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Una storia di Giorgio51589046

VIZIO ALLA RADICE

GENE MANCANTE NEL POSTO LIBERO

75 visualizzazioni

18 minuti

Pubblicato il 04 aprile 2021 in Horror

Tags: #fuoco #intrecci #prospettiva #sangue #tara

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ORA SOLARE

Era pressoché tutto il giorno che ci pensava.
Nell'intervallo fra l'aloperidolo e lo stabilizzante dell'umore ne aveva, a iosa,
di tempo per riflettere sulla sua follia che non era mai stata tale.
Il problema cominciava ad insorgere dopo le 18, quando il crepuscolo a primavera
dava gli accenni un po' più corposi e invadenti: allora scoccava il momento del
caro vecchio valium (diazepam nell'accezione contemporanea) e la sua mente s'incagliava
nei primi scogli in vista della rada che avrebbe dovuto essere un porto sicuro,
ma invece si trattava di fondali bassi, traditori come le sirene seduttrici che
invitavano a spiegare le vele per poi godersi le botti di liquore, le vecchie e giovani
bagasce, le risse consacrate inevitabilmente dalla solita vittima-coglione o ragazzino
dalle mani più avventate del cervello. E ti menavano allo sfascio, prima dell'approdo.
Era così, in un immaginario poetico, anche per lui.

Durante l'alba, il mattino e il pomeriggio si lanciava nella fantasia sfrenata di campi
aperti, cancelli spalancati, corridoi da percorrere in grande umore e spinta irrefrenabile
al futuro delle altre persone: quelle che ti segnano a dito, fuori, anche se non le avevi mai notate così. Nemmeno quando non stavi in una cella, con rari permessi di gruppo a osservare l'astro percorrere un pezzettino del suo arrogante percorso.

Quando era cominciato tutto per Randall Newell Jr? E cosa v'era stato, prima che ora
faticasse a mettere insieme come ogni buon squilibrato che si rispetti?

Sapeva e non sapeva... Affiorava e s'inabissava, gettava l'ancora e pochi minuti (o poche
ore) dopo stava già in alto mare... Con quella baia (dicevamo) quel porto sicuro a poche
miglia nautiche ma distratto, come una naiade impegnata a godersi le sue amiche invece
dei marinai ben volenterosi.
Ecco: due anni prima! Prelevato da Wyndham Manor e gli uomini in divisa azzurra che lo
afferravano mentre lui scalciava, mordeva, sbavava, graffiava, resisteva e alla fine cedeva.
Portato per i 4 arti da 4 addetti, reso inoffensivo e condotto in quel posto di cui, malgrado
tutto ancora non riusciva a ficcarsi bene in testa il nome... Anche se DOVEVA essere assolutamente qualcosa che lo riguardava... Qualcosa che DOVEVA avere contribuito a gestire, magari persino assemblare o dirigere.
Qualcosa che riguardava una famiglia nobilissima e antichissima, appallottolata nella nebbia
della sua mente, resa sempre più oscura da un trattamento pesante e inesorabile. Una terapia che, malgrado tutta la sua spaventosa intensità non aveva ancora bruciato almeno
i brandelli dei ricordi, e la consistenza dei piani per avviarsi a trovare una via di scampo.
Avanti che la saracinesca scendesse completamente.
Avanti che l'oscurità lo prendesse e lo conducesse tra l'erbaccia e le sterpaglie della brughiera, dove spettri di dita ed echi perenni di voci si sarebbero installati nello spazio lasciato vuoto dalla psiche di QUALCUNO, che era stato veramente QUALCUNO di non indifferente.
Addirittura per la Società.


