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Una storia di Filomoro

L'ISOLA

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Pubblicato il 07 novembre 2020 in Poesia

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La cosa più romantica dell'isola è l'abbandono.

La presenza dell'uomo, sempre invadente,

quando viene meno,

restituisce la libertà di esprimersi alla natura,

restituisce la libertà di riappropriarsi di ciò che era suo,

quello che con durezza e senza chiedere il permesso

le era stato sottratto.

Allora vedi vecchie case che pian piano fanno cadere le loro pietre,

finalmente libere di rotolare verso il mare

o sonnacchiose sdraiarsi al sole per farsi scaldare, cullare.

Allora vedi alberi che protendono i rami verso il vento,

liberi di sventolare, di strofinarsi fra loro,

come in un'eterna danza d'amore.

Allora vedi piante coprire scempi e rovine,

come a voler pudicamente coprire gli errori dell'uomo

sotto la loro fresca mano verde.

Allora vedi finalmente i fiori

nascere timidi ma prepotenti

senti le ginestre e i mirti profumare l'aria

nascondendo l'olezzo della decadenza e dell'egoismo.


Isola Palmaria Luglio 2018


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