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Una storia di Chiarawhite

La Prima Volta

La scoperta del Piacere

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7 minuti

Pubblicato il 13 dicembre 2019 in Erotici

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La notte scorre più lenta dei miei pensieri, sono inquieta, il piede nudo accarezza le lenzuola. Il desiderio di essere posseduta mi picchia in testa come un martello, impazzisco dalla voglia, ma non sarò sfamata stanotte.
"Fame": un concetto che rende bene questa smania lacerante che mi abita dentro, irrazionale e incontrollabile.

Il mio corpo è affamato: ogni parte reclama qualcosa. La schiena si divincola involontariamente, non riesce a trovare una posizione, vorrebbe essere di nuovo scossa dai brividi di piacere.

Le cosce sono in tensione come a difesa ostinata di un territorio che nessuno verrà a rivendicare.

Anche la bocca è vorace, socchiusa, pronta per gemiti che non faranno nessun rumore. Ma è la mente ad essere letteralmente famelica: è lei che pretende di essere accarezzata dolcemente, poi strapazzata con forza, fino alla follia.


Voglio godere: mi concederò quelle carezze, le dita umide stanno già passando dalla mia bocca all'ombelico, hanno sfiorato leggere il capezzolo ma sono scivolate via con troppa fretta. Vogliono scendere e affondare tra le labbra calde. Non è così che Mr. White mi ha insegnato a prendermi cura delle mie voglie, ma non sono capace di aspettare ancora stanotte... le lascio giocare libere sulla mia pelle e torno con la memoria al momento in cui è cambiato tutto: la mia prima volta faccia a faccia con lo sconosciuto che sarebbe diventato mr. White. La prima volta che ho provato l'emozione bruciante del Piacere.


Doveva essere un incontro come i tanti, troppi, che mio marito aveva organizzato: trovava eccitante vedermi scopare altri uomini, il cornuto. Era iniziato tutto molti anni prima, mi ci ero ritrovata invischiata, quasi senza rendermi conto di quanto odiassi queste richieste... ma col tempo ero diventata una macchina infallibile.
Non provavo niente, adoravo fissarli negli occhi con uno sguardo di pietra, sprezzante, mentre mi muovevo sinuosa sopra quei burattini. Due fari azzurri che trapassavano chiunque. Tutti uguali: impazzivano per il modo in cui accavallavo le gambe, in modo che si scoprisse un altro po' di cosce. Azzardavano qualche complimento e poi allungavano quelle mani insicure su come toccarmi.
Li ho odiati tutti, ne ho dimenticati tanti. Sapevo come muovermi e come fare i compiti, sapevo bene come si eccitavano tutti mentre posavano gli occhi sul mio culo. Quello che mi importava era solo finire presto.


Quella sera ero pronta a seguire il mio copione: accogliamo il nostro ospite, mi siedo accanto a lui sul divano. Accavallo le gambe e faccio salire il kimono di seta. "Uno dei tanti" penso, "tra poco se ne andrà". Ammetto silenziosamente a me stessa che stavolta sono stata fortunata: sembra un bell'uomo. Ma l'ho degnato di mezzo sguardo, non mi interessa. Sì, è curato, camicia bianca, si direbbe che ha un bel corpo, spalle larghe. Un pupazzo insignificante ma di bella presenza. So che sta per iniziare lo spettacolo, 3 2 1...

Poi inizia a parlare, ha un maledettissimo accento che mi fa vibrare. È una sensazione nuova. Mi innervosisco, non ascolto cosa dice, mi lascio semplicemente pizzicare dal suono. Non riesco a tenere fermo il piede, che inizia a giocare nervosamente e scivolare lungo l'altra gamba.


Mio marito esce dalla stanza per prendere del vino e... è un attimo. Un secondo. Sento un'attrazione così forte da non poterla fermare. Da non riuscire nemmeno a sentirla arrivare, intercettata. Mi ha travolta.
Mi giro verso di lui, sempre seduto calmo di fianco a me, lo guardo veramente per la prima volta e gli salgo in braccio, a cavalcioni. Il mio corpo attaccato al suo. Una forza magnetica, inimmaginabile mi tiene lì, indescrivibile, mi eccita e mi fa paura: come corrente elettrica che attraversa il mio corpo e lo rende vivo, vibrante sul suo.


Quello sconosciuto sembra sorpreso dalla mia sfacciataggine. Gli sono salita sopra senza il minino preavviso. Ma mi fa sentire il suo corpo forte, eccitante e eccitato. Non mi era mai successo prima e non succederà più con la stessa forza. Una manifestazione di vita, forte e sconvolgente, il sangue che corre affannato nelle vene come per la prima volta. Mi dà alla testa questa sensazione.


