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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

I’ll remember . . . Leonard Cohen

"Book of Mercy"

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16 minuti

Pubblicato il 03 settembre 2020 in Poesia

Tags: #Libri #Canzoni #Amore #Libert #Musica

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I’ll remember . . . Leonard Cohen

"Book of Mercy"

"Sisters of mercy"


Oh the sisters of mercy, they are not departed or gone.
They were waiting for me when I thought that I just can’t go on.
And they brought me their comfort and later they brought me this song.
Oh I hope you run into them, you who’ve been travelling so long.

Yes you who must leave everything that you cannot control.
It begins with your family, but soon it comes around to your soul.
Well I’ve been where you’re hanging, I think I can see how you’re pinned:
When you’re not feeling holy, your loneliness says that you’ve sinned.

Well they lay down beside me, I made my confession to them.
They touched both my eyes and I touched the dew on their hem.
If your life is a leaf that the seasons tear off and condemn
they will bind you with love that is graceful and green as a stem.

When I left they were sleeping, I hope you run into them soon.
Don’t turn on the lights, you can read their address by the moon.
And you won’t make me jealous if I hear that they sweetened your night:
We weren’t lovers like that and besides it would still be all right,
We weren’t lovers like that and besides it would still be all right.

Copertina del disco - CBS
Copertina del disco - CBS

Rammento il film diretto da Robert Altman ‘Mr McCabe and Mrs Miller’ (in italiano ‘I Compari’) del 1971, passato sugli schermi senza molta rilevanza in cui Leonard Cohen pur non essendo fra gli interpreti s’imponeva come maggior esponente, avendone egli firmato la ‘colonna sonora’ che, al contrario, era permeata di grande impatto emotivo per le originali ‘ballads’ incluse, tali da sembrare scritte appositamente dentro la sceneggiatura del film stesso. Pellicola che ricordo ancora oggi volentieri per le bellissime immagini delle montagne innevate, le giornate invernali passate a cavallo dei due protagonisti Warren Beatty e un’audace Julie Christie nel mezzo di un inverno che sembrava infinito.
Il film non era niente di eccezionale, per quanto fece guadagnare a Julie una nomination all'Oscar come miglior attrice protagonista, e nel 2010 sia stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Tuttavia quanto ancora accende la mia immaginazione fu il calore confortante di Leonard Cohen, il suo narrare a bassa voce le sue canzoni che parlavano ‘per immagini poetiche’ di bellezza, disperazione, rabbia e tenerezza sui temi dell’amore, della perdita e della solitudine come valori universalmente condivisi.
Poeta, cantautore e compositore canadese, egli è stato e rimane uno degli scrittori più popolari e influenti della nostra storia contemporanea che, nel privilegiare il verso poetico, ha dato lustro alla letteratura nordamericana, scompaginando quella barriera trasparente che pur frapponeva la canzone pop come sottospecie della poesia cantata. Un genere accolto unanimamente da tutte le generazioni che ha toccato fin dal lontano 1957, data del suo primo album di ‘reading’ apparso con il titolo di ‘Six Montreal Poets’ contenente otto sue poesie recitate, che fu acclamato dalla critica di tutto il mondo. I decenni successivi al 1960, cioè ’70, ’80, ’90 hanno segnato un crescente e indiscusso successo internazionale, confermando la sua grandezza di autore.


"Anthem"


The birds they sang
at the break of day
Start again
I heard them say
Don’t dwell on what
has passed away
or what is yet to be.The wars they will
be fought again
The holy dove
She will be caught again
bought and sold
and bought again
the dove is never free.

Ring the bells that still can ring
Forget your perfect offering
There is a crack in everything
That’s how the light gets in.

We asked for signs
the signs were sent:
the birth betrayed
the marriage spent
the widowhood
of every government –
signs for all to see.

I can’t run no more
with that lawless crowd
while the killers in high places
say their prayers out loud.
But they’ve summoned up
a thundercloud
And they’re going to hear from me.

Ring the bells that still can ring
Forget your perfect offering
There is a crack in everything
That’s how the light gets in.

