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Una storia di Jacopomoresco

Essere Razionale Io, Robot - Asimiov

Analisi e commento del terzo racconto di Io, Robot

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3 minuti

Pubblicato il 14 febbraio 2019 in Fantascienza

Tags: #Fantascienza #Asimov #Robot #Recensione

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Essere Razionale è un racconto di Isac Asimov, uno scrittore e biochimico russo naturalizzato statunitense che ha pubblicato nell’arco della sua carriera circa 500 volumi. Questo racconto è stato inserito nella antologia Io, Robot assieme ad altri testi che hanno come protagonisti appunto automi o robot e il loro rapporti con gli esseri umani, tema molto caro ad Asimov e di grande attualità, visti gli studi e gli investimenti degli ultimi anni sull’intelligenza artificiale, che porta con sé tanti interrogativi di carattere etico e morale.

Il racconto inizia sulla stazione spaziale di Mercurio, due collaudatori, Powell e Donovan, devono studiare e analizzare il comportamento di un robot: Qutie, stabilendo se può svolgere il suo dovere correttamente. Fin da subito compaiono seri problemi: il robot infatti non crede che siano stati gli umani a costruirlo perché li ritiene essere inferiori incapaci di svolgere compiti così difficili. Di sé stesso, invece, ha grande considerazione, tanto da nominarsi Profeta di colui che ritiene essere il Creatore (un comune convertitore di energia).

I due tecnici cercano, invano, di dimostrare al robot che sono stati loro a costruirlo, ma Qutie non accetta questa visione della realtà e li rinchiude in un ufficio prendendo, esso stesso, possesso della stazione spaziale. Da qui in avanti la vicenda si sviluppa con esiti inaspettati che porteranno i due tecnici a rivedere le loro convinzioni.

Lo schema narrativo di questo racconto e in generale degli altri che hanno per protagonisti gli automi è molto simile: si ha una situazione iniziale stabile poi, successivamente, si verifica un problema, che va in conflitto con una delle tre leggi della robotica messe a protezione dell’uomo, destabilizzando rapporti e situazioni. Alla fine, l’intervento umano basato sulla logica e sulla scienza, risulta risolutivo per la vicenda.

Lo stile scelto dall’autore è semplice e lineare, le sequenze narrative sono scorrevoli e quelle descrittive sono brevi e schematiche ma ricche di aggettivi. Asimov usa molti discorsi diretti rendendo la lettura veloce e agevole. Il lessico tecnico e specifico è limitato nella descrizione delle macchine e dei robot.

Nell’antologia Io Robot, la tematica principale è il rapporto tra i robot e gli umani. Questo rapporto non è sempre facile perché i robot hanno un cervello positronico che permette loro di formulare pensieri compiuti e una sorta di coscienza. Gli automi, con queste caratteristiche, sono capaci di porsi domande sulla loro esistenza e sulle relazioni con gli umani verso i quali finiscono per assomigliare assumendone i difetti tipici. Per evitare quindi problemi, ribellioni o comportamenti pericolosi e aggressivi, Asimov ipotizza le famose tre Leggi della Robotica, che fungono da garanzia per l’incolumità e la salvaguardia del genere umano impedendo ai robot di recare danno all’uomo e obbligandoli a intervenire sempre in sua difesa.

I nove racconti sono in ordine cronologico e mostrano l’evoluzione della scienza e della robotica in un futuro lontano dall’autore. Sono stati scritti a partire dagli anni 40, un’epoca definita Golden Age della fantascienza per lo sviluppo e la diffusione del genere che va di pari passo con l’innovazione tecnologica e scientifica del periodo storico.

Nell’ultimo racconto, Asimov porta all’estrema conseguenza la prima delle sue leggi - Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno - e narra di un mondo in cui vige la dittatura delle macchine sull’umanità sottomessa in nome di un bene superiore. Al lettore di fronte a queste ipotesi di futuro restano dei dubbi: evitare le guerre, i conflitti e i problemi economici rinunciando alla libertà è l’unico modo di sopravvivere? E quale sarà il risultato finale di questa operazione: Ci sarà ancora bisogno della razza umana, così come la conosciamo noi, su questo Universo o le macchine si evolveranno fino a modificarlo secondo le loro necessità?

Anche su questi interrogativi si giocherà la partita degli scienziati nel prossimo futuro, che al di là delle suggestioni di Asimov e della fantascienza in generale, dovranno stabilire dei limiti invalicabili per la sperimentazione e la ricerca, che dovranno valere sia per gli umani che per le macchine.


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