Ho dei vuoti, non so com né dopo quanto tempo mi ritrovo sdraiata sul divano. Lui ha già preso il controllo, mi sta sfilando il kimono. Le sue mani non sono timide, si muovono con l'arroganza di chi sa come farti godere. Mi sposta il perizoma nero, si abbassa a leccarmi l'inguine, appoggiando il suo orecchio contro l'interno coscia, si ferma, alza la testa e mi fissa: dritto negli occhi, non dice nulla ma capisco perfettamente che vuole la mia attenzione. Sta per dedicarsi al mio clitoride, in questa attesa si nutre del mio desiderio... lo percepisco e non posso farci nulla.

Anzi, senza neanche controllare il movimento sento che ho già inarcato la schiena e gli sto offrendo la mia figa: può fare quello che vuole, non aspetto altro che riprenda da dove si è interrotto.


E finalmente tutta la sua lingua si muove calda, larga, disegna cerchi regolari sulla mia carne che freme. Un morso leggero, uno più duro poi ancora tocchi delicati con la punta della lingua... la sensazione spaventosa e irresistibile di essere mangiata, risucchiata completamente da questo animale affamato.


Poi di colpo fa scivolare le sue dita dentro di me. Un movimento lento, rassicurante.. abbasso il bacino per farlo entrare ancora più a fondo... e da quel momento smetto di essere padrona del mio corpo.

Lui aumenta il ritmo, sale dentro di me, mi accarezza come non ha mai fatto nessuno, mi riempie con la sua mano. Mi fa male? Non lo so, lo sento forte e deciso a portarmi dove non sono mai stata prima.

E improvvisamente esplodo di piacere: non capisco più niente, sono un fiume, lo inondo e lascio libero di emergere il mio lato più animalesco, incontrollabile, puro.


Per un attimo mi dimentico di respirare, lo guardo con gli occhi sbarrati, increduli per il piacere e la sorpresa. Sono spiazzata, nel mio copione non era prevista questa parte, non la conosco e non mi riconosco. Godo, semplicemente. Niente schemi, niente strategie, mi sento nuda per la prima volta con un uomo. Dove è finito mio marito in tutto questo? È nella stanza, probabilmente è rientrato già da molto ma adesso mi sembra solo una figura pallida, indefinita... sono completamente in balia delle mani forti del mio amante di una sera e non voglio perdermi nemmeno un secondo di quanto sta accadedo.


È così che ho imparato a godere, a liberare dalle catene la mia indole più autentica e istintiva. È stato come perdere la verginità, ma molto più intenso. Una verginità dei sensi che era rimasta intatta e inalterata per tutti questi anni. Dimenticata, inerte... forse addirittura morta prima di sbocciare.

Quanti hanno avuto il mio corpo a disposizione in questi anni: nessuno di loro ci è mai entrato veramente, nessuno lo aveva avuto prima. Per la prima volta mi sentivo viva, ogni cellula sembrava gridare il suo diritto a godere, a esplodere di passione. Viva sì, e percorsa da ondate di intenso piacere, bagnata, irrefrenabile.


È una droga potentissima, una sensazione che non posso più dimenticare... sarò condannata a cercarlo ancora e ancora. Ma non lo troverò ovunque.


In notti come queste so che quel piacere è distante da me, inarrivabile. Potrebbe rimanere così per sempre. Non ci sono certezze con Mr. White. Non è dato sapere cosa sarà. Forse sarebbe stato meglio non averlo conosciuto? Può darsi. Ma indietro non si torna, non si possono chiedere gli occhi o tappare le orecchie dopo che la vita mi ha attraversata con quell'impeto, straripante, sconvolgente... è la natura di Mr. White: distrugge per sempre ciò che c'era, spazza via come una piena i rami secchi. E crea nuove sensazioni, indelebili nella mente effimere sulla pelle.


Certe volte sembra cibarsi delle mie paure, ma anche del mio piacere. Sicuramente non solo del mio. Non resta che sperare che non sia ancora sazio dei miei gemiti, perché mi porti ancora oltre il limite. Abbandono totale, ecco cosa richiede: mi da vita e me ne toglie allo stesso momento. Mentre il mio corpo si svuota, si lascia andare, gli regala i miei umori la mia mente si riempie, mi sento forte, invincibile, piena di vita. Mr. White è un ossimoro in carne ed ossa: sotto quella camicia bianca respira la parte più oscura e animalesca dell'uomo.



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