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Una storia di atelofobia21

Questa storia è presente nel magazine Atelofobia

Cos'è la perfezione?

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7 minuti

Pubblicato il 08 marzo 2019 in Altro

Tags: #atelofobia #imperfezione #monociglio #paura #solitudine

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Sarebbe falso raccontare la storia di una ragazza perfetta. Soprattutto sarebbe scontato. Non sono bella, magra, alta un metro e novanta. Sicuramente se passo accanto ad un ragazzo, non si gira per osservarmi

Ho sempre finto indifferenza davanti al non essere all'altezza del canone di perfezione altrui, in realtà però, ne ho sempre sofferto. Non è mia intenzione raccontare a degli estranei tutto ciò che una ragazza come me vive costantemente, ma credo proprio di aver bisogno di parlare anche solo con me stessa, per iniziare davvero a sentirmi libera di essere felice.

Ho iniziato a soffrire per il mio aspetto all età di sei anni, mia sorella minore era magra con capelli ricci e occhi azzurri come il mare. Anch'io ho gli occhi azzurri, e sono l'unica parte del mio corpo che amo. Ora tutti penserete esagerata ma credetemi è così. Mia madre mi ha fatto: piena di dermatite seborroica in dei capelli castani e crespi che giocano a chiaro scuro con la forfora, un viso rotondo, gengive più grandi dei denti e labbra sottilissime, sopracciglia nere, molto larghe, che se non le curo una volta a settimana diventano un unico mono-ciglio molto poco chic. Ho le braccia corte, il collo corto e le mani piccole e paffute, fianchi larghi e peli fin sopra l'ombelico. Ho le gambe enormi e piene di cellulite, un ginocchio sempre gonfio (questo per colpa di una caduta e non di mia madre), polpacci da calciatore, caviglie gonfie e larghe e piedi storti. Quindi direi di non esagerare quando dico che tutto ciò che mi piace sono i miei occhi. Sono anche l'unica parte del mio corpo che piace agli altri. Nessuno mi dice come sei bella. La maggior parte delle volte mi dicono che occhi belli che hai. Con i difetti che ho, non riesco a vedere gli aspetti negativi nelle altre persone, anzi, penso sempre che chiunque sia migliore di me. Voi penserete che sono vuota, che penso solo all'apparenza e io vi risponderò subito a questa affermazione. Quando guardate un uomo o una donna, qual è la prima cosa che pensate? Com'è simpatico? O semplicemente quanto è bello? Quando vi piace una persona, inizialmente, cosa vi attrae di essa? È facile per tutti dire che l'apparenza è solo apparenza, ma alla fine dei conti è ciò che veramente conta. La verità è che mi sento imperfetta in un mondo alla ricerca della perfezione. In questo fantastico mondo mi chiamo Alice, proprio perché anch'io spero di essere finalmente arrivata nel mio paese delle meraviglie.

Ecco come inizia una giornata tipo di chi si sente imperfetto.

Oggi mi sono svegliata in un mare di peli, regalatomi dai miei gattini. Ho due gatti, ma nonostante quello che si possa pensare dalla mia introduzione, ho anche un fidanzato. Un fidanzato che mi sta a fianco da quasi quattro anni, sopporta ogni mia piccola imperfezione, anche quelle grandi. Posso dire per certo che se cambiassi però, qualche parte del mio aspetto fisico, non ne sarebbe sicuramente triste, anzi, a volte mi sento come se lui si vergognasse di me. Mi sembra quasi di non essere alla sua altezza. Sono mie paranoie e ne sono certa. Ha una mia immagine come sfondo del suo cellulare e dice sempre che sono bella, ma chi, come me non si sente mai “abbastanza”, sa che anche un milione di complimenti non riempiranno l’insicurezza che abbiamo dentro.

Direi di iniziare da chi sono, diciamo che il mio nome è Alice, ho quasi 24 anni e dall'inizio di quest'anno ho cominciato una nuova vita.

Uno dei maggiori problemi del mio corpo è che soffro della sindrome dell’ ovaio micro poli-cistico, un po' come tante altre donne, in alcune non crea grandi danni fisici, basta una pillola anticoncezionale e tac, sistemato il problema. Anche nel mio caso pensavano bastasse fare così.