ORA LEGALE


Newell Psychological Resort III era uno dei 4 Asili per Lunatici gestiti dalla famiglia Newell,
remotissima per storia, ricchezza e rango in tutta la Nuova Zelanda. Un Newell, non proprio di estrazione aristocratica, aveva messo piede sul territorio sin dalla prima ondata, seguente il 1840 e il trattato di Waitangi.
Robert Foster Newell era un ex minatore che si era imbarcato per dare una svolta feroce
alla sua esistenza miserabile. Ed effettivamente mai decisione si era rivelata più lungimirante...
Dopo i primi anni di acclimatamento aveva partecipato in qualità di banale attendente di
un capitano alle campagne degli anni Sessanta e Settanta contro i Maori.
Un giorno, durante scontri particolarmente cruenti verso le colline di Wanaka, più per coincidenza che per eroismo aveva salvato la pelle al suo superiore e, in un impeto già scritto dal Destino, aveva condotto praticamente a mani nude una controffensiva verso i trinceramenti indigeni; quindi sull'abbrivio dell'entusiasmo fanatico e suicidario (sempre ottimo consigliere), trascinando con sé buona parte degli altri militari, irregolari e volontari straccioni, si era fatto da punta di baionetta per annientare la resistenza dei barbari dai volti tatuati.
Da quel momento in poi per Robert Foster Newell la carriera e le possibilità di consacrazione
si erano rivelate incommensurabili...
Tutti i graduati in zona al momento del curioso fatto avevano dato conferma dell'incredibile coraggio e della straordinaria volontà pugnace del piccolo, riottoso ex minatore, e ne avevano caldeggiato la promozione sul campo a luogotenente. Ciò aveva puntualmente avuto luogo, con tanto di onorificenza di San Giorgio di terzo grado, appuntata sul petto dell'eroe dal Generale Staunton in persona.
A cominciare da quel momento bizzarro in poi la strada per l'irrequieto e fresco luogotenente
si era spianata fino al 1879; anno dell'espugnazione delle ultime roccaforti dei rivoltosi
e del loro sterminio o riduzione in catene.
Robert Foster Newell usciva dall'Esercito di sua Maestà con il grado di Generale di Brigata,
acquisito sul campo dopo dodici anni di irrefrenabili incursioni alla guida di quelli che
vennero poi semplicemente conosciuti come gli STONED BOYS.
I suoi fedelissimi, i suoi seguaci, i suoi adoratori, i suoi adepti.
Molti attribuivano la formidabile ascesa dell'uomo dal Nulla al suo carisma e alla sua balzana
ma geniale capacità di cogliere di sorpresa i selvaggi usando praticamente le loro stesse inusuali tattiche di combattimento, che ora potrebbero essere definite quali "guerriglia".
Ma la verità, che nessuno si capacitava a prendere in considerazione durante un'epoca di verginità morale di incoscienza scientifica e medica, stava in un termine ancora demodè: FOLLIA. Pura e semplice PAZZIA.


ORA SOLARE


Quando finalmente giunge troppo presto l'ora di ritirarsi nelle brande, Randall Newell Jr. inizia a confondere gli sprazzi di verità del giorno, con l'incombere dell'allucinata e chimicamente modificata realtà nella fine di una possibile coerenza.
Coerenza fra i dati raccolti a mente più o meno parzialmente lucida e l'induzione al casino cerebrale, determinato dai quattro tipi di sostanze psicoattive che gli vengono propinati a vario dosaggio e fasi lungo l'interminabile giorno.
Paroxetina come antidepressiva, Aloperidolo come antipsicotico, Diazepam come ansiolitico e ipnotico, e Litio come stabilizzante dell'umore.
Il cozzare non sempre armonioso fra queste entità curative è con tutta evidenza pianificato

accuratamente. Lui ne è certo... Si vuole giungere a un risultato con lui, e non si risparmia nulla per renderlo malleabile e assuefatto, infine mansueto e in ultimo gregario riguardo una QUESTIONE che deve essere assolutamente risolta.
Il progetto che vi sta dietro gli appare evidente solo però in brevissimi lassi di tempo, incoerente e inclassificabile: la sua capacità di elaborazione dati è sottosopra; così come quella di valutazione obiettivi e risultati.
In ogni caso è perfettamente cosciente (nel suo background intellettivo) che si intenda estorcere una Resa dal suo cervello a macchia di leopardo, dal suo ippocampo, una volta scavalcata la resistenza opposta dalla corteccia entorinale. Una Ammissione di Colpa.

