva avere Bryan non l'avrebbe avuto nessuna altra. In quel periodo passato li dentro chiusa, solo i suoi genitori erano venuti a trovarla. Nessun altro. Aveva sperato almeno in una telefonata, ma nemmeno quello. Non poteva continuare così e non voleva che finisse così. Tutto sarebbe cambiato e presto anche. Guardava fuori dalla finestra ma non vedeva nulla. La sua vita era stata quella per parecchio tempo ed era stanca soprattutto di reprimere la sua natura ambivalente. Non sarebbe mai cambiata era sempre stata così e nessuna clinica l'avrebbe fatto.Però aveva una grande pazienza dalla sua. Aspettare era servito e molto anche. Il suo piano si sarebbe dimostrato infallibile. Un ghigno le fece cambiare espressione del viso. Sarebbe stato perfetto. La notte dopo avrebbe effettuato la fuga verso l'aeroporto.
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Erano felicissimi. Avrebbero dovuto portare i documenti, ma avevano stabilito la data. Si sarebbero sposati l'anno nuovo al mese di ottobre. Non potevano essere più felici di così. Era una gioia che non si poteva conoscere se non la si provava.



si sentiva davvero dannatamente felice. Stavano andando a casa dei suoi genitori. Era una notizia importante e non potevano più rimandare.Forse nella sua vita non si era mai sentito così felice, completo come adesso. I suoi sogni si erano realizzati via via tutti. Non poteva sentirsi meglio di così.
"Amore allora andiamo dai miei? Li avvisiamo e poi andiamo a festeggiare. Che dici?"
Lei annuì e poi gli sorrise apertamente mentre lui cambiava la marcia andando più veloce.Sapeva che i suoi genitori sarebbero stati felici, Sarah era sempre stata affezionata alla sua famiglia e così anche loro a lei. Sua madre si sarebbe commossa di certo e lui sentiva il suo cuore battere fortissimo.
Le prese la mano e la mise sulla sua coscia.
"Sono felicissimo amore e tu?"
"Anche io tesoro. Non potrei esserlo di più."
In fondo era vero. Non era una bugia quella che stava dicendo, solo che sentiva che non era l'assoluta verità ma in fondo lei aveva deciso cosa aveva da nascondere? Nulla. Lei si girò e notò la sua perfezione e i suoi lineamenti sereni e contenti.
Guardò poi abbassando lo sguardo nuovamente l'anello che scintillava e sorrise felice. Era tutto perfetto.
Dopo una ventina di minuti arrivarono al quartiere dove i suoi genitori vivevano.Ci erano andati molte volte eppure mai come quel giorno si sentivano tanto emozionati.
Angela e Paolo vivevano in un quartiere molto curato di Roma Ostiense, vicino la metropolitana e vicino alla Basilica di San Paolo. Vivevano in una palazzina. Entrò con la macchina all'interno del parco e poi dopo che il cancello grande si chiuse dietro di se andò a parcheggiare.




Scesero velocemente, quando lei mise piede nel parco che si avviciava al palazzo di dove abitavano i suoi genitori, cominciò ad emozionarsi. Ricordò quando l'anno prima dopo che lui aveva deciso di fidanzarsi ufficialmente la portò a casa la prima volta. Non riusciva a vedere esentire nulla, tremava e vedeva tutto ovattato. La presentazione dei suoi e la giornata mentre la madre le faceva vedere la casa e le offriva un caffé per conoscerla meglio. Adesso era più rilassata non é che sivedessero molto, però di certo il rapporto era igliorato da allora. Oggi però era ancora emozionata.

Quando stavano al cancello che avrebbe poi portato all'ascensore e al quarto piano, lui la abbracciò e le sussurrò carezzandole i capelli:
"Non essere così emozionata, loro saranno contenti. Dai andiamo adesso."
La lasciò per baciarla dolcemente sulle labbra. Si sentiva completo e tranquillo solo quando lei era tra le sue braccia. L'avrebbe sempre protetta e non l'avrebbe mai lasciata andare.

INtanto mentre salivano mano nella mano si sentiva sempre più emozionata.
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Era sera ed aveva deciso di uscire, sarebbe andato da Marc e assieme sarebbero andati in qualche discoteca e poi a scopare con qualcuno.Non riusciva più a trattenersi, aveva lavorato quasi tutto il giorno, voleva divertirsi, svagarsi con la testa.Non pensare più a nulla. Da quando la vedeva ogni giorno adesso non poteva vederla più. Non le avrebbe nemmeno mandato qualche messaggio per uscire o forse si? Che li costava tutto sommato.Così prese il cellulare e mandò un messaggio a Marc e poi anche uno a lei.
Stasera andiamo a ballare alla Farfalla nera, venite anche voi?
Marc gli rispose subito di si che poi si sarebbero divertiti anche dopo. Questo era i8l suo amico. Perché sentiva così tanto la sua mancanza? Si sentiva così stanco frustrato. Almeno prima pteva vederla a colazione a pranzo. Cazzo non doveva pensarci.Perchè era così sfortunato e così coglione da pensarla ancora? Da amarla ancora? Si sentiva così dilaniato, così amareggiato. Stanco di tutto.

Mentre aspettava che la donna gli rispondesse decise comunque di andare dal suo amico, avrebbe potuto raggiungerlo a casa e bere una buona birra per poi se l'amico stava in compagnia approfittarne anche lui e scopare prima di uscire gli sembrava un'ottima soluzione, soprattutto un modo per scacciarla dalla mente inquieta che si ritrovava.
Prese le chiavi della macchina da sopra il mobile del suo ingresso e uscì. Sperava solo che lei dicesse che veniva. In fondo e sorrise come uno stupido lui voleva rivederla. Mise in moto e partì. L'amico abitava a pochi km da dove stava lui in zona Eur.
Dopo una quindicina di minuti, parcheggiò e poi salì verso il palazzo dove abitava prendendo l'ascensore verso il terzo piano.Aveva avuto la fortuna di trovare il cancello aperto. Chissà come avrebbe trovato l'amico. Bussò alla sua porta e attese. Mentre aspettava sentì un bip al cellulare. Lo prese e aprì la sua app sorridendo, aveva detto che veniva. Il cuore aveva cominciato a battere velocemente. Era contentissimo. L'avrebbe rivista, anche se con quell'imbecille.

Neanche il tempo di pensare che l'amico aprì la porta. Era in jeans e torso nudo. Lo fece entrare e poco dopo lui lo seguì nella stanza dove mise una canotta, per poi andare verso la cucina. Prese due birre e una la diede all'amico.
"Immaginavo saresti venuti qui."
Gli fece un occhiolino. E disse:
"Che dici se chiamo un paio di ragazze? Tra un'oretta poi ci avviamo."
Lui annuì.
Lei non sarebbe mai stata sua o almeno non ora. Non si sentiva in colpa per voler sfogare la sua sempre più evidente eccitazione, quasi costante ed imbarazzante. Il tempo lo passava solo ed esclusivamente lavorando e pensando a lei. Quella notte l'avrebbe seguita. Voleva vederla a casa sua. Era un coglione.
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Erano contenti, i genitori davvero erano contenti e così che loro se ne erano andati soddisfatti e felici. In quel momento mentre erano in macchina lei ebbe un messaggio. Così aprì la sua app e lesse. Decise di rispondere di si e poi disse al ragazzo con lei:
"Che dici di andare a ballare ?"
"Ora?"
"Sì. Avviso Daf."
Lui annuì, anche se pensava che ci sarebbe stato quello stronzo con loro. Lo avrebbe nuovamente riempito di botte se avesse messo gli occhi addosso alla sua donna di nuovo con estrema soddisfazione anche. Voleva aspettare al giorno dopo ma avrebbe approfittato per dirlo agli amici quella sera stessa. Prese la mano della sua donna dalla coscia e la strinse per un minuto. Quella mano piccola e fragile lo faceva sentire forte come un leone.
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Un'ora dopo Bryan e Marc erano fuori al locale, così anche Daf e il suo amico. Stavano aspettando i due ragazzi che stavano arrivando.

Poco dopo li videro. Stavano correndo verso di loro tenendosi mano nella mano.
Daf non appena arrivarono abbracciò l'amica come sempre.
Mentre la stringeva non potè fare a meno di dirle:
"Mi sembri più felice qualche novità?"
"Sì, si non appena andiamo dentro ti racconto."
Ovviamente Bryan la stava guardando e l'avrebbe voluta salutare e così fece avvicinandosi alla sua guancia abbassandosi al suo livello.
Ebbe il tempo solo di fare questo, in quanto Francesco la strinse forte a sé e lo guardò come a dire...stai lontano da lei.

Poco dopo entrarono e si andarono a sedere per un aperitivo. La musica già pompava a tutto volume così lei tenendo la mano della sua amica disse:
"Andiamo in bagno ho da dirti un sacco di cose."
Si allontanarono. L'uomo che le guardò andare sorrise felice. Sapeva che lei avrebbe raccontato le novità di quei giorni. Lui le avrebbe raccontate agli altri.

Bryan non appena l'aveva vista aveva notato che gli occhi le brillavano e che sembrava più felice. Era sempre bellissima, chissà che le era successo?


Era seduta sugli scalini dell'ingresso della sede del suo lavoro e chiacchierava animatamente con Daf di quello che era successo. Si sentiva contenta come non mai. Il giorno prima nel bagno le aveva detto alcune cose ma non era riuscita a dirle tutto e così adesso mentre mangiavano un panino nel loro momento di pausa stava approfittando per dirle tutto nei minimi dettagli.
L'amica la guardava con affetto e con un po' di ansia.
"Sei certa che sia la cosa giusta da fare? E Bryan?"
Lei la osservò per un po' meditabonda e poi rispose:

"Non posso cambiare quello che provo per lui però posso pensare al mio futuro con Francesco".
"Brava amica mia sono davvero contenta per te per voi," poi abbassò il viso verso l'anello che scintillava alla sua mano e sorrise prendendole la mano nella sua e dicendole:
"l'anello è bellissimo".
Lei le disse contenta:
"Hai ragione è bellissimo davvero ma vedrai che succederà anche a te".
L'amica sorrise anche lei negando con la testa e dicendole:
"Il divertimento si la serietà no, non più".
"Eppure ho visto come vi guardate!"
"Non posso e non voglio. Hai ragione le cose stanno cambiando ma non voglio che cambino. Preferisco averlo come scopa amico e punto".
"Purtroppo le cose cambiano e non possiamo farci nulla e io ne so qualche cosa".
"Hai ragione ma hai deciso comunque di accettare di sposarlo no?"
"Ma è diverso io e Francesco ci conosciamo da tempo e sinceramente lo amo forse non come amerei Bryan col tempo ma lo amo. Mi fa sentire al sicuro mi protegge mi fa sentire importante come non lo ha mai fatto nessun altro. Mi dà quello che nessuno fino ad ora non ha mai dato, la sicurezza, l'amore, il desiderio, una famiglia in un futuro, una casa, la sicurezza in ogni senso. Non potrebbe esserci persona migliore per me".
"Hai ragione è diverso ma io non voglio assolutamente che succeda nulla, non voglio soffrire ancora, non sono così forte come tutti credono sai?"
Mentre stavano chiacchierando sentì che il telefono suonava. Si alzò e andò dentro verso la sua postazione. Mentre stava andando notò che la sua amica la seguiva e sorrise. Prese il telefono e vide che era Francesco. Così rispose. Dovva essere importante se l'aveva chiamata.
Rispose e sentì una voce diversa di quella del suo compagno.
"Ma chi parla?"
"Signora sono il dottor Palo e la chiamo dall'ospedale Santo Spirito. Suo marito ha avuto un incidente. Venga subito".
"Come un incidete? Quando? Perché?"
"Venga subito è urgente, le spiegherò quando viene".
La telefonata finì e lei si avviò velocemente verso la sua macchina. Quel giorno era andata da sola perché Francesco aveva un appuntamento presto. Mentre stava correndo si girò e disse a Daf:
"Dillo al capo che ho avuto un'emergenza".
"Non ti preoccupare fammi sapere".

Cosa poteva essergli successo di così grave e così all'improvviso? Mentre correva le tremavano le mani e si sentiva sconvolta come non mai. Cosa poteva essere successo? La mattina avevano fatto colazione, la sera prima erano stati in discoteca e adesso cosa cazzo stava succedendo?
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Mel era soddisfatta pienamente, finalmente la sua vendetta era stata attuata. Non ci era voluto molto per sapere dove lavorava e come si muoveva e soprattutto che strada avrebbe fatto. Così aveva pianificato il suo piano nei minimi dettagli. Non aveva avuto molto tempo in quanto sarebbe dovuta tornare in clinica per non farsi scoprire o forse si sarebbe data alla fuga. Lei non voleva tornare lì e avrebbe fatto l'impossibile per non farsi prendere. Aveva ancora le mani sporche di sangue. Le guardava e sorrideva, mentre scorreva per terra e la macchina si era capovolta andando fuori strada. Sorrise, davanti ad un tratto di strada che curvava aveva messo una bambola adulta vestita di panni femminili che da lontano poteva sembrare una donna svenuta in strada. Lui correndo non aveva fatto a tempo per frenare e aveva girato il manubrio verso destra per evitarla andando fuori strada.
Lei per tutto il tempo era rimasta nascosta. Quando la macchina dopo un paio di capriole si era fermata aveva deciso di scendere. Voleva essere sicura che fosse ferito gravemente e che sarebbe morto a breve.
Così anche se la macchina erapiena di fumo ed era pericoloso avvicinarsi lei era andata proprio li e aveva visto il ragazzo con la testa piena di sangue. Rise sguaiatamente e volle toccarlo per accertarsene. Aveva perso i sensi. Dopo averlo toccato sulla ferita grave attraverso i finestrini rotti, decise di chiamare i medici. Ormai era di certo tardi ma almeno sarebbe stato ancora più traumatico.
Dopo la chiamata aveva buttato il telefono in terra ed era scappata. Non l'avrebbero trovata facilmente. Di una cosa era certa. Bryan sarebbe stato suo per sempre o di nessun'altra.

Stavano ancora nella discoteca. Erano dentro da un paio d'ore e dopo aver ballato sotto le luci del neon al ritmo di varie canzoni Francesco aveva deciso di isolarsi con la sua donna. Così in mezzo agli altri che continuavano a ballare indisturbati aveva messo dalla loro play list del cellulare la canzone che entrambi preferivano quella di W. Houston: I will always love you e poi aveva preso gli auricolari e li aveva messi uno a lei e l'altra a lui. La musica anche se non si sentiva perfettamente in quanto i suoni e i rumori esterni si sentivano come un sottofondo erano riusciti comunque a potersi dedicare un lento insieme abbracciandosi teneramente. Era incredibile lei riusciva a sentire il battito violento del cuore del suo uomo e sorrise mentre si stringeva a lui e continuava a ballare lentamente sposando solo un po' i piedi. In mezzo a loro la bolgia che alzava le braccia o muoveva sensualmente il corpo ed invece veniva prepotentemente a galla la loro intimità. Era incredibile lei che ballava un lento con gli occhi chiusi abbracciata al suo compagno in quelle condizioni. Sorrise e le venne in mente un film che ancora guardava volentieri anche se ormai era superato: il tempo delle mele dove ad una festa di compleanno un ragazzo aveva messo le cuffie alle orecchie di una ragazza e mentre fuori ci stavano gli altri a ballare loro sentivano Reality che li avevano portato nel loro mondo lontano.


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Bryan che era andato con loro per sentirsi più vicino a lei e per avere la possibilità di respirare la sua stessa aria, per cui vederla sorridere o vederla serena o vederla sensuale mentre ballava era rimasto contento per parecchio tempo in quanto tutti loro si erano scatenati e non avrebbe mai creduto che lei potesse mettersi con Daf avanti ad uno specchio e ballare con lei sensualmente ridendo come matte.Invece ecco che un'altra versione di lei che non avrebbe mai dimenticato. La cosa che invece gli sarebbe rimasto dentro per sempre era quella nuova bolla che entrambi avevano creato allontanandoli dalla realtà ossia dal fatto che avevano scelto di andare a ballare per stare tutti assieme e stranamente seppur questo non avrebbe dovuto importargli gli fece una stretta al cuore ed una maledetta voglia di andare li e spostarli con un ringhio dichiarando che lei era e sarebbe stata sempre sua.
Invece in quel momento stava bevendo un cocktail alcolico. Tra poco ne avrebbe bevuto un altro e un altro ancora. la sua principessa era tra le braccia di un altro e non poteva fare nulla. Solo stare li a guardare e respirare la sua stessa aria. Guardò in giro perché poi doveva limitarsi a quello? Poteva benissimo cercare qualche ragazza e farla ingelosire. Forse le cose sarebbero cambiate. Ma poi ballare ? Quello era rumore ma non era detto che non poteva attirarla vicino a lui e muoversi sensualmente facendosi vedere non avesse funzionato., Che coglione perché non ci aveva pensato prima?

Dopo aver posato il bicchiere sul bancone si avvicinò al suo amico e disse:
"Vedi quella ragazza li vicino? "
L'amico cercò di capire a chi si riferisse e seguì il dito notando in lontananza due ragazze, una bruna e l'altra rossa.

"Intendi la brunetta e la rossa?Però davvero bone".
"Esattamente andiamo a ballare con loro".
Poco dopo le due ragazze volentieri si stavano strusciando attorno a loro due. Bryan era un tipo che di solito non si mostrava anche se lui in realtà non ne aveva bisogno Quella sera sarebbe stato tutto diverso. Così mentre ballavano l'aveva stretta a lui, aveva cominciato ad accarezzarla sensualmente con le gambe toccando le sue. Aveva cercato di stringerla con le braccia per sentirla più sua. Così anche il suo amico. Di certo quella notte avrebbero scopato di nuovo. In fondo erano single che problema c'era? Perché doveva pensare sempre a lei?Non stavano insieme. Perché si sentiva in colpa? Non aveva nessun obbligo morale Né fisico verso di lei. Eppure mentre faceva il belloccio non poteva fare a meno di pensare che la donna che amava non soffriva quanto stava soffrendo lui. Sarebbe mai uscito da questo buco di oscurità senza limiti?
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Non voleva staccarsi da lui, non voleva guardare l'altra realtà che incombeva su di loro altrimenti avrebbe di certo guardato verso Bryan che quando l'aveva salutata le aveva lasciato sulla guancia un gran calore e una grande eccitazione. non poteva e non doveva permettersi di pensare a lui. Lei era del suo fidanzato e basta. Non poteva più pensarlo e non poteva più sentire quella brama maledetta che non la lasciava in pace e se si fosse girata anche per un secondo sarebbe stata la fine. Lo avrebbe visto con le sue movenze sensuali e non ce l'avrebbe fatta a resistere. Alla fine pensò che per un'ultima volta lo avrebbe potuto fare e quindi si girò per un momento rimanendo stupefatta e a tratti gelosa dal fascino animale del canadese che si stava divertendo palesemente con quella stronza,strusciandosi assieme al suo amico.Perché doveva essere tutto così maledettamente difficile?
Mentre li guardava ancora per qualche istante non poté che pensare che in lui tutto trasudava sex appeal ed era perfetto in tutto e per tutto. Non poteva permettersi nulla anche se avrebbe voluto andare li e strappare quella rossa del cazzo dalle sue braccia ma lei non ne aveva alcun diritto. perché poi farlo quando aveva un fidanzato che la stingeva protettivo a sé e che organizzava tutto questo solo per lei? Dopo la canzone di W. Houston avevano cominciato a sentirne altre per poter stare da soli un altro po'. Aveva un cuore d'oro e lei era contentissima di averlo scelto.

Alzò il viso verso il suo e gli sorrise. Così l'uomo le sorrise anche lui abbassandosi e baciandola con passione e tutto se stesso.
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Mentre scappava fu invasa dai ricordi. Nella sua vita lui c'era sempre stato. E l'anno senza di lui era stato pessimo, terribile. Da questo momento in poi lei sarebbe stata sempre da sola e soprattutto sarebbe scappata per sempre.
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Finalmente era arrivata in ospedale. Ma cosa era successo? Ancora non riusciva a crederci. tremava come una foglia e non riusciva nemmeno a parcheggiare. Alla fine la macchina la lasciò alla meglio e dopo aver tolto la chiave scese velocemente chiudendo lo sportello e avviandosi all'interno.


Era agitata e non riusciva nemmeno a vedere bene. Era tutto appannato. Cosa cazzo stava succedendo? Così corse verso la reception per chiedere notizie.
La donna le disse che stava per essere portato in sala operatoria e che se avesse corso lo avrebbe potuto vedere. Le diede le informazioni necessarie e lei corse tutto di un fiato verso l'ascensore che l'avrebbe portata al terzo piano.
Perché aveva paura? di certo era una sciocchezza e allora perché non riusciva a smettere di tremare e di avere paura?

Finalmente le porte dell'ascensore si aprirono e lei corse a perdifiato fino alla stanza indicata. Per educazione avrebbe dovuto bussare ma a lei in quel momento non gliene importava per nulla per cui spalancò la porta della stanza numero 605 ed entrò con un'espressione angosciata e stravolta.
Mise a fuoco la stanza e notò l'uomo che avrebbe dovuto sposare in un letto con un sacco di tubicini che lo tenevano in vita. Aveva notato che cercava di parlare anche se flebilmente. Così gli si avvicinò e lui mormorò:
"Non ti lascerò sola, anche questa volta riuscirò a farcela te lo prometto amore. Ti amo".
"Anche io ti amo tesoro".
Riuscì ad alzare il braccio sinistro per carezzarle il viso e poi alla fine
stremato chiuse gli occhi.
Così con le lacrime che cominciarono ad uscire si girò verso il medico e chiese:
"Cosa cazzo è successo?"
"Lei è la donna che abbiamo contattato prima? Sua moglie?"
Lei annuì semplicemente.Così il medico le raccontò quello che era successo. Una telefonata anonima aveva fatto si che un'ambulanza era potuta partire per andare a prendere l'uomo dopo un incidente stradale che gli aveva fatto ribaltare la macchina. Adesso dovevano portarlo in sala operatoria. Non sapevano se lui sarebbe sopravvissuto. le ferite riportate erano davvero gravi.
"Aspetti in sala d'attesa. Non possiamo più aspettare. Venga con me mentre andiamo in sala operatoria le indico dove si trova la sala di attesa."
Lei annuì soltanto.
Mentre correvano per portare l'uomo al di là dei corridoi verso il piano terra l'uomo indicò con uno sguardo dove si trovava la sala di attesa e poi assieme ad altri infermieri sparì lasciandola sola con i suoi pensieri e la sua paura.

Mentre piangeva seduta sulla panca, cominciò a sentire una forte nausea e dovette correre al primo cestino per vomitare. Vomitare quel maledetto panino che aveva mangiato poco tempo prima, quasi una vita fa alla fine. Poche ore potevano cambiare la vita ed era una cosa incredibile. Continuò a vomitare. Davvero non riusciva a fermarsi finché non continuò a cacciare solo muchi. Allora si fermò tutta sudata premendosi la mano sugli occhi e cercando un bagno per sciacquarsi un po'.

Era inconcepibile quello che le stava succedendo. se fosse morto? Se la sua ancora di sicurezza tra un po' non fosse più esistita? E se l'uomo perfetto l'avesse abbandonata? Perché la felicità doveva essere sempre ridotta in brandelli? la afferri e poco dopo si frantuma in mille pezzi.
Perché lei era dannata all'infelicità? Forse Dio l'aveva punta perché in cuor suo avrebbe voluto scegliere Bryan? Perché per lui aveva sempre sentito una grande brama e una grande ferita che non era mai guarita? Anche se lei aveva sofferto come non mai?Forse era davvero così. Lei però aveva scelto l'uomo giusto senza farsi prendere da tutta quella confusione che ancora sentiva dentro. In quell'istante sentiva anche freddo, un freddo che veniva da dentro e che nessuna coperta poteva farla sentire meglio.
Il tempo non passava mai e lei dopo essersi un po' calmata era andata a sedersi di nuovo. Era così stanca. Si era ingobbita mantenendosi la testa con il palmo della mano destra. Le forze l'avevano abbandonata e pensava che ...non doveva pensare che non ce l'avrebbe fatta. Non doveva pensarci, altrimenti non sarebbe riuscita mai più ad arginare il dolore e il senso di angoscia che l'avrebbe accompagnata sempre, il senso di colpa di chi avrebbe potuto fare e dare di più.


Davvero nella sua vita non si era sempre comportata al meglio ma con lui forse aveva sbagliato ancora di più che con gli altri. Francesco l'aveva semplicemente amata per come lei era con pregi e difetti fino all'ultimo, finché lei gli aveva detto quel si ma senza quella certezza che distingueva l'amore perfetto dall'amore bramoso. Alla fine la differenza ci stava? Avrebbe preferito che fosse stato il canadese a dirglielo?

La sua vita che fino a qualche ora prima era stata costruita su tanti punti fermi e soprattutto realmente realizzati adesso cadeva a a pezzi in terra. Non aveva più nulla ormai.



Che faceva? Non lo sapeva nemmeno lei.


Doveva ancorta e ancora aspettare. Quando l'aveva visto quanto tempo era trascorso ormai? minuti? Ore? Era pieno di ferite, la mascella gonfia e la parte di sopra fasciata. Il corpo almeno quello che era riuscita a vedere era pieno di ferite. Cosa cazzo era successo? Che tipo di incidente aveva avuto? Come poteva essere successo? Non sapeva spiegarselo, lui che fino alla sera prima era stato con lei, l'aveva avvolta nella sua bolla di magia, di protezione, lui che non l'aveva mai giudicata né abbandonata per come era debole e per come aveva sempre paura. Perché doveva finire così? Che aveva fatto di male? Non doveva pensare che sarebbe morto, in fondo era in sala operatoria ce l'avrebbe fatta di certo. Il medico non aveva spiegato tutto ma di certo lui non l'avrebbe abbandonata. Si sentiva stremata e stanca come non mai. Voleva restare sola con i suoi pensieri non voleva chiamare nessuno. A che pro? Francesco era la sua famiglia solo la sua famiglia. Avrebbe dovuto chiamare i suoceri ma proprio non ne aveva le forze. Non aveva la forza nemmeno per lei stessa. Non sapeva nemmeno se sarebbe rimasta li per tutto il giorno e anche per la notte. Non sapeva assolutamente nulla e non voleva nulla da nessuno.


Sentiva che il suo cellulare suonava ma non voleva sapere nulla più nulla. Non aveva nemmeno la forza per girarsi e vedere chi fosse. A che pro informare gli amici Daf? Non aveva nessun significato. Il dolore era solo il suo. Doveva restare con i piedi per terra e continuare a credere nella sua promessa. Non poteva mollare proprio ora.


Ora più che mai doveva essere forte in quanto se fosse morto lei sarebbe precipitata nel buio più totale in una ferita grande quanto quella che seppur per poco tempo le aveva inflitto Bryan e allora sarebbe stata perduta. Nessuno l'avrebbe potuta aiutare. Nessuno.La risalita se mai ci fosse riuscita non sarebbe stata per nulla facile.


Non poteva e non doveva continuare a sentirsi così giù, non poteva pensare che un uomo carismatico e divertente come lui sarebbe morto. Non poteva perdere la speranza, non poteva perdere quello che lui le aveva detto con quel filo di voce. Quanto tempo era passato? Quanto tempo ? Era poco o tanto? A lei sembrava infinito. Un senso di colpa la opprimeva come non mai in qunato pensava che non avesse fatto del suo meglio per lui e per il loro rapporto.




Era trascorso un mese da quel giorno e lei si sentiva così apatica, così dolorosamente triste. Il funerale avvenuto due giorni dopo era stato terribilmente angosciante e adesso dopo un mese ancora non se la sentiva né di uscire né di lavorare. Era rannicchiata sulla poltrona con una sua polo e un tanga non si faceva la doccia e lo shampoo da parecchio tempo. Sembrava non essere più lei, sembrava quasi una persona che non riusciva a capacitarsi di quello che era successo. Le sembrava di stare soffrendo quello che aveva giù sofferto anni prima però adesso era diverso forte ma con un'entità maggiore. Si guardò il polso della mano destra e vide ancora quella cicatrice che le tagliava giusto dritta dalla fine della mano a metà braccio. Si era sbiadita ma era sempre la.Ricordava l'occasione in cui lo aveva fatto. Non tutti avrebbero capito, ma Bryan le aveva lasciato una grande cicatrice colma di sofferenza che lei non riusciva a superare. Lo aveva visto un solo giorno eppure lo aveva portato nel cuore per anni e la voglia di morire che l'aveva ossessionata per almeno un anno l'avevano portata a fare un gesto insulso cercare di uccidersi per porre fine alla sofferenza.Aveva preso un coltello a sangue freddo e l'aveva avvicinato al polso senza paura anzi con un sollievo immenso per avere la possibilità di smettere di sentirsi così male e poi aveva tagliato guardando quasi con gioia il sangue che ne usciva. Adesso cosa avrebbe dovuto fare invece? Si sentiva così male, era dimagrita molto e non aveva voglia di fare nulla. La casa era così trascurata e sporca ma in fondo a lei cosa importava? In quella casa ogni angolo portava il ricordo di lui di Francesco che le aveva portato solo gioia e felicità, Non avrebbe mai pensato di poter perdere una persona così importante e poi per che cosa? Un cazzo di incindente, una casualità.Non aveva voglia di fare nulla se non stare chiusa in casa a vegetare. Non le importava di nulla, davvero di nulla. Si sarebbe lasciata morire. Non riusciva a pensare a nulla era sola e stanca. Rivedeva guardandosi attorno solo ricordi di felicità una felicità adesso perduta completamente. In ogni angolo ci stava qualche cosa che la legava a lui.


Era assurdo poter pensare di tornare a quella gioia che solo qualche tempo prima le sembrava così vicina così certa. Adesso navigava nuovamente nell'agonia più totale, nell'apatia che le sembrava più forte ogni giorno, togliendole la voglia di tutto. A pensare che aveva detto di sì alla proposta di matrimonio e alzò la mano dove l'anello adesso le andava lievemente largo. Era dimagrita e parecchio anche.A che pro adesso pensare a quei momenti che non sarebbero arrivati più? Si alzò dalla poltrona e si avviò arrancando con difficoltà verso il letto. Voleva stendersi, era stanca. Così arrivata in camera si buttò sul letto non rifatto da settimane e si lasciò avvolgere dal materasso. Il suo cellulare stava suonando. Chissà quanti messaggi le erano arrivati in quel mese...eppure lei non aveva risposto a nessuno. Non voleva vedere nessuno e non se la sentiva nemmeno di pensare di rispondere a qualche messaggio. Non ne aveva semplicemente le forze. Voleva continuare così senza fare nulla isolarsi dal mondo e vegetare. Davvero non poteva che continuare così. Ricordava che l'unica che aveva avvertito quel giorno in ospedale era la sua amica. Il giorno del funerale era con lei e con i genitori di lui e tutti quelli che l'avevano consociuto.Però per lei non ci stava nessuno, una voragine di sofferenza che non sarebbe finita facilmente.