You can add up the parts
but you won’t have the sum
You can strike up the march,
there is no drum
Every heart, every heart
to love will come
but like a refugee.

Ring the bells that still can ring
Forget your perfect offering
There is a crack, a crack in everything
That’s how the light gets in.

Ring the bells that still can ring
Forget your perfect offering
There is a crack, a crack in everything
That’s how the light gets in.
That’s how the light gets in.
That’s how the light gets in.


"Inno"

Cantavan gli uccelli / al levar del dì / Ricomincia daccapo / li sentii dire. / Non indugiare /
su quel che è stato / o che ancora non è. / Saranno le guerre / combattute ancora. / La sacra colomba / verrà catturata ancora / comprata e venduta / e comprata ancora / la colomba mai libera non è. / Suonate le campane che possono suonare ancora. / Dimenticate la vostra offerta perfetta / c’è una crepa in ogni cosa. / È così che entra la luce /
Chiedemmo dei segni / i segni furono inviati: / il natale tradito / il matrimonio esaurito / la vedovanza di ogni governo / segni che ognuno può vedere. ...

Leonard Cohen
Leonard Cohen

Nato a Montreal nel 1934 da una famiglia ebraica immigrata nel Canada. Suo padre era polacco e sua madre lituana. Cresciuto nel quartiere di Westmount (enclave anglofona della città), Leonard Norman Cohen si iscrive all'università a Montréal; il periodo universitario vede i suoi inizi nella poesia. La sua prima raccolta (in libro cartaceo) vede la luce nel 1956, con il titolo di ‘Let Us Compare Mythologies’. In questo periodo si incontra con alcuni amici poeti in un congresso informale di lettura e critica dei rispettivi componimenti. Ma è nel 1961 che viene pubblicata la raccolta di poesie ‘The Spice-Box of Earth’. Si Trasferisce quindi a Hydra, un'isoletta della Grecia famoso rifugio di artisti, da dove pubblica, nei primi anni sessanta, raccolte di poesie e due romanzi: ‘Il gioco favorito’ (The Favourite Game, 1963) e ‘Belli e perdenti’ (Beautiful Losers, 1966). Nel primo di essi, scrive sull'importanza data alla parola e nello stesso tempo sulla difficoltà di comprenderla: «Vorrei dire tutto ciò che c'è da dire in una sola parola. Odio quanto possa succedere tra l'inizio e la fine di una frase» - si trovò a scrivere in quegli anni. (cit. Wikipedia)

Frase di Leonard Cohen
Frase di Leonard Cohen

"Dance me to the end of love"


Dance me to your beauty with a burning violin
Dance me through the panic ’til I’m gathered safely in
Lift me like an olive branch and be my homeward dove
Dance me to the end of love ...

Oh let me see your beauty when the witnesses are gone
Let me feel you moving like they do in Babylon
Show me slowly what I only know the limits of
Dance me to the end of love ...

Dance me to the wedding now, dance me on and on
Dance me very tenderly and dance me very long
We’re both of us beneath our love, we’re both of us above
Dance me to the end of love ...

Dance me to the children who are asking to be born
Dance me through the curtains that our kisses have outworn
Raise a tent of shelter now, though every thread is torn
Dance me to the end of love

Dance me to your beauty with a burning violin
Dance me through the panic till I’m gathered safely in
Touch me with your naked hand or touch me with your glove
Dance me to the end of love.


"Conducimi fin dove finisce l’amore"


Conducimi alla tua bellezza con un violino infuocato
Conducimi oltre il panico finché non sarò al sicuro
Sollevami come un ramoscello d’ulivo e sii la colomba che mi riporta a casa
Conducimi fin dove finisce l’amore ...

Oh fammi vedere la tua bellezza quando i testimoni se ne saranno andati
Fammi sentire che ti muovi come fanno a Babilonia
Fammi vedere lentamente quel che oso appena immaginare
Conducimi fin dove finisce l’amore ...

Conducimi ora alle nozze, conducimi ora e poi ancora
Conducimi molto dolcemente e conducimi molto a lungo
Siamo entrambi al di sotto del nostro amore, entrambi al di sopra
Conducimi fin dove finisce l’amore ...

