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Una storia di Filippodilella

Questa storia è presente nel magazine Humour di serie b

Un'altra stupida giornata di studio

Il Professore in un monologo inutile.

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4 minuti

Pubblicato il 26 giugno 2020 in Humor

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- Ci fu un tempo in cui un celebre poeta volle dedicarsi allo sviluppo di una società giusta.
Ci fu un tempo in cui l'umanità volle trovare una regola, una legge morale e materiale che potesse discendere da un'intelligenza super partes. -

- Costui, questo poeta e pensatore, fu un maestro dell'accennare senza dire e del dire senza riferirsi, un semplice erede dell'uomo con aspirazioni all'immortalità.
Condusse una vita morigerata e morì nessuno sa bene come (anche se tutt'oggi circolano voci di un possibile martirio) e fu d'esempio per molti suoi contemporanei.
Quell'uomo, un apostolo e precursore del socialismo, scrisse versi lodevoli e densi.
Ma la fregatura spesso è dietro l'angolo, difatti (dice il celebre proverbio) all'uomo ciò che è dell'uomo, alla sua banca ciò che è di Dio; fu così che le sue parole vennero rubate dai governanti e i suoi insegnamenti depredati dallo IOR. -

- Le rivoluzioni spesso falliscono e conducono ad un baratro per via della manipolazione degli ideali che le guidavano e molto più spesso servono a destabilizzare uno status quo in favore di un altro, ma ciò non significa certo che tutte le rivoluzioni siano sbagliate, anzi vuol'essere un monito affinché si preservi la memoria, basti guardare alla Resistenza; precisato questo, bisogna fare attenzione a due particolari storici: cercare di non sostituire un regime con un altro e documentarsi, per quanto possibile, sulla versione dei fatti non raccontata dai vincitori perché, ragazzi miei, il potere cerca sempre di legittimare e preservare sé stesso anzi a tutto.
Siamo sicuri che quell'apostolo citato sia poi un grande uomo o una guida attendibile con un grande spirito? Siamo davvero convinti che fosse al di sopra delle cose terrene?
Seguitemi un istante, siamo davvero sicuri che il Diavolo, come da etimo, sia davvero un calunniatore, un seminatore di discordia? Dovremmo, quantomeno, incuriosirci quando si accosta la parola Satana alla parola Diavolo: avversario calunniatore.
Chi volle defirlo così, la Storia o una conoscenza informata dei fatti? O magari fu chi vinse a definirlo così?
In fondo, non stupirebbe sapere che il vincitore di una rivoluzione definisca avversario colui che volle, per tradizione, ribellarsi ad una monarchia assoluta.
Prendiamo un altro fatto: il cristianesimo come lo conosciamo oggi, è cresciuto sul substrato culturale del paganesimo antico ereditandone parecchi usi e costumi tra cui una ricorrenza accorpata in maniera del tutto politica ai festeggiamenti dei Saturnalia e del sol invictus: Natale.
Naturalmente se il sub strato pagano è stato in grado di creare imponenti pezzi della nuova fede, è altrettanto vero che quest'ultima ha distrutto interi pezzi del primo, si veda l'improvvisa discesa agli inferi dei satiri con le loro corna e i loro zoccoli caprini, simbolo della riflessione che conduce al dubbio, del lato bestiale e dell'umanizzazione che restituisce dignità agli oppressi.
Quindi, ragazzi, al cuore dei concetti si potrebbe avanzare l'ipotesi che tutto ciò che è rivoluzionario, che mette in dubbio e che tende alla libertà di pensiero, non solo si può piegare ad una strumentalizzazione per fini di discutibile morale ma può addirittura essere bollato come divisivo e nemico in funzione di uno status quo affermato o in via di affermazione perché inutile e dannoso allo scopo principale di ogni potere: la continua affermazione del sé. -
- Ragazzi, se abbiniamo dubbio e curiosità, se non ci sediamo su supposte certezze di comodo e se ricerchiamo una nostra opinione, una nostra verità se volete, non La Verità, potremmo, un giorno, giungere alla conclusione che persino un profeta non è che un mezzo propagandistico trasformato in tale senza nemmeno l'appoggio della sua volontà ma come erede dell'accettazione cieca di un dogma.

Una foto messa lì per distrarsi un po'.
Una foto messa lì per distrarsi un po'.

In questa classe non abbiamo la pretesa di sapere se una cosa sia successa o meno e neanche la pretesa di cambiare o non rispettare il credo altrui, abbiamo però il dovere di discutere senza accontentarci di una spiegazione troppo semplicistica. Considerate queste discussioni non come blasfemia ma come soli esempi astratti di ciò che il dubbio guidato dalla razionalità può fare nella nostra visione delle cose.

Come abbiamo visto ieri, ogni società crea i propri dèi, il suo aldilà e i suoi nemici; ho voluto iniziare la lezione così solo per dirvi: siate liberi, discutete! -
-Bene, apriamo il Satyricon a pagina... -

La lezione finì alla solita ora.
Durante il pranzo qualcuno discusse affermando che la satira, tra le sue qualità, possiede il dono di confermare il potere costituito perché senza una società spinta da sesso, politica, religione e morte, essa non esisterebbe; qualcun'altro rispose che una società del genere non potrebbe mai avere luogo e che, dunque, la satira è non solo uno strumento regolatore ma nientemeno che una voce più immortale di qualunque poeta.
Io mangiai il mio panino al lampredotto con salsa verde leggermente separato dal resto della classe senza dire una parola, poi bevvi il mio bicchiere di rosso fresco di frigo e tirai un rutto tonante come Zeus in persona tra lo stupore sconcertato dei presenti.

La mia giornata finì verso mezzanotte quando il sonno mi sorprese sulla poltrona con l'indice ancora dentro alla narice, in tv davano un vecchio film di Chaplin.


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