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Una storia di AnnaDa

Non ridiamo più

Oggi abbiamo tutto, ma non vediamo più le stelle…

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2 minuti

Pubblicato il 19 giugno 2019 in Spiritualità

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Perchè i bambini africani, senza acqua potabile e costretti a lavorare in miniera per sopravvivere, RIDONO, e noi , che possediamo tutto , siamo depressi ed insoddisfatti?
Perché un bambino che non ha giochi, non ha abbastanza cibo, e non ha scarpe comode dovrebbe sorridere ed un ragazzino italiano , che va a scuola, gioca ai videogame, ha l’ultimo modello del cellulare, si ingozza di merendine, si lamenta o in casi estremi si annoia e va in giro a danneggiare persone e luoghi?
Ve lo siete mai chiesto?
Ricordo ancora un video che ci fu inviato da alcuni ragazzini in una piccola tribù africana che ringraziava per il cibo e per i vestiti usati che mandammo con la scuola.
Ricordo i loro occhi colmi di gioia ed i loro risi che mi scaldarono il cuore.
Fu un’emozione intensa per me che ai tempi avevo 15 anni.
Non dimenticherò mai la loro commozione di fronte a quelle cose che per noi non hanno valore e che magari avremmo lanciato nel primo bidone della spazzatura indignati per l’affronto…

Perché nessuno se lo chiede?
Perchè la gente che ha tutto non è mai grata di niente?
Perché i milionari non si accontentano di quello che hanno?
Perché tutti continuano a cercare una felicità in un Dio, o nel denaro?
Chiaramente, dopo secoli di evoluzione , abbiamo capito che non è questa la soluzione.
Non è il progresso a garantirci la felicità.
L’evoluzione, la tecnologia, la cultura , i comfort, non ci hanno dato le risposte che volevamo.
Più ne abbiamo, più ne vogliamo…siamo entrati nel circolo vizioso dell’insoddisfazione.
Ci sentiamo colpevoli di questa strana apatia che non dovrebbe riguardarci…e i più cercano conforto nella religione per sentirsi meno vuoti.

Più viziamo i figli, più diventiamo schiavi degli oggetti e meno sorridiamo…
Poi guardo i bambini che non hanno mai nulla di quello che reputiamo fondamentale, la loro spensieratezza, e mi sento una completa idiota.
Vogliamo scoprire il senso della vita ma abbiamo dimenticato chi siamo.
Mi sono posta mille domande in questi anni ed ho raggiunto una mia personale conclusione.

"Credo che il segreto della felicità sia il contatto diretto con la comunità di appartenenza e con la madre terra".
La nostra natura è questa.
Siamo animali sociali ed abbiamo bisogno del contatto con la terra , il cielo, gli alberi, i nostri simili. Abbiamo bisogno di guardare il mare, le montagne, di guardare la forma delle nuvole. Abbiamo bisogno di ascoltare il cinguettio degli uccelli che volano liberi, di annusare l’erba dopo la pioggia, di sporcarci le mani, di accarezzare un animale per strada, di aiutare qualcuno che ha bisogno,di bagnarci sotto la pioggia, di abbracciare chi amiamo. Abbiamo bisogno di condividere le nostre emozioni con gli altri esseri viventi.

Forse questo vuoto spirituale che non riusciamo a colmare con la ricchezza è lì, sotto i nostri piedi e sopra la nostra testa.
Ora abbiamo tutto ma non vediamo più le stelle…


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