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Una storia di OrnellaStocco

Questa storia è presente nel magazine PassioNataMente

La stanza delle orchidee

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5 minuti

Pubblicato il 02 dicembre 2018 in Humor

Tags: #orchideegruppo

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Chiuse dietro di sé la porta di casa senza tenere conto che con quel botto avrebbe fatto tremare tutto il condominio. La fretta si sa non contempla azioni lente e ponderate. Con la stessa energia scaraventò le borse della spesa sul tavolo consapevole del fatto che tra il pacco dello zucchero, della farina e la bottiglia di olio extra vergine di oliva, c’era una confezione da dodici di uova.

Fa niente, tanto per pranzo avevo previsto frittata!

Con questo pensiero si precipitò ad alzare la tapparella della cucina. Quando la giornata si presentava con un bel sole Ornella ne era molto felice, no, non per lei, per le sue bimbe! Per essere la metà di ottobre le temperature si mantenevano piuttosto alte, del resto viveva nel centro Italia, non come quelle povere collezioniste di orchidee che già si lamentavano scrivendo post tipo:

Ecco sta arrivando il freddo, povere orchidee…(Mary)

Ragazze secondo voi è meglio ritirarle in casa? (Laura)

In Sicilia ci sono ancora trenta gradi (Marilena)

Anche in Sardegna, io oggi ho fatto il bagno! (Roby).

E qui si sprecavano le faccine e i cuoricini.

Ornella, “il capo”, così veniva simpaticamente chiamata all'interno del gruppo “La stanza delle orchidee”, dopo essersi accertata che le uova non si erano mescolate all'olio rischiando una maionese impazzita, si precipitò dalle sue amate orchidee.

- Buongiorno care, come state?

Non aveva il coraggio di confessarlo a nessuno ma lei ci parlava con le piante. Era convinta, avendone prove certe e concrete, visto le meravigliose rifioriture, che le piante “sentissero” la sua voce.

- Oggi è una bella giornata di sole e allora… fuori!

Tutti sanno, insomma quasi tutti, che le orchidee non amano il sole diretto, brucerebbe le foglie e danneggerebbe i bellissimi fiori, ma il posto in cui Ornella aveva intenzione di mettere le venticinque piante era riparato e comunque il sole di ottobre non scalda come quello di agosto. Mise con delicatezza alcune piante nella vaschetta di plastica per portarle sul balcone. Prese lo spruzzino e iniziò a nebulizzare acqua sulle foglie. Sulle foglie, mai sui fiori! Questa regola, come tante altre, l’aveva appresa sempre dai consigli degli affezionati membri del "suo" gruppo; una simpatica comitiva di pazzerelli accomunati dalla grande passione per piante, fiori e naturalmente orchidee! Era bello scambiare orgogliosamente le foto dei nuovi acquisti, dare consigli e suggerimenti a chi non aveva nessuna esperienza in fatto di orchidee, suggerire forme alternative di coltivazione, condividere le stesse emozioni non appena veniva scoperto un nuovo stelo che preludeva a una lunga attesa a cui sembravano partecipare con sincero affetto tutti i membri del gruppo.

Quando tutte le piante furono poste all'esterno, sullo scaffale costruito da suo marito, iniziò la perlustrazione giornaliera. Ammirare anche solo un fiore o un bocciolo che stava per aprirsi, frutto di cure e passione, la rendeva serena. Pochi minuti al giorno bastavano, le “bimbe” non richiedono molto tempo ma molta dedizione sì. Negli anni Ornella aveva imparato a conoscere quelle piante speciali, certo l’inesperienza aveva mietuto anche qualche vittima ma con il tempo aveva capito che le orchidee per vederle rifiorire, anno dopo anno, hanno bisogno, oltre che di acqua, luce e temperature adeguate, di un concime molto speciale chiamato amore per la natura, per i fiori e per ogni essere vivente. Ne era sicura osservando “Lady Bianca” un’orchidea recuperata e salvata dal cassonetto della spazzatura che era rifiorita regalando sei spettacolari fiori bianchi.

-Belle, le mie bimbe, ora vediamo che cosa mi avete organizzato per oggi…mmm, questa foglia non mi piace molto con questi puntini neri… questa ha uno stelo che sta ingiallendo, dovrò cambiare il substrato. Ma…qui c’è qualcosa, meglio se prendo gli occhiali, sembra…forse, ma sì, uno stelo! Oppure una radice?

Ignorando clamorosamente l’orologio posto sopra la credenza, le cui lancette si erano di molto avvicinate all'ora cruciale, quella in cui sarebbero arrivati i suoi figli da scuola affamati come un branco di lupi, si fiondò al computer.

Devo assolutamente chiedere al gruppo se questa è una radice o uno stelo. Ah, prima la foto!

Buongiorno gruppo! (faccina sorridente) Secondo voi questa è una radice o, come spero io, uno stelo? Lo so è appena un piccolo bitorzolo, anzi, munitevi di lente d'ingrandimento ma sapete bene quanto desideriamo questo momento...

Lasciò acceso il computer. Prese le uova, la scodella, la farina, intanto guardava lo schermo. Nessuno rispondeva, ovvio, a quell'ora le fedeli del gruppo erano occupate a preparare il pranzo. Ornella spense il computer e si concentrò sulla frittata.

Il primo ad arrivare fu Marco il maggiore dei suoi figli.

- Che cosa si mangia? - Senza neppure attendere risposta si infilò nella sua stanza. Quello era il suo modo di salutare. A seguire Luca, quindici anni.

- Che si mangia?- Luca invece si diresse, praticamente correndo, in bagno. Detestava i bagni della scuola, piuttosto se la faceva sotto. Paolo, suo marito, fortunatamente si fermava a pranzo fuori casa.

- A tavola ragazzi, è pronto!

Due zombi, i suoi figli crescendo avevano sempre più la camminata da zombi.

Va beh, è l’età. Pensò Ornella mentre condiva l’insalata.

- Mamma, sei andata al mercato! – I due piccoli teppisti si guardarono di sottocchio.

- Ahahaha, quando la mamma prepara la frittata significa che è andata al mercato ahahah.

- Mamma, dove hai nascosto l'orchidea? Non preoccuparti, non lo diremo a papà ahaha.

Meno male, ogni tanto i miei ragazzi mi fanno anche ridere.

- Dai sbrigatevi chiacchieroni. Chi prepara il caffè? E comunque non ho preso nessuna orchidea. Per oggi.

I suo ragazzi avevano divorato la frittata, spazzolato l’ultima foglia di insalata, sbranato una pagnotta a testa e con un mela in una mano, il cellulare nell'altra si erano alzati da tavola dicendo che sì, la frittata era abbastanza buona ma avrebbero preferito una pasta alle acciughe. Alle acciughe? Scherzavano vero?! Poi si erano chiusi nelle loro stanze. E il caffè?

Ornella, dopo avere preparato e bevuto il caffè, sistemato la cucina, steso il bucato, lavato i piatti, dato da mangiare alla Molly, la Betty e la Minny, le sue gatte, finalmente poteva prendersi quei santi , benedetti e sudati cinque minuti tutti per sé. Accese il computer. Era curiosa.

Nessuna notifica. Nessuna risposta alla sua semplice, innocente domandina.

Francy, Marilena, Laura, Mary, Roby, Carla, Auri, Rita, Sara, Tani.

Dove siete, a comperare orchidee?


Simpaticamente dedicato a tutti voi "pazzi" per le orchi.


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