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Una storia di GeorgeDebilatis

MENADE SOTTO SPIRITO

Le Complicazioni della Consanguineità

263 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 03 febbraio 2020 in Horror

Tags: #lunapiena #tarantolati #vendetta

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Maria Paola tiene Lucio a distanza: scopano col
contagocce perché lei è frigida, e preda di un'isteria
che terrebbe lontano qualsiasi maschio, se non ci fosse
quel contadino-muratore di 48 anni, un po' idiota ma ben
portato, con il pizzetto giusto; nessuna, neppure accennata
ombra di pancia, le braccia robuste e la pelle scurita dal
sano lavoro all'aperto.
è l'incontro di due anime affini e speculari, derelitte ma con
la roba, terreni, animali, una quieta stabilità, eppure nessun
slancio. Lei è figlia di un padre ingobbito e scavato, zeppo

di soldi ma tirchio, e una madre abbastanza passiva ma feroce,

compatta e nella luce del marito. Maria Paola tiene anche una
sorella, Viola, impelagata in un fresco crack finanziario causato
dall'ex compagno trafficone. Soprattutto, tiene una figlia, Martina,
che se n'è scappata di casa appena compiuti i 21 anni, asfissiata
dalla vita in campagna, e dall'atmosfera oscura e opprimente
della magione agricola estesa.


S'è rifugiata, Martina, a casa del papà, bello a nuovo di separazione,
e intanto vede Ivan, un piccolo imprenditore nell'ambito informatico,
di dieci anni più vecchio. Figlio di un padre che ha portato l'azienducola
abbastanza in alto, grazie alle entrature politiche regionali. Lavoro di olio,
più che di gomito.

Maria Paola, rosa dall'invidia per le trombate della marmocchia,
sicuramente centinaia rispetto alle sue... Lontane anni luce, scaglionate
fa incertezze e complessi, non varie ed eventuali. Un sorta di variazione
di Elettra...

Maria Paola che ha alzato troppo presto la voce e le mani, con il solo
risultato di fare squagliare, tra urla e maledizioni, il sangue del suo sangue.
Maria Paola, che da quel momento, passa le nottate fuori dalla casa

dell'ex marito, in macchina, per cercare di vedere tracce di Martina,
e tiene nel bagagliaio un coltello seghettato con 20 centimetri di lama,
semmai le dovesse capitare di affrontarla.


Maria Paola che considera un affronto personale la fuga della ragazza,
e intende fargliela pagare, in una maniera o nell'altra.
"è pur sempre mia figlia!"
Urla a Lucio.
Questi non risponde nulla ed è sul punto di appisolarsi. Sempre, dopo
le 20. Parte con quel suo fischio lieve ma persistente: un russare sottile
come l'abbozzo di un cristallo, qualcosa di innocuo e naturale ma che
fa comunque iniettare di sangue le pupille della compagna.
Lui si è alzato alle 4 nel mattino per foraggiare maiali e conigli, e poi
è volato sul cantiere a 40 chilometri da casa sua. Muratore specializzato.
E pure stimato. Uno con le labbra cucite, se non per bestemmiare
e imprecare contro le sviste degli apprendisti: in quei momenti pare
gli crescano le zanne, non è più lui per cinque minuti, poi torna sereno
e come rimbambito.
Lucio non dice nulla e non pensa nulla: si è appigliato a Maria Paola
perché si è reso conto che stava invecchiando senza donne, e gli è
parso che quella tizia quadrata, anche se pazza, potesse fare al caso
suo.


Del resto anche lui è lievemente deviato. Nasconde una carica di odio
e aggressività temibile all'interno delle vene, e quando un giovane
muratore sbaglia qualcosa si lancia, quasi a massacrarlo fisicamente,
e mulina le braccia come se la sua gioia più grande si celasse proprio
nella possibilità di farlo a pezzi con le sue mani. Tutto ciò, spesso, ha
sconcertato molti, ma lasciano correre perché ci sa comunque fare.
Lucio e Maria Paola vivono ognuno a casa propria e si vedono ogni
tanto. Il sesso, come già notato, è un optional assolutamente praticato
per semplici esigenze di rappresentanza ed esistenza.
Con il marito, il papà biologico di Martina, era stata la stessa cosa.
Finché Adriano si era rotto i coglioni. Aveva lasciato, e si era trovato
una tranquilla venticinquenne albanese. Scelta saggia.

Maria Paola e Lucio passano ora più tempo a girare sulle colline sopra
il paese di lei, e a scaricarsi le rispettive frustrazioni. Come complici
di mille, raffinate vendette immaginate sono perfetti.
E sono divorati dalla sete di rivalsa, e dalla convinzione di essere stati
gabbati dalla società, dalla vita stessa e da nemici che li seguono,

li spiano, li denunciano, li sputtanano e li tengono fuori dalle
posizioni chiave che meriterebbero, ampiamente.
Sono implacabilmente convinti che il mondo non abbia fatto i conti
giusti con loro, e le loro potenzialità. A vederli così offrono l'impressione
di una coppia dannata e rimasticata, filtrata dall'amarissimo della bile
sino a sboccare con una lunga striscia di umore sulla terra battuta dei

loro sentieri, percorsi mille volte al suono gutturale di formule ancestrali
per una qualche fattura cosmica: che fotta e inguai chi li ha lasciati ai margini.
Apparentemente integrati.

E Lucio trema quando osserva alla luna piena verso le tre di notte, nella
zona isolatissima delle Cenge, Maria Paola strapparsi la maglietta sino
ai fianchi, ululare più simile a una prefica che a una strega.
Cominciare a rotolarsi a terra, fra rametti aguzzi, polvere di sterpi e sassi
pungenti come spilli. La guarda mentre devasta: sé stessa e la propria
progenie: Con rabbia. Lui la fissa mentre estrae il coltello seghettato di 20
centimetri e traccia, idealmente, i contorni di Martina e Ivan nell'aria,
Bizzarramente illuminata e infuocata come fosse il sole a mezzanotte.
La squadra, quasi piangendo, mentre lei affonda a vuoto la lama contro
due bersagli invisibili e sereni. Innamorati.
Piange Lucio, perché sa benissimo che, un giorno, Maria Paola sistemerà
i fendenti nei punti vitali mille volte sognati, decine e decine di rasoiate,
come un incubo a cielo aperto.
E qualcuno di molto prossimo cadrà, sotto la furia della Madre.

E Lucio, a quel punto, urla. Si straccia la pelle viva e si unisce a colei
che sarà sua Moglie. Ballano, e guardano la valle sottostante che
dorme, come se nulla di atroce si stesse approssimando. Tanto simile
al giudizio dei Morti sui Vivi.


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