Conducimi ai figli che chiedono di nascere
Conducimi oltre il drappo che i nostri baci hanno consunto
Ora innalza una tenda che ci protegga, anche se ogni filo è spezzato
Conducimi fin dove finisce l’amore ...

Conducimi alla tua bellezza con un violino infuocato
Conducimi oltre il panico finché non sarò al sicuro
Toccami con le nude mani oppure toccami con i guanti
Conducimi fin dove finisce l’amore.


Oggi lo ricordiamo in occasione della sua scomparsa a 82 anni ma in realtà egli è presente in tutti noi per aver cantato quel ‘sogno di libertà’ proprio d’ogni giovane età, nonché i turbamenti religiosi e malinconie esistenziali uguali nella vita di tutti senza differenze di colore o di provenienza geografica: «È stato uno dei cantautori più celebri, influenti e apprezzati della storia della musica secondo probabilmente solo all’amico Dylan nell’abilità di scriver canzoni– ha scritto di lui Matteo Cruccu – nelle sue opere esplora temi come la religione, l'isolamento e la sessualità, ripiegando spesso sull'individuo. (…) Lo sarà di sicuro, ora che il cantautore canadese se ne è andato a 82 anni, quasi all’improvviso, se pensare che solo un mese fa presentava il suo ultimo disco ‘You want it darker’, il quattordicesimo di una carriera lunga ormai cinque decenni e tre o quattro Americhe.
«Che presagisse la fine nell’ultima intervista rilasciata al Corriere – si chiede ancora Crucco – nel dire «sono pronto»? Forse, (…) ma in realtà sembrava voler esorcizzare la morte: «a volte ci si lascia andare a un eccesso di drammatico, ho intenzione di vivere per sempre.» - aveva detto. Se non ci fosse stato Leonard Cohen a forgiare storie delicate e al contempo dure, dicotomie esistenziali su tessuti sonori, la nostra vita sarebbe stata (sicuramente) più povera.»

Leonard Cohen
Leonard Cohen

Molti sono in verità anche gli autori italiani e non solo, che hanno trovato in Cohen la loro fonte di ispirazione, ancor più che in Dylan, o che hanno cantato le sue canzoni nella traduzione in lingua: da De André a De Gregori, e via-via molti altri come Nick Cave e Morissey. Del resto se non si ricalcano le orme di un ‘grande’ non vale certo la pena di seguire nessun altro, e non tanto nel plagiare il suo modo di cantare, quanto di immettersi sull’onda della sua creatività, della sua incondizionata spinta verso l’altro (gli atri), la libertà, la sua negazione contro le guerre, seppure dietro una spinta rivoluzionaria.
Il suo primo disco ‘Songs of Leonard Cohen’ del 1967, che pure delinea il suo profilo di cantautore-poeta per i brani pervasi da misticismo e grande malinconia, non ottenne un gran successo, per via dei temi trattati: erano gli anni della spensieratezza hippy e un disco su suicidio e morte andava controcorrente. Per questo motivo molte recensioni dell'epoca stroncarono l'album, ritenendolo troppo triste e depressivo. Il riscatto sarebbe venuto molti anni più tardi.

Oggi, quel suo primo disco (ormai un cult) viene ritenuto da molti il suo miglior lavoro. Come allora Cohen, già alla ricerca dell’io, più che nei grandi affreschi politici e sociali, aveva sempre affascinatole platee con le sue canzoni a partire dai primi capolavori come 'Sister of merci’, ‘Suzanne’, ‘Winter Lady’, ‘Strange Song’, ‘Songs Of Love and Hate’ fino a ‘Hallelujah’, vere e proprie pietre miliari che troviamo sparse nei suoi numerosi dischi, fino a quelle presenti nel suo ultimo album ‘Popular problems’ del 2014, ma anche nei romanzi e nelle poesie, che l'hanno reso un autore universale, un fine intellettuale prestato alle arene e, non in ultimo, amato anche dal cinema.

