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Una storia di RossellaDettori

Questa storia è presente nel magazine Romanzo a puntate

La simmetria dura solo un minuto

7 - Il primo appuntamento?

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4 minuti

Pubblicato il 09 settembre 2020 in Altro

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- Mamma, sto da Regina tutto la sera, prendiamo la bici e dormo da lei! Ci vediamo domani! – annunciò Eleusi di fretta, sulla porta, zaino in spalla.

Dire la verità ai genitori non era proprio contemplato.

Uscire da sola con un ragazzo, a sedici anni? Con un ragazzo di diciannove?

- Presentati all’appuntamento con Regina! – le avrebbe raccomandato, o forse ordinato Clara, nel caso improbabile che la lasciasse andare.

- Ecco, sei tu che la spingi verso i ragazzi! – sarebbe stata invece l’accusa di Bruno a sua moglie.

E poi, magari, sarebbe andato “a caccia” del povero Hialmar, per studiarlo dalla A alla Z.

Come sarebbe finita? “Tu quello non lo devi vedere più!”

In ogni caso, Eleusi non si era mai vista né sentita tanto brutta come quel giorno.

Accessoria, trascurabile, facilmente rimpiazzabile.

Del resto, era o no un vero appuntamento?

Hialmar le aveva proposto semplicemente una corsa insieme all’aperto, come se parlasse con un amico qualsiasi, “one of the boys”.

Semmai lei, col suo ardire, aveva trasformato il tutto in qualcosa di più simile a un appuntamento!

Forse, pensava, era stata inopportuna.

E lui aveva accettato per gentilezza, tutto qui.

- Cosa devo dire, quando arriverà? Come mi devo comportare? – non poté fare a meno di chiedersi ossessivamente, né di pensarlo a voce alta, in presenza della migliore amica, la quale un po’ si incupì.

- Tutti dicono “sii te stesso”, ma a volte dubito sia una teoria affidabile! Vedi, per il poco che ne so – si schermì Regina, che fino ad allora non era andata oltre un filarino estivo – è molto facile rovinare tutto… -

- Ah, adesso sì che mi sento meglio… -

Regina la ignorò: - Conciarsi troppo in tiro, essere troppo complimentose con lui, mostrarsi troppo interessate, in generale, sono tutti passi falsi… -

Se il primo pericolo era facile da scongiurare, trattandosi all’incirca di una scampagnata, Eleusi si rendeva conto di dover ficcarsi bene in testa gli altri due!

Quante volte era stata tentata di fargli recapitare un biglietto con su scritto You blow my mind, anche anonimo!

Ora si complimentò con se stessa per essere stata sufficientemente saggia da non farlo.

- E poi – proseguì Regina, polemicamente – l’atmosfera può essere rovinata anche da sciocchezze: come parli, come cammini, come gesticoli, persino il tuo modo personale di starnutire! –

Senza quindi che Regina le fosse di aiuto, se non nel ridimensionare le enormi aspettative che non riusciva a dominare (a suo giudicare, Hialmar era la perfezione fatta uomo: avrebbe potuto farlo fuggire con un semplice starnuto?), Eleusi inforcò il pedale destro della sua mountain bike nera.

Era vestita in modo semplice: fuseaux neri, maglietta fucsia con manica a tre quarti e scollo a v, e scarpe da running che combinavano insieme i due colori.

Hialmar, già arrivato, sorrise nel vederla sopraggiungere: lei mostrava dimestichezza col mezzo ecologico, che doveva piacerle non poco, aveva i capelli insolitamente legati e il colore vivace della maglietta la illuminava.

Dopo la solita affettuosa stretta di mano, i tornanti della panoramica li accolsero in corsa, Hialmar in testa; le poche auto in circolazione non fecero mai sentire l’ansiosa Eleusi in pericolo; sole e vento li accarezzarono calorosi.


- Allora? –

- Allora cosa? –

- Com’è andata? –

- Mi ha mostrato parti della città che non avevo mai visto: la sua scuola media, il campetto che frequentava al liceo… poi mi ha offerto il miglior gelato della città… mi ha persino presentato qualche amico! –

- Eleusi! Com’è andata? Come siete rimasti? -

Silenzio.

- Non vi siete neanche scambiati il numero? –

Eleusi sgranò gli occhi.

Regina sorrise, forse rincuorata: Avevi ragione! – disse all’amica - Non era un appuntamento! –

Eleusi non era propriamente delusa, per quanto non saltasse dalla gioia.

Hialmar era stato tanto cavalleresco con lei, che non c’era proprio di che risentirsi.


Pochi giorni dopo, però, Regina ebbe a dirle che Hialmar si sarebbe presto trasferito a Pisa: altra città, altra facoltà, altro mondo.

Nel continente.

Si diceva che bisognasse declinare al femminile la ragione della partenza.

Solo allora, Eleusi non poté fare a meno di piangere un po’, in solitudine.

Infine, una sera, li vide insieme: due figure slanciate in total black, entrambe dotate di una strana eleganza rock.

La ragazza svettava un po’ in altezza rispetto a lui, era formosa e mediterranea, dotata di zigomi perfetti.

Le passarono accanto, ma Hialmar, perso in quell’incantesimo di coppia, neppure si avvide di Eleusi, che non fece niente, come le parve opportuno e dignitoso, per attirare la sua attenzione.


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