Era così tanto depressa che si sentiva soffocare, era così depressa che si sentiva scoppiare. Una gradazione di sofferenza che non aveva limiti. Stare rintanata nel letto sotto il lenzuolo come un vegetale non le faceva bene ma non poteva fare altro. Pensava a quando il giorno in cui aveva affrontato il funerale non riusciva a reggersi in piedi e la sua amica doveva aiutarla a reggersi per camminare e non cadere. Non c'era solo lei ma anche Bryan che in quell'occasione l'aveva aiutata come meglio poteva.Non l'aveva lasciata da sola nemmeno per un secondo. Lei continuava a piangere anche senza singhiozzare. Le lacrime uscivano sole senza nessun margine. come se lei non avesse più la forza tanto il dolore che stava attraversando il suo corpo e la sua anima.Davvero se non l'avessero sostenuta mentre camminavano con la tomba per arrivare al cimitero sarebbe caduta e sarebbe rimasta in terra senza la forza di rialzarsi. Dove era finita la forte Sarah?Era poi davvero mai esistita una donna forte? O era sempre stata debole ma nascosta dietro la forza del suo compagno ormai morto?Di certo anche in chiesa mentre ognuno dei parenti spendeva un elogio per lui lei non riusciva a non piangere rivedendo i flash della lor vita assieme, gli attimi dai più semplici ai più complicati: una pizza assieme sul divano mentre abbracciati guardavano la tv qualche saga su sky, un pop corn su una panchina entrambi sulla parte alta che ridevano come matti, mentre facevano l'amore, mentre lui la baciava con dolcezza guardandola con passione ed i suoi occhi non li avrebbe mai dimenticati dolci liquidi perfetti su di lei, mentre la salvava da quella pazza raccogliendola da terra, mentre le chiedeva di diventare sua moglie donandole l'anello. Mentre Daf la stringeva a sé e mentre Bryan le stava accanto senza la possibilità di abbracciarla lei continuava a pensare ai momenti difficili invece quelli in cui non sapeva che fare...quando non c'era quando sentiva la sua mancanza perché era in viaggio, quando pensava che avesse potuto tradirla con qualche ragazza che lavorava con lui, quando dopo una litigata lui tornava a casa e con un pacchetto di Droste le chiedeva scusa stringendola forte a sé per poi imboccarla teneramente sul loro letto?Si rendeva conto che era stata la sua forza e la sua gentilezza a conquistarla definitivamente. Perché il tempo che trascorri assieme ad una persona all'improvviso diventa così importante se fino a poco tempo prima pensavi che forse lo avresti lasciato per un altro?E che con quel dubbio tormentoso continuavi a stare assieme? E perché adesso invece non se ne importava per nulla? Forse era la prima volta che lo sguardo del canadese non le faceva nulla, assolutamente nulla.Era una sensazione così strana. Quando lo guardava la sensazione era sempre la stessa: una brama animalesca che a volte l'aveva fatta sentire male tanta la forza con la quale la provava.E adesso invece cosa sentiva? Un'agonia che non sarebbe passata. un'agonia che la faceva sentire sempre peggio si facendola cadere in un baratro dal quale non sarebbe riuscita ad uscire più. La sofferenza era terribile sarebbe rimasta per sempre da sola se fosse riuscita a farcela. Non riusciva più a pensare a nulla, solo ad una cosa. Non voleva soffrire più così. Era una sofferenza senza fine ed era da più di un mese che continuava in questo modo. Come avrebbe dovuto fare? Forse se avesse sofferto fisicamente le sarebbe passata questa agonia che sentiva nelle viscere della sua anima?
Così seppur lentamente si era alzata dal letto e strisciando i piedi piano piano si era diretta nella cucina. Non aveva idea che le aveva dato la forza per alzarsi, quando da più di un mese non riusciva a fare assolutamente nulla. Arrivata si avvicinò al cassetto dove stavano le posate e poi prese un coltello con un lama appuntita, non uno che si usava per tagliare la carne ma quello più piccolo per il formaggio. Mentre tremava con gli occhi pieni di lacrime e si stava avviando nuovamente al bagno per fare quello che aveva in mente vide attaccati al frigo loro due che ridevano abbracciati mentre lei faceva smorfie buffe. La foto era attaccata con una calamita che avevano preso dal luogo in cui erano stati l'anno prima, una fantastica vacanza sulle Alpi. Perché non potevano più stare assieme e continuare a ridere così felici? Senza andare nel bagno il coltello che aveva preso lo fece cadere in terra pensando a quello che stava per fare. Era una cosa allucinante il desiderio che per un attimo le era venuto dentro. Non poteva permettersi di farlo di nuovo. L'oscurità in cui era caduta e che adesso stava ricadendo non l'avrebbe avvolta completamente oppure si? In fin dei conti a chi realmente importava di lei?
Così non riuscì a stare in piedi cadendo in ginocchio in terra in quella cucina che una volta era piena di felicità e che adesso era diventato un luogo ricolmo di ricordi e di angoscia.

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Bryan era incazzato nero e preoccupato ormai era il messaggio vocale numero cinquecento che le mandava.Perché cazzo non rispondeva? Era maledettamente caparbia nella sua sofferenza. La capiva o forse no, perché fare preoccupare così gli amici? O quello che erano loro? Ormai per ora aveva lasciato stare il progetto di stare assieme in quanto era rimasto scioccato per quello che era successo. era vero il detto che diceva oggi ci sei domani chissà...e di punto in bianco mentre erano al mare felici per il progetto di matrimonio dopo poco più di una settimana era morto in un banale incidente, ma come cazzo era mai potuto succedere? Lui cosa poteva fare maledizione per alleviare le sue sofferenze? Di certo nulla però visto che non rispondeva al telefono né coi messaggi né con le telefonate e quando aveva sentito la sua migliore amica le aveva detto che nemmeno a lei aveva risposto ed i più non le aveva aperto nemmeno la porta anche se aveva bussato per un sacco di tempo urlando a squarciagola, lui aveva preso la sua decisione. Sarebbe andato anche lui a casa sua e le avrebbe fatto una sorpresa. Avrebbe fatto l'impossibile per cercare di andare da lei.

Così dopo aver deciso prese le chiavi della macchina ed uscì. Non sapeva di preciso come avrebbe fatto ad entrare in casa sua non viveva in campana e non avrebbe potuto saltare dalla finestra ma una mezza idea gli era venuta. Ghignò dolente o nolente lui avrebbe distrutto quel muro di sofferenza in cui lei si era rintanata.

Dopo poco mise in moto e partì. Aveva un mezzo piano. La signora che abitava nella casa di fianco a loro era una donna anziana e molto simpatica. Avrebbe bussato a casa sua e poi avrebbe fatto quello che poteva per scavalcare e andare da lei. Non poteva lasciarla sola e non voleva in realtà Lei continuava ad essere sua e prima o poi lo avrebbe capito ed accettato anche se ci avesse messo anni.Mise la musica di Ed Sheran che a lujio piaceva e velocemente cercò di raggiungerla premendo sull'acceleratore.


Di certo la signora l'avrebbe fatto entrare soprattutto se con occhi tristi lui le avrebbe accennato alla sua malinconia. Doveva per forza comportarsi così, non c'era altro da fare.
Quel giorno sembrava che il tempo non passasse mai eppure era li stava arrivando. Non aveva idea di come si avrebbe comportato una volta a casa sua e in che stato l'avrebbe trovata ma come sempre avrebbe fatto del suo meglio.
Ancora era incredulo per quello che era successo, certo lui avrebbe fatto del suo meglio per farli lasciare ma mai aveva pensato ad una cosa così pazzesca. Era vero quando si diceva che la felicità ti può scappare dalle mani. Lui non poteva più permetterselo.
Finalmente era arrivato. Parcheggiò e scese. Col telecomando chiuse gli sportelli e poi si avviò verso la casa. Per sua fortuna non era a casa sua ma dal compagno. In effetti anche quando Mell la tormentava lei si era rifugiata li come se silenziosamente voleva dirgli che preferiva convivere con lui. Così aveva provato prima li altrimenti sarebbe andato a casa sua e avrebbe dovuto parlare con la signora. Il piano terra era una cosa fantastica. Sperava solo che avesse lasciato una finestra aperta così avrebbe scavalcato.A volte pensava a come tutto sembrava irreale, pensava che quella ragazza cresciuta con lui fosse sparita anzi mai esistita come se avesse fatto un sogno e che poi dopo essersi svegliato aveva capito che non era mai esistita.
Arrivato cercò di trovare una finestra lievemente aperta per poter entrare e nel frattempo notò quel poco che poteva vedere. Caos dappertutto.La tenda faceva vedere ben poco ma era rimasto esterrefatto. Riusciva a vedere solo il lavabo in cucina e il fornello. C'era una pila di piatti nel lavandino e sul fornello ancora alcune pentole sporche.La prima cosa che pensò fu che lei poteva essere in uno stato vegetativo forte per cui in pericolo di vita. Doveva fare del suo meglio per entrare. E alla fine trovò una finestra lievemente aperta ed entrò dopo averla aperta definitivamente.Non sapeva cosa avrebbe trovato ma non quello stato di disordine che vi trovò. In quel momento non aveva importanza voleva solo trovarla, così andò in giro per vedere dove potesse essere.Era tutto buio e anche se era sera non aveva trovato nessuna traccia di luce. Accese la torcia del suo cellulare e guardò ancora in giro, dopo aver visto la cucina e il salone non restava altro che andare a vedere la stanza. Sul divano aveva notato un plaid che stava cadendo in terra come se si fosse alzata da poco e poi guardando in giro cominciò a salire verso la loro camera.Mentre cercava di vedere dove metteva i piedi ancora più preoccupato pensava a quando poteva vederla solo di sfuggita la notte mentre cucinava o vedeva una fiction in tv e quei ricordi gli avevano dato forza in un momento buio.Era mai possibile che non finivano mai?
Finalmente era arrivato ad una porta. Era aperta anche se solo un po'. Non riusciva a vedere nulla ma sentiva dei lievi singhiozzi.Così anche se forse a lei non avrebbe fatto piacere entrò continuando a tenere la torcia del suo telefono per fare da luce.


Non vedeva quasi nulla tranne un fagotto coperto completamente con un lenzuolo.
Di certo era lei. Non vedeva l'ora di stringerla tra le braccia e consolarla.
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Perché non era riuscita a smettere di soffrire tagliandosi con quel coltello come avrebbe voluto fare? Sarebbe stata completamente presa dalla disperazione avvolta completamente senza nemmeno quel barlume che l'aveva fatta esitare. Lei non voleva più vivere che senso poteva mai avere adesso continuare dopo che si era distrutto tutto?


Quel corpo che era rannicchiato tutto coperto a lui fece tanta tristezza e tenerezza. Sentiva verso quella donna un amore passionale e una brama famelica e in quel momento voleva solo consolarla e cercare di farla uscire dal suo immenso dolore. Così semplicemente si distese da sopra il lenzuolo poggiando il telefono sul comodino e la strinse forte a sé. Sperava che non si spaventasse dandogli un calcio e buttandolo fuori dal suo letto. Di certo non si sarebbe aspettata qualcuno in casa sua.Continuò a stringerla per cercare di donarle quel calore che nel tempo non aveva potuto darle. Lei lo completava. La amava e l'avrebbe amata sempre. Avrebbe cercato di fare l'impossibile per tirarla su per poi chiederle di diventare la sua donna e stare con lei per tutta la vita. Per ora bastava soltanto che la tenesse stretta cercando di comunicarle quello che sentiva sperando che l'avrebbe aiutata almeno un po'.
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Che cos'era quel calore che cominciava a sentire? I capezzoli cominciarono ad indurirsi, questo non sarebbe mai cambiato e la pelle si stava facendo tutto di uin tratto d'oca, così capì all'istante chi fosse e decise di non mandarlo via. Aveva bisogno di lui almeno per cercare di sentirsi un po' meglio razionalizzando quello che ancora sentiva per lui e capendo che certe cose non sarebbero mai cambiate ma lei stava cambiando e sarebbe cambiata ancora e ancora. Non voleva più soffrire così in un futuro se fosse riuscita a superare quell'immenso dolore sarebbe rimasta da sola, col cuore chiuso da tante catene. Restare sola non l'avrebbe fatta sentire così male, così stanca, così agonizzante. Stesa in un letto o in poltrona da più di un mese che non aveva forza per fare nulla ma solo piangere. Non avrebbe mai più avuto un uomo con lei, non avrebbe mai più sofferto in questo modo atroce dove un dolore così forte l'aveva quasi completamente avvolta per non abbandonarla portandola a pensare che un dolore fisico l'avrebbe aiutata a sentirsi di nuovo viva come non si sentiva da tempo ormai.Invece le braccia di Bryan che la stringevano la facevano sentire più che viva, l'avevano fatta eccitare di nuovo come sempre era stato e incongruamente l'avevano fatta bagnare almeno un po'.Non doveva più pensare a nulla e a nessuno. Sarebbe rimasta da sola per sempre e anche questa brama avrebbe fatto in modo di fare finta di nulla e continuare la sua vita gioco forza. Adesso voleva solo crogiolarsi nel suo dolore quel dolore condito con il fatto che la vita continuava ed infatti il suo corpo sentiva quella brama assoluta che non era riuscita in nessun modo ad annullare.
Improvvisamente un intenso calore la avvolse.
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Era mattina, lui era rimasto così stretto a lei tutta la notte sperando di farla stare meglio e aveva notato prima di collassare dalla stanchezza che lei dopo almeno un paio di ore si era calmata ed addormentata. Si sentiva meglio adesso, almeno aveva fatto qualche cosa. sarebbe tornato di nuovo, ma adesso doveva andare al lavoro, non avrebbe voluto lasciarla da sola nemmeno un minuto ma doveva farlo per forza. Così scoprì un po' il lenzuolo per guardarla e notò l'estrema magrezza, le labbra screpolate e il viso stanco come se avesse avuto una piccola tregua dall'inferno. Le diede un bacio lieve sulla fronte notando anche che i suoi capelli erano una massa scomposta e andò in cucina per farle almeno un caffè caldo. La notte prima non aveva notato tutta quella confusione quella trasandatezza dovuta al dolore avrebbe provveduto anche a quello, ma adesso doveva fare un caffè e andare via. Trovò tra le tante cose sporche la macchinetta e il caffè nel ripiano e lo mise sul gas.Anche il fornello era sporco, si vedeva che lo era da tempo non era una cosa recente.Da quanto tempo non mangiava?Da quello che riusciva a vedere da almeno una settimana. Quando sentì che il caffè usciva alzò il coperchio per vedere quando si sarebbe riempito e poi spense.Sperava che almeno lo avesse bevuto ma in serata sarebbe tornato e l'avrebbe aiutata.Adesso doveva scappare via lasciando la finestra un po' aperta.Non avrebbe voluto ma doveva andare a casa a fare la doccia altrimenti si sarebbe fermato li ma non voleva approfittare né invadere uno spazio che non gli apparteneva. Tempo al tempo e tutto si sarebbe tranquillizzato.


Mentre partiva diretto verso casa non poteva fare a meno di pensare che non era stata affatto giusta la vita con lei, una ragazza così bella e solare che adesso a guardarla faceva quasi paura a causa del suo pallore e della sua aria sconfitta. Ricordava come fosse stato ieri quando l'aveva vista la prima volta piena di gioia di vivere, piena di grinta era questo il motivo per il quale si era fermato come se fosse stato accecato e attratto da lei dalla sua luce, una luce intensa che non era visibile a tutti ma che colpiva forte e lui le si era avvicinato perché desiderava conoscerla. Era pazzesco quello che aveva sentito subito nel momento stesso che l'aveva guardata negli occhi. Che ne poteva sapere che la vita gliel'aveva fatta incontrare di nuovo?qUELLA SERA AL PUB? La stessa aria felice e serena anche se macchiata da un'ombra di dolore e malinconia. Si era reso conto che quel brindisi fatto era un inizio di un altro tipo di relazione ma comunque un inizio. Di certo forse per lei lui non era meritevole di una seconda chance per cui si era ritenuto felice e fortunato. Quando invece aveva scoperto che era fidanzata? Lui era andato a prenderla al lavoro e l'aveva vista abbracciare quello che poi avrebbe scoperto essere Francesco. Che dolore, che amarezza che agonia che aveva provato ma soprattutto rabbia perché si era reso conto che seppur erano passati sei anni lui non l'aveva dimenticata e che l'avrebbe rivoluta per se.


Anche se la situazione era triste adesso però avrebbe avuto la possibilità di ricominciare di nuovo e questa volta come diceva lui anzi come avevano sempre voluto i loro cuori.Senza nessuno che li avrebbe ostacolati, senza incidenti e senza altri impedimenti. Solo loro due per sempre.



Era trascorsa una settimana, Bryan andava a casa sua ogni volta che poteva ma lei era sempre depressa e molto molto stanca. Soffriva molto e desiderava stare sola. A volte lo odiava quel ragazzo che insistentemente cercava di aiutarla. Lei voleva continuare a soffrire e voleva continuare a stare in quell' agoniache in nessun modo riusciva a superare. Più cercava di aiutarla più cercava di spronarla e lei più cominciava a non sopportarlo. Il dolore la sofferenza quell'agonia bruciante quella voglia di soffrire perché così avrebbe sentito qualche cosa non l'abbandonava mai ed era stanca che tutti loro volevano a tutti i costi che tornasse come prima. Lei non sarebbe più stata la stessa e anche una vota guarita se ci fosse riuscita ugualmente non sarebbe stata uguale. Si sentiva così apatica e stanca di esserlo per via del dolore che provava che decise di fare quello che non era riuscita a fare l'altra volta. Si sforzò di alzarsi dal letto per cercare di arrivare in cucina dove da un cassetto prese un coltello e poi mentre lo guardava quasi con riverenza tornò nuovamente e si ri adagiò sulle lenzuola. Continuò a guardare quel coltello per poi alla fine decidere di cominciare a ferirsi. Lo avvicinò alle gambe e cominciò a tagliarsi lentamente. Desiderava ardentemente sentire una sensazione, visto che le sue sensazioni venivano offuscate dal dolore opprimente della morte del compagno. Vedere il coltello che le lacerava l cosce facendole sgorgare del sanguela faceva sentire come più viva. Ad un certo punto cominciò finalmente a provare qualche cosa, così continuò a tagliare cercando di andare più in profondità. Questa volta non voleva ucciedersi no quello no ma soffrire quello si. Forse si sarebbe anche uccisa ancora non lo sapeva ma di certo si sentiva tremendamente stanca di combattere e di cercare di tornare a galla. A che pro lo avrebbe dovuto fare? Per quale motivo? Ogni angolo di quella casa parlava di loro ed ogni angolo le veniva in mente un ricordo. Era assurdo quello che era successo. Non poteva ancora pensarci. La fede che le andava ormai grandissima l'aveva appoggiata sul comodino e la guardava pensando a tutte le promesse infrante e a tutto quello che significava, cosa che aveva imparato e dimenticato nuovamente affidandosi di nuovo a qualcuno. Non esisteva nulla e bisognava contare solo su se stessi. Intanto il sangue stava uscendo e lei si sentiva meglio. Alzò la mano colcoltello in mano vedendolo pieno di sangue che gocciolava. Abbassò lo sguardo sulle sue gambe martoriate e sorrise quasi felice. Le gambe erano piene di sangue e i tagli continuavano a bruciare e a sanguinare. Laciò che il coltello cadesse in terra accanto a lei così che quando le sarebbe servito lo avrebbe ripreso e poi tornò a stendersi sentendo bruciore e dolore fisico. Finalmente il bruciore sorpassava il dolore permanente e terrificante che non le faceva sentire nulla. Doveva continuare così. Per ora poteva bastare.
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Bryan come tutte le sere cercò di andare a casa sua ma quel giorno trovò tutto chiuso non riuscì a trovare né finestre né altro per poter entrare. Cominciò a bussare e ad urlare voleva entrare per vedere come stava. Aveva capito che lei aveva chiuso tutto perché desiderava stare da sola ma lui non voleva lasciarla a se stessa e se le capitava qualche cosa? Aveva deciso di insistere e così contiuò per diverso tempo a bussare a dare dei pugni alla porta a vedere se poteva vedere dalle finestre ma loro non solo erano chiuse ma con le tende davanti proprio a dire vattene e fatti gli affari tuoi. Lui non si arrese e dopo tanto tempo decise di restare lì in macchina, prima o poi avrebbe aperto. Era diverso da quando dormiva la per proteggerla perché sapeva che a casa con lei ci stava il compagno per cui era assieme a lui, adesso invece era sola completamente sola assillata dai fantasmi e dai ricordi soprattutto ricordi freschi in quanto era da sola da pochissimo.Come poteva fare ad entrare li dentro? Se lei non l'avesse voluto fare entrare non ci sarebbe riuscito. Doveva solo aspettare. Quella notte avrebbe dormito nella macchina voleva aspettare che lei aprisse o scendesse che desse segni di vita.
Erano ormai diverse ore che stava in macchina e a quel momento aveva scartocciato il panino che aveva comprato e lo stava per mangiare, quando finalmente vide che usciva per sedersi fuori sul dondolo. Era buio e non si vedeva granche ma semplicemente lei si era appoggiata li ed aveva alzato lo sguardo verso l'alto.
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Quando aprì gli occhi il dolore si era un po' attenuato ed aveva deciso di alzarsi e andarsi a sedere sul dondolo. Lo avevano comprato da poco ma era l'unica cosa che aveva di loro con pochi ricordi. Si distese con le gambe appoggiate sul cuscino. Indossava sempre la stessa polo e per sua fortuna era buio, i tagli non sanguinavano più però la sensazione di bruciore e di dolore che aveva superato quell'agonia che provava l'aveva fatta sentire un po' meglio. Pensò che qul coltello le sarebbe stato utile.
Chiuse gli occhi cercando di non pensare prendendo un po' d'aria della sera.
Non desiderava vedere nessuno e nemmeno sentire nessuno. La sua amica le aveva mandato un sacco di messaggi ma lei anche se aveva messo a caricare il telefono non aveva risposto. Aveva sentito Bryan che bussava e urlava ma non voleva vederlo. Voleva una sola cosa la solitudine.
Non sapeva fino a quando ma per il momento voleva stare sola. Non poteva permettersi di sentirsi meglio tra le sue braccia non poteva permettersi di bere la cioccolata calda che lui le faceva non poteva permettersi le sue braccia che la stringevano per il conforto e per l'eccitazione che inevitabilmente sentiva lo stesso e molto forte anche.

Era ancora estate più o meno ma lei sentiva sempre una sensazione di freddo mista a questo dolore che non voleva andare via in nessun modo. Non voleva pensarci mentre si formava la pelle d'oca alle gambe e alle braccia. Non voleva pensare più a nulla.Ormai aveva abbandonato tutto praticamente.Si sentiva solo una bolla di continuo dolore e oppressione e per ora non poteva e non voleva vedere nessuno. Magari però un messaggio a Daf glielo poteva mandare ormai era un bel po' che non le faceva sapere nulla. Le forze erano nulle e si sentiva sempre peggio. Glielo avrebbe mandato poi dopo.Chiuse nuovamente gli occhi cercando di non pensare a nulla. Non avrebbe creduto di poter soffrire con così tanta intensità.Invece soffriva come non mai soffriva così tanto che non riusciva a sentire praticamente nulla altro. Guardò le sue gambe martoriate e sorrise, non ci stava la luce ma non ne aveva bisogno. Oggi qualche cosa era cambiato. Aveva sentito qualche piccola sensazione. Il vento poco a poco la fece addormentare e lei restò così.
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Bryan era rimasto a guardarla dalla macchina, inutile sapeva che se fosse sceso lei sarebbe rientrata per cui restò a guardarla tutto il tempo mandando un messaggio a Dafne per avvisarla che finalmente era riuscita a vederla. le sembrava stesse come al solito. Era bellissima anche così. Si rendeva conto che quella donna stava soffrendo ma anche nella sofferenza era davvero bella come poche. Avrebbe voluto scendere e andare d alei per abbracciarla e proteggerla da tutto magari prendere la sofferenza che aveva e caricarsela su di sé ed invece come un fottuto stronzo stava nella macchina a guardarla perché in fondo sapeva che se fosse andato da lei lo avrebbe cacciato via era per questo che non lo aveva fatto entrare e lui non voleva che soffrisse ancora di più. Era inevitabile che lei soffrisse e magari si sentisse anche in colpa e doveva darle il tempo per superare il tutto. Il cammino però non lo avrebbe fatto sola per quella notte non sarebbe andato da lei ma non sarebbe mai stata sola.Lui sarebbe stato con lei per sempre. La amava così tanto e soffriva così tanto per lei. Il giorno dopo avrebbe fatto l'impossibile per entrare. Anzi in quel momento ebbe un'idea. Non l'avrebbe notata visto che dormiva. Così scese dalla macchina e si avviò dove stava lei guardandola e eccitandosi anche se sofferente. Non c'era luce che la illuminasse solo i fari della sua macchina. Rimase a guardarla per un po' e poi tornò in se e si avvicinò alla pianta che stava alla porta. Daf lo aveva informato che stava di solito vicino da quelle parti.Di certo lei aveva una chiave di riserva e l'avrebbe presa e portata con lui. Non si poteva mai sapere cosa sarebbe potuto succedere. Lui non l'avrebbe fatta affondare mai e poi mai. Sarebbe risalita per poi stare con lui. La guardò di nuovo e poi sfiornadole solo il viso con una carezza dolce andò via con un grande dolore per averla lasciata li da sola. Sapeva che però era necessario.Altrimenti sarebbe stata lei a rifiutarlo sempre. Non voleva forzarla ma lo avrebbe fatto comunque il giorno dopo.Arrendersi per lui non era contemplato e mai lo sarebbe stato. Avrebbe riavuto quella ragazza coraggiosa e volenterosa di una volta.

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Era tardi quando si svegliò e poco dopo si alzò e stancamente dopo aver guardato intorno rientrò in casa. Si trascinava nuovamente verso la sua stanza. Prima di buttarsi a peso morto sul suo letto prese il suo cellulare e scrisse un messaggio alla sua amica di sempre:
Ciao Daf non mi scrivere non me la sento di parlare e vedere persone, ti voglio bene e quando avrò la forza ti scriverò.
Buttato il telefono sul materasso si stese e restò li senza forza solo con la voglia di sparire per sempre.Non voleva farcela non vleva più farcela. Non aveva forza solo tanto e tanto dolore da soffocarla.Era stanca di tutto. Stanca della vita stanca di soffrire presa da un'agonia feroce che non sarebbe passata e forse era meglio se non fosse passata. Perché avrebbe dovuto superare tutto questo? A pro di che? Che ragione poteva esserci? Lei vedeva solo il buio e non altro. Non ci riusciva, non riusciva più a rialzarsi nuovamente. Non voleva e non ne vedeva la necessità.

Continuava a pensarci, ti accorgi di avere tutto solo quando lo perdi e adesso chi l'avrebbe sostenuta, chi l'avrebbe fatta ridere, chi l'avrebbe tenuta per mano. E adesso non avrebbe più potuto ridere né guardarlo negli occhi e vedere riflesso il sentiimento così importante che provava per lei da lei ricambiato. Che senso aveva ora la passione che sentiva verso Bryan? Non era un pensiero effimero pensare solo al corpo quando la tua interiorità era a pezzi? Il corpo non poteva non doveva vincere sulla sua interiorità e doveva essere punito per quello che nonostante tutto sentiva ancora. Le braccia di Bryan l'avevano cullata e lei si era sentita un po' meglio, quasi protetta in una bolla di serenità. Non doveva sentire nulla lei non doveva e non poteva. Il suo compagno era morto che senso aveva sentire altro per un altro uomo? Non desiderava avere più un uomo vicino da amare. Era troppo brutto quello che si sentiva quando lo perdevi. Era ancora più brutto se ci aveva convissuto. A lei ora come ora non importava di nulla. Che senso aveva la vita? Nessun senso davvero nessuno. Allora perchè non farla finita ? Chi avrebbe sentito poi la sua mancanza? Forse era meglio invece cercare di sopravvivere oppure no? Il suo corpo desiderava ancora bere, mangiare e sentiva una brama infiita verso il canadese. Non poteva e non doveva. L'avrebbe punito era questo quello che si meritava vito che aveva dimenticato presto quello che aveva avuto e che adesso non aveva più.Nessuno l'avrebbe fermata, Si girò verso la finestra era ancora notte. Da quanto tempo non usciva di casa e non mangiava? Non lo sapeva nemmeno lei. L'unica cosa che ricordava era la cioccolata che Bryan le aveva fatto bere non ricordava quando. Non doveva più permettersi di entrare in casa sua. Non poteva permettersi di guardarlo e anche se non voleva desideralo mentre soffriva così tanto. E se si fosse presa un sonnifero? Magari non avrebbe pensato, non avrebbe sofferto, non avrebbe pensato a lui...Così si era alzata nuovamente strisciando i piedi in terra per arrivare al cassetto dei medicinali prendendo il sedivitax. Tornò successivamente sul letto sperando di chiudere i contatti col mondo per un po'.
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Dopo una quasi totale notte in bianco era tornato a casa a fare una doccia e riposare una manciata di ore per andare poi al lavoro e non sentirsi solo da buttare. Era stanco ma non avrebbe mollato. Era preoccupato, molto ma molto preoccupato. Mandò così un messaggio a Daf. Ormai si scrivevano e si vedevano. Non erano amici ma comunque si frequentavano. Mentre aspettava la risposta tornò a lavorare sentendosi molto preoccupato per lei. Ancora la vedeva distesa su quel dondolo bellissima e pallida, con quei capelli a contornarle il viso. Lei era bellissima ma lui era molto preoccupato. Moltissimo.Tornò al suo lavoro. Quello che doveva fare era urgente ed importante non poteva pensare ad altre cose.
Improvvisamente gli arrivò un messaggio:
Mi ha scritto finalmente e mi ha detto che per ora vuole essere lasciata da sola e quando se la sentirà si farà viva ma io non voglio aspettare. Stasera vieni a casa mia e poi andiamo assieme da lei.
Lui le rispose:
Ok vengo da te e poi andiamo insieme. Magari le portiamo qualche cosa da casa tua da mangiare.
Lei gli disse:
Mi sembra una buona idea.A dopo
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Daf era incazzata nera. Sapeva che avrebbe reagito così ma questa volta era ancora peggio dell'altra. Bryan l'aveva fatta soffrire ma anche se il dolore era stato tanto lei non aveva vissuto tanto tempo con lui invece con la morte di Francesco era diventato tutto più difficile soprattutto pensando anche al fatto che lei in fin dei conti amava due uomini anche se non se ne era ccorta o aveva sempre tenuto la testa sotto la sabbia. Per sua fortuna il compagno non si era accorto di nulla ma adesso era rimasto Bryan che aveva preso tutta un'altra strada per lei. Non era più un bastardo manipolatore ma adesso poteva essere il salvatore. La vita era difficile per tutti ma lei era una donna sensibile e conoscendola chissà adesso in che stato di amarezza e depressione si trovava.Era meglio non innamorarsi era meglio scopare soltanto così si soffriva di meno. Eppure lei soffriva lo stesso cercando di reprimere quello che ormai sentiva da tempo per il suo scopa amico.

Non doveva pensarci così aveva cominciato a scrivere ed etichettare i medicinali. La vita senza la sua amica con lei al lavoro non era la stessa. Non mangiavano più insieme non parlavano più e il periodo di lutto stava terminando. Rischiava grosso di certo se avesse continuato a non andare sarebbe stata licenziata. Come avrebbe poi fatto successivamente? Erano anni che lavoravano insieme. Perché doveva succederle una cosa del genere? Finalmente era felice con un uomo che la amava a breve avrebbe realizzato il suo scopo e invece...la morte era fuori alla porta.un banale incidente lo aveva portato via alla donna che amava e alla famiglia.Perché dovevano succedere queste cose?
Era ormai quasi sera ed aveva finito di lavorare così uscì e si avviò al parcheggio dove prese la macchina per ritornare a casa a preparare qualche cosa per la sua amica. Era ora che tornasse ad uscire. Basta adesso.Era assurdo quello che era successo e ancora di più il fatto che si stava avvicinano a quello stronzo di Bryan che però in questo frangente era stato davvero vicino.Forse si era sbagliata sul suo conto ma le relazioni erano un'incognita per cui era meglio non averne del tutto e dedicarsi al buon sano sesso.
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Era appena tornato a casa e stava facendo una doccia. Sperava che quella sera non avrebbe dovuto dormire in macchina per stare vicino a lei. Mentre si insaponava pensava costantemente alla sua risata alla sua gioia alla sua dolcezza e alla sua spensieratezza.Dove erano finite quelle cose? Avrebbe fatto di tutto per farle tornare, per farla tornare. La sua debolezza, la sua stanchezza, la sua fragilità, la sua magrezza...la rendevano assurdamente bella ma delicata come una foglia che cadeva da un albero. Non poteva vederla in quello stato, doveva tornare come era, forse non uguale ma riprendersi. Mentre si asciugava pensava ad un modo per aiutarla. Lei avrebbe combattuto non l'avrebbe voluto a casa sua così come anche la sua amica.Sarebbe stato terribilmente difficile distruggere quella corazza di agonia che lei aveva costruito attorno a se.La vita che cos'era se non combattimento? Se si fosse arreso cosa gli sarebbe rimasto?

