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Una storia di Mokina

ESSENZA

Ogni anima ha il suo profumo

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3 minuti

Pubblicato il 30 marzo 2019 in Storie d’amore

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ESSENZA
Prima parte

Petali raccolti da rose antiche scintillanti di ruggiada, immersi nel bollore dell'acqua viva e il trascorrere di dieci notti di luna piena, trasformano questi incanti di toni di vita in essenza.
Alchimia di ricordi passati, alchimia di antichi amori.
In fondo alla stradina polverosa, ai margini di alberi alti, un recinto di paletti bianchi, delineano un giardino ben curato e nel suo fondo, una casetta bianca, vanta le più belle aiuole dai delicati colori che emanano profumi intensi di rose antiche.
Qui un padre tramanda alla figlia la sua sapienza e l'amore per le rose.
Rosa moscata, Rosa gallica, Bengalina di Firenze ed altre specie rare, crescono rigogliose cullate dal vento e in angolo di quel giardino, arrampicata al muro più alto, c'e lei...Violette.
Che nome strano per una rosa! Eppure Violette è una rosa antica, una rosa vagante di petali di un viola profondo e di un intenso profumo che fiorisce solo una volta durante la stagione di giugno.
La mia storia ah inizio in un paesino della Francia, precisamente ad Hey, nella valle di Bievre, dove esistono ancor oggi, uno dei musei più belli di rose antiche.
Mio padre, André Leferbvre, era un giovane giardiniere di un castello medioevale e ogni mattina si occupava di un enorme giardino ricco di delicati profumi portati dal vento che si rincorrevano e si amalgamavano tra loro. Respiri di lavanda, iris, violette e rose, amoreggiavano nell'aria creando misteriosi sentori olfattivi ma il profumo più intenso, la nota più vibrante dal tono più caldo, la emanava lei...una splendida rosa viola.
In quel antico castello viveva una ricca famiglia, i Bonett, e proprio in quella famiglia, per l'unica figlia, i Bonett avevano disegnato un matrimonio conveniente, mai si sarebbero immaginati che quel giardiniere rubasse il cuore di Camille Bonett, e non solo il cuore!
André e Camille spesso si davano appuntamento negli angoli più scuri del giardino, tra le rigogliose foglie degli alberi si amarono perdutamente. Un amore proibito era il loro, ma Camille era per André come una rosa profumata, la più bella, la cui essenza lo inebriava, lo stordiva, e proprio in quel girdino, in mezzo alle rose di un viola carico di sospiri, il loro amore pianto' un seme.
Mi chiamo Violette, come la rosa di quel giardino.
..............


Mi chiamo Violette come la rosa del mio giardino.
Da mio padre ho ereditato la passione delle rose. Le accarezzo, le dico quanto son belle e spesso loro mi rispondono sbocciando rigogliose e dedicandomi sfumature che catturano i riflessi della luce: bianco candido, giallino tenue, rosa timido, oppure si caricano di un rosso fuoco segno di passione, quella stessa passione che sboccio' in quel giardino tra il verde del castello.
Come tutte le mattine mi sveglio coccolata dalle lenzuola bianche, profumate di lavanda raccolta quando il suo colore più intenso ne esalta l'essenza. Difficile lasciare quel letto, ma il lavoro mi aspetta! Sono alta come una pala da giardino, secca come il suo manico, gli occhi azzurri, regalati da mio padre, osservano vispi con fervore il giorno e il mio naso ereditato da mia madre ha una caratteristica assai ricercata, cattura ogni sottile armonica o aspra nota di fragranza in fiore. Violette Leferbre' Naso di Francia o precisamente "Maitre Parfumeur".
......

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