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Una storia di BeppeGVida

Mister Luna, Maserati “Passione colpevole ?”

In molti casi le passioni variano tra di esse, sono tutte legittime purché abbiano in comune l'etica.

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4 minuti

Pubblicato il 09 dicembre 2020 in Avventura

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Nella copertina Mister Luna davanti a casa con la Maserati Indy

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Il concessionario a della Casa modenese Maserati, mio referente, era un galantuomo si chiamava Domenico Scardovi. Lo voglio ricordare a quanti lo conobbero per l'etica che raramente si ha modo di constatare in uomini responsabili della vita altrui.
Era il concessionario Maserati che succedeva a Cesare Perdisa nell’area emiliana. Acquistai una quattroporte Maserati presentata al Salone di Torino nel 1963. La vettura aveva un motore 4200 c.c. otto cilindri con 256 cavalli di potenza; una velocità massima 230 chilometri orari.


L’incontro con la Casa Automobilistica Maserati “fu un amore a prima vista” Lo propizio la signora Carla Lancellotti Orsi moglie del dottor Omar Orsi, proprietario della fabbrica Maserati.


Negli anni comprai una quattroporte, tre Indy e una Bora… Il dottor Omar Orsi aveva creato “Il libro d’oro dei clienti” Maserati. Dopo alcuni acquisti vi figurava il mio nome Mister Luna. Il mio consigliere, Domenico Scardovi, era sempre all’altezza del marchio Maserati; disponibile e provvido di suggerimenti… era capace di dissuadere un cliente, non affidabile per una guida di una vettura Maserati: in tale comportamento etico c’è la totale stima dell’uomo Domenico Scardovi.


Egli sapeva che avevo un debole di recarmi a Modena quando c’era qualche rumore, e tollerava che non andassi nell’efficiente officina Maserati di via Zanardi; mi piaceva andare in fabbrica dove sapevo di trovare Bertocchi il collaudatore… padre dell'ingegnere omonimo che progettò un motore Ferrari di indimenticabili prestazioni.


Ero solito andare allo stabilimento della Maserati a Modena dove il più provato collaudatore non solo guidava la mia vettura per sentire meglio nella pratica ciò che avevo segnalato, come rumori da verificare e provvedervi; mentre senza alcuna premessa mi stava insegnando un tipo, di guida che solo un esperto come Bertocchi poteva insegnarmi e, nella misura che il cuore reggeva alla paura, imparare. Egli era “mezzo rotto” per i vari incidenti ma brillante oltre ogni dire.

Ricordo con emozione un pomeriggio di sole si andava verso ovest con una visibilità relativa per il sole che nel suo concludere il giorno minacciava la visibilità.

Un carro di fieno colmo, con cima un uomo che guidava un paio di buoi al giogo, guidava Bertocchi, ed io dovetti chiudere gli occhi perché non avrei resistito all’impatto. Egli né usci senza danno e mi disse che mi dovevo abituare a queste evenienze; aggiungendo la strada non è mai grande per una guida sportiva… E’ impossibile emulare Bertocchi. Una delle sue tesi era anche in circostanze che sembrano estreme, se si tratta di una curva a “esse”, deve abituarsi all’idea che due ruote le posiziona sulla prima parte della curva e le seconde nell’altra; macchina danneggiata o non danneggiata lei ne esce incolume. Si ricordi che con due ne esce.

Re e regine, Bertocchi le aveva scorrazzate per le strade della campagna modenese. Com’era solito disputare nei nostri incontri parzialmente pretestuosi, da parte mia, pur di ammirare questo genio dell’automobilismo.

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In occasione delle sfilate della moda a Parigi, di quell'anno, "primavera- estate", mentre accompagnavo mia moglie Anna e due amiche all’aeroporto Linate dirette a Parigi mi occorse un incidente senza conseguenze alle persone.

L’autostrada a quel tempo era a due corsie e non c’era il limite di velocità. Una vettura 124 Fiat color pistacchio all’improvviso esce per fare un sorpasso mentre mi accingevo a fare il mio che comprendeva e la 124 Fiat e quella che stava sorpassando.


La fortuna di quella manovra è stata che mi sono girato e rigirato ripetutamente con la mia Maserati Indy più volte senza un apparente graffio all’esterno alla vettura… La foga del momento era rincorrere la sciagurata o lo sciagurato e cominciare la rissa… Non è successo nulla di tutto ciò perché la vettura era bloccata: la scocca (carrozzeria) si era “seduta” appoggiata sulle ruote con le gomme completamente fuse per l’attrito. La Maserati aveva nella parte posteriore le balestre fissate al telaio con dei cilindretti che erano usciti dalla sede consentendo alla scocca di adagiarsi sulle ruote….


La Rolma agente Maserati di Via Fontana a Milano, credo di ricordare, concessionaria Maserati provvide al ritiro della vettura e portarla a Modena. Un taxi ci portò a Linate ed io sconsolato però calmo sono andato in San Babila e ho acceso un lume alla Madonna per grazia ricevuta.


La signorilità della Maserati. Mi hanno chiesto una relazione sulla dinamica dell’incidente, perché non si spiegavano quello che stavano costatando. Quando mi hanno portato la vettura rigenerata, era splendente. Quando si è trattato di pagare il conto mi hanno risposto: la sua relazione riguardo alla dinamica dell’incidente è il saldo di quanto sarebbero stato il pagamento. Sono rimasto basito.


In casi come quello narrato dell'incidente, ho constatato che la dinamica del momento non consente a chi si trova in analoga circostanza, la cognitività, dato i pochi attimi dinamici, solo l'istinto e null'altro aiuta, oltre ai Santi.

Autore
Beppe G. Vida
Anno 1974



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