Dopo circa una mezzora uscì diretto a casa di Daf. Alla fine aveva preso un libro che a lui era piaciuto immensamente sperando che l'avrebbe aiutata, Outlander poteva essere qualche cosa che l'avrebbe tirata su di morale.La straniera era un libro fatto davvero benissimo ed un fantasy davvero ben scritto.
Era uno stupido gli portava un libro quando non aveva nemmeno la forza di alzarsi da un letto? Sul dondolo anche se bellissima aveva notato che era seminuda che indossava solo una polo. Si era addirittura eccitato fissando il suo corpo anche se più magra era sempre lei bellissima.

Però poteva esserle di aiuto.Se non riusciva a fare nulla magari perdersi in un'altra dimensione poteva aiutarla. Era davvero un imbecille quando era riuscito ad andare in casa sua aveva visto in che stato era la sua casa e anche se poco lui aveva cercato di aiutarla ma il lavoro da fare era tanto tantissimo. Non si sarebbe scoraggiato quella sera erano in due.Mise Ed Sheeran e cantando cercò di tirarsi su.

Era stanchissima non vedeva l'ora di tornare nel suo letto però sentiva un po' freddo così si avviò stancamente verso la sua stanza e verso l'armadio da dove prese un pantalone di una tuta leggero in cotone. Lo infilò e poi tornò nuovamente a rannicchiarsi sul letto. Non riusciva a fare nulla. Continuava a non voler fare nulla. La vita era la sua che senso aveva continuare a combattere dalla mattina alla sera per poi non avere nulla? Lei aveva combattuto pensando che sarebbe riuscita nel suo intento ma alla fine a che pro quando ad un passo dalla riuscita era finito tutto sgretolandosi davanti agli occhi?
Guardò in che condizioni erano le lenzuola. Era stanca non voleva fare nulla ma non poteva continuare a dormire su un lenzuolo sporco del suo sangue. Lo avrebbe tolto e avrebbe dormito sul copri materasso. Che se ne importava di dove avrebbe dormito? Era certa che questa volta non sarebbe ruscita a farcela era meglio se fosse morta. Piano piano si alzò di nuovo e poco alla volta tolse dai bordi le lenzuola dal suo letto e le portò nel bagno mettendole in una bacinella accanto alla lavatrice.
Tornò stancamente di nuovo nel suo letto. Le ferite pulsavano ancora.Era l'unica cosa che la faceva sentire viva. Era l'unica cosa che sovrastava la mole di dolore che non le faceva sentire nulla solo angoscia e indifferenza.
Voleva continuare così non desiderava vedere nessuno e non voleva più sentirsi così male da non sentire più nulla. Voleva lasciarsi andare completamente. La sua vita non aveva nessun senso a che pro continuare in quel modo quando sapeva che non si sarebbe ripresa?
Andò con il braccio sinistro verso il pavimento per prendere il coltello che aveva lasciato li e mentre lo stava alzando per procurarsi altre ferite che le avrebbero portato gioia in un mondo di indifferenza dolorosa sentì la porta di ingresso che si apriva. Posò il coltello nuovamente per terra pensando a chi potesse mai essere visto che nessuno aveva le chiavi di casa sua. Pensò poi a quella di riserva che aveva fuori e che Daf conosceva. Era di certo lei non si arrendeva mai.

Sospirò di stanchezza ma anche di una punta di contentezza pensando a lei e alla sua testardaggine. Credeva che l'avrebbe potuta salvare dal baratro così come era successo anni prima. Adesso era molto peggio con Bryan aveva sofferto moltissimo e si era rialzata dopo parecchio tempo ma Francesco era morto dopo che si erano scambiati una promessa dopo che avevano assaporato la perfezione dopo che finalmente tutto stava diventando realtà. Basta solitudine basta cattivi pensieri. Nemmeno quello avrebbe potuto avere. Così cominciò a piangere. Pensava fossero finite le lacrime invece non ancora. Si sentiva davvero sfinita. Si rannicchiò su se stessa continuando senza fermarsi.

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Bryan stava guardando la chiave nella toppa che girava e Daf con un sorriso che cercava di mantenere la calma. in che stato l'avrebbero trovata? Erano entrambi preoccupati ma la cosa peggiore era che se non fosse stato per la chiave di riserva sarebbero stati esclusi completamente dalla sua vita. Avrebbero dovuto ricorrere a strade diverse e a questo non poteva pensarci.
Per sua fortuna tutti potevano sbagliare e la chiave di riserva era un ottimo appiglio. Non appena dentro vennero accolti dal buio. Così accesero la luce e rimasero nuovamente stupefatti dal disordine e l'incuria in cui risultava la casa. Però adesso non era quella la cosa importante ma andare dalla piccola Sarah per vedere come stava.Così attraversando il corridoio arrivarono piano piano alla stanza da letto. Sentirono piccoli singulti e senza aspettare altro tempo entrarono entrambi accendendo la luce anche li. Non appena la videro Bryan ebbe il desiderio pazzo di andare ad abbracciarla per tirarla su e lo fece a discapito del fatto che Daf forse avrebbe potuto esserle più di aiuto.Era di certo più abituata a quelle situazioni soprattutto visto che si conoscevano da tanti anni e che avevano affrontato molte cose. Non fece altro che stringerla forte e sussurrarle piccole cose come ...
"Non ti preoccupare andrà tutto bene....ssshhhh piccola non piangere....adesso ci sono io....ssshhhh."
In fondo era lui l'uomo che la amava alla fine che poteva fare la sua amica che non avrebbe potuto fare lui? La cosa fondamentale era procurarle calore e pace.Le altre cose non avevano importanza.
Poco dopo le tende vennero aperte. Daf restò un attimo basita davanti a quell'abbraccio così caldo e intenso erano così belli e nello stesso tempo strazianti.
Poco dopo lei stessa le si avvicinò e disse:
"Dai adesso andiamo in cucina ti preparerò la cena.Da quanto tempo non mangi?"
Lei mentre era tra le braccia dell'uomo mormorò semplicemente:
"Non mi ricordo".
Così lei si avviò guardando l'uomo e facendogli capire che doveva portarla via dal letto in cucina con loro.
Mentre Daf cucinava guardando il disordine decise anche di pulire un po'. Di norma non avrebbe fatto nulla la sua amica era ordinatissima. Mentre pensava a tutto questo chiuse un pugno e mormorò a voce bassissima
"Perché a lei di nuovo?"
Finalmente era felice a discapito di tutto era felice, aveva raggiunto i suoi obiettivi ai quali lavorava instancabilmente da anni.Ed eccola la in un letto sperduta con i suoi sogni distrutti come schegge di vetro.Infranti tutto quello a cui aveva lavorato.Avrebbe perduto anche il lavoro maledizione cosa poteva fare?
Mentre puliva una zucchina si passò una mano sui capelli avvilita. Aveva deciso di fare un minestrone in quanto di certo avrebbe avuto difficoltà a deglutire se non mangiava da almeno una settimana.
Guardò il fornello da quanto tempo non lo puliva? A pensare che nemmeno poco tempo prima regnava una gioia intensa ....Prese la spugnetta quella dei piatti e poi uno sgrassatore e prima di mettere la pentola sul gas tolse le griglie del piano cottura e pulì il tutto. Dopo avrebbe pensato anche a lavare tutti quei bicchieri e quelle tazze. Anche solo per bere l'acqua o magari il latte.


Dopo un po' sentì dei rumori e si rese conto che l'uomo l'aveva portata con lui in cucina e l'aveva fatta sedere su una poltrona. Le si avvicinò e le disse accarezzandola su una guancia:
"Adesso devi mangiare e devi tornare in forza non puoi continuare più in questo modo.Hai capito?"

La donna non aveva forza né di rispondere né di combattere per averla vinta.Semplicemente annuì tornando nella sua depressione sorretta da Bryan che si era seduto su una sedia accanto a lei.

Pensava a quanto era diventata leggera. L'aveva presa in braccio poco prima per farla alzare visto che lei nonostante le sue moine per farla alzare non ci riusciva o semplicemente non se la sentiva così l'aveva presa tra le braccia ed era rimasto ancora una volta stupito. La casa si trovava in uno stato di grossa trascuratezza e pensava che la sua amica già si era messa al lavoro per aiutarla. La cosa più importante adesso era lei non la casa.

Lui a quelle parole dette in maniera un po' dura rispose:
"Piccola , Daf lo dice per il tuo bene. Dovresti cercare almeno di mangiare e bere così da tornare nuovamente in forza".
Le passò una mano sul viso carezzandoglielo gentilmente.
I capelli erano un groviglio sporco ma da quanto tempo non si faceva una doccia? La cosa che lo sconvolse di più adesso guardandola alla luce del neon erano le borse sotto gli occhi quasi viola e il pallore del suo viso nonché le labbra quasi screpolate per la loro secchezza.
Così dopo averla carezzata si alzò per andare al frigo voleva che bevesse. Prese la bottiglia d'acqua e si avvicinò al ripiano da dove prese un bicchiere e lo riempì portandoglielo. Glielo mise davanti e la forzò quasi.
"Bevi ti farà bene".
Lei lievemente alzò la mano destra e afferrò il bicchiere ma lui notò che la mano tremava e così la aiutò sorreggendoglielo. Notò che le dita sottili della donna erano gelide e cercò di riscaldargliele.



Perché doveva andare tutto così? Lei cercava di risalire il dirupo ma non era facile e forse era stanca di combattere di cercare di farcela da sola. Non appena Bryan l'aveva abbracciata nel suo letto aveva sentito nuovamente un immenso calore circondarla completamente e poi la brama che in quello stato di dolore non si era attenuata per nulla. Si era eccitata i capezzoli si erano induriti e si era vergognosamente bagnata. Chi era lei? Aveva perso il suo compagno ma continuava a sentirsi eccitata? Che persona poteva essere una come lei?

Guardava Bryan e sentiva che continuava ad eccitarsi, non poteva non doveva succedere una cosa del genere. Il suo corpo doveva essere punito per aver pensato anche solo per un istante al calore alla sensazione di sentirsi al sicuro protetta tra le sue braccia forti e muscolose. Perché doveva sentirsi dannata eternamente a causa della perdita di un amore e a causa di una brama famelica insostenibile? Era maledettamente stanca anche di tutto quello che stava succedendo attorno a lei. Tutti volevano forzarla volevano intromettersi per farla stare meglio e volevano fare in modo che la sua casa brillasse di nuovo ma semplicemente alei dava solo fastidio non ci riusciva.L'unica cosa che realmente le faceva piacere al di là dell'invasione in casa sua era vedere Daf ai fornelli, lei che odiava cucinare più di tutto.

Un mormorio da quelle labbra secche :
"Grazie ragazzi".

Daf spense il gas e si girò verso di lei sorridendole.
"È pronto dai mangiamo e poi ci guardiamo un film tutti insieme ok?"
Lei annuì anche se si sentiva davvero molto stanca e triste anche. Fu Bryan ad aiutarla ad alzarsi per farla sedere su una sedia. Lei cercò di scansarsi ma allo stesso tempo non voleva.Il suo corpo la stava tradendo desiderava il suo calore enormemente e avrebbe voluto che stesse sempre con lui.
Poco dopo sentendo che si bagnava ancora cominciò a vergognarsene un po'.
Intanto lui e Daf stavano apparecchiando la tavola sistemando le posate i bicchieri e i piatti.
Non potevano fare di più in quanto il suo frigo era vuoto.
"Vedi che da casa mia ti ho fatto una pizza che adesso mangeremo tutti assieme e anche un po' di spesa che ti ho messo nel frigo che è desolatamente vuoto.Per fortuna ci stavano almeno le zucchine e le patate".


Le fece un occhiolino mentre prendeva la pentola e la metteva al centro tavola. La pizza intanto si stava riscaldando un po' nel forno. Si sedette e le chiese:

"Come ti senti ?"

Lei la guardò cosa poteva dirle?
"Non bene".

Era meglio dire la verità.
Lei le sorrise e disse:
"Ci siamo noi non ti abbandoneremo e vedrai che le cose andranno meglio, l'unica cosa non escluderci va bene?"

Attraversò la tavola e si inginocchiò vicino alla sedia dove stava seduta e la strinse forte alla vita.

Sarah sentì dentro di sé una sensazione di tenerezza per la sua amica sempre pronta per aiutarla. Le carezzò i capelli lentamente. Non poteva fare altro. Lei non avrebbe detto di no a quei due ma nemmeno di si perché in fondo voleva restare nella sua oscurità finché le forze non le sarebbero tornate se le fossero tornate.

Notò che anche Bryan le si era avvicinato semplicemente carezzandogli i capelli facendola sentire tutto ad un tratto calda e protetta. Le carezze avevano un potere magico ti facevano sentire infinitamente meglio in un batter d'occhio.


"Tesoro " disse Daf alzando il viso verso il suo , "Dopo andiamo in bagno che ti faccio uno shampoo che dici?"

Lei si rese conto che non le importava nulla anche se forse non era così in quanto la mano di Bryan continuava a passare sulla sua testa eccitandola e nello stesso tempo facendola vergognarre per il suo stato di abbandono.
D'altronde l'uomo continuava senza problemi guardandola con infinita dolcezza.

Così annuì brevemente.

Alcuni minuti dopo si alzarono e cominciarono a mangiare. Sarah non aveva fame ma cercò di sforzarsi per mangiare almeno tre quattro cucchiai sapendo lo sforzo che aveva fatto la sua amica.

"Se vuoi ti imbocco ti va?" le chiese Bryan guardandola dalla sedia ccanto.

Lei non gli rispose ma come se allo stesso tempo i suoi occhi guardandolo dicessero di no. Il ragazzo non se ne importò e prese il suo cucchiaio per poterla imboccare. La guardava con dolcezza con tenerezza con amore non si poteva negare che cercava di aiutarla nel migliore dei modi.

Daf sorrideva dall'altro lato del tavolo.Era interessante vedere come quel ragazzo che aveva odiato per tanto tempo era così di aiuto ma soprattutto così dolce e romantico. Dovevano fare qualsiasi cosa per tirarla su da quel baratro di disperazione. Si ricordava di come fosse stata male anni prima e non voleva che succedesse ancora di più di come stava già succedendo. Era trascorso parecchio tempo ed ora era tempo di finirla.


Stava mettendo a rischio tutto e non poteva permetterlo. Come avrebbe fatto ad andare avanti senza di lei?

Mentre li guardava non poteva fare a meno di sorridere. Erano davvero dolci ed anche se in un contesto triste sembravano immersi in una bolla tutta loro. Così approfittò per tagliare la pizza in pezzi e lasciarli al centro tavola.

Finalmente sembrava che avesse quasi finito. Non avrebbe mai immaginato che sarebbe arrivata a pensare che cucinare un minestrone l'avrebbe resa così felice lei che in fondo non amava per nulla stare in cucina.

Poco dopo si alzò e prese dei piatti dopo averli lavati e asciugati li mise sul tavolo per poi appoggiarne le fettine. Sorrise e disse:

"Ragazzi dai che si raffreddano".

Loro in un attimo uscirono da quella bolla e come se scoppiasse davanti a lei.
Stesso il ragazzo prese i due piatti uno per lei con una fetta e uno per lui con tre.

Lentamente seppur neanche lei avrebbe creduto di potercela fare cominciò a mangiarla a piccoli morsi.Non avrebbe mai creduto che lo stomaco l'avrebbe tradita. Si soffriva ma la pizza era forse una medicina ad ogni dolore.


Non sapeva se fosse riuscita a mangiarla tutta però visto che non ricordava da quando non mangiava anche una metà era buono.

Mormorò dopo aver ingoiato un piccolo pezzo:
"Davvero buona Daf".


Lei le sorrise. Si sentiva contenta come se avesse raggiunto la vittoria ad una gara. Finalmente riusciva a vedere un po' di luce in quella oscurità.

Una mezzora dopo Daf e Bryan stavano sparecchiando e mentre lui stava cominciando a caricare la lavastoviglie lei le disse:
"Andiamo? Ti faccio lo shampoo".

Le si avvicinò e lentamente lei si alzò appoggiandosi all'amica che le mise il braccio alla vita.

da quanto tempo non si lavava? Ormai non ricordava più. Forse un mese? Forse ancora di più? E che ogni volta che ci provava le veniva inevitabilmente da piangere perché anche la doccia aveva tantissimi ricordi di risate di sesso di allegria di gesti teneri.


La fece sedere sullo sgabellino che stava sotto il lavandino e poi le avvolse un'asciugamano attorno al collo per non farla bagnare la fece appoggiare ai bordi.



Aprì le manopole dell'acqua e ci mise la mano sotto per vedere quando si sarebbe fatta tiepida. Poco dopo prese lo shampoo che era li, il suo preferito quello ai fiori di pesco e cominciò.



Bryan che aveva finito poco dopo le aveva raggiunte. Si era fermato fuori la porta del bagno per poterle osservare. Tra loro ci stava una grande intimità. Sprigionava dai gesti che seppur comuni denotavano molta tenerezza. Erano carezze quelle che lei le stava facendo e non il solito massaggio fatto in fretta e furia dalla parrucchiera di turno. Erano messaggi di speranza di dolcezza di forza di coraggio che erano tutti verso di lei verso la sua ripresa. Doveva tornare come una volta meglio di una volta, risoluta coraggiosa forte e nello stesso tempo timida dolce con una nota di tenerezza nel suo sguardo da piccola donna. Quello che poi l'aveva conquistato assieme alla sua grinta.



Non riusciva a togliere gli occhi da dosso a quella scena di forte dolcezza un'intimità di chi aveva trascorso anni di vita assieme. Quando poi l'asciugamano le venne avvolto attorno alla testa non riuscì a non sorridere. In un certo qual modo era contento. Piano piano sarebbe tornata nuova e con il loro aiuto ma soprattutto il suo sarebbe tornata libera di sognare.



Dovevano mettere nuovamente a posto il suo cuore che per lui era la cosa fondamentale. Piano piano ci sarebbe riuscito.


Una mezzora dopo erano tutti sul divano a vedere di trovare qualche cosa sul computer. Alla fine Daf conoscendo i gusti della sua amica tra le tante fiction su streaming decise per Doc. Anche se non completata Argentero era stato davvero molto ma molto bravo e così col pc sul tavolino al centro stretti tutti assieme cominciarono a guardare la fiction.



Una sensazione di calore la avvolse sentirsi voluti bene era davvero meraviglioso.



Sarah era appoggiata al divano di casa dei suoi genitori. Era passato un anno e adesso stava meglio. Ancora si sentiva stanca e molto apatica però sforzandosi riusciva a fare la gran parte delle cose che doveva fare. Le cose erano molto cambiate e lei era riuscita a rialzarsi seppur con molta fatica con l'aiuto dei suoi amici Daf e Bry. Di certo Bry non poteva essere definito amico e ancora si eccitava maledettamente quando gli era vicino ma ancora non se la sentiva di fare nulla. Per lei ora al di là della brama famelica che la prendeva ogni volta che anche solo lo guardava preferiva stare sola e averlo come amico. Era stato un buon amico per quell'anno passato. Entrambi l'avevano aiutata davvero molto. Aveva perso il lavoro e adesso abitava a casa dei suoi genitori. Ancora non aveva forza e a volte vedeva tutto grigio e ancora si sentiva oppressa dalla sofferenza ma adesso si stava sforzando di reagire e si stava organizzando su internet per cercare un altro lavoro. Non poteva più stare a casa dei suoi.Loro non l'avrebbero mai cacciata ma si sentiva un peso un grosso peso a stare li inerme senza nemmeno cercare di reagire. Ogni cosa che faceva era come se la facesse a rallentatore. Come se non fosse lei a fare quello che faceva. Spesso Bryan assieme a Daf nell'ultimo periodo anche se assai poco erano riusciti a farla uscire con loro per andare semplicemente in qualche pub dove chiacchierare e ascoltare della musica. Si era sentita meglio dopo quasi un anno in cui era stata dentro casa senza forze e costantemente preda da sofferenze che riusciva a smaltire solo tagliandosi. Da poco più di un mese era riuscita a non tagliarsi più. Da quando Francesco era morto aveva una paura pazzesca di prendere la macchina. Nella sua depressione lo aveva sognato parecchie volte. Come era successo? La macchina era precipitata fuori strada? Oppure non aveva visto qualche cosa e per frenare era uscito fuori strada lo stesso? Alcune notti era così angosciata che non riusciva a dormire. La paura ed il senso di colpa dilaniante la perseguitava. Forse era meglio se fosse stata con lui. Il fatto che era solo poi la faceva soffrire enormemente e un'agonia feroce ma sottile non la lasciava mai. La polizia aveva detto tante cose ma alla fine era morto da solo senza nessuno che stesse con lui sul ciglio di una strada.Lei alla fine non appena si avvicinava alla sua macchina cominciava a tremare e non riusciva neanche ad avvicinarsi allo sportello.Aveva lasciato perdere per adesso, non se la sentiva.A volte si sentiva stanca anche solo per pensare ed in più a volte le veniva la voglia di...no non doveva pensarci ancora, era ormai da tempo che non lo faceva più e doveva continuare a resistere.Piano piano la voglia di soffrire di tagliarsi le sarebbe passata così come la bolla opprimente di enorme sofferenza che non le faceva sentire nulla.La sua bolla di sofferenza che la faceva sentire apatica a qualsiasi cosa che solo tagliandosi riusciva a soffrire per cui a sentire qualche cosa si stava pian piano moderando e adesso cominciava a sentirsi un po' meglio. Non stava per nulla bene ma adesso sentiva emergere dentro di sé delle esigenze.Cosa avrebbe potuto fare? Il suo curriculum era quello che era aveva lavorato solo per la casa farmaceutica per tutta la sua vita ed era stata ferma per un anno. Doveva trovare qualsiasi cosa potesse andare per adesso. Così entrò nei siti di cercasi lavoro in monster e infojob. Purtroppo non trovava nulla che potesse andare bene. Non poteva cercare nuovamente un lavoro simile al suo in quanto non riusciva ancora sostenere quei ritmi e per cui doveva trovare qualche altra cosa.Scorreva tutte quelle informazioni e si annotò alcune cose che secondo lei potevano andare bene. Scartò il lavoro di cameriera sempre per il fatto che non riusciva ancora a gestire quel ritmo massacrante e vide ancora e ancora finché non trovò alcune cose che potevano andare: dama di compagnia ad una donna anziana e dog sitter.Forse stare con i cani l'avrebbe giovata. Assistere ad una donna anziana l'avrebbe depressa ancora di più. Invece stare con gli animali le sembrava una situazione migliore. Così continuò le ricerche per vedere se ci fosse qualche altra cosa che potesse fare con le sue poche forze.Gestire sé stessa era già difficile però piano piano si sarebbe rialzata.

Aveva trovato altri lavori come dog sitter e qualche altro come baby sitter. Poteva andare bene così. Avrebbe mandato loro il suo curriculum ed in più avrebbe telefonato. Si comincia dal primo gradino. Non doveva esagerare. Sentiva che le stava venendo un forte mal di testa, così spense il computer e uscì fuori mettendosi un giaccone. Era gennaio e faceva freddo. I suoi genitori vivevano dalle parti dell'Eur. Desiderava solo uscire a prendere una boccata di aria. Mise un post it sul frigorifero dicendo che era andata a comprare un libro e poi uscì. Desiderava staccare la spina e cosa ci stava meglio di una passeggiata per negozi per poi comprare un buon libro?Il giorno dopo avrebbe telefonato cosicché avrebbe cominciato un'altra volta.


Era davvero lo stare in casa che le aveva fatta venire il mal di testa? L'aria che sentiva tra i capelli le stava facendo sentire meglio. Non guidava da parecchio tempo non se la sentiva per cui solo a piedi e nelle vicinanze. Le strade di roma erano sempre fantastiche non c'era che dire. Le persone che chiacchieravano i negozi pieni di luce. Era pomeriggio e anche se faceva freddo le persone andavano e venivano. Decise che si sarebbe fermata a prendere una cioccolata calda in qualche bar. Mentre continuava la sua passeggiata in cerca del bar le arrivò un messaggio. Doveva nuovamente abituarsi all'uso del telefono che per più di sette mesi non aveva più usato e ancora oggi le dava oltremodo fastidio. Però non appena lesse il nome della persona che gliel'aveva mandato sorrise. Era Bryan. Il suo cuore batteva molto forte. Le aveva scritto semplicemente:


Che fai di bello?


Lei gli rispose:

Sto passeggiando e mi accingevo a fermarmi ad un bar per una cioccolata calda.


Lui le rispose:

Ottima idea dove ti trovi così ti raggiungo e la prendiamo insieme?

Lei gli rispose:

Sono in Viale Europa accanto alla libreria mondadori book store.



Ok ti raggiungo non ti muovere da li.


Lei sorrise e poi gli scrisse :


Ok ti aspetto qui.

Mentre stava aspettando alla fine era contenta di vederlo, si girò verso la libreria guardando la vetrina. Avrebbe dovuto comprare un libro per cui stava guardando. Certo lei leggeva anche col kindle ma avere un libro cartaceo tra le mani era un'altra cosa. Mentre guardava la vetrina con libri di tutti i tipi e di tutte le qualità venne presa da un libro messo proprio li al centro. Era da tempo che non leggeva la sua scrittrice preferita e quel libro le mancava. Chissà quante altre cose si era persa in quel periodo. Oltre Danielle Steel adorava

Kathleen Woodiwiss e quel libro le mancava. Magnifica preda l'avrebbe preso. Quelle copertine erano bellissime e facevano come vivere la brama e la passione tra i protagonisti. Sorrise appena quando un lieve sfioramento di una mano sulla spalla la fece girare. Lui le sorrise e lei lo ricambiò alzando lo sguardo verso il suo. Era sempre dannatamente bello e sexy.
" Cosa guardavi con così tanto interesse?"
"Un libro che vorrei prendere".

"Cosa aspettiamo allora?"
Lei gli sorrise di nuovo e poco dopo entrarono.


Bryan aveva un grande desiderio di prenderla per mano. Non riusciva a staccarle gli occhi da dosso. I suoi seppur lievi sorrisi lo facevano tremare da una brama fortissima. Aveva resistito ma stava per arrivare al suo limite.

Quando entrava in una libreria si sentiva immersa in un altro mondo. Il fascino di ogni titolo di ogni copertina di ogni trama...era una sensazione bellissima. Si avvicinò al reparto di libri romantici che adorava e andò verso quella scrittrice che leggeva ormai da anni.


"Qual'è questo libro che ti piace così tanto?"
Lei si girò verso di lui e sorridendogli disse:
"Ho letto tutti i suoi libri e quando ho visto questo non ho potuto fare a meno di pensare di prenderlo: Magnifica preda."




Prese il libro e glielo fece vedere.


Lui lo prese e lo guardò. Era un lato di lei che non conosceva.Ormai poteva dire di conoscerla in maniera buona approfondita visto quello che era successo.Eppure molte cose ancora non le sapeva come per esempio le sue letture preferite. In realtà era una donna estremamente dolce e romantica non poteva che amare i libri che le somigliavano. Adesso sapeva cosa le avrebbe fatto piacere. Glielo diede di nuovo. Se lo sarebbe ricordato.


"E dimmi oltre questa autrice quale preferisci?"
"Danielle Steel e tu invece? Ci conosciamo da tempo eppure molte cose di te ancora non le conosco".



Lui rimase sorpreso in quanto avevano pensato la stessa cosa.

"Io adoro Ken Follett e Dan Brown".

"Piacciono anche a me anche se preferisco autori più romantici".


Non desiderava andare già via così continuò la sua passeggiata dentro la libreria, voleva guardare anche gli altri autori per vedere se ci fosse qualche altra cosa da poter prendere, era così bello stare immersi li dentro. Ogni libro aveva un grande potere quello di immergerla in un altro mondo e lei ne aveva bisogno. Si fermò in un altro settore dove ci stavano altri autori che lei adorava.Prese l'ultimo di Danielle Steel e l'ultimo di Lucinda Riley. Finalmente si sentiva soddisfatta.


Si avvicinarono alla cassa e lei stava per pagare quando invece lui le prese i libri tra le mani e li diede alla cassiera. Poco dopo prese dal suo marsupio il portafogli e diede alla donna il suo bancomat.




Guardò Sarah con dolcezza e disse:
"Pago io".


Lei stava per controbattere ma poi rinunciò ci voleva forza per discutere e lei non ne aveva.


Poco dopo prese la busta con e uscirono fuori.


"Allora che dici di andare a prendere la cioccolata che tanto desideravi?"


Decise di provare e così senza pensarci più la prese per mano sentendola molto fredda. Sperava che presto sarebbe stata ancora meglio di ora. Per ora l'importante era che lei desiderasse tornare a vivere.


Aveva delle sensazioni così forti l'avrebbe voluta abbracciare ma si dette una calmata. Stavano andando in un bar Pasticceria e lei già non aveva tolto la mano dalla sua. Era un passo importante visto il rifiuto che aveva per i sentimenti.

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Sarah si sentiva avvolta da un grande calore. La mano che la stringeva le donava protezione e una sensazione indefinibile di sentirsi a casa e anche se non avrebbe voluto la solita brama feroce che in quel periodo buio stava contrastando ferocemente. Erano questi i momenti in cui desiderava così tanto tagliarsi per punire il suo miserabile corpo che sentiva ancora queste sensazioni.Doveva resistere. Non poteva più punirlo in quanto restavano solo sensazioni fisiche. Lei ormai non desiderava più nulla.Non voleva desiderare più nulla. Il dolore sarebbe passato col tempo ma ancora si sentiva fragile e stanca.


Guardava l'uomo che la teneva stretta e lo vedeva sorridente. Ad un certo punto lui si fermò e disse:
"Che dici va bene se entriamo qui?"
Lei si girò e notò che si trovavano davanti ai Siciliani e le venne l'acquolina in bocca. Sorrise era da tempo immemorabile che non sentiva quella sensazione.



Annuì e così tenendola ancora per mano entrarono.



Era davvero un bel posto. Adesso non dava il massimo in quanto era sera ed era inverno. Si avviarono ad un tavolino e poi si tolsero i giacconi.


Lui approfittò per prenderle nuovamente la mano e stringerla alla sua sul tavolino. Desiderava disperatamente un contatto con lei seppur minimo.



Lei la rimase dentro la sua senza dire nulla sentendosi comunque molto ma molto stanca.




Poco dopo arrivò il cameriere e portò loro dei menù.

All'ingresso era stata presa per un momento dalla vetrina. I cannoli erano di tutti i tipi e di tutte le qualità.

"Tesoro cosa prendi?" Disse Bryan chiamandola affettuosamente senza pensare al fatto che a lei avrebbe potuto dare fastidio. La vide per un attimo tremare e si rese conto di aver forse esagerato.


Anche se molto turbata si rendeva conto che i sentimenti che lui provava erano ancora molto ma molto evidenti però cercò di controllarsi. Non poteva e non doveva assolutamente. Per un momento aveva avuto molta paura, una sensazione di angoscia pura l'aveva invasa. Desiderava restare nel suo limbo non voleva nulla e non desiderava dare nulla.


Cercò con tutte le sue forze di togliere la mano da dentro la sua ma non ci riuscì.


Rispose seppur quasi con fatica presa dalle sue angosce.


"Una cioccolata calda e un cannolo classico".

Lui le sorrise e poi si girò verso il cameriere dicendo :

"Due".