Un'ammenda caratteriale.
Di certo le stanno provando tutte. E non vanno a tentoni.
Ogni sera sua zia Katherine Helen Gawdy, la direttrice e responsabile della clinica Newell Psychological Resort III, si siede al suo fianco come una buona mamma e gli sussurra strani rompicapi fatti di suoni e parole all'orecchio, cercando di lasciar affiorare quel SEGRETO che, al contrario, affonda giorno dopo giorno inesorabilmente nel dirupo greco del mito, nell'enigma tebano di rapporti famigliari estesi lungo il filo del rasoio pericoloso e tagliente.
Si cade a destra, si cade a sinistra. Al centro ci si ferisce.
A prendersi cura di lui ha un privilegio: una sorta di valletto diciassettenne (a occhio e croce) che non dice mai una parola ma che oramai è diventato l'unico ad avere accesso alla sua cura personale, alla sua igiene, alla custodia di quel poco di sanità cerebrale che non cessa di persistere, alla comunicazione con un altro essere umano che non sia un brutale infermiere, o un minaccioso schizofrenico nelle ore comuni in cortile.
Gli hanno fatto sapere (ancora prima che sprofondasse in quella sorta di palude dove la totale incoerenza sfiora gli scogli della lucidità) che si tratta di suo figlio: Christopher.
Così gli hanno detto, almeno.
Perché a lui non significa nulla... Ma al ragazzone alto, bellissimo e proporzionato sembra significare molto. Spesso gli stende la testa sulle ginocchia e lacrime sgorgano dai suoi occhioni verde foresta.
Lo chiama babbo, o qualcosa del genere mentre allestisce la toilette mattutina e il fanciullo cresciuto in fretta provvede a tutti i suoi bisogni e gli parla continuamente, affrontando argoomenti che a Newell talvolta suonano vicini, molto più spesso assai distanti.
Ogni due settimane giunge in visita anche colei che hanno definito sua moglie.
La chiamano Sophie Morton Bockery e lui la riconosce, effettivamente, come la sua legittima consorte. L'unico frammento dei tempi trascorsi che sia evidente e riconducibile a prove mnemoniche sostanziali.
Ed è una situazione curiosa... La donna in sé rappresenta quanto di più insignificante, slavato, banale, apatico, noioso e stupido si possa forse rintracciare sulla faccia di quel piccolo mondo da lui rammendato nelle cicatrici e cuciture del tempo interiore.
Gli sembra assurdo che un simile personaggio possa essere la sua compagna da tanti anni
e che pure la ricordi unica, nei suoi aspetti deteriori e persino piuttosto lugubri.
Anche lei si siede accanto come la zia-responsabile-del-Centro e inizia a parlare, ma non
a bassa voce quale una seduttrice o un'ipnotista da 4 soldi, e nemmeno quale l'accorato e probabilmente troppo emotivo figlio.
Semplicemente snocciola notizie sulla situazione politica del Paese, sull'afa dietro l'angolo, sui nuovi acquisti presso qualche sartoria su misura, su serate importanti con uomini importanti, su prospettive di nuove attività da svolgere una volta Randall sarà uscito da quel luogo dove si trova, naturalmente, per il suo Bene.
Poi, dopo circa un'ora e mezza lui si alza e lei capisce che è il momento di allontanarsi per evitare reazioni inconsulte del Pazzo all'idiozia dell'Ovvio.


ORA LEGALE

Dopo l'ascesa al potere militare del vecchio patriarca Robert Foster Newell la strada nella gerarchia militare per la sua schiatta è evidentemente spianata.
A lui segue, in specifico, William Gregory Newell, che nel 1899 partecipa in qualità di maresciallo e comandante di corpo d'armata alla campagna in Sudafrica contro gli indipendentisti boeri.
Tale si dimostra il valore dimostrato sul CAMPO (ancor più delle doti tattico-strategiche)
che William Gregory Newell si trova insignito dell'Ordine di San Michele, e la sua schiatta innalzata al grado aristocratico.
Lui in particolare viene insediato come Granduca di Roxburgh e fa rientro con tutti gli onori a Auckland, con tanto di alti dignitari ad accoglierlo in pompa magna.
Inutile soffermarsi sulle fortune inarrestabili che da quel momento accompagnano, quasi come un talismano contro la cattiva sorte, i destini dei Newell del Ducato di Roxburgh. Spostiamoci, se permettete, ad anni più recenti...
è nel 1999 che il bisnipote del vecchio minatore sbarcato nel 1841 nei pressi di Christchurch decide di laurearsi (contro la volontà paterna) in medicina con specializzazione nell'ambito delle malattie neuropsichiatriche... La Ragione? semplicissima: FOLLIA.
Randall Newell Senior (questo il suo nome), scartabellando negli archivi di famiglia scopre
in tutta la razza che ha prodotto lui come primo, apparente, disertore alla carriera militare legami endogamici a carattere sessuale primario.
Un marchio di degenerazione, un macigno spaventoso sulla strada della buona vita in Società. Tutti i Newell si sono generati dallo stesso pollone, tutti i Newell sono il risultato

