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Una storia di IBonamiciFredducci

Campagna...e Pieraccioni?

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4 minuti

Pubblicato il 23 luglio 2020 in Altro

Tags: #diario #film #humor #trip #vita

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Un microscopico borgo formato da 5 abitazioni più una chiesetta, tutto completamente ristrutturato tranne un casale. Era un borgo fantasma ma adesso 2 case sono abitate in modo fisso e le altre le affittano. E’ arroccato su un cucuzzolo immerso nei boschi e si affaccia su una vallata dove negli anni ‘50 hanno costruito una diga, creando un lago sul corso del fiume Arno per produrre energia elettrica. Si è creato un ecosistema bellissimo e infatti questa zona (e quella del lago poco più avanti, perché c’è un’altra diga con centrale idroelettrica annessa) è diventata una riserva naturale.

Una delle case ha un meraviglioso giardino terrazzato, a strapiombo sulla diga e sul lago.

Ho macinato km su strade sterrate e sentieri boscosi.

Ho lasciato la macchina all’inizio degli sterrati: perché far tutto con un veicolo sotto al culo quando puoi goderti boschi e campagne meravigliosi???

Dopo che le mie gambe nude sono state tagliate e graffiate in modo sexy da rovi e filo spinato (per accedere alla diga ho dovuto scavalcarlo) faccio una breve pausa alla chiesetta del paese, a sedere su un muretto bevendo l’acqua ancora fresca della mia borraccia.

Quando torno indietro sento arrivare una macchina. Il borgo è sperduto nel nulla ma lo sterrato per raggiungerlo è in ottime condizioni: ipotizzo che sia uno dei pochi abitanti, perché non è certo una zona di passaggio e oltre il borghetto non si va.

E’ una Land Rover Freelander 2 di una decina di anni fa, grigio scuro con l’hard top di una tonalità più chiara.

Entra nella piazzetta sterrata sulla quale si affacciano le case e fa manovra. Mi si avvicina e il finestrino lato passeggero si abbassa.

Sono due ragazze sulla trentina, vestite da “scampagnata” come me, che però non ricordo mai che sarebbe intelligente mettersi i pantaloni lunghi quando devi camminare tra i boschi o scavalcare fili spinati.

Entrambe indossano degli shorts ma, visto che sono arrivate fin lì in macchina, dubito che necessiterebbero di pantaloni lunghi…

Il mio corpo è madido di sudore, loro sono asciutte e fresche perché se ne stanno rintanate nell’abitacolo con il condizionatore a palla. Sono abbronzate in modo assurdo. Trovo sensato l’abbinamento piccolo fuoristrada a 2 porte + ragazze piuttosto carine.

Quella seduta dal lato passeggero, che è castana e ricciola, mi fa: -Scusa...dove sono i casali dove Pieraccioni ha girato “il Ciclone”???-

Cado dalle nuvole. Livello di sorpresa 8.5.

Prima di tutto ignoravo che in questa zona avessero girato quel filmetto e poi, soprattutto, quelle si stanno facendo un trip per vedere le locations di quel filmetto? (Ah...la ripetizione della parola “filmetto” non è casuale)

Io son qui per salire sulla diga (sarebbe vietato, ma chissene) e scattare foto fighe, come in effetti ho fatto...e queste cercano i casali de “Il Ciclone”??

Ognuno sfrutta il proprio tempo libero come meglio crede e cercare locations di film e serie tv è davvero molto figo; ma qui stiamo parlando de “Il Ciclone”!!!!!!!!!

La vocetta fa: -Con un’abbronzatura simile, è già tanto che non ci sia Elettra Lamborghini a tutto volume in macchina...-

Non voglio fare di tutta l’erba un fascio; ma la correlazione tra fissa per l’abbronzatura e tamarri è oggettiva. La vocetta ha ragione.


Il pensiero torna a Pieraccioni: io ho un’avversione per il “comico” toscano da sempre.

Sì, ho scritto “comico” tra virgolette perché non trovo Pieraccioni divertente, tranne un paio di battute alle quali ho effettivamente riso.

Non l’ho mai apprezzato: le sceneggiature dei suoi film le scriverebbe meglio il mio Carlino (oltretutto con le zampe legate e gli occhi bendati).

Il Ciclone ha incassato cifre fuori da ogni logica e non ho mai compreso sta cosa...e oltretutto credo che quello e gli altri film di Pieraccioni abbiano rafforzato negli italiani il concetto che in Toscana siamo tutti un po’ scemi e contadinotti.

Pieraccioni non lo sopporto...

Non sopporto neppure quella sua faccina da finto bravo ragazzo e la sua vocetta...

La vocina nella mia testa urla: -Mostra loro i denti!!!!! Mostra loro i denti, ringhia e spaventale!!!!-

Sto effettivamente per farlo, quando una signora spunta fuori dalla casa a noi più vicina ed inizia a dar loro indicazioni!!!!

Mi allontano dalle ragazze sulla Freelander e dalla signora che sta spiegando loro tutta la storia dei due casali dove hanno girato il “capolavoro” di Leonardo Pieraccioni.

Riprendo il mio cammino: circa 2 km mi separano dalla macchina, parcheggiata davanti ad una gigantesca villa cinquecentesca.

Lungo il percorso penso che Pieraccioni ha calpestato quelle stesse strade sterrate, visto quello che sto vedendo io, respirato la stessa aria...un brividino spiacevole sale lungo tutta la mia spina dorsale.


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