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Non desiderava in alcun modo forzarla però era stanco. La voleva così tanto, la voleva in maniera fisica la bramava maledettamente ma soprattutto gli mancava il contatto fisico al quale lei piano piano si sarebbe dovuta abituare di nuovo.Non poteva dire che non aveva scopato in quel periodo però non era la stessa cosa. Si era adeguato a causa delle sue necessità in quanto a donne ne poteva avere quante voleva. Spesso capitava che erano loro che si offrivano ad un bar in palestra. Lui accettava la gran parte delle volte. Però non era la stessa cosa. Con lei sarebbe stato diverso molto ma molto diverso. A lui piaceva il sesso e quella donna era stata la prima e l'ultima alla quale aveva pensato di portare a casa per farla conoscere ai suoi genitori. Ancora la pensava così.

Chiuse la mano che teneva verso il basso a pugno maledicendo quello che era successo sapendo che non poteva fare molto di più di quello che stava facendo.

All'improvviso sentì il cameriere che portava loro l'ordinazione per cui dovette lasciarle la mano. Sentì come se gli si fosse stato dato un pugno alla mascella facendogli uscire il sangue. Sospirò stancamente.

Decise di pensare alla cioccolata che era ottima.

Mentre stava bevendo sentì la donna che stava parlando:

"Lo sai che ho deciso di trovare lavoro?"

Lui alzò lo sguardo verso il suo e le sorrise caldamente per poi rispondere:

"Davvero? Cosa? Troverai un lavoro come quello che avevi? O qualche altra cosa? Se vuoi ti aiuto io".

Lei cominciò a ridacchiare. Quel suono lo fece sentire ad un tratto contento e sorrise di rimando anche lui.

"Ho guardato sui siti di lavoro e ho visto che ci sono delle cose che posso fare, la baby sitter o la dog sitter..."

"Se lo desideri ti aiuto io a trovare lavoro. Posso chiedere in azienda se hanno bisogno di una segretaria che ne possiamo sapere?"

Lei lo fissò con dolcezza. Non se la sentiva di stare tanto tempo con lui e non se la snetiva di fare unlavoro così impegnativo.

Mentre masticava un pezzo di cannolo per poi ingoiarlo ci pensò e poi gli disse:

"Non preoccuparti forse ho deciso, per ora penso che andrò dalla signora a chiedere di fare la dog sitter. Pensa stare in strada camminare a piedi stare in mezzo alla gente con solo la compagnia di un cane. La prospettiva di essere dentro ad un ufficio come facevo prima non la riesco più a vedere. Le cose cambiano ed io ho bisogno di stare in luoghi aperti per non pensare, per non deprimermi, per non sentirmi sempre angosciata con mille dubbi e sensi di colpa".

Come mai gli aveva detto tutte quelle cose?

Lui le sorrise nuovamente mentre poggiava la tazza sul piattino per poi prenderle nuovamente la mano e stringerla alla sua dicendo:

"Io ci sarò sempre per te e se credi che così tu possa sentirti meglio che sia...brindiamo alla nuova e futura Dog sitter".

Alzò nuovamente la tazza e lei fece la stessa cosa ancora ridacchiando e dopo aver fatto entrambi cin cin tornarono a sorseggiare di nuovo.

Quando poggiò la tazza nuovamente sul piattino disse:
"Stasera cosa fai? Mangi con i tuoi?"

Lei annuì e lui le propose:

"Che dici se usciamo tutti assieme e andiamo in qualche pizzeria?"

"Dici anche con Daf e il suo amico?"

"Certo dicevo proprio quello".

Meglio uscire in quattro pensò piuttosto che non vederla. Avrebbe sofferto per un suo rifiuto ad andare a cena assieme da soli.

"Ok allora le mando un messaggio".


Lui le sorrise di nuovo contento.

Poco dopo ebbe la risposta.

L'amica aveva confermato contenta.

Mancava all'incirca un'ora per la cena, per cui le disse:
"Andiamo dai ti accompagno a casa e magari ti aspetto per poi uscire di nuovo".

Dal portafogli cacciò il bancomat e andò verso la cassa per pagare. Aveva sentito che Sarah aveva borbottato qualche cosa sul fatto di voler pagare ma aveva fatto finta di nulla. Poco dopo la prese per mano ed uscirono.

Non c'era nulla da fare prenderla per mano scatenava dentro di lui una sensazione di calore immenso. Sorrise mentre si girava nuovamente verso di lei per sistemarle il bordo del giaccone.

Poco dopo arrivarono alla macchina e lui con il telecomando aprì le sicure aprendo poi lo sportello facendola sedere. Fece il giro e si accomodò al posto del guidatore mettendo la cintura di sicurezza per poi dirle:
"Cosa vuoi sentire tesoro?Scegli quello che vuoi".

Lei abbassò lo sguardo verso terra sentendosi angosciata per quella sensazione che la investiva ogni volta che lui la chiamava in modo affettuoso sapendo che non era un comportamento amichevole. Fece finta di nulla rovistando tra i vari cd.

Lui prima di mettere in moto le carezzò i capelli teneramente e poi mise la chiave e partì. Era un pazzo.Sapeva che si sarebbe dovuto controllare ma non ci riusciva più. Era al suo limite.

Mise Elisa che adorava e così si appoggiò poi al sedile cercando di non pensare a nulla chiudendo gli occhi.

L'emozione e il desiderio che provava per lui non avrebbe mai finito di tormentarla.


Poco dopo stesso il ragazzo le mise una mano sulla spalla per avvisarla che erano arrivati. Così scesero e andarono verso il palazzo.

Era così strano pensare al fatto che stavano insieme in casa dei suoi genitori. Lui si era seduto sul divano del salone mentre lei era andata a prendergli una birra in frigo. Poco dopo si sedette anche lei e accese la tv mettendo sky. Avrebbe visto qualche film che potesse interessarle. Magari facevano la saga di Twilight.

Mentre lei cercava qualche cosa su sky lui la guardò un po' confuso dicendole:
"Piccola ma non vai a prepararti?"

Lei smise di cercare e lo guardò dicendogli:
"Perché secondo te non sto bene?"

Lui la fissò con tenerezza e le carezzò una guancia per poi risponderle:

"Secondo me sei bellissima ma magari pensavo che tu non fossi soddisfatta".

Certo pensò, la lei precedente si sarebbe sistemata facendosi i capelli truccandosi e mettendo un vestitino carino con i tacchi.Invece sarebbe rimasta così, jeans e felpa dell'adidas con nike sotto e solo il gloss per le labbra.

"Tesoro penso solo che magari con quella felpa potresti sentire caldo nel pub".

Quella parola la fece indietreggiare lievemente con la schiena ma cercò di fare finta di nulla. Perché tremava e si spaventava quando la chiamava così? Non avrebbe dovuto avere paura ma in realtà non desiderava nulla. Non poteva dare nulla e non voleva nulla. Lo guardò e poi debolmente disse:
"Forse hai ragione tu vado a mettere una maglietta un po' più leggera".

Si alzò e si avviò velocemente nella sua stanza. In fondo a lei non importava di cambiarsi ma aveva desiderato fuggire. Quel sentimento che continuava a provare per lei come un'ondata la travolgeva e lei davvero non riusciva a sostenere nulla.


Aprì l'armadio e prese la prima camicetta che capitò. Avrebbe poi messo la giacca. Non desiderava che nessuno la guardasse. Voleva che i suoi demoni restassero con lei, marchiati sulla pelle ma suoi e di nessun altro.


Alla fine la indossò velocemente senza neanche guardarla e la abbottonò. Non si guardò allo specchio, non ne aveva bisogno e poco dopo scese nuovamente. Il tempo che quel groppo le fosse passato. A volte Bryan sorpassava quei limiti ai quali lei non riusciva a sostenere sentendosi quasi braccata.
Quando tornò lui ancora stava sul divano con la televisione in pausa per aspettarla.
Si girò per guardarla, era bellissima. Si sedette accanto a lui e tolse la sospensione del programma per vederlo.
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L'uomo si malediceva per quello che aveva fatto.Aveva notato che lei quasi era fuggita. Doveva cercare di controllarsi anche se era molto difficile. Chiuse una mano a pugno cercando di resistere ma davvero era troppo. Quella camicia poi le stava davvero bene. Era grigio perla semplice con i bottoni a forma di rosa argentati. Assomigliava a quella di prima anche se era ancora molto ma molto diversa. L'unica cosa che lui desiderava era vederla sorridere come faceva prima e come avrebbe nuovamente fatto.

Sentiva un'esigenza quasi che faceva male di toccarla e chiamarla con tenere vezzeggiativi anche se sapeva che a lei non stava bene. Decise poco dopo di alzarsi altrimenti l'avrebbe abbracciata e fatta appoggiare sul suo petto e non sapeva come sarebbe andata a finire.

"Andiamo? Altrimenti si fa tardi".

Si sarebbe voluto godere quel tempo solo con lei ma non riusciva più a mantenere l'espressione da amico. L'avrebbe voluta accanto a sé stretta a sé magari mentre si divertivano a vedere la tv o mentre si baciavano dopo aver fatto l'amore appassionatamente e si divertivano con stupidi emoticon al cellulare.


Tornò alla realtà, stavano per uscire con gli amici. Era davvero stanco. La prese per mano e si avviarono alla porta.Le prese il giaccone dall'attaccapanni e glielo mantenne mentre se lo metteva e poco dopo lo indossò anche lui per riprenderla per mano ed uscire.

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Dopo aver chiuso la porta si avviarono alla macchina. Chissà perché lei aveva paura di salire sola e guidare ma non ne aveva quando lui era assieme a lei.Il calore della sua mano la inondava di una sensazione come se si sentisse a casa. Non avrebbe dovuto ma era stanca davvero stanca di combattere con tutte quelle sensazioni.

Non appena dentro lei si mise la cintura di sicurezza e poi decise che cd mettere con estremo agio.

"Dobbiamo andare a prendere Daf?"

Lui mentre cominciava a guidare le rispose:

"No viene con il suo amico, ci aspettano all'ingresso del locale".

"Ok".

Il viaggio fu tranquillo ognuno immerso nei suoi pensieri. Non era più abituata a indossare indumenti un po' stretti, ormai viveva di felpe e si trovava bene a suo agio. Spesso metteva qualche felpa che ancora profumava di lui. Non era ancora riuscita a buttare tutti i suoi indumenti difatti quando si era trasferita dai suoi nella valigia aveva messo quattro felpe e il suo profumo preferito. A volte ne indossava una per dormire sentendosi più vicina a lui.Francesco non se ne era andato dal suo cuore. Cercò di non pensarci. In questo momento doveva essere serena e trascorrere una bella serata senza angosciarsi di nulla. Alla fine era sempre stata una ragazza fragile che facilmente piangeva e lo era tutt'ora. Sorrise mentre pensava a quello che il suo compagno spesso le diceva.

"Non devi essere forte ma non devi arrenderti mai, sarò sempre al tuo fianco per proteggerti potrai sempre contare su di me".

Davvero le era stato vicino e l'aveva difesa da tutto.

Adesso chi l'avrebbe fatto? Si girò verso l'uomo che guidava ignaro dei suoi pensieri e lo fissò con brama, quella passione che dentro di lei non si era mai sopita. Nello stesso tempo non sarebbe riuscita a sentire nulla. Quel dolore che la opprimeva era ancora molto presente. La tentazione di farsi altri segni era ancora grande e doveva combattere e controllarsi in ogni momento del giorno e della notte. Alcune volte non riusciva neanche a dormire dalla forte nostalgia che aveva di lui e spesso si svegliava piangendo per poi ritrovarsi in un'altra casa da sola con solo il suo lieve profumo a sostenerla. Nello stesso momento avrebbe voluto Bryan accanto per sentirsi sostenuta protetta desiderata.



Improvvisamente tornò nuovamente alla realtà quando lui parcheggiando e successivamente carezzandole la mano che ancora era adagiata sulla gamba le disse:

"Pic...siamo arrivati Sarah".

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Bryan si era dovuto sforzare per non chiamarla piccola. A lui veniva spontaneo così come carezzarla o prenderla per mano. Aveva fatto bene a correggersi perché lei poi si era girata e gli aveva sorriso. Dopo aver chiuso lo sportello era andato verso di lei per aiutarla a scendere ma invece l'aveva trovata già fuori e con lo sportello chiuso che lo guardava.


Le sorrise e poi mantenendosi dalla forte voglia di prenderle la mano si avviarono all'ingresso del locale.


Avrebbe voluto abbracciarla ma non appena le venne la voglia lei si staccò correndo verso l'amica. Bhe forse era meglio così.
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Sarah aveva sentito un senso di soffocamento molto forte e una sensazione di oppressione avvertendo il desiderio che l'uomo porvava per lei. Così non appena vide l'amica si staccò dalla sua mano che nonostamte tutto la faceva sentire bene come poche cose la facevano sentire in quel periodo e andò ad abbracciarla.

Daf che era mano nella mano col ragazzo lo lasciò e poi aprì le braccia per accoglierla. Era da parecchio che non aveva quella voglia, quel desiderio di farsi abbracciare da qualcuno. Per fortuna stava meglio.

Poco dopo continuando ad abbracciarsi cominciarono a confabulare e ad entrare nel locale.

Nonostante l'allegria nello stare con loro, tutte quelle persone la mettevano a disagio. Tutti che ridevano che chiacchieravano che parlavano della loro vita. Solo lei non aveva voglia di parlare di nulla e aveva solo il desiderio di pensare e di stare sola? Forse sì ma non voleva farlo vedere. Era in compagnia dei suoi amici e desiderava cercare di rilassarsi almeno per quello che riusciva a fare.

Non era per nulla facile. Come aveva fatto fino a pochi anni prima a non pensare a nulla e divertirsi per tutte le cose che le succedevano? Adesso per ogni cosa doveva cercare di sforzarsi e anche così non sempre riusciva nel suo intento.

Mentre pensava a tutte queste cose Daf le disse:
"Hai una camicetta bellissima, hai notato che quel ragazzo non ti toglie gli occhi da dosso?"

Lei non ci aveva fatto caso per nulla. Se non fosse stato per Bry non si sarebbe cambiata e adesso che si era resa conto di essere guardata provava l'assurda sensazione di volersi coprire. Cercò di non pensare a nulla e cercò di distrarsi.

Bryan invece non riuscì a non fare nulla. Era vero quella camicia era davvero bella e involontariamente sexy. Gli sguardi degli uomini non dovevano soffermarsi su di lei, così notando il suo senso di disagio e diciamo anche la sua forte gelosia che lo spingeva a pensare che nessuno doveva guardare quello che gli apparteneva di diritto, decise di prendere la sua giacca e appoggiargliela sulle spalle per poi dirle:

"Meglio?"

Lei alzò lo sguardo e lo fissò sorridendo. Annuì.

Purtroppo nei pub si sa che si sente caldo e all'arrivo del cameriere con le loro ordinazioni lei se lo tolse facendolo scivolare sulla seduta della sedia.

La musica country inondava il locale e poco dopo cominciarono a canticchiare. Lo spazio nel pub non era ampio ma alcuni decisero di andare accanto ai cantanti per ballare. Era una musica divertente e simpatica.

Daf decise di voler essere tra loro e così le disse:

"Andiamo?"

Lei la fissò sconcertata. Non desiderava mettersi in mostra e non voleva ballare. La voglia di divertirsi se ne era andata con la morte di Francesco e non voleva altro che tornare a casa e guardare la fine della sua saga preferita.

"Preferisco di no ma tu vai pure".

"Dai vieni che ci fai qui? Siamo qui per divertirci e non pensare a nulla no?"

Così riluttante si fece prendere per mano e assieme andarono verso lo spazio libero.

Daf si divertiva e ballava la musica che facevano ai tempi dei cow boy ed anche se cercava di farla distrarre dai suoi pensieri sempre tristi e angoscianti notava che non ci riusciva. Aveva notato che lei cercava di accontentarla ma non c'era più nulla della ragazza solare di prima. Era rimasta ferma in mezzo alla pista quasi vedendo la bolla di solitudine che si ingrandiva tra lei e gli altri. Non sapeva più come fare per aiutarla.

Così poco dopo la riaccompagnò al tavolo rassegnata.

Notò però che Bryan era rimasto seduto per cui li lasciò soli mentre andava a ballare con l'amico.

Lui le prese la mano e con dolcezza disse:
"Non devi sforzarti di fare cose che non vuoi fare. Vuoi ballare? No. Non c'è problema. Se non te la senti non te la senti. Mi accompagni a fumare una sigaretta ?"

Così si alzarono e mentre lui le appoggiava la sua giacca nuovamente sulle spalle si avviarono all'uscita. Desiderava fumare da parecchio tempo.

Una volta fuori con la musica che si sentiva solo in sottofondo lui con dolcezza si abbassò e le chiese guardandola negli occhi:
"Signorina posso avere l'onore di questo ballo?"
Lei lo fissò stupita. Sembrava un giocherellone e invece aveva capito la sensazione di oppressione che aveva sentito prima nel sentirsi forzata. Sorridendogli annuì e lui la prese tra le braccia cominciando un ballo lento con un ritmo tutto loro.

Mentre la stringeva sentiva che l'avrebbe amata per sempre. Lei si incastrava perfettamente al suo corpo e purtroppo cominciava ad eccitarsi. Dopo una quindicina di minuti che ridevano e continuavano a volteggiare, la lasciò andare. Il suo membro non gli consentiva di fare più nulla per cui si appoggiò al muro con lei stretta al suo lato sinistro e davvero, liberando il braccio prese una sigaretta che cominciò a fumare.


Da dentro l'amica li aveva visti uscire e così si sentì più serena. Si strinse nuovamente al suo amico per continuare a ballare.

Era strano ma mentre fumava Bryan non riusciva a pensare a niente di più bello di stare con lei. Era un momento perfetto e non desiderava altro che quello. Il suo membro gli dava un enorme fastidio e una brama famelica lo stava offuscando ma non desiderava rovinare quel momento così loro. In mezzo a tante persone erano soli in un' intimità che da tempo non riuscivano a raggiungere. Chissà cosa stava pensando. L'unica cosa che voleva era baciarla, abbracciarla, carezzarla. L'ultimo suo pensiero lo realizzò sistemadole un ciuffo di capelli dietro l'orecchio e carezzandole poi la guancia sentendola tremare.
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Era trascorsa una settimana e lei si sentiva meglio. Aveva ottenuto il lavoro da dog sitter per una signora anziana molto simpatica. Era andata a casa sua e la prima cosa le aveva offerto un the. Aveva mandato il curriculum anche alle altre signore ma non aveva ricevuto risposta.Successivamente le aveva fatto conoscere i suoi due cani, un labrador e un pastore tedesco che lei chiamava affettuosamente per nome: Billy e Holly, due maschi. Per sua fortuna si era trovata molto a suo agio con loro per cui adesso si trovava al centro della città con i due cani al guinzaglio. Aveva pensato a Villa Borghese. La donna abitava da quelle parti e cosa c'era di meglio di farli passeggiare in un luogo così affascinante? In più aveva portato anche uno di quei libri che Bryan le aveva comprato, Magnifica preda. Perché ogni volta che lo pensava a lei batteva forte il cuore? Cercava di non essere tirata dai due animali ma erano grandi e buffi. Li aveva amati non appena li aveva conosciuti ed era stata ricambiata con sonore leccate sulle sue mani.


Doveva trovare un modo per continuare a vivere e stare fuori casa tutto il giorno era la sua unica possibilità Ormai anche le uscite la facevano sentire soffocata. Stare nei luoghi chiusi la opprimeva. Lo aveva notato al pub tre giorni prima. Le luci basse, la musica soft la gioia degli altri e anche della sua amica Daf che continuava a chiamare scopa amico un ragazzo che si vedeva lontano un miglio le piaceva. Di sicuro sarebbero stati un'ottima coppia e magari lo erano inconsapevolmente.Che ne poteva sapere lei? Già era molto difficile sopravvivere. Le sensazioni di claustrofobia così come quelle di malinconia quando vedeva persone serene erano li che la affliggevano. Doveva evitare situazioni così nette. Avrebbe cercato di uscire con loro ma non per locali. Avrebbe cercato di optare per pizze a casa. Non poteva negare però che vederli nuovamente l'aveva resa serena. I suoi amici meritavano la felicità anche se quando la perdevi diventava una lenta agonia. Chissà se valeva la pena ma forse si. Non sarebbe stata la stessa senza aver conosciuto Bryan e Francesco.

Già la vita sarebbe stata molto ma molto diversa sia per l'uno che per l'altro. Ora come ora Bryan la stava aiutando molto e le era molto vicina. Quando stava con lui sentiva il cuore che batteva molto forte. Allo stesso tempo però una paura tremenda ed un'angoscia pressante la faceva sentire frenata. Lei non poteva, non doveva tornare ad essere serena. Non lo meritava e allo stesso tempo non se lo sentiva. La felpa del compagno la notte la proteggeva e la riscaldava e nessun altro ne avrebbe preso il posto. La brama assoluta non avrebbe vinto.


Uno dei cani stava abbaiando per cui lei tornò alla realtà guardando con simpatia l'animale che continuava a chiamarla. Cosa poteva mai volere? Poi capì. Sorrise, ci mancava molto poco alla meta. Non appena dentro si avviò con loro in qualche zona dove potesse vederli e lasciarli liberi per almeno un'oretta.

Sorrise quando ad un certo punto trovò un piazzale che faceva al caso suo. Staccò i guinzagli e loro felici cominciarono a correre. Intanto lei dopo averli guardati per qualche minuto decise di sedersi sulla panchina per poter cominciare a leggere.


Dopo un po' di tempo sentì il telefono che vibrava. Alzò lo sguardo dal libro per prenderlo e per guardare i cani. Rimase affascinata in quanto stavano giocando tra loro rincorrendosi. Era così facile la vita. I cani non avevano altri pensieri solo quello di mangiare e dormire nonché amare i padroni e lo facevano così seriamente e teneramente che a volte si commuoveva.


Prese il telefono e notò che Bryan le aveva mandato un messaggio. Chissà cosa voleva. Si sentiva emozionata ogni qual volta che lui la chiamava ed ogni qual volta che si vedevano per un motivo qualsiasi.

Lesse e sorrise.

Cosa stai facendo?

Lei rispose:

Faccio la dog sitter a Billy e Holly.

Lui disse:

Carino li chiami per nome? Dove ti trovi?

Lei rispose:

A Villa Borghese. Si sta benissimo.

Lui disse:


Davvero? Sono quasi in pausa ti raggiungo.


Il cuore pompava forte. Perché si sentiva così emozionata pensando al fatto che stava per raggiungerla? Non avrebbe dovuto sentire tutto questo. Le emozioni che fuoriuscivano da dentro di lei la stupivano. perché riusciva ad uscire da quella bolla di dolore solo quando pensava a lui o solo quando la toccava o la guardava con calore sentendosi eccitata come non mai. Uno dei cani correva felice e lei sorrise. sarebbe voluta essere come loro senza pensieri e problemi, invece non si poteva scappare dalle paure e dalle angosce che ti perseguitavano.

Poco dopo guardando ancora per un po' i cani prese il libro e lo cominciò a leggere.Era quello che ci voleva perdersi in un'altra realtà. Smettere di soffrire per diventare qualcun'altro.

Eppure non appena vedeva un suo messaggio o una emoticon divertente lei sorrideva, sentendo che il suo peso diminuiva.

Perché doveva combattere con tutte queste sensazioni? Non poteva accontentarsi della natura del vento della vita che lei ancora doveva vivere?
Eppure si sentiva frustrata come non mai. Mentre pensava a tutto questo le venne un brivido, segno che le diceva che Bryan era vicino. Le succedeva anche quando Francesco era vivo. Le sensazioni fisiche purtroppo non potevano essere bloccate e lei era stanca di cercare di soffocarsi.

Un improvviso mal di testa le era scoppiato mentre cercava di controllare quello che le succedeva.


Presa da altre sensazioni alzò la testa e vide che lì accanto c'era Bryan, proprio come aveva sentito poco prima.

Gli sorrise e lui si sedette accanto.

"Quali sono allora i tuoi cani?"

Lei si guardò attorno e sorrise indicandoli. Stavano annusando l'erba poco più avanti.

"Eccoli sono quelli li vedi?"

Lui guardò il suo dito dove puntava e cercò di trovarli. Erano davvero belli.

"Da quanto tempo sei qui?"

"Direi almeno due ore".

"E adesso cosa fai? Perché non portiamo i cani a casa e poi andiamo a mangiare insieme?"

Lei vide sul cellulare ed era tardi effettivamente. Vero che mangiava molto poco ma era quasi ora.

Così annuì e poco dopo rimise il guinzaglio ai cani e cominciarono a tornare indietro.

La passeggiata fu davvero tranquilla quando lei spezzò il silenzio dicendogli:

"Quanta pausa hai?"

"Un'ora e mezza più o meno. Tu dopo invece che fai?"

Era così tenera mentre con le guance rosate e il ciuffo di capelli che le andava vicino agli occhi cercava di mantenere i due cani che la tiravano. Però le sembrava serena e avrebbe voluto prenderle la mano ma si controllò. Non voleva farla sentire in ansia, cosa che succedeva ogni volta che approfittava.


Però poteva aiutarla magari.
"Dammi un guinzaglio così per te è più semplice".

Lei si girò verso di lui e sorrise contenta, quasi imbarazzata per le sensazioni che sentiva.

Così gliene passò uno e in quel momento divenne tutto più semplice.

"Ho visto che leggevi. Il libro quindi ti piace ??"

"Mi piace molto ma non ho avuto molto tempo, mi sono goduta di più l'aria e la sensazione di relax provata all'aperto".


Mentre ancora camminavano fu lei a prendergli una mano e stringerla nella sua, facendolo stupire enormemente.

Durò pochi minuti perché poi lo lasciò andare guardandosi la mano per un momento.

Cosa le succedeva? Perché gliel'aveva stretta? Perché aveva sentito quel bisogno così intenso di farlo?

Si sentiva quasi mortificata con lei stessa, si guardò ancora quella mano come a pensare che l'arto avesse fatto tutto da solo senza un suo comando.

Fu Bryan che fece finta di nulla parlandole normalmente e dicendole che erano quasi arrivati. Per cui la ragazza tornò in sé vedendo che erano ormai a casa della signora.

"Aspetta qui, li porto dentro e poi esco di nuovo".

Una decina di minuti dopo uscì e quel momento le era servito per sentirsi meglio.Quel disagio era andato via via diminuendo. Ancora si chiedeva perché lo avesse fatto. La sua mano per un breve momento le aveva donato calore. Bryan donava calore solo a guardarlo. Sorrise per un attimo e poi lo raggiunse.

Stesso a piedi con calma si avviarono verso una pizzeria.
Lui le disse:
"Che dici se andiamo da Rosso Pomodoro? Mi sembra che dovrebbe essere da queste parti".

Erano vicini ma non si stavano toccando, anche se lui aveva una grande voglia di farlo. Sorrise perché pensava che in fondo anche lei lo provasse. Quel dolore straziante stava man mano diminuendo e non poteva esserci sensazione più bella.

Lei annuì e poi si avviarono. Poco dopo videro l'insegna e così lui aprì la porta di ingresso ed entrarono.
Non appena dentro si guardò intorno, lei si sentiva ancora oppressa quando si trovava nella folla ma era molto tranquillo. Pensava che si era ricordato che quella pizzeria era tra le sue preferite e sorrise di nuovo. Non ricordava quando gliel'aveva detto.
Il cameriere li fece accomodare e mentre si avviavano il profumo del forno a legna invase le loro narici facendogli venire l'acquolina in bocca.

Bryan la vedeva serena ed era la cosa che più voleva.Sembrava a tratti di nuovo lei, ricordava quando gli aveva detto che quella era la sua pizzeria preferita e ne aveva approfittato, sorprendendola. Mentre si accomodavano vedeva solo che si guardava attorno per vedere utti gli angoli e tutte le cose che li circondavano. Il suo sguardo a tratti gioioso e a tratti malinconico lo faceva lo faceva intenerire ed il suo cuire batteva sempre più forte.

Al solito si stava eccitando e come sempre non era il momento giusto. Doveva cercare di non pensarla e non guardarla ma non ci sarebbe mai riuscito. Si sarebbe fatto una sega successivamente.

Quando la guardava pensava solo ad un futuro prossimo magari lei in cucina e lui che la stringeva da dietro approfittando per baciarla magari vestita solo con una camicia da notte di seta trasparente o quasi. Non avrebbe mai perso la speranza. Un giorno ci sarebbe riuscito.

Quando il cameriere portò le loro pizze decisero di fare un bindisi con le bottiglie di birra Moretti sorridendosi prima di cominciare.

Non erano uno di fronte all'altro ma uno accanto all'altro.Lui non riusciva a toglierle gli occhi da dosso con l'unico desiderio di toccarla, coccolarla, imboccarla facendole sentire il calore che poteva darle. Non sapeva se farlo non voleva che fuggisse come era successo prima quando lei gli aveva strtto la mano. Per cui contnuava a guardarla. Anche solo quello era bellissimo. Guardarla, starle vicino, essere nel suo quotidiano era questo che avrebbe voluto per sempre.


Sarah stava mangiando lentamente e si era guardata intorno , non sentendo più quella brutta sensazione. Intanto ne sentiva un'altra: lo sguardo del ragazzo era puntato su di sé. Cosa avrebbe voluto fare? Da quando erano entrati non faceva che guardarla. Non voleva ancora ferirlo ma non desiderava averlo attaccato così tanto a lei. Chi voleva prendere in giro? Da un lato lo avrebbe voluto , solo lui le infondeva pace e calore, beh brama, ma quella c'era sempre. Alla fine riusciva sempre a farla stare meglio.

Ad un certo punto prese un pezzo della sua pizza con le melanzane a funghetto e portò la forchetta davanti alla bocca della ragazza facendola stupire e imbarazzare. Lei posò la sua forchetta che stava per portare alle labbra e si avvicinò al boccone che addentò lentamente. Si sentiva emozionata.Avrebbe dovuto rifiutarsi ed invece quel gesto pieno di dolcezza l'aveva fatta sentire meglio.

Poco dopo però si sentì amareggiata dal pensiero che a mano a mano il viso di Francesco si andava schiarendo, non riusciva più a vederlo chiaramente. Invece ogni giorno che passava sentiva che le sensazioni che provava per Bryan andavano avanti approfondendosi sempre di più.

Perché doveva succedere una cosa del genere? Si sentiva tremendamente in colpa. Quel pomeriggio sarebbe andata a trovarlo. Voleva parlargli.

Tornò in sé quando lui le disse:
"Vuoi un dolce?"
Lei rifiutò e così poco dopo si alzarono e lui andò a pagare. Mentre cacciava il bancomat lei cominciò a fare storie, desiderava pagare lei ma non ci fu verso e come sempre la sua maniera buffa di sbuffare lo fece ridere.

"Dai magari se ti va mi offri un dolce stasera".

"Va bene allora che dici di venire stasera a casa? Chiamo anche Daf così ci vediamo Ti cercherò insieme a magari ci organizziamo per mangiare".

"Va bene ci pensi tu a chiamarla?"

"Sì, ci penso io".

Da un lato non era molto soddisfatto, avrebbe voluto che stessero soli ma non poteva pretenderlo.Per ora doveva approfittare dei momenti di pausa pranzo e cercare di trascorrerli con lei.

Intanto uscirono dal locale per avviarsi alla macchina. Doveva tornare al lavoro e l'avrebbe accompagnata a casa.

"Madamigella sono contento di rivederti stasera e ancora di più domani.Tu starai sempre con quei cani così fantastici da queste parti?"

"Sì starò qui, mi sento serena in un certo senso con loro libera da orari e da un locale chiuso".

"Domani porterò io il pranzo per entrambi, sarà carino vedrai".

Lei ricordò quella sera in cui andarono a casa sua a cenare assieme, e ricordò quella bistecca così buona.
"Mangeremo canadese?"

Lui la fissò e stupito disse:
"Perché no? Ti delizierò vedrai".

Fu un viaggio all'insegna della tranquillità in quanto navigavano in pensieri sereni.