di unioni incestuose ben celate... E questo è il segreto del loro devastante successo

nell'offensiva ai gangli del Successo.
In conseguenza lui, come sua sorella, i suoi cugini, zii, nonni sono assolutamente incatenati gli uni agli altri da aberranti consanguineità. Tessere di un domino perverso...
Ma fosse solo quello.
Con un lavoro da autentico archeologo della devianza pone in luce la malattia mentale (Schizofrenia) che aveva afflitto, secondo tutti i segni tipici, il pilastro del fondatore originario del Granducato Roxburgh: appunto Robert Foster Newell.

La radice, per essere chiari, è marcia sin dalla nascita casuale da terreno fertile.
Il Dottore comprende, evita a stento una sincope; poi si asciuga il sudore, si rilassa e decide di stare zitto. Al contrario: con un colpo di genio sceglie di fare delle tare ereditarie nei suoi stessi antenati una risorsa di guadagno e di entrate economiche per nulla indifferenti.
Si trasforma in businessman della Follia.
Dopo la specializzazione apre una dopo l'altra ben 4 cliniche per i disagiati e disturbati psichici insieme alla sorella, e si lancia in conferenze, attività di guru della neopsichiatria, autorevole esponente di quella che con un colpo di marketing formidabile denomina: "indoramento dei geni attraverso il controllo remoto e la consapevolezza autoindotta".
Insomma: una definizione a significare nulla; un trucchetto da imbonitori sgradevoli.
Un concetto mirato a colpire, non a convincere... Ma che rende e si vende.
Fino alla ribellione di suo figlio: Randall Newell Jr.


ORA SOLARE


è notte e le luci sono spente. Solo le telecamere a circuito chiuso in ogni stanza del padiglione dei pazzi sono accese... Randall Newell Jr. malgrado l'enorme carico quotidiano
di sostanze che gli sono state come d'abitudine somministrate, si sveglia improvvisamente
e sente singhiozzare e grattare dietro la porta.
Con l'epidermide avvampata da un un unico gigantesco brivido si solleva a sedere e poi scivola a quattro zampe, fino a raggiungere la porta e a battere e a singhiozzare anche lui
da dietro la barricata.
Ovviamente il loculo si può spalancare solo dall'esterno, ma sente nettamente la voce di
suo figlio farfugliare pentimenti e confessare colpe senza nessuna base razionale...
Con tutta evidenza il ragazzo è andato di testa, come tradizione nella famiglia Newell. Arbitrari spostamenti ereditari degenerativi.
"Chris?"
"Sì, papà".
"Perché sei lì fuori? Che succede? Dov'è la zia?"
"La zia è... Sono tutti scappati... Infermieri, personale, tecnici...e..."
"La zia è... Cosa intendi?"
Sente scattare il blocco della porta del bunker e si ritrova Christopher tra le braccia.
Lo stringe... Percepisce come due anni di torture, abusi, violenze psichiatriche, lavaggi
del cervello e sbiancatura sinapsi, nonché induzioni alla meccanizzazione cerebrale
siano spariti in un istante.
è in piedi; saldo, efficace, efficiente, la mente snebbiata, le decisioni giuste da prendere
a portata di mano, la volontà a terminare quell'aborto mostruoso chiamato SEGRETO una volta per tutte.
"Portami da lei".
Lui è un pigiama e a piedi nudi, suo figlio con il camice in disordine e il volto paonazzo per le troppe lacrime e l'orrore subito in poche ore.
Arrivano nell'ufficio e zia Katherine Helen Gawdy (mai voluto tornare a chiamarsi Newell malgrado il divorzio, chissà perché) sta dietro la sua scrivania personalissima sulla comoda sedia ergonomica: un laccio emostatico al l'altezza del gomito e la grossa siringa ancora piantata nella vena.
Gli occhi sono due fessure, sembra stia ridendo. Il volto è una mongolfiera: qualcuno ha sostituto al suo abituale vizietto per la morfina dell'acido prussico. è un miracolo che non sia letteralmente esplosa ma stia lì, semplicemente, come i vecchi dirigibili della goodyear.
E non è neppure sola: due individui stanno smanettando sul suo computer e nei cassetti in rovere; buttando per aria, cercando, distruggendo, strappando, ricomponendo... Dio solo sa cosa.
Una è la moglie di Randall. l'altro un tipo indefinibile, più o meno della stessa età di Chris, ma tragicamente più osceno ed efferato: è in dotazione di cavità orbitali enormi dove nuotano delle iridi grigio abulico, un testone da farci una iurta, labbra rosse ed enfiate come tappi di sughero tinte nell'amarena tossica.
è talmente alto, e con mani così grosse che il l'ex prigioniero ne avrebbe paura solo a farci un saluto veloce... Poi tirerebbe diritto. I capelli sono lunghi e unti, letteralmente appiccicati alla fronte, non si capisce bene se di natura, o se per rabbia o tensione. I padiglioni auricolari deformi, stretti alla radice e come... Affilati alla sommità. Un deforme koala omicida?
Randall Newell Jr. ha un sobbalzo, ma poi avanza deciso.
"Che fai di bello, Sophie? E zia, perché così ingrassata? Ha mangiato un intero cassonetto di torte alla crema oppure si è bollita in qualche pentolone degli antropofagi?"
Sua moglie resta di sasso, mentre il mammut si sposta minaccioso verso l'intruso: "Colpa di papà, vero? Ti ha messo una ghianda nella pancia pressapoco nello stesso periodo in cui la mettevo alla tua amica Rachel? Il famoso aborto e raschio, poi non poter avere più figli...

