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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Articoli e recensioni

Il calcio in costume

Una tradizione fiorentina

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6 minuti

Pubblicato il 11 febbraio 2020 in Giornalismo

Tags: #CalcioStorico #Firenze #Tradizioni

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Il calcio storico fiorentino, anche detto “calcio in costume”, è un’antica tradizione di cui si hanno testimonianze già dalla seconda metà del quindicesimo secolo, quando veniva giocato nelle vie e nelle piazze, nei giorni di festa o anche nelle pause dal lavoro.

I nobili fiorentini solevano organizzare delle partite assai ricche e curate nell’aspetto scenico, soprattutto nel periodo di carnevale.

Tra i calcianti celebri, che si sono cimentati, nel corso dei secoli, in questo famoso gioco, si possono citare molti dei discendenti della famiglia Medici, il duca di Mantova Vincenzo Gonzaga, Enrico II principe di Borbone-Condè e, anche i futuri Papi Clemente VII, Leone XI e Urbano VIII. Sono state giocate partite in occasione di nozze fastose, come quelle di Eleonora de’ Medici e Vincenzo Gonzaga e quelle di Ferdinando de’ Medici con Violante Beatrice di Baviera. In occasione di eventi particolarmente rilevanti si sono svolte anche oltre i confini cittadini: a Roma, nelle terme di Diocleziano per festeggiare la nomina a granduca di Cosimo I, o a Lione, organizzata dai mercanti fiorentini lì residenti, in onore del re Enrico III Valois, figlio di Caterina de’ Medici, regina di Francia. In epoca moderna, è da citare la partita del 28 agosto 1960, a Roma, in piazza di Siena, in occasione delle olimpiadi.

Ma la partita più famosa della storia, quella a cui si ispira la manifestazione attuale, fu certamente quella giocata il 17 febbraio del 1530. La Repubblica Fiorentina, assediata dall’esercito dell’imperatore spagnolo Carlo V, versava in gravi difficoltà per mancanza di cibo ed altri approvvigionamenti, ma resisteva, per mantenere la propria indipendenza. In segno di sfida, essendo quello il periodo di carnevale, si decise di organizzare una partita, in Piazza Santa Croce, luogo che, per la sua posizione, era ben visibile alle truppe nemiche, accampate sulle colline circostanti. Tamburini e musicanti precedettero l’inizio del gioco, creando l’atmosfera di festa. Una palla di cannone partì dalle postazioni nemiche, ma colpì oltre la piazza, con l’unico risultato di provocare risate e motteggi di scherno tra la popolazione, mentre più forte si levava il suono delle trombe. L’ambito premio per i calcianti, vincitori della sfida era una vitella con le corna e gli zoccoli dorati. Un vero premio principesco, in un momento di carestia e scarsità di alimenti.

Ancora oggi, la vitella sfila, insieme con i molti figuranti del corteo storico che precede le partite, accompagnando i calcianti verso il campo di gioco. Questo è costituito, così come dettano le antiche regole, da un rettangolo sabbioso, diviso al centro da una riga bianca che forma due quadrati identici; lungo i lati di fondo vengono montate le reti verso le quali va indirizzata la palla al fine di ottenere la “caccia”, ovvero il gol. Ma attenzione! Se la palla supera la rete verrà attribuita agli avversari una “mezza caccia”. I giocatori, in numero di 27 per ogni squadra, sono disposti geometricamente sul campo e ricoprono, grosso modo, i ruoli noti nel calcio moderno: tre Datori Indietro (portieri), quattro Datori Innanzi (difensori), cinque Sconciatori (centrocampisti), quindici Innanzi (attaccanti). Ci sono poi altre due figure estremamente importanti: il Capitano e L’Alfiere. Il Capitano, corrispondente all’attuale allenatore, ha il compito di dirigere i propri uomini e di controllarne il comportamento; durante la partita assiste allo scontro, incitando e consigliando i giocatori. L’alfiere, invece, è colui che porta la bandiera del proprio quartiere, marcia, nel corso della sfilata che precede il gioco, alla testa della propria squadra, si posiziona, durante il gioco, in un’apposita garitta situata nel fondo campo, all’interno della rete. Poiché la regola impone che ad ogni caccia segnata o subita, debba esserci il cambio del campo, l’alfiere ha il compito di raggiungere la garitta opposta e dovrà farlo nel più breve tempo possibile per non restare nel territorio nemico e permettere agli avversari di conquistare lo stendardo, che sventolerà alto nel caso di una caccia vincente della propria squadra, o ammainato, nel caso di un punto subito.

