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Una storia di Kriterio

La busta dorata

Non sai mai cosa ti capita tra le mani

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4 minuti

Pubblicato il 13 febbraio 2020 in Thriller/Noir

Tags: #paura

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Mi svegliai all'improvviso, un sordo rumore proveniva dalla cucina, qualcosa sbatteva con ritmo incessante.

Tentai di alzarmi, raccoglievo le forze ancora intontito dal brusco risveglio ma non un solo muscolo rispondeva ai miei comandi.

Poi una voce: " occhio, dobbiamo fare in fretta, MUOVITI! ".

Allarmato pensai: " Che cazzo sta succedendo? "

Una sensazione di angoscia pian piano si faceva strada nel mio animo, non ero solo, la mia intimità era stata violata, le quattro mura che per anni erano state custodi della mia sicurezza ora parevano diventate carta velina.

" Ho detto di muoverti, COGLIONE! " udii ancora.

La luce della cucina rischiarava un poco la camera grazie alla porta rimasta socchiusa ma non riuscivo ad intravedere nulla.

" ScaBahm !! " tutto d'un tratto un'ombra si avvicina e la porta sbatte sullo stipite.

Ho un moto d'impeto, sobbalzo, ancora una volta i miei muscoli non rispondono ai comandi.

" Dov'è la roba? " mi gridano in faccia, sento strattonare, non mi muovo. Non riesco a muovermi.

" Dimmi dov'è la roba, CAZZOOOO!!! "

Ora l'angoscia si è fatta più densa, chi sono questi? Cosa vogliono da me nel cuore della notte?

Comincio a tremare nonostante l'immobilismo cui sono forzato, respiro affannosamente, la mente perde di lucidità e l'angoscia che mi pervade ora prende la forma del più bieco terrore.

Di nuovo mi viene rivolta la stessa domanda a parole scandite: " D-o-v-e c-a-z-z-o è la roba, guarda che non te lo ripeto " e sentii torcere la gamba, un dolore acuto mai sentito prima mi fece salire le lacrime agli occhi. Provai a rispondere.

" G...giù...giù in cantina " , tergiversavo, volevo prendere tempo. Probabilmente non era stata una buona idea.

Si allontanarono di tutta fretta, li sentii correre roboando tra le scale ed imprecando.

Le lacrime diventarono un fiume in piena, questa situazione era paradossale, un onesto cittadino svegliato nel cuore della notte senza apparente motivo, torturato e reso immobile nel letto con chissà che diavolo di droga...

Una vita di lavoro e dedizione agli altri ed ora in solo attimo tutto potrebbe svanire, Dio solo sa cosa succederà.

" Andate via " pensavo " Andate via , vi supplico ".

Passò una decina di minuti, in realtà ebbi l'impressione che fossero passati dieci anni; in preda al panico il tempo si dilatava, ogni secondo sembrava eterno.

Lentamente perdevo le forze e subentrò una grande stanchezza, lentamente mi riaddormentai.

Gli occhi si sbarrarono come una saracinesca che si alza di colpo e sbatte con violenza sulla traversa.

La gamba pulsava di dolore, il mio cuore sembrava impazzito…" E' solo un brutto sogno, è solo un brutto sogno, è solo un brutto sogno… "

" Dicci una volta per tutte dov'è la roba! "

" Non siamo in vena di scherzi e sai perfettamente di cosa stiamo parlando "

Il dolore alla gamba aumentava, aumentava; il cuore correva...correva...inarrestabile

" Ora ti diamo un minuto per riprenderti, se quando torniamo non parli, cazzo se è vero, ti portiamo giù e ci divertiamo un pochino! "

Non so per quale miracolo mi uscirono alcune parole di bocca:

" Di … di cosa … stiamo parlando? "

Si girarono di scatto , i loro piedi già posavano nel tiepido marmo della cucina, si guardarono negli occhi e tornarono indietro all'istante.

" Ci prendi per il culo? "

" Ieri sei stato dal tuo amichetto Jonas il quale se ben ricordo ti ha dato una busta "

" Una busta dorata … per essere precisi "

" Quella busta non è affar tuo! "

Trovai la forza per rispondere, non so come.

" Mi ha detto solo di conservarla sino a quando non sarebbe tornato. "

Loro replicarono:

" Bene, dal momento che non tornerà mai più la busta ora è nostra… DICCI DOV'E' !!! "

" Dicci dov'è bastardo! Dicci dov'è CAZZOOOOO "

In un lampo mi ritrovai a terra e le lacrime iniziarono ad avere come per una terribile magia il sapore aspro del sangue.

Picchiavano da ogni lato, tenevo gli occhi serrati e i denti stretti più che potevo.

Stavo cedendo.

In lontananza s'udiva un suono come di sirena ma non la tipica tonalità che utilizzano i gendarmi, senz'altro si trattava di un mezzo del pronto soccorso.

Poco bastò a spaventarli.

Presto la mia casa fu vuota e una quiete disarmante cominciò a regnare sovrana.

Restai disteso a terra sino a quando il torpore cui mi avevano costretto a poco a poco svaniva e realizzai che probabilmente non c'erano fratture nonostante l'impeto col quale si erano scagliati contro di me.

Dovetti attendere la mattina seguente per tornare sui miei passi e riflettere su quanto era accaduto. L'oblio di quella notte non mi dava pace.

Cercai subito la busta.

Era rimasta in macchina, parcheggiata lungo il vialetto.

" Strano che non ci abbiano pensato " osservai tra me e me.

Frugai sotto il sedile del passeggero, nulla, guardai nel portaoggetti, nel bagagliaio e persino sotto i sedili posteriori. Nulla.

" Com'è possibile? La busta avrebbe dovuto trovarsi sotto il sedile del passeggero "

Presi un attimo per riflettere.

" La macchina è immacolata, l'ho trovata chiusa, non ci sono segni di scasso, mi chiedo ancora come sia possibile che la busta sia sparita. "

Ora la questione si faceva seria.

Chiusi la serratura, mi guardai attorno e con passo svelto risalii il vialetto verso casa.


UNA FITTA AL CUORE!


E fu buio.








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