scrivi

Una storia di

L'incontro

Firenze ed il Mugello

minuti

Pubblicato il 01 giugno 2020 in Altro

0

Il ragazzo se ne stava disteso sulla riva dell'Arno in un tiepido pomeriggio di Ottobre.

Contemplare il contrasto tra l’azzurro limpido del cielo e le foglie colorate dei pioppi che vibravano al vento era il suo passatempo preferito.

“Potrò un giorno dipingere questi colori?” si domandava, “forse si, se sarò capace di seguire gli insegnamenti del mio Maestro, lui è bravo ed io mi impegnerò, in fondo è per questo che ho lasciato la mia famiglia nel Mugello”.

Già.. il Mugello...

Conservava negli occhi i panorami della sua terra, le sfumature colorate delle colline e dei boschi che si dissolvevano nelle montagne circostanti, i tramonti, vere esplosioni di luce e di colori ed i volti familiari ed espressivi della sua gente segnati dal duro mestiere di vivere.

Era consapevole della nostalgia di quella terra e, nello stesso tempo, sentiva di possedere un “tesoro” di ricordi e sensazioni che gelosamente custodiva chiuso nel suo cuore.

I suoi pensieri vennero improvvisamente interrotti dal passaggio di uno stormo di oche selvatiche che lo sorvolarono rumorosamente, quasi sfiorandolo: “Accidenti! Ma che succede?”

Impaurito si alzò in piedi di scatto e vide venire verso di lui, di gran carriera, un giovanotto alto, magro e ben vestito che roteava un bastone nella mano destra, "certamente è stato lui a far volare le oche" pensò.

“Ti pare questo il modo? Stavo riposando!” esordì un po’ scocciato il ragazzo, ma il giovanotto, per niente intimorito: “Riposare? Ti sembra questo il tempo per riposare? No! questo è il tempo per lottare, per cambiare la società, l’arte, la cultura, non possiamo restare immobili! Vedi il fiume? è forse immobile il fiume? No, l’acqua scorre e si rinnova con il movimento; vedi le oche? È bastato un movimento del mio bastone per farle volare, si muovono, vanno oltre… e tu vuoi riposare? Incredibile! Ma non senti nell’animo questa spinta all’azione? Suvvia, siamo giovani, adesso tocca a noi rinnovare questa società! “

Si arrestò un attimo, guardò il ragazzo che pareva intimorito da tanto fervore e continuò, giusto per spiegarsi: “Mi spiego meglio: l’impegno politico è la mia missione e le lettere la mia passione e tu, dimmi, tu che ami riposare, di cosa sei appassionato?

“Io voglio diventare un pittore e dipingere opere sacre” rispose il ragazzo, “ho già un buon maestro che mi aiuterà”.

“Benissimo, ma anche la pittura ha bisogno di essere rinnovata” esordì il giovanotto, “vuoi forse continuare a dipingere quei santi tutti uguali, inespressivi e senza anima?”

“Dunque, come potrei secondo te dipingerli diversamente?” chiese incuriosito il ragazzo.

“Non sta a me dirtelo e nemmeno al tuo maestro, devi trovare dentro di te il giusto modo”.

Il ragazzo rimase un attimo in silenzio, era nato in campagna e come tutti i campagnoli del Mugello non si lasciava sfuggire un’idea quando questa gli sembrava interessante.

Doveva trovare il “giusto modo”… ebbe un lampo! Sorrise ..“Finalmente ho capito” esclamò, “ho già un “tesoro” dal quale attingere, sarà lui a guidarmi verso il cambiamento...”

Contagiati dalla stessa euforia, si strinsero vigorosamente la mano.

“Spero di rivederla presto Messere”, si allontanò di qualche passo, tornò indietro: “Mi presento, io sono Dante, Dante Alighieri” disse il giovanotto.

“Il mio nome è Giotto, Giotto di Bondone da Vespignano” rispose il ragazzo.



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×