Le squadre che gareggiano in questo gioco del calcio in costume sono quattro e sono identificate da colori e da simboli che ne denotano l’appartenenza ad uno degli storici quartieri fiorentini, entro le antiche mura. I Bianchi di Santo Spirito hanno come simbolo la colomba, emblema dello Spirito Santo, il simbolo dei verdi di San Giovani è il Battistero che fronteggia la basilica di Santa Maria del Fiore, quello dei rossi di Santa Maria Novella è il sole, mentre quello di Santa Croce è, come si può intuire, una croce gialla in campo blu. Ogni anno, nel mese di giugno, vengono disputate due semifinali e una finale tra le due squadre che passano il turno, che si gioca il 24, festa di San Giovanni, patrono della città. Il sorteggio degli avversari che si sfideranno nelle due semifinali avviene il giorno di Pasqua, prima del tradizionale “Scoppio del Carro”: il vescovo estrae da un sacchetto le uova di marmo di quattro diversi colori, decretando le squadre che gareggeranno tra loro. Le regole che contraddistinguono il gioco, sono, in gran parte, invariate rispetto alla storica partita del 1530, codificate da un regolamento di 33 articoli (“Capitoli”) da Giovanni de' Bardi. Ogni partita dura cinquanta minuti, la palla può essere presa anche con le mani e sono ammesse mischie e prese di lotta per bloccare gli avversari, ma se un giocatore si fa male o viene espulso, non sono previste sostituzioni, perciò la squadra si riduce di numero: nel 2005, la squadra dei Bianchi dovette ritirarsi per grave inferiorità numerica, avendo perso, per infortunio durante gli scontri, molti giocatori!

Le partite sono precedute dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, composto da oltre cinquecento figuranti che indossano abiti la cui foggia risale a quel famoso, tragico, 1530. Molte sono le compagini in esso rappresentate, ognuna caratterizzata dai propri colori e dalle proprie insegne, e i personaggi che rivestono importanti incarichi. Qui ne citiamo solo alcuni, non per importanza, ma perché caratterizzanti questa manifestazione unica.

Il Pallaio è colui che porta i palloni del colore delle due squadre che disputeranno la partita, esso è vestito in panno dei quattro colori dei quartieri di Firenze ed è colui che da’ inizio alle ostilità lanciando in aria il pallone al centro del campo.

I Bovari, sfilano indossando gli abiti dei contadini dell’epoca: sono coloro che conducono la vitella, ambito premio della squadra vincente.

Il Maestro di Campo, che data l’importanza sfila con una sua propria scorta, è colui che ha il compito di far rispettare le regole.

I Giudici di Campo sono personaggi assimilabili agli attuali guardalinee, mentre gli arbitri sono tre, anche se uno solo rimane in campo, per dirigere la partita. Gli altri due affiancano il Giudice Commissario nell’espletamento dei propri compiti.

Il Giudice Commissario, la cui divisa è di velluto nero e verde, ha il ruolo di convalidare i punteggi delle squadre durante la partita e rilevare le irregolarità. È colui che da’ il segnale alle colubrine di sparare i colpi quando viene segnata una caccia.

Quando, al termine della festosa sfilata per le vie cittadine, il corteo storico raggiunge Piazza Santa Croce, ciascun figurante si dispone, secondo un ben preciso ordine, sul campo di gioco. I Trombettieri del Comune suonano lo squillo ufficiale che annuncia la lettura della “grida” e l’Araldo della Signoria srotola la pergamena e comunica al Magnifico Messere (l’ospite illustre della manifestazione) che la partita sta per cominciare; quindi si rivolge al Maestro di Campo: “A te il comando!”.

Tre rulli di tamburo fanno sgombrare il campo dai figuranti, i calcianti delle squadre che si affronteranno si dispongono secondo i ruoli assegnati, si spara un colpo di colubrina e la partita inizia!


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