La mia citazione iniziale della colonna sonora del film di Altman non è casuale, rispecchia un certo fare cinema, lo dicono quei registi che hanno utilizzato i suoi brani e al quale hanno affidato il sonoro dei propi film: vedi Altman, Moretti, Tarantino e altri. Un «poeta minore» come amava definirsi, un gigante della parola cantata lo ricorderemo noi. Inutile riportare qui i testi delle sue canzoni/poesie già note che è possibile ascoltare dalla viva voce dell’autore su Youtube e altri social presenti sul web; piuttosto ritengo utile segnalare alcuni testi letterari che ci permettono di conoscerlo più da vicino.


"Hallelujah"


Now I’ve heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you don’t really care for music, do you?
It goes like this
The fourth, the fifth
The minor fall, the major lift
The baffled king composing Hallelujah

Hallelujah (x4)

Your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew you
She tied you
To a kitchen chair
She broke your throne, and she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah

Hallelujah (x4)

You say I took the name in vain
I don’t even know the name
But if I did, well really, what’s it to you?
There’s a blaze of light
In every word
It doesn’t matter which you heard
The holy or the broken Hallelujah

Hallelujah (x4)

I did my best, it wasn’t much
I couldn’t feel, so I tried to touch
I’ve told the truth, I didn’t come to fool you
And even though
It all went wrong
I’ll stand before the Lord of Song
With nothing on my tongue but Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah…


"Hallelujah"


Ho sentito di un accordo segreto
Suonato da David e gradito al Signore (1)
Ma a te della musica non importa poi molto, vero? (2)
Beh, fa così:
Il quarto, il quinto
Il minore scende, il maggiore sale
Il re perplesso compone l’Alleluja (3)

Alleluja (x4)

La tua fede era salda ma avevi bisogno di una prova
La vedesti fare il bagno dalla terrazza (4)
La sua bellezza e il chiaro di luna ti vinsero
Lei ti legò
Alla sedia della cucina
Ti spaccò il trono, ti rase i capelli (5)
E dalle labbra ti strappò l’Alleluja. (6)

Alleluja (x4)

Dici che ho pronunciato il Nome invano
Ma se non lo conosco nemmeno il Nome
Ma anche se fosse, a te poi cosa importa? (7)
C’è un’esplosione di luce
In ogni parola
E non importa se tu abbia sentito
La sacra o la disperata Alleluja (8)

Alleluja (x4)

Ho fatto del mio meglio, non era granché
Non provavo nulla, così ho provato a toccare (9)
Ho detto il vero, non sono venuto per prenderti in giro (10)
E anche se
è andato tutto storto
Mi ergerò davanti al Dio della Canzone
E dalle mie labbra altro non uscirà che Alleluja (11)

Alleluja…

Copertina del libro  - Edizioni Ripostes
Copertina del libro  - Edizioni Ripostes

I libri:

"Leonard Cohen. Tutti i testi delle canzoni" con intervista di Alberino Daniele Capisani e scritti di Michele Straniero e Luigi Granetto, grafica di Davide Antolini. Verona: Anteditore, 1976
"Libro della misericordia", titolo originale "Book of Mercy" (raccolta di prose poetiche) tr. Francesca Piviotti Inghilleri e Armando Pajalich, Venezia: Supernova, 2000 ISBN 88-86870-40-X; poi tr. Giancarlo De Cataldo e Damiano Abeni, prefazione di Leonardo Colombati, Roma: Minimum Fax, 2013
"Poesie e canzoni" (antologia) a cura di Amleto Lorenzini, Roma: Salerno, 1984

"Il Vangelo secondo Leonard Cohen. Il lungo esilio di un canadese errante", Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini, Torino: Claudiana, 2010
"Una vita di Leonard Cohen" di Ira B. Nadel, , tr. Antonio Vivaldi, Firenze: Giunti, 2011

"I'm Your Man. Vita di Leonard Cohen" (biografia) di Sylvie Simmons, tr. Yuri Garrett, Roma: Caissa Italia, 2013

Vincitore di numerosi premi e onorificenze, è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, nella Canadian Songwriters Hall of Fame e nella Canadian Music Hall of Fame. Nel 1991 È inoltre stato insignito del titolo di Compagno dell'Ordine del Canada, la più alta onorificenza concessa dal Canada con la seguente valutazione:

