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Una storia di BrunoMagnolfi

Insolitamente.

Mi sono vergognato

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3 minuti

Pubblicato il 15 luglio 2020 in Avventura

Tags: #disagio #raccontobreve

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Mi sono vergognato, ecco tutto il punto della questione. Mi sono vergognato spesso di non essere riuscito ad avere fino ad oggi un’esistenza intensa ed interessante come avrei voluto da sempre, e come d’altronde sarebbe stato giusto che avessi, fin dagli inizi; ed anche di non essere stato capace, magari con un pizzico di fortuna in più, di portare a compimento tutte quelle iniziative che mi vanto di aver sempre avuto, durante tutto questo tempo. Non è però vergogna nei confronti degli altri, o di chi mi conosce. E’ un dispiacere che reputo tutto mio, visto che non ho mai cercato la fama o il successo. Questione di personalità, cosa che non ho mai coltivato in maniera adeguata, molto probabilmente. Difatti, tutto quello di cui oggi torno ad occuparmi con più assiduità, è soltanto ciò che fa parte dei miei interessi privati, niente che possa attirare altri appetiti, nulla che in qualche modo riguardi altra gente, altre persone, differenti individui. Tutto nasce e muore dentro di me, senza tentativi di coinvolgimento di amici o di conoscenti.

Perciò oggi reputo strano, forse proprio perché del tutto lontano da ogni mia abitudine, questo improvviso interesse di molti per la mia persona: gente che mi ferma per strada, altri che mi salutano senza che io ricordi di averli mai visti, altri ancora che mi cercano tramite messaggi postali o telefonici, complimentandosi spesso per qualcosa di cui neppure ricordo di essermi mai occupato, tanto che spesso ho dovuto considerare, in mezzo alla mia meraviglia, la possibilità effettiva per uno scambio di persona piuttosto evidente, forse una somiglianza con chissà chi, magari un sosia, nelle fattezze o nei gesti, forse persino nel nome, capace di prestarmi una notorietà peraltro ingiustificata. “Ma no”, mi ha invece detto qualcuno per strada ridendo; “è proprio lei: esattamente quello di cui sappiamo il valore, e del quale ci onoriamo di essere semplici concittadini”.

Perciò ho lasciato perdere qualsiasi dubbio rimasto, anche perché sarei apparso fuori di senno, e pur continuando a svolgere la mia vita di sempre, ho acconsentito al fatto che queste benedette persone proseguissero ad ammirare nella mia soggettività qualcosa che stento parecchio nel riconoscere io stesso. Niente di male, ho riflettuto, se qualcuno si è accorto alla fine che dentro di me soggiorna una vera persona. Purtroppo però ci si abitua in fretta a certe novità, e quanto è iniziato ad accadere non è stato, come avrei potuto pensare, del tutto privo di inconvenienti. Ho iniziato a riflettere maggiormente sulle iniziative di cui mi stavo occupando, ponendomi continuamente il dubbio che queste fossero davvero all’altezza di quanto tutti si sarebbero attesi da me, fino ad interrogarmi se non fosse il caso di lasciar perdere alcune cose. Brevemente è intervenuta così una paralisi quasi completa nell'occuparmi dei miei interessi, tanto da indurmi a restare immobile per la maggior parte della giornata, piuttosto che combinare dei guai.

Mi sento triste adesso, fermo come sono, nell'attesa di non so neppure io cosa, e quando iniziano a girarmi delle idee dentro la testa, immediatamente i dubbi che in modo inevitabile arrivano subito dopo, paiono subito aggredirle, tanto da lasciarmi spossato e privo della volontà di decidermi a smuovere almeno qualcosa. Continuo a ricevere complimenti e congratulazioni, specialmente via posta, al punto che sono quasi sommerso dai messaggi di una messe di sconosciuti entusiasti per aver avuto in qualche maniera la possibilità di farsi vivi con una persona della mia specie, tanto che da ogni parte proseguono a dirsi addirittura onorati di potermi così contattare. Naturalmente non ho mai risposto a nessuno, almeno fino adesso, forse anche per timidezza; ma da qualche giorno ho iniziato persino a pensare che forse è proprio questo che mi rende così particolare agli occhi di molti; un individuo insolito, magari un po’ strano, però indubbiamente diverso da tutti.


Bruno Magnolfi


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