scrivi

Una storia di Tyr93

Questa storia è presente in 2 magazine

Guarda tutti

Piove e io non la vedo

#Pioggia

378 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 07 novembre 2018 in Altro

Tags: #Pioggia

0

Ci passo ogni giorno per quella via. È lì che la vedo sempre, tranne nei giorni di pioggia. In questi ultimi giorni ha piovuto spesso, quindi non l’ho vista. Mi dispiace, per questo mi ritrovo a sorridere quando le rivolgo il mio pensiero. È un sorriso che sa di protezione e di impotenza. Provo ad immaginare che cosa significhi essere soli sia dentro che fuori, ed è proprio dentro di me, in quel momento, che sento un vuoto che fa paura.

Si sistema sempre lì, nell’angolo, col bicchiere a lato. Alcuni giorni ci sono poche monete nel bicchiere, altri non ce ne sono proprio. Pieno di monete quel bicchiere non l’ho mai visto.

Non cerca mai lo sguardo dei passanti, forse ha paura di certi pensieri. Spesso fissa il vuoto: chissà cosa pensa una persona a cui il tempo non passa davvero mai.

Non chiede nemmeno spiccioli, attende invano che qualcuno, consumato il suo drink al pub appena poco distante, le ceda qualcosa. Non ho mai visto nessuno donarle un centesimo tantomeno uno sguardo. Nessun cartello ad indicare cosa lei cerchi. Nulla. Ha solo il suo bicchiere. A volte passo veloce, sfrecciando con la mia sedia a rotelle, altre volte la velocità a cui vado sembra essere di pari passo col mio umore cupo. Tuttavia le rivolgo sempre un sorriso, un “ciao”. Lei, a volte sorride e saluta come se ricevesse una boccata d’ossigeno, altre volte rimane seria; sembra non bastare. Non c’è una correlazione tra il numero di monete nel suo bicchiere e la sua capacità di sorridere, anche se può venire facile pensarlo.

Capita che ci sia un ragazzo con lei, sembra che lui l’aiuti a sorridere molto più del denaro in quel bicchiere. Non essere soli è forse la chiave.

Lui è meno timido: parla, chiede soldi e a volte manda anche a fanculo quando capisce che vogliono imprimere incisività al rifiuto di dargli denaro. Un giorno mi ha fermato, mi ha detto: “io capisco, ho un fratello come te (in carrozzina), io capisco”. Lo ha ribadito due volte: io capisco.

Forse è di questo che abbiamo bisogno: qualcuno che capisca o che almeno provi a comprendere. Forse abbiamo bisogno di qualcuno che sappia cogliere il fatto che se sto con il culo a terra, all’aperto e magari al freddo, per dodici ore senza muovermi, con solo un bicchiere a fianco, di certo non mi sto divertendo. È difficile per me, che scrivo queste parole sul mio computer, capire davvero; ma voglio dedicare qualche minuto del mio tempo a riconoscere.

La pioggia è fitta e quei ragazzi non li vedo più, ma spero che il mio pensiero sia tanto forte da passare tra una goccia e l’altra e scaldarli almeno un po’.

Vi vedo.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×