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Una storia di Albert5454

Io oppure Tu ?

Una traccia di noi.

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4 minuti

Pubblicato il 07 dicembre 2019 in Altro

Tags: #amore #Io #sera #tempo #Tu

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E anche stasera sembra una serata dalla lunghezza atipica come lo sono un po’ tutte queste sere di tardo autunno. Con il buio precoce, con il fresco che inizia presto a pizzicare guance e fronte le compagnie migliori divengono il tepore delle quattro mura di casa, la luce fioca, i colori varianti della fiamma nel camino e le pagine da scorrere di un buon libro nel quale confondersi per qualche ora.Una tranquillità di fondo pervade il senso di questa serata. L’ora è oramai tarda ma sembro non accorgermene nel mio continuare a leggere. Anche tu non hai ancora posato gli occhiali e continui a farti intricare da un altro libro perdendoti in altre storie. A volte mi trovo ad alzare gli occhi indirizzandoli verso di tè. Ti osservo pensando che ogni minuto resterà un minuto mai inutile di questo tempo nostro che da decenni accompagna le nostre vite.Torno ancora per un poco a posare il mio sguardo su di tè. Tu, neppure te ne accorgi presa come sei dalla lettura. Sembri concentrata, più che mai assorta a comprendere le parole e il senso racchiusi in quel libro. Poi alzi per un attimo Il viso, e così, poco prima che io io riprenda a leggere, noto quel tuo scrutarmi con dolce insistenza. Fingo di non accorgermene mentre invece cerco di leggere e di carpire cosa stai pensando.Non te lo dirò, resteranno solo sensazioni mie queste parole che mi sembra di sentirti dire.


“Sei sempre stato così, gracile, fragile nell’aspetto ma troppo duro ed esigente verso te stesso. Sappi che sei sempre stato un arcobaleno di colori per me. In ogni loro tinta, in ogni aspetto colorato sento rappresentata la vita, con i suoi tempi dai colori vivaci e altri leggermente opachi, beh, sai, ti ho sempre ritrovato in ogni piccola sfumatura colorata.

Hai sempre gettato oltre ogni ostacolo la tua onestà morale. Tu così semplice hai aiutato molti, con la parola giusta, con una carezza lieve o un abbraccio forte, confortato da quel tuo nel tono pacato della voce che dispensa calma. Vorrei dirti che mi rende felice ancora dopo tanti anni guardarti così con dolcezza e chissà mi chiedo, perché non suoni più, non scrivi ancora. Forse sarà questa mia stizzosa tosse che ti preoccupa e che non passa neppure la notte. Ma sai vederti li assorto su quel libro, mi ricorda quanto anche nelle piccole, forse futili cose sei stato un po`speciale. A volte con il cuore in gola aspettavo il tuo tornare con lo sguardo incollato alla veranda mentre capivo che il rumore della tua potente auto in arrivo sarebbe diventata la medicina migliore. A volte ho un po`paura che perdi la tua voglia di raccontare e di farmi compagnia prendendo un singolo dettaglio per tracciare poi una di quelle tue infinite storie. E poi… e poi… penso a quanto del tempo nostro ha preso il volo dandoci più calma ora, insegnandoci la vita, la stima, l’intrigo e il rispetto. Un tempo che fuggendo ci ha regalato un paio di occhiali, qualche segno sul volto, ingrigito i capelli. Tu stai leggendo e spero di non disturbare i tuoi pensieri.Sai, spesso cerco anche di offuscare i pochi rumori in casa perché conosco quanto ami il silenzio. Conosco quanto ami leggere i disegni delle nuvole in cielo, quanto ti è cara quella nebbia, che quando appare, sfuma ed addolcisce il mondo attorno. Ed ora che abbiamo avuto dalla vita molto, beh sappi che mi basta sapere che stai bene. Sai, quando rientri sotto un sole a picco oppure di notte con solo l’l’ombra generata dai lampioni come compagnia, anche se non mi vedi, io sono lì al tuo fianco per tenerti compagnia. Capisco che questo tempo ci sfugge fra le dita. Comprendo che in fondo siamo di passaggio perché siamo noi che ce ne andremo Allora se a volte sono stanca di essere stanca, se capitano e vivo i miei giorni” storti” ricorda che per me, Tu sei Tu. Ed è per questo, anche se tu non mi stai osservando, che ti regalo un sorriso pregandoti di non tenerli solo nei tuoi occhi i sogni migliori che hai”.


Ho terminato il capitolo e gli occhi iniziano a faticare, così li alzo e li sfrego un poco.Ti sorrido è ora d coricarsi e non ti dirò che per un po’ ti ho letto dentro, ma ti dirò che quanto pensavi era anche quanto io stavo pensando di tè. Albert.


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