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Erano le quattro circa, così decise di uscire. Era tempo di andare a trovarlo. Non desiderava prendere la macchina. Aveva ancora molta paura. Così prese la giacca e uscì intenzionata a prendere un pullman. Il cimitero avrebbe chiuso verso le sei, per cui avrebbe fatto in tempo. Fino ad allora non era andata ancora, come a non voler mettere un punto a quella storia. Come se non potesse ancora pensare che davvero fosse morto. Eppure era passato del tempo ma il cuore ancora soffriva. Così si avviò lentamente immersa in tanti pensieri. Era stato un buon compagno e non aveva avuto una morte giusta. Perchè mai un uomo doveva morire in quel modo? La cosa più triste, perché mai dopo del tempo una persona veniva dimenticata? Lei lo stava dimenticando. Il suo viso che prima vedeva nitido ogni maledetto giorno di sofferenza, adesso lo vedeva sfocato. Doveva andare avanti? Era questo che significava?

Era arrivata alla fermata adesso avrebbe solo dovuto aspettare che arrivasse. Intanto mentre le altre macchine passavano, lei continuava ad essere persa nei suoi pensieri. Non era una cosa facile però quella sofferenza, quella bolla così pesante e angosciante si stava man mano assorbendo. Sentiva che a mano a mano che passava il tempo riusciva a respirare un po' di più. Poco dopo passò il suo numero e quando si fermò e si aprirono le porte lei vi salì.

Decise di non sedersi, passeggiare d'altronde le aveva fatto bene, anche se quel giorno, quel momento era uno di quelli tristi. Guardava la strada che le passava accanto mentre si manteneva ad uno dei pilastri del mezzo e cercava di non pensare più a nulla. Il cuore continuava a battere, prima per un impulso di sopreavvivenza e successivamente perché la vita continuava e così anche i sentimenti che ricominciavano.

Era brutto ma alla fine era così.

Non appena vide la sua fermata si avviò alla porta centrale e poi non appena si fermò lei scese. Il cimitero Ama Capitolini era la sua meta.
Poco dopo abbassò la suoneria del suo cellulare e poi entrò. Sarebbe rimasta per un bel po' di tempo con lui lì. Desiderava parlargli, sfogarsi .Parlare di sé di quello che le stava accadendo, se era giusto...
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Bryan invece era tornato a casa e la prima cosa che aveva fatto era una bella doccia. In slip, successivamente invece andò in cucina dove teneva custodito un quaderno che la nonna gli aveva dato. Lì c'erano segnate le migliori ricette canadesi della sua famiglia. L'avrebbe sorpresa, sarebbe stata contenta. Era meglio se si preparava ora, la mattina non avrebbe avuto tempo. Così cercò anche delle ricette che avrebbe potuto portare senza danni. Sorrise. Era contento. A lui sembrava che si stessero avvicinando. Il suo cuore batteva un po' più forte.

Ecco mentre sfogliava le pagine trovò qualche cosa di adatto. Una Tortiere e un butter tarts.Avrebbe fatto anche una torta.Si avrebbe fatto quella classica alle noci. La nonna era un portento e dentro metteva sempre qualche ingrediente in più che rendeva tutto saporito.

Così prese la farina le uova e tutto quello che gli serviva e cominciò. Sarebbe stato un tardo pomeriggio impegnativo. Dopo sarebbe andato a casa sua a vedere la tv assieme e a mangiare qualcosa. Lui sarebbe rimasto lì a guardare lei. Niente altro che questo.
Era la cosa più importante trascorrere del tempo assieme e legare sempre di più, finché lei non avrebbe capito che erano fatti per stare insieme. L'avrebbe apsettata, sperando che presto sarebbe successo.
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Aveva girato varie tombe fino a quando non aveva trovato quella del compagno. Voleva restare lì e parlargli. Avrebbe voluto chiedergli consiglio e avrebbe voluto abbracciarlo per sentire il suo calore, cosa che non avrebbe sentito mai più. Fino ad ora aveva combattuto, aveva sperato, aveva amato ancora di più ma alla fine il dolore ha un limite. Voleva piangere liberamente senza che nessuno la sentisse, così da liberarsi da tutto. Voleva raccontare tutto quello che sentiva e dei sensi di colpa che provava ancora. Non avrebbe voluto dimenticarlo per nulla al mondo ma il tempo più passava e più la sua immagine si sfocava così come i suoi sentimenti.

L'aveva trovata. Così si piegò accarezzando la sua fotografia. Era così bello, così vitale. Si sedette guardando la sua foto come se lui stesse avanti a lei e cominciò a parlargli. Avrebbe trascorso diverso tempo lì parlando di se stessa, della sua ambivalenza, della sua brama che anche nella peggiore delle sofferenze non era mai andata via.L'incontro con Bryan era stato per lei importantissimo e quando l'aveva incontrato di nuovo era cominciato tutto da capo anche se aveva combattuto per non farlo succedere come non fosse mai finita, con in più la rabbia dell'abbandono.
Si sedette guardando dritto nei suoi occhi e cominciò.
Si sentiva forse finalmente sincera. Lui se lo meritava.
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Era sera, aveva fatto tutto. Adesso poteva fare una doccia e andare a casa sua. Si sarebbe leccata i baffi il giorno dopo. Chissà se era a casa oppure per la strada. Non vedeva l'ora di poter stare sempre con lei e di poter vivere tutti gli attimi assieme, senza doverli immaginare. Era un illuso, chissà se mai sarebbe successo. Sognare non costava nulla e comunque aveva notato nei suoi occhi un cambiamento, anche se desiderava fuggire, si era fatta imboccare come se adesso avesse bisogno di calore, come se lei da sola avesse sentito sempre freddo. Lui le avrebbe voluto dare tutto quello che desiderava.
Così andò in bagno a prepararsi. Si spogliò togliendosi la polo e il jeans che aveva indossato per cucinare e aprendo il box doccia aprì la manopola dell'acqua calda. Poco dopo vi entrò buttandosi sotto e mettendo l'acqua fredda. Ci voleva dopo una giornata di lavoro. Prese il suo bagno schiuma di Dior e lo mise sulla spugna passandoselo sul corpo. Si sentiva davvero bene, sereno per il fatto che avrebbe trascorro del tempo con lei e si anche eccitato. Aveva abbassato lo sguardo e notato il suo membro ingrossato. Si sarebbe fatto anche una sega, sapendo che poi a casa sua non avrebbe potuto fare nulla, soprattutto pensando che ci fosse anche Daf. Così mentre l'acqua scorreva ancora su di lui, cominciò a pensarla e gli vennero in mente vari flash del passato e del presente e poi alcuni che lui avrebbe desiderato avverare al più presto possibile.
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Non si era accorta ma lì seduta era stata due ore. Era tempo che non si sentiva così svuotata e rilassata. Così si alzò e si rese conto che si era fatto sera, guardò sul cellulare e notò che erano quasi le sei, così si avviò dopo avergli dato un bacio volante all'uscita. Sapeva che non avrebbe risolto i suoi problemi dall'oggi al domani ma sapeva anche che adesso avrebbe potuto sentirsi meno in colpa in quanto era sopravvissuta e lui no.
Passeggiando arrivò all'uscita e poco dopo si ritrovò nuovamente alla fermata del pullman. Sarebbe stata una serata sotto l'insegna del relax. Si fermò alla fermata e aspettò che passasse. Mentre aspettava pensava a cosa avrebbe fatto la sera, forse avrebebro ordinato una pizza ma magari lei avrebbe potuto fare una cristata se avesse avuto tempo. Era da molto che non faceva nulla ma ora cominciava a sentirsi meglio.
Non appena passò il suo numero e le porte si aprirono lei vi salì andando direttamente vicino al finestrino appoggiata al pilastro.

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Era ora di partire. Così uscì dalla porta di casa indossando il giubbino e prendendo le chiavi della macchina. Uscì e si avviò al parcheggio. Salì aprendo lo sportello e dopo aver messo il cd di Drake* accese il motore e si avviò verso casa di lei.

La musica del suo cantante preferito gli inondava le orecchie rendendo il viaggio più rilassante. Aveva preso una bottiglia di vino dal suo salone, in modo da non andare a mani vuote.
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Da pochi minuti aveva messo la crostata nel forno. L'aveva fatta con le fragole. La adorava. Quella sera i genitori sarebbero usciti e lei si sarebbe vista con i ragazzi Doc in televisione. Ormai era quasi finito e non vedeva l'ora di sapere come si sarebbe concluso.

Aveva avuto il tempo di fare una doccia e si era vestita con jeans azzurri e pullover a collo alto. Semplice e tranquilla. Portava le sue pantofole preferite e tra pochi minuti avrebbe apparecchiato la tavola.

Così prese la tovaglia con i limoni e poi decise di prendere tutto di carta. I piatti dal ripiano, le forchette e i bicchieri. Prese da un altro ripiano qualche patatina e qualche pop corn e li mise nei piatti. Era tutto pronto.

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Era arrivato, così parcheggiò vicino la casa e scese. Prese la bottiglia dal sedile accanto e poi si avviò alla porta di ingresso bussando. Non vedeva l'ora di vederla. Sembrava che non si vedessero da tanto ed invece era solo da quella mattina. Poco dopo lei gli aprì e lui rimase come imbambolato da lei. Eravestita semplicemente ma come sempre bellissima e sexy. Quei jeans la fasciavano e quelle gambe e quelle cosce erano solo da mangiare. I suoi occhi si incupirono ma la ragazza lo fece entrare ed accomodare.
Lui le porse la bottiglia e poi le disse:
"Daf non è venuta ancora?"
"No verrà a momenti".
"Che profumo che cos'è?"
Lei gli sorrise e disse:
"Crostata adesso la tolgo dal forno".
"Aspetta fammi fare a me".
Così prese le presine e tolse la teglia adagiandola sul ripiano. Aveva un aspetto fantastico.
Nella sua mente però c'era il pullover a collo alto che rendeva il suo fisico così evidente e ancora più sexy.Lei non se ne era accorta nemmeno. Era deliziosa.

*Cantante canadese

Quanto avrebbe potuto resistere ancora? Era così bella, così sexy. Si sentiva nuovamente eccitato anche se aveva fatto una sega poche ore prima proprio per quel motivo. Era sempre così bastava che la guardasse. Ormai era diventata un'abitudine soffrire per lei.

Cercò di tornare alla crostata, era meglio in fondo.
"Adesso che facciamo tesoro? Che dici se intanto la assaggiamo? Lo so che non si dovrebbe perché è bollente ma ha un aspetto così invitante".

Intanto lui la guardava e gli occhi diventavano sempre più torbidi. Come avrebbe fatto ancora?

Lei gli sorrise e disse:
"Se insisti perché no? Aspetta che prendo il coltello così te ne taglio una fetta".
"Ok".
Intanto mentre si avviava al pensile per prendere un coltello, una palettina e un piattino, lui non riusciva a non guardarle la schiena e quei glutei perfetti inguainati in quei jeans. Glieli avrebbe voluti strappare e assaggiarla dappertutto.

Cercò di contenersi.

Prese il coltello e gli tagliò una fettina e poi con la palettina la prese e la mise nel piattino.
Gliela porse e disse:
"Mi sono dimenticata la forchetta, aspetta te la prendo".
"La prendo io se mi dici dove stanno le posate".
Così lei glielo indicò e lui la andò a prendere. Aveva in mente di provarla e di fargliela provare.
Così poco dopo andarono verso il divano assieme. Si sedettero e lui cominciò a mangiarla. Chiuse gli occhi, era davvero buona.

Poco dopo le disse:
"Ottima sei bravissima a fare i dolci".
Lei gli sorrise contenta ed un po' imbarazzata.
Lui le portò poi la sua forchetta con un altro pezzetto verso la bocca e disse:
"Prova anche tu. Hai un futuri con i dolci. Potresti aprire un negozio".
Lei lo guardò e poco dopo prese il pezzetto e lo masticò. Davvero era buono. Perché si sentiva così bene con lui? I suoi occhi erano colmi di dolcezza e forse anche di ...desiderio? Avrebbe voluto baciarla? Arrossì nuovamente. L'avrebbe voluto? Sì l'avrebbe voluto e molto anche.

Inoltre Bryan aveva posato la forchetta sul tavolino accanto al divano assieme al piatto e le si stava avvicinando come attirato da quelle labbra così decisamente attraenti. Lei lo stava guardando senza fuggire.

Mentre la bolla di intimità stava via via crescendo, suonò il campanello.
Così all'improvviso si infranse e cercò di tornare normale , senza quella sensazione di calore che l'aveva invasa. Sentiva i capezzoli induriti e si era anche lievemente bagnata.

Si alzò in fretta e andò ad aprire. Era Daf che aveva con sé una bottiglia di coca cola. Si tolse il giaccone appoggiando la bottiglia sul pensile all'ingresso e poi la strinse forte.Le diede un bacio sulla guancia e poi la lasciò prendendo la bottiglia e andandola a mettere nel frigo. Notò Bryan seduto sul divano e lo salutò con la manina.

Mentre posava la bottiglia notò sia la crostata che i vari snack sul tavolo.
"Ehi, hai fatto un vero banchetto, mangio una patatina".
Se ne prese un mucchio nella mano e golosamente le mise tutte in bocca, facendo ridere la ragazza, che non rideva da anni.

Bryan rimase rapito dalla sua risata e restò a fissarla in viso, sorrise anche lui . Sembrava che piano piano tornasse alla normalità. Si era salvato per un pelo, l'avrebbe baciata se non fosse venita la sua amica e non sapeva se fosse stato buono o avrebbe fatto un grande errore.

"Tesoro ma che facciamo? Cominciamo con la tv? O ordiniamo una buona pizza? E brindiamo al tuo nuovo lavoro? Piuttosto dai racconta".

"Da dove devo cominciare?"

"Direi dalla pizza" e le fece un ochiolino.

Così prese il cellulare e chiamò la pizzeria sotto casa sua.

Mente squillava lei chiese loro:
"Cosa prendete?"

"Margherita con melanzane!"
"Diavola".

Poco dopo ordinò le pizze e poi chiuse la chiamata.

Andò sul divano e l'amica la raggiunse prendendo un'altra manciata di patatine e mettendosele nuovamente in bocca.

"Racconta dai, come ti è venuto in mente di fare la dog sitter".

Lei cominciò a parlare dell'oppressione che setiva quando si trovva nei luoghi chiusi e quindi alla fine aveva optato per un lavoro che la teneva all'aria aperta. Poi continuò a parlarle dei cani che stava portando a spasso e continuò dicendo che ne avrebbe trovato altri che avevano bisogno dei suoi servizi, almeno tre al giorno. Così si sarebbe occupata tutto il giorno.

I due la ascoltarono con attenzione, anche se lui già lo sapeva avendo trascorso più tempo con lei nell' ultimo periodo.

Si alzò dal divano e andò verso il frigorifero, prendendo la coca cola e aprendola. Andò al pensile e prese un bicchiere dove versò il liquido per poi berlo velocemente. Posò il bicchiere e disse:

"Apparecchio così dopo mangeremo direttamente".

"Ti aiuto". Dissero assieme.

Lei si mise a ridere di nuovo e poco dopo entrambi cominciarono ad aiutarla.

Poco dopo arrivò il giovane con le pizze che citofonò e lei andò ad aprire.

Prese le tre pizze e le portò sul tavolo. Mentre andava nella sua stanza a prendere i soldi, Bryan decise di volerle pagare.

Così quando la donna tornò con i soldi tra le mani non trovò più il ragazzo.

Guardò i due amici e poi i suoi occhi si puntarono su quelli dell'uomo.

"Mica hai pagato tu di nuovo?"

Fece la sua solita espressione buffa mentre sbuffava e lui si intenerì dicendo:

"Dai non solo ci ospiti qui da te, almeno una pizza posso pagarla che dici?"
Daf si intromise e disse:
"Che significa di nuovo? Quando ha pagato per te?"

Lui la fissò e le rispose:
"Stamattina durante la pausa pranzo".

"Quindi hai visto i cani? Che avete fatto?"

"Sì, sono molto simpatici e siamo poi andati da Rosso pomodoro".

Lui le fece un occhiolino come a dire, ci riuscirò.

Daf non disse più nulla.


A quel punto Sarah si avviò semplicemente al frigo per prendere il vino che lui aveva portato e l'acqua.

Poi le disse:
"A te con il tuo amico come va?"

"Beh come deve andare? Uno scopa amico resta così".

"Secondo me nascerà qualche cosa di serio".

Daf rimase in silenzio. Non poteva negare ma non voleva ammetterlo.

Poco dopo fecero un brindisi e cominciarono a mangiare.

L'uomo pensava che avrebbe voluto tenerla tra le braccia per imboccarla e si magari baciarle la nuca alzandole i capelli e sentire le sue forme su di sé eccitandosi liberamente sapendo che lei lo avrebbe accontentato, tracorrendo una notte di sesso sfrenato, fatto di tanti giochi erotici.
Magari invece che in jeans tenerla nuda per poterla assaggiare piano piano, con dolci carezze fatte con la lingua che la sfiorava dappertutto.

Dovette tornare alla normalità altrimenti sarebbe dovuto andare nel bagno per fare una sega, e se avesse continuato a pensarla in questo modo sarebbe arrivato nelle mutande. Avrebbe fatto una grande figura di merda.

Quel tormento non gli passava e quel desiderio famelico albergava ormai sempre con sé.

Vederla mangiare gli faceva venire la voglia di fare tante cose e avrebbe voluto che i suo sogni si realizzassero. Lo sperava davvero.

Lei mangiava e chiacchierava con l'amica normalmente. Di certo non si sarebbe accorta di nulla.

Invece Sarah si sentiva quasi a disagio per l'eccitazione che provava. Quegli occhi brucianti li sentiva dappertutto come se la vedesse nuda. Si sentiva la pelle d'oca e aveva ricominciato a bagnarsi di nuovo. Per fotrtuna avevano quasi finito di mangiare e sperava che non si vedesse quanto era coinvolta e quanto avrebbe voluto che la baciasse e che la stringesse a sé.

Purtroppo sapeva che non sarebbe stato possibile lei non era pronta. Cercò di distrarsi accendendo la tv con il telecomando ed esclamando:
"Ragazzi comincia Doc!"

"Sparecchiamo che andiamo a vederlo in salone".

Così dopo aver mangiato tutto tolsero i cartoni delle pizze i bicchieri e le posate, mentre poi Daf andò a scuotere la tovaglia per mettere le posate e i bicchieri nella lavastoviglie. L'avrebbe fatta partire la mattina dopo, dopo aver messo le tazze della colazione.

Sorridenti spensero la tv e si avviarono al salone dove si accomodarono tutti e tre e poi le accese di nuovo la tv. Era bellissimo stare con loro e vedere un programma che amavano.

"Aspe...prendo quella crostata che avrei voluto assaggiare da prima".

Daf così si alzò e andò a prendere la teglia portandola con sé e poggiandola sul tavolino. Bryan si era spostato mettendosi in mezzo così da poter stare vicino a lei e quindi l'amica si mise di lato. Prese il coltello e ne tagliò una fetta mangiandola. Poi si girò verso di loro e disse:
"La taglio anche per voi?"

Loro dissero entrambi di no e poi tranquillamente cominciarono a vedere.

Lei sentiva che il torace e la gamba sinistra sfioravano la sua gamba e il suo braccio. Si sentiva ancora più accaldata ed eccitata. Avrebbe docuto guardare la fiction che amava con relax ed invece si sentiva eccitata, aveva la pelle d'oca, come si faceva a non sentirla? A lei sembrava così palese ed imbarazzante.

Bryan invece sentiva il suo profumo di pesca, il suo odore l'odore del suo corpo che lo sfiorava. La gamba che lo toccava, il braccio che lo toccava. Erano stretti in tre ed il suo gomito arrivava quasi al suo seno. Si sentiva indecentemente eccitato e desideroso di abbracciarla e di fare l'amore con lei.

Doveva resistere. Sembrava tutto così semplice , lei guardava Luca Argentero e magari faceva dei sogni erotici su di lui. Alla fine lei mica se ne fotteva che lui era innamorato pazzo e che sentiva una brama ed un'eccitazione incontrollabile? Si aveva sofferto, si l'aveva aiutata, si stava cercando di non turbarla e di esserle amico ma cazzo era stanco. Molto stanco.

Per distrarsi si alzò e andò al frigo a prendere una bottiglia di birra e dopo averla aperta cominciò a berla, cercando di non pensarci. Poco dopo tornò sul divano. Doveva pensare alla birra e alla fiction. Non poteva pensare a lei, alla sua dolcezza, alla sua femminilità, al suo corpo ed a quanto l'avrebbe voluta fare sua lì e se fossero stati da soli l'arebbe fatto di certo. Davvero non ci riusciva più a controllarsi.

Un apio di ore dopo quando la fiction era finita Bryan aveva notato che Daf si era ddormentata appoggiata sul bracciolo e la guardò. Si girò al contempo verso Sarah e disse:
"Hai visto? Si è addormentata".
Lei si girò e la guardò stupita.
"Già oggi ha fatto tardi al telefono mi ha detto che si è stancata molto al lavoro. Magari dopo non la faccio tornare a casa, la copro e dorme qui".

Avrebbe voluto dormire lui l' con lei, stringerla, abbracciarla, bacire quelle labbra carnose che aveva e che desiderava moltissino. A volte avrebbe voluto essere quel pezzo di pizza che lei masticava per sentire le sue labbra che lo soffocavano e così morire per il lungo piacere accarezzato dalla sua lingua instancabilmente.

Non riuscì più a resistere e così staccò il braccio destro che teneva costretto al suo e glielo mise dietro la schiena attirandola a sé. Finalmente poteva abbracciarla. Almeno questo. Chi se ne importava se lei avesse sentito la sua eccitazione. Non desiderava che toccarla con dolcezza e tenerezza. Così con l'altra mano cominciò ad accarezzarle i ciuffi di capelli che le cadevano avanti agli occhi.

Lei avrebbe voluto tirarsi indietro ma non ci riuscì. Alle sue carezze chiuse gli occhi per sentirle meglio. Si adagiò un po' meglio per sentire il corpo dell'uomo che emanava calore e la faceva sentire al sicuro. Anche se ora non era quella la parola che le veniva in mente. Le sue dita che delicatamente le sfioravano i capelli la stavano facendo impazzire, eccitare e paradossalmente avrebbe voluto molto di più.
Non si era accorta di quanto fosse eccitato? Di quanto desiderio provasse per lei? Si stava sforzando di essere delicato ma avrebbe voluto strapparle quel pullover e distruggerle quei jeans per prenderla su di sé e farla sua su quel divano, possederla e dire a tutti che finalmente era fidanzato con la ragazza che amava da così tanti anni.

Invece stava continuando con la dolcezza perché lei non si era tirata indietro e anzi aveva notato che si era messa più comoda e che aveva chiusoanche gli occhi, poggiando il suo viso sul suo pullover. Ci mancava poco che la sua mano finisse sulla sua eccitazione e che si redesse conto che ci mancava davvero poco che arrivasse. Erano anni che non succedeva ch arrivava nelle mutande ma davvero quella sera sarebbe successo e avrebbe avuto sperma dappertutto per quanto avrebbe dovuto esplodere.

Avrebbe voluto restare lì ancora per molto tempo non desiderava andare via, anche se sapeva che la fiction era finita. Così mentre continuava ad accarezzarla con voce roca disse:
"Ci vediamo qualcos'altro piccola?"

Lei non rispose subito come se stesse in un'altra dimensione. Così persa in quella bolla di dolcezza dovette sforzarsi per capire che lui le aveva rivolto una domanda. Con gli occhi appannati dal desiderio lo guardò e disse:

"Cosa? Hai detto qalcosa?"

Lui rise, e poi disse di nuovo:
"Ci vediamo qualcos'altro piccola?"

Lei a quella risata si era eccitata, ormai le sue mutandine erano bagnate ma non voleva alzarsi da lì. Desiderava che quella sensazione durasse per sempre.

Così rispose:
"Va bene e cosa ci vediamo?"

Smise di accarezzarla e la guardò negli occhi.
Quelle labbra lo stavano attirando e dovette fare un grande sforzo per non abbassarsi e schiacciarle alle sue.

"Che dici se ci vedessimo una maratona di Merlin? Ti va? Possiamo vederlo. Lo fa su 27. Ti piace?"

Lei gli sorrise e annuì per poi dire:
"Mi piace molto vada per la maratona. Cambi tu il canale?"

"Va bene".
Così prese il telecomando da vicino a lui e cambiò mettendo al canale, dove già era cominciato.

Mentre la voce della televisione riempiva loro le orecchie, lui la strinse ancora più forte mettendole un braccio sotto le gambe e portandola completamente su di sé. La appoggiò al suo petto e continuò ad accarezzarla docemente, mentre soffriva le pene dell'inferno perché la teneva vicina ma non poteva andare oltre quello, perché stava per scoppiare, in quanto avrebbe sentito la sue eccitazione.

Merlino stava parlando al drago per salvare Artù dalla morte e intanto loro si stavano ancora guardando negli occhi mentre lui avvicinava la sua bocca per baciarla. Non riusciva più a resistere. Stava per fiorarla quando Daf si mosse alzando le braccia sulla testa e così dovettero smettere. Lui la riadagiò nuovamente al suo posto e cercò di abbassare il pullover sulla sue eccitazione evidente ancora per qualche attimo perché sarebbe andato via. Ormai era arrivato e di certo si era sporcato ma ne era vasa la pena.

Si abbassò per baciarla sulla guancia carezzandole la nuca per avvicinarla e poi le sussurrò:
"Ci vediamo domani piccolina".

Andò verso l'ingresso e mise il giaccone per poi andare via.

La donna era in uno stato a dir poco indecente. Era bagnatissima e avrebbe dovuto fare una doccia. Spense la tv e disse alla sua amica:
"Dai sali con me stasera dormiamo insieme come tanto tempo fa".

Lei assonnata annuì e assieme salirono nella stanza. Prese dal suo armadio un pigiama e glielo diede.
Poco dopo si avviò al bagno e chiuse la porta.

Si avvicinò alla doccia e aprì la manopola e poco dopo essersi spogliata entrò all'interno sentendosi ancora eccitata.
Così mentre l'acqua la bagnava lei cominciò a toccarsi. Quella sera ne aveva un bisogno assoluto.

Mise le dita all'interno della sua vagina per cercare il punto giusto da stimolare. Era già molto bagnata e le dita scivolavano ma ne aveva molto bisogno. Mentre l'acqua le cadeva addosso lei gemeva per il piacere pensando a Bryan.

Non avrebbe dovuto? Non lo sapeva nemmeno lei ma non riusciva a smettere di gemere mentre scivolava verso il basso e mentre con una mano si appoggiava alle piastrelle come a volersi reggere. Non sarebbe riuscita a fare nulla se prima non si fosse svuotata. Quelle sensazioni, quel calore, quell'attrazione, quel bacio mancato. Cosa sarebbe successo se Daf non si fosse svegliata? Lo sapeva, non sarebbe riuscita a scappare dalle sue labbra e sarebbe rimasta incatenata a lui per chissà quanto tempo.
Chiuse la mano sinistra a pugno mentre tanti pensieri erotici e romantici le venivano in mente mentre stava finalmente arrivando e mentre ancora gemeva. Avrebbe voluto che quella notte ci fosse stato lui e avrebbe voluto fare l'amore. Era tempo ormai che non sentiva più nulla presa dalla sofferenza ma adesso quella brama che caparbiamente non se ne era mai andata si stava ampliando ancora di più, facendola sentire desiderosa e bramosa anche di un suo minimo tocco.

Ancora bagnata chiuse la manopola e restò lì ancora per un po'. Si sentiva stanca e debilitata, seppur soddisfatta. Appoggiandosi alla piastrella ai lati si alzò e poi aprì l'anta del box per appoggiare i suoi piedi sul tappeto e poi prendere l'asciugamano per sistemarsi. Quando sfiorava le sue parti intime ancora sentiva dell'eccitazione. Ora doveva finire di asciugarsi per poi andare a letto. Era stanca.

Una mezzora dopo era in pigiama e poco dopo andò verso il suo letto dove dormiva beatamente l'amica. Sorrise. Alzò la trapunta e il lenzuolo e si infilò anche lei. Erano un po' strette ma a lei non importava. Era stata una sua idea farla dormire con sé. La sua amica non l'aveva mai abbandonata e si sentiva contenta con lei. Così la strinse e poco dopo si addormentò.

Non sapeva che ore erano ma di sicuro era tardi.

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Alle sette Daf si svegliò e guardò la sua amica che ancora dormiva. Era serena, era da tempo che non la vedeva così. Era contenta, forse finalmente le cose si sarebbero messe a posto per lei. Non aveva tempo, doveva alzarsi per andare a lavorare. Così si alzò cercando di non svegliarla e si andò a lavare. Avrebbe fatto colazione direttamente al lavoro, in quanto avrebbe visto poi l'amico. Non lo voleva dire ma lo amava. da quanto tempo era nato in lei questo sentimento? Non avrebbe voluto soffrire ancora , soffrire era una cosa terribile ma aveva bloccato il suo cuore per troppo tempo. Avrebbe parlato all'uomo stesso quel giorno.

Indossò il tailleur del giorno prima e poco dopo cercando di fare tutto senza molto rumore si mise le scarpe e scese giù verso la porta di ingresso. Mise il giaccone e poi andò via. Inutile scriverle un messaggio. Lo sapeva che sarebbe andata al lavoro ma alla fine glielo mandò lo stesso. Solo un'emoticon buffa con una tazza di caffè e sotto buongiorno.
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La sveglia per Sarah suonò verso le nove. Così dopo essersi stiracchiata si alzò e mise le pantofole e la vestaglia, le sue buffe pantofole a forma di coniglio le tenevano calde i piedi e così scese poco dopo a farsi un caffè. Si sentiva ancora un po' stanca. Chissà che ora aveva fatto la sera prima.

Aveva ancora un po' di tempo, avrebbe visto il telegiornale e poi si sarebbe andata a vestire. La signora la aspettava per le dodici. I genitori li aveva sentiti che chiacchieravano in bagno, si stavano preparando anche loro per scendere a fare colazione.




Bryan quella mattina si era alzato un'ora prima. Aveva pensato che ci sarebbe voluto un po' per impacchettare tutto e anche per fare un buon thermos di cioccolata calda. Sapeva che a lei piaceva. Così la stava preparando. Aveva preso una busta di ciobar dal ripiano e aveva preso un pentolino dove aveva messo il latte a scaldare sul gas. Era ancora un po' assonnato ed era in slip. Si sentiva davvero contento, avrebbe lavorato e poi si sarebbe visto con lei. Il solo pensiero di vederla lo faceva sentire diverso. Ci sperava si ci sperava davvero. Prese un mestolino e cominciò a girare.
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Era nuovamente a passeggio con i cani, si sentiva serena. Villa Borghese era un posto fantastico .

I cagnolini stavano correndo e lei li stava guardando godendo anche e soprattutto dell'aria. Stava pensando molto seriamente che questo sarebbe stato il suo lavoro, anche in futuro. Nel pomeriggio aveva deciso di mandare altri curriculum ad altre persone. Voleva intensificare le suo ore lavorando in definitiva tutti i giorni. Quale lavoro più bello di questo poteva fare? Le persone si lamentavano che stavano negli uffici ma la vita poteva dare nuove possibilità a tutti. Si passò una mano tra i capelli sistemandoseli , pensando al fatto che tra poco avrebbe rivisto Bry. Prese il libro he aveva cominciato il giorno prima e lo aprì alla pagina dove aveva messo l'orecchietta.

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Adesso poteva andare a fare una doccia. Era tutto pronto. Così andò verso il bagno. Prima di aprire il box si guardò allo specchio. Sorrise e pensò: cosa avrebbe voluto una donna di più?

Rise di se stesso e dei suoi pensieri e poi aprì la manopola.