«Conosciuto per il suo immaginario sorprendente e le suggestive descrizioni della condizione umana, Leonard Cohen ha la particolarità di creare un corpo di lavoro che è rimasto contemporaneo e significativo attraverso tre decenni di spostamento di gusti musicali ed estetici. Il suo album del 1992, ‘The Future’, ha introdotto il suo stile poetico a una nuova generazione di ascoltatori. Nel 2001, ha pubblicato il suo dodicesimo album, con dieci nuovi brani. È salito in cima alle classifiche, raggiungendo il disco d'oro e il disco di platino in Canada e in diversi altri paesi. La sua popolarità continua conferma il suo status di icona canadese e di venerato decano del movimento della cultura pop.»


Nel 2011 ha ricevuto inoltre il Premio Principe delle Asturie per la letteratura.

Copertina del libro.
Copertina del libro.

Imperdibile è il film documentario sottotitolato in DVD "Leonard Cohen, I'm Your Man" (2007) di Lian Lunson, con Bono, Nick Cave, Julie Christensen, Adam Clayton, Jarvis Cocker, Leonard Cohen, Larry Mullen Jr., The Edge. Un ritratto di Leonard Cohen, un viaggio tra le performance e il dietro le quinte dello show di tributo del 2005, alla Opera House di Sidney, che culmina con l'esibizione di Cohen insieme agli U2 per ‘Tower of Song’ con una serie di interviste allo stesso Cohen, una carrellata di fotografie e poesie.



"Hey, that’s no way to say goodbye"


I loved you in the morning
Our kisses deep and warm
Your hair upon the pillow
Like a sleepy golden storm
Many loved before us
I know that we are not new
In city and in forest
They smiled like me and you
But now it’s come to distances
And both of us must try
Your eyes are soft with sorrow
Hey, that’s no way to say goodbye

I’m not looking for another
As I wander in my time
Walk me to the corner (now)
Our steps will always rhyme
You know my love goes with you
As your love stays with me
It’s just the way it changes
Like the shoreline and the sea
But let’s not talk of love or chains
And things we can’t untie
Your eyes are soft with sorrow
Hey, that’s no way to say goodbye.

I loved you in the morning
Our kisses deep and warm
Your hair upon the pillow
Like a sleepy golden storm
Yes many loved before us
I know that we are not new
In city and in forest
They smiled like me and you,
But let’s not talk of love or chains
And things we can’t untie
Your eyes are soft with sorrow
Hey, that’s no way to say goodbye.


"Ehi, non è questo il modo di dire addio"


Ti ho amata al mattino
I nostri baci caldi e appassionati
I tuoi capelli sul cuscino
Come un’assonnata tempesta dorata
Molti hanno amato prima di noi
So che non siamo una novità
In città come tra i boschi
Sorridevano come me e te
Ma ora ci siamo allontanati
E dobbiamo entrambi tentare
I tuoi occhi sono bagnati di tristezza
Ehi, non è questo il modo di dire addio

Non vado in cerca di un’altra
Mentre vago per il mio tempo
Accompagnami (ora) all’angolo
I nostri passi rimeranno per sempre
Sai che il mio amore viene con te
Come il tuo amore resta con me
E’ solo il modo in cui cambia
Come il mare e la battigia
Ma non parliamo d’amore o di catene
E di cose che non possiamo sciogliere
I tuoi occhi sono bagnati di tristezza
Ehi, non è questo il modo di dire addio

Ti ho amata al mattino
I nostri baci caldi e appassionati
I tuoi capelli sul cuscino
Come un’assonnata tempesta dorata
Sì, molti hanno amato prima di noi
So che non siamo una novità
In città come tra i boschi
Sorridevano come me e te
Ma non parliamo d’amore o di catene
E di cose che non possiamo sciogliere
I tuoi occhi sono bagnati di tristezza
Ehi, non è questo il modo di dire addio


Noi, diversamente giovani, ti ascoltiamo oggi come ieri, i giovanissimi prima o poi scopriranno le radici indubbie della tua genialità.

Ciao!


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