La favoletta... Solo che non c'era stato nessun aborto e nessun raschio. Eri semplicemente scomparsa a darlo alla luce. Mah... Forse era meglio se restava al buio, effettivamente".


ORA ESATTA


Chris fugge come un pazzo; stravolto, sconvolto, traumatizzato, annientato. Si lascia dietro unicamente la scia da anima candida e l'ingenuità di qualcuno illuso, stranito nel mondo della brava gente.

Poveraccio.
Adesso sono lui e lo yeti... La bestia fa per sollevare un pesante tagliacarte decorativo in vetro affilato, ma il degente lo ha già provvisto con un calcio nei coglioni, piegandolo in due parti e poi facendolo spiaccicare sul pavimento, a respirare affannosamente per riempirsi
i polmoni e i testicoli di sopravvivenza.
Forse lui di figli, almeno, non ne farà... E sarebbe anche ora vista la famiglia.
Adesso Sophie è tranquilla, con le braccia incrociate, in piedi dietro il cadavere gonfio della cara Katherine. Fissa impassibile senza sorridere e senza piangere. Senza odio e senza amore.
"è mio figlio, in fondo... Mio e di papà. Dovevo pur fare qualcosa per lui, non trovi Randall? Tu avevi fatto i tuoi comodi con Rachel e io lo sapevo benissimo... Papà mi voleva un mondo di bene, e ti odiava dopo che aveva saputo quello che avevi fatto con la mia amica: tutto resta tra le mura di casa... Siamo quello che siamo grazie a questo. Ecco è la ragione dietro lui".
Indica il mostro che ancora si divincola al suolo, massacrato dal dolore atroce.
Lui sputa, mentre lentamente, molto lentamente, lo yeti cerca di rimettersi verticale, seppur con la testa ancora dalle parti di Saturno. "Perché ha voluto che ci sposassimo malgrado tu fossi sua figlia? Malgrado fossi tua sorella anche se di altro letto? E io ho accettato... Non me lo perdonerò mai, ovviamente! Adesso ricordo benissimo; e ricordo due anni fa, quando ho sclerato, sbarellato ma, soprattutto minacciato di rivelare ogni cosa, non è così?
"Affari di famiglia... è questo il modo di dire, non trovi? E tu mi piacevi, poi, sia come compagno di letto che come fratello. Non so... Forse come diceva lui siamo condannati
a quel cazzo di roba... Incesto, endogamia, boh. Poi meglio non disperdere con estranei quello che il nonno ha iniziato, e poi è continuato per secoli... e ci ha dato il... Potere. Ha
un senso, che ne pensi?"
Pensa che la vita è bizzarra, e lei ha avuto un figlio da papà e lui da un'altra donna che ha REALMENTE amato. Con sua moglie la distanza si era fatta progressivamente maggiore

sino quasi alla completa estinzione dei rapporti... Capite. Il filo si era spezzato.