Fu una doccia tranquilla piena di pensieri positivi. Avrebbe dovuto pensare al lavoro e invece non ci riusciva, non faceva altro che pensare e volere lei. Ogni volta succedeva sempre la stessa cosa. La pensava con lui e si eccitava. Si eccitava e inevitabilmente si faceva una sega. Ogni volta era sempre più intensa. I sentimenti e i flash che aveva erano sempre diversi eppure uguali.
Si poggiò con una mano ad un'anta del box e con l'altra cominciò a masturbarsi mentre l'acqua calda cadeva sul suo corpo scultoreo.

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Aveva smesso di leggere, desiderava fare un po' di merenda, così prese dalla borsa un pacco di oro saiwa che si era portata da casa e lo aprì cominciando a mangiarne qualcuno. Ormai era quasi l'una. Si sentiva emozionata. Perché si sentiva così? Lei alla fine lo conosceva ormai da anni. Le cose cmabiavano e il suo cuore pompava velocemente nel suo petto. Guardava quei cani così liberi e cominciava a sentirsi così anche lei. Poco dopo posò i biscotti nuovamente nella borsa e si appoggiò meglio sulla panchina. Cominciava a darle fastidio lo stare troppo seduta. Così si stiracchiò e poi si alzò continuando a guardarli.

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Era in macchina, appena uscito dal lavoro. Prima di partire le scrisse un messaggio su whatsapp:
Tesoro sei a Villa Borghese? Dove ? Lo stesso posto di ieri?

Poco dopo ricevette la risposta:
Sono allo stesso posto di ieri, a tra poco.

Così mise la cintura di sicurezza e poi partì. Accese la radio mettendo Alanis Morrisette, sorridendo.
Alzò il volume , le sue canzoni a lui piacevano molto.

Dopo un quarto d'ora riuscì ad arrivare e quindi parcheggiò. Scese e si avviò. Stava ancora sorridendo perché si sentiva felice.

Di certo lo sformato e il dolce alle noci a lei sarebbero piaciute molto e inoltre la cioccolata... aveva fatto un ottimo pic nic.

Così entrò all'interno della villa avviandosi verso l'angolo dove si trovavano lei ed i cani.

Si guardò intorno finché non la vide seduta su una panchina e quindi la raggiunse. Non appena vicino, la abbracciò e poi la baciò su una guancia.

Cercò di tenerla stretta per più tempo possibile ma poi dovette lasciarla andare. Si sedette accanto a lei e poi disse:
"Tra quanto tempo devi riportare i cani a casa?"
"Direi anche adesso".
"Ok andiamo quindi, mangeremo al ritorno, ci fermeremo qui o magari in qualche altra zona della villa".
Lei lo guardò e sorridendo disse:
"Direi che è una buonissima idea".

Così si alzò e poi le prese la mano che lei strinse alzandosi e avviandosi verso i cuccioli che non appena la videro cn i guinzagli cominciarono a guaire e cercare di scappare. Alla fine insieme riuscirono a metterglieli e poi mentre l'uomo ne teneva uno e la donna l'altro, continuarono a tenersi per mano avviandosi verso la casa della donna. Dopo pochi minuti dovettero lasciarsi, i cani tiravano e lei aveva qualche difficoltà.
Poco dopo continuarono a camminare , era un tragitto non lungo ma abbastanza.

Una quindicina di minuti dopo arrivarono e così lei andò a bussare. Poco dopo il cancelletto si aprì e uscì fuori la signora che sorridendo si avviò verso i cani invitandoli ad antrare.

Loro rifiutarono e poco dopo riprendendosi per mano tornarono verso la macchina.

Il tempo trascorreva in freta e la sua pausa durava poco per cui dovevano fare in fretta.

"In che zona della Villa vogliamo andare piccola?"

La guardò con dolcezza, con passione. Non appena l'aveva vista lì seduta si era eccitato come sempre. Il suo viso dolce, le sue guance rosate e le sue labbar carnose. Quel giorno si era messa il lucidalabbra che avrebbe voluto leccare e succhiare tutto. Non era vestita sexy anzi molto sobria, coperta poi con quel giaccone eppure era bellissima con quei capelli lucidi. Avrebbe voluto toccarglieli avvicinarli al suo naso per annusarli, pettinarglieli con le dita. Sentì che il pantalone gli andava stretto.

"Andiamo ai giardini segreti. Sono i più belli. Che dici?"

"Madmoiselle sono ai vostri ordini!"

Le strinse la mano ancora di più e continuarono a camminare fino a quando non arrivarono alla macchina. Lui le lasciò le dita e poi prese le chiavi della macchina e premette il pulsante per aprire gli sportelli. Prese da dentro la busta con tutte le cose che aveva fatto e poi la richiuse. Le porse nuovamente la mano e lei gliela diede e successivamente si avviarono all' interno.

La donna non riusciva a togliere gli occhi dalla busta. Sentiva un buonissimo odore.

"Dimmi ma che ci sta nella busta ?"

Lui la guardò sorridendole. Sembrava una bambina a volte. Era troppo tenera e buffa.

"Una sorpresa, te l'avevo detto no? Andiamo dai".

"Pesa? Vuoi una mano?"

"No, non ti preoccupare. Tra poco ti delizierò con varie portate del mio paese, ricette di mia nonna".

"Non vedo l'ora".

Il giardino faceva da cornice a quella giornata così bella, si sedettero vicino ad un albero e dalla busta prese una tovaglietta con le immagini dei simpson che stese sull'erba. Quella tovaglietta fece ridacchiare la ragazza che cercò di aiutarlo ma lui la fermò.
Prese anche dei piatti di carta e delle forchette. Cacciò anche una birra e una lattina di coca cola.

Mise tutto sulla tovaglietta e poi tolse i coperchi dai contenitori.

"Tesoro, questa è una tortiere, nel mio paese è uno sformato con patate pezzetti di carne. Vogliamo cominciare da questo? Ho fatto cose che potevo portare senza sporcare. Oppure da questa pizza rustica ? Questa è italiana "
"Da dove vuoi, proviamo la tortiere dai".

Prese un coltello normale che aveva portato e cominciò a tagliarla in fette.

"Posso aiutarti?"

"No piccola, desidero farlo io, tieni".

Le porse il piatto di carta con le due pietanze sopra.

Era così bello vederla mangiare. Rimase imbambolato a guardarla per un po'. Aveva dentro di sé una voglia di coccolarla e proteggerla enorme.

Prese la birra in lattina e la aprì e poi disse:
"Facciamo un brindisi da soli".

"Quale?"

Intanto lei prese la lattina di coca cola e la alzò.

"Ad un nuovo inizio".

Le due lattine si toccarono e poi bevvero.

L'uomo le si avvicinò ulteriormente, le prese il piatto dalle mani e cominciò ad imboccarla. Desiderava tutto di lei. Continuò a farlo fino a quando non finì.

"Tu non mangi?"

"Tra qualche minuto".

Con il braccio destro la strinse un po' di più a sé e dopo aver posato il piatto cominciò ad accarezzare quei capelli soffici e delicati. Era un sacco di tempo che lo desiderava. Era un sacco di tempo che avrebbe voluto fare tante altre cose.

Come sempre cominciava a sentire il pantalone che gli andava stretto. Di sicuro lei se ne sarebbe accorta. Non desiderava spostarla, se fosse successo a lui non avrebbe dato alcun fastidio.

Non avrebbe fatto nulla solo carezzarle quei fili così lucidi così setosi con tenerezza.

Sarah sentiva un grande imbarazzo e nello stesso tempo una grnade emozione. Il cuore che batteva forte nel suo petto e un'eccitazione che le aveva fatto indurire i capezzoli.

Mentre lui continuava ad accarezzarla lei prese un altro pezzo di Tortiere e lo spezzettò dandogliene un po' per volta. Lui si fece imboccare approfittando per sfiorarle un po' le dita. Alla fine aveva dimenticato completamente di pranzare. Quel tempo lui glielo dedicava completamente, senza pensarci su. Il cibo era il suo ultimo pensiero. Nella sua mente solo lei, sfiorarla, accarezzarla, starle vicino era quello il suo nutrimento. Si sentiva bene solo con lei accanto.

"Non puoi pensare solo a me, devi mangiare anche tu".

Prese un po' di pizza rustica e la spezzettò portandogliela alle labbra e lui prese altri bocconi con tenerezza infinita. Cominciava a divertirsi, così fece la stessa cosa anche lui di nuovo. Prese un dolcetto e glielo portò alle labbra e lei ne morse un pezzetto masticandolo lentamente. Si stava eccitando ancora di più. Poco dopo glielo porse di nuovo e lei gli diede un altro morsetto sorridendogli delicatamente.

"Cosa c'è in quel thermos?"
Lui lo prese e lo svitò portandoglielo alla bocca.

"Bevi e lo scoprirari".
Lei gli sorrise e bevve un sorso, godendo di quella bevanda che non degustava da parecchio tempo.

Poco dopo disse:
"mmmhhh buona".

"Bevi un altro po', l'ho fatta apposta per te".

Lei gli sorrise e poi annuì. Lui le portò nuovamente il thermos alla bocca e lei bevve un altro sorso più abbondante questa volta.

Dopo poco lei si alzò un po' dalle sue braccia e glielo prese dalle mani per poi portarglielo alla bocca.

"Adesso tocca a te, bevi anche tu",

Così bevve anche lui, aveva fatto graze a sua nonna una cioccolata buonissima.
Era bello pranzare in quel modo coccolandosi così tanto.

Dopo una quindicina di minuti abbassò il suo viso verso di lei e le carezzò le labbra con le sue, con delicatezza come a chiederle il permesso. Quando notò che non si tirava indietro, la strinse e più forte e poi la baciò con passione. La bramava da anni, finalmente poteva averla. Era sua di nuovo. Era stato molto ma molto fortunato. Non l'avrebbe lasciata mai più per nessun motivo. L'avrebbe tenuta legata a sé per sempre.

Non avrebbe mai voluto staccarsi dalle sue labbra che continuava a baciare, a leccare a mordicchiare come se non ne avesse mai abbastanza. Lei gli strinse con le braccia il collo e il bacio si approfondì ancora di più. Lui cercava di entrare sempre di più dentro le sue cavità calde e profonde, desiderava diventare un unico essere. La fece mettere a cavalcioni sul suo corpo per baciarla ancora di più e averla più vicino in modo da sentirla più vicina.

Erano il paradiso, quelle labbra quella lingua che si univa alla sua giocando, duellando allacciandosi e dividendosi, attaccando le due labbra ancora di più non importandosi di nulla all'infuori di loro due. Da quanto tempo non si sentiva così contenta? Era davvero tanto tempo.

Sembrava trascorso un sacco di tempo quando il telefono dell'uomo suonò e lui con molta fatica si staccò da lei ansimando. Chi cazzo poteva essere? Aveva il membro enorme e stava per arrivare nelle mutande. Vide che era il suo collega. Ma che cazzo...che ore erano? Aveva ancora gli occhi appannati dalla passione e cercò di tornare normale per vedere sul cellulare. Mancavano ancora venti minuti. Il tempo volava. Aprì la app sul cellulare per vedere che voleva e c'era scritto che si sarebbero visti per un nuovo progetto da lì a mezz'ora in ufficio.

Lo gettò sul prato enormemente infastidito e poi si girò verso la donna che ancora era tra le sue braccia. Era sfatta, aveva le labbra gonfie e gli occhi pieni di passione.Le guance arrossate così come anche le labbra. Così doveva essere sempre. L'avrebbe fatta sentire sempre così, amata, protetta voluta. Era l'uomo perfetto per lei e lo sarebbe sempre stato.

"Amore, finiamoci la cioccolata, che purtroppo tra poco devo andare. Il tempo passa in troppo in fretta ma stasera ci vediamo a casa tua va bene?"

Lei annuì e poco dopo bevvero la cioccolata direttamente nel thermos come se fosse stato un bacio indiretto. Prima uno e poi l'altro.

Lui le passò un dito sul labbro un po' sporco e poi lo mise nella sua bocca leccandolo.

"Sei bellissima piccola".

Lei gli si accoccolò addosso come a non volerlo lasciare. Solo con lui si sentiva e si sarebbe sentita sempre così. La strinse anche lui e restò così per un altro po'. Che andassero al diavolo al lavoro, avrebbe fatto un po' tardi.


Mentre continuava a stringerla e carezzarla disse:

"Stasera mangiamo il dessert che avevo fatto".

Poi le alzò nuovamente il viso e ricominciò a baciarla di nuovo. Le mordicchiò il labbro inferiore, poi quello superiore, per poi succhiarle il labbro inferiore con voluttà. Non avrebbe mai smesso e continuò a baciarla affondando nuovamente dentro la sua bocca.

Dopo un'altra decina di minuti dovette staccarsi altrimenti non sarebbe andato a lavorare per nulla e l'avrebbe presa lì sull'erba.

"Dobbiamo andare amore, non vorrei andare a lavorare per stare con te. Ci rifaccaimo stasera, ti amo tanto lo sai?"

Lei che si stava alzando lentamente per cercare di tonrare in sé gli sorrise con tenerezza e poi rispose:
"Ti amo anche io Bry, dal primo giorno che ci siamo incontrati. Sono certa che se avessimo continuato ci saremmo messi già a quei tempi".

Gli carezzò la guancia un po' ispida di barba e lui le baciò le dita afferrandole con le mani.

Annuì e disse:
"Sono stato uno stupido, se fossi stato più attento, se fossi stato più intelligente..."

"Io anche sono stata una stupida, quella sera avrei potuto chiederti di ripetere il numero ed invece non l'ho fatto".

Lui la abbracciò nuovamente e sussurrò:

"Siamo stati due stupidi e abbiamo perso un sacco di tempo...magari avremmo potuto essere insieme da allora..."

"Si davvero siamo stati due stupidi ma possiamo recuperare..."

"Hai ragione amore, però adesso dobbiamo scappare altrimenti il capo mi fa nero".

Misero tutto nella busta e poi assieme mano nella mano corsero verso la macchina.
"Ti accompagno a casa?"
Lui la baciò di nuovo e poi con tenerezza le disse:


"Non hai fatto tardi?"

Lui annuì e poi disse:
"Tu vieni prima di tutto".

Lei si mise a ridere e poi disse:
"Dai è vicino vado a piedi, così non verrai sgridato".

"Ok tesoro, mandami un messaggio e ci vediamo stasera. Non vedo l'ora".

"Anche io".

Non appena vide la macchina sfrecciare via, sorrise felice. Finalmente non sentiva più quel dolore terribile che la soffocava completamente, adesso sentiva solo il cuore che batteva velocemente ma dalla gioia, dalla passione, dall'amore dell'unico uomo che aveva sempre amato. Non appena la macchina non si vide più si avviò verso casa sua. Era presa da tanti pensieri e vedeva di nuovo un futuro sereno per lei. Il senso di colpa lo avrebbe provato ancora per parecchio tempo ma in fondo anche lei era un essere umano ed aveva diritto alla gioia. Ormai era trascorso parecchio tempo dalla sua morte e nessuno glielo avrebbe portato indietro. Non sarebbe mai più stata quella ragazza serena e timida come allora ma una donna con i supi bagagli di esperienza che adesso apprezzava nuovamente la vita.

Andò lentamente, non aveva alcuna fretta, quella sera sarebbe stata una serata solo per loro due e non vedeva l'ora. Mentre la baciava si era eccitata e si era bagnata, stava tornando a casa consapevole che si sarebbe dovuta fare una doccia, in quanto i tanga lo erano molto. Però questa sensazione non la provava da lungo tempo. Cosa avrebbero fatto quella sera? Avrebbero ordinato un cinese magari e poi si sarebbero visti la televisione di nuovo, questa volta abbracciati da soli sul divano mentre i suoi genitori dormivano. Immaginava di nuovo le sue labbra che la torturavano portandola al paradiso, immaginava loro due che facevano l'amore e che un giorno si sarebbero sposati. Anche per lei esisteva in fondo un lieto fine e non uno costruito ma voluto, si voluto con tutto il suo cuore e con tutta se stessa.

Finalmente era arrivata. Aprì la porta di casa e si tolse la giacca per poi andare in camera a mettere le pantofole. Dopo aver salutato i suoi andò nel bagno e si spogliò desiderosa di prendersi cura di sé e sentirsi nuovamente donna, con tutto quello che ne conseguiva. Mentre scorreva l'acqua sentì che lo desiderava intensamente, ma quella sera ci avrebbe pensato lui con i suoi occhi, le sue mani, il suo corpo statuario e perfetto, la sua anima. Sarebbe stato tutto suo. Mentre si insaponava rideva contenta.

La sera arrivò in fretta, lei aveva apparecchiato la tavola e messo dei piatti di carta sui tavoli e dei tovaglioli. Nulla di più. Non appena fosse arrivato si sarebbero organizzati. Questo sarebbe stato l'inizio di una fase, la sua ultima fase di una vita piena di felicità.

Il corsivo è per l'americano

Due anni dopo:

Avevano appena finito di fare l'amore, ormai stavano insieme da due anni e convivevano da uno, ed aevano trascorso una nottata piena di passione.
Lui la stava baciando tenendola stretta a sé quando sentì il suo cellulare suonare.
"Ma chi cazzo é?...Proprio oggi che é domenica".
Lei ridacchiò mentre ancora si baciavano per poi dire:
"Lascialo suonare magari si stancano".
Lui annuì sorridendole abbracciandola.
Il telefono continuò a suonare per altri dieci minuti, così lei si staccò e disse:
"Aspe...mi sposto così lo prendi".
"No..no non ti sposatre resta su di me, lo prendo allungandomi".
Con un braccio la strinse e con l'altro arrivò al comodino per prenderlo. Alla fine seppur stava per cadere lo aveva preso. Non voleva che si staccasse, non desiderava allontanarla. La voleva quanto più possibile su di lui.

Aveva ancora la voce arrochita e si rese conto che era sua madre. Cosa mai poteva volere?
Così rispose:

Ciao mamma cosa succede?
Tesoro non ti sembra l'ora di presentarci la tua ragazza? Magari a Natale per cui tra dieci giorni? Non vedevo l'ora che ti sistemassi e adesso non vedo l'ora di conoscerla.
Dici davvero? Vuoi che venga con lei a casa?
Sì certo proprio così.


Intanto lei prima si era fermata su di lui con i seni in evidenza che lo fecero eccitare di nuovo e poi continuò a baciarlo sul collo rannicchiandosi un po', prima bacetti a stampo e poi leccatine.

La strinse con le gambe per bloccarla su di sé e cercò di continuare a parlare con sua madre.

Quindi stai dicendo sul serio?
Ti ho detto di sì, tra l'altro non ci vediamo da quando hai preso le ferie e anche allora sei stato poco. Voglio conoscerla ok? E anche i tuoi fratelli lo vogliono.


Lui si mise a ridere e poi disse:
Gliene parlo e ti faccio sapere va bene?
Vedrai che dirà di si. Com'è?
Esteticamente?

Bellissima

Si senti la sua risata e poi disse:
Va bene dai, organizzati e fammi sapere.

Chiuse la telefonata e poi alzò la sua donna verso di sé appropriandosi della bocca. Era affamato di lei. Solo e sempre di lei.

Glielo avrebbe detto dopo. La desiderava e non voleva parlare, voleva solo fare l'amore con lei.

Ormai era mezzogiorno passato e sazi si stavano coccolando nuovamente.
"Allora chi era al telefono prima?"
"Mia madre, loro vogliono conoscerti. Ormai sono due anni che stiamo insieme, i tuoi genitori li ho conosciuti ma loro sono molto curiosi. Vogliono che trascorriamo il Natale l' con loro".
"In Canada dici?"
Lui annuì e poi rprese:
"Vogliono conoscerti anche mio fratello e mia sorella. Hanno detto testuali parole...chi ha incatenato il cuore del più allergico del mondo alle relazioni serie?Loro non lo sanno che tu mi hai catturato al nostro primo incontro. Eri così dolce e bella mentre distribuivi i volantini e qulla sera vicino all'ingresso dell'albergo? Me lo ricordo ancora".
Lei lo strinse a sé baciandolo dolcemente sul torace. Sentiva il suo cuore battere fortemente.
Stesso da quella posizione gli chiese:
"Sei emozionato?"
"Molto e tu?"
Lei alzò il viso verso il suo e disse:
"Io tantissimo, non sono mai stata in Canada e soprattutto non ho mai conosciuto la famiglia del mio fidanzato. "
"Sei contenta di conoscerla?"
Lei sorrise felice e annuì poi con sguardo torbido disse:
"Tutto quello che ti riguarda mi rende felice e curiosa e tu invece sei stato felice di conoscere i miei?"
Lui le sorrise e disse:
"Sì moltissimo, ero così agitato quel giorno. Mi sentivo come quando dovevo essere esaminato all'università".

Lei ridacchiò felice.
Lui mentre parlavano le carezzò i capelli un po' scompigliati e poi disse:
"Sarà bellissimo vedrai. Sono felice che finalmente li conoscerai. Ho sognato un milione di volte questo momento. Non pensavo che un giorno sarebbe arrivato. Quindi andiamo vero?"
Lei annuì felice e rispose poi:
"Mi dispiace per i miei ma si andiamo. Sono troppo emozionata e felice".
Lui la baciò mettendola nuovamente su di sé e poi gli fece un grande sorriso dicendole:
"Non ti allontanare mai da me. Dovrai starmi sempre vicino. I miei fratelli sono furbi e ti faranno un sacco di domande".
Mentre continuava a darle baci lei rispose :
"Che tipo di domande? E se fingessi di non sapere la vostra lingua?"
"Buona idea...brava...come mai non ci ho pensato io stesso? Così non risponderai a nulla".

Fu automatico che ad un certo punto si misero a ridere e poi si sentì un borbottio allo stomaco.

Bryan guardò la donna negli occhi e poi disse:
"Hai fame? Ma che ore sono? Aspetta che guardo sul cellulare".
Così mise il braccio sinistro fuori dal letto alla ricerca del telefono che aveva poggiato per terra e poco dopo lo prese e guardò l'ora.
"Cazzo sono quasi le due. Andiamo amore, vediamo di farci qualche leccornia veloce".
Così la prese per mano e si alzarono. Lei indossò la sua felpa quella che usava come pigiama la sera e lui guardandola rise di nuovo.
Invece per quanto gli riguardava indossò solo una canotta presa dal cassettone della sua casa. Un anno prima si erano trasferiti a casa sua. Avevano modificato alcune cose facendole posto e lei dal suo lato aveva messo dei ricami e sopra delle foto di alcuni ricordi e dei loro viaggi e un porta gioie.
Indossarono anche dei calzettoni pesanti e poi si avviarono giù verso la cucina.

"Che dici se ci facciamo una crepes gigante con formaggio spalmabile e prosciutto cotto?Magari un panettone?Stasera magari andiamo a mangiare da MC Donald?"
Lei annuì dicendo:
"Mi sembra una buonissima idea".
Così mentre lei prendeva gli ingedienti lui la teneva abbracciata baciandola sul collo alzandole i capelli facendola ridere di gioia. Era così felice che non poteva ancora crederci a volte. Perché aveva aspettato tutto quel tempo? Perché aveva esitato così tanto?

I suoi problemi e conflitti interiori adesso le sembravano delle sciocchezze. Se avesse saputo che quell'uomo gli avrebbe portato solo gioia assoluta non avrebbe esitato un secondo. La proteggeva, la coccolava, la amava e stavano sempre insieme ridendo e sentendosi sempre felici. Lui non riusciva mai a smettere di toccarla facendola sentire sempre voluta e mai trascurata anche se stavano facendo una qualche sciocchezza come quella di adesso. La baciava delicatamente e conle braccia stretta attorno a sé le sfiorava i seni da sopra la felpa facendola eccitare di nuovo. Chissà come sarebbe venuta quella crepes, sorrise anche se fosse venuta una schifezza l'avrebbero mangiata lo stesso. L'importante era che si sentivano felici.

"Dai così mi fai distrarre, non riesco a concentrarmi".

"Davvero?" Si mise a ridere.

Continuò a tenerla stretta e poco dopo spense il gas mettendo con un coltello il formaggio al suo interno e le fette di prosciutto avvolgendo poi il tutto.

"Tesoro dai basta, aiutami. Facciamo un panettone, così abbiamo anche un dessert. Mettiti il grembiule quello con i simpson. Sei fantastico con quello".

L'uomo si mise a ridere e prese il grembiule dal cassetto della cucina e poi disse:
"Tieni mettilo pure tu, sei buffissima e tenerissima così".

Se lo misero entrambi e poi lei cominciò:
"Prendimi la farina il lievito, intanto io prendo il latte e il burro con le uova".

Così cominciarono a prendere gli ingredienti. Erano davvero sereni tanto è vero che lui dopo aver preso la farina ne prese un po' e gliela mise sul viso ridendo contento.

"Adesso vedrai!"
Prese anche lei della farina e cercò di raggiungerlo mentre lui correva per la cucina ridendo come un matto.

"Fermati, te la faccio pagare"

"No non mi fermo".

Alla fine lei lo agganciò per la canotta ma gli sfuggì da mano. Era troppo alto e troppo muscoloso nonché veloce come una gazzella.

Vedendola affannata e stanca decise poi di fermars, voleva che si vendicasse. Era divertentissimo giocare con lei. Così si fermò di botto e lei contenta gli spruzzò la farina in viso e anche un po' sul torace nelle parti scoperte soddisfatta con il palmo della mano aperta.

"Contenta ora?"
Lei annuì e poi tornarono a fare l'impasto.

"Passami la farina dai!"

Lei ruppe le uova , mise lo zucchero dosato, la farina setacciata e il latte, un po' di olio e alla fine il lievito. Mentre passava l'impasto col mixer , lui da dietro di lei mise l'indice destro dentro per assaggiare. Fece velocissimo, lo sapeva che lei non voleva. Era buonissimo. Spense per rispondergli a tono.

Così per tenerla buona intinse nuovamente il dito e glielo mise vicino la sua bocca.
Così poggiandole il dito sulle labbra la fece eccitare come succedeva sempre con lui. Aprì la bocca e succhiò l'impasto.

Lui la guardava , si stava eccitando quelle labbra erano invitantissime.

Gli occhi dei due si erano fatti torbidi di passione.

Così velocemente lui le tolse il dito dalla bocca e la avvicinò baciandola appassionatamente. Premendo la testa alla sua, per schiacciarla e divorarla.

Non le bastava mai, non si bastavano mai.

Poco dopo lei ancora tremante e affannata disse:
"Mettiamo il dolce nel forno, così pranziamo e poi andiamo a letto di nuovo".

Lui si mise a ridere felice.

Così prese la carta forno e la mise nella teglia tonda versando poi l'impasto al suo interno e mettendolo poi nel forno.

Intanto continuava a stringerla forte da dietro baciandola sul collo alzandole i capelli.

"Dai smettila ora, aiutami ad apparecchiare un secondo".

"Va bene comandante!"

Così mentre lui metteva una tovaglia con le ciliegie lei prese i tovaglioli di carta e i piatti che avevano comprato insieme un anno prima con le immagini dei fiori attorno, di svariati colori, femminili, difatti li aveva scelti lei al cinese assieme ai bicchieri uguali.

Prese poi le posate e dopo aver preso l'acqua la coca e la birra dal frigo lei prese la padella e la mise al centro tavola.

"Di sicuro sarà ottima, sprigiona un profumo invitantissimo".

Lei sorrise e disse:
"Speriamo con tutte quelle distrazioni potrebbe essere venuta davvero uno schifo".

"Dai sarà nuonissima vedrai proprio perché ti ho distratta, le cose fatte con distrazione sono le migliori".

Si misero a ridere di nuovo e poi cominciarono a mangiare.

Davvero la vita era sinonimo di spensieratezza se uno aveva la fortuna di trovare il vero amore come era successo a lui.

Mangiarono davvero velocemente, quasi ingozzandosi, guardandosi l'un l'altra con un desiderio famelico. Lei lo trovava cpsì sensuale, con qualle canotta e quella muscolatura , non voleva altro che toccarlo, leccarlo.Lo squadrava tutto presa da una brama animale quella farina poi sparsa per il torace lo rendeva ancora più appetitoso.

Lui invece pensava al fatto che lei indossasse la sua felpa e nulla altro, sotto era nuda, e non vedeva l'ora di affondare dentro di lei, di leccarla, succhiarla, sfiorarla, possederla in tutti i modi possibili.
Quella sua femminilità esposta che in quel momento era semplicemente seduta e di certo bagnata per lui. Sentiva il suo membro negli slip che si stava facendo sempre più grande e sentiva che quella brama doveva essere soddisfatta al più presto. Non poteva aspettare oltre. Lo stomaco era stato accontentato e adesso potevano e dovevano spegnere quel fuco che divampava sempre e forte.

Si alzò andò verso di lei, la afferrò per una mano e poi assieme corsero verso la stanza da letto.

Non ebbero tempo di fare nulla, cominciarono a baciarsi in maniera focosa, in maniera possessiva, quasi a volersi fondere, schiacciando i loro corpi come a volerne fare uno. Lei sentiva la sua eccitazione sempre più grossa e c'era solo la barriera dei suoi slip a dividerli.

Si staccò un attimo da lui e velocemente gli tolse la canotta aiutata da lui che si spostò per facilitarle il compito per poi buttarla a caso. Dopo l 'avrebbe cercata. Nemmeno il tempo, lei cominciò a baciargli il capezzolo e a leccargli il torace. Era divino. Era una cosa incredibile quanto era bagnata ed eccitata. Non si sarebbe spostata da lì. Lo amava e lo voleva troppo. Aveva un'estensione enorme la sua cassa toracica e lei quasi gli ballava sopra. Aveva chiuso gli occhi voleva godere di quello che stava facendogli .Passava sprattutto sulle parti ancora sporche di farina e sul collo, leccava mordicchiava e succhiava. Non si sentiva soddisfatta avrebbe voluto di più molto di più. Lo voleva, lo voleva tanto e si sentiva quasi soffocare dalla voglia che aveva. L'uomo velocemente la scostò un attimo per poterle sfilare ancora la felpa che indossava facendola passare lentamente dalla testa per poi buttarla a caso vedendo i seni che erano quasi alla sua bocca desideroso di lei la girò e cominciò a succhiarglieli, facendoli entrare nella sua bocca. La voleva altrettanto intensamente. Forse a quel Mc Donald non ci sarebbero andati, avrebbero trascorso il tardo pomeriggio e la notte a letto, dove volevano essere. Sentiva che lei era bagnatissima, doveva essere così, lei gemeva al suo tocco, piangeva quasi e non stava facendo nulla, solo baciarla e succhiarla.
Non riuscì più a resistere e così scese verso le cosce che spalancò per poi alzargliele mettendole sulle sue ampie spalle. Voleva affondare dentro di lei. Annegare in quel nettare così dolce ed intenso. Non le sarebbe mai bastato, le cosce gliele stringeva attorno al viso per sentirla ancora di più. Leccava leccava leccava e cercava il suo punto focale, il fulcro che l'avrebbe fatta impazzire. Lei poco dopo cominciò a gridare, poggiando le mani sul materasso sentendo le dita che afferravano il lenzuolo e gridando sempre di più. Lui non avrebbe mai smesso, la voleva e l'avrebbe sempre voluta. Non desiderava altro che questo.Continuava a leccare e a succhiare, roteando la lingua per cercare di prendere tutte le zone, assaporarla tutta, dentro come fuori.Mentre lei gridava lui si eccitava come un folle. Aveva ancora quel maledetto slip e adesso non lo avrebbe tolto, perché significava spostarsi da lì e non voleva farlo, lo avrebbe fatto dopo. Continuò ancora e ancora. Lei era arrivata inondandogli la bocca e lui ingoiò continuando successivamente a leccare ancora e ancora. Lei avrebbe dovuto volere solo lui e chiamare solo lui per tutto, senza pensieri per altri. Continuò ancora, leccando, succhiando mentre lei gemeva quasi soffrendo, quasi da non farcela più, era tutta sudata e continuava a sentirsi eccitata e fuori controllo, gemeva e continuava a mantenersi sulle lenzuola, muovendo le dita e strisciando le unghie afferrando le lenzuola tra le mani. Avrebbe voluto afferrargli i capelli ma non ci arrivava. Era tropppo bello, troppo ...era davvero tutto troppo.....un altro gemito che la sconvolse, arrivando e inondandolo nuovamente. Lui non si fermò vvoleva sfinirla completamente in modo che nella sua mente ci sarebbe dovuto essere un solo nome, il suo Bryan.

