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Una storia di MarianoSalina

Questa storia è presente nel magazine Naturalmente farlo.

Rose

la sorpresa più bella.

134 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 09 marzo 2019 in Avventura

Tags: #rose #paesaggi #vita #storie #boschi

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Aveva appena smesso di piovere, il sole era ancora nascosto dietro le nuvole e ogni tanto usciva e si faceva vedere scaldando la mia pelle chiara e fresca.

Decisi di uscire dalla mia casa di paese, dopo essere stato immerso per ore in una lettura complessa, avevo la testa piena e pensai di fare una passeggiata nel bosco appena fuori il borgo.

Scesi le scale che fuori il portone portavano giù alla strada principale, erano strette e un pò rotte, ma con un pò di attenzione erano ancora ben praticabili.

-Buon pomeriggio, dove andate?- disse la signora anziana. Abitava vicino a me e appena smesso il temporale, si era già sistemata con la sua seggiola fuori nella sua aia.

-Vado a fare una passeggiata fino al bosco, per distrarmi.- le dissi senza curarmi più di tanto di lei.

La vita di paese era questa, la curiosità entrava ovunque anche se si teneva le persiane ben chiuse.

Percorsi la strada principale del paese e mi trovai fuori le mura, presi per il bosco e in poco tempo mi trovai immerso nei profumi e nei colori meravigliosi di questo posto.

Amavo il sottobosco più degli alberi in sè, guardavo ogni sua perfezione, ogni pianticella piccola , ogni cespuglio, il muschio verde e ogni sua sfumatura, le felci. Mi soffermavo particolarmente sugli insetti e in quel momento mi accorgevo di entrare a fare parte del loro mondo osservandoli, pensando a quanto è breve la vita e a quanto passa in fretta. Ma sul mio cammino incontrai inaspettatamente un cespuglio di rose rosse ancora bagnato dall'acqua caduta.

Ecco, avevo trovato la nota colorata in una giornata grigia e quanto la natura voleva dirmi e voleva farmi vedere. In mezzo a tutto questo verde e marrone con tutte le sue sfumature, il rosso di queste rose era come un lampo a ciel sereno. Mi fermai davanti a loro per un pò decisi di ammirarle, senza toccarle, solo la loro vista mi faceva stare bene, erano una meraviglia della natura, un regalo inaspettato dopo un enorme lavoro.

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