Qualcosa non andava più bene: non voleva, non voleva, non voleva. Ma tollerava.
Finché la valvola di sfoga si è saturata e non ha minacciato di divorziare e di incamminarsi con Rachel... Ma la sua tara lo frega e lo porta a spirale nel pozzo oscuro dell'amnesia senza tempo di scadenza. E ovviamente il buon klan ne approfitta per cercare di riportarlo sotto il suo lurido ombrello.
"E Katherine, perché ammazzarla?"
"Stava indebolendosi. Voleva tirarsene fuori anche lei... Aveva capito che avresti tenuto duro e che non avresti mai lasciato né Rachel Nè Chris. Clandestini... Ma te li saresti tenuti malgrado tutti i tentativi di farti tenere in squilibrio e porti sotto tutela. Sai bene che la legge di questo Paese consente il ricovero di casi gravi in Istituti di Cura per due anni, poi vi è l'obbligo di una revisione completa del processo. E tu non piegavi, non ti saresti mai piegato. Liberato dalle sostanze avresti recuperato rapidamente... Lo intuivamo tutti. Una mente che non tracolla in due anni del trattamento a cui sei stato sottoposto, non tracolla più".
Randall annuisce.
"E se fossi diventato la larva che pensavate come giustificare questo deficiente? Questo scherzo della natura? è evidentissimo che non è frutto nostro, ma del nostro amabile genitore e del suo seme".
Lei osserva il soffitto con noncuranza, poi lascia andare un fischio lancinante, tremendo.
La bestia è in piedi. Di nuovo davanti ai suoi occhi, balzato su come fosse una molla.
"Adozione, per il mio piccolo Carl... Una creatura sfortunata beccata... Inventa tu un Paese... Romania? Siria? Bolivia? Turkmenistan? come noti ha dei tratti somatici molto peculiari. Può essere tutto e nessuno. Ma soprattutto è mio".
Lui fa il balzo definitivo ma l'ex presunto pazzo lo coglie alla carotide con il fermacarte di vetro con cui ha avuto il buonsenso di premunirsi. In pochi secondi lo yeti è KO per l'eternità, con il sangue che ha praticamente inondato la parete di sinistra. Boccheggia che sembra una pompa per l'irrigazione, grande quanto un delta di fiume asiatico.
La moglie osserva con assoluta indifferenza tutto il fatto, poi si toglie nervosamente una pelliccina dall'indice e si avvia alla porta: "Buona fortuna, Randall. Adesso sei l'erede di
un impero".
"No. Sono un morto su una pila di cadaveri... Non vale la pena. Il ricordo di ciò da cui vieni

è peggio del destino che possa attenderti. Ti saluto, Sophie. Stammi male".
"Ah, su questo non c'è dubbio." E scompare come se non fosse mai avvenuta.
Randall Newell Jr. fruga nelle tasche di zia Katherine e trova un accendino, come si aspettava. Dà fuoco ai pesanti tendaggi cremisi così poco da manicomio, poi si avvia nei corridoi ad accendere falò ovunque sia possibile.
Nelle case di costrizione moderne non esistono chiavi: semplicemente si aprono dall'esterno e non si possono aprire dall'interno. Lui le spalanca tutte percorrendo con calma i due piani, poi esce dall'edificio dannato e ascende una modesta gobba di terra. Dopo due anni di astinenza si infiamma anche lui una meritata sigaretta. Siede in mezzo all'erba; 500 metri dalla Newell Psychological Resort III.
Così la vede finalmente bruciare come un globo, una palla a pira funebre indiana per sacerdoti egizi. Ecco.
Mentre gli alienati... Quelli che definiscono così, sciamano liberi nelle zone circostanti e
un ragazzo, mulinando le lunghe braccia, sembra risalire la collina gridando ebbro: "Papà... Papà..."

Lui ride: "Vieni a scaldarti, Christopher!"


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