Poco dopo arrivò nuovamente e a quel punto lui si rese conto che era stanca così si fermò un attimo alzando il viso da lì sorridendole. Lei non gli riusciva a togliere gli occhi da dosso. Era così sexy così maschio, così uomo, così sfilò le gambe dalle sue spalle, voleva fare lei ora, lo voleva come non aveva mai voluto nulla altro. Lo stese e cominciò a giocare con lui. Cominciò a baciarlo sul collo, piano piano, sapeva che stava lì lì per arrivare, aveva visto che il suo membro era enorme ancora di più di prima, sarebbe arrivata ben presto lì e gli avrebbe sfilato quegli slip che lo rendevano ancora più sexy. Avrebbe dovuto fare il modello. Era perfetto. Però poi lei sarebbe stata estremamente gelosa e possessiva. Aveva scelto per sua fortuna un lavoro da intelligentone e a lei andava più che bene. Anche così le donne se lo mangiavano con gli occhi e spesso anche facendo dei gesti con la lingua sulle labbra. Lei odiava tutto questo, sapeva che era bellissimo, era lei che non lo era. A volte ancora non ci poteva credere.
Continuò così a leccare a soffiare sul collo per farlo eccitare ancora di più, continuò poi a baciarlo scendendo piano piano sulla peluria del petto. Era perfetto, era bellissimo. Aveva dei peli che gli solleticavano la bocca che lei continuò a leccare. Arrivando al capezzolo destro, leccandolo, titillandolo, succhiandolo avidamente, sentendo che lui gemeva. Si sentiva potente. Il suo uomo si snentiva eccitato per quello che gli faceva. Sorrise tra sé e sé. Continuò il suo giochino. Voleva vederlo morire dall'eccitazaione e quasi quasi c'era arrivato. Ridacchiò anche se era eccitata molto. Sentiva che si stava bagnando di nuovo e che lo aveva sentito anche lui che la strinse forte a sé, mentre lei continuava a succhiare e baciare. Scese verso l'ombelico baciandolo e leccandolo. Era suo, completamente suo. Finalmente era arrivato il momento tanto atteso. Gli slip erano bellissimi così gonfi, così tesi. Lei lo guardò per un momento e poi cercò di sfilarglieli. Lui le diede una mano velocemente per poi gettarlo via e in quel momento il suo membro svettò verso l'alto enorme e doppio con qualche goccia che fuoriusciva.

Così attratta da tutto questo gli si avvicinò e cominciò a mantenerlo con la mano destra mentre lo leccava ai lati. Era così buono, così forte ma delicato allo stesso tempo. Ad un certo punto affondò la bocca cercando di metterlo tutto dentro ma non ci riuscì, era troppo grande, per cui continuò a succhiare quella metà che era dentro, per poi tirarla fuori , per poi rimetterla dentro. Si sentiva così contenta, si fermò poi a leccarlo ai laterali al centro e ai laterali di nuovo. I gemiti del compagno erano forti, erano pieni di passione. Così continuò a metterlo nuovamente in bocca succhiando. finché non arrivò, inondandola di liquido caldo. Era davvero tanto, quel liquido che non riuscì a ingoiarlo tutto. Poco dopo lui la sollevò per portarla accanto e cominciò nuovamente a baciarla, mischiando i loro sapori. Non erano sazi e continuarono ancora, fino a quando lui non entrò dentro di lei lasciandola sotto e mettendo le braccia ai lati del suo viso, con lei che gli allacciava le gambe alla vita arrivando inisieme.

Due ore dopo aver fatto l'amore di nuovo, erano nuovamente a letto abbracciati a guardare la tv. Avevano deciso di vedere la saga di Vampire knight che piaceva ad entrambi. Era un anime bellissimo, anche se non era completo. Avevano scoperto questo hobbyes in comune una mattina intorno alle dodici, che lei aveva acceso il computer e aveva messo a Garasu no Kamen per vedere le ultime puntate, in quanto la puntata numero 51 non l'aveva vista ancora. Lui era rientrato per la pausa pranzo e aveva visto lei che guardava e aveva sorriso. Adorava la piccola Maia Kitajima. Così l'aveva raggiunta. Sarebbe stata una pausa fantastica, guardando e baciando la sua ragazza sul tappeto del salone.

Anche guardare assieme la tv era un completarsi, conoscersi ancora di più, sapendo le preferenze l'uno dell'altra. Sentire poi il suo corpo stretto al suo torace lo faceva sentire completo.



Una settimana dopo

Ormai erano partiti, lei aveva paura, in quanto avrebbe dovuto viaggiare per diverse ore. Non era un viaggio di tre ore, di cinque ore ma bensì di sedici ore. Cosa avrebbe fatto tanto tempo? Guardò le loro mani intrecciate sui sedili e sorrise. Non doveva avere paura. Adesso erano le otto del mattino, quindi sarebbero arrivati per mezzanotte del giorno dopo.

"Amore dai adesso ci vediamo qualche fiction che dici? "
Aveva notato le sue mani gelate e ne aveva presa una per avvilpupparla nella sua. Desiderava solo che stesse tranquilla. Avrebbe voluto prenderla tra le braccia ma non si poteva fare.Però avrebbe potuto togliere il poggiabraccio che li separava. Così fece e la strinse di più cercando di tranquillizzarla maggiormente.
Lei annuì e lui mise il pogramma e disse:
"Quale vuoi vedere? Aspe...adesso ti dico quali escono: Doc nelle tue mani, Don Matteo 14, Gli orologi del diavolo, Bella da morire, Assunta Spina, oppure vuoi vedere qualche film? Magari troviamo quelle che ti piacciono di più".
"Vediamoci Doc dai".
Annuì e mise la prima puntata.

Così baciandole la fronte cominciarono la visione.
Lei doveva essere sempre felice. Le responsabilità dovevano essere solo sue e la sua donna doveva essere serena accnato a lui. Vederla felice era il suo compito nella vita.

Erano trascorse tre ore quando sentì un peso sul petto. Abbassò lo sguardo e notò che si era addormentata. Sentiva un piacere quasi perverso. Adorava che lei si fidasse di lui e l'addormentarsi significava solo una cosa: la resa totale e incondizionata di una persona che ti ama senza sensi di colpa e senza residui di amore verso l'altro uomo. Non si era dimenticato del rivale, ormai erano trascorso del tempo ma non avrebbe mai dimenticato quanto aveva sofferto. Osava dire questo perché anche lui aveva combattuto cercando di tenersi lontano, poi cercando di avvicinarsi e adesso? Quel fiorellino si era adagiato su di sé con le labbra lievemente aperte che dormiva tranquilla. Cosa poteva esserci di più importante di lei? Quelle sopracciglia quel naso perfetto e quel corpicino formoso che avrebbe posseduto anche in quel momento?

La tenne stretta al petto e si guardò intorno per vedere se qualcuno potesse vederli. Nessun uomo poteva guardarla, soprattutto non in questo momento di estrema rilassatezza, di estrema vulnerabilità. Non c'era nessuno. Aveva una gelosia fottuta di tutti quelli che potevano mettergli gli occhi addosso. Lei non si rendeva conto di quanto fosse bella e non se ne sarebbe mai resa conto. Tutti la volevano per lo stesso scopo e lui li avrebbe guardati male o anche presi a pugni. Era solo e soltanto sua. Così guardandosi nuovamente attorno non vedendo nessuno, cominciò ad accarezzarla dietro la schiena, sotto la felpa, una sua felpa della formula uno che seguiva. L'aveva comprata ad una di quelle gare a cui era stato. Setire la sua pelle sotto le dita era una sensazione inspiegabile , un insieme di sentimenti che lo facevano tremare. Non aveva mai amato una donna come amava e avrebbe amato lei.

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Il corsivo è per l'americano


Erano atterrati ad Ottawa e si stavano organizzando per il check in. Stavano aspettando i loro trolley che dovevano uscire dal rollo. Era la parte più scocciante, soprattutto dopo tante ore di volo. Bryan però era contento di rivedere la sua famiglia. Soprattutto era contento che la piccola italiana fosse con lui. A volte ancora non poteva pensarci. Era ancora assonnata e un po' stanca, però cercava di dargli una mano guardando lo scorrere delle valige.

Poco dopo aver preso quelle che erano loro, alzarono i manici e cominciarono a trasportarle fuori.

Chissà chi era venuto a prenderli. Sorrise pensandoci. Neanche lei gli avesse letto nel pensiero disse:
"Ma chi sarà venuto?"
Lui le strinse la mano ancora di più mentre si avviavano all'uscita e disse:
"Non lo so, lo scopriremo presto. Tu però non ti spaventare va bene?"
"Di cosa dovrei spaventarmi? Magari direi di più emozionarmi".
Si fermò un attimo togliendo la mano dal manico del trolley per carezzarle i capelli dolcemente. Poco dopo riprese il manico e assieme uscirono fuori.

Si guardò attorno per vedere chi fosse venuto. Sorrise quando vide suo fratello Max. Gli somigliava molto . Alzò il braccio che teneva la valigia e lo salutò per farsi vedere. Lui gli sorrise e corse loro incontro. Era sempre stravagante, vestito con un giubbotto visto il freddo e sotto i jeans con stivali.

Diede una pacca al fratello e poi disse:
"Vieni andiamo".
Notò poco dopo la ragazza con lui e le sorrise.

Si presentò con disinvoltura:
"Ciao io sono Max piacere di conoscerti".

Lei gli diede la mano e disse solo:
"Sarah"

Lui si girò verso il fratello e gli fece un occhiolino, per dirgli che era davvero carina.

Intanto lei aveva notato che si somigiavano molto, in altezza e struttura fisica doveva essere anche lui un metro e novanta circa, avevano anche gli stessi capelli rossi. Aveva un piercing al naso suo fratello e sorrideva contento.

Mentre arrivavano alla macchina loro continuavano a parlare mentre lei si guardava intorno. Di certo nei giorni che sarebbero arrivati avrebbero fatto un giro per la città.

Così glielo chiese:
"Bry ma in questi giorni andiamo a fare un giro ?"
Lui abbassò lo sguardo verso il suo e annuì.
"Avremo un sacco di tempo per girare amore, ti farò vedere tutto. Qui è bellissimo".

Arrivarono poco dopo alla macchina e suo fratello con il telecomando aprì il portabagagli e prese le valige e le mise all'interno.

"Dimmi una cosa, ma la tua ragazza conosce l'inglese?"
Lui sorrise e poi disse:
"No, non lo conosce, capisce qualche parola".

Sarah dopo aver sentito quelle parole ridacchiò , per fortuna Max non se ne accorse.

"Mamma non vede l'ora di vedervi. Anzi forse non vede l'ora di vederla. Ieri non faceva che parlare di quando saresti arrivato e di come voleva conoscerla".

"Piuttosto ma Valerie non l'hai portata con te?"

"Ormai con lei è finita, adesso sto con una ragazza cinese, si chiama Huan, lei dice che ancora non so dirlo bene ma alla fine impazzisce per me, è una cosina piccola e tenera, mi piace moltissimo".

"La incontreremo?"
"Se usciamo in quattro sì, in casa non l'ho portata è presto. Dopo Valerie voglio andarci piano".

"Hai ragione bro".


Intanto lei si era estraniata , voleva vedere il panorama e nel frattempo era davvero molto emozionata. Chissà cosa avrebbero pensato di lei. Era meglio che non ci pensava, preferiva non pensarci, anche se a breve sarebbero arrivati. Certo era davvero bella la strada e quello che riusciva a vedere. Era pieno di verde e le case erano molto particolari, avevanosolo due piani e sembravano delle vilette con tetti bassi. Aveva visto anche alcune cattedrali.

"Amore tra poco arriviamo come ti senti?"

Lui dal sedile del passeggero, passò il braccio dietro il poggia testa prendendole la mano e stringendola.

"Sei freddissima piccola, non i preoccupare, i miei sono molto socievoli e tranquilli"

Lei borbottò delle cose che non riuscì a capire.

"Piuttosto bro, ma quanti anni ha? Di dov'é? Peccato che non sa parlare in inglese, l'avrei voluta riempire di domande, in modo da conoscerla meglio".

Lei mise la mano avanti alla bocca per non far sentire la sua risatina. Erano davvero simili anche nel carattere, anche se aveva notato che Max era più aperto del suo compagno. Non c'era nulla da fare. Per lei Bry vinceva sempre, a paragone con chiunque. Era praticamente perfetto.

"Domani sera mamma ha organizzato una cena tra noi ,una cosa informale, sai com'è. Ha aspettao tanto questo momento e non vedeva l'ora che arrivasse.Non le puoi dare torto".
"Tu ti stai divertendo, perché non tocca a te vero?"

Si mise a ridere.
"Ah tesoro siamo arrivati".

La macchina si fermò avanti ad un cancello che lui aprì con un telecomando per poi entrare. Era un parcheggio che portava ad una villetta a due piani, simile a quelle che aveva visto per la strada. Attorno c'erano alberi, con un po' di prato ad ognuno, contornato da brecciolino. Accanto alla loro macchina ne era parcheggiata solo una.

"Per tua madre informale che significa? Ha invitato tutta la famiglia?"
Lui dopo che erano scesi l'aveva abbracciata e poi aveva notato la sua pelle d'oca al polso, dove si era alzato un po' il piumino.
"Hai freddo?"
"No...ho un po' paura".
"Non devi tesoro, stasera ci sono solo i miei".
"Speriamo che io gli piaccia".
"Certo che piacerai amore...come potrebbe essere diversamente?"
Incurante di suo fratello si abbassò per poterla baciare .

Poco dopo disse:
"Meglio?"
Lei gli sorrise e disse:
"Un po'".
"Dai prendiamo le valige e andiamo".

Max li aveva visti e disse:
"Tutto bene?"
"Lei è emozionata".

Sorrise e rispose:
"Lo sarei anche io se dovessi conoscere i genitori del mio futuro marito. Soprattutto visto come sono".
"Stai zitto dai..."



Era mezzanotte e mezza e lei aveva un gran sonno e per di più si sentiva molto stanca. Per fortuna li avrebbe incontrati velocemente proprio per questo motivo, il giorno dopo sarebbe stato diverso ma per quella sera se la sarebbe cavata con poco. Forse quasi con nulla.

Arrivarono alla porta di ingresso e Max bussò il campanello. Poco dopo aprirono la porta due persone. Un uomo e una donna, entrambi alti e con i capelli sale e pepe che erano attaccati tra loro, come se avessero fatto a gara per chi dovesse aprire e alla fine avevano fatto entrambi. Si vedeva ancora qualche ciuffo rosso nei capelli del marito e qualche ciocca bionda in quella della madre. Erano praticamente vestiti ancora, seppur con le pantofole ai piedi. Entrambi con un'espresisone curiosa, sua madre non appena la vide l' abbracciò forte dicendo:
"Finalmente ti conosco, sono contenta, sei così carina".
Il padre disse loro:
"Ragazzi entrate dentro".
Così entrarono tutti. Faceva piuttosto freddo.

Sarah notò che non appena entrati c'era un piccolo ingresso con salone. Una stanza grande e comoda. Una luce accesa con camino in fondo e un comodo divano contornato da tappeto e tavolino per i liquori. Non ebbe però il tempo di vedere altro era tardi, così la donna stessa disse:

"Io sono Melanie e lui è Andrew il padre di Bryan, ci conosceremo meglio domani, adesso vi accompagno in stanza, è tardi e tutti abbiamo bisogno di andare a letto".

Max non disse nulla, seguì la madre andando verso la sua camera e salutando il fratello e la cognatina con la mano.

Aprì la porta ed entrò in una stanza, poi disse:
"Tara stamattina ha fatto la tua camera, l'ho rimasta così come l'hai lasciata. Buona notte ragazzi a domani".
Prima di andare via abbracciò il figlio che poi si abbassò alla sua altezza sapendo quello che lei aveva in mente e difatti poi lei alzò i piedi per arrivare al suo viso per dargli un bacio sulla guancia.

Andò via tuttta contenta.

Erano stanchissimi, per cui lei ebbe solo il tempo per guardare la stanza, era davvero da uomo, molto sportiva. Aveva notato i poster alle pareti, color azzurro chiaro e le coppe vinte del baseball, che si trovavano un po' sulle mensole dappertutto e poi in un lato una libreria con parecchi titoli dentro sia di università che di sport. In un angolo c'era il computer su una scrivania di legno con una poltroncina e poi un letto ad una piazza e mezzo. Aveva le lenzuola azzurre e una trapunta molto pesante fantasia, con i Simpson che lui adorava. L'uomo sorrise e poi disse:
"Mia madre ha fatto mettere alla cameriera la mia trapunta preferita di quando ero ragazzo".
"Bella e poi tua madre quando mi ha abbracciata, mi ha emozionato tanto".
"Hai visto? A loro sei piaciuta ma a chi non piaceresti?"
Lei gli sorrise stanca facendogli una linguaccia e poi gli chiese:
"Mi dai una tua felpa e una tua tuta per dormire? Qua fa più freddo".
"Certo amore, adesso ti do qualche cosa dal mio armadio. Domani poi sfrattiamo le valigie".
Andò verso l'armadio e prese una felpa che a alei sarebbe piaciuta, della sua squadra di baseball di qunado andava all'università.
"Tieni piccola, questa è una delle mie felpe di quando ero capitano della squadra di baseball e questa è la parte di sotto".
Lei le prese e le poggiò sul letto. C'erano i riscaldamenti accesi ma faceva parecchio freddo lo stesso. In Italia la temperatura invernale era migliore. Si tolse la felpa che aveva appoggiandola sulla poltrona accanto al letto e poi si tolse le scarpe e per finire sfilò il pantalone, indossando velocemente quello che lui le aveva dato. Era enorme ma andava bene. Le felpe del fidanzato erano enormi ma tenevano caldo. Lei si sentiva protetta e calda, come se fosse sempre con lui. Si infilò anche il pantalone. Gli scendevano da sotto ai piedi, così ridacchiando si fece le pieghe e poi andò nel bagno, sempre nella stanza per struccarsi un attimo. Non vedeva l'ora di dormire, il fuso orario l'aveva distrutta.

Bryan intanto anche lui si era cambiato e aveva indossato semplicemente un pigiama dei mezzi tempi celeste per poi raggiungerla nel bagno dove cominciò a lavarsi i denti e mentre se li lavava pensava che era buffissima con i suoi vestiti. Era bellissima e tenerissima. Le andava tutto grande e sembrava una bimba. Dopo aver sputato l'acqua nel lavandino, le sorrise e le disse:
"Sei tenerissima con i miei vestiti amore".
"Non ti piaccio?"
Sbuffò facendo le guance un po' gonfie.
"Mi piaci tanto e fosse per me andresti in giro sempre con i miei vestiti addosso o resteresti nuda a letto con me".
Lei si mise a ridere mentre poi mano nella mano tornavano in camera e andavano sotto le coperte. Non vedeva l'ora di abbracciarlo per riscaldaresi. Il suo corpo era sempre bollente e dormiva sempre nudo, si vedeva che era più freddo aveva messo un pigiama.

Poco dopo abbracciati , lei sopra e lui sotto, crollarono dopo essersi scambiati un bacio appassionato, stringendosi stretti.


Era mezzogiorno e lui aveva aperto gli occhi. Quel dolce peso lo amava tanto. Le carezzò i capelli arruffati che si posavano sul suo petto e sorrise nuovamente.
Non avrebbe voluto svegliarla ma voleva portarla in giro. Di certo i genitori erano a lavorare.
"Piccola..."
"Piccolina..."
"Amore..."
Dopo un po' sentì un mugugno, così continuò a chiamrla dolcemente.
"Cucciola dai alziamoci, così ti porto a fare un giro per la città".

Alzò lievemente il viso verso il suo dicendo:
"Davvero? Ma che ore sono?"
"Mezzogiorno, vestiamoci che facciamo colazione e poi usciamo".
"E i tuoi?"
Lui ridacchiò e disse:
"Lavorano, tornano nel pomeriggio, abbiamo tutto il tempo tesoro".
"Davvero? Che lavoro fanno?"
"Io provengo da una famiglia di ingegneri, loro lo sono entrambi. Mio fratello Max anche lo é mentre Robin è medico e Jenni invece è insegnante".
"Sto così bene su di te amore".
Lui rise davvero e disse:
"Lo so tesoro e anche io sto bene con te addosso".
Si rannicchiò di nuovo e disse:
"Cinque minuti, voglio poltrire".
"Va bene tesoro ma poi ci alziamo, voglio farti vedere la mia città".
Lei annuì e lui ridacchiò di nuovo continuando ad accarezzarle i capelli con tenerezza.

Una mezzora dopo erano riusciti ad alzarsi e si erano vestiti. Lei aveva tolto la felpa e il pantalone della tuta per metterne un'altra. Nel suo armadio ne aveva trovate diverse e visto il freddo aveva approfittato. Aveva preso una felpa celeste col cappuccio, con tutte scritte boom e ops colorate dentro a delle nuvole bianche. Era davvero simpatica ed enorme. Si sentiva calda però e bene così. Prese poi dalla valigia velocemente un pantalone felpato celeste e mise sotto le scarpe da ginnastica invernali, le sue nike.
Invece Bry aveva indossato una polo a maniche lunghe ed un pullover con lo scollo a v, sotto dei jeans e anche lui le nike invernali. Mentre si sistemava aveva guardato la sua donna e disse:
"Aspetta amore ti sistemo io".
Le si avvicinò e le avvolse le maniche , fece quattro giri, finché non arrivò al polso. Lì si fermò e la guardò. La felpa la copriva completamente,era molto contento, nessuno l'avrebbe guardata. La sua felpa le copriva anche i glutei, era tutta infagottata.
La strinse forte a sé e poi disse:
"Aspetta ti pettino un attimo e poi scendiamo, non ti dimenticare il piumino".
Lei annuì. Lui prese la spazzola e con delicatezza gliela passò tra i capelli scuri. La amava così tanto, coccolarla era una cosa che lo faceva impazzire.
Posò poi la spazzola e dopo aver preso i piumini imbottiti con cappello e sciarpa scesero al piano di sotto mano nella mano.
Finalmente poteva vedere la casa. Era davvero grande. Si avviarono verso la cucina e poco dopo arrivarono al suo interno. Era davvero grande e spaziosa, si appollaiò su uno sgabello e intanto si guardava intorno.
Era una cucina davvero calda. C'erano dei piccoli lampadari che prendevano vari angoli della stanza, le pareti erano marrone chiaro, i mobili in legno. Il lavandino con lo scola piatti, con lo spazio dietro con gli sgabelli e i mobili erano al centro un'isola separata rispetto invece all'altra parte che era addossata al muro, l'angolo cottura, il forno e i vari ripiani per mettere le cose, assieme al frigorifero. In terra era tutto parquet ed era tutto lucidissimo.Era tutto funzionale. Mentre era persa in questo Bryan le disse:
"Amore adesso ti preparo un buonissmo pancake con sciroppo di acero e poi un buon latte e caffè".
"Voglio aiutarti tesoro".
"Lascia stare faccio io che conosco i posti, così poi usciamo".

Così prese la padella dal ripiano in basso sotto il forno e andò ad aprire il frigo per prendere quello che gli serviva.

Leisarebbe voluta scendere ma invece rimase affascinata dalle sue movenze. Era perfetto, mentre mescolava l'impasto, era perfetto con quel braccio così muscoloso e quelle natiche che risaltavano col pantalone messo. Quella sera avrebbero fatto di nuovo l'amore. Non desiderava che stare con lui, ma la notte prima era crollata distrutta.

Poco dopo il pancake venne messo caldo in un piatto. Così poi ne fece altri. A lui uno non bastava, almeno ne doveva mangiare tre.
Quando finì prese da un ripiano lo sciroppo d'acero e anche la marmellata. Portò il tutto nell'angolo dove era seduta lei e poggiò sul tavolo.
Andò poi verso il cassetto delle posate prendendo il coltello e prendendo anche due piatti da uno scaffale accanto e tornò nuovamente a sedersi.
"Adesso è tutto pronto. Buona colazione mia principessa. Questa è una classica colazione canadese, domani ti preparo i waffel".
Le carezzò una guancia e poi dopo averle sorriso cominciò a prendere il coltello e mettere lo sciroppo su una che poi le passò. Dopo un minuto preparò un'altra e la mise nel suo piatto.

Mangiarono in silenzio, lui la guardava osservando le sue espressioni dolci, le sue mani che si sporcavano di sciroppo che avrebbe voluto succhiare, la sua espressione contenta perché era tutto buono.

Dopo aver terminato lui ne preparò altre due con la marmellata di fragole che adorava e sopra ci mise ugualmente lo sciroppo per poi porgergliene una.

Ridendo simpaticamente continuarono a mangiare per poi sparecchiare.

"Tu ha preparato ed io lavo".
"Assolutamente no".
"Dai tanto è poco".
"Uff e va bene però aspetta un momento".
Lei si fermò in piedi mentre stava per prendere la padella e lui le prese la mano destra cominciando a succhiarle dito per dito, poco alla volta godendo di ognuno. Non solo godeva dello sciroppo e della marmellata residua ma godeva del suo sapore, quelle dita che al solo guardarle lo facevno eccitare. Lei chiuse gli occhi cominciando ad eccitarsi.
Pochi minuti dopo la strinse a sé e la baciò appassionatamente per qualche minuto schiaccinadole le labbra.

La lasciò andare e ansimando cercò d tornare in sé eccitata. Prese la padella e le poche cose sporche e le portò al lavello.Cercò di non pensare a come si eccitava e a come lo voleva perché dovevano uscire e lei era desiderosa di conoscere la città.Poco dopo appoggiò il tutto su uno strofinaccio che aveva adagiato accanto al lavandino e si asciugò le mani.

"Tesoro dai andiamo, mettiamoci il piumino e godiamoci la giornata".
Così lei si mise il piumino e lui le mise il cappello di lana che la copriva quasi tutta rendendola tenera e dolce e poi con tenerezza le mise la sciarpa.
Velocemente si mise anche lui il tutto e poi di corsa mano nella mano andarono verso la porta di ingresso uscendo.

"Vieni andiamo al garage, lì ho la mia moto, così facciamo prima".
"Ma dove mi vuoi portare?"
"Vedrai, ci sono un sacco di posti dove andare".
"Mica corri sulla moto?"
"Bhe un po' altrimenti che gusto c'é?"
Arrivarono al garage. Lui con il telecomando aprì il portone e poco dopo si trovarono all'interno. Lì c'era la sua moto e un'altra macchina ".
Lui le lasciò la mano e salì sulla moto accendendo il motore e poi dicendole:
"Aspetta un attimo, esco, chiudo e poi sali".
Uscì e col telecomando chiuse di nuovo, poi inclinò la moto per farla salire. Dopodicché prese i due caschi e uno glilo passò e lei lo mise.
"L'hai allacciato bene amore?"
"Penso di sì".
"Bene allaccia le braccia alla mia vita che parto".
Contento come non lo era da tanto partì accelerando.


Il corsivo è per l'americano

Era contenta, le strade avanti a lei si confondevano a causa della velocità. Erano ormai in moto da una quindicina di minuti quando attraversarono una piccola collinetta e poi ai lati della strada dove c'era una piazza lui si fermò.
Si tolse il casco e poi aiutò lei a toglierselo e disse sorridendole:
"Siamo al palazzo del Parlamento e accanto c'è la Torre della Pace. Dai andiamo a vedere".
Così mise il cavalletto e poi fece scendere prima lei e mano nella mano si avviarono.
"Fanno entrare?"
"Sì , vieni, ci sono molti controlli ma possiamo antrare e vedere l'interno".
Arrivati all'ingresso lui la abbracciò e poi entrarono tranquillamente.
"Oggi trascorreremo la giornata fuori, ti farò vedere un sacco di cose. Stasera abbiamo la cena, domani sera invece ti porterò a pattinare sul ghiaccio".
"Pattinare? Io non so farlo".
Lui si mise a ridere e poi disse:
"Ti insegnerò io".
Lei lo guardò con docezza e poi proseguirono.
"Conviene prenotare una visita guidata, così ci diranno tutto".
"Va bene, ma riusciamo a trovarala?"
"Certo non preoccuparti, ci sono un sacco di cose da vedere all'interno e anche all'esterno del palazzo. Il fulcro alla fine è una fontana che sta sempre accesa da ben cento anni e più, a base di metano che rappresenta l'unità dei nostri paesi, un insieme di tanti popoli che si sono uniti in uno solo".

Un paio di ore dopo uscirono dal Parlamento soddisfatti e tenendola sempre per mano disse:
"Dai adesso andiamo a mangiare, ho una fame, ormai sono le tre. La colazione non basta mai".
"Va bene e dove andiamo?"
"Qui vicino andiamo a fare uno spuntino canadese".
"A piedi?"
"Sì tutto a piedi".
Una decina di minuti dopo si fermarono in un locale Little Ceasear. Era piccolo ma ben delineato. Un classico pub, con tovagliette in carta e sgabelli.
"Qui fanno dei piatti magnifici. Ti piacevano quelli che i ho preparato vero? "
"Sì moltissimo".
"Sediamoci dai, così ordiniamo".
Così si avviarono ad un tavolo piccolo e quadrato che era già apparecchiato e si sedettero.
Sulla tovaglia di carta c'era segnato anche il menù, così il cameriere doveva solo scrivere il tutto sul tablet.
Pochi minuti dopo arrivò puntuale e lui disse:
"Per me pizza con cheadder e mozzarella con sciroppo d'acero e una birra, tu amore che prendi?"
"Non lo so, che mi consigli?"
Lui le fece un occhiolino e poi disse:
"Ok ti farò provare una cosa golosissima.Il Montreal smoked meat, poi facciamo metà e metà e una coca cola va bene?"
Lei annuì.
Così poi ordinò al cameriere e cominciarono ad aspettare.

Intanto lui visto che erano uno di fronte all'altro ma erano vicini, con la mano destra le carezzava le ciocche di capelli un po' scompigliati per poi passare sulla guancia un po' arrossata dal molto girare.

"Ti è piaciuto il tour fino ad ora amore?"
"Direi di sì tesoro ma poi dopo che andiamo a vedere?"
"La Basilica di NotreDame, non è molto lontana ed è bellissima".
"Ok va benissimo, ti amo lo sai?"
Lui le sorrise e disse:
"Anche io ti amo tanto amore".

Mentre lui continuava ad accarezzarla guardandola intensamente, il cameriere portò loro quello che avevano ordinato.
Smise di coccolarla per guardare quei piatti così saporiti che non mangiava da tempo.

"Facciamo un brindisi dai, al nostro amore".
Così la lattina di coca e la bottiglia di birra andarono ad incontrarsi per qualche secondo.

"Questo toast è enorme!"
"Lo so, per questo l'ho preso, hai visto come è dentro la carne? La fettina è enorme ma ben macerata e cotta, aspetta che facciamo metà con la pizza".
"Davvero ci metti lo sciroppo dentro?"
"Sì, ha un gusto particolare ma è molto saporita".
Poco dopo lui prese il coltello e la forchetta e fece metà della pizza e del toast enorme.

"Buon pranzo tesoro".
"Anche a te".

Mentre mangiavano lui non smetteva di guardarla come sempre. Ormai erano sempre insieme eppure si emozionava sempre guardandola, in pigiama, mentre faceva colazione, mentre si lavavano assieme, mentre la carezzava gentilmente, mentre faceva le smorfie quando lui le diceva che era buffa. Ed era tenerissima mentre cercava di mettere in bocca quelle due fette di pane enormi. Si mise a ridere e poi disse:
"Se vuoi te lo taglio tesoro".
Lei sbuffò facendolo ridere di nuovo.

Cercò nuovamente di mettere in bocca il tutto ma non ci riuscì e così ne prese solo un po'. Lo avrebbe mangiato un po' per volta.