Ho scoperto di avere questo “difetto” in mezzo a tanti, all'età di 20 anni. Ho sempre avuto un ciclo particolarmente irregolare, dai 15 giorni a 2 mesi di ritardo, peluria molto mascolina e un peso in continuo aumento. Si, perché questa sindrome, colpisce anche il peso, infatti, fu proprio una dietologa a consigliarmi di fare delle analisi mirate per capire, se il mio “non perdere peso” potesse dipendere anche da questo. Quando riuscii a finire le miliardi di analisi che mi avevano prescritto, un ospedale “molto famoso per essere una delle migliori strutture endocrinologhe”, mi segnò una pillola anticoncezionale molto carica di ormoni.

Per tre anni ho speso 20€ al mese di pillola. La metteranno mai gratuita?. che facendo un calcolo sono 720€ che avrei speso molto volentieri in maniera più divertente. A marzo 2018, il ciclo era diventato puntuale, non soffrivo più, come prima, non dovevo stare più tre giorni al mese in casa a vomitare. Però il peso non era migliorato, anzi, avevo preso 20 kg, i peli erano sempre gli stessi così, andai dalla mia ginecologa che mi chiese di interrompere la pillola anticoncezionale, per fare nuove analisi.

Era il 26 aprile 2018 quando scoprii che la tanto famigerata struttura, aveva fatto un danno della durata di 3 anni.

Ero a lavoro, facevo l’aiuto panettiere, ero sempre molto stanca, i turni erano massacranti, e da quando non avevo in corpo la pillola, avevo vampate di calore e cali di pressione frequenti. Non mi preoccupai.

Quello che segue è ciò che ricordo.

Stavo facendo le brioches con la mia datrice di lavoro. Ero a casa che mangiavo la schiacciata.

Tutto ciò che è nel mezzo non lo ricordo ancora. Non ricordo di aver guidato fino a casa, di essermi lavata, truccata e di aver indossato uno dei miei vestiti preferiti. Non ricordo di essermi fatta dei selfie, che ho trovato dopo, sul mio cellulare.

Vi starete chiedendo come mi sono accorta di non ricordare niente.

Ogni giorno, quando uscivo da lavoro, lasciavo la macchina sullo scalino di fronte casa, questo perché un’ ora dopo, arrivava la mia sorellina e saremmo andate da mia nonna a pranzo. Quel giorno, quando mia sorella arrivò, scesi le scale e la macchina non c’era, entrai in crisi, non sapevo dov'era, non sapevo di averla presa, per quanto ricordassi potevo essere tornata da lavoro a piedi. Cercai in lungo e largo, fino a trovarla. Mi preoccupai, ma non abbastanza. Pensavo potesse essere stata la stanchezza.

Il giorno dopo, tornai a lavoro e mi impappinavo su parole semplici, non ricordavo alcuni passaggi che svolgevo giornalmente. Decisi di andare in ospedale.

Appena arrivata mi visitarono, mi fecero fare una tac, ma niente di preoccupante, in ogni caso il capo di Neurologia decise di ricoverarmi per farmi ulteriori esami mirati.

Mi fecero una risonanza magnetica, che iniziò senza contrasto e terminò con. Avevo due cicatrici nel cervello, due ischemie, una visibile alla presenza del contrasto.

Ho passato 15 giorni ricoverata nel reparto di neurologia, sottoposta a miliardi di visite. Alla fine, la causa scatenante, probabilmente, era stata proprio la pillola anticoncezionale, in quanto io, avevo problemi di circolazione. Nessuno si era preoccupato di controllare se io avessi problemi circolatori, tre anni prima. Nessuno mi aveva segnato visite di circolazione.

Ad oggi prendo cardioaspirina e Rivotril ogni giorno, per sempre.

Ho 24 anni, ho l’ovaio micro-policistico e per colpa di dottori incompetenti, devo vivere ogni giorno, con la paura che se dimentico di chiudere una finestra o le chiavi della macchina, possa avere un atto ischemico in corso. Ho 23 anni e le persone quando mi guardano, non possono sapere cosa vivo giornalmente per colpa del mio aspetto fisico, non sanno che spendo centinaia di euro mensilmente da una dietologa, non possono immaginare quanto faccio pena alla mia estetista quando mi guarda ma soprattutto, quando giudicano, non sanno quanto faccia paura dimenticare le cose più semplici. Le persone guardano negli occhi noi esseri imperfetti, come se fossimo una razza a parte, come se per noi, la vita non è già abbastanza dura. Penso spesso che le persone dovrebbero guardarsi dentro, prima di urlare ad una come me: "CHE CESSO AMBULANTE!"

I giorni passano, la vita è quella che è, e nella scrittura trovo sempre una migliore amica, l'unica che può ascoltare i miei sfoghi senza giudicare, l'unica che non potrà mai farmi sentire imperfetta.

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