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Una storia di FlayLili

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #pioggia

Corsa nel bosco

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3 minuti

Pubblicato il 07 novembre 2018 in Thriller/Noir

Tags: #cani #bosco #pioggia

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Corsa nel bosco

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Correva tra i campi, stringendo forte la borsa, colma di denaro e preziosi che aveva sottratto alla cassaforte dell'albergo. Contava di allontanarsi fino a disperdere i cani che lo inseguivano. L'allarme era scattato pochi minuti dopo il furto e aveva solo un piccolo vantaggio su di loro.

La fitta vegetazione lo proteggeva. Incurante dei rami che lo graffiavano ripetutamente, avanzava imperterrito. Una lieve pioggia cominciò a cadere rallentando la sua corsa; il cielo solcato da lampi sembrava voler colpire proprio lui. L’acqua cominciò a colare giù per il collo, infilandosi nel bavero della giacca, ma lui continuava a correre… doveva allontanarsi dal posto prima che qui maledetti cani lo raggiungessero.

A tratti inciampava in qualche sasso, allora stringeva i denti e correva ancora più veloce. Quand'ecco che sentì la terra scomparire sotto i piedi e con un tramestio di foglie fu trascinato giù: era finito in una buca.

La borsa stretta tra le braccia impediva ogni movimento. Sentiva il latrato dei cani in lontananza, forse faceva in tempo ad uscire di lì. Provò a liberarsi, ma inutilmente. Si trovava immerso tra terriccio e foglie che gli si erano appiccicati sul corpo, fasciandolo; ogni volta che provava a riemergere, il terreno franava ancora di più e gli precipitava addosso.

La pioggia divenne sempre più insistente, la terra trascinata dall’acqua s'insinuava nella buca e diventava fango, imbrattandogli anche la faccia.

Da solo non sarebbe mai riuscito a uscire di lì.

Due occhi spuntarono dal nulla. Il muso di un cane alitava sopra di lui. L'animale ansimava e la bava gli colava sulla faccia.

— Stupido cane, va' a cercare aiuto!

Il cane si allontanò. Forse aveva capito, sarebbe ritornato con qualcuno e lo avrebbero tirato fuori da quell’inferno. Sì, avrebbe fatto un periodo di galera ma almeno la sua vita sarebbe stata salva.

Lo scorrere del tempo gli sembrò interminabile, per evitare che la terra gli finisse in bocca la teneva serrata, stretta. Come spilli le gocce gli colpivano il viso e anche gli occhi, a un certo punto la vista gli si appannò.

Il cane non tornava… si sentì perduto.

Il cuore gli martellava nel petto e lo sentiva pulsare alle tempie come se volesse scoppiare. La paura gli stava divorando le membra. "Quanto tempo ancora mi resta?" pensava. La speranza che il cane stesse tornando indietro, seguendo le sue tracce, era flebile, ma non lo abbandonava, non ancora.

La pioggia che cadeva scandiva il ritmo del tempo. Un tempo senza fine, che lo teneva sepolto vivo.

Il fango gli si era appiccicato agli occhi e stava coprendo anche la bocca, la percezione fisica dei suoi limiti aumentava, non poteva aprire la bocca per gridare o gli occhi per vedere, gli restava solo la coscienza di sé. "Finirò per impazzire se non muoio prima".

Un latrare sempre più vicino lenì le sue angosce. I cani… forse lo avrebbero salvato. Li sentiva sempre più vicini, dovevano essere lì, nei pressi. Arrivarono vicino alla buca, ma non si fermarono: confusi a causa della pioggia, tornarono indietro.

Ricominciò la sua agonia. Era solo, sepolto insieme al bottino che ormai non gli serviva più a niente.

Poco dopo la pioggia cessò.

Avvolto dal buio e dal silenzio, avvertiva sempre meno la percezione del suo corpo, stava imboccando la strada della fine.

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