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Una storia di Massimo.ferraris

Un uomo che si chiamava Ove

L'uomo che metteva in ordine il mondo di  Fredrik Backman

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4 minuti

Pubblicato il 20 novembre 2018 in Recensioni

Tags: #recensione #romanzo

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Capita a volte di scoprire un piccolo gioiello tra le migliaia di libri presenti in libreria. Il titolo incuriosisce, così come la copertina e ti spinge a prenderlo in mano, leggere la trama e scoprire che forse potrebbe piacerti. Così è stato con questo romanzo, scritto da un autore svedese di cui penso di acquistare altri titoli, un narratore dal taglio personale, molto concreto e privo di fronzoli.

Protagonista di questa storia che alterna tratti veramente spassosi ad altri che fanno pensare, è Ove, un uomo di cinquantanove anni. La sua vita si è sempre basata sull'ordine, sulla puntualità, sul rispetto delle regole e la capacità costruirsi tutto con le proprie mani. Seguendo le orme di un padre integerrimo e ligio al dovere, con fatica e determinazione si è costruito una casa, ha trovato un buon lavoro, ha incontrato la donna della sua vita che ama incondizionatamente. Ogni mattina si alza alla stessa ora, procede alla ronda ispettiva per controllare che nessuno degli abitanti del quartiere abbia violato le regole sulla raccolta differenziata, sui divieti di transito e parcheggio, bacchettando senza ritegno tutti quelli che le trasgrediscono. Per questo viene considerato dai residenti “un vicino amaro come una medicina”. Nella sua visione del mondo, tutto dovrebbe scorrere su binari ben definiti, ma il destino ha deciso che per Ove niente deve andare come previsto.

Infatti Sonja, l'adorata moglie, muore dopo una lunga malattia; lei, l'unica ad aver capito profondamente il suo essere adulto in una società che trova disordinata, lo lascia solo, facendolo diventare ancora più maniaco, tanto che viene addirittura messo in pensione prima del tempo.

Ove è solo, incattivito e decide che l'unica cosa saggia da fare sia raggiungere l'adorata moglie, uccidendosi. Ma non vuol lasciare nulla al caso, odia il pensiero che dopo la sua dipartita, senza nessuno che possa far fronte alle spese (l'unico figlio della coppia muore prima di venire alla luce), possa trovare la casa in disordine. Quindi prepara il suicidio con perizia, coprendo il pavimento con fogli di giornale, lucidando i mobili e predisponendo i soldi giusti per il funerale. Prima di ciò va a trovare Sonja al cimitero, lamentandosi del continuo rincaro del prezzo delle rose, che comunque non le fa mai mancare, sperando che lei gli possa dare delle risposte. Purtroppo è solo una tomba nella fredda terra e quella foto di lei sorridente solamente un'immagine di un tempo felice.

Ma il fato ci mette lo zampino, sotto forma di una stramba famiglia straniera formata da padre, moglie incinta e due figlie piccole, che entrano col furgone nella zona non carrabile. La cosa manda in bestia Ove, che rinuncia sul momento al suicidio, dovendo provvedere all'ordine del quartiere.

Altri personaggi importanti sono i vicini, con la moglie un tempo grande amica di Sonja e il marito amico forzato di Ove. Forzato poichè lui non crede in questo tipo di rapporto, come pure l'altro. Discutono molto, arrivando a non parlarsi per mesi per questioni futili, prima tra tutte la scelta dell'auto; Ove adora ed ha sempre avuto Saab, mentre l'amico è un amante sfegatato delle Volvo. Ma non solo, la lotta si scatena sin dal loro arrivo in quartiere per via dei compiti assegnati dall'amministratore, che incarica di volta in volta i due nominandoli responsabili del taglio dell'erba, dell'ordine pubblico e via di seguito.

Da quando Sonja se ne è andata lui non ha più rivolto parola ai due, nonostante sappia che l'amico soffre di Alzhaimer all'ultimo stadio.

Proprio mentre decide di uccidersi sotto al treno, salva un uomo che cade sui binari, diventando un eroe. Lo stesso accade mentre in auto in garage vuole morire soffocato dai gas di scarico, ma una giornalista lo vuole intervistare.

Sembra paradossale, e ci si mette di mezzo pure un gatto spelacchiato, che lo segue come un'ombra, affezionandosi a lui, che da sempre odia gli animali, specialmente i felini.

Quando, ormai all'esasperazione decide di togliersi la vita con un colpo di fucile in bocca, e il gatto lo guarda con aria triste, un nuovo evento cambia per sempre la sua vita: un assistente sociale è pronto a strappare l'amico dalla moglie, a causa della presunta incapacità di accudirlo. A Ove, che in vita sua è sempre stato un caparbio testone, capace di scrivere decine di lettere alle amministrazioni pur di vedere giustizia, scatta nella testa l'idea che la morte può aspettare, se fino ad allora l'ha schivato, e perorare la causa degli amici.

Tanti personaggi si aggiungono, ognuno un cameo che si incastona perfettamente.

La trasformazione, in quest'uomo difficile, ha inizio, grazie alla nuova vicina incinta che...

Beh, non ha senso raccontare un finale dolce amaro, fatto di risate e anche lacrime, perchè l'autore, con il suo meraviglioso tocco e la narrazione coinvolgente ci prende per mano accompagnandoci ad un finale strano, ma perfetto.

Buona lettura.

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