Provò poi la pizza. Era buona anche se particolare.

Guardò il compagno che invece mangiava senza problemi. Lo guardava con piacere. Era sexy anche mentre mangiava. Incredibilmente cominciava ad eccitarsi. Eppure era da poco che si erano alzati e avevano fatto l'amore.

"Tesoro cosa c'è?"
Lei gli si avvicinò e poi tirò con la mano destra il suo viso vicino per mormorargli:
"Ti voglio".
Lui la fissò con passione e disse:
"Anche io, sempre e non ti devi imbarazzare quando lo dici".
Posò il toast e poi la avvicinò di nuovo per baciarla, in mezzo al cibo e alle bevande.

Sentiva il suo membro che si faceva duro e grosso e che i pantaloni gli andavano stretti. Però adesso non potevano.
Qualche minuto dopo la lasciò andare e poi disse:
"Finiamola altrimenti ti prendo qui e non possiamo. Adesso finiamo di mangiare e poi ci aspetta la Basilica ma stasera dopo la cena recupereremo vedrai".

Lei annuì non avrebbe mai smesso di volerlo, di volere le sue labbra, la sua lingua, il suo corpo.

Dopo aver preso anche un dolce per ciascuno, il nanaino bars, decisero di andare via per proseguire la loro giornata.

L'uomo chiese il conto e dopo aver pagato, la aiutò ad indossare il piumino e la sciarpa col cappello per poi metterselo anche lui e prenderle la mano ed uscire.

Quanto aveva sognato quello che adesso era il loro presente, loro due assieme per le strade della sua città. Le sorrise mentre continuavano a passeggiare , la strinse e poi si abbassò per poterla baciare nuovamente. Le sue labbra erano miele e non poteva farne a meno.

Continuarono poi a camminare ancora profondamente eccitati per il bacio scambiato fino ad arrivare alla meta.

"Facciamoci un selfi dai!"
Lui annuì, così prese il suo cellulare e cominciò a fare delle foto assieme, mentre si abbracciavano e mentre si baciavano. Un'altra all'ingresso della grande Basilica, un'altra mentre lui le si metteva dietro facendo un sacco di smorfie simpatiche. Risero per quanto erano stupidi e felici.

Entrarono abbracciandosi . L'esterno era bellissimo ma l'interno superava tutte le sue aspettative. Era enorme e maestosa, si guardava intorno per vedere tutti i particolari. Era incredibile che quella struttura l'avessero costruita architetti e ingegneri. Era bellissima, partendo dalle finestre con le immagini della vita di Gesù e dalle arcate con cielo stellato. Era tutto fatto nei minimi particolari. Sfiorava i pilastri e vedeva i quadri appoggiati alle pareti. L'altare poi era bellissimo.

Chissà se si potevano fare foto, non aveva visto cartelli che lo vietavano. Così avvicinò il viso al petto del compagno e alzando la testa guardandolo gli disse a bassa voce:
"Che dici possiamo fare delle foto? "
"Penso di sì, facciamole dai con noi come protagonisti".
Così ne fecero altre , accanto ai quadri, vicino all'altare. Davanti a tali opere una persona si poteva sentire solo in un modo minuscola.

Quando uscirono da lì era abbastanza tardi, così decisero di tornare a casa.
Mentre si avviavano verso la moto lui le chiese:
"Hai ancora paura?"
Lei lo fissò e disse:
"Sì, non abbiamo avuto modo di conoscerci per cui sì anche perché a parte a tuo fratello Max, potrei non essere simpatica agli altri due".
"Non dire così, mia sorella e mio fratello ti adoreranno. Vedrai. Domani poi continueremo il giro, ho da farti vedere ancora tanto".
Mentre arrivavano alla moto si fermò e le carezzò nuovamente il viso con dolcezza per poi baciarla.L'avrebbe sempre voluta baciare oppue nel suo letto nuda a fare l'amore. Fu un bacio pieno di passione e dolcezza. Si volevano e si vedeva. Durò un bel po' di tempo, come se non si bastassero mai, come se volessero continuare a nutrirsi del loro sentimento.

Poco tempo dopo:

"Eccoci arrivati. Aspetta ti prendo il casco". Si girò e aprì il sedile della moto e poi prese il casco per darglielo.
La guardava e notava come era bella. Le sue labbra erano gonfie per i baci ricevuti. Ne era assurdamente felice e soddisfatto.
"Te lo metto io piccolina?"
Lei gli sorrise e annuì.
Glielo mise e glielo allacciò.
Se o mise anche lui e poi poco dopo partirono per tornare a casa.

Il viaggio di ritorno non fu sereno come quello dell'andata. Sarah aveva molta paura, era emozionata cosa naturale ma aveva paura. Si faceva molte domande.

Il tempo passò in fretta e dopo poco erano nuovamente nel parcheggio. Non appena scesero questa volta lei notò tre macchine.

"Già ci sono tutti?"
Lui annuì con un sorriso e poi disse:
"Sono mesi che non vengo a casa e sono mesi che non li vedo. Vedrai ti accoglieranno a braccia aperte".
La strinse a sé e si avviarono alla porta. Lui poi bussò.

Questa volta fu sua sorella ad aprire. Non appena lo vide gli fece un enorme sorriso per poi lanciarsi tra le sue braccia. Sarah aveva notato che le gambe della donna erano alte quanto lo era lei. Per cui come il fratello con quei tacchi alti almeno dieci centimetri poteva essere un metro e novanta. Lui anche la abbracciò. Era davvero contento di rivederla.

"Ciao Jenny come stai?"
"Io bene e tu? Da quanto tempo che non ci vediamo meno male che esiste whatsapp".
"Hai ragione lo sai?"

Fece un ghigno sorridendo.

Si staccò dal fratello e guardò la donna che era vicino a lui, per poi dire:

"Questa è la tua fidanzata?"
Lui annuì e la strinse ol braccio sinistro a sé, per poi rispondere:
"Lei è Sarah, la mia fidanzata".

La donna continuò a guardarla per un po'. Era delusa perché suo fratello era bello e sexy e avrebbe potuto mettersi con qualche modella e non con una ragazza grassa e bassa. Però non lo diede a vedere, non voleva farlo soffrire. Magari risultava simpatica chi poteva saperlo.

Le diede la mano e poi disse:
"Piacere di conoscerti sono Jennifer".
Lei semplicemente rispose:
"Sarah".

Sua madre che si era avvicinata alla porta disse loro:
"Entrate dai ragazzi, tra poco si mangia".

Guardò la donna che stava col figlio la quale aveva una mano aggrappata al suo piumino. Le sorrise. Sembrava spaventata. Così le si avvicinò e disse:
"Sono davvero felice che mio figlio finalmente ti abbia portato qui, dai toglietevi i piumini che poi ci organizziamo. Ho preparato nel salone, siamo tutti insieme e non capitava da tempo".

Così se li tolsero mettendoli nell'armadio e si avviarono.Lui le teneva la mano.
"Dove'è Robin?"
"Mi ha detto che ha trovato traffico, per cui arriverà a minuti".

Non appena arrivarono nel salone trovarono Max che stava sistemando i tovaglioli.

Si girò avendo finito e si avvicinò al fratello per salutarlo con una pacca sulla spalla per poi abbassarsi per salutare quella piccola donna con un bacio sulla guancia. Notava che era ancora spaventata da loro. A lui faceva tenerezza, soprattutto perché non capiva quello che si dicevano.

Sua madre continuava a parlare non sapendo che lei parlava solo l'italiano.

Notò sua sorella e le sorrise.

Sarah aveva capito subito che tra loro non ci sarebbe stato buon sangue. Alla sorella non piaceva e poteva capirla benissimo. Capiva il suo ragionamento. Un uomo alto e sexy che avrebbe potuto fare il modello doveva stare con una come lui. Alla fine a lei che importava. Mica avrebbero dovuto abitare assieme.
Con tranquillità disse al compagno:
"Chiedi a tua madre se posso aiutarla".
Lui le sorrise carezzandole il viso con calore e poi disse a sua madre:
"Mamma hai bisogno di aiuto? Sarah voleva saperlo in modo tale che se c'è qualcosa da fare vuole farlo".
Sia la sorella che i genitori lo fissarono stupiti.
"Lei non conosce la nostra lingua?"
"No, col tempo imparerà ma no, conosce solo l'italiano".


La madre allora disse al figlio:
"Dille intanto che lei è benvenuta nella famiglia ".
Lui le sorrise e poi disse alla sua donna quello che voleva la madre.
Lei gli sorrise con dolcezza. Nascose un sorriso sapendo che invece li capiva ma forse era meglio così.
Intanto finalmente poteva guardarsi intorno e notare dei particolari che non era riuscita a vedere. La tavola era bellissima. Era Natale e si vedeva. Avrebbero festeggiato tra due giorni ma l'atmosfera era proprio quella. Vedeva le cristalliere ai lati piene di piatti e di argenti che non aveva notato la notte prima, vedeva i vassoi con oggetti di tutte le dimensioni sui mobili. Era curata nei minimi dettagli.


Mentre si guardava intorno sentì il campanello suonare e vide il padre del suo compagno andare ad aprire.
Poco dopo rimase stupita quando vide un uomo alto e biondo. Non sembrava per nulla un loro fratello. Erno tutti rossi. Invece lui era muscoloso e serio con gli occhi azzurri e gli occhiali. Poteva essere un modello anche lui.

Salutò tutti, si tolse il piumino e lo gettò sul divano per poi avvicinarsi a lei. La guardò e poi disse:
"Bro questa è la tua fidanzata?"
Lui annuì e così lui si presentò con un sorriso.
"Piacere Robin!"
"Sarah"

"Finalmente ci siamo tutti, possiamo cominciare".

Mentre mangiavano la donna la fissava e così chiese al figlio:
"Le chiedi di parlare un po' di lei? Che so quali sono i suoi hobbyes, che lavoro fa, come sono i genitori, cosa le piace fare...."

Robin fissava la madre e poi il fratello per poi guardare la ragazza che mangiava tranquilla. Le sembrava simpatica.
Suo fratello disse alla sua ragazza sorridendole:
"Mamma vuole sapere un po' di te".
Lei sorrise e disse:
"Dille che io sono una persona tranquilla, mi piace leggere, pittare, mi piace cucinare, viaggiare. Adoro la pizza.Faccio la dog sitter adoro stare in strada con la natura sempre accanto a me assieme ai miei cuccioli. Mio padre è medico e mia madre casalinga. Ho un fratello e una sorella. Penso che per adesso possa bastare".

Così lui disse a sua madre quello che lei gli aveva appena detto.

Suo fratello le sorrise. Faceva la dog sitter, un lavoro tranquillo e le sembrava perfetta per Bry, un uomo dall'animo tormentato che non era mai riuscito a trovare la sua anima gemella.
Così prese il suo cellulare e digitò google traduttore:
Scrisse sei molto simpatica. Mi dispiace non spaer parlare l'italiano, io conosco cinque lingue. Avrei voluto fare delle domande, per conoscerti meglio. Comunque invece io sono Robin, sono ingegnere informatico, abito a pochi metri di distanza e anche io amo leggere e viaggiare.

Lei dopo aver sentito quel messaggio lo guardò con dolcezza e gli sorrise.

I loro genitori erano contenti, avrebbero voluto farle altre domande, per cui sua madre chiese nuovamente al figlio:
"Mi piace molto, falla parlare ancora di lei. Ha sempre fatto la dog sitter? Che studi ha fatto? Ha sempre visuuto a Roma? Non so vedi un po' tu".
Riferì alla sua donna tutto e lei gli disse:
"Sono lauretata in farmacia e per molto tempo ho fatto questo tipo di lavoro in uno studio con altre colleghe. Ho sempre vissuto a Roma, anche se ho viaggiato parecchio. Adoro fare i dolci e mi piace soprattutto la pizza italiana".

Poco dopo arrivò il dolce e alla fine cominciarono a sparecchiare. Lei si alzò assieme a tutti gli altri. Notò che tutti si alzavano, non solo le donne. Era una cosa molto giusta.

Verso sera dopo cena quando avevano sparcchiato tutto e i genitori erano andati a letto, stesso Robin disse agli altri:
"Ragazzi che dite se ci guardiamo un film su netflix?"
"No, no io adesso devo andare via, mi aspetta Logan ho appuntamento con lui".
"Stai ancora con quel pallone gonfiato?"
"Non è un pallone gonfiato e poi lui fa il fotografo per Gucci".
"Bhe? Che vuol dire?"
"Ufff fatti i fatti tuoi e che fine ha fatto la tua bambola gonfiabile?"
"Non chiamarla così, la mia ragazza ha un nome".
"Va bene va bene me ne vado."

Salutò tutti in maniera generale e poi se ne andò via.

Mentre Robin col telecomando decideva il programma si girò verso la piccola ragazza vicino al fratello e le disse:
"Che desideri vedere?"
Bryan glielo disse in un orecchio e lei rispose che non lo sapeva, magari qualche cosa con i sottotitoli in italiano che fosse romantico.
Cercò di non mettersi a ridere e lui la tirò tra le sue braccia, visto che fino a quel momento era stata seduta sul divano. La mise in braccio a lui stringendola. Desiderava baciarla ma sinceramente con i suoi fratelli che guardavano non se la sentiva, anzi sapeva che lei si sarebbe imbarazzata.
Così rispose:
"Se trovi qualche cosa di romantico con i sottotitoli in italiano".
"Notthing Hill?"

Lei annuì contenta.

Quella piccola batuffolina si era rannicchiata su di lui che la stringeva forte. La guardava mentre fissava il film e si emozionava come se non l'avesse mai visto. Rideva nei momenti belli e si commuoveva quando c'erano i momenti tristi. Il suo sguardo era pieno di calore. Non aveva mai amato una donna come amava lei.

Max ad un certo punto disse:
"Che dite se domani sera andiamo a pattinare tutti insieme?"
Robin annuì e così decisero che la sera dopo sarebbero andati al fiume ghiacciato.Sarebbe stato bello passare la serata insieme.


Erano nudi ed era mattina. Lei si sentiva benissimo, stretta al corpo del compagno che emenava un calore spaventoso. Chissà che ore erano. Dovevano uscire per continuare la loro gita in città. Però stava così bene tra le sue braccia. Dopo aver finito il film erano tornati in stanza ed avevano fatto l'amore per diverso tempo, quasi tutta la notte, finché non erano crollati ansimanti e sfiancati ma felici l'uno sull'altro. Sembrava un termosifone e non si sarebbe mai voluta staccare dal suo corpo sexy e grande. In fondo la sua famiglia era come le altre famiglie, curiosa e ansiosa di sapere. I suoi fratelli erano simpatici ed era contenta che la sera sarebbero andati tutti insieme a pattinare.Ora avrebbe poltrito un po'. Le braccia del compagno la serravano e stringevano forte. Si sentiva appagata e felice.

Mentre godeva del suo calore e del suo corpo, sentì un mugugno e la voce roca del compagno che diceva:
"Buongiorno tesoro, che dici se ci prepariamo così scendiamo?"
"MMMHHH Ma che ore sono?"
"Tardi, praticamente mezzogiorno. Alziamoci dai, così andiamo a fare il restante giro. Dobbiamo vedere anora un sacco di cose. Se restiamo ancora un po' non ti farò alzare dal letto, per cui è meglio alzarci".

Lei ridacchiò di nuovo. Lo stava accarezzando sul torace e pensava la stessa cosa.
"Hai ragione, meglio se ci alziamo, non mi stancherei mai di te".
Lui le carezzò la testa con il palmo della mano sinistra e rispose:
"Nemmeno io amore".
Una decina di minuti dopo si erano alzati. Faceva parecchio freddo anche quel giorno per cui subito indossò una felpa extra large presa dall'armadio. Non avevano idossato nulla la notte, per cui lei sentiva più freddo del solito. Velocemente prese dalla valigia un tanga con l'immagine di un panda, calzettoni pesanti e un pantalone di felpa e scappò in bagno. Si sarebbe fatta una doccia bollente.

Lui la guardò mentre scappava mezza nuda con la sua felpa nel bagno con le cosce perlacee ancora in vista. Era bellissima e guardandola si accorse che si stava eccitando, che il suo membro si era ingrandito e che la voleva. Così poco dopo la raggiunse nel bagno. Avrebbero fatto l'amore nella doccia per un altro po'. Sarebbero scesi un po' più tardi.

Non si erano resi conto che il tempo passava mentre continuavano a baciarsi e possedersi mentre l'acqua scorreva sui loro corpi. Era un incastro perfetto. Nella vita non avrebbe voluto più nulla. Solo essere del suo uomo anima e corpo.
Come si faceva a pensare di uscire quando si sentiva così desiderosa di lui che continuava ad entrare dentro di lei sbattendola sulle piastrelle della doccia mantenendola mentre lei si aggrappava alle sue braccia per non cadere? L'acqua continuava a cadere, mentre loro dimentichi di tutto continuavano a fondersi, lei gemeva ad ogni sua spinta mentre il membro si ingrossava ancora di più, mentre i suoi seni erano a portava di vista gocciolanti e lui mentre continuava imperterrito a possederla non potè fare a meno di prendere in bocca un suo capezzolo pieno di gocce, per poi succhiarlo e titillarlo. Non si stancava mai di lei, mai eppure avevano fatto l'amore per un sacco di tempo. Bastava che la guardava e si eccitava. Sarebbe sempre stato così.Continuava a succhiarle il capezzolo, cercando di prendere il seno anche, non gli bastava quel bottone scuro e turgido che chiedeva di lui, la voleva tutta, davvero la voleva tutta. La voleva così tanto che non sembrava vero. La lasciò andare perchè Voleva affondare dentro di lei con la lingua e nutrirsi di tutto quello che usciva da dentro di lei. La guardò negli occhi che erano opachi e pieni di desiderio le sorrise baciandole le labbra semi aperte per il troppo gemere, loegandola con la sua lingua affamata di lei e di tutto quello che le apparteneva, per poi la sciarla di nuovo e inginocchiarsi facendole allargare le gambe e appoggiare sulle sue spalle.
Da li sotto le disse quasi bisbigliando con voce rauca:
"Aggrappati alla mia testa e ai miei capelli".
Poco dopo era affondato completamente dentro di lei, le gambe che gli chiudevano tutto, la sua univa visione la sua vagina, il fulcro della sua femminilità che cominciò a leccare e succhiare con bramosia, non importandosene di nulla altro. I suoi gemiti erano la cosa più importante, più appagante che avesse mai provato. Quando arrivò lui leccò e ingoiò tutto continuando ancora a leccare e andare al suo punto più sensibile, al clitoride che titillò e leccò, cercando di approfondire ancora di più, cercando di entrare dentro di lei ancora di più, sempre di più. Voleva solo quello e sempre quello. Sentiva il suo membro enorme che aveva bisogno di lei, non riusciva più a tenerlo sotto controllo ma non voleva staccarsi da quel nettare, voleva continuare ancora e ancora e al diavolo tutto il resto. Quando arrivò una seconda volta lui continuò a leccare e ingoiare tutto, per poi spostarsi dalle sue cosce e guardarla. Era bellissima. La lasciò andare e alzandosi aiutando anche lei, la penetrò nuovamente, con spinte forti e possenti, mentre lei si aggrappava alle sue spalle con le gambe attorno alla sua vita. Gemeva e godeva così come anche lui, che con voce rauca godeva come non mai. Finchè non arrivarono assieme.

Quando finalmente smisero era perché l'acqua era diventata fredda e loro ridendo chiusero la manopola per poi mettersi l'accappatoio ed andare verso il loro letto e continuare a baciarsi. Mentre continuavano ridevano e si guardavano con amore e completezza.

Mentre continuava a guardarla le disse:
"Avevo organizzato un sacco di cose ma a questo punto conviene che mangiamo fuori, ho pensato anche dove e successivamente andiamo al fiume con i ragazzi, che dici?"
Lei annuì dicendo poi:
"Avremo tanti altri momenti per vedere altre cose qui in questa città".
"Verissimo!".
"Amore dai vestiamoci, altrimenti si fa pomeriggio e ci trovano ancora così".

Si mise a ridacchiare mentre si alzava per andare in bagno a prendere le cose che aveva disseminato prima della doccia.
Poco dopo lei indossò i tanga con il panda , la felpa extra large grigia con il cappuccio ed un'immagine di pupazzi di neve e un fuson imbottito preso dalla valigia.
Mise i calzettoni e le scarpe della nike e poi si avviò al bagno per pettinarsi. Aveva i capelli tutti aggrovigliati a causa delle carezze e delle dita del suo compagno e aveva notato anche alcuni succhiotti sul collo. Chissà lui invece quanti ne aveva e quanti graffi che lei gli aveva fatto sulla sua ampia schiena.
"Quel tanga con i panda è bellissimo, te lo strapperò da dosso in questi giorni, così come ho fatto con tanti altri".
Un ghigno sulle labbra per la soddisfazione e per la brama reciproca che provavano. Lei gli si avvicinò e lo strinse forte alla vita. Lui anche la strinse forte. Era ancora nudo, con l'accappatoio e lei sentiva il suo membro che si ingrossava ancora. Si mise a ridere e poi si spostò dicendogli:
"Puoi strapparmi tutti i tanga che vuoi, basta che poi me li ricompri..."
"Certo te ne comprerò tanti per il gusto poi di romperteli".
Poco dopo senza fretta anche lui cominciò a vestirsi. Non voleva incappare nei fratelli, già sarebbero stati con loro in serata e voleva portare la sua compagna al Major Hill Park, che lui trovava splendido. Indossò una felpa della Nike e un jeans che prese dalla valigia, con scarpe da ginnastica e poi dopo essere andato nel bagno a pettinarsi un po', scesero enormemente contenti.

Bry prese una borsa termica dal mobile e poi andò verso il frigo prendendo un po' di cose da mangiare una birra una bottiglia d'acqua e una lattina di coca cola e poi dopo averla chiusa, indossò il piumino cosa che fece anche lei e poco dopo erano fuori per prendere la moto.

Faceva molto freddo quel giorno, ed erano ormai passate le tre del pomeriggio. In moto si stava bene soprattutto dietro il suo uomo. Si sentiva protetta soprattutto. Una quindicina di minuti dopo arrivarono al parco. Lui parcheggiò e poco dopo scesero. Lei gli diede il casco e lui li posò all'interno della sua moto per poi avviarsi. Il parco era bellissimo e lui aveva una gran fame.

Al suono del suo stomaco lei ridacchiò e così lo strinse ancora di più.

Una quindicina di minuti dopo parcheggiarono e scesero.
"Amore questo parco è splendido vedrai. Dopo aver mangiato lo guarderemo, ci sono un sacco di giardini , intanto andiamo al primo albero isolato così mangiamo, ho una gran fame".
Lei tenendolo ancora per mano ridacchiò e disse:
"Certo abbiamo fatto tardi oggi".
Lui la guardò ridendo e stringendola a sé.
"Magari in questi giorni andiamo a fare anche un giro sul battello che dici?"
Lei annuì, e poco dopo si fermarono vicino ad un albero con le foglie che cadvano verso il prato. Era davvero bello tutto e soprattutto pieno di verde e di alberi di tutti i tipi.

Lui si sedette e prese la busta termica, tirando fuori una tovaglietta e stendendola appoggiandoci sopra le coca e l'acqua ai lati per farla mantenere senza che il vento se la potesse portare via e poi cominciò a cacciare del formaggio nella carta argentata, del prosciutto nella confezione, e una torta rustica che aveva tagliato e messa nella carta, del pane e un dolce , una crostata alla frutta.

Si sedette anche lei e cominciarono ad aprire la birra e la coca e fecero un brindisi veloce e poi successivamente cominciarono a mangiare. Era romantico anche così. L'importante era stare soli e continuare ad amarsi e guardarsi come se non esitessero altri all'infuori di loro.

Fu mentre mangiavano che Bry le disse:
"Ti amo così tanto, ci sto pensando da molto tempo, piccola vuoi sposarmi?"
Lei aveva ancora un pezzo di pizza in bocca, la ingoiò velocemente e poi buttandosi addosso a lui gli disse:
"SSSSIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII"
Lui la strinse forte ed entrambi cominciarono a ridere e baciarsi appoggiati sul prato distesi.
La loro attrazione era intensa e continuarono a baciarsi per poi staccarsi e lui allungado un braccio lo posò sulla sua guancia carezzandola.

"Ti amo lo sai?"
Lei lo stava guardando con pari intensità e amore e gli sorrise per poi rispondergli:
"Ti amo anche io".

Erano rimasti sul prato a baciarsi e abbracciarsi per diverso tempo. Il vento e il cielo su di loro era praticamente tutto perfetto.

Improvvisamente arrivò un messaggio sul cellulare di lui. Così si allungò per prenderlo dalla tovaglia e svogliatamente aprì la app di whatsapp per vedere chi fosse.

Notò che erano le sei e mezza. Il fratello gli aveva scritto:

A che ora ci vediamo? Alle sette?

Lui pensò che dovevano muoversi, altrimenti avrebbero fatto tardi e scrisse:
Va bene a dopo.

"Amore dai andiamo, i miei fratelli si stanno avviando verso il fiume dove andremo a pattinare".

"Già? Ma che ore sono?"

"Le sei e mezza".

"Caspita!"
"L'ho pensato anche io. Però prima di andare volevo darti una cosa".

Prese dalla tasca del piumino un pacchetto piccolo e quadrato e glielo porse.

Lui le disse:
"L'ho comprato un mese fa, aprilo".
Lei continuò a guardarlo con stupore. Sulla carta c'era il nome di una gioielleria di Roma importante. Il cuore cominciò ad andare velocissimo. Restò per un momento come bloccata e poi lo aprì. UNa volta tolta la carta aprì il contenitore e vi trovò un anello .Era bellissimo. Incastonati sopra c'erano due cuori di diverso colore che si univano, uno color oro e l'altro oro bianco, con dei piccoli zaffiri ai lati . Era davvero bellissimo.

Lei lo stava guardando ancora stupita.

"Ti piace?"
Lei alzò lo sguardo e lo fissò. Aveva gli occhi umidi.

"Tantissimo".

Così lui gli prese la scatolina dalla mano, prese l'anello e glielo mise all'anulare della mano sinistra.

Pensò istantaneamente a quel giorno sulla spiaggia quando Francesco fece la stessa cosa. Quanto e come avesse sofferto. Adesso finalmente poteva sentirsi felice, non provando più invidia e gelosia verso di lui. Ormai era passato parecchio tempo.

Le prese la mano e la portò alle labbra baciandola e sussurrando:

"Sei mia".

Si baciarono nuovamente sentendo un desiderio famelico. Si stavano eccitando di nuovo. Poco dopo però si staccarono ansimanti e si avviarono verso la moto abbracciati.

Arrivarono dopo una quindicina di minuti al fiume, dove si trovavano parecchie persone, tra cui anche i suoi due fratelli.

Parcheggiarono di nuovo e poi scesero.

"Tutto questo è fantastico".

Lei cominciò a guardare il panorama attorno . Sembrava quasi magico il fatto che un fiume si congelasse e attorno ad esso comunque un controno da favola con alberi e scenari meravigliosi naturali. Foglie secche in terra ed un profumo prettamente invernale. Da lì si potevano vedere il palazzo del parlamento e tutto quello che avevano visto fino ad ora. Era semplicemente bellissimo. Si guardava in giro e poco più lontano c'era anche un piccolo chalet che vendeva gi hot dog probabilmente, magari ci sarebbero andati dopo.

Lui la prese per mano sorridendole e si avvicinarono ai ragazzi.

Max disse:
"Bro ho preso io due pattini per voi. Così possiamo cominciare anche da adesso".

Glieli porse.

Lui contento lo ringraziò.

"Dai sediamoci su quella panchina così li mettiamo".

"Ma...io non so andare amore..."

"Ti insegno io, vedi quante persone pattinano? Non è difficile, poi è un evento che capita solo in inverno".

"Facciamoci un selfi prima dai!"

Così anche lui si sedette e stringendola le diede un bacio sulla guancia mentre faceva la foto. Sarebbe stato un bellissimo ricordo. Poi ne fecero altre con buffe smorfie e alla fine misero i pattini.

I fratelli li avevano messi e stavano già sulla pista ghiacciata.

"Dai ragazzi venite".
"Si veniamo!"

Dopo averli messi, lui la strinse per non farla cadere. Era buffa, ancora di più di quanto era normalmente. Lei si aggrappava alla sua vita e piano piano cominciarono a camminare sul fiume ghiacciato. Ad un tratto si fermò e disse:

"Aspetta qui ti faccio vedere".
La lasciò da sola appoggiata alla ringhiera, dove si aggrappò ferocemente. Non riusciva nemmeno a tenersi in piedi ed aveva molta paura.

Così cominciò a pattinare vicino a lei, fece alcuni giri attorno, facendole buffe smorfie e poi le si avvicinò prendendole le mani.

"Rilassati piccola e seguimi".

Quella sera con loro c'erano anche le ragazze dei fratelli che incuriosite guardavano la scena.

Dopo essersi rilassata cercò di non guardare per terra, si fece trascinare da lui ma sarebbe caduta per terra se non l'avesse mantenuta.

Dopo un paio d'ore che provava, era distrutta e ansimante. Aveva cercato in tutti i modi di provarci ma non era per lei. Le gambe le tremavano e aveva rischiato di cadere un sacco di volte. L'aveva aiutata molto il fidanzato così come anche Max che l'aveva mantenuta dall'altro lato. Alla fine aveva deciso di lasciare perdere e sedersi sulla panchina assieme alla ragazza cinese, la fidanzata di Max. Aveva detto che non conosceva l'americano, per cui stavano chiacchierando con il cellulare grazie al google traduttore. Era davvero una persona simpatica.

Voleva che si divertissero almeno loro. Lei non era mai stata portata per gli sport. Era bello però guardarli.

Era un grande spettacolo vedere tante persone che si divertivano su un fiume ghiacciato. Però cominciava a sentire freddo e anche fame.

Si alzò e andò nuovamente verso il fiume chiamando il compagno che le si avvicinò ridendo.


"Amore ho fame che dici se andiamo a mangiare in qualche pub?"
"Direi che è un'ottima idea, anche perché abbiamo mangiato poco oggi". Le fece un occhiolino e poi disse ai fratelli:

"Ragazzi ho fame che dite se andiamo in qualche pub?"

"Ok per noi va bene".
Dissero entrambi pattinando verso la panchina per togliere i pattini.

Robin si avvicinò alla ragazza abbracciandola e poi disse:
"Dove andiamo? Hai già un'idea Bry?"
"Direi qualche cosa qui vicino".
"Aspetta adesso vedo sul cellulare, ah ecco possiamo andare all'Highlander pub".
"Ok noi ci avviamo in moto, ci vediamo lì".

Loro annuirono e poi ognuno si avviò verso il proprio mezzo.

Lui la baciò non desiderava altro. Erano in pista da due tre ore e non aveva voluto altro che le sue labbra sulle sue. Così la baciò appassionatamente per diverso tempo. Chi se ne fotteva dei fratelli, avrebbero aspettato un po' fuori. Mentre le succhiava il labbro superiore con brama, sentì indistintamente lo stomaco della sua piccola che faceva rumore, così si staccò e si mise a ridere, facendola arrabbiare. Era adorabile, perché le guance si gonfiavano e la sua espressione diventava nervosa. La carezzò sulla guancia e lei semplicemente disse:
"Ho fame uffaaaa".
Lui rise di nuovo e poi le diede il casco e lei se lo mise. Lui sorridendole glielo allacciò e poi lo mise anche lui e partirono.

Dopo una decina di minuti arrivarono al pub. Parcehggiò lì vicino e poi scesero. Era davvero bello. La loro vita insieme sarebbe continuata così per sempre e tra due giorni sarebbe stato Natale. Non si sarebbero più separati e le avversità della vita le avrebbero superate insieme, per sempre.

La fine la metterò nell'ebook che a fine anno uscirà su Amazon.Sono contenta che mi seguite e che continuerete a farlo.








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