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Una storia di Gisagi

PULIZIE DI PRIMAVERA

tre anni insieme

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3 minuti

Pubblicato il 13 marzo 2019 in Storie d’amore

Tags: #amoripersi

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Sapevi già che qualcosa sarebbe cambiato, lo sentivi, e quella sensazione ti scaldava dentro, potevi percepirne persino l'odore, di fresco, di buono, ed un solletico sul cuore.

Apri la finestra per guardare fuori e respirare profondamente è già il tramonto.

I colori sono così dolci, così intensi, persino il paesaggio ti sembra più bello, come se i tuoi occhi fossero altri da quelli che solo ieri scrutavano l'orizzonte dalla stessa finestra.

Lei sta arrivando e tu non riesci a muovere un muscolo, un braccio, un gomito, una gamba, niente.

Le tue energie sono tutte sedotte da quell'unico pensiero, come se tutto il resto non potesse trovare posto nella tua mente.

La casa è sporca, l'aspirapolvere non va -c'è il sacchetto pieno- pensi- ma lo cambierò domani-.

Domani, oggi no.

Oggi no, oggi la vita ti avvolge, ti senti leggero, fragile, piccolo…un bambino; ancora più piccolo, un uovo, un'unica cellula che deve ancora crescere protetta da un guscio di sognanti aspettative.

Il campanello suona, vai ad aprire con la scopa in mano, tutto è in disordine, il gatto è sul divano, il tavolo è ingombro di mille cose ma non importa, è arrivata, basta un sorriso, timido, quasi invisibile perché viene da dentro ed il guscio si rompe e tu sai che comincerai a crescere per molto, molto tempo insieme a lei.

Poi gli anni passano, pochi, solo tre.

Era primavera allora, ed è primavera ora.

Cosa è cambiato? - ti chiedi osservando il disordine della tua casa e della tua vita-.

Chi è cambiato?

Cosa ha spento il bruciore della vostra pelle e diviso le vostre anime?

Un altro uomo?

Un'altra donna?

Quel figlio non nato?

Due mesi e un pugno di giorni, tanto manca.

Divorzio… che brutta parola.

E comunque sta arrivando il momento di firmare, lei ha lasciato la tua casa, il tuo armadio, i tuoi spazi e la tua mente.

Semplicemente non c'è più.

Non devi più andare a prenderla al lavoro, non devi andare al cinema quando non ne hai voglia, non devi aspettare che esca dal bagno e non devi più rinunciare alle partite in TV.

Assapori questo piccolo piacere come un bambino assapora un gelato al cioccolato in un pomeriggio d'estate.

Poi ti guardi intorno e pensi a quando, tornato dal lavoro, cominciavi a preparare la cena, apparecchiavi, pulivi, eri sempre “presente e collaborativo” lo facevi per lei, perché era così che lei ti voleva, anche quando avresti voluto fare altre cose, magari leggere il giornale oppure rimanere fuori a fare una partita a calcetto...o anche fare nulla, spendere il tuo tempo così senza meta, senza una destinazione.


Ora invece il tuo tempo è solo tuo, puoi comprare qualcosa in rosticceria, mangiare in piedi e lavare i piatti quando ne hai voglia, anche il disordine in casa può aspettare, anche il bagno sporco.

Tanto c'è tempo, tanto tempo.

Ti metti comodo, la grossa poltrona ti avvolge, ti rapisce e niente e nessuno ti dice di alzarti, accarezzi il gatto e una sensazione di piacere arriva e scappa via, come un ricordo, breve, un contatto caldo e delicato.

Guardi il soffitto e ti addormenti, per poco, solo per qualche minuto, poi ti svegli, ti stropicci gli occhi e prendi le parole crociate.

Sette verticale: separazione fra coniugi... una fitta al cuore e scoppi a piangere.

Lei non c'è più.



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