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Una storia di BeppeGVida

Un venerando etico e un altro uomo onesto…

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3 minuti

Pubblicato il 23 settembre 2019 in Humor

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copertina: Foto di Luigi Pirandello - drammaturgo


Un bel viale dove i tigli copiosi si delineano fin dove la vista arriva emettendo nell’aria il profumo che essi emanano. All’ora del tramonto dove l’umidità della sera si sovrappone al calore del giorno la profumazione ti sorprende sempre quando a fine giugno...


Mi trovo a passeggiare col mio cane nei pressi di dove si depongono i rifiuti domestici ed ove le persone vanno a depositare i loro. Il mio cane di nome giasone stava accostandosi ad un contenitore con intento di fare pì pì quando vedo un uomo di età di circa sessant’anni osserva a terra un telefonino squillante.

Strano che un telefono cellulare suoni da terra e la persona che assiste non lo raccoglie; mi viene il dubbio che sia in se’ mi avvicino e dico non raccoglie il suo telefono cellulare …? Mi guarda come sorpreso e raccoglie da terra e risponde. Dall’altra parte una voce al quanto allarmata dice papà dov’eri sono Simona … ma che voce strana che hai, stai poco bene…? La risposta: ho raccolto il telefonino che si trovava per terra ed ho risposto ma non sono suo padre… scusi mio padre dov’è, non lo so, la conversazione continua tra l’interlocutrice e chi ha trovato il telefono; la prima per accertarsi alla meglio che non fosse un ladro che abbia sottratto con destrezza il telefonino al padre, poi rassicurata dalle parole della persona che l'ha raccolto da terra con lo scambio di tutte le possibili variabili e rassicurazioni, Simona capisce e decide di dare l’indirizzo dove abita il genitore.

Il padre di Simona è un venerando signore e aveva perso il telefono ma non era disperato perché aveva copiato con l’uso del computer tutti i numeri che corrispondono alle persone, nella rubrica, tuttavia non si era ancora accorto di aver perso il telefono. La saputo quando ha ricevuto la visita dell'onesto signore. Un passo indietro. Sente squillare il campanello della porta in modo insistito come si trattasse di una calamità; risponde al citofono dall’appartamento che occupa con queste parole: che c’è va a fuoco il palazzo… un no e motiva ulteriormente: mi scusi per il modo con cui ho suonato sua figlia mi ha detto che lei soffre di una lieve sordità; ho il suo telefono… come fa ad avere il mio telefono se l’ho io… un silenzio scende e il proprietario del telefono smarrito, ritrovata la logica che gli fa sorgere il dubbio ad entrambi; aspetti che mi vado ad accertare che il mio telefono sia in casa; passano pochi minuti e torna al citofono e pronunzia malinconicamente il telefono non c’è… Ma scusi dove la trovato il mio telefono... l’altro descrive il luogo… "ma si, si, sono andato a portare i rifiuti e con la scusa ho portato fuori il cane a prendere un po’ d’aria e mi sarà uscito dalla tasca dei pantaloni… venga su al terzo piano abito solo io. Guardi che l'ascensore c'è, è un po defilato vada oltre le scale lo trova terzo piano", ripete.

Arriva in casa e il cane del proprietario del telefonino gli corre incontro con un abbaiare un poco in falsetto ma in segno di festa come un familiare che ha ascoltato la conversazione e fosse lì per salutarlo...


Autore Beppe G. Vida

23 settembre 2019


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