scrivi

Una storia di vladimiroforlese

Questa storia è presente nel magazine Vivere per (r)esistere

Il vecchio poeta

155 visualizzazioni

1 minuti

Pubblicato il 31 gennaio 2019 in Poesia

0

La poesia
ah la poesia — diceva
un coito infinito
segni d’interpunzione niente
nessun punto e a capo
fra le parole — come un gioco di echi
salgono voci respiri epoche
sale il profumo della terra
letame e fiore di limone e sperma

Vedi la zappa il badile
una casa in attesa
con tante finestre spalancate
e un fumo celeste che riverbera

veleggiando
nei vuoti di memoria
angelicata e nera luce d’infanzia
qualcosa che ti parla non del passato
ma che parla d’amore

E vedi cieli e stagioni
città che vissero millenni
e decaddero a pascolo di capre
e altre germogliate su campi di granoturco
uguali a quelle
col sangue degli uccisi murato dentro

Vedi un ruotare di mani allo scavo
uomini e donne
omeri tesi e braccia che lottano
avvinghiate ad un giro di stelle

Vedi noi che veniamo dalla sabbia del deserto
e dai mari di Proteo
anime raggrinzite da pubblici peccati
ciascuno col suo rango come l’uccello in gabbia
Corpi coricati eretti nudi
un’intera geografia ignota
studiata mille volte
appresa a memoria
eppure ignota.

Ah la poesia — diceva
un gioco tra primo piano e sfondo
una melagrana di pensieri
che se la spacchi vedi — nervo di radice
la nostalgia d’una esistenza viva
il mondo com’era
il nostro mondo di terra e di tempo

Ah la poesia — diceva
la poesia

fu quando avevo un sogno
invulnerabile rosso

Ora non ricordo più
batto il dito sul marmo
e ascolto ascolto ascolto

nel silenzioso ridere del fiume
l’ironia d’un dio che sembra guidi
immota danza

La poesia
ah la poesia — diceva
null’altro che amore

riparazione



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×